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Dieci brutali delitti

**«Tra i migliori libri che abbia mai letto. Impossibile interrompere la lettura.» Stephen King
Una scioccante storia vera**
Per oltre dieci anni, un uomo ha compiuto più di cinquanta aggressioni nel nord della California. Successivamente, spostandosi verso sud, ha lasciato dietro di sé una scia di sangue: dieci omicidi brutali. Nessuno è riuscito a catturarlo, è scomparso nel nulla sottraendosi alle massicce operazioni di polizia in tutta la zona. Trent’anni dopo, Michelle McNamara, una giornalista, ha deciso di indagare per trovare lo psicopatico che lei stessa ha soprannominato il “Golden State Killer”, termine poi adottato anche dalle autorità. Questo libro, pubblicato dopo la sua morte, è una straordinaria testimonianza del lavoro che ha compiuto e offre una prospettiva lucidissima sull’America, attraverso il racconto di tutto l’orrore che una singola mente criminale è stata capace di generare. A emergere è anche il ritratto di una donna e della sua instancabile ricerca della verità. Salutato come un classico moderno del giornalismo d’inchiesta, ha contribuito alla realizzazione del sogno della sua autrice: smascherare il Golden State Killer.
«Ciò che rende questo libro così speciale è che parla di due ossessioni, una chiara e una oscura. Il Golden State Killer è la metà oscura, Michelle McNamara quella chiara. È un viaggio in due menti, una malata e disordinata, l’altra intelligente e determinata. Ho adorato questo libro.»
**Stephen King**
**La storia vera del serial killer che ha terrorizzato la California tra gli anni ’70 e ’80
Vincitore dei Goodreads Choice Awards 2018 per la categoria “nonfiction”
Al primo posto nella classifica del New York Times**
**Michelle McNamara**
È stata una giornalista e scrittrice americana. Per tutta la vita si è occupata di inchieste sulla criminalità. *Dieci brutali delitti* , pubblicato postumo in lingua originale, racconta le sue indagini sul Golden State Killer, il nome che lei stessa ha dato a uno stupratore e assassino seriale che ha commesso crimini per oltre dieci anni. La HBO ha annunciato di aver acquisito i diritti del libro per un documentario. **
### Sinossi
**«Tra i migliori libri che abbia mai letto. Impossibile interrompere la lettura.» Stephen King
Una scioccante storia vera**
Per oltre dieci anni, un uomo ha compiuto più di cinquanta aggressioni nel nord della California. Successivamente, spostandosi verso sud, ha lasciato dietro di sé una scia di sangue: dieci omicidi brutali. Nessuno è riuscito a catturarlo, è scomparso nel nulla sottraendosi alle massicce operazioni di polizia in tutta la zona. Trent’anni dopo, Michelle McNamara, una giornalista, ha deciso di indagare per trovare lo psicopatico che lei stessa ha soprannominato il “Golden State Killer”, termine poi adottato anche dalle autorità. Questo libro, pubblicato dopo la sua morte, è una straordinaria testimonianza del lavoro che ha compiuto e offre una prospettiva lucidissima sull’America, attraverso il racconto di tutto l’orrore che una singola mente criminale è stata capace di generare. A emergere è anche il ritratto di una donna e della sua instancabile ricerca della verità. Salutato come un classico moderno del giornalismo d’inchiesta, ha contribuito alla realizzazione del sogno della sua autrice: smascherare il Golden State Killer.
«Ciò che rende questo libro così speciale è che parla di due ossessioni, una chiara e una oscura. Il Golden State Killer è la metà oscura, Michelle McNamara quella chiara. È un viaggio in due menti, una malata e disordinata, l’altra intelligente e determinata. Ho adorato questo libro.»
**Stephen King**
**La storia vera del serial killer che ha terrorizzato la California tra gli anni ’70 e ’80
Vincitore dei Goodreads Choice Awards 2018 per la categoria “nonfiction”
Al primo posto nella classifica del New York Times**
**Michelle McNamara**
È stata una giornalista e scrittrice americana. Per tutta la vita si è occupata di inchieste sulla criminalità. *Dieci brutali delitti* , pubblicato postumo in lingua originale, racconta le sue indagini sul Golden State Killer, il nome che lei stessa ha dato a uno stupratore e assassino seriale che ha commesso crimini per oltre dieci anni. La HBO ha annunciato di aver acquisito i diritti del libro per un documentario.

Dialogo tra un cinico e un sognatore

Che cosa hanno in comune un matematico e un imprenditore? Chi dei due frequenta di più i sogni e chi insegue una verità cinica? In questo affascinante faccia a faccia fra due mondi apparentemente opposti, Piergiorgio Odifreddi e Oscar Farinetti si confrontano sui temi più urgenti dell’attualità: dai cambiamenti climatici alla politica dei «Grandi Satana come Trump e Orbán», dall’importanza del rispetto per la filiera del cibo alla decrescita – «che è sempre infelice». Naturalmente senza trascurare la tragicomica situazione dell’Italia odierna, incatenata ai suoi falsi problemi, intrappolata tra un «Vaffa» e certi «ducetti rosa o neri», spesso vittima di nuovi media e vecchie fake news. E nell’esplorare tutte le contraddizioni del cinismo contemporaneo dei nuovi sovranisti e dei venditori di sogni, l’uomo di scienza e l’imprenditore attraversano le diverse concezioni attribuite al sogno e al cinismo nell’antichità e nel presente, e discutono su temi di importanza universale – dal valore del tempo e del denaro fino all’amore. Un dialogo filosofico dei tempi moderni, arricchito da citazioni, curiosità, aneddoti personali, dove non si perde mai di vista l’importanza della conoscenza dei fatti, ma neppure la necessità dell’ironia: saper scherzare su se stessi e sul mondo è forse l’unica strada per portare a termine un ragionamento serio. E se è vero che il cinismo rispunta ogni qualvolta i valori di coesione di una società si sfaldano, come nel nostro presente, è forse altrettanto vero che il contraltare costruttivo al ghigno del cinico non può che essere la capacità di sognare.  Viene da chiedersi, in fondo, se quelli di Odifreddi e Farinetti siano due sguardi così diversi sul mondo. O se, almeno in questo caso, cinico e sognatore siano due facce della stessa medaglia.  «La verità è che entrambi vorremmo essere sognatori, ma entrambi riteniamo che l’altro sia un cinico», dicono gli autori. Al lettore l’ultima parola. **
### Sinossi
Che cosa hanno in comune un matematico e un imprenditore? Chi dei due frequenta di più i sogni e chi insegue una verità cinica? In questo affascinante faccia a faccia fra due mondi apparentemente opposti, Piergiorgio Odifreddi e Oscar Farinetti si confrontano sui temi più urgenti dell’attualità: dai cambiamenti climatici alla politica dei «Grandi Satana come Trump e Orbán», dall’importanza del rispetto per la filiera del cibo alla decrescita – «che è sempre infelice». Naturalmente senza trascurare la tragicomica situazione dell’Italia odierna, incatenata ai suoi falsi problemi, intrappolata tra un «Vaffa» e certi «ducetti rosa o neri», spesso vittima di nuovi media e vecchie fake news. E nell’esplorare tutte le contraddizioni del cinismo contemporaneo dei nuovi sovranisti e dei venditori di sogni, l’uomo di scienza e l’imprenditore attraversano le diverse concezioni attribuite al sogno e al cinismo nell’antichità e nel presente, e discutono su temi di importanza universale – dal valore del tempo e del denaro fino all’amore. Un dialogo filosofico dei tempi moderni, arricchito da citazioni, curiosità, aneddoti personali, dove non si perde mai di vista l’importanza della conoscenza dei fatti, ma neppure la necessità dell’ironia: saper scherzare su se stessi e sul mondo è forse l’unica strada per portare a termine un ragionamento serio. E se è vero che il cinismo rispunta ogni qualvolta i valori di coesione di una società si sfaldano, come nel nostro presente, è forse altrettanto vero che il contraltare costruttivo al ghigno del cinico non può che essere la capacità di sognare.  Viene da chiedersi, in fondo, se quelli di Odifreddi e Farinetti siano due sguardi così diversi sul mondo. O se, almeno in questo caso, cinico e sognatore siano due facce della stessa medaglia.  «La verità è che entrambi vorremmo essere sognatori, ma entrambi riteniamo che l’altro sia un cinico», dicono gli autori. Al lettore l’ultima parola.

Di tutte le virtù

Prudence Darcy non fa onore al proprio nome: è ribelle, caparbia, impulsiva e desiderosa di vivere intensamente. La madre fa di tutto per tenere a freno le sue stravaganze e ha imposto a lei e alla figlia maggiore, la dolce e bellissima Hope, di conquistare due facoltosi partiti e di fare due matrimoni eccellenti. Ma Prudence è anticonformista anche in questo: ben lontana dal temere la povertà e il disprezzo sociale, non desidera sposarsi per interesse e, anzi, non desidera sposarsi proprio. Il matrimonio, ne è certa, la priverebbe della libertà di cui ha bisogno più della stessa aria.
È con spirito spericolato, dunque, che Prudence si appresta ad affrontare la sua prima Stagione a Londra. Vuole divertirsi il più possibile, vedere luoghi nuovi e conoscere gente interessante, prima di tornare alla quiete del suo piccolo villaggio nel Derbyshire. Durante una festa in maschera ai Vauxhall Gardens, la sua fame di avventura pare trovare pane per i propri denti. Lì, infatti, incontra un uomo affascinante che la incuriosisce molto. Subito avverte una profonda affinità fra di loro: entrambi giovani, entrambi squattrinati, entrambi bisognosi di evadere da una vita di regole e rinunce. Se Prudence credesse al colpo di fulmine e non fosse scettica riguardo all’amore in generale, penserebbe quasi di aver perso la testa per il misterioso sconosciuto dagli occhi blu di cui conosce il nome, Lawrence, e poco altro. Ma Lawrence non è chi le ha detto di essere. Non si chiama neppure Lawrence, e non intende rivelare a nessuno la sua vera identità: quella di Lord Terence Auckland, un duca tutt’altro che povero, con molti ragionevoli motivi per voler mantenere l’anonimato.
Sullo sfondo di una Londra Regency allegra e gaudente, durante una primavera contraddistinta da imprevisti ora divertenti ora pericolosi, la storia di un legame inaspettato e inaspettatamente forte fra due anime più simili di quanto avrebbero mai immaginato.
Potrà, però, un’amicizia nata da una bugia trasformarsi in amore? **
### Sinossi
Prudence Darcy non fa onore al proprio nome: è ribelle, caparbia, impulsiva e desiderosa di vivere intensamente. La madre fa di tutto per tenere a freno le sue stravaganze e ha imposto a lei e alla figlia maggiore, la dolce e bellissima Hope, di conquistare due facoltosi partiti e di fare due matrimoni eccellenti. Ma Prudence è anticonformista anche in questo: ben lontana dal temere la povertà e il disprezzo sociale, non desidera sposarsi per interesse e, anzi, non desidera sposarsi proprio. Il matrimonio, ne è certa, la priverebbe della libertà di cui ha bisogno più della stessa aria.
È con spirito spericolato, dunque, che Prudence si appresta ad affrontare la sua prima Stagione a Londra. Vuole divertirsi il più possibile, vedere luoghi nuovi e conoscere gente interessante, prima di tornare alla quiete del suo piccolo villaggio nel Derbyshire. Durante una festa in maschera ai Vauxhall Gardens, la sua fame di avventura pare trovare pane per i propri denti. Lì, infatti, incontra un uomo affascinante che la incuriosisce molto. Subito avverte una profonda affinità fra di loro: entrambi giovani, entrambi squattrinati, entrambi bisognosi di evadere da una vita di regole e rinunce. Se Prudence credesse al colpo di fulmine e non fosse scettica riguardo all’amore in generale, penserebbe quasi di aver perso la testa per il misterioso sconosciuto dagli occhi blu di cui conosce il nome, Lawrence, e poco altro. Ma Lawrence non è chi le ha detto di essere. Non si chiama neppure Lawrence, e non intende rivelare a nessuno la sua vera identità: quella di Lord Terence Auckland, un duca tutt’altro che povero, con molti ragionevoli motivi per voler mantenere l’anonimato.
Sullo sfondo di una Londra Regency allegra e gaudente, durante una primavera contraddistinta da imprevisti ora divertenti ora pericolosi, la storia di un legame inaspettato e inaspettatamente forte fra due anime più simili di quanto avrebbero mai immaginato.
Potrà, però, un’amicizia nata da una bugia trasformarsi in amore?

Il detective Kindaichi

Un enigma della camera chiusa. Doppio omicidio nella dépendance della grande magione degli Ichiyanagi, ricchi e influenti possidenti. Il primogenito Kenzō, assieme alla giovane moglie, è ritrovato sgozzato, immersi i due corpi in un lago di sangue, nello stesso giorno delle nozze. L’ambiente dove è avvenuto il delitto è ermeticamente chiuso dall’interno, e l’arma del delitto, una spada tradizionale giapponese, giace a terra fuori dalla porta. Un brivido di terrore in più, che raggela gli abitanti della dimora, viene dal suono inspiegabile, nelle tardissime ore della notte, di un antico strumento a corde, il koto (il narratore della vicenda si riferisce ad essa come al «caso del koto stregato»). E nei dintorni si aggira uno strano personaggio, il viso sfregiato e solo tre dita nella mano, le cui impronte si trovano dappertutto.

Data Science: guida ai principi e alle tecniche base della scienza dei dati

Questo libro si rivolge ai programmatori che vogliono entrare nel mondo della scienza dei dati scoprendo come unire competenze che spaziano dalla matematica alle analisi di business attraverso – naturalmente – la programmazione. Lo scopo è insegnare come affrontare dati eterogenei trasformandoli in idee e insight. Nel corso dei vari capitoli vengono presentati gli elementi che un data scientist deve padroneggiare: la definizione del dominio di analisi, il recupero e la pulizia di dati grezzi, il calcolo delle probabilità, i modelli statistici, fino all’applicazione di algoritmi di machine learning. Non mancano approfondimenti su come normalizzare e preparare i dati prima di un’analisi, oltre a suggerimenti su come presentare e comunicare i risultati in modo efficace. Tutti i passaggi chiave sono corredati da esempi di pseudocodice per illustrare al meglio gli algoritmi in uso mentre gli esempi di codice utilizzano prevalentemente il linguaggio Python.

Le dannate

«Ci sono storie che scegliamo noi di raccontare, le selezioniamo tra le mille da cui ogni giorno veniamo bombardati, e le curiamo, le coltiviamo fino a quando non sono pronte per andare in onda. Poi ce ne sono altre che, invece, si scelgono da sole; se ne stanno lì nascoste in qualche cassetto, in qualche ritaglio di giornale, e al momento giusto saltano fuori, ti chiamano, si rubano la scena. E a te non resta altro che lasciarle fare e ammirare in silenzio lo spettacolo. Le prime sono, numericamente, la maggior parte. Sono quelle che compongono il nostro panorama informativo. Un po’ dei “polli da batteria”, diciamoci la verità, ma il nostro lavoro è fatto anche di questo. Le seconde sono rarissime, però speciali. Hanno una vita tutta loro, durano quanto vogliono, vanno dove gli pare. E tu non le puoi fermare, non le puoi indirizzare. Al massimo puoi provare a capirle prima degli altri, per spiegarle meglio al pubblico, per farle “tue”. La storia delle sorelle Napoli appartiene a questa seconda categoria. Dal momento in cui la lessi per la prima volta, sulle pagine della cronaca di Palermo della “Repubblica”, mi resi conto che dentro c’era qualcosa di fatale. Lì per lì non sapevo nemmeno io cosa fosse, ma dentro di me sapevo che nella battaglia condotta da quelle tre donne indomite contro la mafia c’era qualcosa che andava oltre ogni stereotipo. Inizialmente pensai che ad attirare la mia attenzione fosse il contrasto femmine­­­-mafia: ho sempre sostenuto che la mafia sia un termine femminile “per inganno”, essendo invece la mafia in sé quanto di più maschile e maschilista si possa immaginare. Ma piano piano, puntata dopo puntata, mentre il grande pubblico si appassionava alla vicenda incredibile e vergognosa di Marianna, Ina e Irene, mi rendevo conto che nei fatti che si susseguivano nelle campagne di Mezzojuso c’era anche dell’altro. C’era, sempre sospesa fra tragedia e operetta, l’eterna messinscena del potere. Una specialità molto italiana. Un teatro del reale nel quale distinguere i personaggi buoni da quelli cattivi, i giusti dagli ingiusti, non è solo complicato, è del tutto inutile. Perché l’unico criterio che distingue le persone, in posti come Mezzojuso, ma anche come Roma, Milano e Torino, nell’Italia del 2020, è un altro: chi ha il potere e chi non ce l’ha. A ben guardare, tutto si riduceva a questo. Alla battaglia, antica come il mondo, tra potenti e soggiogati. Una battaglia che queste tre donne, in assoluta solitudine, hanno combattuto con fierezza e dignità. E che, alla fine, hanno vinto.»

Cuore in tempesta

L’orologio biologico di Kayla ticchetta come fosse una bomba pronta a esplodere.
Ma lei sa cosa deve fare per ottenere ciò che più desidera. Basta compilare una lista con i nomi dei possibili futuri papà…
Kayla:
La vita con me non è mai stata molto clemente. Se non fosse stato per White Lucas e la sua famiglia, sarei potuta finire in mezzo a una strada. Loro mi hanno mostrato cosa vuole dire “famiglia”, una cosa che ho sempre desiderato.
Ora che mi avvicino ai trenta, ne voglio una anche io, ma c’è un problema: non ho un uomo. La soluzione, però, è a portata di mano.
Stilo una lista con i possibili futuri papà e… non mi resta che scegliere!
Solo che, un giorno, White la trova e scopre che, al primo posto, c’è il suo nome.
Avere un bambino con il mio migliore amico potrebbe davvero rovinare tutto. Non trovate?
White:
Kayla è la mia migliore amica. Lo è da quindici anni e in tutto questo tempo non ho mai pensato a lei come a qualcosa di più. Neanche una volta.
Poi è successa una cosa: ci siamo baciati ed è stato bello. Davvero bello. Così dannatamente bello che ora è tutto ciò a cui riesco a pensare.
E quando scopro quel suo folle piano per avere un bambino, be’, è mio dovere fare qualcosa. Giusto?
E allora non mi resta che “offrire i miei servizi” e darle una mano, come ogni buon amico dovrebbe fare. Come qualsiasi uomo farebbe.
Lei desidera un figlio?
L’aiuterò.
Con il cuore in tempesta.

CrossFire

Zeero Fisher ha commesso un errore sparando alla persona sbagliata. La sua carriera come poliziotto è appesa a un filo e, schiacciato dalla prospettiva di perdere l’unica cosa buona della sua vita, viene costretto a lavorare a un caso difficile insieme a un agente speciale dell’Intelligence Israeliana. Una serie di omicidi riportano a galla vecchi scenari rimasti irrisolti, nuove minacce e un’indagine che sembra avere più domande che risposte. Il senso di colpa, l’istinto innato di trovare un colpevole e la sua dipendenza da alcool, però, non sono il vero problema. La sua spina nel fianco è il nuovo partner che sembra essere intenzionato a farlo impazzire.
Phoenix Train, agente del Mossad, è abituato a indossare panni e identità diverse a ogni nuova missione. Ormai da qualche mese sulle tracce dei responsabili di un gravissimo attacco alle truppe americane in Afghanistan, viene affiancato a Zeero Fisher, poliziotto alcolizzato, probabilmente omofobo. La cooperazione sembra impossibile, entrambi travolti dalle rispettive dipendenze e da un passato che non vuole lasciarli andare. Eppure, nonostante le differenze, Zeero e Nix hanno più cose in comune di quanto si potrebbe vedere in superficie. La soluzione del caso sembra impossibile e non sanno che potrebbero essere vittime inconsapevoli di un fuoco incrociato. **
### Sinossi
Zeero Fisher ha commesso un errore sparando alla persona sbagliata. La sua carriera come poliziotto è appesa a un filo e, schiacciato dalla prospettiva di perdere l’unica cosa buona della sua vita, viene costretto a lavorare a un caso difficile insieme a un agente speciale dell’Intelligence Israeliana. Una serie di omicidi riportano a galla vecchi scenari rimasti irrisolti, nuove minacce e un’indagine che sembra avere più domande che risposte. Il senso di colpa, l’istinto innato di trovare un colpevole e la sua dipendenza da alcool, però, non sono il vero problema. La sua spina nel fianco è il nuovo partner che sembra essere intenzionato a farlo impazzire.
Phoenix Train, agente del Mossad, è abituato a indossare panni e identità diverse a ogni nuova missione. Ormai da qualche mese sulle tracce dei responsabili di un gravissimo attacco alle truppe americane in Afghanistan, viene affiancato a Zeero Fisher, poliziotto alcolizzato, probabilmente omofobo. La cooperazione sembra impossibile, entrambi travolti dalle rispettive dipendenze e da un passato che non vuole lasciarli andare. Eppure, nonostante le differenze, Zeero e Nix hanno più cose in comune di quanto si potrebbe vedere in superficie. La soluzione del caso sembra impossibile e non sanno che potrebbero essere vittime inconsapevoli di un fuoco incrociato.

Credimi

Sulla scena di un multiplo omicidio, che è orribile anche per un investigatore navigato, Brian Clifton rimane sbalordito nel vedere che una delle vittime somiglia in modo inquietante a James, il suo ragazzo. Mentre le similitudini continuano ad aumentare, i cadaveri fanno altrettanto… e le prove indicano che il killer è proprio James.
James non è stato onesto con Brian da molto prima della sparatoria. È stato evasivo. Oh, e c’è quel piccolo dettaglio: ha omesso di dire al compagno di essere uno spacciatore con il vizio del gioco d’azzardo.
Forse James non è il fidanzato migliore del mondo, ma scongiura Brian di credere alla sua innocenza. In effetti, chiunque abbia premuto il grilletto vuole senza dubbio finire ciò che ha iniziato, e Brian è l’unico di cui James si fida per essere protetto.
Ma quanto è disposto a rischiare Brian per proteggere un uomo che forse neanche conosce?
**
### Sinossi
Sulla scena di un multiplo omicidio, che è orribile anche per un investigatore navigato, Brian Clifton rimane sbalordito nel vedere che una delle vittime somiglia in modo inquietante a James, il suo ragazzo. Mentre le similitudini continuano ad aumentare, i cadaveri fanno altrettanto… e le prove indicano che il killer è proprio James.
James non è stato onesto con Brian da molto prima della sparatoria. È stato evasivo. Oh, e c’è quel piccolo dettaglio: ha omesso di dire al compagno di essere uno spacciatore con il vizio del gioco d’azzardo.
Forse James non è il fidanzato migliore del mondo, ma scongiura Brian di credere alla sua innocenza. In effetti, chiunque abbia premuto il grilletto vuole senza dubbio finire ciò che ha iniziato, e Brian è l’unico di cui James si fida per essere protetto.
Ma quanto è disposto a rischiare Brian per proteggere un uomo che forse neanche conosce?

Corri ragazzo, corri

Una fuga senza fine e senza la nozione di un fine chiaro, certo, riposante. Solo per salvarsi la vita a tratti, per prendere respiro. Un bambino di otto anni, fuggito dal ghetto di Varsavia – dove ha visto sua madre sparire in un attimo come per una malefica magia – passa da un gruppo di ragazzi alla macchia, a case di contadini protettivi o malvagi e delatori, a soldati tedeschi spietati o umani; dorme sugli alberi, nelle tombe e, a forza di nasconderlo, arriva a dimenticare di essere ebreo. «Ti ordino di sopravvivere» gli aveva detto il padre prima di venire ucciso. E, per avere la forza di seguire quell’ordine, il ragazzo è costretto a cancellare il ricordo del suo passato, della madre e del paese della sua infanzia, come i continui addii del presente. Dimenticando, Yoram concentra tutta la sua energia nel momento in cui vive, povero, affamato, senza protezione, a un certo punto perfino senza un braccio, che il chirurgo si è rifiutato di curare, riconoscendolo ebreo. Ma la corsa prosegue, e ‘il bambino biondo senza un braccio’ rimane in mente come un’inesausta sfida alla morte. In Israele, dove oggi vive e insegna, Yoram Friedman ha raccontato la sua storia – perché questa è una storia vera – che Uri Orlev ha ascoltato dalla sua voce e scritto con commozione e intensa partecipazione. «Orlev ci mostra come i bambini possano sopravvivere senza amarezza in tempi duri e terribili». Premio H.C. Andersen, la giuria «I libri si possono paragonare ai bambini, anche loro si allontanano da te per prendere la propria strada. E come loro – sebbene in modo diverso – possono sorprenderti». Uri Orlev «Raccontare la Shoa guardandola con gli occhi di un bambino. Con innocenza, sincerità, persino con humour. È quello che fa Uri Orlev, scrittore sopravvissuto al lager, nei suoi bellissimi libri per ragazzi». Il Messaggero «La sua migliore qualità è un senso di umanità in condizioni disumane… La forza, in altre parole, non coincide con la durezza». The Guardian

Corpo a corpo

**L’anatomia violenta della maternità
raccontata senza veli e senza pudore. **
Una quarantenne vuole cacciare sotto il tappeto la propria solitudine esistenziale diventando madre.
Il figlio, progettato con la funzione di “pillola per la felicità”, si rivela in realtà medicina amara, talvolta amarissima.
Un’intimità inquietante con la baby-sitter del Terzo Mondo metterà a dura prova la tolleranza nei confronti dell’Altro.
*Corpo a corpo* si legge come un romanzo ma non lo è, può assomigliare a un memoir ma non lo è, sembra autobiografico ma non lo è, pare rivolto a un pubblico femminile ma non è (del tutto) vero, anzi… **
### Sinossi
**L’anatomia violenta della maternità
raccontata senza veli e senza pudore. **
Una quarantenne vuole cacciare sotto il tappeto la propria solitudine esistenziale diventando madre.
Il figlio, progettato con la funzione di “pillola per la felicità”, si rivela in realtà medicina amara, talvolta amarissima.
Un’intimità inquietante con la baby-sitter del Terzo Mondo metterà a dura prova la tolleranza nei confronti dell’Altro.
*Corpo a corpo* si legge come un romanzo ma non lo è, può assomigliare a un memoir ma non lo è, sembra autobiografico ma non lo è, pare rivolto a un pubblico femminile ma non è (del tutto) vero, anzi…

Contro l’antimafia

Matteo Messina Denaro, l’invisibile, è il più potente boss di Cosa nostra ancora in libertà. È a lui che dalla radio della sua città, Marsala, si rivolge ogni giorno Giacomo Di Girolamo nella trasmissione Dove sei, Matteo?, ed è a lui che si rivolge in questo libro: stavolta, però, con un’agguerrita lettera di resa.Di Girolamo non ha mai avuto paura di schierarsi dalla parte di chi si oppone alla mafia. Ma adesso è proprio quella parte che gli fa paura. Ha ancora senso l’antimafia, per come è oggi? Ha avuto grandi meriti, ma a un certo punto è accaduto qualcosa. Si è ridotta alla reiterazione di riti e mitologie, di gesti e simboli svuotati di significato. In questo circuito autoreferenziale, che mette in mostra le sue icone – il prete coraggioso, il giornalista minacciato, il magistrato scortato – e non aiuta a cogliere le complesse trasformazioni del fenomeno mafioso, si insinuano impostori e speculatori. Intorno all’antimafia ci sono piccoli e grandi affari, dai finanziamenti pubblici ai «progetti per la legalità» alla gestione dei beni confiscati, e accanto ai tanti in buona fede c’è chi ne approfitta per arricchirsi, per fare carriera o per consolidare il proprio potere, in nome di un bene supremo che assolve tutto e tutti.Non è più questione di «professionisti dell’antimafia»: oggi comanda un’oligarchia dell’antimafia, e chiunque osi metterla in discussione viene accusato di complicità. Di Girolamo scrive allora a Matteo Messina Denaro. Scrivere al grande antagonista, al più cattivo dei cattivi, è come guardarsi allo specchio: ne emerge, riflessa, l’immagine di una generazione disorientata, che assiste inerme alla sconfitta di un intero movimento, alla banalità seriosa e inconcludente delle lezioni di legalità a scuola, alle derive di un giornalismo più impegnato a frequentare le stanze del potere, politico o giudiziario, che a raccontare il territorio.Contro l’antimafia è un libro iconoclasta, amaro, che coltiva l’atrocità del dubbio e giunge a una conclusione: per resistere alle mafie serve ripartire da zero, abbandonando la militanza settaria per abbracciare gli strumenti della cultura, della complessità, dell’onestà intellettuale, dell’impegno e della fatica.

I confini di Babele. Il cervello e il mistero delle lingue impossibili

Perché non tutte le regole concepibili sono realizzate nelle lingue del mondo? In altre parole, come si spiega il mistero delle “lingue impossibili”? La sorprendente risposta a tale enigma lega i limiti di variazione tra le lingue alla struttura neurobiologica del cervello, obbligandoci a ripensare la natura stessa della mente e le modalità di apprendimento nell’uomo. Questo libro dà anche conto delle ultime sensazionali scoperte nel campo delle neuroscienze cognitive: ora si apre la strada per accedere ai contenuti linguistici direttamente dall’attività elettrica della corteccia cerebrale, senza aspettare che il suono venga articolato. Prefazione di Noam Chomsky. **

Con un poco di zucchero

A trent’anni suonati Matteo Gallo, aspirante scrittore senza soldi e senza speranze, è costretto a vivere con la sorella Beatrice e “loro”, Rachele e Gabriele, i due scatenatissimi nipotini. Nessuna delle tate finora ingaggiate è riuscita a domarli. Ma ecco che, come per magia, un pomeriggio di fine settembre, un forte vento che spazza le nubi dal cielo porta tata Katie.
Beatrice e i suoi bambini restano subito incantati da questa ragazza inglese un po’ stravagante e scombinata, che fa yoga, mangia verdure, va pazza per i dolci… e che con le sue storie fantastiche e i suoi giochi incredibili è in grado di cancellare l’amaro della vita. Matteo invece cercherà (o crederà) di sottrarsi al suo influsso: ma sarà tutto inutile, perché Katie compirà su di lui la magia più grande. Quella dell’amore.

Con le mani cariche di rose

Londra 1908. Una giovane donna si distende su un divano con un mazzo di violette e una coppa di laudano tra le mani; si lascia condurre da una voce guida. Le danzano intorno i suoi amori spezzati: Violet, Hélène, Kérimé, Natalie. La donna è Renée Vivien, al secolo Pauline Tarn, una delle poetesse più raffinate e trasgressive tra la fine dell’Ottocento e i primi del Novecento. Pagò la sua omosessualità e il suo anticonformismo con la messa al bando da parte della società borghese del tempo. “Con le mani cariche di rose” è un libro sull’amore, assoluto, universale; è l’omaggio a una donna libera e geniale, la cui figura merita un seppur tardivo riconoscimento. **

Con L’Anima Di Traverso

Tecla e Laura hanno una cosa in comune: il compleanno. Sono nate entrambe il primo gennaio, ed è proprio quello il giorno in cui si incontrano per caso sulle scale del palazzo in cui entrambe abitano.Qui,però, finiscono le somiglianze perché Tecla ha tredici anni ed è alle prese con la tesina per l’esame di terza media, mentre Laura di anni ne ha novantacinque ed è alle prese solo con i suoi ricordi.
Solo? In realtà non è poco, perché quella non è un’anziana signora come tante. È Laura Wronowski, nipote di Giacomo Matteotti, e la sua vicenda personale fa parte di una Storia più grande, che Tecla ancora non conosce: la Resistenza. Laura è una ragazza che si sentiva «nata con l’anima di traverso» e che a diciannove anni imbracciò un fucile per combattere nelle brigate Giustizia e Libertà di Ferruccio Parri, di cui era giovane amica e allieva.
Parlando a Tecla della sua vita e dei suoi ideali, le apre un mondo intero fatto di scelte e di pericoli, di marce nel bosco, retate fasciste, bombe su Milano, persone da salvare dai campi di concentramento. E del grande amore per un giovane combattente, da cui la separerà la guerra. Mentre la giovane protagonista ascolta il racconto della sua sorprendente vicina, prende forma in queste pagine il romanzo di un’esistenza speciale, spesa in una battaglia per la libertà e la democrazia che non si è mai interrotta e che prosegue nella forma quotidiana della testimonianza.
Un viaggio non solo nel passato, ma tra le pieghe della nostra necessaria coscienza civile. **
### Sinossi
Tecla e Laura hanno una cosa in comune: il compleanno. Sono nate entrambe il primo gennaio, ed è proprio quello il giorno in cui si incontrano per caso sulle scale del palazzo in cui entrambe abitano.Qui,però, finiscono le somiglianze perché Tecla ha tredici anni ed è alle prese con la tesina per l’esame di terza media, mentre Laura di anni ne ha novantacinque ed è alle prese solo con i suoi ricordi.
Solo? In realtà non è poco, perché quella non è un’anziana signora come tante. È Laura Wronowski, nipote di Giacomo Matteotti, e la sua vicenda personale fa parte di una Storia più grande, che Tecla ancora non conosce: la Resistenza. Laura è una ragazza che si sentiva «nata con l’anima di traverso» e che a diciannove anni imbracciò un fucile per combattere nelle brigate Giustizia e Libertà di Ferruccio Parri, di cui era giovane amica e allieva.
Parlando a Tecla della sua vita e dei suoi ideali, le apre un mondo intero fatto di scelte e di pericoli, di marce nel bosco, retate fasciste, bombe su Milano, persone da salvare dai campi di concentramento. E del grande amore per un giovane combattente, da cui la separerà la guerra. Mentre la giovane protagonista ascolta il racconto della sua sorprendente vicina, prende forma in queste pagine il romanzo di un’esistenza speciale, spesa in una battaglia per la libertà e la democrazia che non si è mai interrotta e che prosegue nella forma quotidiana della testimonianza.
Un viaggio non solo nel passato, ma tra le pieghe della nostra necessaria coscienza civile.