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Requiem per un sogno

Il sogno americano è morto. Da un pezzo. Ma ognuno ha la sua droga per continuare a sognare: l’eroina, la televisione, il cibo, “Burqua” occidentali per evitare di guardare in faccia la realtà. “Requiem per un sogno” è la storia del “risveglio” di quattro personaggi, legati dalle illusioni di cui si nutrono per sopravvivere, e della loro lenta discesa all’inferno. Caratterizzato da una scrittura vibrante e “sensoriale”, il libro rappresenta l’altra faccia del sogno americano con una crudezza notevole, ma forte di una commovente capacità di penetrare e descrivere la psicologia umana, le sue debolezze, il suo bisogno d’amare e di credere, nei suoi momenti di pura grazia, nella fede che ci sarà comunque, altrove, un’altra possibilità.

Le reclute

Parlare di “guai seri” è un eufemismo, ormai. La guerra tra gli Yeerk e gli Animorph infuria, e sembra destinata a peggiorare. Ma per Cassie, gli altri Animorph e Ax c’è ben altro da fare, oltre a cercare di restare vivi. Ora devono proteggere attivamente le loro famiglie e gli Hork-Bajir liberi. E ormai si sono convinti di non potercela più fare da soli. Gli Yeerk sono troppo potenti. E così Cassie e gli altri si trovano ad affrontare una questione estremamente delicata: che sia arrivato il momento di arruolare nuovi Animorph? Il ricordo di come è finita con David, l’Animorph che aveva preso una brutta strada, è ancona vivido nella loro memoria. Ma questa volta hanno veramente scelta?

Il ragazzo che sognava Kim Novak

Due adolescenti, Erik ed Edmund, che vivono in una piccola città della Svezia; una supplente giovane e affascinante che per tutti è identica a Kim Novak; un’estate trascorsa su un lago a parlare di segreti adolescenziali e di sofferenze familiari. E poi il mistero: il fratello maggiore di Erik che si presenta con la bella supplente, presentandola come la sua ragazza; l’ex fidanzato di lei che li minaccia entrambi ma che viene infine ritrovato morto poco distante dalla casa dove abitano i due ragazzi… E il caso rimane insoluto per molti anni, ancora quando Erik è un padre di famiglia e Edmund è un prete. Ma incontri imprevedibili e nuove scoperte riporteranno a galla il mistero di quell’estate, insieme a tutti i suoi protagonisti che, in qualche modo mai del tutto rivelato, ne avevano fatto parte.

I quasi adatti

Peter ha quattordici anni ed è solo. Da sempre. Dopo aberranti esperienze viene accolto in una scuola sperimentale di Copenaghen. Specializzata nel recupero di adolescenti disadattati. Gli dovrebbero insegnare a coltivare affetti, a capire la realtà. A diventare uomo, insomma. Ma il percorso di Peter segue vie alternative, al margine o anche fuori da ciò che le ferree regole dell’Istituto consentono. Questa è la storia della sua vita e dei suoi due amici che l’hanno condivisa, August e Katarina. Questa è la storia che lo stesso Peter racconta a sua figlia… Dall’autore di “Il senso di Smilla per la neve” un romanzo quasi autobiografico. Una storia sui drammi dei ragazzi che gli adulti non possono o non vogliono capire.

Profumo di paradiso

Jamie Ruskin è segretamente innamorata di Dev. Dev Sherman è uno scapolo impenitente. Una meta irraggiungibile. O forse no. A volte, infatti, le apparenze ingannano.., È il giorno di San Valentino. Jamie è a cena in un ristorante di lusso con la sua migliore amica Faith e il fratello di lei, Dev, per discutere dell’eventualità di aprire una serie di negozi in società. L’obiettivo di Jamie, però, è un altro: conquistare l’affascinante Dev Sherman. Pur ritenendosi di gran lunga inferiore al giovane e poco attraente, Jamie è disposta a tutto pur di ottenere il suo scopo, e arriva persino a sfruttare la sua passione per l’aromaterapia. E così, grazie anche all’aiuto di Faith, che ci mette lo zampino, i due iniziano una relazione in cui la fantasia è il perno di tutto.

Pro patria

Il punto di partenza è la Repubblica Romana del 1849: un’avventura durata pochi mesi, capace di gettare i semi di quella che, cento anni dopo, sarebbe diventata la Costituzione italiana.
Il protagonista è un detenuto dei giorni nostri. Nella solitudine della prigione, gli unici esseri umani con cui si rapporta sono un secondino detto «l’intoccabile» e un immigrato africano che dorme cinque minuti ogni ora. Ma il detenuto ha un piano: preparare un discorso usando i pochi libri che l’istituzione carceraria gli ha permesso di consultare.
Le parole di Pisacane, Cattaneo, Mazzini e Mameli – credute innocue dai suoi carcerieri -, diverranno nelle sue mani il grimaldello col quale tentare di evadere, anche solo mentalmente. Perché quel Risorgimento era «storia di lotta armata e galera», e ci sono due tipi di terroristi: quelli che finiscono in prigione, e quelli che finiscono in Parlamento.
«Quand’è che il furto di una mela diventa un reato? C’è un limite? C’entra con la qualità della mela? La statua della giustizia davanti al tribunale ha una bilancia in mano, ma entrambi i piatti sono vuoti. Non è una bilancia per pesare la frutta».
Ascanio Celestini rilegge la storia dell’unità d’Italia in chiave anarchica e rivoluzionaria stando «in equilibrio sulla Storia come il gatto sul cornicione», e conduce il lettore in un viaggio vertiginoso dove i martiri e gli eroi non hanno neanche trent’anni, e pagano con la vita la capacità di sognare.

La prima impronta

Michel De Palma, grande appassionato d’opera, ha alle spalle venticinque anni di onorata carriera nella polizia e di grandi successi: li prende tutti, lui, che siano trafficanti di droga o serial killer. Finché non vengono uccise, una di seguito all’altra, tre donne, delle quali due massacrate a colpi d’ascia e smembrate secondo un oscuro rituale, come se l’assassino avesse voluto celebrare un sacrificio umano. Nessuno crede che fra i tre omicidi ci sia un legame. Tranne De Palma. “Il Barone”, come lo chiamano, si ritrova così immerso in un mondo ignoto, in cui ad appassionati d’arte preistorica e paleontologi si mescolano cacciatori e sciamani, quando non cannibali. Un mondo arcano e spietato, che ha lasciato la propria impronta nelle grotte celate tra le rocce del litorale mediterraneo; lo stesso Michel faticherà a sfuggire al fascino di quei graffiti di bisonti, cavalli, mani, e a non cadere nella trappola mortale dell'”uomo ucciso”: la più antica rappresentazione di un assassinio nella storia dell’umanità, graffita sulle pareti di una grotta preistorica.

Poco prima del temporale

È l’incontro il tema centrale di questa nuovissima raccolta di versi di Michael Krüger. Gli incontri avvengono in Italia come in Lituania, in Spagna come in Bulgaria, in Arabia, in Nordamerica e più spesso nella Germania del presente e del passato; e avvengono con scrittori, studiosi di scienze varie, sconosciuti, pittori e altri viaggiatori; con la natura, l’arte e la storia; con il sonno, ospite ingrato, e con colui che si è stati da bambini. Al contrario di Walter Benjamin, Michael Krüger affida l’incontro non alla vista ma all’udito. Se infatti alla vista si deve la straordinaria intensità dei paesaggi naturali e umani della raccolta, è l’udito che li anima. Così queste poesie sono popolate di voci e ricche di suoni in attesa di un viaggiatore che li sappia percepire, ascoltare e decifrare. In attesa di un lettore che sappia rischiare l’incontro a voce, a cui il poeta non si nega mai. Perché se l’incontro ci affranca dall’egomania e ci restituisce alla comunità è l’udito che ci mette al riparo da un mondo fatto di immagini sempre più inafferrabili e sempre più inquinanti.

Picnic ad Hanging Rock

Hanging Rock, la roccia vulcanica che sorge isolata e improvvisa nella macchia australiana a nord di Melbourne, fu davvero teatro, nel 1900, dell’evento narrato in questo libro: la scomparsa mai spiegata di due fanciulle e una matura insegnante di college seguita dalla immediata rovina di tante esistenze a quelle vite collegate (o, usando la stessa cifra del racconto: la vendetta della pietra nera su chi credeva di forzarne la potenza e il mistero). Ma darne una lettura simbolica – pur nella molteplicità di simboli, che nelle pagine si offrono e si ritraggono -, dei rapporti segreti e numinosi tra il genere umano e la Madre terra, è fare qualcosa che forse Joan Lindsay non si proponeva. “Se “Picnic a Hanging Rock” sia realtà o fantasia, il lettori dovranno deciderlo per proprio conto. Poiché quel fatidico picnic ebbe luogo nel 1900 e tutti i personaggi che compaiono nel libro sono morti da molto tempo, la cosa pare non abbia importanza” scrive l’autrice, accennando alla forte intenzione di consegnare alla memoria, non tanto un fatto straordinario, denso di significati, ma un mito. Cioè a dire un evento originario, vivente e da vivere al di là del tempo, presente come modello e ammonizione. E in effetti, ciò che fu di Miranda, bella come un cigno, di Marion, della signorina Greta McCraw e di tutte le persone connesse all’Appleyard College possiede del mito l’incanto semplice e autosufficiente. Di uno dei rarissimi miti moderni, venuto inevitabilmente dall’ultima terra che l’uomo ha diviso con le viventi forze primordiali.

Piacersi e poi

I Connellys: passione a corte. Chance Barnett Connelly, SEAL della Marina, non ha mai conosciuto il significato della parola paura, finché non l’ha scorta negli occhi di Jennifer, giovane vedova che rischia di perdere anche la figlia per un problema cardiaco. Chance la incontra a un ricevimento e prova subito una forte attrazione, però Jennifer non vuole legarsi di nuovo a un uomo che svolge un lavoro che mina continuamente la sua sicurezza. Ma l’amore fa miracoli!

La paura cresce

L’atmosfera paurosa nei racconti cresce perché i bambini non hanno ormai più paura di nulla. O forse ancora tremano all’ idea di passare una notte con un morto, o di abitare in una pensione per trapassati, o di venir seguiti da uno spirito che non li abbandona mai, come avviene in queste storie da leggere rabbrividendo, e possibilmente al buio!

Patty Diphusa e altre storie

Patty Diphusa è un sex-symbol internazionale o, più precisamente, una stella internazionale del porno. Ma non possiede solo un corpo capace di far impazzire gli uomini, ha anche un cervello. Un personaggio che il regista utilizza per accompagnare il lettore in un viaggio all’interno della “movida”, tra frenetiche avventure, droghe di tutti i tipi, sesso in tutte le varianti, musica, discoteche, artisti veri e finti: un catalogo dissacrante dei tanti vizi e delle poche virtù della Spagna post-franchista. Le “altre storie” raccolte nel volume sono una selezione degli scritti che Almodóvar ha composto per riviste e giornali. Un’autentica autobiografia che traccia il suo percorso personale e professionale.