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Digiuno Razionale – Per Il Ringiovanimento Fisico, Mentale E Spirituale

Durante tutte le fasi del processo di sviluppo della scienza medica, incluse quelle agli albori della civiltà, si è in qualche modo compreso che la causa intrinseca comune a tutte le malattie è da ricercarsi in fattori esterni che penetrano nel corpo umano e, pertanto, in base a una legge naturale necessaria, o per lo meno inevitabile, ne disturbano l’esistenza, causando dolore e in ultimo distruggendolo. Anche la scienza medica moderna, nonostante la sua presunzione di illuminazione scientifica, non si è mai completamente allontanata da questa interpretazione demoniaca. In effetti, perfino i recenti successi del modernissimo campo della batteriologia gioiscono nello scoprire che nuovi microbi si sono uniti al crescente esercito di entità malevole il cui scopo è quello di mettere in pericolo la vita umana.

La dieta sono io

“‘Ma l’impresa eccezionale, dammi retta, è essere normale’ cantava Lucio Dalla. Così eccezionale, aggiungo, da essere praticamente impossibile. Possiamo fingere di essere normali, nasconderci nel gruppo, stare nel coro e muovere la bocca senza cantare, esprimere opinioni solo dopo esserci assicurati che non faranno danno a nessuno. Ma essere normali è un’altra cosa. In realtà, nessuno è normale, l’illusione per poter durare ha bisogno di cure amorose, come una pianticella delicata, ed è sufficiente un istante di distrazione per capire come non soltanto il nostro cammino sia pieno di trappole, ma come sia impossibile non cadere in qualcuna di esse. Me ne sono reso conto quando la bilancia ha cominciato a registrare un peso superiore ai 130 chili, fino alla cifra spaventosa di 140 chili. Come ero potuto arrivare a tanto?”

Diario del seduttore

Romanzo sotto forma di diario, scritto da Johannes il seduttore, nel quale l’autore illustra come l’esteta mantiene l’interessante, ovvero attraverso ironia, artifizio, capriccio, immaginazione ed arbitrarietà è possibile creare condizioni poetiche soddisfacenti, l’interesse quindi non è volto all’atto della seduzione, quanto alla creazione dell’interessante.

Il diario dei segreti

Jake trascorre sempre il Natale al Santuario uno.
Sin dalla sua infanzia, la cabina nascosta nei boschi è stata la meta della sua famiglia per le festività, e ora, con l’avvicinarsi del terzo anniversario dalla morte del padre, Jake organizza una breve vacanza per se stesso, Kayden e Beckett. Purtroppo, una tempesta di neve blocca il fratello e il suo ragazzo a New York e Jake si ritrova da solo in montagna.
Sean è in fuga e l’unico posto dove può rifugiarsi è una cabina di cui si fa cenno in un vecchio diario: la prima casa protetta del Santuario. La cabina non è più usata a scopo protettivo, ma sarebbe comunque un buon riparo dove potersi prendere cura delle proprie ferite e fare un bilancio della propria vita.
Nessuno dei due uomini è preparato a trascorrere una settimana di isolamento in reciproca compagnia e neppure a fronteggiare i segreti che minacciano di ucciderli entrambi.

Diario degli errori

Pochi libri sono rappresentativi di Flaiano come questo “Diario degli errori”, con il suo irresistibile blend di illuminismo tenebroso e pessimismo comico prima che cosmico. Disteso lungo l’arco di un ventennio (dal 1950 ai primi anni Settanta) e costruito avendo negli occhi i luoghi e i volti di tanti viaggi (da Fregene ad Atene, da Parigi a Hong Kong, da Zurigo a New York a Bangkok), il “Diario” brulica infatti di pensieri che sperimentano tutte le forme possibili del rapporto tra la mente e la realtà. Vi troviamo velenosi calembour concentrati come saggi, aforismi e massime perforanti e definitivi, microritratti di taglio, apologhi surreali e corrosivi, sequenze interrotte, tra incanto e sarcasmo: sugli hotel francesi, dove i mobili sono «come nella tavola che sul Larousse accompagna la voce: camera da letto», sulle vetrine olandesi accanto alle case secentesche, sui bambini monaci thailandesi che ridono e bevono il tè, sulla sporcizia e le costruzioni nuovissime di Beirut, sulle «riscattabili» taxi-girl di Hong Kong, sui filippini che cantano senza tregua, e ovviamente sul «paesetto italiano» di giocatori al Totocalcio. L’irrefrenabile tendenza all’autodistruzione della specie umana pervade “Diario degli errori” come un malinconico Leitmotiv: ma la crudele esattezza della tassonomia è in Flaiano venata della pietas del moralista disilluso. Quella pietas che gli fa citare la sublime e disperata invocazione di Pierre ai massoni in Guerra e pace: «Occorre che l’uomo, governato dalle proprie sensazioni, scopra nella virtù attrattive sensuali». **
### Sinossi
Pochi libri sono rappresentativi di Flaiano come questo “Diario degli errori”, con il suo irresistibile blend di illuminismo tenebroso e pessimismo comico prima che cosmico. Disteso lungo l’arco di un ventennio (dal 1950 ai primi anni Settanta) e costruito avendo negli occhi i luoghi e i volti di tanti viaggi (da Fregene ad Atene, da Parigi a Hong Kong, da Zurigo a New York a Bangkok), il “Diario” brulica infatti di pensieri che sperimentano tutte le forme possibili del rapporto tra la mente e la realtà. Vi troviamo velenosi calembour concentrati come saggi, aforismi e massime perforanti e definitivi, microritratti di taglio, apologhi surreali e corrosivi, sequenze interrotte, tra incanto e sarcasmo: sugli hotel francesi, dove i mobili sono «come nella tavola che sul Larousse accompagna la voce: camera da letto», sulle vetrine olandesi accanto alle case secentesche, sui bambini monaci thailandesi che ridono e bevono il tè, sulla sporcizia e le costruzioni nuovissime di Beirut, sulle «riscattabili» taxi-girl di Hong Kong, sui filippini che cantano senza tregua, e ovviamente sul «paesetto italiano» di giocatori al Totocalcio. L’irrefrenabile tendenza all’autodistruzione della specie umana pervade “Diario degli errori” come un malinconico Leitmotiv: ma la crudele esattezza della tassonomia è in Flaiano venata della pietas del moralista disilluso. Quella pietas che gli fa citare la sublime e disperata invocazione di Pierre ai massoni in Guerra e pace: «Occorre che l’uomo, governato dalle proprie sensazioni, scopra nella virtù attrattive sensuali».

Diari segreti

Composti da Wittgenstein sul fronte orientale tra il 1914 e il 1916, in mezzo agli orrori della Grande Guerra, questi Diari segreti «mettono in luce il vertice di una riflessione in cui le sofferenze, le ossessioni e i tormenti nei quali ad ogni uomo è data la vita si convertono in espressioni filosofiche e queste, a loro volta, retroagiscono su quel materiale primario, grezzo dell’esistenza per penetrarlo, analizzarlo e per guidarlo, ma anche fatalmente per esaltarne la forza incontrollabile» (Aldo G. Gargani).

Di Palo in Frasca

“La verità di cui la psicoanalisi si occupa nella sua prassi dialogica è la verità storica del soggetto umano: il tempo dell’uomo – la sua storicità – non diventa esperienza e fondamento di senso se pervaso da un tempo altro, dal tempo cristallizzato del mito e confusamente trasferito nell’attualità. Il progetto psicoanalitico propone un riattraversamento dialogico – il ‘logos’ che va crescendo nei rimandi della reciprocità – dei miti delle origini dell’analizzando, al fine di distinguere la sua parola propria rispetto al discorso – ‘mythòs’ – delle proprie matrici. Ma la stessa psicoanalisi è insidiata dal suo mito, e quando esso prevale sul ‘logos’ di chi vi si riferisce, la prassi psicoanalitica diventa propagazione conservativa di un’epopea, raccontata una volta per tutte, tra Forze del Bene e Forze del Male. Il soggetto psicoanalitico si trova sempre costretto da questo doppio ordine di miti, che egli dovrà indefinitamente riattraversare perché il suo progetto trasformativi si sviluppi in virtù di quella verità, che è la sua stessa storica creatività”.
Il presente volume è una nuova edizione del testo pubblicato nel 1986 arricchito da una intervista all’Autore; ne emerge lo spessore di un uomo che, attraverso l’ascolto proprio e dei propri compagni di strada, ha attraversato e attraversa la vita nel continuo confronto con “sussurri e grida del mondo interno” (dal titolo di un Seminario da lui condotto), nell’incessante ricerca del senso del proprio e altrui operare.

Desiderio illegale

**Innocente fino a prova contraria**
*Per incastrarla lui avrà bisogno di ricorrere a tutto, anche all’inganno*
L’avvocato Trevor Sinclair è convinto che la regina di ghiaccio – nonché responsabile della comunicazione del suo studio legale – Allison McCann lo stia sabotando. Tuttavia, per dimostrarlo, ha bisogno di prove ed è per questo che ha messo a punto un piano che prevede una piccola menzogna e una lenta ma spietata seduzione. Nessuno però lo aveva avvisato che, dietro quei modi gelidi, Allison nasconde in realtà una passionalità in grado di innescare un incendio. E forse giocare col fuoco si rivelerà per entrambi il reato più eccitante che abbiano mai commesso.

I desideri segreti del principe

**Seduzione a palazzo** 3 Dopo aver scoperto di essere una principessa illegittima di Morgan Isle, Melissa Thornsby è sicura che niente potrà più turbarla.
Ma non è così.
Le basta una sola occhiata all’erede al trono di Thomas Isle, il principe Christian, per sentirsi completamente sottosopra.
Lei è in missione diplomatica sull’isola rivale per sanare le divisioni ancestrali che oppongono i due regni, ma l’unica cosa a cui riesce pensare è al sorriso affascinante di Christian. E quando lui, dopo aver stretto una sensuale alleanza tra le lenzuola, le propone di diventare la sua sposa…

Deliziosa sfida

Taylor Donovan è un brillante avvocato. In aula non mostra mai alcuna debolezza, nella vita privata non permette a nessun uomo di turbarla. Presuntuoso, famoso e irresistibile, Jason Andrews è l’attore che la rivista «People» ha incoronato “L’uomo più sexy del mondo”.
Le loro vite non potrebbero essere più distanti, ma il destino finisce per farle collidere: Jason infatti dovrà interpretare un avvocato, e a Taylor viene affidato l’incarico di prepararlo per il ruolo. Lui è sicuro che presto anche Taylor, come tutte le donne con cui entra in contatto, cederà al suo fascino da rubacuori; eppure lei pare immune alle sue avances, e anzi non perde occasione di farglielo notare. Ma più Taylor lo respinge, più Jason si convince che sia proprio lei la donna della sua vita. E conquistarla diventa una deliziosa sfida…

Delitto e castigo

**EDIZIONE REVISIONATA  05/02/2018.** A San Pietroburgo, in una caldissima estate, il giovane Rodion Romanovic Raskol’nikov progetta l’omicidio della vecchia usuraia Aléna Ivanovna, per derubarla. Ha bisogno di soldi per pagarsi gli studi e per sistemare la sua famiglia, impedendo che la sorella sposi per interesse un anziano avvocato. In preda all’ansia, riesce a introdursi in casa della donna e a ucciderla. Nel frattempo arriva la sorella dell’usuraia, la dolce e mite Lizaveta, e Raskol’nikov, per eliminare testimoni, è costretto a compiere un secondo omicidio. Il duplice delitto, però, getta il giovane nell’angoscia, dovuta al rimorso e alla paura di essere scoperto: delira, non mangia e ha la febbre, e invano l’amico Razumikhin tenta di stargli vicino. Raskol’nikov è sempre più solo e disperato, incalzato dalle domande insinuanti del giudice istruttore Porfirij Petrovic, precursore di tanti detective della letteratura poliziesca. Fondamentale è l’incontro con Sonja, giovane pura e dalla profonda fede in Dio, ma costretta a prostituirsi per mantenere la madre malata e i fratelli, che incoraggia Raskol’nikov a confessare la sua colpa. Il giovane viene condannato alla deportazione in Siberia; tuttavia non sono i lavori forzati il castigo per il delitto commesso, ma il tormento interiore che lo affligge fino alla confessione. Il riscatto avviene invece grazie all’amore di Sonja, che seguirà Raskornikov in Siberia e che lo accompagnerà nella sua rinascita spirituale.

Delitti senza castigo

Bologna, anni Novanta. Una serie di crimini si sussegue a un ritmo inspiegabile, tanto che Sarti Antonio non riconosce piú la sua città. Quando Settepaltò, chiamato cosí perché indossa un numero spropositato di cappotti l’uno sopra l’altro, viene massacrato di botte, il questurino decide di non archiviare il caso. Che senso ha picchiare a sangue un poveraccio che vive di stenti e non ha mai dato fastidio a nessuno? Forse rovinava l’estetica dei portici, o forse ha fatto o visto qualcosa che non doveva? Le ricerche spingono il sergente prima sui colli, a villa Rosantico – la cui soffitta Settepaltò ha da poco sgomberato – dove la bella Elena regala sorrisi enigmatici; poi addirittura lontano da Bologna, fino in Calabria: è la sua prima indagine «fuori casa». Testardo come pochi, Sarti Antonio arriverà a scoprire un terribile delitto, una verità che mai avrebbe immaginato. «La fortuna di Bologna è che nessuno si prende la briga di scavare nel suo passato, nel suo presente e nel suo futuro. Nessuno, o quasi, va a rimescolare nei suoi rifiuti. Sarti Antonio, sergente, per il suo mestiere e controvoglia, è costretto a farlo».