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Storia Reazionaria Del Calcio

Il calcio, come la musica, come le arti in genere, è uno specchio, e non dei più marginali, della società, dei suoi cambiamenti, delle sue trasformazioni, della sua evoluzione o involuzione. Massimo Fini e Giancarlo Padovan lo affrontano da questo particolare punto di vista. C’è un’enorme differenza fra come si intendeva il calcio, sia in senso tecnico che, soprattutto, sociale, nei più semplici e naïf anni Sessanta e come lo si vive oggi che sul campo hanno fatto irruzione l’Economia e la Tecnologia (televisione, moviola, Var), le divinità dominanti della nostra società a cui tutto, a cominciare dall’uomo, viene dato in sacrificio. In “Storia reazionaria del calcio” Fini prosegue quindi, coadiuvato in questo caso da Giancarlo Padovan, notissimo giornalista sportivo, il suo filone antimodernista ed è perciò un completamento della Modernità di un antimoderno pubblicato da Marsilio nel 2016. Naturalmente questo discorso sostanzialmente filosofico passa qui, vista la materia che i due autori si sono scelti, anche per il racconto di partite, di gol, di azioni spettacolari, di giocatori, di uomini, di emozioni e di sentimenti, vissuti sul campo e fuori dal campo. Il libro dovrebbe appagare quindi anche le curiosità e le rivalità, che del calcio sono l’anima, dei tifosi oltre che di coloro che lo guardano da più lontano. Si tratta insomma di un libro per tutti e non solo per addetti ai lavori.

Storia medievale

I caratteri principali del volume rispondono alle necessità di chiarezza, sinteticità, completezza indispensabili a un testo che si rivolge in primo luogo agli studenti universitari dei corsi di base. Sul piano dei contenuti, il manuale si segnala per l’individuazione dei temi essenziali della storia medievale, a ciascuno dei quali è dedicata una lezione monografica completa e autonoma; per lo sviluppo coerente delle lezioni secondo un piano cronologico in capitoli compatti e non dispersivi; per l’attenzione rivolta ai meccanismi, ai processi, alle dinamiche storiche e ai risultati delle più recenti conoscenze storiografiche; per la presenza di cartine che aiutano a collocare gli avvenimenti storici nello spazio e nel tempo. L’obiettivo è quello di fornire uno strumento di studio concettualmente chiaro, conciso e aggiornato con uno stile scorrevole e un uso rigoroso dei termini storiografici.

Stelle Minori

Sono passati nove anni dal giorno che ha deviato il corso della vita di Zeno, quando è morto in un tragico incidente il suo professore, Nicola Sceriman. Ora Zeno ha trent’anni, insegna in un liceo e sta per sposarsi: è arrivato il momento di fare i conti con il passato. Perché solo lui e Agata, la sua ragazza di allora, conoscono la verità su quella morte.
Ed è proprio Agata a rompere l’antico patto di silenzio fra loro, attraverso una lettera in cui gli chiede di incontrarla: “Ci sono delle cose che ancora non sai, Zeno.
È sull’Altopiano di Asiago che è iniziato il nostro silenzio, e credo sia lì che dobbiamo concludere quella storia, adesso con le giuste parole. Ho bisogno di farlo, perché ho paura di quello che succederebbe alla tua vita se ritornasse a galla tutto quanto”.
Nel ricostruire quella serata torna l’amore che legava Zeno e Agata e tornano le promesse di futuro che gli anni dell’università e della gioventù portavano con sé e torna il fascino sprigionato da Sceriman – autore di un solo romanzo, acclamato dalla critica e amato dai ragazzi, La natura umana, e professore anticonvenzionale, capace di stringere con gli allievi rapporti di grande vicinanza, di coinvolgerli in progetti ambiziosi, esaltanti… Ma tornano anche le verità nascoste, le ombre che di quegli anni raccontano un’altra storia.
È un mirabile gioco di specchi quello in cui Mattia Signorini colloca i suoi personaggi – che si riflettono gli uni negli altri, così come si rispecchiano nei libri amatissimi, letti e riletti –, fra segreti, svelamenti, torsioni della memoria, in cui il lettore s’inabissa, attaccato saldamente alla pagina dall’inizio alla fine, impegnato in prima persona a trovare il bandolo di una possibile verità. **
### Sinossi
Sono passati nove anni dal giorno che ha deviato il corso della vita di Zeno, quando è morto in un tragico incidente il suo professore, Nicola Sceriman. Ora Zeno ha trent’anni, insegna in un liceo e sta per sposarsi: è arrivato il momento di fare i conti con il passato. Perché solo lui e Agata, la sua ragazza di allora, conoscono la verità su quella morte.
Ed è proprio Agata a rompere l’antico patto di silenzio fra loro, attraverso una lettera in cui gli chiede di incontrarla: “Ci sono delle cose che ancora non sai, Zeno.
È sull’Altopiano di Asiago che è iniziato il nostro silenzio, e credo sia lì che dobbiamo concludere quella storia, adesso con le giuste parole. Ho bisogno di farlo, perché ho paura di quello che succederebbe alla tua vita se ritornasse a galla tutto quanto”.
Nel ricostruire quella serata torna l’amore che legava Zeno e Agata e tornano le promesse di futuro che gli anni dell’università e della gioventù portavano con sé e torna il fascino sprigionato da Sceriman – autore di un solo romanzo, acclamato dalla critica e amato dai ragazzi, La natura umana, e professore anticonvenzionale, capace di stringere con gli allievi rapporti di grande vicinanza, di coinvolgerli in progetti ambiziosi, esaltanti… Ma tornano anche le verità nascoste, le ombre che di quegli anni raccontano un’altra storia.
È un mirabile gioco di specchi quello in cui Mattia Signorini colloca i suoi personaggi – che si riflettono gli uni negli altri, così come si rispecchiano nei libri amatissimi, letti e riletti –, fra segreti, svelamenti, torsioni della memoria, in cui il lettore s’inabissa, attaccato saldamente alla pagina dall’inizio alla fine, impegnato in prima persona a trovare il bandolo di una possibile verità.

Stars

**Dopo IDOL, i Kill Jones sono pronti a tornare sul palco!**
**Una storia d’amore da favola dove gli opposti si attraggono.**
Gabriel Scott, manager della più grande rock band del mondo, è una vera leggenda vivente: lui è l’uomo capace di forgiare le star. Affascinante come il peccato, ma freddo come il ghiaccio, Scottie è professionale, sicuro di sé, e dedito unicamente al suo lavoro. L’incarnazione vivente del successo. In altre parole, la persona più inaccessibile del pianeta.
Quando, sul volo Londra New York, Sophie Darling viene spostata in prima classe, è felice come se avesse appena vinto alla lotteria. A scoraggiare la spumeggiante, irrefrenabile Sophie non basta neanche un ombroso e scostante vicino di posto. Sophie è chiacchierona e spigliata e decide di divertirsi a trasformare in un inferno le interminabili ore di volo del suo riservato compagno di viaggio che cerca disperatamente di tenere le distanze.
Tra turbolenze, risate e momenti imbarazzanti, nasce un’alchimia inspiegabile tra due passeggeri diversi come il giorno e la notte, opposti come i Tropici e il Polo Nord. Quello che Sophie non sospetta è che anche Scottie ha in serbo dei programmi per lei: una sorpresa incredibile, che potrebbe far decollare la sua carriera di fotografa e trasformare il suo sogno in realtà.
Questo solo se Sophie sarà disposta a seguire quest’uomo incredibile e magnetico… mettendo così a rischio il suo cuore.
**E se l’unica donna capace di scaldare il cuore dell’uomo più inaccessibile del pianeta… fossi proprio tu?**
**UN LIBRO DA LEGGERE E RILEGGERE. UNA KRISTEN CALLIHAN IMPECCABILE. – Emma Chase, autrice della serie best-seller Tangled**
**UN CHIMICA ESPLOSIVA, BATTIBECCHI ARGUTI. STARS È IMPOSSIBILE DA METTERE GIÙ. – Jay Crownover, autrice della serie bestseller Tattoo**

Sovranità

Sovranità è democrazia?
Oggi sì.
“Sovranità: disprezzarla, o deriderla”: è l’imperativo politicamente corretto delle élite intellettuali mainstream. Chi evoca quel concetto che sta al cuore della dottrina dello Stato, del diritto pubblico, della Costituzione e della Carta dell’Onu, è ormai considerato un maleducato, un troglodita: compatito e schernito come chi cercasse di telefonare in cabine a gettoni, quando non demonizzato come fascista. Sovranità è passatismo o tribalismo, nostalgia o razzismo, goffaggine o crimine. E sovranismo è sinonimo di cattiveria. Queste pagine autorevoli ci mostrano che le cose non stanno così, che per orientarsi si deve uscire dai luoghi comuni e dalle invettive moralistiche. E che il ritorno della sovranità è il segno dell’esigenza di una nuova politica. **
### Sinossi
Sovranità è democrazia?
Oggi sì.
“Sovranità: disprezzarla, o deriderla”: è l’imperativo politicamente corretto delle élite intellettuali mainstream. Chi evoca quel concetto che sta al cuore della dottrina dello Stato, del diritto pubblico, della Costituzione e della Carta dell’Onu, è ormai considerato un maleducato, un troglodita: compatito e schernito come chi cercasse di telefonare in cabine a gettoni, quando non demonizzato come fascista. Sovranità è passatismo o tribalismo, nostalgia o razzismo, goffaggine o crimine. E sovranismo è sinonimo di cattiveria. Queste pagine autorevoli ci mostrano che le cose non stanno così, che per orientarsi si deve uscire dai luoghi comuni e dalle invettive moralistiche. E che il ritorno della sovranità è il segno dell’esigenza di una nuova politica.

Sovrani delle sabbie del tempo

Tarha, Seth, Aris e Anne, sono degli archeologi richiamati a lavorare in Egitto, negli scavi della Valle dei Re e delle Regine, dedicando la loro vita completamente alla riesumazione di reperti. Finché un giorno la scoperta di un reperto misterioso, nominato come “Reperto X”, cambierà la loro vita. Tarha e Seth saranno costretti a vivere in prima persona la vita di quei Faraoni e Regine che tanto sprecavano tempo a ricostruirne la storia dai pochi artefatti rimasti intaccati dal tempo, trovandosi in una realtà totalmente sconosciuta e celata dal tempo e dalle scritture. Scopriranno che loro hanno un anima antica e l’unico modo per tornare indietro sarà affidarsi agli Dei, insieme all’aiuto di Aris e Anne che nonostante non saranno accanto a loro sapranno dare il loro supporto, prima che il sole di Ra si oscuri completamente facendo cadere l’Egitto in un sonno eterno.

Sotto la parete del Drago

**Un romanzo intenso e toccante su che cosa significa affrontare una guerra, su chi muore e chi resta, sull’amarezza della sconfitta e la speranza di un nuovo inizio.**
È la primavera del 1944 e la guerra sta per finire: Veit Kolbe, giovane soldato tedesco ferito sul fronte russo, trascorre la convalescenza a Mondsee, un paesino di case color caramella all’ombra della parete del Drago. Sua sorella Hilde è morta in tenera età, mentre lui è sopravvissuto ma non si è mai rassegnato alla perdita, e prova un costante senso di smarrimento perché la realtà che conosceva non è più la stessa. A Mondsee incontrerà il Brasiliano, giardiniere che sogna di tornare a Rio, e Margot, che vive con la figlia appena nata in attesa del marito di cui non sa più nulla. Tra Veit e Margot nasce una grande storia d’amore presto offuscata dai drammatici eventi che riporteranno il soldato al fronte.

Sorte dell’Europa

Dal 25 luglio 1943 alla fine del 1944 Savinio pubblicò una serie di articoli politici, che poi raccolse in volume l’anno dopo. Mai più ristampati da allora, questi testi, in cui si respira dappertutto l’euforia della liberazione dal fascismo, si rivelano oggi consolante esempio di come un grande scrittore, imprendibile per natura e dilettante per elezione, possa dare prova di una chiaroveggenza e lucidità politica che in ben rari casi troveremmo negli storici e uomini politici suoi contemporanei. Saltando le alternative opprimenti dei blocchi e irridendo le varie borie nazionali, Savinio sembra già parlarci dell’«Europa di oggi», quell’Europa che si è faticosamente costruita negli ultimi decenni – e deve ancora costruirsi. Si direbbe, anzi, che la prospettiva di Savinio rimanga tuttora da recuperare: consapevole dello stato di inermità e cecità politica verso cui l’Europa delle nazioni si stava avviando, Savinio infatti concludeva questi scritti augurandosi addirittura che il movimento della resistenza partigiana trovasse il suo sbocco in un’Europa unita: «L’appello che chiude il manifesto del comunismo va aggiornato così: “Partigiani di tutta l’Europa, unitevi!”, intendendo per partigiani e partigianismo l’elemento dell’Europa che opera per impulso proprio, e non per ordine o ispirazione altrui». Se così non è stato, nessuno ha buone ragioni per rallegrarsene – e la prospettiva è sempre aperta.

Solo Per Una Notte

La maggior parte degli uomini non saprebbe gestire Hazel. Ma il suo migliore amico Josh non è la maggior parte degli uomini… Non è affatto facile avere a che fare con Hazel Bradford, lei stessa ne è consapevole. Il caos domina la sua vita, non ha filtri e ha l’abitudine di dire e fare la cosa sbagliata nel momento sbagliato. Al college, per esempio, Hazel aveva una cotta per Josh Im, un tipo solitario e tranquillo. Ma quando durante una festa aveva finalmente avuto l’occasione di rivolgergli la parola, era riuscita a rovinare tutto, vomitandogli sulle scarpe. Dieci anni dopo, il destino li fa rincontrare, e Hazel decide che diventerà la migliore amica di Josh. È più che sicura che tra loro non potrà mai nascere nulla: lui sa fin troppo bene che enorme disastro lei sia! Ma una sera, per tirarlo su di morale dopo una delusione d’amore, da buona amica Hazel lo convince ad accettare un’uscita a quattro e le cose non vanno come previsto… La serata è un netto fallimento, ma fa capire a entrambi che in gioco ci sono altri sentimenti…

Sillabario Dell’amor Crudele

**Come se Dio battesse le mani all’impazzata per non impazzire davanti alla commedia umana. Davanti a quel teatro dell’assurdo da lui stesso ideato e creato.**
«Lui è il più bravo. Ha battuto i colleghi cattivi della vicina regione, i Piovene e i Parise. Loro si muovono tentennanti fra tradizione e protesta, lui d’un balzo salta al centro della scena europea.»
**Angelo Guglielmi**
«Di tutto il verminaio di dolore e di umiliazioni inflitte a bambini e a ragazzini molto poveri e sordomuti, ho cercato di fare un’opera di fantasia letteraria ambientata dentro un orfanotrofio… La voce narrante è quella di un nano che, alle soglie della vecchiaia, rievoca la sua infanzia violentata.»
Se grottesca è la condotta del clero in Italia, grottesca dev’essere la sua rappresentazione in forma narrativa. A cominciare dal suo protagonista, il nano Baseggio (“un aberrante capriccio divino, questo sono io”), che a distanza di anni ricorda le violenze subite in un orfanotrofio italiano (“È stato come svegliarsi in un incubo”), e chiede vendetta. Con lui ecco la bambina prostituta Baby Yaba, la madre superiora suor Clemenzia, che dirige l’orfanotrofio con metodi da lager, padre Camilo Mendes, un vescovo del Vaticano e molte altre figure – il parroco del paese, le beghine, gli intellettuali di provincia, due trans, una banda di barboni – che insieme fungono da “coro” e formano tante tessere di un’unica rappresentazione.
A tratti scanzonato, a tratti feroce, in una danza di zie, eminenze, suore, mogli, il libro di Permunian ci fa entrare nei segreti della borghesia provinciale, con la Chiesa che diventa il baricentro del male italiano, dalla violenza sui disabili minorenni all’accoglienza dei migranti, in un compendio, ideale perché crudo, di bassezze che trascendono l’umano. **Un libro impudente e blasfemo, un feroce atto d’accusa contro l’oscenità della pedofilia cattolica.**     **
### Sinossi
**Come se Dio battesse le mani all’impazzata per non impazzire davanti alla commedia umana. Davanti a quel teatro dell’assurdo da lui stesso ideato e creato.**
«Lui è il più bravo. Ha battuto i colleghi cattivi della vicina regione, i Piovene e i Parise. Loro si muovono tentennanti fra tradizione e protesta, lui d’un balzo salta al centro della scena europea.»
**Angelo Guglielmi**
«Di tutto il verminaio di dolore e di umiliazioni inflitte a bambini e a ragazzini molto poveri e sordomuti, ho cercato di fare un’opera di fantasia letteraria ambientata dentro un orfanotrofio… La voce narrante è quella di un nano che, alle soglie della vecchiaia, rievoca la sua infanzia violentata.»
Se grottesca è la condotta del clero in Italia, grottesca dev’essere la sua rappresentazione in forma narrativa. A cominciare dal suo protagonista, il nano Baseggio (“un aberrante capriccio divino, questo sono io”), che a distanza di anni ricorda le violenze subite in un orfanotrofio italiano (“È stato come svegliarsi in un incubo”), e chiede vendetta. Con lui ecco la bambina prostituta Baby Yaba, la madre superiora suor Clemenzia, che dirige l’orfanotrofio con metodi da lager, padre Camilo Mendes, un vescovo del Vaticano e molte altre figure – il parroco del paese, le beghine, gli intellettuali di provincia, due trans, una banda di barboni – che insieme fungono da “coro” e formano tante tessere di un’unica rappresentazione.
A tratti scanzonato, a tratti feroce, in una danza di zie, eminenze, suore, mogli, il libro di Permunian ci fa entrare nei segreti della borghesia provinciale, con la Chiesa che diventa il baricentro del male italiano, dalla violenza sui disabili minorenni all’accoglienza dei migranti, in un compendio, ideale perché crudo, di bassezze che trascendono l’umano. **Un libro impudente e blasfemo, un feroce atto d’accusa contro l’oscenità della pedofilia cattolica.**

Silenzio

Nagasaki, 1633: l’indomito padre gesuita Cristóvão Ferreira, che da anni si batte in Giappone per diffondere il cristianesimo, ha rinnegato la vera fede ed è diventato un apostata: questa è la notizia sconvolgente che giunge a Roma. La Compagnia del Gesù decide allora di inviare in Oriente due giovani fratelli, Sebastião Rodrigues e Francisco Garrpe per compiere un’indagine all’interno della chiesa locale. I due gesuiti però, partiti pieni di ideali e di entusiasmo, si scontrano ben presto con la dura realtà del Giappone dei Tokugawa e delle persecuzioni. I sospetti cristiani vengono costretti dalle autorità giapponesi a calpestare immagini sacre: chi si rifiuta viene torturato e ucciso, mentre chi accetta viene deriso e costretto a vivere ai margini della società, rifiutato tanto dalla comunità cristiana quanto dai giapponesi. La vita in Giappone si fa sempre più difficile per Rodrigues che ora vive in prima persona le persecuzioni e che finisce, evangelicamente, per essere tradito dall’amico Kichijiro, il suo «Giuda», mentre implora Dio di rompere il suo «silenzio».

SHOPGIRL: Cioccolata Calda con Marshmallows

Versione aggiornata, senza errori di battitura.
Cioccolata Calda con Marshmallows- SHOPGIRL VOL.2
…C’era un’atmosfera speciale nella maggior parte delle case Inglesi il giorno della Vigilia di Natale e non era solo per la tradizione degli addobbi, le calze appesantite dai piccoli regali appese ai caminetti o al profumo di frutta candita mischiata alle spezie provenienti dalle cucine…
In una pittoresca e innevata cittadina dell’East Sussex, Inghilterra, Cressida Adley stava percorrendo la piccola strada acciottolata in direzione della casa di famiglia. Stava tornando a casa. Perchè era lì che voleva essere, voleva ritrovarsi e non solo per le feste Natalizie. In una manciata di giorni lei e i genitori sarebbero stati raggiunti dal fratello Edward e da Amy, la sua futura moglie. Cressida desiderava fare ordine nella sua vita e riavvicinarsi al fratello, il cui carattere freddo e scostante l’aveva sempre messa a disagio. Amy dall’altro canto aveva accettato l’invito a tornare in Inghilterra con non poca titubanza, la vita tra Prato e Firenze non era stata proprio tutta rosa e fiori nell’ultimo periodo…Entrambe speravano che il Natale e la sua atmosfera magica potesse aiutarle a rimettere a posto le cose.
Un romanzo scorrevole, romantico, dolce. Per chi ama rifugiarsi nella magia del Natale ogni momento dell’anno.
Frannie B. Bicchi è il ‘pen name’ di un ESL/EFL Tutor. Vive a Lucca con il marito e i loro ‘furry babies’. E’ un inguaribile romantica e crede fermamente nell’amore a prima vista.
Facebook: Frannie B.Bicchi/autore
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### Sinossi
Versione aggiornata, senza errori di battitura.
Cioccolata Calda con Marshmallows- SHOPGIRL VOL.2
…C’era un’atmosfera speciale nella maggior parte delle case Inglesi il giorno della Vigilia di Natale e non era solo per la tradizione degli addobbi, le calze appesantite dai piccoli regali appese ai caminetti o al profumo di frutta candita mischiata alle spezie provenienti dalle cucine…
In una pittoresca e innevata cittadina dell’East Sussex, Inghilterra, Cressida Adley stava percorrendo la piccola strada acciottolata in direzione della casa di famiglia. Stava tornando a casa. Perchè era lì che voleva essere, voleva ritrovarsi e non solo per le feste Natalizie. In una manciata di giorni lei e i genitori sarebbero stati raggiunti dal fratello Edward e da Amy, la sua futura moglie. Cressida desiderava fare ordine nella sua vita e riavvicinarsi al fratello, il cui carattere freddo e scostante l’aveva sempre messa a disagio. Amy dall’altro canto aveva accettato l’invito a tornare in Inghilterra con non poca titubanza, la vita tra Prato e Firenze non era stata proprio tutta rosa e fiori nell’ultimo periodo…Entrambe speravano che il Natale e la sua atmosfera magica potesse aiutarle a rimettere a posto le cose.
Un romanzo scorrevole, romantico, dolce. Per chi ama rifugiarsi nella magia del Natale ogni momento dell’anno.
Frannie B. Bicchi è il ‘pen name’ di un ESL/EFL Tutor. Vive a Lucca con il marito e i loro ‘furry babies’. E’ un inguaribile romantica e crede fermamente nell’amore a prima vista.
Facebook: Frannie B.Bicchi/autore