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Non Sei Più Mio Padre

A fronte della crisi del concetto stesso di famiglia e di atroci episodi di cronaca, Eva Cantarella è venuta interrogandosi sulla storia di quel rapporto che, insieme alla dinamica degli affetti, porta inevitabilmente con sé tensioni, conflitti e molto spesso violenza. Questa conflittualità affonda le sue radici lontano: nei miti teo­gonici, nella famiglia patriarcale, nelle storie, spesso sanguinose, che la letteratura testimonia con straordinaria evidenza; nella mitologia, nei poemi omerici e nella tragedia classica, dove il tema della famiglia diventa il teatro pieno d’ombre della ferocia, della vendetta, della ribellione. Una volta di più Eva Cantarella si rivela affascinante evocatrice di personaggi e di storie, da Crono, signore dei Titani, divoratore dei suoi stessi figli, a Teseo, il parricida che uccide il proprio figlio, da Telemaco l’obbediente a Ettore il saggio, sia come padre sia come figlio, dai ribelli Antigone e Oreste a Medea, madre assassina.

Non Scrivere Di Me

“Ti proibisco di scrivere di me,” le intima Philip Roth. Per Livia Manera Sambuy dovrebbe suonare come un divieto, ma di fatto diventa uno stimolo per riattivare la memoria stratificata di tante letture. Livia Manera descrive gli incontri con i “suoi” scrittori americani, storie di complicità, amicizia, amore. Racconta la New York degli intellettuali che vi sono rimasti e la Parigi di quelli che se ne sono andati. Ed ecco venirci incontro le figure di Philip Roth, Richard Ford, Paula Fox, Judith Thurman, David Foster Wallace, Joseph Mitchell, Mavis Gallant, James Purdy, ma anche, in controluce, quelle di Raymond Carver, Mordecai Richler e Karen Blixen.

Natura morta in riva al mare

C’è una cosa che il commissario Dupin detesta più di ogni altra: essere disturbato mentre beve il caffè. Da qualche tempo – cioè da quando è stato trasferito dalla capitale in Bretagna, in seguito a “certe controversie” – associa quel rito mattutino alla lettura dei quotidiani locali: fonti preziose per studiare l’animo bretone e i costumi insoliti di quella gente ai confini del mondo (e della civiltà, per i suoi standard di parigino fino al midollo). Ma è proprio mentre si gode una generosa dose di caffeina che il più zelante dei suoi ispettori lo disturba per comunicargli una notizia che ha dell’inaudito: un omicidio a Pont-Aven, il pittoresco borgo di pescatori che sta per riempirsi di villeggianti in quell’estate insolitamente calda. E la vittima è nientemeno che Pierre-Louis Pennec, novantunenne proprietario del mitico Hotel Central, segnalato su tutte le guide come luogo di soggiorno di celebri artisti, tra cui Paul Gauguin. Il commissario Dupin dovrà districarsi tra le pressioni delle autorità locali, che temono di veder compromessa la stagione turistica, e l’ostinato silenzio degli autoctoni, seguendo una pista che sembra condurre proprio a una tela del famoso pittore.

Natale Con Mr. Trouble [Versione UNCUT]

Alex e Nick si conoscono a scuola, poiché entrambi finiti dal preside per essere stati dei piccoli ribelli. Lei ha soltanto nove anni e lui dieci. Con il passare del tempo, Nick diviene la prima cotta adolescenziale di Alex, però lui appare sempre poco interessato a lei.
Crescendo, Nick diventa popolare tra le ragazze del liceo e con la conclusione di quest’ultimo, la cotta di Alex è costretta a finire. Infatti, per diversi anni, i due ragazzi perdono qualsiasi contatto tranne che per un breve e confuso litigio.
Un giorno, tuttavia, i destini di entrambi si ricongiungono per quella che appare una semplice coincidenza natalizia…
In realtà, però, Nick non ha mai dimenticato Alex.
***Nota: in questa nuova edizione del testo sono presenti alcune parti extra e modifiche, ovviamente non inserite nella precedente. Inoltre, questa versione uncut è distribuita in esclusiva su Amazon.***

Mio padre serial killer

William Cornelius “Billy” Dent è il serial killer più famoso d’America. Ha ammazzato più di cento persone, meritandosi il soprannome di Macellaio. Jazz ha diciassette anni ed è suo figlio. Fin da bambino suo padre gli ha insegnato i trucchi del mestiere: come scegliere una preda, come riconoscere un poliziotto, come disarmarlo, come eliminarlo. Ma Billy è stato arrestato prima di costringerlo a mettere in pratica i suoi insegnamenti. Sono passati quattro anni da allora. Il Macellaio è rinchiuso in un carcere di massima sicurezza e Jazz cerca di condurre una vita normale, tenendo a bada la voce del padre che continua a risuonare dentro la sua testa, chiedendogli di fare quello per cui è stato messo al mondo: uccidere. Ed è la più grande paura di Jazz, questa. Essere davvero come suo padre, non poter più trattenere la sua parte oscura. Se non fosse per la sua ragazza Connie, per il suo amico Howie e per lo sceriffo G. William – lo stesso che ha scovato Billy – forse Jazz sarebbe già crollato. Soprattutto quando il serial killer che si fa chiamare l’Impressionista comincia a lasciare cadaveri a poca distanza da casa sua e la gente del paese teme che il responsabile sia Jazz. Per togliere i sospetti da sé a Jazz rimane solo una cosa da fare: utilizzare gli insegnamenti del padre per dare la caccia non a una vittima inerme, ma al vero assassino.

Mi Sono Perso a Genova

Maurizio Maggiani è anche un valentissimo fotografo. In questo libro dedicato a Genova, Maggiani esplora con il suo obiettivo i luoghi che coincidono con la memoria della città e al contempo con la memoria che lo scrittore ha del suo rapporto con la città. Maggiani parla di una visione quasi onirica di Genova, parla di una città che gli è comparsa davanti progressivamente quando da bambino è arrivato da Levante con i genitori per un periodo di degenza in ospedale. Quella visione segna molta parte della sua maniera di “guardare” alla città e di raccontarla. Non ci sono molti monumenti in questo volume. O almeno non i monumenti canonici. C’è la Genova del porto, la Genova operaia, la Genova dei camalli. C’è, accanto alla Genova che torna in sogno, una Genova che è stata anch’essa speranza e sogno. Sogno di civiltà e di futura umanità.

Martin Bauman

All’inizio degli anni ’80 Martin Bauman, diciannovenne intelligente e ambizioso quanto fragile e insicuro, viene ammesso in un prestigioso college per seguire i corsi di Stanley Flint, il leggendario editor che con una sola parola può creare una fortuna. È la realizzazione di un sogno e l’inizio della sua carriera di scrittore: Martin diviene in breve un brillante protagonista del mondo letterario newyorkese. Il successo sembra arridergli senza fatica; non così nella vita privata, tormentata dalle delusioni affettive e da un costante senso di insoddisfazione. Romanzo di formazione di un uomo, uno scrittore e un omosessuale, Martin Bauman racconta gli inizi dell’attività dell’autore, i suoi travagli amorosi e le sue complesse relazioni intellettuali, sullo sfondo di un vivace affresco dell’ambiente culturale newyorkese degli anni ’80, con le sue mode letterarie.

Marta che aspetta l’alba

Sola e con una figlia, Mariuccia accetta di fare domanda come infermiera all’ospedale psichiatrico di Trieste. È magliaia, non sa nulla di malati psichiatrici, decide comunque di provarci. Quello è un lavoro sicuro, e Mariuccia ha una disperata necessità di mantenersi. Ma il mondo che le si spalanca di fronte è completamente diverso da ciò che immaginava. Gli infermieri sono secondini, devono pensare a spazzare, non a prendersi cura dei pazienti. A loro si dedica la signora Pasin, la terribile caposala dagli occhi gelidi, mentre il medico è una presenza invisibile e distante. A Mariuccia si presenta una quotidianità fatta di trattamenti inumani, camicie di forza, bagni gelati, elettroshock, stanzini d’isolamento, e guai a chi fiata. Tutto le appare assurdo, anche se giorno dopo giorno vi si adatta come fosse normale: dopotutto è solo un’infermiera, e deve obbedire agli ordini.C’è anche una ragazza tra quei muri. Una ragazzina senza nome e senza diritti, come tutti lì dentro. Mariuccia scoprirà solo dopo alcuni anni che si chiama Marta.Marta è entrata all’ospedale dei matti per un’ubriacatura, una semplice sbronza, i genitori benestanti sono morti in un incidente e il cognato ha fatto di tutto per farla internare. Lo shock per la perdita dei genitori l’ha resa instabile, dice l’uomo, può essere pericolosa per sé e per gli altri. Ma la verità che traspare è del tutto diversa. Una realtà sordida. Fatta di interesse. Di cupidigia. Di brama di denaro.Quando un giovane e coraggioso medico che si chiama Franco Basaglia inizia a denunciare con forza i trattamenti a cui sono sottoposti i pazienti psichiatrici e a lottare caparbiamente per una nuova realtà, Mariuccia entra in crisi. Riuscirà a crescere, a diventare una donna consapevole, a guadagnare la propria indipendenza combattendo per l’indipendenza e la dignità dei suoi pazienti. Anche se non tutti ce la fanno. Anche se per qualcuno l’alba di una nuova era è sorta troppo tardi.

Manuale Di Pasticceria E Decorazione – Vol.1

Se è vero, come è vero, che la pasticceria è composta essenzialmente da 4 elementi fondamentali come farine, zucchero, latticini e uova lavorati in proporzioni variabili, è altresì vero che è una scienza esatta e che la creatività si può esprimere al meglio solo dopo aver appreso le regole fondamentali e le diverse tecniche di lavorazione.
Nei due volumi abbiamo volutamente sperimentato ricette fino ad oggi appannaggio dei soli maestri pasticcieri, ottenendo ottimi risultati e con tecniche semplificate e applicabili anche in una normale cucina casalinga. Se i fondamenti della pasticceria consistono nella preparazione degli impasti, non potevamo certamente tralasciare l’importante capitolo della decorazione, perchè il bello e il buono sono in pasticceria due facce della stessa medaglia.
Con il manuale di Pasticceria e Decorazione, primo e secondo volume, ci siamo proposte di fornire uno strumento valido e testato a tutti coloro che coltivano la passione per la pasticceria e desiderano approfondire le conoscenze tecniche di quest’Arte, ma anche a chi muove i primi passi in questo “dolce e profumato” mondo.

Mano Nera

Con l’invasione della Francia da parte dell’esercito di Hitler, in Alsazia vengono aperti due lager: Schirmeck e Natzweiler. Proprio lì, un medico virologo, il dottor Eugen Haagen, praticherà esperimenti medici utilizzando gli internati come cavie, alla ricerca di un vaccino contro il tifo, la febbre gialla e altre malattie infettive. Nel contempo, nei due lager verranno rinchiusi i giovani, non ancora maggiorenni, che hanno dato vita a un’organizzazione di resistenza e di opposizione al nazismo in Alsazia. Le esistenze del dottor Haagen e dei ribelli della “Mano nera”, si incrociano drammaticamente, dando luogo a due modelli di vita in contrasto tra loro: quella di un uomo che, considerandosi uno scienziato al servizio dell’umanità, coglie nella guerra l’opportunità di servire insieme la Germania nazista e la scienza; e quella di un gruppo di adolescenti, che decide di lottare a costo della vita per restituire la libertà alla loro terra. Due storie parallele, dimenticate, che ci consentono di comprendere, non solo il dramma della deportazione ma soprattutto la barbarie di una guerra che puntava a disumanizzare gli esseri umani. Due storie, ricostruite con precisione documentaria che mettono l’accento su aspetti della dominazione nazista troppo spesso trascurati. Laddove la giustizia umana non è arrivata (il dottore morirà in libertà con il massimo della considerazione, mentre il nome dei giovani martiri si è perduto nella polvere del nulla) il nuovo libro di Frediano Sessi pone rimedio, sollecitando il lettore a comprendere il passato anche attraverso fatti individuali di chi lo ha vissuto, da carnefice impunito o da combattente per la libertà.

Malaparte. Vite e leggende

Nazionalista e cosmopolita. Pacifista e bellicista. Elitista e populista. Scrittore politico dalla prosa essenziale e romanziere dall’immaginazione barocca. Mitomane, esibizionista, gelido dandy che flirta con fascismo, marxismo e anarchia, attratto di volta in volta dall’Italia di Mussolini, dall’Urss di Stalin, dalla Cina di Mao e dall’imperialismo americano. Seduttore inveterato, esibizionista, “camaleonte” pronto a servire (e a servirsi di) ogni potere. Tutto e il contrario di tutto, in apparenza, Curzio Suckert detto Malaparte (1898-1957) sfidò solitario le convenzioni della sua epoca. Oggi questa biografia di Maurizio Serra – basata su un’ampia documentazione, su corrispondenze e testimonianze anche inedite – ci restituisce le sfaccettature di una vicenda umana e letteraria che non può ridursi ai luoghi comuni che ne hanno imprigionato la memoria. Emerge così la modernità di un Malaparte visionario interprete della decadenza europea, che non smette di stupire perché aveva, potente e inconfessato, il gusto dello scacco: “Malaparte o le disavventure di Narciso”.

Lotta di classe. Diario di un anno da insegnante in prova

Cosa vuol dire stare in classe ai tempi della «buona scuola», delle lavagne multimediali e degli iPhone sotto il banco? Mario Fillioley ci porta con lui dentro le aule, tra i corridoi durante la ricreazione, nelle stanze dei professori, e ci regala un fantasmagorico diario di un anno di scuola – il suo primo da docente di ruolo – in un istituto distante ottocento chilometri da dove ha vissuto fino a quarant’anni. Da settembre a giugno si mescolano ricordi personali, la voglia di provare metodi nuovi, la paura di sbagliare e lo scetticismo verso chiunque pensi di avere in mano la soluzione su cosa voglia dire oggi educare. Ne viene fuori una commedia a metà tra Woody Allen, David Sedaris e Domenico Starnone, il cui protagonista è un professore sempre vicino ai ragazzi e alle loro storie, un impacciato detective in quella landa misteriosa e avvincente che è l’adolescenza. Ogni lezione si trasforma in un racconto esilarante e talvolta malinconico su quello che infine è il senso profondo della scuola: diventare grandi insieme. **
### Sinossi
Cosa vuol dire stare in classe ai tempi della «buona scuola», delle lavagne multimediali e degli iPhone sotto il banco? Mario Fillioley ci porta con lui dentro le aule, tra i corridoi durante la ricreazione, nelle stanze dei professori, e ci regala un fantasmagorico diario di un anno di scuola – il suo primo da docente di ruolo – in un istituto distante ottocento chilometri da dove ha vissuto fino a quarant’anni. Da settembre a giugno si mescolano ricordi personali, la voglia di provare metodi nuovi, la paura di sbagliare e lo scetticismo verso chiunque pensi di avere in mano la soluzione su cosa voglia dire oggi educare. Ne viene fuori una commedia a metà tra Woody Allen, David Sedaris e Domenico Starnone, il cui protagonista è un professore sempre vicino ai ragazzi e alle loro storie, un impacciato detective in quella landa misteriosa e avvincente che è l’adolescenza. Ogni lezione si trasforma in un racconto esilarante e talvolta malinconico su quello che infine è il senso profondo della scuola: diventare grandi insieme.

London. L’avventura di uno scrittore

Fra i grandi scrittori americani Jack London (1876-1916) è certamente il più noto ed amato. E mentre la sua opera — che ha affascinato intere generazioni di giovani, anche in Europa e in Italia — pretende di essere riletta e verificata in situazioni sociali e culturali tanto diverse, la sua vita non ha mai cessato di costituire un simbolo e un mito: simbolo di un’età complessa e difficile e mito di un uomo che seppe combattere per la propria emancipazione, in difesa del diritto a vivere anche al di fuori delle convenzioni sociali.
La parabola umana di London, ricostruita da Irving Stone sulla base di una vasta documentazione in gran parte inedita, è sotto questo aspetto esemplare; self made man per eccellenza, egli incarna sì un tipico ideale americano ma scontandone, sino alla morte tragica, l’insopportabile peso: scisso fra il «sogno» e la «realtà», l'individuo è destinato a soccombere. Di qui, nel personaggio London, tutta una serie di contraddizioni: la sua sete mai sazia di avventure e la necessità di un punto fermo su cui ogni volta costruire daccapo; l’incessante bisogno di denaro e la generosità che si trasforma in sperpero (anche di sé, del proprio talento); il gusto del semplice e del primitivo e le manie di grandezza; il socialismo da una parte e il mito del sangue e della razza dall’altra…
La biografia di Irving Stone, frutto di un minuzioso lavoro di ricerca, ha anche il merito di far luce finalmente su aspetti ed episodi sino ad oggi trascurati: le oscure origini dello scrittore, il suo burrascoso rapporto con l’alcool, la progettazione di imprese faraoniche e disperate, e infine le circostanze e la meccanica del suicidio.

Lo Spettro Della Strega

Per secoli le Quattro Terre sono state protette dai demoni del passato, difese dai confini magici che le separavano dalla dimensione oscura nota come “Divieto” e dagli esseri, terribili e malvagi, che la abitano. Ma adesso non è più così. Le antiche barriere che garantivano la separazione tra l’ordine e il caos hanno cominciato a indebolirsi e generazioni di esseri mostruosi e assetati di sangue, mossi da una rabbia coltivata per millenni, cercano di distruggerle definitivamente, per vendicarsi di chi li ha imprigionati. L’unica che può fermarli è Arling Elessedil, giovane elfa che possiede i mezzi per sigillare la breccia e richiudere nuovamente gli abitanti del Divieto nella loro prigione. Ma Arling è caduta nelle mani del diabolico Primo Ministro della Federazione e i suoi sforzi sembrano essere stati vani. Solo sua sorella, Aphen, coraggiosa e ostinata, che detiene le Pietre Magiche e ne controlla il potere, può sperare di salvare Arling dalla sorte infelice che ha in serbo per lei il suo carceriere. Intanto Railing Ohmsford – nel tentativo disperato di salvare suo fratello – cerca di capire se la sua famigerata antenata Grianne, la Strega, è ancora viva e vuole aiutarlo a salvare il mondo, senza curarsi della posta in gioco e delle conseguenze delle sue azioni. Il grande maestro del fantasy, che ha incantato decine di milioni di lettori in tutto il mondo, torna per chiudere la trilogia degli “Oscuri Segreti di Shannara”. Il risultato è ancora una volta indimenticabile.