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Orion

Alle tre del pomeriggio, John O’Ryan è seduto in un ristorante di Manhattan senza un pensiero al mondo. Dopo aver notato una splendida ragazza dagli occhi grigi e un paio di bizzarri individui molto interessati a lei, si vede recapitare un insolito dessert sotto forma di una bomba a mano pronta a esplodere. John sospetta di essere coinvolto in una lotta senza quartiere, e ha ragione: solo che non si tratta di nemici ordinari ma di due entità millenarie che si disputano il futuro del genere umano. Per fortuna, neanche John O’Ryan è solo quel che sembra: quando deciderà di scoprire il segreto della sua vera identità, dovrà tuffarsi in varie epoche del passato fino a dare un senso al conflitto che vorrebbe vederlo come una semplice pedina, mentre lui si sente un semidio. Orion è uno dei più bei romanzi d’azione della fantascienza americana. **
### Sinossi
Alle tre del pomeriggio, John O’Ryan è seduto in un ristorante di Manhattan senza un pensiero al mondo. Dopo aver notato una splendida ragazza dagli occhi grigi e un paio di bizzarri individui molto interessati a lei, si vede recapitare un insolito dessert sotto forma di una bomba a mano pronta a esplodere. John sospetta di essere coinvolto in una lotta senza quartiere, e ha ragione: solo che non si tratta di nemici ordinari ma di due entità millenarie che si disputano il futuro del genere umano. Per fortuna, neanche John O’Ryan è solo quel che sembra: quando deciderà di scoprire il segreto della sua vera identità, dovrà tuffarsi in varie epoche del passato fino a dare un senso al conflitto che vorrebbe vederlo come una semplice pedina, mentre lui si sente un semidio. Orion è uno dei più bei romanzi d’azione della fantascienza americana.
### L’autore
Born in Philadelphia, **Ben Bova** worked as a newspaper reporter, a technical editor for Project Vanguard (the first American satellite program), and a science writer and marketing manager for Avco Everett Research Laboratory, before being appointed editor of *Analog* , one of the leading science fiction magazines, in 1971. After leaving *Analog* in 1978, he continued his editorial work in science fiction, serving as fiction editor of *Omni* for several years and editing a number of anthologies and lines of books, including the “Ben Bova Presents” series for Tor. He has won science fiction’s Hugo Award for Best Editor six times.
A published SF author from the late 1950s onward, Bova is one of the field’s leading writers of “hard SF,” science fiction based on plausible science and engineering. Among his dozens of novels are *Millennium, The Kinsman Saga, Colony, Orion, Peacekeepers, Privateers,* and the *Voyagers* series. Much of his recent work, including *Mars, Venus, Jupiter, Saturn, The Precipice,* and *The Rock Rats* , falls into the continuity he calls “The Grand Tour,” a large-scale saga of the near-future exploration and development of our solar system.
A President Emeritus of the National Space Society and a past president of Science-fiction and Fantasy Writers of America, in 2001 Dr. Bova was elected a Fellow of the American Association for the Advancement of Science (AAAS). He lives in Naples, Florida, with his wife, the well-known literary agent Barbara Bova.

Origini

Dopo la scomparsa del padre in Libano, Amin Maalouf riceve a Parigi una cassa colma di documenti di famiglia che risalgono ai bisnonni paterni. Un’occasione per tornare con la memoria alla complessa storia delle generazioni che lo hanno preceduto. Tra contadini radicati nella sapienza originaria della terra, predicatori fondamentalisti, patrioti in lotta contro l’impero ottomano, uomini e donne impegnati a sopravvivere ma anche a realizzare i loro desideri di emancipazione dai pregiudizi di una cultura rigidamente tradizionale, si compone una grandiosa saga familiare. Una storia attraverso cui raccontare il conflitto di religioni, il confronto fra Oriente e Occidente, il dramma del fondamentalismo.
“Mi riconosco facilmente nell’avventura della mia vasta famiglia, sotto tutti i cieli. Nell’avventura e anche nelle leggende.”

Ore D’Ozio

Opera più famosa della letteratura classica medievale, scritta intorno al 1330, lo Tsurezuregusa ha goduto e gode tuttora di enorme successo, sia all’estero, dove è stato tradotto in numerosissime lingue, sia nella madrepatria. In virtù del suo stile raffinato e del suo particolare genere è infatti oggi letto in tutte le scuole del Giappone come esempio più significativo della tradizione classica. All’interno del testo scorrono con suggestiva limpidezza le 243 prose che lo compongono, piccole gemme di un sapere poliedrico e di una lucida saggezza. Riflessioni personali, aforismi, appunti e ricordi si alternano in modo spontaneo e genuino tradendo la profonda sensibilità dell’autore, che fa propri i canoni della letteratura giapponese medievale e i principi estetici del pensiero buddhista nipponico. Estraniatosi dalle accese dinamiche di Corte, Kenkō Hōshi fa dell’immersione nella natura il prisma attraverso cui considerare la realtà circostante: il passato mondano, la società, ma anche la posizione dell’uomo nell’universo, l’essenza stessa della vita. Il «beato ozio» diventa allora un momento di ebbrezza che permette di acuire il proprio sguardo e di inoltrarlo prima verso la contemplazione e poi verso la stesura di queste brevi, penetranti, a volte autoironiche «quisquilie», ineguagliabili nella loro semplicità e bellezza.

Opere: 6

“Nel corso della mia pratica professionale di medico di malattie nervose mi ha da tempo colpito il fatto che, accanto alle molte diversità individuali della psicologia umana, esistono anche “differenze di tipi”: più specialmente mi hanno colpito “due tipi”, che ho denominato “introverso” ed “estroverso”…” L’opera, forse la più famosa di Jung, non descrive soltanto quella polarità caratteriale alla quale può essere ricondotta ogni altra diversità del comportamento umano, ma si presenta come un trattato di psicologia junghiana, prodigo di informazioni, di casi clinici, di una cultura sterminata. Dunque un libro di grande respiro, che è anche una storia del pensiero umano. **

Ondembrah

A Sannoth, mondo incantato abitato da ben nove razze differenti, ogni abitante possiede una scintilla magica chiamata Shinpha. Gli Shannobrah cominciano a usarla solo dopo il compimento del decimo anno di età, nel giorno in cui si celebra il Phatiobrah, la festa che consacra questa iniziazione. Goshda e Fadfra sono gemelli e si accingono a rompere il Grongo, il ‘sigillo blocca magia’, nello stesso giorno. Eppure fatti inaspettati e terribili segneranno una giornata che sarebbe dovuta essere meravigliosa. L’apparizione di una piccola e candida piuma porterà scompiglio tra i presenti e farà sì che i due fratelli seguano destini diversi. Fadfra verrà rapita da Yonah, il sovrano degli Elfi custode di una verità inimmaginabile, mentre a Goshda spetteranno compiti ben più gravosi… Su chi ricadrà la sorte di essere il leggendario Ondembrah, il tanto atteso ‘nono dono’? Solo lui sarà in grado di affrontare la missione più importante: risvegliare i dormienti.
Il primo capitolo di una potente saga fantasy, un mondo magico popolato da creature strabilianti e governato da forze indomabili. **
### Sinossi
A Sannoth, mondo incantato abitato da ben nove razze differenti, ogni abitante possiede una scintilla magica chiamata Shinpha. Gli Shannobrah cominciano a usarla solo dopo il compimento del decimo anno di età, nel giorno in cui si celebra il Phatiobrah, la festa che consacra questa iniziazione. Goshda e Fadfra sono gemelli e si accingono a rompere il Grongo, il ‘sigillo blocca magia’, nello stesso giorno. Eppure fatti inaspettati e terribili segneranno una giornata che sarebbe dovuta essere meravigliosa. L’apparizione di una piccola e candida piuma porterà scompiglio tra i presenti e farà sì che i due fratelli seguano destini diversi. Fadfra verrà rapita da Yonah, il sovrano degli Elfi custode di una verità inimmaginabile, mentre a Goshda spetteranno compiti ben più gravosi… Su chi ricadrà la sorte di essere il leggendario Ondembrah, il tanto atteso ‘nono dono’? Solo lui sarà in grado di affrontare la missione più importante: risvegliare i dormienti.
Il primo capitolo di una potente saga fantasy, un mondo magico popolato da creature strabilianti e governato da forze indomabili.

Omicidio senza colpa. Un’indagine del commissario Lucchesi

Un vecchio professore da tempo in pensione, vedovo e solo, viene trovato impiccato nel salotto di casa sua. Una rapida occhiata alla scena è sufficiente al commissario Andrea Lucchesi per intuire che non di suicidio si tratta. Un ragazzino malconcio, l’aria impaurita e lo sguardo sfuggente è appoggiato al muro di un palazzo del centro di Milano; dietro l’angolo, per terra, un cappellino con qualche moneta. Una visione fugace, un istante, ma Lucchesi subito fiuta qualcosa che non va e mette alcuni dei suoi uomini sulle tracce del piccolo per vederci chiaro. Un’intuizione, un presentimento… quanto basta al commissario per aprire due casi. Due casi all’apparenza molto diversi, ma nel profondo accomunati dal fatto che entrambe le vittime, un vecchio e un bambino, sono esseri soli, privi di ogni affetto, deboli e, per questo, vulnerabili. E quelle in difesa dei deboli sono le battaglie che Lucchesi combatte con più convinzione, con furore quasi. Lui l’ha respirata la solitudine, ha subito l’ostracismo del mondo, conosce la cattiveria degli uomini, e vuole giustizia. Se non per se stesso, almeno per gli altri. **

Oltre il fiume

Mary Lee è fatta di cerchi. Il suo corpo è tondo, la sua faccia è tonda, il suo fiume è tondo. Nella vita di Mary Lee tutto è tondo, perché è solo alla fine di qualcosa – un secolo, una storia, una frase – che ne comprendi veramente l’inizio.
Mary Lee sta sulla riva del fiume di Gee’s Bend e aspetta. Spera che il traghetto non arrivi, ma se arriverà, ci salirà. Tremerà perché non sa nuotare e non riesce a dimenticare le molte volte in cui ha attraversato questo brutto fiume marrone solo per trovare ancor più bruttezza sull’altra riva.
Ma la paura non ha mai vinto contro Mary Lee, e non c’è fiume che possa fermarla. Anche se questa mattina il suo pensiero giusto le dice che qualcosa è in arrivo, qualcosa di grosso. Forse un traghetto. Forse la morte. Forse la fine del suo santuario sul fiume, l’unica casa che abbia mai conosciuto. Sembra tutto sempre lo stesso qui a Gee’s Bend, in Alabama. Qui la guerra civile è arrivata e se n’è andata, ma gli schiavi sono rimasti, e i loro figli, e i loro nipoti, e i pronipoti, e così via, fino a oggi. Qui si sono fatti conquistatori. Sono sopravvissuti ai padroni, si sono ripresi le piantagioni e ne hanno ricavato di che vivere in splendido isolamento: una grande famiglia unita dagli stessi pochi nomi e dallo stesso pugno di leggende. In parte è il fiume stesso a isolarli, in parte è una questione di personalità. Ma sono soprattutto i bianchi ad aver fatto il possibile per tenerli separati, più segregati di una colonia di lebbrosi. E adesso, all’improvviso, vogliono portare a Gee’s Bend un traghetto nuovo fiammante.
Come Dio, il fiume è qualsiasi cosa ne dica chi lo ama o chi lo teme: selvaggio e calmo, crudele e gentile.
Si muore molte volte nel corso di una vita, e Mary Lee sa che ogni morte è un’illusione.

Oltre i sensi, l’amore

Il dovere e il destino portano Sarah Cavell a dover recitare, per qualche settimana, il ruolo di «moglie» dell’affascinante e pericoloso Rafferty Lewis.
Alla prudente Sarah, Rafferty appare come il simbolo di tutte le occasioni da lei non afferrate nella vita, di tutti i rischi evitati. E neppure Rafferty resta insensibile al fascino di Sarah, al fuoco nascosto che immagina pulsare nelle vene di lei.
Nasce così un sottile gioco di seduzione, nel quale Sarah cerca di conquistare l’uomo che per primo ha risvegliato in lei l’istinto della passione, e Rafferty invece temporeggia, per essere sicuro di possedere non soltanto il corpo di Sarah, ma anche il suo cuore. E tutto questo avviene in una deliziosa isola del Mar dei Caribi, dilaniata dalla guerra civile…

O si domina o si è dominati

Il successo, in ogni campo, è sempre il risultato dell’opportuno impiego di certe qualità, la somma di alcune facoltà che ogni uomo ha o può acquisire. È addirittura possibile, sostiene Dario Bernazza – che non è un filosofo di professione ma un uomo il quale, giunto alla maturità, ha concentrato in una serie di libri il succo delle proprie riflessioni e delle certezze cui è pervenuto – riassumerlo in una formula:
civiltà occidentale +
studio della filosofia +
ambizione +
tenacia +
soluzione «razionale» dei problemi =
SUCCESSO

Se quindi un cittadino medio, nel contesto di una civiltà come la nostra, ricca di opportunità per gli intraprendenti e i meritevoli, non giunge a elevarsi e ad affermarsi come individuo, è solo perché non lo vuole abbastanza. Vivere la propria vita da «protagonista» e non da semplice comparsa, dice Bernazza, è il fine migliore che ci si possa porre ed è ciò che questo libro si propone di insegnare, non solo (come fanno in molti) denunciando gli innumerevoli mali che affliggono l’individuo e la società, ma altresì indicando, concretamente e razionalmente, i modi atti a sanarli.

Dario Bernazza è nato a Priverno (Latina) nel 1920. Ha pubblicato con successo: *La migliore maniera di vivere* (1978); *La soluzione del problema vita* (1982); *La soluzione del problema Dio* (1984).

Nutrizione Cellulare

Uno degli elementi chiave della salute è l’alimentazione: non basta mangiare bene, è necessario imparare ad assumere tutte le sostanze nutritive in grado di dare alle cellule l’energia necessaria a espletare ogni funzione. Oggi mangiamo troppo e male e le conseguenze di questo squilibrio sono evidenti: il 30% dei tumori nei paesi industrializzati è direttamente relazionabile all’alimentazione, e le patologie degenerative e autoimmuni sono in costante aumento.Nutrizione cellulare è un testo che risponde in maniera esauriente a tutte le domande sulla nutrizione del terzo millennio, insegnando a farsi carico del proprio stato di salute attraverso scelte alimentari ben mirate.Alimenti mirati: semi germogliati, succhi e frullatiSuperalimenti: integratori e antiossidantiI danni degli additivi e l’irradiazione degli alimentiLe malattie del progressoVitamine, antivitamine e fabbisogno cellulareIl ruolo di calorie, proteine, grassi e zuccheri nella nutrizioneI sali minerali per la salute dell’organismoFrutta, verdura, cereali e fibre

Nonluoghi. Introduzione a una antropologia della surmodernità

I nonluoghi sono quegli spazi dell’anonimato ogni giorno più numerosi e frequentati da individui simili ma soli. Nonluoghi sono sia le infrastrutture per il trasporto veloce (autostrade, stazioni, aeroporti) sia i mezzi stessi di trasporto (automobili, treni, aerei). Sono nonluoghi i supermercati, le grandi catene alberghiere con le loro camere intercambiabili, ma anche i campi profughi dove sono parcheggiati a tempo indeterminato i rifugiati da guerre e miserie. Il nonluogo è il contrario di una dimora, di una residenza, di un luogo nel senso comune del termine. E al suo anonimato, paradossalmente, si accede solo fornendo una prova della propria identità: passaporto, carta di credito. Nel proporci una antropologia della surmodernità, Augé ci introduce anche a una etnologia della solitudine.

Non Trema La Luce

Uno sparo e la vita cambia.
Quella di Mattia si è come fermata, immobile mentre i ricordi di ciò che era gli passano davanti ferendolo più di quella pallottola.
In trappola nel suo dolore, una natura morta in una fotografia in bianco e nero mentre fuori la vita riempie il mondo di colori.
Finché nella sua vita irrompe Ruben.
La decisione più saggia sarebbe quella di stargli lontano, di lasciarlo ai suoi problemi, perchè Mattia ha già la sua vita da ricostruire. Ma Ruben lo fa sentire di nuovo vivo, di nuovo pronto ad amare.
Per averlo però, dovrà infrangere le sue stesse promesse.
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### Sinossi
Uno sparo e la vita cambia.
Quella di Mattia si è come fermata, immobile mentre i ricordi di ciò che era gli passano davanti ferendolo più di quella pallottola.
In trappola nel suo dolore, una natura morta in una fotografia in bianco e nero mentre fuori la vita riempie il mondo di colori.
Finché nella sua vita irrompe Ruben.
La decisione più saggia sarebbe quella di stargli lontano, di lasciarlo ai suoi problemi, perchè Mattia ha già la sua vita da ricostruire. Ma Ruben lo fa sentire di nuovo vivo, di nuovo pronto ad amare.
Per averlo però, dovrà infrangere le sue stesse promesse.

Non dormirai mai più

Basta un istante per spezzare una vita. Quella di Giulia si spezza in un giorno di ottobre, a sedici anni e dieci mesi, quando gli unici pensieri sono la poca voglia di studiare e la paura di aver sbagliato a dire di no a Roberto.
Due uomini irrompono in casa sua, non le lasciano nemmeno un istante per reagire, la legano al letto e da lì ha inizio l’incubo. Non approfittano di lei con la ferocia e la fretta dei maniaci. Sono due professionisti inviati da un’organizzazione criminale che vuole punire suo padre. Per questo, filmano il supplizio in ogni singolo, terribile istante e cercano di renderlo crudele, infinito. Lui deve pagare per ciò che ha fatto. Poco dopo, però, la polizia si trova di fronte a una scena inattesa: i corpi dei due uomini sono riversi a terra, crivellati di colpi d’arma da fuoco e la ragazza è già in ospedale.
Il caso viene affidato a Serena Ainardi, sostituto procuratore della Repubblica, la persona giusta per un’indagine così delicata. Perché Serena è insofferente a procedure, gerarchie e ruoli, ma ha un modo speciale per entrare in contatto con le vittime, che per lei, a differenza dei suoi colleghi, sono persone. Questa volta, però, Serena comprende che il dolore di Giulia è troppo profondo: la ragazza ha bisogno di protezione, perché l’organizzazione criminale pretenderà vendetta. Per questo Serena contatta Lorenzo Cremona, l’unico in grado di aiutarla. Lui l’ha salvata nel momento più buio della sua esistenza, l’ha protetta, e così farà con la ragazza. Ma forse neanche il coraggio e la pazienza di Lorenzo saranno sufficienti ad aprire il cuore di Giulia, per far luce su quelle ore spaventose, prima che sia troppo tardi.

Noi. Perché due sono meglio di uno

L’evoluzione umana è stata favorita, fin dall’alba dei tempi, dalla particolare capacità che hanno gli individui di interagire gli uni con gli altri, attraverso la risonanza emotiva e la comprensione della mente altrui. Una capacità che si riattiva ogni volta che nasce un bambino, nella relazione con i genitori, dapprima, e poi con i coetanei e con il gruppo sociale. Ma l’empatia è qualcosa di connaturato al cervello umano o è il frutto delle influenze dell’ambiente? O non dobbiamo parlare piuttosto di interazione fra genetica e ambiente? **

Noi e loro. 100 piccole storie di animali

Era la metà del Settecento quando il naturalista Linneo collocò definitivamente l’uomo nel regno animale, e la metà dell’Ottocento quando Charles Darwin dimostrò che noi animali siamo tutti parenti. Stiamo infatti tutti, seppure appollaiati su rami differenti, sullo stesso albero della vita. Facciamocene una ragione – ci esorta l’etologo Mainardi – e, tra l’altro, scopriremo che si tratta di una splendida ragione. Basta guardare un bambino che gioca in un prato col suo cane: non sono nemmeno parenti stretti – l’uno è un primate, l’altro è un ex lupo – eppure sono tutti e due esseri sociali e intelligenti. Il loro rapporto è naturale, sprizzano empatia.
Comunque, anche se si tratta di noi e di loro, siamo pur sempre noi che guardiamo loro e i nostri occhi dovrebbero essere sempre liberi da pregiudizi, come quelli di un bambino. Ed è proprio questa purezza di sguardo che si ritrova in queste cento piccole grandi storie di animali. Come ormai i suoi fedelissimi hanno imparato, oltre a essere un importante e stimato uomo di scienza, Mainardi è anche un appassionato narratore e in “Noi e loro” ci regala tante storie, insieme a curiosità, saggezze, scoperte piccole e meno piccole. Ritratti di animali selvatici, domestici e perfino immaginari, che svelano aspetti sconosciuti e insoliti. Con il garbo e l’ironia di sempre, Mainardi ci insegna comprensione, rispetto e amore verso i nostri amici animali, ricordandoci che cos’è il piacere della lettura.