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In viaggio con August

August Schroeder è un insegnante delle superiori stanco, deluso e provato dalla vita. Dalla morte del figlio le sue giornate trascorrono lente e vuote, con un solo obiettivo, che arrivi l’estate per intraprendere un lungo viaggio in camper con la sola compagnia del suo cane Woody. Meta: il Parco di Yellowstone. Eppure, già a poche ore dalla partenza, sembra che i piani di August debbano essere rivisti. Il camper si ferma infatti nel mezzo del deserto e il costo della riparazione minaccia di intaccare il budget già risicato destinato al viaggio. Poi, a sorpresa, il meccanico gli fa una strana proposta: se August porterà i suoi due figli con sé per tutta l’estate, gli abbuonerà il conto della riparazione. August è combattuto. Lui *deve* andare a Yellowstone, l’ha promesso a Phillip, è il viaggio che avrebbero dovuto fare lui e il figlio e che non hanno mai fatto. D’altro canto, come accollarsi la responsabilità di due ragazzini di dodici e sette anni senza sapere nulla di loro? Quello che né August né tanto meno i piccoli Seth e Henry possono prevedere è che quel viaggio cambierà il destino di ciascuno di loro. *In viaggio con August* è uno struggente romanzo “on the road”, tra panorami incontaminati e incontri inconsueti. **

In Vacanza Con Il Milionario

UN MILIONARIO PER MARITO – Benvenuti alle nozze più romantiche dell’anno!
Per il milionario Roland Devereux partecipare a un matrimonio significa riaprire dolorose ferite, ma è stato scelto come testimone dal suo migliore amico, e non può rifiutare. Il momento delle danze è arrivato, e spetta a lui aprirle con la damigella della sposa, Grace Faraday. Quando le sfiora le mani, ha la sensazione di svegliarsi da un brutto sogno, e il suo cuore riprende a battere dopo tanto, troppo tempo. Non può lasciarsi sfuggire una simile occasione! Grace deve essere sua. Ecco perché le propone un viaggio di due settimane all’insegna dell’avventura e del divertimento. Presto, però, Roland realizza che due settimane non sono abbastanza…

In guerra con il passato

C’è un conflitto che attraversa la storia ma non è stato mai apertamente dichiarato. È quello in cui in cui il passato viene piegato alle necessità del presente. E ciò accadeva tanto ai tempi di Ottaviano e Cesare quanto al termine della Seconda guerra mondiale, dopo gli anni di piombo o durante i conflitti in Medio Oriente. È un’operazione destinata a provocare danni incalcolabili, “primo tra tutti quello di disarmare le generazioni che dovrebbero essere pronte ad affrontare le guerre, purtroppo non metaforiche, di oggi o di domani”. Con la consueta arguzia e lucidità, Paolo Mieli conduce il lettore in un viaggio lungo i secoli, durante il quale affronta e demolisce alcuni dei nostri miti più comuni alla luce di fatti e documenti, offrendo spesso una visione alternativa a quella ufficiale. Per farlo è necessario applicare i rimedi contro la manipolazione e la contraffazione: la disponibilità a rivedere i propri giudizi sui fatti e sui personaggi, la consapevolezza che spesso anche la parte “giusta” ha commesso atti riprovevoli e l’attenzione a non cercare a tutti i costi negli eventi i retroscena delle posizioni politiche del presente. Perché il fatto che tutti usino il passato nelle discussioni quotidiane è “la miglior ragione per studiare sul serio la storia” e per affrontare anche i temi più cari alla nostra memoria collettiva con “una buona dose di imperturbabilità”.

In Europa son già 103: Troppe lingue per una democrazia?

Vogliamo davvero che alla storia e al presente dell’Europa corrisponda una reale democrazia europea? Se la risposta è sì, bisogna costruire la comunanza di lingua, condizione fondante di vita della pólis. La voglia di democrazia, la voglia di unità politica e la crescita degli attuali livelli di istruzione sono le condizioni per risolvere la questione linguistica come questione democratica dell’Europa.

In Corsa

Dieci anni dopo la laurea, Jake ‘il fantino’ Campbell e Brandon ‘il nerd’ Barlett insegnano nel loro vecchio liceo e vivono ancora in mondi separati. Quando Brandon viene gettato in un lavoro da allenatore della squadra di baseball di Jake, si trovano a dover imparare molto più di quello che entrambi avevano previsto. Il liceo è tutta immagine – anche per gli insegnanti. Brandon e Jake devono andare oltre i loro preconcetti per trovare l’amicizia necessaria per lavorare insieme. E da qualche parte, lungo la strada, scoprono che a volte le impressioni possono mutare in meglio.

Imputato Milosevic

Il libro più provocatorio e riflessivo dell’inviato del “Corriere della sera” in Kossovo, Croazia e Bosnia. Il carattere di novità del processo a Milosevic e le sue dichiarazioni davanti alla corte del Tribunale Penale Internazionale forniscono all’autore una duplice occasione di approfondimento.
Da un lato, si tratta di riesaminare dieci anni di eventi drammatici alla luce delle dichiarazioni dell’imputato. Nava ha seguito nel suo intero arco e sui suoi vari fronti lo svolgersi della guerra nell’ex Jugoslavia, e pochi sono in grado di passare al vaglio le dichiarazioni di Milosevic con la sua stessa competenza e il suo sguardo d’insieme. L’autore giunge così a individuare, dietro i farneticanti sproloqui di Milosevic, un nucleo di indubbia verità: la corresponsabilità etica, se non penale, dell’Occidente nel disastro jugoslavo.
In secondo luogo, di fronte a questo processo e alle sue modalità “straordinarie”, occorre chiedersi: perché Milosevic e non anche la Cecenia, il Kurdistan, il Tibet, Timor Est o le guerre civili in Somalia e Algeria? Accettare l’idea di un’autorità universale che punisca i crimini contro l’umanità non comporta la necessità di perseguire tutte le gravissime violazioni dei diritti umani, piuttosto che limitarsi a quelle perpetrate dai “vinti? Il genocidio non può essere un reato a geometria variabile, a seconda della potenza che decide di perseguirlo o dell’opportunità di non mettere in difficoltà uno stato, come sembra succedere oggi a causa dell’alleanza contro il terrorismo internazionale che vede uniti sullo stesso fronte Washington, Mosca e Pechino.

Il viaggio verso casa

« *L’irlandese Catherine Dunne, autrice del fortunato* La metà di niente *, sa, come nessun altro, raccontare la vita intima, casalinga, quotidiana di una donna e di una famiglia.* »
**Isabella Bossi Fedrigotti** « *Nei racconti della Dunne, collegati dal filo della sofferenza femminile, c’è un realismo minuto, quotidiano. Nelle trame c’è tutta una razza di donne dure, coriacee, abituate al dolore, alla lotta, ai sentimenti radicali.* »
**Mirella Serri** « *Una grande maestra nell’analisi dei sentimenti. Senza sentimentalismi.* »
**Giulia Borgese** « *I suoi personaggi sono le nostre amiche, le nostre sorelle, le nostre madri ricalcate in un’esperienza di reciprocità quotidiana che sorprende per intelligenza e sensibilità, oltre che per il raffinato lavoro artigianale con la scrittura.* »
**Il Giornale** Come sempre accade in simili casi, proprio quando meno se lo aspetta Elizabeth riceve una telefonata da James, il fratello: la mamma è in fin vita. Che fare? Buttare la prima cosa che capita in valigia e precipitarsi a Dublino al suo capezzale? Non è una decisione facile. Beth ha lasciato la famiglia e l’Irlanda da ragazza per vivere una vita più autonoma, e la madre, che non può parlare, le scrive lettere nel tentativo di riallacciare un rapporto interrotto anni prima e da sempre molto burrascoso, a partire dal nome, su cui le due donne non sono mai riuscite a mettersi d’accordo: Elizabeth per l’una, Beth per l’altra. Elizabeth legge i messaggi della madre a poco a poco, superando gli antichi dissidi, riscoprendo un intenso legame affettivo nei confronti della donna e ritrovando al tempo stesso un commosso dialogo con il fratello. Alla fine decide di partire e, quando la madre morirà, fratello e sorella decideranno di conservare la vecchia casa di famiglia come simbolo di una memoria ancora viva e di sentimenti profondamente radicati. « *Catherine Dunne ha il dono geniale di trasformare vite normali in un racconto irresistibile.* »
**The Irish Post** « *La Dunne scrive di persone comuni, ma nei suoi romanzi la loro vita è straordinaria.* »
**Sunday Tribune** « *Nessuno sa parlare delle donne come lei. Nessuno sa parlare alle donne come lei.* »
**Elle** « *La Dunne è una narratrice talmente dotata da essere in grado di ricreare in modo credibile un mondo che avvince il lettore.* »
**Evening Herald**

Il verde di Marte

Una generazione è trascorsa da quando i pionieri hanno messo piede sulla superficie di Marte. Il processo di trasformazione che dovrebbe portare il Pianeta Rosso a essere in tutto e per tutto simile alla Terra continua, e ora il suolo marziano inizia a inverdire. Se solo pochi decenni prima la colonizzazione era una conquista inimmaginabile per l’umanità, adesso c’è chi è pronto a tutto per scongiurare che quel processo volga al termine ed evitare così che Marte perda la propria identità, per quanto indocile e aspra. Dopo la fallimentare rivoluzione del 2061, che ha costretto i ribelli a vivere in rifugi sotterranei, l’idea di un nuovo tipo di società, contraria a quella imposta dai colonizzatori, continua a farsi strada. Spetta alla prima generazione di nati su Marte, a cui si unisce un manipolo dei primi coloni, combattere in difesa del pianeta, determinati a preservarne la splendida quanto ostile bellezza. Uno scenario spettacolare e dai forti tratti cinematografici fa da sfondo a una storia senza tempo, l’incarnazione di uno dei sogni che da sempre popolano il nostro immaginario fantascientifico: la conquista di mondi lontani

Il tuo posto è qui

**«C’è dolore e ironia, gioia e pianto, in questa storia molto irlandese che irretisce il lettore pagina dopo pagina.»**
*Sveva Casati Modignani* **«Maggie O’Farrell scava nel profondo di quello che mi piace chiamare il ‘teatro della famiglia.»**
*Catherine Dunne* **«Un talento magistrale per il narrare.»**
*THE OBSERVER* Daniel Sullivan, brillante professore di linguistica a Belfast, è un uomo dalla vita complicata. Si è lasciato alle spalle un matrimonio finito e ha due figli in California che la ex moglie gli impedisce di vedere. Newyorkese approdato quasi per caso nell’Irlanda dei suoi nonni, ha incontrato Claudette, una ex diva del cinema in fuga dalla notorietà e da un compagno infedele, il celebre regista che l’aveva portata al successo. Claudette è diffidente, capricciosa, passionale, decisa a difendere a tutti i costi il suo isolamento. È una donna eccessiva, un po’ pazza insomma, anche se in un modo “socialmente accettabile”. Con ostinazione Daniel riesce a conquistare la sua fiducia e anche quella di suo figlio Ari, che ha bisogno di un padre quanto Daniel ha bisogno di un figlio. Anno dopo anno, in quel remoto angolo del Donegal, Daniel e Claudette vivono una storia intensa e non priva di tensioni, però sempre autentica e ricca di felicità, allargando la famiglia con l’arrivo di altri due bambini. Ma un distacco incombe su di loro, un viaggio a cui Daniel si sente costretto: deve tornare negli Stati Uniti per la festa di compleanno dell’anziano padre, che lui peraltro detesta. Il ritorno ai suoi legami precedenti, insieme a un senso di colpa che riemerge prepotente da un passato rimosso, rischia di mettere in discussione tutto e di allontanarlo dal luogo che ora chiama casa. L’amore per Claudette sarà abbastanza forte da riportarlo indietro? In un romanzo pieno di emozioni, come la vita, Maggie O’Farrell racconta la lunga strada che bisogna percorrere a volte per essere fino in fondo se stessi.

Il tovagliolo va a sinistra: Il galateo per un mondo che cambia: come fare, come essere

DALLA MAGGIORE ESPERTA ITALIANA DI COSTUME, UNA GUIDA INDISPENSABILE, SPIRITOSA MA PUNTUALE, SUL SIGNIFICATO DELLA BUONA EDUCAZIONE E DELL’ELEGANZA OGGI. L’arte della convivenza, i valori della cortesia e le buone maniere sono messi a dura prova dallo stile di vita moderno. Cellulari che squillano senza sosta, persone che si affollano in ascensore o in metropolitana senza cedere il passo a chi scende, marciapiedi trasformati in campi minati da cani con padroni… distratti. Mancanza di rispetto e comprensione nel nome dei tempi moderni e del web. In questo gioco dei ruoli, tra galateo e educazione, manierismo e ipocrisia, Elda Lanza ci aiuta a riconoscere lo stile di una persona che considera le buone maniere una disciplina civile e cosciente di sopravvivenza. Attraverso la sua esperienza di vita, aneddoti e confidenze, con spirito e leggerezza, concretezza e rigore, l’autrice ci racconta come essere e come fare, nei giorni qualsiasi e nelle occasioni speciali, per vivere meglio tra estranei, sul lavoro, tra amici, amori e sconosciuti. Per vivere e sentirsi migliori in un mondo che cambia.

Il tempo dell’attesa: La saga dei Cazalet 2

È il settembre del 1939, le calde giornate scandite da scorribande e lauti pasti in famiglia sono finite e l’ombra della guerra è sopraggiunta a addensare nubi sulle vite dei Cazalet. A Home Place, le finestre sono oscurate e il cibo inizia a scarseggiare, in lontananza si sentono gli spari e il cielo non è mai vuoto, nemmeno quando c’è il sole. Ognuno cerca di allontanare i cattivi pensieri, ma quando cala il silenzio è difficile non farsi sopraffare dalle proprie paure. A riprendere le fila del racconto sono le tre ragazze: Louise insegue il sogno della recitazione a Londra, dove sperimenta uno stile di vita tutto nuovo, in cui le rigide regole dei Cazalet lasciano spazio al primo paio di pantaloni, alle prime esperienze amorose, a incontri interessanti ma anche a una spiacevole sorpresa. Clary sogna qualcuno di cui innamorarsi e si cimenta nella scrittura con una serie di toccanti lettere al padre partito per la guerra, fino all’arrivo di una telefonata che la lascerà sconvolta. E infine Polly, ancora in cerca della sua vocazione, risente dell’inevitabile conflitto adolescenziale con la madre e, più di tutti, soffre la reclusione domestica e teme il futuro, troppo giovane e troppo vecchia per qualsiasi cosa. Tutte e tre aspettano con ansia di poter diventare grandi e fremono per la conquista della propria libertà. Insieme a loro, fra tradimenti, segreti, nascite e lutti inaspettati, l’intera famiglia vive in un clima di sospensione mentre attende che la vita torni a essere quella di prima, in quest’indimenticabile ritratto dell’Inghilterra di quegli anni. E ormai è difficile abbandonarli, questi personaggi: con loro sorridiamo, ci emozioniamo e ci commuoviamo nel nuovo appassionante capitolo della saga dei Cazalet.

Il Talismano Della Dea

Joaquin de Fuentes regala a Cora Lovati, la fanciulla di cui è innamorato, un potente amuleto ricevuto in dono da una donna condannata al rogo per stregoneria. Joaquin sa che Cora non potrà mai essere sua perché è già sposata con un altro, e la felicità gli appare irraggiungibile. Ma quando la passione diventa incontrollabile, i due giovani decidono di salpare insieme per il Nuovo Mondo, perché solo la fuga consentirebbe loro di rendere possibile l’impossibile…
Duecento anni dopo Drake, discendente di Joaquin, si presenta alla porta di Berenice, pronipote di Cora, deciso a farsi restituire il leggendario anello. Tra i due volano scintille fin dal primo momento, tuttavia il destino congiura per farli finire l’uno nelle braccia dell’altro, e in un susseguirsi di colpi di scena, strani eventi coinvolgono Drake e Berenice, ponendoli di fronte a uno sconvolgente mistero e a rivelazioni che sembrano trascendere la realtà.

Il Successo, Il Denaro O La Felicità

Roma Termini. In un caldo pomeriggio estivo, un ragazzo di trent’anni prende all’ultimo minuto un Frecciarossa che lo porterà nella afosa e frenetica Milano, la città dove vive e lavora ormai da qualche anno. È Marco, avvocato siciliano che esercita la sua professione in un importante studio legale del capoluogo lombardo, dove è riuscito a farsi strada nonostante i molti neolaureati bocconiani e i pregiudizi del Settentrione. Animato da forte dedizione professionale e coscienziosità, il protagonista si trova davanti a un’opportunità unica: quella di rappresentare legalmente un’azienda bresciana nel tentativo di acquisizione del suo più grande competitor francese. Marco conosce così il presidente e fondatore dell’impresa, il Cavalier Franco Brugnatelli, e questo incontro segnerà per entrambi l’inizio di un’importante avventura finanziaria e, soprattutto, il consolidamento di un legame inestimabile. Sullo sfondo, una Sicilia luminosa e incantevole, dove Marco torna quando si sente perduto e necessita di ritrovare la strada. Lì si lascia abbracciare dall’affetto della sua famiglia, dal calore della terra, dal gusto della cucina. E lì ritroverà l’amico Rosario, accanto a lui fin dall’infanzia, ricostruendo il profondo rapporto fra loro che il trasferimento a Milano aveva indebolito. Fortificato dalle esperienze che la vita gli ha riservato e affidandosi, nel momento del bisogno, alle persone a lui vicine, Marco dovrà prendere la decisione più importante: scegliere quale, tra i tanti possibili, sarà il suo futuro.

Il sole a mezzanotte

Una porta che si apre, un passo felpato. . . Ma ad aggirarsi per le stanze della Casa delle Ombre non è uno dei fantasmi che secondo alcune voci abiterebbero la leggendaria villa, teatro in passato di drammi e passioni consumati nel sangue. L’intruso è un bellissimo sconosciuto che dietro l’apparente cortesia cela un bruciante desiderio di vendetta. Non esistono né ostacoli né remore per lui. La sua missione conta più di qualunque altra cosa, anche del sacrificio di persone innocenti. E i figli del suo nemico, in fondo, non sembrano poi tanto innocenti. Ma le apparenze ingannano, e se la vita e il destino ancora una volta rimescolano le carte. . . **

Il sogno della camera rossa

Come il Tao, Ts’ao Hsüeh-ch’in insegue una forma suprema, che insinua il meraviglioso nel banale, il vero nel falso, l’irreale nel reale… e ogni opposto prende il luogo dell’altro in un gioco di riflessi che non ha fine… Forse nessun romanziere occidentale possiede l’oggettività di Ts’ao Hsüeh-ch’in: l’occhio chiaro e comprensivo, che fonde severità e dolcezza nella precisione della giustizia; l’intelligenza che maschera l’implacabilità del fato con la dolcezza soave dei modi. Cosí l’ambizione della letteratura moderna dopo Cechov è stata realizzata in questo libro, in questa cattedrale incompiuta, da un grande artista che diceva di averlo scritto per gioco, «per ingannare la noia delle sere piovose…» Pietro Citati