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Bestiario antico. Gli animali-simbolo e il loro significato nell’immaginario dei popoli antichi

Come sentivano gli antichi il problema che oggi interessa sempre più l’avvenire della nostra civiltà, cioè l’ecologia? Gli spettacoli che comportavano la tortura e la morte di animali – dei quali sopravvivono la corrida, i combattimenti di galli e altri esempi sanguinosi – dimostrano una diversa, limitata sensibilità verso gli animali.
La letteratura antica – dalle steli egizie alla Bibbia, da Omero a Esopo, da Plinio a Ovidio – è ricca di riferimenti ad animali sia reali che immaginari. Le caratteristiche degli animali e il rapporto degli antichi con essi sono aspetti trascurati dello studio dei classici ma in questo saggio l’autore raccoglie, in una sorta di dizionario zoologico-letterario, i riferimenti necessari a colmare questa lacuna.
La presenza in un racconto mitologico di un animale piuttosto che un altro e il significato simbolico attribuito dagli antichi alle bestie rappresentano in realtà convenzioni stratificatesi sino a divenire archetipi della mente occidentale. Nell’affascinante studio di Francesco Maspero, tra citazioni a volte umoristiche a volte inquietanti, emerge nitidamente la visione che gli antichi avevano del mondo animale.

Belial: The Gargoyle Chronicles #3

Cinque anni prima il mondo di Elliot O’Donnell è stato distrutto, devastato. Gli hanno portato via tutto ciò che per lui era l’essenza stessa della vita: Iseth.
Dopo tutto questo tempo, il fato ha deciso di dare una seconda opportunità al guerriero dall’animo buono, ma questo farà sì che l’equilibrio mentale di Elliot venga minato, facendo riemergere il Gargoyle spietato che è in lui: Belial.
Il mostro sarà una scheggia impazzita e nemmeno l’affetto dei suoi amici riuscirà a contenerne l’ira perché lui ha un unico obiettivo: riavere la compagna, e tutto ciò che ostacolerà il suo cammino sarà spazzato via.
Ora Belial, primo guardiano del Condottiero della razza Gargoyle, vuole riprendersi Iseth, dea alata dalla pelle d’alabastro e gli occhi d’ametista, ma niente è più come allora, in lei i ricordi passati sono andati perduti. Iseth non esiste più, al suo posto è nata Lianne e per questa nuova creatura, Belial è… nessuno.
Belial è il terzo libro della serie: The Gargoyle Chronicles.
Primo libro: Dariin – pubblicato il 13 ottobre 2018.
Secondo libro: Gavriil – pubblicato il 9 dicembre 2018
Altre opere dell’autrice:
Trilogia paranormal fantasy de “Il DONO”
Vol. 1 Il Male nell’Anima
Vol. 2 Lo Spirito del Guerriero
Vol. 3 I Guardiani delle porte dell’Est
Cape River – Light and Darkness – ROMANZO AUTO-CONCLUSIVO.
GENERE: Paranormal romance

Bedeviled Angel

At the Works Like Magick employment agency in Salem, Massachusetts, matching clients in need with magical temps is a piece of cake, especially when the temp happens to be heaven sent … When Queisha Saint-Denis agreed to be a surrogate mother for a jet-setting — but childless — couple, she never dreamed she’d see a return on her gift. Literally. But now she’s looking at two adorable orphans, who come with a lot of baggage: there’s a battle brewing over who “iherits” them and their huge fortune, plus an unwanted (and alarmingly attractive) guardian, whom she’s sure has been hired by the dueling family members to to keep an eye on her more than the children. Chance Godricson is keeping an eye on Queisha. In fact, he’s her guardian angel. Ever since he gave his life to save hers, Chance has felt an undeniable connection to Queisha. And now that he’s back on Earth, in her house, surrounded by two scene-stealing moppets and a woman he finds irresistible, Chance is about to discover that helping Queisha and still staying angelic is not going to be easy …

Beate e suo figlio

Su un lago vicino a Vienna passano le vacanze Beate e Hugo, suo figlio diciassettenne. Lei ha perso il marito amatissimo, un celebre attore di cui ritrova i tratti in Hugo. Qualcuno la corteggia, ma Beate crede di avere una sicurezza: che il suo unico uomo sarà sempre quell’attore che ha amato, eternamente giovane, capace di indossare tutte le maschere, e forse una maschera egli stesso. Nelle sue braccia, Beate era stata «l’amante di eroi e di ribaldi, di beati e di dannati, di uomini limpidi come specchi o pieni di mistero». Ma un giorno, nella torpida atmosfera lacustre, la ferisce il sospetto che una donna stia insidiando il figlio. Allora si sente quasi impazzire. L’altra donna ha più o meno la sua età, ed è un’attrice. Beate la guarda come se si vedesse in uno specchio e non volesse riconoscersi. Da quel momento tutto comincia a vacillare in lei. Ripensa alla sua vita, e si domanda se il suo amore per il grande attore non era stato tutto un inganno, consumato dalle due parti. Si guarda intorno, nella piccola società dei villeggianti, e si accorge con ammaliato sgomento di desiderare un compagno del figlio. Scopre la notte, una notte più minacciosa di quella che scende sul lago. E verso la notte converge la storia, quando il gioco degli specchi e degli sdoppiamenti infuria sino a diventare intollerabile, e Beate vi si trova imprigionata insieme al suo unico vero amante: suo figlio. Ascoltando questa storia, qualcuno potrebbe dire: «L’avrebbe dovuta raccontare Schnitzler». E Schnitzler la raccontò in questo suo libro del 1913, uno dei suoi più perfetti.

Bartleby e compagnia

Un impiegato metà Pessoa e metà Kafka scrive un diario fatto di note a piè di pagina a commento di un testo fantasma. Con piglio pacato e una raffinata stringatezza stilistica va a caccia di “bartleby”, esseri che ospitano dentro di sé una profonda negazione del mondo e prendono il nome del famoso scrivano di Melville che preferiva non fare e non parlare. I bartleby finiscono per non scrivere nulla pur avendo tutto il talento necessario, oppure, se esordiscono, rinunciano presto alla scrittura. Un libro ironico ma anche incantato dal sortilegio della parola.

Banshee Cries

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In Banshee Cries, ritual murders under a full moon lead Jo Walker to confront a Harbinger of Death. Maybe this “gift” she has is one she shouldn’t ignore — because the next life she has to save might be her own!

Ballo in maschera

**Budapest, inverno del 1960**.
Kristi ha quindici anni e il carattere chiuso di una ragazzina cresciuta all’ombra di una tragedia troppo grande. Sua madre è morta nel darla alla luce sotto i bombardamenti della seconda guerra mondiale, e la sua famiglia è formata dal padre e dalla nonna materna, un microcosmo senza allegria.
Ma oggi è tutto diverso: a scuola c’è una festa di carnevale e Kristi ha ottenuto il permesso di parteciparvi. La nonna le ha cucito un bellissimo abito da zingara e così mascherata Kristi è sicura che troverà il coraggio per portare a compimento il suo piano. Parlerà con la sua professoressa preferita, la giovane Eva Megyesi, che tanto le è stata vicina in questi mesi, aiutandola a trovare quella serenità che le è sempre mancata. Kristi le dirà che ha capito che anche suo padre è stato conquistato dalla sua forza e dalla sua allegria e forse ci sarà una seconda occasione di felicità per tutti… **Dopo Ditelo a Sofia, Magda Szabò dà voce a un nuovo, indimenticabile personaggio femminile** , ritratto con la straordinaria capacità di indagare l’animo umano – e femminile in particolare – che l’ha resa una delle autrici più importanti del Novecento.

Atletico Minaccia Football Club

Un esordio inatteso, tra commedia scatenata ed epica stracciona. Ecco a voi Vanni Cascione.
Un po’ arrogante un po’ ingenuo, un po’ sognatore un po’ canaglia.
È l’allenatore dell’Atletico Minaccia Football Club: l’Armata Brancaleone dei gironi d’Eccellenza. Vanni Cascione ha un’unica fede, il calcio, e un unico dio, José Mourinho. Dopo anni da mister di squadre scalcagnate della provincia campana e con un’infinita collezione di esoneri, è incaricato dal direttore sportivo Lucio Magia, faccendiere dal viso gitano, di allenare l’Atletico Minaccia Football Club.
Alla promessa di poter disporre di una rosa di calciatori eccellenti corrisponde però un reclutamento spericolato, tra patteggiamenti, prostitute nigeriane e reduci di reality show. Cascione si ritrova in squadra un attaccante schiavo della colite cronica, un mediano clandestino schierabile solo in trasferta perché in casa è piantonato dalla polizia, un portiere cocainomane, uno stopper detto «Trauma» e non per caso, un ex concorrente di *Sarabanda* e persino un meccanico e un cuoco… Con questa improbabile formazione, vincere il torneo si prospetta complicato. Figuriamoci se ci si mette pure la camorra.
Marco Marsullo dà vita a una figura poetica e maldestra di allenatore di provincia, abituato a perdere e ostinato a vincere. E si diverte a giocare con gli stereotipi del nostro Sud liberandoli, finalmente, dalla retorica del lamento consolatorio.

Aspettavo Te

Dopo la morte di sua madre, la vita di Sarah trascorre tra libri e banchi di scuola. Timida e riservata, ha difficoltà ad aprire il suo cuore agli altri, in particolar modo ai ragazzi, da cui cerca di stare alla larga il più possibile. Qualcosa in lei sembra essersi rotto irrimediabilmente, così come gli equilibri del resto della famiglia. Akira non ha mai conosciuto suo padre. Il suo carattere riflessivo e taciturno lo rende sfuggente e impenetrabile agli occhi degli altri. Si sente se stesso solo in sella alla sua moto. Questo almeno sino al giorno in cui il suo sguardo incrocerà quello di Sarah e le certezze di entrambi crolleranno per sempre. «Pensiamo sempre che un domani le cose cambieranno, che arriverà il momento giusto, ma siamo noi che dobbiamo cambiare»

Arte Perversa

Qual è il significato delle “opere” del serial killer? Andrew Hill, un guaritore dalle eccezionali capacità, viene arrestato con l’accusa di essere Satana, il serial killer che marchia a fuoco la schiena di giovani donne con un cobra, il simbolo più sacro del Satanismo, e ne ricompone i corpi in modo da raffigurare dipinti famosi. In prigione Hill, che ha perso i poteri, sfugge per poco a un attentato. Durante gli undici mesi di carcerazione gli omicidi cessano. Il testimone oculare che aveva visto Hill uccidere la moglie muore in un misterioso incidente prima di deporre in aula, un’amica di Hill testimonia il falso per farlo assolvere. Dopo la sua liberazione, i delitti riprendono.Anna Russo, la migliore profiler dell’FBI, sensitiva, viene estromessa dalla task force che dà la caccia a Satana perché non è convinta della colpevolezza di Hill. La giovane ha vissuto un’infanzia difficile; quando il passato torna a minacciarla, capisce che l’unica persona in grado di aiutarla è Andrew Hill. Nonostante il pericolo, decide di incontrarlo da sola. A tu per tu, Anna e Andrew parlano francamente; tra di loro nasce una complicità basata sul reciproco aiuto. Questa vicinanza col “mostro” metterà la giovane in serio pericolo. Commenti dei lettori: “Un thriller eccezionale, ricco d’azione, psicologicamente raffinato e profondo””Molto intrigante, appassiona dalla prima all’ultima pagina””Molto più di un thriller, lettura scorrevole e appassionante.””Thriller d’azione piacevole e intrigante””Scrittore d’eccellenza””Bissato il piacere di Acuba” L’autore: Enzo Casamento, di origini siciliane, dopo il liceo classico e la laurea in matematica si è trasferito a Brescia, dove vive tuttora, per insegnare. Ha studiato anche fisica, medicina e psicologia. Torna in Sicilia ogni estate.Amante dei giochi, ha vinto importanti tornei di scacchi, dama, bridge, holdem.Tra gli sport: il tennis, l’immersione con le bombole, la pesca, lo sci sull’acqua e sulla neve, il deltaplano.Ha vissuto avventure rischiose, per cui inserisce spesso nei suoi romanzi situazioni difficili.Il suo libro sullo sviluppo della logica e della creatività ha riscosso un enorme successo con decine di pubblicazioni in italiano, spagnolo e francese. Recente la pubblicazione in ebook (spagnolo).Il suo romanzo Acuba – Trappola da un altro mondo , disponibile su Amazon, ha avuto oltre 10.000 lettori.

Apri gli occhi

**Il Premio Mario Rigoni Stern ha segnalato *Apri gli occhi* tra le opere degne di menzione.**
**Tra i titoli da leggere in primavera su ELLE.IT**
« *Un libro delicato e profondo, epico e simbolico, che a ogni scena stupisce, ed esige nel lettore la capacità di stupirsi.* »
**Ferdinando Camon, TTL – La Stampa**
Luigi e Francesca sono partiti in un qualsiasi pomeriggio di giugno, hanno lasciato la città diretti verso le montagne, per rispondere a una vecchia domanda che ancora li tormenta. Molti anni prima Luigi e Francesca sono stati amici, fidanzati, coniugi, ma poi la loro vita insieme è finita, spezzata senza rimedio da un evento che li ha segnati per sempre. Oggi sono finalmente partiti perché soltanto lassù, forse, c’è la risposta a quella domanda che stringe loro la gola come un dolore primitivo. Durante il viaggio ricorderanno tutto, proveranno di nuovo a sorridersi e si prepareranno a un’escursione drammatica e bellissima, dolorosa ma necessaria, sulle rocce e dentro se stessi. Con una successione di quadri essenziali, vividi e intensi, Matteo Righetto ci racconta una storia interiore di sofferenza e redenzione, amplificandola sullo sfondo imponente della montagna e unendo con particolare sensibilità il tempo veloce e frammentato dei cuori umani a quello eterno e luminoso delle vette.