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La corsa di Billy

A metà degli anni Settanta, l’allenatore Harlan Brown viene cacciato dalla prestigiosa Penn State University per sospetta omosessualità. Perde tutto – famiglia, lavoro, amici –, e trova rifugio dal suo passato e da se stesso in un piccolo college di New York, dove cerca di mascherare il proprio conflitto sessuale con un’esistenza il più spartana e conformista possibile. Si è fatto una promessa che ha intenzione di mantenere: non innamorarsi mai più di un uomo. Ma la sua vita viene nuovamente sconvolta quando tre giovani atleti si presentano nel suo ufficio: l’esuberante Vince Matti, il timido Jacques LaFont e il ventiduenne Billy Sive, un potenziale grande talento per i diecimila metri. Vittime a loro volta di discriminazione sessuale, non vogliono rinunciare ai propri sogni. L’uomo è profondamente diviso: se accetterà di allenarli, alimenterà i pettegolezzi su di lui, ma i tre hanno stoffa e questa potrebbe essere la sua ultima occasione di puntare in alto. Alla fine, poste condizioni ferree, accetta di prenderli sotto la sua ala. Harlan è subito affascinato dal talento di Billy e capisce che il ragazzo ha le qualità per partecipare alle Olimpiadi di Montréal del ’76. Quando, molto presto, la sua ammirazione si trasforma in una sensazione che non provava da anni, deve fare la scelta più difficile della sua vita: combattere i propri sentimenti o uscire allo scoperto e sfidare l’ultraconservatore establishment sportivo, rischiando di far sfumare per sempre il sogno olimpico dei tre ragazzi. Amore, passione e lotta politica si fondono così in un crescendo di tensione, fino all’esplosivo finale, giocato sullo spettacolare palcoscenico olimpico. Pubblicato per la prima volta nel 1974, La corsa di Billy è stato il primo romanzo gay a diventare subito un libro di culto, ottenendo un grandissimo successo internazionale.

La contessa spagnola

Spagna, 1812 – Il Maggiore Robert Falconbridge non approva il coinvolgimento di una gentildonna nella difficile e pericolosa missione che li porterà ad attraversare la Spagna occupata dalle truppe di Napoleone. Ben presto, però, si accorge che Miss Sabrina Huntley non è una donna come le altre. Intelligente e piena di risorse, è anche di una bellezza e di un fascino travolgenti, particolari che rendono il loro viaggio assai piacevole e intrigante. E Robert finisce per scoprire che sulla sua vita, più della minaccia del nemico, incombe il pericolo che Sabrina lo possa indurre in tentazione… **
### Sinossi
Spagna, 1812 – Il Maggiore Robert Falconbridge non approva il coinvolgimento di una gentildonna nella difficile e pericolosa missione che li porterà ad attraversare la Spagna occupata dalle truppe di Napoleone. Ben presto, però, si accorge che Miss Sabrina Huntley non è una donna come le altre. Intelligente e piena di risorse, è anche di una bellezza e di un fascino travolgenti, particolari che rendono il loro viaggio assai piacevole e intrigante. E Robert finisce per scoprire che sulla sua vita, più della minaccia del nemico, incombe il pericolo che Sabrina lo possa indurre in tentazione…

La contessa francese

**The Cornwall Collection** 2
Nicoletta, Contessa Vilandry, ha un nuovo incarico sotto copertura: attirare nel suo letto la spia inglese fedele alla casata degli Hannover Gabriel D’Arcy, Marchese di Mooreshead, per verificare la sua lealtà. Il sensuale gioco e le forti sensazioni che si scatenano tra i due portano Nicky a un passo dal rivelare la sua vera identità. Sebbene lei riesca a non tradirsi, Gabe sa bene che la contessa è stata inviata per sedurlo, ma a quale scopo? Per scoprirlo decide di portarla con sé verso ovest, in una fuga temporanea che gli permetta di verificare cosa sta succedendo. In ogni caso lui vuole godersi completamente quella forzata prigionia insieme alla seducente Nicky, sebbene sappia che la faccenda tra loro potrebbe concludersi piuttosto male.

La conquista del pane

“Si dicono delle belle cose sulla necessità di dividere ciò che si possiede con coloro che non hanno nulla. Ma chiunque tenta di mettere in pratica questo principio è subito messo in guardia che tutti questi grandi sentimenti son buoni soltanto per i libri di poesie – non nella vita”. “La conquista del pane” è uno dei testi che hanno reso famoso Kropotkin a livello mondiale come l’esponente di spicco dell’anarco-comunismo russo. Destinato al semplice lavoratore, questo testo presenta una lucidità raramente riscontrabile in libri trattanti le tematiche sociali. Se Émile Zola lo descrisse come un “vero poema”, per Kropotkin si tratta semplicemente di “uno studio dei bisogni dell’umanità e dei mezzi economici per soddisfarli”. Kropotkin designa con semplicità e precisione come raggiungere, passo dopo passo, una realtà politica ideale, forse utopica, in cui non esistono più sfruttatori e sfruttati, ma una realtà in cui ogni essere umano trova il suo posto nella società, diventando utile e soddisfacendo i suoi bisogni; dove ognuno avrà la certezza di “conquistarsi il pane e raggiungere l’agiatezza”.

La congiura dei somari. Perché la scienza non può essere democratica

Chi è il somaro? È un essere umano tanto babbeo da ritenersi tanto intelligente da riuscire a sapere e capire le cose senza averle studiate. Di somari, Roberto Burioni ne ha incontrati parecchi: sono quelli che pur non avendo la minima nozione di medicina o di biologia, pur non sapendo cos’è un virus e come funziona un vaccino, pretendono di convincerci che “dieci vaccini sono troppi”, “le malattie guariscono da sole o grazie ai soli rimedi naturali”, “le vaccinazioni obbligatorie servono solo ad arricchire le industrie farmaceutiche e quelli che sono sul loro libro-paga”. Il fatto è che la scienza non è democratica: come ha detto Piero Angela, la velocità della luce non si decide per alzata di mano. Nella scienza, possono dire la loro solo coloro che per anni hanno sudato sui libri, hanno sottoposto le proprie ipotesi a una rigorosa procedura di esperimenti e controlli, possiedono un metodo che consente di distinguere la verità dalla bugia. Certo, la scienza è imperfetta, fatta da uomini ancora più imperfetti, le verità che ci offre sono sempre parziali e mai troppo sicure. Però vale la pena fidarsi, perché l’alternativa è costituita dal buio, dall’oscurantismo e – quando si scherza con la salute propria e altrui – dalla morte. La scienza sarà anche poca cosa, ma – come dimostra questo libro con abbondanza di dati, numeri, tabelle, storie vere di trionfi e fallimenti – è tutto quello su cui possiamo contare: non ci conviene buttarla via.

La chiave di Salomone

ROMANZO THRILLER
TUTTO COMINCIO’ A PARIGI IL 13 OTTOBRE 1307 E ANCORA OGGI IL FIUME SOTTERRANEO MIETE LE SUE VITTIME
Amore, misteri, inganni e tradimenti si intrecciano in un thriller creato ad arte per lasciarti col fiato sospeso dalla prima all’ultima pagina.
“La dinamica della morte del professor Lunardi, docente all’università di Modena, e della giovane Irene, perito tecnico della sovrintendenza per i beni culturali di Bologna, porta tutti a pensare che si sia trattato di un incidente. L’accaduto però, attira nella tranquilla città emiliana il giovane e apparentemente sprovveduto Marco, che, per oscure ragioni, sembra non credere alla teoria dell’incidente e comincia a indagare sulle attività delle due vittime, incentrate sullo studio del duomo di Modena e di uno strano manoscritto custodito nella biblioteca capitolare del Duomo.
Coadiuvato dalla giovane e attraente Paola, conosciuta durante un incontro di lavoro, riesce a condurre in maniera proficua le indagini, che lo portano alla scoperta di un’enigmatica frase celata tra le righe del manoscritto, la quale sembra indicare che qualcosa di misterioso sia nascosto tra i sepolcri della chiesa di Santa Maria Novella a Firenze. La ricerca della soluzione di questo enigma, porta i due giovani a diventare il principale obbiettivo di un ordine segreto e potente, che vuole a tutti i costi intralciare le loro attività e in più di una occasione cerca di mettere tutto a tacere.
L’intervento provvidenziale di uno strano individuo, e l’aiuto del signor Guidotti, ultimo Gran Maestro dell’ Ordine dei Poveri Cavalieri di Cristo, meglio conosciuto come Ordine dei Templari, permette ai due ragazzi di proseguire nelle indagini e riportare alla luce uno strano talismano, la Chiave di Salomone, l’unico e solo oggetto capace di aprire la porta del Sancta Santorum che contiene uno dei più grandi e misteriosi tesori dell’umanità.” **
### Sinossi
ROMANZO THRILLER
TUTTO COMINCIO’ A PARIGI IL 13 OTTOBRE 1307 E ANCORA OGGI IL FIUME SOTTERRANEO MIETE LE SUE VITTIME
Amore, misteri, inganni e tradimenti si intrecciano in un thriller creato ad arte per lasciarti col fiato sospeso dalla prima all’ultima pagina.
“La dinamica della morte del professor Lunardi, docente all’università di Modena, e della giovane Irene, perito tecnico della sovrintendenza per i beni culturali di Bologna, porta tutti a pensare che si sia trattato di un incidente. L’accaduto però, attira nella tranquilla città emiliana il giovane e apparentemente sprovveduto Marco, che, per oscure ragioni, sembra non credere alla teoria dell’incidente e comincia a indagare sulle attività delle due vittime, incentrate sullo studio del duomo di Modena e di uno strano manoscritto custodito nella biblioteca capitolare del Duomo.
Coadiuvato dalla giovane e attraente Paola, conosciuta durante un incontro di lavoro, riesce a condurre in maniera proficua le indagini, che lo portano alla scoperta di un’enigmatica frase celata tra le righe del manoscritto, la quale sembra indicare che qualcosa di misterioso sia nascosto tra i sepolcri della chiesa di Santa Maria Novella a Firenze. La ricerca della soluzione di questo enigma, porta i due giovani a diventare il principale obbiettivo di un ordine segreto e potente, che vuole a tutti i costi intralciare le loro attività e in più di una occasione cerca di mettere tutto a tacere.
L’intervento provvidenziale di uno strano individuo, e l’aiuto del signor Guidotti, ultimo Gran Maestro dell’ Ordine dei Poveri Cavalieri di Cristo, meglio conosciuto come Ordine dei Templari, permette ai due ragazzi di proseguire nelle indagini e riportare alla luce uno strano talismano, la Chiave di Salomone, l’unico e solo oggetto capace di aprire la porta del Sancta Santorum che contiene uno dei più grandi e misteriosi tesori dell’umanità.”

La casa nella pineta: Storia di una famiglia borghese del Novecento

Nella primavera del 1962 la famiglia Ichino riceve una visita dell’amico don Lorenzo Milani. Indicando i libri e il benessere che si respira in quel salotto milanese, il priore si rivolge a Pietro, tredicenne: «Per tutto questo non sei ancora in colpa; ma dal giorno in cui sarai maggiorenne, se non restituisci tutto, incomincia a essere peccato».
Marchiato a fuoco da questo monito, che pur nella sua radicalità racchiude in sé molti altri insegnamenti familiari, il protagonista di queste pagine rifiuta di intraprendere la carriera di avvocato al fianco del padre amatissimo per dedicarsi al movimento operaio, ritrovarsi cooptato nel palazzo del potere ma poi farsene cacciare, studiare il Diritto del lavoro nell’epoca drammatica della fine delle ideologie, del terrorismo rosso e poi della sua nuova fiammata al passaggio del millennio.
In questo libro insolito, al confine tra un racconto intimo e il grande affresco di un’epoca, le vicende pubbliche si intrecciano alla storia di una famiglia italiana che raccoglie in sé l’eredità ebraica e un cattolicesimo dalla forte vocazione sociale e che ha eletto la Versilia a proprio luogo dello spirito. È così che – dalle persecuzioni razziali al Concilio Vaticano II, da Bruno Pontecorvo a Piero Sraffa, dal ’68 all’assassinio di Calabresi, dal Pci di Pietro Ingrao fino alle riforme del Diritto del lavoro – la “casa nella pineta” diventa il crocevia di vite vissute con singolare intensità, dove generazioni di padri e di figli dalle anime inquiete possono crescere, amarsi, perdersi e ritrovarsi. **
### Sinossi
Nella primavera del 1962 la famiglia Ichino riceve una visita dell’amico don Lorenzo Milani. Indicando i libri e il benessere che si respira in quel salotto milanese, il priore si rivolge a Pietro, tredicenne: «Per tutto questo non sei ancora in colpa; ma dal giorno in cui sarai maggiorenne, se non restituisci tutto, incomincia a essere peccato».
Marchiato a fuoco da questo monito, che pur nella sua radicalità racchiude in sé molti altri insegnamenti familiari, il protagonista di queste pagine rifiuta di intraprendere la carriera di avvocato al fianco del padre amatissimo per dedicarsi al movimento operaio, ritrovarsi cooptato nel palazzo del potere ma poi farsene cacciare, studiare il Diritto del lavoro nell’epoca drammatica della fine delle ideologie, del terrorismo rosso e poi della sua nuova fiammata al passaggio del millennio.
In questo libro insolito, al confine tra un racconto intimo e il grande affresco di un’epoca, le vicende pubbliche si intrecciano alla storia di una famiglia italiana che raccoglie in sé l’eredità ebraica e un cattolicesimo dalla forte vocazione sociale e che ha eletto la Versilia a proprio luogo dello spirito. È così che – dalle persecuzioni razziali al Concilio Vaticano II, da Bruno Pontecorvo a Piero Sraffa, dal ’68 all’assassinio di Calabresi, dal Pci di Pietro Ingrao fino alle riforme del Diritto del lavoro – la “casa nella pineta” diventa il crocevia di vite vissute con singolare intensità, dove generazioni di padri e di figli dalle anime inquiete possono crescere, amarsi, perdersi e ritrovarsi.

La Casa Degli Amori Impossibili

In un paesino della Castiglia di fine Ottocento, tra il profumo dei boschi e lo scorrere lento del fiume, vive Clara Laguna, la ragazza più bella che si sia mai vista. Il suo tempo è scandito dal calore del sole e dal ritmo delle stagioni, immutabile da sempre. Finché un giorno, in quel villaggio sperduto, arriva l’uomo che le sconvolgerà l’esistenza: è un cacciatore andaluso, che cavalca fiero per le strade polverose, senza degnare i paesani di uno sguardo. Solo Clara cattura i suoi occhi e lo incatena all’amore. Neanche lei può sottrarsi al fascino dell’elegante forestiero, ma la sua felicità è presto soffocata da una funesta predizione. Fin dall’inizio della stirpe, le donne della famiglia Laguna sono condannate a sopportare il peso di una terribile maledizione, e una dopo l’altra soffrono per amore e danno alla luce soltanto femmine che perpetueranno la crudele eredità. E così è. Dopo che Clara gli rivela di essere incinta, il giovane cavaliere la abbandona, lasciandole solo la casa rossa che era stata il loro nido. Accecata dalla rabbia, la ragazza apre la casa rossa a tutti gli uomini che la desiderano, e quando partorisce una bambina sa che la sventura sarà eterna. Sennonché, dopo generazioni condannate ad amori tragici, nasce il primo maschio. Sarà la fine della maledizione?

La Cartella Del Professore

«Il libro ha una delicatezza che lascia senza fiato».
*Télérama* «La cartella del professore ha tutti gli ingredienti per diventare il romanzo d’amore dell’anno».
*Die Zeit* Tsukiko ha poco meno di quarant’anni.
Vive sola, e dopo il lavoro frequenta uno dei tanti piccoli locali di To-kyo- dove con una modica spesa si possono mangiare ottimi manicaretti e bere qualche bicchiere di birra o di sake. È un’abitudine molto diffusa fra gli uomini della metropoli, meno fra le donne. In una di queste occasioni incontra il suo insegnante di giapponese, che riconosce, malgrado i tempi del liceo siano ormai lontani, quando lo sente ordinare le stesse pietanze. Tsukiko e il prof, come lei lo chiama, iniziano a parlare e trovano subito un’intesa nella loro passione per il cibo. Fagioli fermentati con tonno, frittelle di radici di loto, scalogni sotto sale e altre leccornie della delicata cucina giapponese accompagnano gli incontri mai programmati, ma non per questo meno frequenti, di due persone così diverse eppure simili nella quieta accettazione della propria solitudine, e ogni incontro rappresenta un impercettibile avvicinamento, serve a chiarire dubbi e fraintendimenti. Ma la donna fatica a trovare una sua dimensione adulta, e il professore – che è vedovo e ha settanta anni – non riesce a uscire dal suo passato di marito e insegnante. Arriva la stagione dei funghi, le ferie di Capodanno passano senza allegria, poi fioriscono i ciliegi, si organizza una gita che delude le aspettative e termina, come tante serate, nel torpore dell’alcol… Trascorrono così due anni. E dopo infiniti appuntamenti, giunge il momento in cui il prof, nella sua lingua un po’ vecchiotta, con i suoi modi di fare non proprio disinvolti, vince il pudore e chiede a Tsukiko se accetterebbe di frequentarlo «con la prospettiva di stringere una relazione amorosa».
La storia di un amore insolito, e la scoperta di una scrittrice capace di cogliere, senza mai cadere nel sentimentalismo, la dolcezza della vita.

La cartella del professore

«Il libro ha una delicatezza che lascia senza fiato».
*Télérama*
«La cartella del professore ha tutti gli ingredienti per diventare il romanzo d’amore dell’anno».
*Die Zeit*
Tsukiko ha poco meno di quarant’anni.
Vive sola, e dopo il lavoro frequenta uno dei tanti piccoli locali di To-kyo- dove con una modica spesa si possono mangiare ottimi manicaretti e bere qualche bicchiere di birra o di sake. È un’abitudine molto diffusa fra gli uomini della metropoli, meno fra le donne. In una di queste occasioni incontra il suo insegnante di giapponese, che riconosce, malgrado i tempi del liceo siano ormai lontani, quando lo sente ordinare le stesse pietanze. Tsukiko e il prof, come lei lo chiama, iniziano a parlare e trovano subito un’intesa nella loro passione per il cibo. Fagioli fermentati con tonno, frittelle di radici di loto, scalogni sotto sale e altre leccornie della delicata cucina giapponese accompagnano gli incontri mai programmati, ma non per questo meno frequenti, di due persone così diverse eppure simili nella quieta accettazione della propria solitudine, e ogni incontro rappresenta un impercettibile avvicinamento, serve a chiarire dubbi e fraintendimenti. Ma la donna fatica a trovare una sua dimensione adulta, e il professore – che è vedovo e ha settanta anni – non riesce a uscire dal suo passato di marito e insegnante. Arriva la stagione dei funghi, le ferie di Capodanno passano senza allegria, poi fioriscono i ciliegi, si organizza una gita che delude le aspettative e termina, come tante serate, nel torpore dell’alcol… Trascorrono così due anni. E dopo infiniti appuntamenti, giunge il momento in cui il prof, nella sua lingua un po’ vecchiotta, con i suoi modi di fare non proprio disinvolti, vince il pudore e chiede a Tsukiko se accetterebbe di frequentarlo «con la prospettiva di stringere una relazione amorosa».
La storia di un amore insolito, e la scoperta di una scrittrice capace di cogliere, senza mai cadere nel sentimentalismo, la dolcezza della vita.

La cappella di famiglia e altre storie di Vigàta

La cronaca contorta e pazza di Vigàta è uno spinaio di furfanterie, sgangheratezze, deliramenti, e intrichi d’amore: un intreccio di balordaggini pubbliche e di magnifiche stolidezze private. Nel villaggio, l’innocenza è spesso un candore temerario, un’allucinazione; e l’onestà è il capolavoro di falsari della morale e del buonsenso caritativo. Lo stesso crimine è un refuso dell’intelligenza, una morbida beffa. E la tristezza nuda di un cimitero si presta agli esercizi di un petrarchismo peloso versato nel corteggiamento di una Lauretta in abiti vedovili e alla resa dei conti tra parenti. Il camposanto diventa una gremita e agitata piazza d’armi e d’amori. Ci si mette anche il caso, che porta a rovescio ciò che si vorrebbe fosse il dritto. Le apparenze ingannano. E la realtà contempla situazioni che proliferano. Gli amori clandestini fanno sì che si formino collezioni di famiglie. La strampalatezza eccitabile è una corrente elettrica incontrollata: accende reazioni a catena, contagi come da «epidemia»; assurdità ossimoriche del tipo: «Un morto si reca all’obitorio ma cade strada facendo». Un dono di natura è capace di distorcere un’intera vita, e trasformare l’eletto in una «macchina» digerente, priva di «cuore», di «cervello», di funzioni sessuali.
L’arco cronologico è lungo. Va dal 1862 al 1950, dopo avere attraversato l’aria viziata di stupidità e dissennatezza del ventennio nero. Gli otto racconti, o «storie» vigatesi, fanno libro. Si sostengono a vicenda. E sono unificati dal comune assoggettamento al regime della voce poderosa del narratore, che risuona dentro la scrittura. Presentano tutti un umorismo a lenta combustione, che non dirompe se non fuori dalle pagine, nelle reazioni dei lettori. Camilleri surriscalda le scene con accortezza, per liberare alla fine volatili delizie perfettamente godibili, estremamente divertenti. Raccoglie (nei racconti intitolati *Lo stivale di Garibaldi* e *La rettitudine fatta persona* ) l’eredità del Boccaccio, grande coreografo di processioni dietro reliquie che sacre non sono; e gran fabbro della «santità» blasfema di ser Ciappelletto. E se l’improbabile santità del personaggio di Camilleri non produrrà miracoli com’era accaduto con la «devozione» di «san Ciappelletto», un «miracolo» letterario operò di sicuro la «reliquia» di Garibaldi: «lo stivale insanguinato del Generalissimo». Alle onoranze dedicate allo stivale, alla processione, presero parte due giovani che ebbero così modo di affiatarsi e di promettersi. Si chiamavano Caterina e Stefano. Si sposarono. Dal loro matrimonio nacque Luigi Pirandello.
Salvatore Silvano Nigro

La caduta di un uomo: Indagine sulla morte di Alan Turing (Farfalle) (Italian Edition)

Un mattino di giugno del 1954, in piena Guerra fredda, Alan Turing viene trovato morto nel letto di casa, nell’assonnata cittadina inglese di Wilmslow. Accanto al corpo, una mela morsicata a metà porta evidenti tracce di cianuro. Gli accertamenti su quello che per tutti è un caso di suicidio sono affidati al giovane ispettore Leonard Corell, un uomo dall’apparenza mite che un tempo coltivava sogni di scienziato, e che molto presto viene assalito dai dubbi. Perché la documentazione del grande matematico relativa alla guerra è secretata? Forse Turing era ricattato da spie al servizio dell’Unione Sovietica? La sua recente condanna per omosessualità sembra aver messo in allarme i servizi segreti: potrebbe trattarsi di un complotto che coinvolge le cerchie più alte del potere? Affascinato dal genio visionario di Turing e dal suo lavoro brillante e rivoluzionario, Corell comincia a indagare con passione nella vita di uno spirito libero e anticonformista e cerca di ricostruire una vicenda che in qualche modo sembra riguardare lui stesso, spingendolo a fare cose che non avrebbe mai dovuto fare.