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La colonna e il fondamento della verità. Saggio di teodicea ortodossa in dodici lettere

“La colonna e il fondamento della verità” è tra i più suggestivi capolavori della spiritualità ortodossa e un raro esempio di creativo confronto tra ragione e fede. “Saggio di teodicea ortodossa in dodici lettere”, Florenskij delinea in quest’opera un percorso di ricerca della verità che intreccia le più rigorose argomentazioni teoretiche con pagine di grande spiritualità e speculazione teologica. Svelato l’abisso e l’inferno scettico della ragione trascendentale moderna, provata l’impossibilità logica di poter catturare e contenere una verità che sia espressione della pienezza della vita nella sua antinomicità, Florenskij dimostra come non siano l’intuizione e la discorsività a dare la conoscenza della verità, ma che “essa nasce nell’anima per una rivelazione libera della stessa verità triipostatica, per una visita in grazia fatta all’anima dallo Spirito Santo”. Pubblicata a Mosca nel 1914, frutto della conversione e degli studi teologici di Pavel Florenskij, “La colonna” è stata fino a pochi anni fa l’unica sua grande opera conosciuta, e se ha ispirato un’importantissima figura della teologia ortodossa come Sergej N. Bulgakov, non ha mancato di suscitare timori e incomprensioni, soprattutto per le intense pagine dedicate alla sofiologia. Introduzione di Roberto Revello.

Codice Gesù. I manoscritti segreti di Qumran smascherano le manipolazioni e le falsificazioni dei Vangeli

I Vangeli descrivono Gesù come Messia assolutamente apolitico, disinteressato alle questioni della Palestina del suo tempo e impegnato a precisare che “il suo Regno non è di questo mondo”. Ma allora perché i Romani lo avrebbero crocifisso, comminando una condanna riservata unicamente agli agitatori politici? E perché mai il Sinedrio avrebbe dovuto esigere una simile pena, se quella prevista per la blasfemia era la lapidazione? Per il professor Eisenman, uno dei più rilevanti esperti degli antichi manoscritti del Mar Morto, il quadro offerto dal Nuovo Testamento è a dir poco sospetto. Anzi, è un quadro palesemente falsificato, il risultato di un’opera di mistificazione messa in atto in primo luogo da Paolo di Tarso, ellenizzante, antisemita e pesantemente compromesso con il potere di Roma. La scoperta dei Rotoli di Qumran, e di testi come il Vangelo di Giuda e le Apocalissi di Nagh Hammadi, permette ora di smascherare la manipolazione, e di comprendere così la vera natura della Chiesa delle origini, una comunità in cui Giacomo, il fratello di Gesù, ebbe indubitabilmente un ruolo di primo piano.

Le civiltà del disagio. Dispacci da Lahore, New York e Londra

“Se la globalizzazione ha da prometterci qualcosa, qualcosa che possa spingerci ad accogliere a braccia aperte il caos che ne deriva, allora quel che ha da prometterci è questo: saremo più liberi di inventare noi stessi”. Con tale dichiarazione di intenti si apre questa raccolta di articoli e brevi saggi di uno dei più provocatori e stimolanti narratori del nostro tempo. Ma nel mondo globalizzato abbiamo davvero la libertà di inventare noi stessi? Tutto sembra indicare il contrario, perché ogni pretesto è buono per imprigionarci in quelle “illusioni dilaganti, pericolose e potenti” che portano il nome di civiltà. Hamid lo chiama il giogo del depistaggio: “Ci viene detto di dimenticare le fonti del nostro disagio perché c’è in gioco qualcosa di più importante: il destino della nostra civiltà”. E così finisce per sembrarci inevitabile che provare inutilmente a respingere l’immigrazione e a sigillare le frontiere sia più importante che porre rimedio al disordine economico e alle crescenti disparità sociali. Muovendosi fra i ricordi personali e la riflessione politica, fra la letteratura e la cronaca, Hamid guarda al mondo che ci circonda con gli occhi di uno scrittore cresciuto fra il Pakistan e gli Stati Uniti, vissuto a Londra e tornato di recente ad abitare a Lahore. E leggendolo noi scopriamo che forse è possibile liberarsi dal giogo del depistaggio, e “mettersi insieme per inventare un mondo post-civiltà, e quindi infinitamente più civile”.

Cinema e storia 2014: Italia 1977: crocevia di un cambiamento

Il 1977 è uno snodo nella storia recente d’Italia. È un anno di transizione, in cui si sviluppa una mobilitazione di massa segnata da un ethos collettivo, mentre però affiorano segnali di stanchezza, che preparano il riflusso e un nuovo ethos individualistico. Eppure, questa fase così ricca e contraddittoria, è stata spesso raccontata in modo unilaterale, insistendo sull’estremismo e la violenza. Sta perciò crescendo l’esigenza di sottrarre questo anno-chiave da tali rappresentazioni, per studiarlo in tutta la sua complessità. Il volume monografico di «Cinema e Storia» si propone come contributo in questo senso. E lo fa studiando l’interazione fra strutture materiali, immaginario e rappresentazioni; tra le dinamiche politico-sociali e la produzione artistico-culturale. Emergono così le differenze tra i film che raccontavano la loro attualità, insistendo sull’anima più radicale dei movimenti, e i film che anni dopo ne hanno recuperato l’altra anima, più creativa. Prende forma il clima individualistico, che fonti diverse – relazioni prefettizie, giornali, film – confermano già forte nel paese. Ma si stagliano esperimenti creativi, grazie ai quali comincia a soffiare in Italia il vento della temperie definita «Postmodernità». Un quadro insomma complesso, di una stagione decisiva.Scritti diErmanno Taviani, Christian Uva, Mauro Giori, Mirco Melanco, Marco Cosci, Domenico Guzzo, Paola Valentini, Franco Grattarola, Domenico Monetti, Luca Pallanch, Alessandra Chiarini, Vito Zagarrio, Paolo Mattera, Roberto Cavallini, Chiara Gelato, Bruno Di Marino, Massimo Galimberti, Luca Zamparini, Stefano Ciavatta, Riccardo Tozzi, Luca Peretti, Damiano Garofalo, Raffaele Rivieccio, Roberto Leggio, Jacub ZielinskiLa rivistaUna rivista che si colloca su un terreno di confine, forse una “terra di nessuno” in buona parte da esplorare. Ogni numero presenta contributi interdisciplinari uniti da un filo comune: lo studio dell’immaginario, del suo terreno culturale e degli effetti che esso produce nella realtà.

Il cielo capovolto

Figlia perfetta, studentessa modello, la ragazza più ricca del quartiere. Antonella è prigioniera dell’immagine allegra e spensierata che gli altri hanno di lei e il bisogno urgente di amore e approvazione la spinge a fingere di essere quello che non è. Finché un viaggio di lavoro a New York diventa l’occasione per evadere dalla noiosa normalità di una città di provincia, per fuggire via dalla solitudine e inseguire il successo e la libertà tanto desiderata. Ma l’illusione del sogno americano si infrange contro una gelida notte di inizio febbraio, quando Antonella, cui sarà diagnosticata una forma di depressione bipolare, tenta di togliersi la vita. E il cielo si capovolge.
Un diario coraggioso che parla di un faticoso percorso di salvezza, in cui l’autrice affronta senza vergogna “il più grande inciampo” della sua vita e racconta, mettendosi a nudo, la sua umile rinascita, per spiegare “a chi ha perso la speranza o a chi crede di averla esaurita, che la vittoria sul dolore è possibile; si chiama abbraccio bacio fatica stanchezza risveglio pillole analisi scrittura o semplicemente poesia”. **
### Sinossi
Figlia perfetta, studentessa modello, la ragazza più ricca del quartiere. Antonella è prigioniera dell’immagine allegra e spensierata che gli altri hanno di lei e il bisogno urgente di amore e approvazione la spinge a fingere di essere quello che non è. Finché un viaggio di lavoro a New York diventa l’occasione per evadere dalla noiosa normalità di una città di provincia, per fuggire via dalla solitudine e inseguire il successo e la libertà tanto desiderata. Ma l’illusione del sogno americano si infrange contro una gelida notte di inizio febbraio, quando Antonella, cui sarà diagnosticata una forma di depressione bipolare, tenta di togliersi la vita. E il cielo si capovolge.
Un diario coraggioso che parla di un faticoso percorso di salvezza, in cui l’autrice affronta senza vergogna “il più grande inciampo” della sua vita e racconta, mettendosi a nudo, la sua umile rinascita, per spiegare “a chi ha perso la speranza o a chi crede di averla esaurita, che la vittoria sul dolore è possibile; si chiama abbraccio bacio fatica stanchezza risveglio pillole analisi scrittura o semplicemente poesia”.

Ciao

Nella Roma stanca del sole di Ferragosto, oltre il silenzio di Villa Borghese, la luce ancora forte del tramonto estivo porta ricordi, riflessioni, apparizioni. Walter non ha mai conosciuto suo padre, quel “ragazzo importante” la cui voce tuonava alla radio. Eppure, sulla porta di casa, sente qualcuno chiamarlo: “Ciao”. Dietro di sé trova suo padre, con ancora l’aspetto di un ragazzo degli anni Cinquanta, il doppiopetto e la brillantina nei capelli, lo sguardo giovane dell’età in cui la malattia lo ha preso. Dialogare adesso con un padre che non c’è mai stato, con un padre immaginato, sembra impossibile. Ma questo viaggio inizia, tra malinconie e incertezze, domande e rimpianti, e ripercorre tutti gli anni che Walter e Vittorio Veltroni non hanno potuto condividere. E sul dolore della perdita vince la fantasia, quella che permette sempre di immaginare ciò che non c’è, e persino ciò che non può esserci. **
### Recensione
**L’assenza del padre, la politica come passione**
**, Tuttolibri – La Stampa
*Ciao* è il romanzo della vita di **Walter Veltroni**. L’ex segretario del Pd vi ha pensato per anni ma lo ha potuto realizzare solo quando si è liberato dai suoi onerosi impegni. Protagonista è suo padre, mitica voce dell’Eiar di Mussolini, poi della radio del dopoguerra e della nascente televisione. Un libro dedicato alla dolorosa assenza del padre e alla condizione di orfano, pieno di nostalgia per le occasioni mancate. Vittorio – scomparso quando Walter aveva un anno – non ha mai potuto sapere che suo figlio ha fatto «il lavoro più bello del mondo… la politica vissuta come passione».
### Sinossi
Nella Roma stanca del sole di Ferragosto, oltre il silenzio di Villa Borghese, la luce ancora forte del tramonto estivo porta ricordi, riflessioni, apparizioni. Walter non ha mai conosciuto suo padre, quel “ragazzo importante” la cui voce tuonava alla radio. Eppure, sulla porta di casa, sente qualcuno chiamarlo: “Ciao”. Dietro di sé trova suo padre, con ancora l’aspetto di un ragazzo degli anni Cinquanta, il doppiopetto e la brillantina nei capelli, lo sguardo giovane dell’età in cui la malattia lo ha preso. Dialogare adesso con un padre che non c’è mai stato, con un padre immaginato, sembra impossibile. Ma questo viaggio inizia, tra malinconie e incertezze, domande e rimpianti, e ripercorre tutti gli anni che Walter e Vittorio Veltroni non hanno potuto condividere. E sul dolore della perdita vince la fantasia, quella che permette sempre di immaginare ciò che non c’è, e persino ciò che non può esserci.

Che bravo cane!

Cosa succede se la mamma smette di fare quello che ha sempre fatto per la sua famiglia? Chi si occupa della casa? Chi si prende la briga di svegliare gli altri, di preparare i pasti, di fare il bucato? A casa Peachey nessuno, né il papà né i tre ragazzi, Ava, Ollie e Betty. E le conseguenze? Disastrose. Ma se a salvarli fosse un cane? Un cane molto sveglio, dal nome scozzese e le zampette corte? Allora le conseguenze sono… imprevedibili! Un libro speciale che, con intelligenza e ironia, parla di educazione di genere e di quanto gli animali possano diventare a tutti gli effetti membri della famiglia

Il Cervello Infinito

Cheryl ha la costante sensazione di cadere a causa di un deficit del suo apparato vestibolare; Barbara ha un cervello asimmetrico ed è considerata «ritardata»; Michael è un chirurgo oculare che a quarantaquattro anni subisce un ictus invalidante. Queste sono solo alcune delle storie alle frontiere della neuroscienza narrate in questo saggio affascinante e avvincente: per loro e per molte altre tipologie di pazienti ora c’è una concreta possibilità di recupero e completa guarigione. La scoperta che ha aperto la strada a questa fondata speranza è quella della neuroplasticità, ossia la proprietà del cervello di essere malleabile sempre, non solo nell’infanzia. Che il cervello fosse una macchina immutabile e che ogni sua parte non potesse essere sostituita o riparata era un assunto indiscutibile nel secolo scorso: una volta inceppato, il congegno perfetto sarebbe rimasto irrimediabilmente danneggiato. La tesi che ha scatenato la rivoluzione della neuroscienza ci dice che il cervello è in grado di cambiare se stesso e può funzionalmente riorganizzare ogni sua parte per sopperire alle carenze che si vengono a creare in seguito ai traumi o al lento processo di invecchiamento. Non solo. L’intera esperienza umana può essere spiegata esplorando le potenzialità del cervello malleabile: la creatività e l’amore, la dipendenza e l’ossessione. Si tratta di processi neurologici molto complessi che sono indagati, anzi, vivacemente raccontati con semplicità e chiarezza espositiva. L’autore ci porta per mano alla scoperta della nuova scienza del cervello e si ha l’impressione che sia un percorso irrinunciabile, se vogliamo capire meglio il futuro che ci attende.

Certi amori non finiscono

**Paige ha imparato a non curarsi di quello che gli altri pensano di lei, fino al giorno in cui ha incrociato lo sguardo di Houston**
Mi definiscono egoista. E non è la cosa più brutta che dicono di me. Li ho sentiti: Paige Owen non ha niente, oltre alla sua faccia carina. È solo un passatempo per le feste. Stupida, senza cuore e inutile. Tutti pensano che voglia solo piacere ai ragazzi. E in parte è stato così. Ma sentirselo dire fa male. Adesso sono pronta ad affrontare le conseguenze delle mie scelte e a ritrovare la mia strada. Perché quando Houston Orr mi ha guardato, ha visto la parte migliore di me. Una parte che nemmeno io sapevo di avere. Voglio essere all’altezza di quello sguardo. Houston Orr non era incluso nei miei piani per il futuro. Ma sto cominciando a pensare che i piani siano sopravvalutati. Perché forse le nostre storie sono influenzate dal destino. Houston è capace di portare poesia nella mia vita. E anche se non avrei mai pensato di potermi innamorare di lui, l’ho fatto. A volte le cose possono sfuggire al nostro controllo. E per la prima volta nella mia vita, voglio affidarmi al destino.
**Ginger Scott**
è autrice bestseller di Amazon, nominata ai Goodreads Choice Award, autrice di diversi romanzi d’amore young adult e new adult. Collabora da sempre con quotidiani, riviste e blog. Con la Newton Compton ha già pubblicato primi capitoli della *Falling Series* , *Ogni battito del cuore* e *Io, te e l’infinito. Certi amori non finiscono* è il terzo capitolo. **
### Sinossi
**Paige ha imparato a non curarsi di quello che gli altri pensano di lei, fino al giorno in cui ha incrociato lo sguardo di Houston**
Mi definiscono egoista. E non è la cosa più brutta che dicono di me. Li ho sentiti: Paige Owen non ha niente, oltre alla sua faccia carina. È solo un passatempo per le feste. Stupida, senza cuore e inutile. Tutti pensano che voglia solo piacere ai ragazzi. E in parte è stato così. Ma sentirselo dire fa male. Adesso sono pronta ad affrontare le conseguenze delle mie scelte e a ritrovare la mia strada. Perché quando Houston Orr mi ha guardato, ha visto la parte migliore di me. Una parte che nemmeno io sapevo di avere. Voglio essere all’altezza di quello sguardo. Houston Orr non era incluso nei miei piani per il futuro. Ma sto cominciando a pensare che i piani siano sopravvalutati. Perché forse le nostre storie sono influenzate dal destino. Houston è capace di portare poesia nella mia vita. E anche se non avrei mai pensato di potermi innamorare di lui, l’ho fatto. A volte le cose possono sfuggire al nostro controllo. E per la prima volta nella mia vita, voglio affidarmi al destino.
**Ginger Scott**
è autrice bestseller di Amazon, nominata ai Goodreads Choice Award, autrice di diversi romanzi d’amore young adult e new adult. Collabora da sempre con quotidiani, riviste e blog. Con la Newton Compton ha già pubblicato primi capitoli della *Falling Series* , *Ogni battito del cuore* e *Io, te e l’infinito. Certi amori non finiscono* è il terzo capitolo.

Il cerchio d’oro. Il libro del tempo

Sam è riuscito a riportare suo padre nel presente, ma le condizioni di Allan restano molto gravi. A Sam non resta altra scelta che ripartire e tentare un’ultima, estrema soluzione. Per prima cosa è costretto ad accettare la sfida del suo acerrimo nemico, il Tatuato, e ad affrontare altri viaggi e nuovi pericoli: dalla Cina leggendaria dell’imperatore Qin a Roma assediata dalle truppe di Carlo V. Poi, deve riuscire a trovare il modo di cambiare il corso del tempo. Ma è davvero possibile recuperare il passato e sperare di rivedere un giorno sua madre? E se sì, a che prezzo? Con un’ultima, sorprendente svolta nell’odissea di Sam Faulkner, giunge a conclusione la trilogia di Prévost “Il libro del tempo”. Età di lettura: da 12 anni.

Le cento migliori ricette al cioccolato

Già nel 600 a.C. i Maya macinavano i semi di cacao per produrne una bevanda: presso gli Aztechi, i semi della pianta venivano addirittura usati come moneta di scambio. In Europa l’uso del cacao si è affermato nel XVII secolo; oggi è diffuso in tutto il mondo e alimenta una fiorente industria. Il cioccolato trova innumerevoli impieghi in cucina; nelle cento ricette qui presentate troverete anche primi piatti e salse, ma soprattutto dolci: torte, pasticcini, biscotti… oltre, naturalmente, a varie versioni di cioccolato in tazza. Paola Balducchimodenese, è appassionata di cucina, ricercatrice di ricette inedite antiche e moderne e autrice di vari libri sull’argomento. Con la Newton Compton ha pubblicato Cucinare con la nutella®, La cucina di mare dell’Emilia Romagna, La cucina di mare delle Marche e Ricette per casalinghi disperati oltre a svariati volumetti de «La Compagnia del Buongustaio».

Il Cartello Olandese

Si sedette su un sasso e tirò fuori un sacchettino di pelle pieno di erba. Si rollò una tromba più grande della sua testa, si fece accendere da una lucciola di passaggio e, con il solito ghigno soddisfatto, cominciò a fumare. «Grande qualità! Nei pochi anni che si vivono in questo miserabile mondo bisogna avere tutto di qualità. Niente patacche, niente imitazioni, solo cose vere.
Milioni di giovani si recano ogni anno in Olanda alla ricerca dello sballo facile venduto legalmente nei coffee shop. Ma i coffee shop olandesi dove si riforniscono? Spesso dalla criminalità organizzata, ma anche dai “cartelli”, vere e proprie aziende in contatto con i signori della droga nelle montagne del Rif in Marocco, nella Valle della Beqa’ in Libano, sugli altopiani dell’Afghanistan, nelle Antille Olandesi e in Messico. La storia di questo libro è ambientata negli anni settanta-ottanta quando fare i trafficanti era ancora un mestiere romantico e la mitica barca a vela Avalon – veloce quanto imprendibile – solcava i mari del mondo con il suo “prezioso” carico e nelle serre di fiori alla periferia di Amsterdam il “Trio d’Oro” coltivava cannabis. I nomi li abbiamo cambiati ma è tutto successo veramente. **
### Sinossi
Si sedette su un sasso e tirò fuori un sacchettino di pelle pieno di erba. Si rollò una tromba più grande della sua testa, si fece accendere da una lucciola di passaggio e, con il solito ghigno soddisfatto, cominciò a fumare. «Grande qualità! Nei pochi anni che si vivono in questo miserabile mondo bisogna avere tutto di qualità. Niente patacche, niente imitazioni, solo cose vere.
Milioni di giovani si recano ogni anno in Olanda alla ricerca dello sballo facile venduto legalmente nei coffee shop. Ma i coffee shop olandesi dove si riforniscono? Spesso dalla criminalità organizzata, ma anche dai “cartelli”, vere e proprie aziende in contatto con i signori della droga nelle montagne del Rif in Marocco, nella Valle della Beqa’ in Libano, sugli altopiani dell’Afghanistan, nelle Antille Olandesi e in Messico. La storia di questo libro è ambientata negli anni settanta-ottanta quando fare i trafficanti era ancora un mestiere romantico e la mitica barca a vela Avalon – veloce quanto imprendibile – solcava i mari del mondo con il suo “prezioso” carico e nelle serre di fiori alla periferia di Amsterdam il “Trio d’Oro” coltivava cannabis. I nomi li abbiamo cambiati ma è tutto successo veramente.

Carnevale

L’origine dei riti mascherati si perde nella notte dei tempi. Corrisponde al ciclico ritorno degli antenati, che all’avvio del nuovo anno si manifestano ai vivi come figure bizzarre, inquietanti, sfarzose, esagerate per portare un augurio di prosperità e di fertilità. Cacciati dalla cittadella sacra di Natale ed epifania, questi personaggi ancestrali se ne sono andati a spasso per il calendario, trovando rifugio là dove non recavano disturbo. Così, in luoghi remoti del continente europeo e nelle date più impensate del semestre invernale, vediamo tornare alla ribalta gli scampanatori paurosi dei lupercali, i bianchi salterini degli ambarvali, i burleschi birboni dei saturnali… Da rito che era, nel regime religioso cristiano la mascherata si è trasformata in farsa, in un presunto tripudio di gola e licenziosità legittimato quale necessaria antifona della successiva espiazione quaresimale. Forte di questo salvacondotto, carnevale diviene il protagonista della cultura popolare della rinascenza europea, di cui seguirà le sorti, per prendere infine il piroscafo e andare a conquistare le grandi città della sponda orientale dell’America Latina e della Louisiana, dove avrà inizio il suo inarrestabile incedere sulla scena globale in atto ancora oggi.