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Jason: Un’avventura di Anita Blake

**Un’avventura di Anita Blake Vol. 23** « *Credevo di conoscere ogni creatura della notte.
Quanto mi sbagliavo*…»
Per Anita Blake, niente è più importante della famiglia che si è faticosamente costruita nel corso degli anni: per quanto eccentrica e fuori dagli schemi, è cementata da forti legami di affetto e lealtà. Perciò, quando il migliore amico di Nathaniel, Jason, si presenta alla porta della Sterminatrice con un delicato problema personale, lei accetta di buon grado di aiutarlo. In fondo, si tratta solo di trascorrere un po’ di tempo con lui e con la sua nuova fidanzata, J.J. Nessuno più di Anita comprende le difficoltà di un rapporto con una creatura delle tenebre, e J.J. ha bisogno di qualcuno che la rassicuri e che le insegni a gestire la doppia natura di Jason, che è sia lupo mannaro sia pomme de sang di Jean-Claude. Eppure Anita scoprirà troppo tardi che quel semplice favore potrebbe cambiare per sempre la vita delle persone che lei ama… **
### Sinossi
**Un’avventura di Anita Blake Vol. 23** « *Credevo di conoscere ogni creatura della notte.
Quanto mi sbagliavo*…»
Per Anita Blake, niente è più importante della famiglia che si è faticosamente costruita nel corso degli anni: per quanto eccentrica e fuori dagli schemi, è cementata da forti legami di affetto e lealtà. Perciò, quando il migliore amico di Nathaniel, Jason, si presenta alla porta della Sterminatrice con un delicato problema personale, lei accetta di buon grado di aiutarlo. In fondo, si tratta solo di trascorrere un po’ di tempo con lui e con la sua nuova fidanzata, J.J. Nessuno più di Anita comprende le difficoltà di un rapporto con una creatura delle tenebre, e J.J. ha bisogno di qualcuno che la rassicuri e che le insegni a gestire la doppia natura di Jason, che è sia lupo mannaro sia pomme de sang di Jean-Claude. Eppure Anita scoprirà troppo tardi che quel semplice favore potrebbe cambiare per sempre la vita delle persone che lei ama…

Jane e il prigioniero di Wool House: Un’indagine per la detective Jane Austen

Southampton, 1807. Questa volta la curiositŕ di Jane per i casi intricati č risvegliata da suo fratello Frank che chiede il suo aiuto per salvare la vita all’amico e collega della Marina, il capitano Tom Seagrave, condannato a morte per un omicidio che non avrebbe commesso. Frank č il solo a credere all’amico e ha bisogno del fiuto di sua sorella per portare a galla la veritŕ. Per i due investigatori inizia un viaggio attraverso i segreti della famiglia Seagrave che li porterŕ fino alle celle della prigione di Wool House, dove uno dei detenuti potrebbe essere il testimone chiave per risolvere il caso. Ma piů Jane si avvicinerŕ alla veritŕ, piů si stringerŕ la rete che l’assassino le sta tessendo intorno e, quando Jane se ne renderŕ conto, sarŕ troppo tardi per tornare indietro, e far luce sull’omicidio sarŕ il solo modo per salvarsi la vita…

Jane e il mistero del Reverendo: Un’indagine per la detective Jane Austen

Gli Austen si stanno preparando a un piacevole soggiorno a Lyme Regis, amena località di mare nel Dorset. Ma, sin dal loro arrivo, in una notte fredda e piovosa, oscuri presagi sembrano minacciarne la permanenza. Un incidente di carrozza, proprio ai confini della cittadina, costringe i viaggiatori, scossi dallo spavento, a cercare rifugio nella sinistra dimora di Mr. Geoffrey Sidmouth, uomo di indiscutibile fascino, ma dal comportamento austero e inquietante. Di lì a pochi giorni, la tranquillità della stessa Lyme viene scossa da un’orribile tragedia: un uomo viene trovato impiccato sulla riva del mare e i sospetti di tutti puntano il dito contro il temuto «Reverendo». Di tutti, ma non di Jane, ancora una volta implicata in una pericolosa indagine. Chi si cela dietro la misteriosa identità del «Reverendo»? Cosa nasconde Mr. Sidmouth con la sua ambigua freddezza? Chi è l’inquietante figura avvolta in un nero mantello che si aggira nella notte lungo la costa battuta dai flutti. Le domande si accavallano e sfortunatamente le risposte sembrano portare tutte nella stessa direzione, cioè all’ultima persona di cui lei vorrebbe sospettare… l’uomo che ha conquistato il suo cuore.

L’italiano ovvero il confessionale dei penitenti neri

Napoli, 1764: Vincenzo di Vivaldi ed Elena di Rosalba, giovani innamorati dall’animo semplice e puro, vedono il loro sogno d’amore contrastato dalla perfida marchesa, la madre di lui, che non ritiene la ragazza all’altezza della sua nobile e ricca famiglia. Ad aiutare la malvagia donna nel tessere la sua trama è il diabolico monaco Schedoni, uno dei personaggi più riusciti della Radcliffe: è lui “l’italiano” che dà il titolo al romanzo, losco figuro dal passato ambiguo, di nobili natali ma caduto in disgrazia dopo essersi macchiato di un’orribile colpa. Discendente del Satana ribelle di Milton e fratello dei Masnadieri di Schiller, Schedoni è diventato in breve prototipo di tutti gli antagonisti del romanzo gotico e oltre. Tra atmosfere cupe e spaventose, colpi di scena, misteri inspiegabili, terribili prove cui sono sottoposti i personaggi, si dispiega una trama che a suo tempo conquistò tantissimi lettori in Inghilterra contribuendo al diffondersi della nuova sensibilità romantica. Con un saggio di Mario Praz. Introduzione di Alessandro Gallenzi.

Istituto di bellezza Margaret Thatcher

Buenos Aires, primavera del 1982. Al numero 1796 di avenida de Florida si erge l’Anna Karenina, uno splendido palazzo storico che ospita un gruppo di fuoriusciti iraniani. Cuore e anima della piccola comunità è Haji Khanoum, donna dal passato misterioso, che esegue ogni mattina la danza rotante dei sufi. È grazie a lei che nel condominio fa la sua comparsa una giovane donna con la figlia. Zadi, così si chiama la ragazza, ha appreso in Iran l’antica arte del band andazi, la depilazione con il filo, e decide di aprire un salone di bellezza proprio nel palazzo, che da quel momento si anima magicamente. Un altro inquilino, chiamato il Capitano, inizia a raccogliere intorno a sé i suoi connazionali appassionati di poesia, e le serate al numero 1796 di avenida de Florida diventano il centro di aggregazione per gli iraniani di tutta Buenos Aires che non vogliono recidere il legame con il loro tormentato paese. Emergono così le storie degli abitanti della piccola enclave. Quella di Haji Khanoum, ad esempio, e del grande amore della sua vita. O quella del Capitano Soheil Bahrami, che dopo quasi trent’anni trascorsi nel famigerato carcere di Evin vive ora con la figlia Sheema, una studentessa di medicina innamorata di una naturalista americana. E ancora, quella di Parastoo, l’apprendista di Zadi, sposata con un uomo che le ha fatto credere di poter fare fortuna in America, e che adesso la tiranneggia. Oppure quella di Homa e Reza, che di giorno lavorano al mercato e la sera dipingono miniature; o, infine, quella del giovane rivoluzionario Houshang, infatuato di Zadi, della politica e di Cartesio. E mentre l’Inghilterra di Margaret Thatcher dichiara guerra all’Argentina per le Falkland, una nuova inquilina si presenta al numero 1796 di avenida de Florida. Dice di chiamarsi Khanoum Soltani, ma somiglia moltissimo all’attivista per i diritti delle donne iraniane Farzaneh Farahanguiz, scomparsa dal suo paese in modo misterioso. E gli abitanti del palazzo, tra amori segreti, confessioni commoventi, riflessioni profonde e ricordi di un tempo perduto per sempre, aiutati dalla loro «antica arte del raccontare storie, percorrono il viaggio della vita rafforzati dall’unità e dalla comunanza». Con una trama avvincente e una lingua aggraziata che mescola culture e mondi lontani, Marsha Mehran ha lasciato ai suoi lettori un collage di storie armonioso e toccante che ne conferma l’assoluto talento, e accresce la commozione e il rimpianto per la sua prematura scomparsa. Un romanzo pieno di grazia e di fascino che unisce culture e mondi differenti. Un collage di storie armoniose e toccanti, esotiche e divertenti. Un inno al potere magico della letteratura. L’ultimo romanzo dell’autrice di Caffè Babilonia

L’invisibile ovunque

“L’invisibile ovunque” racconta quattro vite nella Grande guerra, saltando dal fronte italiano a quello francese e ritorno. Chi vive in queste pagine sa che “niente uccide un uomo come l’obbligo di rappresentare una nazione” (Jacques Vaché) e adotta strategie per evadere dall’orrore. Qualcuno sceglie la sfida all’istituzione psichiatrica, accettando il rischio che la follia simulata diventi reale. Qualcuno si arruola negli Arditi, scansando la vita di trincea, al prezzo di divenire un uomo-arma, pugnale con braccia e gambe che un potere futuro potrà usare a suo piacimento. Qualcuno cerca di nascondersi nelle pieghe della guerra, praticando l’umorismo e il paradosso, fantasticando piani grandiosi per assaltare il mondo che ha vomitato un tale abominio. Qualcuno coltiva l’utopia di un’invisibilità che renda impossibile agli uomini combattersi.

L’indagine interrotta

Milano, una fresca domenica mattina di marzo. Passeggiando all’alba con il cane nel parco Ravizza, nella zona Sud della città, l’ingegner Benni scopre il cadavere di un uomo. È Walter Merisi, di professione giornalista. Uno scippo finito male, così sembra. Ma il vice commissario Ambrosio non si ferma alla prima impressione. Scopre che la sera prima di morire il reporter si trovava in un albergo in compagnia della moglie di un suo ex direttore, di un colonnello già membro del servizio di intelligence militare e di due diplomatici sovietici. Inoltre, scavando nel passato della vittima, trova diverse altre cose di cui insospettirsi. Soprattutto quando molti, compreso il suo superiore, continuano a pensare che stia esagerando negli scrupoli e che si tratti soltanto di un banale e tragico caso di rapina.

Incontrarsi e poi…

Quando ormai il destino del dissoluto Reginald Davenport sembra irrimediabilmente segnato dal disonore, dall’alcolismo e dalla miseria, una nuova opportunità per redimersi gli viene offerta: Strickland, l’antica tenuta che gli era stata sottratta da bambino. Eppure le sorprese non sono finite… Mai si sarebbe aspettato che il fattore della proprietà fosse Alys Weston, una donna di grande fascino in fuga da un mondo pieno di insidie e tradimenti. Accomunati da un passato turbolento, Reggie e Alys sembrano fatti l’uno per l’altra, ma il futuro è ancora una strada in salita. Soltanto l’amore che li sorregge potrà salvarli dal baratro, se davvero riusciranno a viverlo fino in fondo. **
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Quando ormai il destino del dissoluto Reginald Davenport sembra irrimediabilmente segnato dal disonore, dall’alcolismo e dalla miseria, una nuova opportunità per redimersi gli viene offerta: Strickland, l’antica tenuta che gli era stata sottratta da bambino. Eppure le sorprese non sono finite… Mai si sarebbe aspettato che il fattore della proprietà fosse Alys Weston, una donna di grande fascino in fuga da un mondo pieno di insidie e tradimenti. Accomunati da un passato turbolento, Reggie e Alys sembrano fatti l’uno per l’altra, ma il futuro è ancora una strada in salita. Soltanto l’amore che li sorregge potrà salvarli dal baratro, se davvero riusciranno a viverlo fino in fondo.

Le inchieste del commissario Ambrosio

Nulla faceva pensare a un delitto, e quindi il cadavere della donna, morta per un malore, è stato cremato, ridotto in cenere. Ma un alone di inquietudine circonda la vicenda di Virginia, e di tutti gli uomini che l’hanno amata. A partire dal padre, vecchio amico di famiglia Ambrosio, che due anni dopo la scomparsa della figlia si convince che ci sia qualcosa che non quadra, e chiede al commissario Giulio di indagare. Una ricerca difficile e soprattutto delicata, condotta in sordina, tra le persone che sono state vicine a Virginia, forse senza conoscerla mai davvero. E in una Milano prima oppressa dall’afa, poi spazzata da piogge interminabili, anche il poliziotto sembra subire il fascino di questa figura di donna vittima, probabilmente, di un omicidio, ma prima di tutto di se stessa e delle proprie insoddisfazioni.

In Territorio Nemico

Un ufficiale che diserta e intraprende un viaggio attraverso l’Italia devastata dalla guerra. Una ragazza di buona famiglia che diventa una partigiana pronta a uccidere un fascista dopo l’altro. Un ingegnere aeronautico che si nasconde in attesa che passi la bufera. Matteo, sua sorella Adele, il cognato Aldo: sono i personaggi di In territorio nemico, tre giovani separati dalla guerra che, dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, cercano ritrovarsi in un paese in preda al caos. Nei venti mesi terribili dell’occupazione nazista, i tre protagonisti faranno esperienza della battaglia, dell’isolamento, dell’amore, del conflitto con se stessi, fino ad affrontare la prova più difficile: scegliere da che parte stare mentre la morte li minaccia a ogni passo. In territorio nemico è una nuova epica della Resistenza. Un’epopea corale resa possibile dal lavoro di oltre cento scrittori e ispirata alle testimonianze di chi la guerra l’ha vissuta e non ha cessato di raccontarla. Un romanzo vivo e toccante che, tenendo ben presente l’eredità di Fenoglio, Malaparte e Calvino, apre una rinnovata prospettiva sull’esperienza tragica e fondativa della seconda guerra mondiale italiana.

L’immigrato

Zaki el Aziz si è maturato a pieni voti in un liceo di Copenaghen, coronando il sogno della famiglia immigrata dal Marocco. Ma la sera in cui si prepara a festeggiare in discoteca con gli amici, ai musulmani è negato l’ingresso, la rabbia esplode in una rissa, e il buttafuori finisce morto accoltellato. Zaki si ritrova in carcere innocente, stretto tra la legge danese che ha sempre rispettato e che chiede il nome del colpevole, l’omertà fraterna a cui lo richiamano gli amici come unica difesa contro una società ostile, e i Black Cobra, banda di criminali e narcotrafficanti immigrati pronta a versare altro sangue per coprire il colpevole. Mentre politici e media cavalcano l’onda emotiva di quello che diventa uno scottante caso nazionale, le voci di un complotto razzista mettono a ferro e fuoco i ghetti di tutto il paese, ed è ancora una volta Rikke Lyngvig, scomodo cane sciolto del giornalismo con un’irriducibile passione per il volto umano dei fatti, a fare luce sulle responsabilità morali di una verità complessa, quella di una spirale di odio e violenza, di un muro di pregiudizio eretto da entrambe le parti, per cui la vittima di un brutale omicidio si rivela il carnefice di tanti giovani discriminati e facili prede del crimine, e la paura ha la meglio su ogni battaglia per l’integrazione.

Harry Potter e la filosofia

La saga di Harry Potter, a tutti gli effetti, un’opera d’arte della cultura pop di grande complessità e bellezza, e una risorsa straordinaria e potentissima per l’esercizio della filosofia – tra Martin Heidegger e Harry Potter, Albus Silente e Aristotele, Michel Foucault e Voldemort. Harry Potter e la filosofia penetra nel romanzo-mondo creato da J.K. Rowling per affrontare, attraverso l’incontro con i suoi personaggi e le loro storie, questioni filosofiche capitali come il coraggio nel suo legame con l’atto etico, l’amore per la giustizia al di là della legge, il potere (magico) di fare cose con le parole, i limiti della ragione occidentale, le minacce della logica del fascismo. Pop filosofia, dunque. Una filosofia per bambine e bambini, streghe, maghi e Babbani. E per quanti sanno prestare ascolto alle parole di un grande poeta che scriveva: “Sviluppate la vostra legittima stranezza”.

Il guardiano

Scoprii molti anni fa che sir Lionel Redvers era stato il primo cavaliere inglese a morire per mano di mio cugino William Wallace, e benché questo all’epoca mi avesse fatto soffrire, per un attimo avevo provato anche una sorta di vendicativa soddisfazione. Mi chiamo William Wallace anch’io, e sono un sacerdote. Sono nato nel 1272, ho settantun anni. Sir William Wallace, Guardiano di Scozia, era mio cugino di primo grado e il mio più caro amico d’infanzia. Circa quarant’anni fa, nel giorno della sua morte, mi chiese, in qualità di suo confessore, di documentare il modo in cui stava passando a miglior vita e di darne testimonianza qualora in futuro qualcuno avesse cercato di diffondere calunnie sul suo conto. Gli promisi che l’avrei fatto, e questo è il motivo per cui mi accingo a scrivere di lui oggi, dopo così tanto tempo.Da uno dei più grandi autori di romanzi storici, un nuovo avvincente capitolo delle Cronache di Braveheart. La storia della guerra che ha contrapposto per decenni scozzesi e inglesi, e dei grandi uomini che hanno lottato per una Scozia libera.

Gridano i gufi

Amy e Bob Withers vivono in una baracca fatiscente nella piccola città neozelandese di Weimaru e, nella grave depressione economica degli anni Trenta, riescono a malapena a sfamare i loro quattro bambini. Francie, la maggiore, a dodici anni è costretta a lasciare la scuola con la prospettiva di un misero impiego nel locale lanificio. Teresa, detta Chicks, Pulcino, è la più piccola e trotterella sporca dietro i fratelli, in perenne ricerca di una caramella o di un gesto d’affetto. Toby, l’unico maschio, soffre di epilessia e attende spaventato quei momenti in cui Dio gli butta sulla testa «un mantello scuro», e lui lotta per liberarsi «agitando in aria le braccia e le gambe». Daphne, infine, la fragile e introversa Daphne, fa suo ogni pensiero, ogni palpito del cuore, ogni gioia e dolore dei suoi fratelli. Il luogo preferito dai piccoli Withers è la discarica dei rifiuti, il posto dove si cercano i tesori, dove Toby e Daphne trovano libri di fiabe mangiucchiati dai vermi e dove Francie può liberamente raccontare i suoi sogni di adolescente che si farà strada nel mondo, andrà a ballare con i ragazzi e i loro cuori batteranno insieme. Ma il futuro per chi nasce segnato non prevede alcuna realizzazione dei sogni. Passano gli anni e i fratelli Withers non trovano tesori sulle loro strade: Francie presto paga con una tragica fine il suo desiderio di evasione e trasgressione; Toby diventa un emarginato che si attacca ossessivamente a quel po’ di denaro che riesce a guadagnare e a un rapporto morboso con la madre; Chicks si allontana dalla famiglia per sposarsi e cercare disperatamente un’esistenza agiata, che si rivela però fragilissima. E Daphne, la debole e indifesa Daphne, vive rinchiusa in un ospedale psichiatrico dove è sottoposta a ripetuti e dolorosi elettroshock. Dalla sua «camera morta» accompagna con il suo canto, il suo grido, la sua poesia, le vite dei genitori e dei fratelli. Opera prima di Janet Frame, che ne rivelò l’immenso talento lirico e narrativo, Gridano i gufi è un romanzo corale che parla di amore, abnegazione, dolore e speranza, gioie e lutti con una scrittura ricca di pathos e commozione tra le più alte della narrativa femminile di tutti i tempi. «Una storia che fa letteralmente mancare il fiato, raccontata senza un briciolo di reticenza ma con grande sapienza letteraria ed elevato spirito poetico». Corriere della Sera «È tra la parola e il silenzio, inteso come esperienza suprema del possibile, che si gioca l’esperienza narrativa di Janet Frame». Maurizio Bartocci, Il manifesto

Il Gran Diavolo

I colpi d’artiglieria sovrastano il fracasso del metallo delle armature e le grida dei soldati all’attacco. Della guerra e della morte, però, non ha paura Giovanni: lui è un Medici, nelle sue vene scorre sangue nobile, ma combattivo e fiero, e ogni giorno affronta il nemico alla testa delle più feroci truppe mercenarie d’Italia, le Bande Nere.Il campo di battaglia è grigio, freddo, immerso nella nebbia, eppure i suoi uomini lo seguirebbero anche all’inferno. Tra questi marcia Niccolò, un giovane soprannominato il Serparo per l’inquietante abitudine di tenere tre o quattro serpenti avvolti intorno al braccio. Custode di una sapienza antica, si affida loro per conoscere il futuro. Perciò gli altri soldati lo tengono a distanza, ma presto conquisterà la fiducia del Capitano, riuscendo a penetrarne lo sguardo severo. E dove Giovanni lo avesse posato, là Niccolò si sarebbe fatto trovare, al suo fianco, in mezzo alla mischia. Sempre. Sacha Naspini, con una lingua affilata che si misura con il dolore, il male, la morte, racconta di un’amicizia e di quello scorcio di ‘500 che fu uno tra i momenti più tumultuosi della Storia d’Italia, quando ogni cosa stava cambiando, e tutti tradivano tutti. E lo fa attraverso un personaggio che incarna perfettamente il suo tempo, quel Gran Diavolo disposto a tutto per dominare la sorte e gli uomini. E continuare a combattere. IL SECONDO EBOOK DELLA SERIE ‘I SIGNORI DELLA GUERRA’. AMBIZIOSI, CORAGGIOSI, SENZA SCRUPOLI. SONO LE ANIME NERE DELLA STORIA D’ITALIA: CONDOTTIERI, POLITICI, SOLDATI AUDACI E SPREGIUDICATI MOSSI DA UN’INARRESTABILE SETE DI POTERE. Gli altri titoli della serie: – Il crociato infedele, di Davide Mosca – Il falco nero, di Mauro Marcialis – Il principe del male, di Francesco Ongaro