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La Straniera Bugiarda (Nora Cooper)

**Deve rinunciare al suo nome,
lasciare la sua casa
e le persone che ama.
Deve dimenticare chi è stata
e raccontare a tutti di essere qualcun altro.**
Lindsay Wade ha una vita tranquilla. Gestisce un albergo a Mendocino, la cittadina della California che ha fatto da sfondo a tante puntate della serie Tv “La signora in giallo”, e ha appena comprato un vigneto nella Anderson Valley.
Quando l’amica d’infanzia Meghan McDermott, sostituto procuratore di New York, la invita per una rimpatriata, le due donne trascorrono insieme momenti piacevoli, condividendo confidenze e ricordi.
Quella stessa sera, però, uno sconosciuto entra in casa di Meghan per ucciderla…
*Un nuovo mistero per Nora Cooper, agente immobiliare con il sorprendente dono di comunicare con l’aldilà.*
**LA SERIE “NORA COOPER”**
*#1 Prima di dire addio
# 2 Luce dei miei occhi
# 3 La bambina con il vestito blu
# 4 Cercando Amanda
# 5 Un cuore nell’oscurità
# 6 La sposa imperfetta
# 7 I silenzi di Grant House
# 8 La straniera bugiarda*
***** Tutti i libri sono autoconclusivi*****

**Deve rinunciare al suo nome,
lasciare la sua casa
e le persone che ama.
Deve dimenticare chi è stata
e raccontare a tutti di essere qualcun altro.**
Lindsay Wade ha una vita tranquilla. Gestisce un albergo a Mendocino, la cittadina della California che ha fatto da sfondo a tante puntate della serie Tv “La signora in giallo”, e ha appena comprato un vigneto nella Anderson Valley.
Quando l’amica d’infanzia Meghan McDermott, sostituto procuratore di New York, la invita per una rimpatriata, le due donne trascorrono insieme momenti piacevoli, condividendo confidenze e ricordi.
Quella stessa sera, però, uno sconosciuto entra in casa di Meghan per ucciderla…
*Un nuovo mistero per Nora Cooper, agente immobiliare con il sorprendente dono di comunicare con l’aldilà.*
**LA SERIE “NORA COOPER”**
*#1 Prima di dire addio
# 2 Luce dei miei occhi
# 3 La bambina con il vestito blu
# 4 Cercando Amanda
# 5 Un cuore nell’oscurità
# 6 La sposa imperfetta
# 7 I silenzi di Grant House
# 8 La straniera bugiarda*
***** Tutti i libri sono autoconclusivi*****

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La Stanza Del Dipinto Maledetto

Cancellati dalla storia. Dimenticati dalla Chiesa.
Qual è il segreto dei quattordici cavalieri?
Un grande thriller di Corrado Spelli
Un’indagine dello storico dell’arte prof McInley
Perugia, 1540.
Quattordici cavalieri, giovani e valorosi, devono difendere la città dall’invasione delle truppe di Papa Paolo III. Ma uno di loro tradisce e trascina i suoi tredici compagni in un patto oscuro, suggellato da un rito satanico e destinato a sciogliersi soltanto 476 anni dopo.
Mancano pochi anni a quel fatidico 2016 quando Elizabeth si trasferisce a Perugia. È la figlia del professor McInley, uno storico dell’arte venuto da Londra per studiare un misterioso affresco rinvenuto nella Rocca Paolina. La ragazza comincia a frequentare l’università, cerca di fare amicizie, di sentirsi meno straniera. Tra i tanti nuovi compagni di corso incontra Lars, un ragazzo svedese affascinante ed enigmatico. Tra loro nasce subito una storia d’amore. Il professor McInley, nel frattempo, studia l’affresco, giorno e notte, senza tregua, tanto da sembrarne ossessionato. Chi sono gli uomini raffigurati nel dipinto? E cosa, di quel passato lontano, condiziona il presente e la vita della famiglia inglese?
Intanto una serie di omicidi terrificanti sconvolge la città. Tra le vittime c’è un solo collegamento: tutte stavano lavorando all’affresco della Rocca Paolina…
Un antico affresco misterioso scoperto a Perugia
Una ragazza inglese appena arrivata in città
Dopo quasi cinquecento anni di silenzio l’antica maledizione sta per rivelarsi
«Una serie di immagini, ritratte da lontano e da vicino, particolari di un affresco che doveva essere enorme e che presentava forme inquietanti. C’erano angeli con spade sguainate, diavoli con le zampe caprine, frati con il volto coperto, squarci e lampi che cadevano dal cielo, gente che veniva sgozzata, sangue, cavalieri…»
Corrado Spelli
È un giornalista e scrittore bolognese che da anni lavora in un’agenzia di comunicazione. La stanza del dipinto maledetto è il suo primo romanzo.

Cancellati dalla storia. Dimenticati dalla Chiesa.
Qual è il segreto dei quattordici cavalieri?
Un grande thriller di Corrado Spelli
Un’indagine dello storico dell’arte prof McInley
Perugia, 1540.
Quattordici cavalieri, giovani e valorosi, devono difendere la città dall’invasione delle truppe di Papa Paolo III. Ma uno di loro tradisce e trascina i suoi tredici compagni in un patto oscuro, suggellato da un rito satanico e destinato a sciogliersi soltanto 476 anni dopo.
Mancano pochi anni a quel fatidico 2016 quando Elizabeth si trasferisce a Perugia. È la figlia del professor McInley, uno storico dell’arte venuto da Londra per studiare un misterioso affresco rinvenuto nella Rocca Paolina. La ragazza comincia a frequentare l’università, cerca di fare amicizie, di sentirsi meno straniera. Tra i tanti nuovi compagni di corso incontra Lars, un ragazzo svedese affascinante ed enigmatico. Tra loro nasce subito una storia d’amore. Il professor McInley, nel frattempo, studia l’affresco, giorno e notte, senza tregua, tanto da sembrarne ossessionato. Chi sono gli uomini raffigurati nel dipinto? E cosa, di quel passato lontano, condiziona il presente e la vita della famiglia inglese?
Intanto una serie di omicidi terrificanti sconvolge la città. Tra le vittime c’è un solo collegamento: tutte stavano lavorando all’affresco della Rocca Paolina…
Un antico affresco misterioso scoperto a Perugia
Una ragazza inglese appena arrivata in città
Dopo quasi cinquecento anni di silenzio l’antica maledizione sta per rivelarsi
«Una serie di immagini, ritratte da lontano e da vicino, particolari di un affresco che doveva essere enorme e che presentava forme inquietanti. C’erano angeli con spade sguainate, diavoli con le zampe caprine, frati con il volto coperto, squarci e lampi che cadevano dal cielo, gente che veniva sgozzata, sangue, cavalieri…»
Corrado Spelli
È un giornalista e scrittore bolognese che da anni lavora in un’agenzia di comunicazione. La stanza del dipinto maledetto è il suo primo romanzo.

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La Scuola E L’Arte Di Ascoltare

“Serve uno sguardo allenato a mettere a proprio agio l’altro perché ci parli” Ascolto attivo, mediazione creativa, un tocco di umorismo: ecco gli ingredienti che oggigiorno permettono a ragazzi e insegnanti di comunicare fra loro in modo non superficiale e soporifero, di trasformare gli attriti e le difficoltà in occasioni di crescita e di conoscenza e di mettere in atto leadership che promuovono l’intelligenza collettiva. Sono questi gli ingredienti presenti e necessari in ogni scuola ad alto tasso di apprendimento. Le due autrici, con generosità, sapienza e allegria, offrono in questo libro un insieme di strumenti messo a punto nel corso di una lunga esperienza professionale nel mondo della scuola e in quello extrascolastico. Una vera e propria arte, che va acquisita e praticata, poiché mediare le differenze e risolvere i conflitti e le tensioni che nascono tra i ragazzi e tra loro e gli educatori è una condizione preliminare a qualsiasi discorso didattico, ed estremamente utile per la società e nella formazione delle future classi dirigenti.

“Serve uno sguardo allenato a mettere a proprio agio l’altro perché ci parli” Ascolto attivo, mediazione creativa, un tocco di umorismo: ecco gli ingredienti che oggigiorno permettono a ragazzi e insegnanti di comunicare fra loro in modo non superficiale e soporifero, di trasformare gli attriti e le difficoltà in occasioni di crescita e di conoscenza e di mettere in atto leadership che promuovono l’intelligenza collettiva. Sono questi gli ingredienti presenti e necessari in ogni scuola ad alto tasso di apprendimento. Le due autrici, con generosità, sapienza e allegria, offrono in questo libro un insieme di strumenti messo a punto nel corso di una lunga esperienza professionale nel mondo della scuola e in quello extrascolastico. Una vera e propria arte, che va acquisita e praticata, poiché mediare le differenze e risolvere i conflitti e le tensioni che nascono tra i ragazzi e tra loro e gli educatori è una condizione preliminare a qualsiasi discorso didattico, ed estremamente utile per la società e nella formazione delle future classi dirigenti.

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La Scopa Di Don Abbondio: Il Moto Violento Della Storia

Nel momento in cui forze politiche oscurantiste prendono il sopravvento in Italia e in larga parte d’Europa, giova interrogarsi sul ‘moto storico’. Il suo andamento può sprofondarci in deprimenti bassure o innalzarci verso affrettate illusioni. Tra il cupo fatalismo persuaso dell’eterno ritorno e il pervicace ottimismo degli assertori di inarrestabili ‘sorti progressive’, la lezione che ci viene dalla storia è che, dopo l’esaurirsi di una ‘rivoluzione’, maturano immancabilmente le condizioni per una nuova scossa: di quelle che a don Abbondio apparivano salutari colpi di scopa.
«Sul letto di morte Mao avrebbe detto una parola che riassume il suo pensiero: “Raccomandate ai giovani cinesi di ricordarsi di Yu Kung”. È il protagonista di una favola contadina. Narra di un vecchio contadino che voleva spianare una montagna a colpi di zappa, lui e i figli. A chi vedendolo all’opera gli disse che sciocchezze state facendo, il vecchio rispose: “Io morirò ma rimarranno i miei figli. Moriranno i miei figli, ma resteranno i miei nipoti e così le generazioni si susseguiranno all’infinito. Le montagne sono alte, ma non possono diventare ancora più alte. A ogni colpo di zappa esse diventeranno più basse”. La logica di Mao si attaglia a quella del contadino. Le iniquità sociali sono alte e potenti, ma non è detto che non possano essere abbattute. E in effetti lo sono state anche se altre ingiustizie nel corso dei secoli, ed anche in quelli nostri, ne hanno occupato il posto. Ma anche queste cadranno sotto i colpi di zappa di una rivoluzione che per essere vera ha da essere permanente.» (Dal Diario di Pietro Nenni)

Nel momento in cui forze politiche oscurantiste prendono il sopravvento in Italia e in larga parte d’Europa, giova interrogarsi sul ‘moto storico’. Il suo andamento può sprofondarci in deprimenti bassure o innalzarci verso affrettate illusioni. Tra il cupo fatalismo persuaso dell’eterno ritorno e il pervicace ottimismo degli assertori di inarrestabili ‘sorti progressive’, la lezione che ci viene dalla storia è che, dopo l’esaurirsi di una ‘rivoluzione’, maturano immancabilmente le condizioni per una nuova scossa: di quelle che a don Abbondio apparivano salutari colpi di scopa.
«Sul letto di morte Mao avrebbe detto una parola che riassume il suo pensiero: “Raccomandate ai giovani cinesi di ricordarsi di Yu Kung”. È il protagonista di una favola contadina. Narra di un vecchio contadino che voleva spianare una montagna a colpi di zappa, lui e i figli. A chi vedendolo all’opera gli disse che sciocchezze state facendo, il vecchio rispose: “Io morirò ma rimarranno i miei figli. Moriranno i miei figli, ma resteranno i miei nipoti e così le generazioni si susseguiranno all’infinito. Le montagne sono alte, ma non possono diventare ancora più alte. A ogni colpo di zappa esse diventeranno più basse”. La logica di Mao si attaglia a quella del contadino. Le iniquità sociali sono alte e potenti, ma non è detto che non possano essere abbattute. E in effetti lo sono state anche se altre ingiustizie nel corso dei secoli, ed anche in quelli nostri, ne hanno occupato il posto. Ma anche queste cadranno sotto i colpi di zappa di una rivoluzione che per essere vera ha da essere permanente.» (Dal Diario di Pietro Nenni)

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La Ragazza Del Club 27

Milano, quartiere di Porta Venezia. Un vivace microcosmo multietnico dove convivono borghesi e nullafacenti, giovani creativi da ogni parte del mondo e vecchi milanesi. Nella prestigiosa Torre Rasini risiedono i Morigi, una famiglia altolocata e integerrima agli occhi di tutti. L’unica macchia nella loro vita sembra essere la giovane Marianeve detta Neve, una ragazza ribelle e dal diminutivo beffardo, considerando la sua dipendenza dalla cocaina. Tra i tanti tatuaggi sul corpo, ne ha uno sul polso che mette i brividi: la scritta The 27 Club con sotto un teschio. Si rifà al leggendario elenco di artisti, tutti morti a 27 anni. Da Jimi Hendrix a Kurt Cobain, da Jim Morrison a Amy Winehouse. Anche Neve, a breve, compirà ventisette anni. Non ha amici, solo un cucciolo di bulldog, e la sua unica confidente è la vecchia magliaia Delia, sempre pronta a offrire calore umano a chi ne abbia bisogno. Finché una notte di luglio, il cadavere di Diana Morigi, madre di Neve, viene ritrovato nel parco. Qualcuno l’ha uccisa a coltellate. La prima indiziata è proprio la ragazza, che con lei ha sempre avuto un rapporto conflittuale. Ma le indagini condotte dal commissario Attilio Masini, uomo sensibile e amante di Schopenhauer, porteranno alla luce segreti e vizi inconfessabili dei Morigi e di tutte le persone che gravitano intorno a loro. Ognuno sembra nascondere un motivo per avere desiderato la morte di Diana Morigi. La soluzione del caso stenta a emergere e un nuovo omicidio complicherà le cose. E sarà ancora una volta la magliaia Delia, con il suo intuito speciale, a scoprire la verità. Spaventosa e inaspettata.
**Mauro Biagini** è nato a Genova, dove si è laureato in Lettere Moderne, e vive a Milano nel quartiere di Porta Venezia: fonte d’ispirazione per i suoi romanzi noir. Creativo pubblicitario fin dalla fine degli anni Ottanta, ha firmato popolari spot televisivi per importanti brand italiani e internazionali, quali Averna, Mercedes-Benz, Fastweb. Insegna Copywriting all’ACME, Accademia di Belle Arti Europea dei Media, ed è consulente di comunicazione per varie aziende. È autore e conduttore del programma di cultura letteraria Stonewall, in onda su onBooX Radio. Ha pubblicato: Marcantonio detto Toni (Robin Edizioni, scritto in coppia con Silvia Colombini), Soprattutto viole (goWare), Il rumeno di Porta Venezia (Fratelli Frilli Editori) e numerosi racconti inseriti in antologie, tra le quali 44 gatti in noir e Tutti i sapori del noir (Fratelli Frilli Editori).

Milano, quartiere di Porta Venezia. Un vivace microcosmo multietnico dove convivono borghesi e nullafacenti, giovani creativi da ogni parte del mondo e vecchi milanesi. Nella prestigiosa Torre Rasini risiedono i Morigi, una famiglia altolocata e integerrima agli occhi di tutti. L’unica macchia nella loro vita sembra essere la giovane Marianeve detta Neve, una ragazza ribelle e dal diminutivo beffardo, considerando la sua dipendenza dalla cocaina. Tra i tanti tatuaggi sul corpo, ne ha uno sul polso che mette i brividi: la scritta The 27 Club con sotto un teschio. Si rifà al leggendario elenco di artisti, tutti morti a 27 anni. Da Jimi Hendrix a Kurt Cobain, da Jim Morrison a Amy Winehouse. Anche Neve, a breve, compirà ventisette anni. Non ha amici, solo un cucciolo di bulldog, e la sua unica confidente è la vecchia magliaia Delia, sempre pronta a offrire calore umano a chi ne abbia bisogno. Finché una notte di luglio, il cadavere di Diana Morigi, madre di Neve, viene ritrovato nel parco. Qualcuno l’ha uccisa a coltellate. La prima indiziata è proprio la ragazza, che con lei ha sempre avuto un rapporto conflittuale. Ma le indagini condotte dal commissario Attilio Masini, uomo sensibile e amante di Schopenhauer, porteranno alla luce segreti e vizi inconfessabili dei Morigi e di tutte le persone che gravitano intorno a loro. Ognuno sembra nascondere un motivo per avere desiderato la morte di Diana Morigi. La soluzione del caso stenta a emergere e un nuovo omicidio complicherà le cose. E sarà ancora una volta la magliaia Delia, con il suo intuito speciale, a scoprire la verità. Spaventosa e inaspettata.
**Mauro Biagini** è nato a Genova, dove si è laureato in Lettere Moderne, e vive a Milano nel quartiere di Porta Venezia: fonte d’ispirazione per i suoi romanzi noir. Creativo pubblicitario fin dalla fine degli anni Ottanta, ha firmato popolari spot televisivi per importanti brand italiani e internazionali, quali Averna, Mercedes-Benz, Fastweb. Insegna Copywriting all’ACME, Accademia di Belle Arti Europea dei Media, ed è consulente di comunicazione per varie aziende. È autore e conduttore del programma di cultura letteraria Stonewall, in onda su onBooX Radio. Ha pubblicato: Marcantonio detto Toni (Robin Edizioni, scritto in coppia con Silvia Colombini), Soprattutto viole (goWare), Il rumeno di Porta Venezia (Fratelli Frilli Editori) e numerosi racconti inseriti in antologie, tra le quali 44 gatti in noir e Tutti i sapori del noir (Fratelli Frilli Editori).

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La notte di Saint-Germain-des-Prés e altre indagini. Nestor Burma e i misteri di Parigi

Tra colpi di scena e crude atmosfere hard-boiled, tre indagini mozzafiato di Nestor Burma portano alla luce gli insospettati misteri nascosti dietro gli scenari da cartolina della Ville Lumière. Una complessa vicenda di gioielli rubati induce Burma a setacciare il quartiere bohémien di Saint-Germain-des-Prés. Il detective si lascia alle spalle una Vera scia di cadaveri prima di riuscire a ricomporre il puzzle. Nel gelido inverno del ’54, invece, il titolare dell’agenzia di investigazioni Fiat Lux si aggira nel “ventre” di Parigi, alle spalle del Louvre, sulle tracce di un marito incorreggibile. E l’inizio di un caso a prima vista banale, che finisce poi per intrecciarsi con troppi misteri irrisolti, tra cui il furto di una preziosa tela di Raffaello e un inafferrabile giro di falsari e trafficanti d’arte. Nell’ultima indagine, che si svolge nel XVII arrondissement, la ricerca della sosia di una formosa attricetta cinematografica si trasforma per Burma in una pericolosa discesa nei meandri della malavita parigina. Dopo la trilogia a fumetti dedicata da Tardi all’investigatore privato creato da Leo Malet, un quarto volume interamente a colori, firmato dal disegnatore Emmanuel Moynot, completa la serie illustrata dei Nuovi misteri di Parigi.

Tra colpi di scena e crude atmosfere hard-boiled, tre indagini mozzafiato di Nestor Burma portano alla luce gli insospettati misteri nascosti dietro gli scenari da cartolina della Ville Lumière. Una complessa vicenda di gioielli rubati induce Burma a setacciare il quartiere bohémien di Saint-Germain-des-Prés. Il detective si lascia alle spalle una Vera scia di cadaveri prima di riuscire a ricomporre il puzzle. Nel gelido inverno del ’54, invece, il titolare dell’agenzia di investigazioni Fiat Lux si aggira nel “ventre” di Parigi, alle spalle del Louvre, sulle tracce di un marito incorreggibile. E l’inizio di un caso a prima vista banale, che finisce poi per intrecciarsi con troppi misteri irrisolti, tra cui il furto di una preziosa tela di Raffaello e un inafferrabile giro di falsari e trafficanti d’arte. Nell’ultima indagine, che si svolge nel XVII arrondissement, la ricerca della sosia di una formosa attricetta cinematografica si trasforma per Burma in una pericolosa discesa nei meandri della malavita parigina. Dopo la trilogia a fumetti dedicata da Tardi all’investigatore privato creato da Leo Malet, un quarto volume interamente a colori, firmato dal disegnatore Emmanuel Moynot, completa la serie illustrata dei Nuovi misteri di Parigi.

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La morte si fa social: Immortalità, memoria e lutto nell’epoca della cultura digitale

« *Facebook, Instagram, WhatsApp sono il più grande cimitero del mondo. È tempo di ripensare filosoficamente la morte nell’epoca dell’intelligenza artificiale, di Black Mirror e della realtà virtuale.* »
La morte non esiste più. Allo stesso tempo, però, viviamo costantemente circondati dai morti. Relegata lontano dalla nostra quotidianità, medicalizzata, espunta dalle nostre vite, l’esperienza del morire vive oggi una situazione paradossale, quando le immagini e le parole dei cari estinti tornano e irrompono all’improvviso dagli schermi dei nostri telefoni. Moriamo, ma continuiamo a esistere nella presenza ineliminabile della nostra passata vita online.
Social network, chat, siti web costituiscono insieme, ad oggi, il più grande cimitero del mondo. Il territorio esplorato dalla fantascienza, dalla fiction e, recentemente, da una delle serie più perturbanti che mette al centro della sua riflessione il rapporto tra uomo e tecnologia, *Black Mirror* , sembra superato dalle nuove intelligenze artificiali. Sono già disponibili bot con cui dialogare e capaci di interpretare i nostri stati d’animo per poi sostituirsi a noi quando saremo trapassati, e continuare a parlare con i nostri cari; il profilo Facebook che consultiamo compulsivamente più volte al giorno, quando mancheremo, diventerà una vera e propria lapide virtuale, e i nostri amici potranno continuare a farci gli auguri ogni anno nell’aldilà.
E ancora, il web è diventata la più grande piazza pubblica per celebrare il ricordo o condividere anche l’esperienza privata del lutto. Insieme piangiamo i nostri cari, insieme ricordiamo i nostri beniamini. Insieme, in un futuro prossimo, vivremo una seconda vita nella realtà virtuale.
Davide Sisto, giovane filosofo che da lungo tempo ha consacrato i suoi studi alla relazione tra morte e cultura digitale, per la prima volta mette insieme un discorso interpretativo che ha al centro il rapporto nuovo della nostra società con la morte indotto dall’avanzamento tecnologico.
*La morte si fa social* è il migliore esempio di umanesimo capace di confrontarsi con l’era digitale. L’uomo ha sempre pensato la morte. Oggi più che mai, il digitale offre un’opportunità per ripensare la morte in una prospettiva rivoluzionata.

« *Facebook, Instagram, WhatsApp sono il più grande cimitero del mondo. È tempo di ripensare filosoficamente la morte nell’epoca dell’intelligenza artificiale, di Black Mirror e della realtà virtuale.* »
La morte non esiste più. Allo stesso tempo, però, viviamo costantemente circondati dai morti. Relegata lontano dalla nostra quotidianità, medicalizzata, espunta dalle nostre vite, l’esperienza del morire vive oggi una situazione paradossale, quando le immagini e le parole dei cari estinti tornano e irrompono all’improvviso dagli schermi dei nostri telefoni. Moriamo, ma continuiamo a esistere nella presenza ineliminabile della nostra passata vita online.
Social network, chat, siti web costituiscono insieme, ad oggi, il più grande cimitero del mondo. Il territorio esplorato dalla fantascienza, dalla fiction e, recentemente, da una delle serie più perturbanti che mette al centro della sua riflessione il rapporto tra uomo e tecnologia, *Black Mirror* , sembra superato dalle nuove intelligenze artificiali. Sono già disponibili bot con cui dialogare e capaci di interpretare i nostri stati d’animo per poi sostituirsi a noi quando saremo trapassati, e continuare a parlare con i nostri cari; il profilo Facebook che consultiamo compulsivamente più volte al giorno, quando mancheremo, diventerà una vera e propria lapide virtuale, e i nostri amici potranno continuare a farci gli auguri ogni anno nell’aldilà.
E ancora, il web è diventata la più grande piazza pubblica per celebrare il ricordo o condividere anche l’esperienza privata del lutto. Insieme piangiamo i nostri cari, insieme ricordiamo i nostri beniamini. Insieme, in un futuro prossimo, vivremo una seconda vita nella realtà virtuale.
Davide Sisto, giovane filosofo che da lungo tempo ha consacrato i suoi studi alla relazione tra morte e cultura digitale, per la prima volta mette insieme un discorso interpretativo che ha al centro il rapporto nuovo della nostra società con la morte indotto dall’avanzamento tecnologico.
*La morte si fa social* è il migliore esempio di umanesimo capace di confrontarsi con l’era digitale. L’uomo ha sempre pensato la morte. Oggi più che mai, il digitale offre un’opportunità per ripensare la morte in una prospettiva rivoluzionata.

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La Moglie Del Cavaliere

*Inghilterra, 1214*
Alla morte del padre, benché giovanissima, Lady Constance non ha avuto altra scelta che sposare il freddo e distaccato Matthew Wintour, che ha incontrato solo il giorno del matrimonio. La sera stessa, infatti, lui è partito per combattere al servizio del re, senza nemmeno concederle la prima notte di nozze e abbandonandola per cinque lunghi anni, durante i quali non le ha mai fatto avere sue notizie. Ora, dopo avere ottenuto la gloria sul campo di battaglia e un titolo lui è tornato, ma Constance non ha alcuna intenzione di piegarsi alle volontà di un consorte per cui prova solo rancore. In realtà, quello che si trova di fronte è inaspettatamente un uomo che merita la sua stima e forse persino il suo cuore. Peccato che Matthew sembri voler porre rimedio ai propri errori passati rendendole la libertà.

*Inghilterra, 1214*
Alla morte del padre, benché giovanissima, Lady Constance non ha avuto altra scelta che sposare il freddo e distaccato Matthew Wintour, che ha incontrato solo il giorno del matrimonio. La sera stessa, infatti, lui è partito per combattere al servizio del re, senza nemmeno concederle la prima notte di nozze e abbandonandola per cinque lunghi anni, durante i quali non le ha mai fatto avere sue notizie. Ora, dopo avere ottenuto la gloria sul campo di battaglia e un titolo lui è tornato, ma Constance non ha alcuna intenzione di piegarsi alle volontà di un consorte per cui prova solo rancore. In realtà, quello che si trova di fronte è inaspettatamente un uomo che merita la sua stima e forse persino il suo cuore. Peccato che Matthew sembri voler porre rimedio ai propri errori passati rendendole la libertà.

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La Figlia Del Diavolo

Crescere in una piccola città non è facile, specialmente se sei la figlia della leader della setta locale. Dieci anni fa, Eden Collins ha lasciato Clear Springs, nel Montana, e non ha mai avuto ripensamenti. Ma quando vengono alla luce i cadaveri di giovani donne assassinate, i cui corpi sono stati violati e marchiati con i tatuaggi che contraddistinguono i seguaci di sua madre, Eden, che ora è diventata un’agente dell’FBI, non può fare finta di niente.
Allo sceriffo Zach Owens non piace l’idea di mettere Eden in pericolo, nonostante sia una agente addestrata. E sicuramente non si aspettava di essere così attratto da lei. Per quanto sembri calma e rilassata, lui sa che lei non è felice di quel ritorno a casa. Zach la vuole proteggere: dalla madre, dalla setta e dal male che si nasconde dietro i cancelli chiusi di Elysia. Ma Eden è l’unica chiave per quel gruppo così riservato, e potrebbe essere più vicina all’assassino di quanto si possa sospettare…

Crescere in una piccola città non è facile, specialmente se sei la figlia della leader della setta locale. Dieci anni fa, Eden Collins ha lasciato Clear Springs, nel Montana, e non ha mai avuto ripensamenti. Ma quando vengono alla luce i cadaveri di giovani donne assassinate, i cui corpi sono stati violati e marchiati con i tatuaggi che contraddistinguono i seguaci di sua madre, Eden, che ora è diventata un’agente dell’FBI, non può fare finta di niente.
Allo sceriffo Zach Owens non piace l’idea di mettere Eden in pericolo, nonostante sia una agente addestrata. E sicuramente non si aspettava di essere così attratto da lei. Per quanto sembri calma e rilassata, lui sa che lei non è felice di quel ritorno a casa. Zach la vuole proteggere: dalla madre, dalla setta e dal male che si nasconde dietro i cancelli chiusi di Elysia. Ma Eden è l’unica chiave per quel gruppo così riservato, e potrebbe essere più vicina all’assassino di quanto si possa sospettare…

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La Fenomenologia Dello Spirito

Nell’Europa agitata dalle guerre napoleoniche, il lento travaglio speculativo di un professore di filosofia dal futuro ancora incerto dà vita alla *Fenomenologia dello spirito* (1807). L’opera, fra le maggiori dell’idealismo tedesco, restituita al suo contesto invita a diffidare di quell’assoluto di cui Hegel, a Jena, ha imparato a contestare la pretesa fondamentalista. In una serrata e affascinante narrazione, il lettore diviene fin dall’inizio spettatore e compagno lungo la via del *dubbio* e della *disperazione* , dove la coscienza incontra le diverse figure che ai suoi occhi incarnano la presenza del senso – salvo verificare drammaticamente, a ogni passo, l’instabilità della certezza di volta in volta conquistata. Il divenire sfida il *logos* a rendere fluido un pensare che tende a irrigidirsi, e la filosofia post-rivoluzionaria sperimenta cosí la legittimità e insieme le dolorose conseguenze delle proprie pretese emancipative. L’inesauribile ricchezza del capolavoro hegeliano ne ha fatto un termine di confronto privilegiato per le filosofie del xx secolo, e ancora per il dibattito attuale: la *Fenomenologia dello spirito* continua a rivelarsi quell’autentico spartiacque della modernità su cui – come ebbe a scrivere Karl Rosenkranz – «lo spirito dell’umanità» ha dovuto soffermarsi, «onde render conto a se stesso di ciò che era divenuto».

Nell’Europa agitata dalle guerre napoleoniche, il lento travaglio speculativo di un professore di filosofia dal futuro ancora incerto dà vita alla *Fenomenologia dello spirito* (1807). L’opera, fra le maggiori dell’idealismo tedesco, restituita al suo contesto invita a diffidare di quell’assoluto di cui Hegel, a Jena, ha imparato a contestare la pretesa fondamentalista. In una serrata e affascinante narrazione, il lettore diviene fin dall’inizio spettatore e compagno lungo la via del *dubbio* e della *disperazione* , dove la coscienza incontra le diverse figure che ai suoi occhi incarnano la presenza del senso – salvo verificare drammaticamente, a ogni passo, l’instabilità della certezza di volta in volta conquistata. Il divenire sfida il *logos* a rendere fluido un pensare che tende a irrigidirsi, e la filosofia post-rivoluzionaria sperimenta cosí la legittimità e insieme le dolorose conseguenze delle proprie pretese emancipative. L’inesauribile ricchezza del capolavoro hegeliano ne ha fatto un termine di confronto privilegiato per le filosofie del xx secolo, e ancora per il dibattito attuale: la *Fenomenologia dello spirito* continua a rivelarsi quell’autentico spartiacque della modernità su cui – come ebbe a scrivere Karl Rosenkranz – «lo spirito dell’umanità» ha dovuto soffermarsi, «onde render conto a se stesso di ciò che era divenuto».

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La felicità dei giorni perduti

**Inizia un viaggio a ritroso che la porterà prima nella romantica Vienna, poi nell’affascinante Budapest degli anni ‘50, sulle orme di un amore impossibile e di un segreto mai svelato.**
Budapest 1949: in un fumoso caffè, il giovane pittore István vede per la prima volta la bellissima Rebeka, seduta da sola a un tavolo con in mano una sigaretta, e rimane folgorato da quella bocca sensuale e quegli occhi fieri. Impossibile resistere alla tentazione di prendere foglio e matita e farle subito un ritratto. È l’inizio di una storia d’amore travolgente quanto contrastata, passionale e piena di ostacoli, tra l’impetuosa Rebeka, di famiglia altolocata, che coltiva il sogno di diventare attrice, e lo squattrinato studente di pittura István, insofferente alle regole del regime comunista. Soprattutto quando la famiglia di Rebeka cade in disgrazia, e la ragazza si troverà divisa tra la passione per il pittore e la sicurezza che le offre il professor Breitner, maestro di István e uomo di potere…Berlino 2017: Anna è una gallerista di successo con una lunga relazione a distanza con Michael, proprietario di una galleria d’arte a Vienna. Quando scopre di essere incinta, proprio lei che non ha mai desiderato figli, cade in una profonda crisi, mettendo a rischio il rapporto col compagno. È proprio allora che un avvocato venuto da Budapest le consegna un meraviglioso ritratto femminile di un celebre artista ungherese. Ma il misterioso dipinto ha molto più in comune con il drammatico passato della sua famiglia di quanto Anna possa immaginare…

**Inizia un viaggio a ritroso che la porterà prima nella romantica Vienna, poi nell’affascinante Budapest degli anni ‘50, sulle orme di un amore impossibile e di un segreto mai svelato.**
Budapest 1949: in un fumoso caffè, il giovane pittore István vede per la prima volta la bellissima Rebeka, seduta da sola a un tavolo con in mano una sigaretta, e rimane folgorato da quella bocca sensuale e quegli occhi fieri. Impossibile resistere alla tentazione di prendere foglio e matita e farle subito un ritratto. È l’inizio di una storia d’amore travolgente quanto contrastata, passionale e piena di ostacoli, tra l’impetuosa Rebeka, di famiglia altolocata, che coltiva il sogno di diventare attrice, e lo squattrinato studente di pittura István, insofferente alle regole del regime comunista. Soprattutto quando la famiglia di Rebeka cade in disgrazia, e la ragazza si troverà divisa tra la passione per il pittore e la sicurezza che le offre il professor Breitner, maestro di István e uomo di potere…Berlino 2017: Anna è una gallerista di successo con una lunga relazione a distanza con Michael, proprietario di una galleria d’arte a Vienna. Quando scopre di essere incinta, proprio lei che non ha mai desiderato figli, cade in una profonda crisi, mettendo a rischio il rapporto col compagno. È proprio allora che un avvocato venuto da Budapest le consegna un meraviglioso ritratto femminile di un celebre artista ungherese. Ma il misterioso dipinto ha molto più in comune con il drammatico passato della sua famiglia di quanto Anna possa immaginare…

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La Dragunera

Rosa farebbe di tutto per tornare nella sua casa di bambina, quando volava tra le braccia di suo padre e cantava su un terrazzino profumato di basilico. Ma Rosa non può tornare, perché la casa è in rovina e lei per sopravvivere è diventata la puttana del paese. Ogni sabato Paolo le mandaun fischio alla finestra per comperare qualche ora del suo amore. Ogni sabato la porta di Rosa si apre per farlo entrare.Paolo lavora le vigne di famiglia ed è ossessionato da un’altra donna che odia e desidera con uguale ferocia, una donna che dovrebbe tenere lontano, perché è la moglie di suo fratello e n dal nome evoca tempesta e sciagura. La Dragunera, così la chiamano, è una femmina sensuale e altera, i suoi capelli sono li di vento, i suoi occhi ramarri lo visitano in sogno; c’è chi dice che sia una strega. Cammina annaccata sui tacchi fra la basole delle viuzze, il seno che pare disegnato sotto la vestina stretta, il volto senza vergogna e senza paura.La Dragunera è il racconto di una Sicilia ruvida e incantata, in cui si muovono personaggi dolcissimi e brutali, che hanno labbra vermiglie e unghiesporche di terra. Narratrice visionaria e sanguigna, capace di unire l’inventiva dialettale di Camilleri all’intensità emotiva di Elena Ferrante,Linda Barbarino canta una storia d’amore e di magia: la saga di una famiglia a un passo dalla ne, travolta da voracità e invidia. Il romanzo avvolgente di una magara e di una prostituta che conosceva l’amore.

Rosa farebbe di tutto per tornare nella sua casa di bambina, quando volava tra le braccia di suo padre e cantava su un terrazzino profumato di basilico. Ma Rosa non può tornare, perché la casa è in rovina e lei per sopravvivere è diventata la puttana del paese. Ogni sabato Paolo le mandaun fischio alla finestra per comperare qualche ora del suo amore. Ogni sabato la porta di Rosa si apre per farlo entrare.Paolo lavora le vigne di famiglia ed è ossessionato da un’altra donna che odia e desidera con uguale ferocia, una donna che dovrebbe tenere lontano, perché è la moglie di suo fratello e n dal nome evoca tempesta e sciagura. La Dragunera, così la chiamano, è una femmina sensuale e altera, i suoi capelli sono li di vento, i suoi occhi ramarri lo visitano in sogno; c’è chi dice che sia una strega. Cammina annaccata sui tacchi fra la basole delle viuzze, il seno che pare disegnato sotto la vestina stretta, il volto senza vergogna e senza paura.La Dragunera è il racconto di una Sicilia ruvida e incantata, in cui si muovono personaggi dolcissimi e brutali, che hanno labbra vermiglie e unghiesporche di terra. Narratrice visionaria e sanguigna, capace di unire l’inventiva dialettale di Camilleri all’intensità emotiva di Elena Ferrante,Linda Barbarino canta una storia d’amore e di magia: la saga di una famiglia a un passo dalla ne, travolta da voracità e invidia. Il romanzo avvolgente di una magara e di una prostituta che conosceva l’amore.

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La donna senza voce

**La libertà ha un prezzo. E le protagoniste di questo romanzo avranno il coraggio di pagarlo per intero.**
*Ci hanno insegnato a tacere, e che il silenzio può salvarci. Solo adesso, così tanti anni dopo, ho capito che è falso. Solo adesso, mentre scrivo questa storia, sento finalmente la mia voce.*
Palestina, 1990. Isra ha diciassette anni e preferisce di gran lunga leggere piuttosto che intrattenere i pretendenti che suo padre le presenta. Eppure, nel giro di una settimana, la ragazzina sognante e ingenua si ritrova sposata e, insieme al neo-marito, catapultata a Brooklyn. Perché Adam e la sua famiglia sono emigrati in America, sebbene ciò non significhi che la parola “libertà” esista tra le mura della loro nuova casa. Anzi, i suoceri, Farida e Khaled, come lo stesso Adam, sono convinti che una donna serva solo per essere al servizio dell’uomo. Che non debba parlare se non interpellata. Che non abbia il diritto di sognare, ma solo il dovere di fare figli. Maschi, possibilmente.
Brooklyn, 2008. Deya è la figlia maggiore di Isra, e nonostante sogni di andare al college, anche per lei è il momento di incontrare i pretendenti. Forse sarebbe tutto diverso se sua madre Isra non fosse morta in un incidente insieme a suo padre, molti anni prima. Ma la nonna Farida è determinata, come lo era stata con la nuora Isra: una donna è una donna, e deve sottostare ai suoi doveri. Eppure il destino a volte sa prendere pieghe inaspettate, e quando Deya scoprirà la scioccante verità sulla storia dei suoi genitori, troverà la forza insperata di lottare per ciò che a sua madre non fu concesso avere.
Un romanzo che ha conquistato le lettrici e i lettori americani, in grado di raccontare la battaglia silenziosa ma inesorabile delle donne che, in America come nel resto del mondo, lottano per avere voce.

**La libertà ha un prezzo. E le protagoniste di questo romanzo avranno il coraggio di pagarlo per intero.**
*Ci hanno insegnato a tacere, e che il silenzio può salvarci. Solo adesso, così tanti anni dopo, ho capito che è falso. Solo adesso, mentre scrivo questa storia, sento finalmente la mia voce.*
Palestina, 1990. Isra ha diciassette anni e preferisce di gran lunga leggere piuttosto che intrattenere i pretendenti che suo padre le presenta. Eppure, nel giro di una settimana, la ragazzina sognante e ingenua si ritrova sposata e, insieme al neo-marito, catapultata a Brooklyn. Perché Adam e la sua famiglia sono emigrati in America, sebbene ciò non significhi che la parola “libertà” esista tra le mura della loro nuova casa. Anzi, i suoceri, Farida e Khaled, come lo stesso Adam, sono convinti che una donna serva solo per essere al servizio dell’uomo. Che non debba parlare se non interpellata. Che non abbia il diritto di sognare, ma solo il dovere di fare figli. Maschi, possibilmente.
Brooklyn, 2008. Deya è la figlia maggiore di Isra, e nonostante sogni di andare al college, anche per lei è il momento di incontrare i pretendenti. Forse sarebbe tutto diverso se sua madre Isra non fosse morta in un incidente insieme a suo padre, molti anni prima. Ma la nonna Farida è determinata, come lo era stata con la nuora Isra: una donna è una donna, e deve sottostare ai suoi doveri. Eppure il destino a volte sa prendere pieghe inaspettate, e quando Deya scoprirà la scioccante verità sulla storia dei suoi genitori, troverà la forza insperata di lottare per ciò che a sua madre non fu concesso avere.
Un romanzo che ha conquistato le lettrici e i lettori americani, in grado di raccontare la battaglia silenziosa ma inesorabile delle donne che, in America come nel resto del mondo, lottano per avere voce.

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La Donna Di Ghiaccio – La Vittima Perfetta – La Ragazza Nell’acqua

** *La donna di ghiaccio
La vittima perfetta
La ragazza nell’acqua*
Ai primi posti delle classifiche**
**I thriller di Robert Bryndza hanno conquistato il cuore di milioni di lettori grazie alla sua protagonista: la detective Erika Foster.**
Quando un ragazzo scopre il cadavere di una donna sotto una spessa lastra di ghiaccio in un parco di Londra, la detective Erika Foster viene subito incaricata dell’indagine sull’omicidio. La vittima, giovane, ricca e molto conosciuta negli ambienti della Londra bene, sembrava condurre una vita perfetta.
Nel bel mezzo di un’afosa notte estiva, un’ombra si muove oscura, animata da un odio feroce e da un’irrefrenabile sete di sangue. Per la detective Erika Foster è un nuovo caso. La vittima è un dottore ed è stato soffocato nel suo letto. Ha i polsi legati e gli occhi gonfi, un sacchetto di plastica trasparente stretto intorno alla testa.
La detective Erika Foster ha appena ricevuto una soffiata che le indica il luogo in cui è nascosta la prova per sventare un grosso traffico di droga. Seppure sospettosa, ordina la perquisizione di una cava in disuso alla periferia di Londra. Quello che non si aspetta è che, scavando nel fango, oltre alla droga venga ritrovato un piccolo scheletro…
**Un autore da 3 milioni di copie
Tradotto in 28 Paesi**
«Erika Foster è la mia nuova eroina. È intelligente, tenace e appassionata, e la storia mi ha tenuto con il fiato sospeso fino alla fine. La scrittura di Robert Bryndza è efficace, suggestiva e coinvolgente.»
**Angela Marsons**
«La suspense vi risucchierà in questi thriller con protagonista Erika Foster, la detective della provincia londinese dal piglio deciso e dall’animo inquieto.»
**la Repubblica**
«Robert Bryndza è l’autore dell’anno. I suoi thriller sono diventati un caso.»
**Corriere della Sera**
«Robert Bryndza è uno dei nuovi talenti del thriller.»
**Il Fatto quotidiano**
**Robert Bryndza**
Si è conquistato una fama incredibile con il suo thriller d’esordio, *La donna di ghiaccio* , che in pochi mesi ha scalato le classifiche ed è in corso di traduzione in 28 Paesi. I romanzi che hanno come protagonista Erika Foster sono bestseller internazionali che contano quasi 3 milioni di copie vendute. La Newton Compton ha pubblicato *La donna di ghiaccio* , *La vittima perfetta* e *La ragazza nell’acqua*. *I cinque cadaveri* è il primo capitolo di una nuova serie.

** *La donna di ghiaccio
La vittima perfetta
La ragazza nell’acqua*
Ai primi posti delle classifiche**
**I thriller di Robert Bryndza hanno conquistato il cuore di milioni di lettori grazie alla sua protagonista: la detective Erika Foster.**
Quando un ragazzo scopre il cadavere di una donna sotto una spessa lastra di ghiaccio in un parco di Londra, la detective Erika Foster viene subito incaricata dell’indagine sull’omicidio. La vittima, giovane, ricca e molto conosciuta negli ambienti della Londra bene, sembrava condurre una vita perfetta.
Nel bel mezzo di un’afosa notte estiva, un’ombra si muove oscura, animata da un odio feroce e da un’irrefrenabile sete di sangue. Per la detective Erika Foster è un nuovo caso. La vittima è un dottore ed è stato soffocato nel suo letto. Ha i polsi legati e gli occhi gonfi, un sacchetto di plastica trasparente stretto intorno alla testa.
La detective Erika Foster ha appena ricevuto una soffiata che le indica il luogo in cui è nascosta la prova per sventare un grosso traffico di droga. Seppure sospettosa, ordina la perquisizione di una cava in disuso alla periferia di Londra. Quello che non si aspetta è che, scavando nel fango, oltre alla droga venga ritrovato un piccolo scheletro…
**Un autore da 3 milioni di copie
Tradotto in 28 Paesi**
«Erika Foster è la mia nuova eroina. È intelligente, tenace e appassionata, e la storia mi ha tenuto con il fiato sospeso fino alla fine. La scrittura di Robert Bryndza è efficace, suggestiva e coinvolgente.»
**Angela Marsons**
«La suspense vi risucchierà in questi thriller con protagonista Erika Foster, la detective della provincia londinese dal piglio deciso e dall’animo inquieto.»
**la Repubblica**
«Robert Bryndza è l’autore dell’anno. I suoi thriller sono diventati un caso.»
**Corriere della Sera**
«Robert Bryndza è uno dei nuovi talenti del thriller.»
**Il Fatto quotidiano**
**Robert Bryndza**
Si è conquistato una fama incredibile con il suo thriller d’esordio, *La donna di ghiaccio* , che in pochi mesi ha scalato le classifiche ed è in corso di traduzione in 28 Paesi. I romanzi che hanno come protagonista Erika Foster sono bestseller internazionali che contano quasi 3 milioni di copie vendute. La Newton Compton ha pubblicato *La donna di ghiaccio* , *La vittima perfetta* e *La ragazza nell’acqua*. *I cinque cadaveri* è il primo capitolo di una nuova serie.

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La Diseducazione

L’immensa produzione di testi ha reso Chomsky uno dei più importanti pedagogisti della storia. In questo saggio l’Autore propone un cambiamento delle tecnologie globali al fine di una maggiore responsabilizzazione dei media nei confronti della scuola e dell’educazione in generale. Una società veramente democratica, argomenta Chomsky, non può più prosperare in un mondo perennemente in divenire, se non viene riformato completamente il nostro modo di considerare il ruolo dell’educazione.

L’immensa produzione di testi ha reso Chomsky uno dei più importanti pedagogisti della storia. In questo saggio l’Autore propone un cambiamento delle tecnologie globali al fine di una maggiore responsabilizzazione dei media nei confronti della scuola e dell’educazione in generale. Una società veramente democratica, argomenta Chomsky, non può più prosperare in un mondo perennemente in divenire, se non viene riformato completamente il nostro modo di considerare il ruolo dell’educazione.

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