10657–10672 di 72802 risultati

Da qui all’infinito

Questo agile volumetto è un vero e proprio inno alla scienza, e i quattro “pezzi facili” che lo compongono ne sono i movimenti. Il piglio divulgativo e accattivante delle Reith Lectures tenute su BBC Radio da Martin Rees trova in Da qui all’infinito la propria ideale declinazione: una riflessione appassionata della scienza, che ne afferma la fondamentale importanza per la società di oggi e di domani, insieme alla necessità di renderne i concetti chiari e accessibili a un pubblico il più vasto possibile. Rees affronta le problematiche e le sfide più calde della scienza contemporanea, ed esplora le frontiere del sapere in costante spostamento, frontiere che potremmo anche non raggiungere mai del tutto. E ci regala una lezione esemplare, che coniuga l’impegno dello scienziato e la passione del cittadino: nel nostro presente e nel futuro di un mondo sempre più interconnesso e complesso, la conoscenza scientifica dovrà essere collettiva, pubblica e globale.

Il condottiero

La guerra per la successione al trono di Scozia è iniziata: la morte improvvisa di Alessandro III ha lasciato un pericoloso vuoto di potere, scatenando le ambizioni dei nobili locali. Ma nessuno di loro sospetta di essere, in realtà, una semplice pedina nello scacchiere costruito con pazienza e abilità da Edoardo d’Inghilterra. È stato lui a organizzare l’«incidente» che ha ucciso il re, e ora è lui ad alimentare le lotte intestine e il caos, in attesa del momento giusto per uscire allo scoperto e diventare il salvatore del popolo scozzese, proponendo come legittima erede al trono Margherita, principessa di Norvegia nonché promessa sposa del suo primogenito…
Tuttavia Edoardo è destinato a scoprire quanto sia difficile sottomettere il cuore degli uomini. Il seme del dubbio si è infatti insinuato nell’animo di Robert Bruce, rampollo di una delle famiglie più influenti del regno e da sempre alleata con la corona inglese. Dopo aver ricevuto l’incarico di sventare una congiura ai danni di Edoardo, il giovane si è reso conto che gli uomini da arrestare non sono traditori, bensì patrioti pronti a sacrificare la vita per difendere l’indipendenza della Scozia. E presto anche Robert dovrà fare una scelta: coronare i suoi sogni di gloria, consegnando così il proprio Paese all’invasore straniero, o rinunciare a tutti i privilegi nobiliari, radunare un esercito di ribelli e combattere. Combattere per la libertà.

La Comunista. Due Storie Napoletane

Due racconti esemplari in cui l’autore, fedele ai suoi temi più cari, con sguardo acuto e fermo scruta il nostro presente e lo fotografa, lo mette a nudo sulla pagina in uno stile terso e pulito, “perfetto”. Napoli e la sua gente, il presente e il passato di una città e di un’intera nazione affamate di speranza e di futuro. Ermanno Rea torna con “La comunista” sui suoi passi, torna a Mistero napoletano, ma il personaggio che ci presenta non è più, come in quel vecchio romanzo, una donna in carne e ossa, bensì il suo fantasma, una creatura evanescente anche se, a momenti, terribilmente reale, capace di parlare, sorridere, piangere, come quando era viva e colmava ogni possibile vuoto con la sua incontenibile esuberanza. Anche adesso, benché fantasma, Francesca riempie di sé la scena del racconto, svelando pian piano la ragione del suo “ritorno” a Napoli. Anche “L’occhio del Vesuvio” è una storia che ha, a sua volta, i colori e lo spessore dell’allucinazione. La trama è lineare, benché sovrastata dalla presenza minacciosa del Vesuvio, trasformato esso stesso in attore, personaggio neppure troppo secondario della vicenda. Distruggerà Napoli? La domanda è ripetutamente evocata, soprattutto dal co-protagonista del racconto, il grecista Lucio Ammenda, insaziabile e disordinato collezionista di libri, parte dei quali dedicati proprio al “formidabil-monte” e ai suoi misteri.

Come un ladro in pieno giorno: Il potere all’epoca della postumanità

Lo stato del mondo secondo Žižek. Un libro fondamentale per comprendere l’attualità.È vero, negli ultimi anni il nostro mondo è cambiato in modo rapidissimo, e lo sviluppo tecno-scientifico ci ha fatto approdare in un’epoca che Slavoj Žižek, in questo suo nuovo libro, non esita a definire di postumanità. Ma la forza che soggiace a questo cambiamento è sempre la stessa, solo meno visibile e al contempo più pervasiva che mai: il capitalismo, il quale, ancora una volta, come preconizzato da Marx dimostra appieno la sua capacità di dissolvere nell’aria tutto ciò che è solido. Zizek prende in analisi tutti i nodi e le sfide del presente: l’automazione del lavoro, l’impasse costituita dal populismo da un lato e dalla sinistra moderata dall’altro, il nesso tra «progresso» tecnologico e controllo digitale, quello tra (auto)vittimizzazione e presa di parola, la minaccia ecologica nell’epoca dell’Antropocene, la virtualizzazione del denaro, la falsa libertà della Rete, le ipocrisie del politically correct, il crescente consumo di oppiacei (e il conseguente aumento su scala globale delle dipendenze): tratteggiando così un lucidissimo affresco dell’epoca postumana, colto, ironico e informatissimo.Ma può ancora avvenire un cambiamento radicale? In che direzione e con quali mezzi lavorare per favorirne l’avvento? Se aprissimo gli occhi, ci accorgeremmo che il capitalismo, lungi dall’essere in una fase trionfante, si sta in realtà trasformando in qualcos’altro. Non sappiamo ancora in cosa: ma sta a noi individuare le avvisaglie dei tempi nuovi, amplificarle, farle durare.

I Colori Dei Nostri Ricordi

Qual è il primo colore che ricordiamo? C’è un’immagine della nostra infanzia che ci è rimasta impressa per quella particolare sfumatura? Comincia rispondendo in prima persona a questa domanda il libro più personale e intimo di Michel Pastoureau, il maggiore esperto al mondo di storia dei colori. E continua ripercorrendo le tappe cromatiche fondamentali della sua vita – la prima bicicletta, un’odiata giacca di un brutto blu, la divisa della squadra di calcio del liceo, gli «scandalosi» pantaloni rossi di due compagne di scuola. La sua narrazione, come sempre erudita e arguta, ricca di curiosità e di aneddoti supportati da anni di scrupolose e documentatissime ricerche storiche, bella da leggere come una raccolta di godibilissimi racconti, si apre gradualmente dalla dimensione individuale a quella collettiva, trasformandosi nel diario cromatico dei nostri ultimi cinquant’anni, tra moda e sport, arte e costume, linguaggio e letteratura, filosofia e scienza. E la scoperta più bella tra tutte quelle a cui ci guida questo straordinario e – come emerge da queste pagine – spiritosissimo studioso, è che i colori sono l’ennesima conferma di quanto la nostra vita sia fatta sì di realtà concrete, misurabili, oggettive, evidenti, per così dire «o bianche o nere»; ciò che la rende davvero memorabile, però, sono le sfumature personali: quelle inafferrabili, indescrivibili e forse mai esistite che tingono i ricordi, le emozioni, i sogni.

Circe

Irene è un’esule, condannata a vagare per il mondo in una disperata ricerca. Il suo amore è distruttivo e non perdona. Chiunque giaccia con lei è condannato a subire una spaventosa mutazione. La sua parte animale prende il sopravvento soppiantando quella umana. Non c’è più alcuna salvezza per quelle creature che ormai hanno le fattezze di un maiale. Ma un giorno, durante una crociera, questo bisogno rischia di esserle fatale. Cede alla tentazione, anche se in un luogo tanto ristretto non è facile nascondere ogni traccia. La sua vittima è un personaggio pubblico, troppo conosciuto, e quel maiale non è facile da nascondere. Infatti un cameriere lo scopre prima che possa liberarsene. Ma errore chiama errore e Irene non riesce a fermarsi. Deve continuare, è nella sua natura cercare l’unico in grado di liberarla dalla maledizione.

La Chiesa ferita. Papa Francesco e la sfida del futuro

Una sfida immensa attende il nuovo pontefice, guidare il rinnovamento e affrontare gli scandali che scuotono la Chiesa: prelati e sacerdoti accusati di abusi sessuali, comunione ai divorziati, celibato del clero, sacerdozio femminile, guerre di potere e finanze vaticane, corpo e sessualità dei cristiani, ritorno alla parola del Vangelo. La Chiesa è chiamata, oggi più che mai, a voltare pagina.

Chi ha riportato Doruntina?

La tranquillità di un borgo dell’Albania medievale viene turbata improvvisamente da un fatto terribile: Doruntina e sua madre, sole superstiti di quella che era un tempo la grande famiglia dei Vranaj, si ritrovano dopo alcuni anni di separazione, e quell’incontro suscita in entrambe un’emozione così forte da risultare di lì a poco fatale per madre e figlia.
Il capitano Stres è incaricato di far luce sull’evento che subito rivela risvolti macabri: Doruntina ha detto alla madre di essere stata riportata a casa – dal lontano paese in cui è andata sposa – dal fratello Costantino.
Solo che costui (e la ragazza manca da troppo tempo per saperlo) è morto e sepolto con tutti gli altri figli maschi della casata. Possibile che sia uscito dalla tomba, come tutto congiura a far credere? Può, una promessa fatta alla madre, vincere le leggi di natura? O forse una passione, per quanto colpevole, è in grado di rivelarsi più potente della morte? E se Doruntina si fosse inventata tutto? Se fosse vero il racconto del venditore di icone, che ha confessato sotto tortura di avere accompagnato la ragazza per godere dei suoi favori lungo il cammino? Quale ruolo svolge nel racconto lo stesso Stres, che un tempo ha amato Doruntina?
Attingendo al patrimonio leggendario del suo Paese, Kadaré ci offre un thriller fuori del tempo, pieno di brume, di cavalcate notturne, di pietre tombali spostate, ma da cui traspare in filigrana una profonda riflessione sullo scontro fra generazioni.

Il Canzoniere, i Trionfi. Commentario

Nel 1470 vide la luce a Venezia, per i tipi di Vindelino da Spira, la prima stampa delle poesie volgari di Francesco Petrarca: i “Rerum vulgarium fragmenta” e i “Triumphi”. Fu un evento, garantito dal fatto che precedette persino la Commedia di Dante, la cui prima stampa uscirà solo nel 1472 (tre nel medesimo anno; ma ben dodici furono le stampe del Petrarca tra il 1470 e il 1478). Un esemplare di questo prezioso (e oggi rarissimo) incunabolo fini nelle mani di Antonio Grifo, letterato veneziano, rimatore egli stesso e appassionato lettore di Petrarca (e di Dante), che si applicò in una singolare opera di “commento” dei testi petrarcheschi, costituita da fitte postille manoscritte ai versi e da un ampio apparato illustrativo che, nella tradizione trecentesca dei codici miniati, cercava di dare un’interpretazione figurativa del testo poetico. Il Canzoniere queriniano risulta infatti l’unico testimone della produzione poetica volgare di Petrarca in cui ogni componimento appaia corredato di sue proprie illustrazioni, tanto più suggestive in quanto opere di un miniatore evidentemente lontano dalle forme stereotipate della tradizione di scuola, originalissimo nella rappresentazione figurativa del messaggio poetico petrarchesco. Grazie alla puntuale esegesi, “critica” e figurativa, del Grifo, questo esemplare è diventato un sontuoso “manoscritto” cartaceo, in cui il dettato petrarchesco impresso tipograficamente viene corredato di un grandioso apparato di chiose manoscritte e di rappresentazioni figurative che occupano ogni spazio bianco della pagina, in una ricchissima decorazione pressoché continua dalla prima all’ultima facciata. L’opera – mirabile documento della fortuna di Petrarca nel Rinascimento – fu commissionata da (o venne destinata, in dono, a) una illustre nobildonna, cui si allude nella dedica come « Vostra Alteza », rimasta però ignota. Come ignoto è rimasto il destino successivo del manufatto, che compare agli inizi del Settecento, forse in possesso della famiglia bresciana Gagliardi, dalla quale sarebbe stato poi trasferito alla Biblioteca Queriniana, dove tuttora si trova. Questo straordinario incunabolo è stato ora riprodotto in facsimile, onde consentirne una più ampia circolazione.. Nel presente Commentario il lettore troverà tutte le informazioni necessarie per l’opportuno approfondimento critico-iconografico del prezioso lavoro compiuto da Antonio Grifo.

La camera chiara. Nota sulla fotografia

Questa nota sulla fotografia (nota nel senso di riflessioni, considerazioni, anche digressione), scritta da Roland Barthes pochi mesi prima della morte, risulta il suo testo piú penetrante. La fotografia, «medium bizzarro, nuova forma di allucinazione: falsa a livello della percezione, vera a livello del tempo», viene scrutata non in sé, ma attraverso un certo numero di casi, fotografie con le quali si stabilisce una speciale corrente determinata da «attrazione» e «avventura», in un raccordo con la cultura surrealista della foto-descrizione anni Trenta e con una riconsiderazione dell’immaginario sartriano anni Quaranta, e un oggi, un qui e ora, puntualmente vissuto e colto.
Passando poi a uno scavo autobiografico obiettivo – «dovevo penetrare maggiormente dentro di me per trovare l’evidenza della Fotografia» – in cui si ricrea, in una sorta di percorso proustiano, il sentire per affetti e sentimenti. Perché il discorso è interrogazione, è dialogo, ma è anche confessione; al «linguaggio espressivo» e al «linguaggio critico» se ne aggiunge un altro, piú ineffabile e rilevante, vera e propria premonizione: da qui scaturisce una considerazione della fotografia come «studium» e come «punctum» (i due termini usati da Barthes in un distinguo illuminante), ma soprattutto dello storico e dell’effimero in cui viviamo.

Cambia il cervello, cambia la vita: Impara a riprogrammare la mente per eliminare le cattive abitudini e vivere felice.

Le ultime scoperte delle neuroscienze al servizio della vita quotidiana.DA UNO DEI MAGGIORI ESPERTI MONDIALI DI NEUROSCIENZE LA RICETTA PER MIGLIORARE LA NOSTRA VITA Il libro che spiega come modificare i processi mentali e le azioni che ci impediscono di cambiare in meglio la nostra vita personale e professionale. «Quest’anno cambio lavoro, mi iscrivo in palestra, imparo una nuova lingua…»Eppure l’idea di cambiare spesso ci mette a disagio e finisce che non ci proviamo nemmeno: ancorati alla nostra comfort zone, non riusciamo a liberarci dagli automatismi che ci danneggiano e ci rendono infelici.La causa non siamo noi, ma il nostro cervello.La buona notizia è che possiamo migliorare, a qualunque età: le recenti ricerche scientifiche hanno dimostrato che la nostra attività mentale stimola la modificazione delle connessioni tra neuroni e ne crea di nuove.Bachrach è uno straordinario allenatore di cervelli, che può aiutarci a scoprire questo enorme potenziale di crescita, di apprendimento e di evoluzione.Il suo libro è un vero e proprio training ricco di istruzioni ed esercizi, mirato a cambiare il nostro panorama cerebrale creando nuove abitudini mentali in grado di rivoluzionare la nostra esistenza.

Calda Follia (eLit)

**DEPARTMENT 6 – Vol. 1**
Una notte di passione, un ti amo caduto nel vuoto… Tra Rachel Jessop e Nate Ferrentino, agenti dell’organizzazione di sicurezza Department 6, c’è un muro di disagio eretto dopo un episodio del passato. Questa barriera invisibile dev’essere abbattuta per forza quando ai due viene affidata una missione delicata: fingersi sposati per infiltrarsi in una setta di fanatici e assicurare alla giustizia Ethan Wycliff, che si fa chiamare il Santo, ma si comporta come un demonio. Nel torrido deserto dell’Arizona, fra oscuri segreti, riti scabrosi, misteriose scomparse, divampa nuovamente la passione fra Rachel e Nate. Ma quando il Santo mette gli occhi su Rachel, la situazione si complica… Bisogna fermare Ethan prima che altre persone muoiano, e la prossima vittima potrebbe essere proprio lei, Rachel.

Il Bosco Di Mila

***** VINCITORE del Premio *Fai viaggiare la tua storia* 2017 ****** Quanti segreti nasconde una famiglia perfetta?* La notte di Santa Lucia è la più lunga dell’anno, una notte magica di trepidante attesa nelle case di Brescia per l’arrivo dei doni che anticipano il Natale. Nella villa dei Morlupo tutto tace, le luci sono spente, nessuno attende regali, ma notizie della piccola Mila, scomparsa quella mattina nel bosco di Mompiano. Le ricerche delle forze dell’ordine e dei volontari che setacciano la zona non si fermano neanche al calar del buio: i Morlupo sono una delle famiglie più ricche e influenti della città. A complicare le cose la scoperta della scomparsa di un’altra compagna di classe di Mila. Un intrico di voci, verità sussurrate e silenzi ostili in tutti gli ambienti cittadini fanno temere il peggio. La capo commissario Vittoria Troisi è riluttante ad accettare le indagini, ma la delicatezza del caso richiede la sua esperienza. In quella ricca città di provincia del Nord è stata trasferita solo l’estate prima da Roma, per riprendersi da un brutto incidente e curare le ferite che ancora si porta addosso. Accompagnata dal giovane agente del posto Mirko Rota, dal suo angelo custode rimasto nella capitale e dai fantasmi che non la abbandonano, Vittoria Troisi si trova a rimestare tra torbide relazioni vendette e rancori mai sopiti che risalgono agli anni di piombo e ancora più indietro fino all’epilogo della Seconda guerra mondiale. Un’avventura umana e investigativa nella quale gli ingredienti che hanno fatto il successo del giallo italiano sono combinati in un thriller originale e sorprendente. **Leggi in anteprima il primo capitolo del nuovo romanzo di Irma Cantoni, *Il segreto di Palazzo Moresco.* ** «Se un cassetto ha tenuto nascosto finora questo libro, andrebbe arrestato per occultamento di potenziale bestseller.» Lia Celi

Il borghese fa il mondo

Secondo alcuni il mondo è una biblioteca; ma se persino le stelle fisse, fisse non sono, allora una biblioteca non sarà un luogo ordinato quanto piuttosto un tentativo, una possibilità, una sfida all’ordine. Il borghese fa il mondo davanti ai suoi libri, ma i suoi libri lo guardano, lo impensieriscono e lo provocano fino ad annientarlo. Questo libro, scaturito dal lavoro che l’Opificio di Letteratura Reale di Francesco de Cristofaro e Giovanni Maffei ha condotto negli ultimi anni, studia l’immaginario della borghesia attraverso un ampio corpus di opere, giudiziosamente accoppiate, suddivise in tre movimenti (il borghese / fa / il mondo) e infine indagate con spirito libero: per esempio, la solitudine di Robinson si rispecchia in quella di Gesualdo, Maigret e Sherlock Holmes pipano in compagnia, la silhouette di Tristram Shandy è risucchiata dal sottosuolo di Dostoevskij, Barry Lyndon duella con i duellanti di Conrad, il borghese gentiluomo si pavoneggia al fianco di Totò-Sciosciammocca. Ancora, i villeggianti goldoniani conversano con il commesso viaggiatore Willy Loman; e il farmacista Homais, già segreto beniamino di Flaubert, flirta mostruosamente con Homer Simpson. Così, giocando sul serio e passando le frontiere disciplinari, gli autori si sono messi sulle tracce di questo strano animale che da più di duecento anni informa della sua presenza la modernità; lo hanno seguito su strade diverse e nuove senza mai riuscire a prenderlo davvero ma cogliendone sempre un frammento, la scheggia di un prisma infinito che ci riporta a quanto forse conosciamo meno: il nostro volto. Quindici accoppiamenti giudiziosi tra Melville e Huysmans, Sterne e Dostoevskij, Conan Do­yle e Simenon, Manzoni e Leopardi, Svevo e Roth, Defoe e Verga, Shakespeare e Galdós, Molière e Scarpetta, Goethe e Mann, Thackeray e Conrad, Woolf e Ginzburg, Balzac e Dickens, Tocqueville e Cechov, Nievo e Zola, Brecht e Ibsen raccontati da Sergio De Santis e Giovanni Maffei, Enrico Terrinoni e Massimo Palma, Ric­cardo Capoferro e Marco Viscardi, Romano Luperini e Antonio Prete, Sil­via Acocella e Arturo Mazzarella, Riccardo Martina e Francesco de Cristofa­ro, Stefano Manferlotti e Antonio Gargano, Francesco Fiorentino e Matteo Palum­bo, Giovanni Sampaolo e Simone Costagli, Enrica Villari e Claudio Gigante, Elisabetta Abignente e Antonio Bibbò, Gennaro Carillo e Clotilde Ber­toni, Francesco M. De Sanctis e Fausto Mal­covati, Ugo M. Olivieri e Pierluigi Pellini, Marco Meriggi e Fran­co Moretti. Note introduttive di Emanuele Canzaniello. Fotografie di Cesare Accetta, Monica Biancardi, Ludovico Brancaccio e Flavio Gregori. Con una conversazione su Miller e Goldoni tra Elio De Capitani e Toni Servillo. L’Opificio di Letteratura Reale è una comunità di ricercatori di età e di storie diverse che dal 2012 porta avanti, presso l’Università di Napoli «Federico II», una libera esperienza di ricerca. I primi due cicli scientifici, su Coincidenze e Attese, hanno prodotto altrettanti volumi (Ad est dell’equatore, 2012 e 2015). I frutti del più recente e articolato progetto su Borghesia sono, oltre a questo libro, lo schedario bibliografico Borghesia. Approssimazioni (Diogene, 2017) e il fascicolo monografico Borghesia disambientata («Status Quaestionis», XII, 2017).

Bombardare Auschwitz

Si poteva intervenire dal cielo evitando alla più grande fabbrica di morte di continuare a uccidere? Si poteva bombardare Auschwitz? Era una strada percorribile nella fase conclusiva della seconda guerra mondiale? Di ciò che stava accadendo nei campi di concentramento si sapeva molto (almeno dal 1942), eppure la macchina dello sterminio nazista è rimasta in piedi; quei binari hanno continuato a trasportare treni merci stracolmi di vite e di storie che giunte a destinazione prendevano una via senza ritorno. Il complesso di Auschwitz-Birkenau non rientra tra gli obiettivi degli attacchi dell’aviazione alleata, non compare nelle zone coperte dall’aerea bombing e non raccoglie le attenzioni necessarie da politici e alti comandi. Così, in un terribile paradosso della storia, mentre le sorti della guerra danno ragione alla grande coalizione delle Nazioni Unite e la sconfitta nazista si avvicina inesorabile, non si interrompe la macchina dello sterminio, le sue strutture rimangono in piedi operanti e perfezionate. Lo sforzo verso la vittoria finale è imponente, impegnativo fino all’ultimo istante, non ammette distrazioni o secondi fini. Non è pensabile concentrarsi su priorità che non siano quelle della condotta militare, su scelte e indirizzi segnati dall’urgenza di far presto per liberare il mondo da una minaccia incombente, senza precedenti. Così gli appelli di quei pochi testimoni oculari riusciti a fuggire dai lager, anche di coloro che chiedono un’azione mirata e repentina, non vengono ascoltati. I racconti dei sopravvissuti ci dicono che per mesi avevano sperato che quegli aerei, di cui sentivano i motori in lontananza, si potessero avvicinare per colpire, altri hanno creduto che presto o tardi la catena di morte si sarebbe interrotta. E per decenni, quando la dimensione della tragedia è emersa con chiarezza, sono prevalse le giustificazioni del momento e poi le scuse di fronte al mondo per un mancato intervento che avrebbe dato alla vittoria finale uno spessore più forte e convincente. Lontano dalle «retoriche della memoria», Umberto Gentiloni Silveri ricostruisce la fitta trama di incomprensioni che nei mesi cruciali del 1944 portò a sottovalutare la necessità di un intervento su Auschwitz e getta luce sul ritardo con cui istituzioni e opinione pubblica sono finalmente giunti a comprendere la tragedia della Shoah, a guardare dentro le proprie responsabilità, a raccoglierne il peso e l’eredità.

Black moon: l’abbraccio della notte

Metà vampiro e metà lupo mannaro, Riley Jenson è sempre stata una donna decisa e determinata, sia in amore sia nel suo lavoro come Guardiana per il Dipartimento Razze Diverse di Melbourne. Ma stavolta deve affrontare un caso molto complicato: una ragazza è scomparsa nel nulla, e di altre ancora si perderanno ben presto le tracce. Non ci sono indizi, nessuna pista che porti alla verità, e Riley sente che qualcuno le sta tendendo una trappola. Nei club notturni dove umani e non umani si uniscono in una danza lasciva di orrore e seduzione, Riley si ritrova ad affrontare rischi ben più grandi di quelli che immaginava. Il gioco si è fatto pericoloso e lei dovrà lottare per salvare se stessa e ciò che ha di più caro al mondo prima che la notte la avvolga nelle sue spire…