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Tecnologia ed etica

“È inevitabile che sulla nostra Terra sovrappopolata noi facciamo permanentemente tutti gli errori ecologici possibili, ed è innegabile che vigilare è necessario; potremmo allora fare un buon uso di qualcosa come un movimento verde razionale. Ma è altrettanto chiaro che in questo campo non si ottiene nulla senza l’aiuto delle scienze naturali e della tecnica”. Questo il messaggio di Karl Popper, universalmente annoverato tra i massimi filosofi del XX secolo, contro quelle esagerazioni dei Verdi che – pur necessarie “per dare una scossa al mondo” – “sono assai pericolose e hanno portato a peggiori abusi”. Da qui, il suo ammonimento: “Cercate di vedere il mondo per ciò che sicuramente può venir considerato: come un luogo meraviglioso che noi, come giardinieri, possiamo ancora migliorare e coltivare. E in questo cercate di usare la modestia di un giardiniere esperto, il quale sa che molti dei suoi tentativi falliranno”. E ancora: “Non sappiamo come siamo vivi su questo meraviglioso, piccolo pianeta; e neppure perché dovrebbe esistervi qualcosa come la vita a rendere così bello il nostro pianeta. Ma eccoci qui e abbiamo motivo per stupircene ed essere grati”. **

Tecnologia e democrazia: Conoscenze tecniche e scientifiche come beni pubblici

Molti scienziati temono inoltre che le tecnologie alla base dei nostri elevatissimi consumi, cui guarda con legittime aspettative la maggioranza della popolazione mondiale, stiano diventando insostenibili proprio per i sistemi che sostengono la vita. Considerata la posta in gioco, dovremmo forse adoperarci maggiormente per comprendere i poteri della tecnologia scientificizzata, i loro effetti a lungo periodo, e quali possibilità sussistono per indirizzarli più efficacemente a scopi umani. Senza rinunciare ai benefici acquisiti, ma anche senza ignorare che essi dipendono da ciò che la tecnologia e la scienza sapranno fare per gli esclusi del mondo, e per il futuro del pianeta. I saggi organicamente raccolti in questo volume tratteggiano da differenti prospettive una serie di risposte ai complessi interrogativi che nascono dalle contraddizioni e incognite sopra delineate.

Take a Sad Song (Un Cuore Per Capello)

A volte l’amore sta proprio dietro l’angolo e noi siamo troppo ciechi per vederlo. Questa è la storia di Dominic e Prudence, migliori amici fin dai tempi del liceo, che alla soglia dei ventisette anni si ritroveranno a dover fare i conti con i loro sentimenti, ostacolati da un evento in particolare: l’imminente matrimonio di Prudence. Dominic avrà una settimana a disposizione per confessarle il suo amore e impedirle di sposare un altro uomo, ma sarà sufficiente? Copertina: Angel Graphics – Cover your book

Sulle teorie di Mach

Il testo che qui si presenta, spesso citato dai critici di Musil ma totalmente ignorato dal pubblico, anche nel mondo tedesco, è la tesi di dottorato che lo scrittore ventottenne discusse all’Università di Berlino nel marzo del 1908. Si tratta di uno studio dedicato all’esposizione e alla critica dell’attacco che Mach aveva mosso ai fondamenti della conoscenza scientifica. Musil aveva già pubblicato lo splendido *Törless* , dove problemi gnoseologici e scientifici sono in certo modo alla radice della sconvolgente narrazione, e la tesi su Mach, scritta due anni dopo, rappresenterà per lui quasi un bilancio di quegli studi scientifici che presto egli avrebbe abbandonato, inglobandone però i motivi nella immensa costruzione dell’ *Uomo senza qualità*. Di fatto, chi conosce l’opera letteraria di Musil capirà facilmente come egli fosse affascinato dallo «scetticismo incorruttibile» di Mach (come lo definisce Einstein), che aveva messo in crisi tutte le sicurezze del positivismo più ortodosso. L’importanza della posizione di Mach fu riconosciuta anche da Lenin, che lo avrebbe attaccato frontalmente, proprio un anno dopo, nella sua più importante opera filosofica, *Materialismo ed empiriocriticismo*. Musil invece, se sottopone l’opera di Mach a una critica ‘immanente’, che ne individua le aporie e le insufficienze, non riesce tuttavia a nascondere la sua ammirazione per questo filosofo che aveva trovato nuove ragioni di dubbio radicale là dove tanti suoi contemporanei si abbandonavano alle più facili velleità di certezza. Si può dire così che l’insegnamento negativo di Mach si ritroverà in tutta l’opera successiva di Musil – e innanzitutto in quel «voto di sfiducia contro la realtà nella quale viviamo» che è stato una fra le ragioni della sua grandezza.

Su Nietzsche

“Laspirazione estrema, incondizionata, dell’uomo è stata espressa per la prima volta da Nietzsche a prescindere da un fine morale e dal servizio di un Dio. Nietzsche non può definirla con precisione ma essa lo anima, egli la assume sotto tutti gli aspetti. Ardere senza rispondere a qualche imperativo morale, espresso drammaticamente, è certo un paradosso. È impossibile predicare o agire partendo da queste premesse. Ne deriva un risultato sconcertante. Se di uno stato d’ardore noi non facciamo più la condizione di un altro, successivo e dato come bene attingibile, lo stato proposto sembra una pura folgorazione, uno struggimento vuoto. […] Nietzsche non ebbe chiara coscienza di questa difficoltà. Dovette constatare il suo fallimento: seppe alla fine che aveva parlato al deserto. Eliminando l’obbligo, il bene, denunciando il vuoto e la falsità della morale, distruggeva il valore d’efficacia del linguaggio. La fama tardò e poi, quando venne, egli non potè più far nulla. Nessuno rispondeva alla sua attesa. Oggi credo di dover dire: quelli che lo leggono e lo ammirano, lo scherniscono, ed egli lo seppe, lo disse. Escluso me? (semplifico). Ma tentare di seguirlo come lui chiedeva significa abbandonarsi alla stessa prova, allo stesso suo smarrimento.” (Dallo scritto di Maurice Blanchot) **

Streghe di una notte di mezza estate: La saga di Mondo Disco

«Il grande Terry Pratchett, dall’umorismo metafisico, creatore di mondi paralleli vivaci e pieni di energia, dal satirico genio multiforme, che scrive frasi straordinarie».New York Times«Sono giunto alla conclusione che leggere Terry Pratchett sia la cosa più divertente che si può fare vestiti».Starburst«Per l’indescrivibile follia dei suoi romanzi lo hanno paragonato ai Monty Python: ‘Ma il loro humour’ afferma, ‘è troppo demenziale per somigliare al mio. La mia comicità deriva dal prendere il fantasy assolutamente sul serio, ed è proprio così che diventa buffo, perché si è sempre stabilito che non debba essere preso seriamente’». la Repubblica«I mondi alternativi di Terry Pratchett sono lo specchio distorto del nostro mondo… Incredibilmente divertente, impossibile non leggerlo». The TimesSin dai tempi più remoti, elfi e fatine hanno riempito di sé fiabe e racconti, saltellando leggiadramente tra i mondi per esaudire i desideri degli umani, trasformare zucche in carrozze e persuadere principi distratti a sposare fanciulle perse nei boschi. Be’, sono tutte balle. Gli elfi sono meravigliosi perché incutono meraviglia; stupefacenti perché stupiscono; maliardi perché emanano malia; incantevoli perché fanno incantesimi; pazzeschi perché fanno impazzire la gente. Chi ha detto che sono buoni? Gli elfi sono cattivi. E per colmo di sfortuna stanno tornando a Lancre, dove non ci sono più streghe, a parte Nonna Weatherwax, Tata Ogg e Magrat Garlick. Che dovranno sudare sette camicie, indossare numerose armature, volare a cavallo di una scopa insieme a un nano e trasformarsi in sciame per cavarsela e salvare Mondo Disco? Terry Pratchett è leggenda. Ha creato uno stile unico, un immaginario ricchissimo, un universo che rispecchia tutti gli orrori del nostro ma che, al contrario del nostro, è adorabile. Politicamente scorretto senza mai mancare di stile, ogni suo romanzo è una prova d’arte, esilarante, irresistibile e molto, molto profonda.

Storia Reazionaria Del Calcio

Il calcio, come la musica, come le arti in genere, è uno specchio, e non dei più marginali, della società, dei suoi cambiamenti, delle sue trasformazioni, della sua evoluzione o involuzione. Massimo Fini e Giancarlo Padovan lo affrontano da questo particolare punto di vista. C’è un’enorme differenza fra come si intendeva il calcio, sia in senso tecnico che, soprattutto, sociale, nei più semplici e naïf anni Sessanta e come lo si vive oggi che sul campo hanno fatto irruzione l’Economia e la Tecnologia (televisione, moviola, Var), le divinità dominanti della nostra società a cui tutto, a cominciare dall’uomo, viene dato in sacrificio. In “Storia reazionaria del calcio” Fini prosegue quindi, coadiuvato in questo caso da Giancarlo Padovan, notissimo giornalista sportivo, il suo filone antimodernista ed è perciò un completamento della Modernità di un antimoderno pubblicato da Marsilio nel 2016. Naturalmente questo discorso sostanzialmente filosofico passa qui, vista la materia che i due autori si sono scelti, anche per il racconto di partite, di gol, di azioni spettacolari, di giocatori, di uomini, di emozioni e di sentimenti, vissuti sul campo e fuori dal campo. Il libro dovrebbe appagare quindi anche le curiosità e le rivalità, che del calcio sono l’anima, dei tifosi oltre che di coloro che lo guardano da più lontano. Si tratta insomma di un libro per tutti e non solo per addetti ai lavori.

Storia medievale

I caratteri principali del volume rispondono alle necessità di chiarezza, sinteticità, completezza indispensabili a un testo che si rivolge in primo luogo agli studenti universitari dei corsi di base. Sul piano dei contenuti, il manuale si segnala per l’individuazione dei temi essenziali della storia medievale, a ciascuno dei quali è dedicata una lezione monografica completa e autonoma; per lo sviluppo coerente delle lezioni secondo un piano cronologico in capitoli compatti e non dispersivi; per l’attenzione rivolta ai meccanismi, ai processi, alle dinamiche storiche e ai risultati delle più recenti conoscenze storiografiche; per la presenza di cartine che aiutano a collocare gli avvenimenti storici nello spazio e nel tempo. L’obiettivo è quello di fornire uno strumento di studio concettualmente chiaro, conciso e aggiornato con uno stile scorrevole e un uso rigoroso dei termini storiografici.

Stelle Minori

Sono passati nove anni dal giorno che ha deviato il corso della vita di Zeno, quando è morto in un tragico incidente il suo professore, Nicola Sceriman. Ora Zeno ha trent’anni, insegna in un liceo e sta per sposarsi: è arrivato il momento di fare i conti con il passato. Perché solo lui e Agata, la sua ragazza di allora, conoscono la verità su quella morte.
Ed è proprio Agata a rompere l’antico patto di silenzio fra loro, attraverso una lettera in cui gli chiede di incontrarla: “Ci sono delle cose che ancora non sai, Zeno.
È sull’Altopiano di Asiago che è iniziato il nostro silenzio, e credo sia lì che dobbiamo concludere quella storia, adesso con le giuste parole. Ho bisogno di farlo, perché ho paura di quello che succederebbe alla tua vita se ritornasse a galla tutto quanto”.
Nel ricostruire quella serata torna l’amore che legava Zeno e Agata e tornano le promesse di futuro che gli anni dell’università e della gioventù portavano con sé e torna il fascino sprigionato da Sceriman – autore di un solo romanzo, acclamato dalla critica e amato dai ragazzi, La natura umana, e professore anticonvenzionale, capace di stringere con gli allievi rapporti di grande vicinanza, di coinvolgerli in progetti ambiziosi, esaltanti… Ma tornano anche le verità nascoste, le ombre che di quegli anni raccontano un’altra storia.
È un mirabile gioco di specchi quello in cui Mattia Signorini colloca i suoi personaggi – che si riflettono gli uni negli altri, così come si rispecchiano nei libri amatissimi, letti e riletti –, fra segreti, svelamenti, torsioni della memoria, in cui il lettore s’inabissa, attaccato saldamente alla pagina dall’inizio alla fine, impegnato in prima persona a trovare il bandolo di una possibile verità. **
### Sinossi
Sono passati nove anni dal giorno che ha deviato il corso della vita di Zeno, quando è morto in un tragico incidente il suo professore, Nicola Sceriman. Ora Zeno ha trent’anni, insegna in un liceo e sta per sposarsi: è arrivato il momento di fare i conti con il passato. Perché solo lui e Agata, la sua ragazza di allora, conoscono la verità su quella morte.
Ed è proprio Agata a rompere l’antico patto di silenzio fra loro, attraverso una lettera in cui gli chiede di incontrarla: “Ci sono delle cose che ancora non sai, Zeno.
È sull’Altopiano di Asiago che è iniziato il nostro silenzio, e credo sia lì che dobbiamo concludere quella storia, adesso con le giuste parole. Ho bisogno di farlo, perché ho paura di quello che succederebbe alla tua vita se ritornasse a galla tutto quanto”.
Nel ricostruire quella serata torna l’amore che legava Zeno e Agata e tornano le promesse di futuro che gli anni dell’università e della gioventù portavano con sé e torna il fascino sprigionato da Sceriman – autore di un solo romanzo, acclamato dalla critica e amato dai ragazzi, La natura umana, e professore anticonvenzionale, capace di stringere con gli allievi rapporti di grande vicinanza, di coinvolgerli in progetti ambiziosi, esaltanti… Ma tornano anche le verità nascoste, le ombre che di quegli anni raccontano un’altra storia.
È un mirabile gioco di specchi quello in cui Mattia Signorini colloca i suoi personaggi – che si riflettono gli uni negli altri, così come si rispecchiano nei libri amatissimi, letti e riletti –, fra segreti, svelamenti, torsioni della memoria, in cui il lettore s’inabissa, attaccato saldamente alla pagina dall’inizio alla fine, impegnato in prima persona a trovare il bandolo di una possibile verità.

Stars

**Dopo IDOL, i Kill Jones sono pronti a tornare sul palco!**
**Una storia d’amore da favola dove gli opposti si attraggono.**
Gabriel Scott, manager della più grande rock band del mondo, è una vera leggenda vivente: lui è l’uomo capace di forgiare le star. Affascinante come il peccato, ma freddo come il ghiaccio, Scottie è professionale, sicuro di sé, e dedito unicamente al suo lavoro. L’incarnazione vivente del successo. In altre parole, la persona più inaccessibile del pianeta.
Quando, sul volo Londra New York, Sophie Darling viene spostata in prima classe, è felice come se avesse appena vinto alla lotteria. A scoraggiare la spumeggiante, irrefrenabile Sophie non basta neanche un ombroso e scostante vicino di posto. Sophie è chiacchierona e spigliata e decide di divertirsi a trasformare in un inferno le interminabili ore di volo del suo riservato compagno di viaggio che cerca disperatamente di tenere le distanze.
Tra turbolenze, risate e momenti imbarazzanti, nasce un’alchimia inspiegabile tra due passeggeri diversi come il giorno e la notte, opposti come i Tropici e il Polo Nord. Quello che Sophie non sospetta è che anche Scottie ha in serbo dei programmi per lei: una sorpresa incredibile, che potrebbe far decollare la sua carriera di fotografa e trasformare il suo sogno in realtà.
Questo solo se Sophie sarà disposta a seguire quest’uomo incredibile e magnetico… mettendo così a rischio il suo cuore.
**E se l’unica donna capace di scaldare il cuore dell’uomo più inaccessibile del pianeta… fossi proprio tu?**
**UN LIBRO DA LEGGERE E RILEGGERE. UNA KRISTEN CALLIHAN IMPECCABILE. – Emma Chase, autrice della serie best-seller Tangled**
**UN CHIMICA ESPLOSIVA, BATTIBECCHI ARGUTI. STARS È IMPOSSIBILE DA METTERE GIÙ. – Jay Crownover, autrice della serie bestseller Tattoo**

Sovranità

Sovranità è democrazia?
Oggi sì.
“Sovranità: disprezzarla, o deriderla”: è l’imperativo politicamente corretto delle élite intellettuali mainstream. Chi evoca quel concetto che sta al cuore della dottrina dello Stato, del diritto pubblico, della Costituzione e della Carta dell’Onu, è ormai considerato un maleducato, un troglodita: compatito e schernito come chi cercasse di telefonare in cabine a gettoni, quando non demonizzato come fascista. Sovranità è passatismo o tribalismo, nostalgia o razzismo, goffaggine o crimine. E sovranismo è sinonimo di cattiveria. Queste pagine autorevoli ci mostrano che le cose non stanno così, che per orientarsi si deve uscire dai luoghi comuni e dalle invettive moralistiche. E che il ritorno della sovranità è il segno dell’esigenza di una nuova politica. **
### Sinossi
Sovranità è democrazia?
Oggi sì.
“Sovranità: disprezzarla, o deriderla”: è l’imperativo politicamente corretto delle élite intellettuali mainstream. Chi evoca quel concetto che sta al cuore della dottrina dello Stato, del diritto pubblico, della Costituzione e della Carta dell’Onu, è ormai considerato un maleducato, un troglodita: compatito e schernito come chi cercasse di telefonare in cabine a gettoni, quando non demonizzato come fascista. Sovranità è passatismo o tribalismo, nostalgia o razzismo, goffaggine o crimine. E sovranismo è sinonimo di cattiveria. Queste pagine autorevoli ci mostrano che le cose non stanno così, che per orientarsi si deve uscire dai luoghi comuni e dalle invettive moralistiche. E che il ritorno della sovranità è il segno dell’esigenza di una nuova politica.

Sovrani delle sabbie del tempo

Tarha, Seth, Aris e Anne, sono degli archeologi richiamati a lavorare in Egitto, negli scavi della Valle dei Re e delle Regine, dedicando la loro vita completamente alla riesumazione di reperti. Finché un giorno la scoperta di un reperto misterioso, nominato come “Reperto X”, cambierà la loro vita. Tarha e Seth saranno costretti a vivere in prima persona la vita di quei Faraoni e Regine che tanto sprecavano tempo a ricostruirne la storia dai pochi artefatti rimasti intaccati dal tempo, trovandosi in una realtà totalmente sconosciuta e celata dal tempo e dalle scritture. Scopriranno che loro hanno un anima antica e l’unico modo per tornare indietro sarà affidarsi agli Dei, insieme all’aiuto di Aris e Anne che nonostante non saranno accanto a loro sapranno dare il loro supporto, prima che il sole di Ra si oscuri completamente facendo cadere l’Egitto in un sonno eterno.

Sotto la parete del Drago

**Un romanzo intenso e toccante su che cosa significa affrontare una guerra, su chi muore e chi resta, sull’amarezza della sconfitta e la speranza di un nuovo inizio.**
È la primavera del 1944 e la guerra sta per finire: Veit Kolbe, giovane soldato tedesco ferito sul fronte russo, trascorre la convalescenza a Mondsee, un paesino di case color caramella all’ombra della parete del Drago. Sua sorella Hilde è morta in tenera età, mentre lui è sopravvissuto ma non si è mai rassegnato alla perdita, e prova un costante senso di smarrimento perché la realtà che conosceva non è più la stessa. A Mondsee incontrerà il Brasiliano, giardiniere che sogna di tornare a Rio, e Margot, che vive con la figlia appena nata in attesa del marito di cui non sa più nulla. Tra Veit e Margot nasce una grande storia d’amore presto offuscata dai drammatici eventi che riporteranno il soldato al fronte.

Sorte dell’Europa

Dal 25 luglio 1943 alla fine del 1944 Savinio pubblicò una serie di articoli politici, che poi raccolse in volume l’anno dopo. Mai più ristampati da allora, questi testi, in cui si respira dappertutto l’euforia della liberazione dal fascismo, si rivelano oggi consolante esempio di come un grande scrittore, imprendibile per natura e dilettante per elezione, possa dare prova di una chiaroveggenza e lucidità politica che in ben rari casi troveremmo negli storici e uomini politici suoi contemporanei. Saltando le alternative opprimenti dei blocchi e irridendo le varie borie nazionali, Savinio sembra già parlarci dell’«Europa di oggi», quell’Europa che si è faticosamente costruita negli ultimi decenni – e deve ancora costruirsi. Si direbbe, anzi, che la prospettiva di Savinio rimanga tuttora da recuperare: consapevole dello stato di inermità e cecità politica verso cui l’Europa delle nazioni si stava avviando, Savinio infatti concludeva questi scritti augurandosi addirittura che il movimento della resistenza partigiana trovasse il suo sbocco in un’Europa unita: «L’appello che chiude il manifesto del comunismo va aggiornato così: “Partigiani di tutta l’Europa, unitevi!”, intendendo per partigiani e partigianismo l’elemento dell’Europa che opera per impulso proprio, e non per ordine o ispirazione altrui». Se così non è stato, nessuno ha buone ragioni per rallegrarsene – e la prospettiva è sempre aperta.

Solo Per Una Notte

La maggior parte degli uomini non saprebbe gestire Hazel. Ma il suo migliore amico Josh non è la maggior parte degli uomini… Non è affatto facile avere a che fare con Hazel Bradford, lei stessa ne è consapevole. Il caos domina la sua vita, non ha filtri e ha l’abitudine di dire e fare la cosa sbagliata nel momento sbagliato. Al college, per esempio, Hazel aveva una cotta per Josh Im, un tipo solitario e tranquillo. Ma quando durante una festa aveva finalmente avuto l’occasione di rivolgergli la parola, era riuscita a rovinare tutto, vomitandogli sulle scarpe. Dieci anni dopo, il destino li fa rincontrare, e Hazel decide che diventerà la migliore amica di Josh. È più che sicura che tra loro non potrà mai nascere nulla: lui sa fin troppo bene che enorme disastro lei sia! Ma una sera, per tirarlo su di morale dopo una delusione d’amore, da buona amica Hazel lo convince ad accettare un’uscita a quattro e le cose non vanno come previsto… La serata è un netto fallimento, ma fa capire a entrambi che in gioco ci sono altri sentimenti…