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Cinquanta in blu: Otto racconti gialli

Per i 50 anni della casa editrice alcuni autori Sellerio hanno tratto dallo scaffale un libro del catalogo per raccontarlo in una nuova avvincente trama. Ne sono nate otto avventure straordinarie.

Che paese, l’America!

Dopo averci raccontato, nelle *Ceneri di Angela* , la sua infanzia “infelice, irlandese e cattolica” come il più atroce e ilare dei mondi possibili, McCourt ci trasporta qui nell’America del secondo dopoguerra. E precisamente in una New York proletaria, dove fra case di mattoni rossi, pub di emigrati irlandesi e banchine ingombre di merci, con la quinta lontana e irraggiungibile di Manhattan, Frankie si trova a percorrere, passo dopo passo, un faticosissimo apprendistato. Ma prodigiosamente intatto è il suo timbro inconfondibile, e la capacità di trasformare qualsiasi fatto in una irresistibile storia.

Caro papa teologo, caro matematico ateo

«In un mondo dilaniato dai fondamentalismi, una discussione su religione e scienza, e più in generale su fede e ragione, costituisce un evento ad alta necessità, ma a bassa probabilità. A volte, però, anche l’improbabile trova la via per realizzarsi: questo libro dimostra che non è impossibile che addirittura un papa e un ateo arrivino a confrontarsi, e che lo facciano scambiandosi non salamelecchi formali, ma argomenti sostanziali.» Nell’aprile 2011 Piergiorgio Odifreddi scrive a Benedetto XVI una lettera aperta in cui sollecita una discussione sul rapporto tra fede e ragione, religione e scienza, prendendo spunto da passi salienti di alcuni dei testi più noti di Ratzinger, da *Introduzione al Cristianesimo* a *Gesù di Nazaret*.
Due anni più tardi, dopo essersi dimesso, Benedetto XVI legge *Caro Papa, ti scrivo* e decide di rispondere, punto per punto, capitolo per capitolo, agli argomenti del matematico a favore dell’ateismo e contro la religione in generale, e il cattolicesimo in particolare: dalla provocazione della teologia come fantascienza, al comportamento peccaminoso dei sacerdoti come prova della presenza del male all’interno della Chiesa stessa, al dubbio radicale sulla veridicità storica della figura e delle parole di Gesù.
Il risultato di questo scambio, come sottolinea Odifreddi nella Prefazione, «costituisce un *unicum* nella storia della Chiesa: un dialogo fra un papa teologo e un matematico ateo. Divisi in quasi tutto, ma accomunati almeno da un obiettivo: la ricerca della Verità, con la maiuscola. È questa Verità che i critici del papa, e più modestamente anche i miei, bollano come “fondamentalismo”: teologico in un caso, scientista nell’altro. È questa Verità che entrambi pensiamo non solo di poter trovare, ma di aver già trovato: l’uno nella religione e nel cristianesimo, l’altro nella matematica e nella scienza. Uno di noi sbaglia, ciascuno di noi crede che a sbagliare sia l’altro, e in questo libro cerchiamo entrambi di spiegare perché.»

Carnefici e spettatori: La nostra indifferenza verso la crudeltà

Quali sono i criteri con cui la crudeltà, ampiamente mostrata dai media vecchi e nuovi, è occasione di sdegno o di intervento “umanitario”? La risposta è che lo sdegno dipende da un complesso di circostanze, tra cui gli interessi materiali in gioco e la fondamentale indifferenza delle opinioni pubbliche occidentali. Come si è determinata questa strana mescolanza di insensibilità e moralismo? Riprendendo il tema della crudeltà nel mondo classico e moderno, come si manifesta soprattutto nella letteratura e nella cultura di massa, il saggio analizza la complessità dello “sguardo” come ottica culturale: non è la crudeltà a essere finita ma il nostro sguardo culturale a non vederla più. È così che dalla fine della guerra fredda, ormai da quasi venticinque anni, l’Occidente combatte guerre in mezzo mondo senza che la sua vita quotidiana sia alterata e in un’indifferenza appena venata di voyeurismo. **

Buskashì. Viaggio dentro la guerra

Gino Strada, chirurgo di guerra e fondatore di Emergency, l’associazione umanitaria italiana per la cura e la riabilitazione delle vittime di guerra e delle mine antiuomo, racconta in questo libro la storia del viaggio in Afghanistan iniziato il 9 settembre 2001, due giorni prima dell’attentato terroristico di New York. L’autore firma questo diario di viaggio che è al tempo stesso una testimonianza della guerra che ha portato alla disfatta dei talebani, la conquista della capitale da parte dell’Alleanza del nord e la “liberazione” di Kabul. **

Bruto

Bruto, il leader della congiura che provocò la morte di Cesare, è da sempre una figura controversa. La sua carriera politica fu un intreccio di anomalie e di contraddizioni: intellettuale appassionato di filosofia, si trasformò in uomo d’azione; contrario a scatenare la guerra civile, ne divenne uno dei capi; pupillo di Cesare, cospirò contro di lui e lo uccise. Perciò, di volta in volta, Bruto è stato condannato come il traditore del proprio benefattore o esaltato come il campione della libertà, dipinto come una personalità debole e insieme ostinata o commiserato per il suo fallimento.
Nella prima parte di questo libro, Martin L. Clarke fornisce una ricostruzione accurata, in base alle fonti antiche, della personalità e della carriera politica di Bruto; quindi prende in esame alcuni dei momenti fondamentali della “fortuna” del personaggio, dall’epoca imperiale romana fino ai nostri giorni. L’uomo che Dante collocò nel fondo dell’Inferno, nell’Inghilterra del XVIII secolo diviene un modello della virtù antica; solo a partire dal XIX secolo la figura, ancora largamente “simbolica”, di Bruto si apre a un’analisi storica che ne mette in luce la ricca complessità.
Clarke si occupa ampiamente anche delle interpretazioni letterarie di Bruto: per esempio da parte di Shakespeare, che ne fece il protagonista del dramma intitolato a Giulio Cesare, di Milton, di Voltaire. Il lettore italiano sarà particolarmente attratto dall’interpretazione che di Bruto offrono alcuni “grandi” della nostra letteratura del secolo scorso: da Alfieri, che dedica il suo Bruto secondo al “popolo italiano futuro”, a Leopardi, il quale – nella canzone Bruto minore e nella Comparazione delle sentenze di Bruto minore e di Teofrasto vicini a morte – propone del personaggio un’interpretazione in chiave personale e soggettiva, ma fondata su solide basi storiche e su matura riflessione filosofica.

M.L. Clarke, nato nel Suffolk, ha studiato a Haileybury e al King’s College di Cambridge, dove ha anche lavorato dal 1934 al 1940 come ricercatore. Ha poi insegnato alle università di Edimburgo e di Londra prima di ottenere la cattedra di latino all’università del Galles. Si è ritirato dall’insegnamento nel 1974. Tra l’altro ha pubblicato il trattato L’educazione superiore nel mondo classico (1971) nella stessa serie, diretta dal decano degli storici inglesi H.H. Sculland, in cui è uscito nel 1981 questo The noblest Roman: Marcus Brutus and his reputation.

Black-out

È estate in California. Nim Goldman, dirigente della SCEE che fornisce i due terzi di energia a tutto lo stato, ha di fronte un problema gravissimo: il generatore di La Mission è saltato. Un incidente grave, doloso, mortale.
La stampa s’è scatenata perché immense zone abitate sono cadute nel più completo oscuramento. Soprattutto Nancy Molineaux, agguerrita e bella giornalista di colore, lancia anatemi contro l’insufficiente sorveglianza alle centrali.
Nim è un ottimo manager, previdente e veloce nelle decisioni, un cinquantenne vigoroso che ama le donne sulle quali esercita un fascino prepotente.
Un lottatore capace di battersi contro tutto e contro tutti. C’attentato di La Mission è il primo di una serie che sembra dare man forte agli ecologi e a tutti quelli che si oppongono alla costruzione di nuove centrali.
Intanto un pericolo inarginabile minaccia la comunità. Chi tesse la trama infernale? Nancy lo sa. Il suo fiuto professionale ha centrato l’obiettivo.
Basterà a scongiurare la catastrofe?

BELLO MA DANNATO: Volume unico.

**Una storia d’amore amata da migliaia di lettori nel mondo**
Elisa Stone è una ragazza decisa, con la testa ben piantata sulle spalle e un’idea chiara del futuro che vuole per sé: una carriera da avvocato e un compagno gentile che la ami. Ma non ha fatto i conti con Erik Truston. Multimilionario di ventinove anni, l’uomo entra nella sua vita come un uragano e la sconvolge. Erik non potrebbe essere più diverso dall’uomo che Elisa immaginava accanto a sé. Arrogante, presuntuoso, calcolatore e spesso glaciale, crede di avere il mondo ai propri piedi. Un mix di difetti che Elisa vorrebbe tenere a debita distanza, eppure le basta guardare i suoi occhi azzurri per perdere completamente il controllo.
**Volume unico che include Attrazione, Passione e contenuti extra mai letti prima.**
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### Sinossi
**Una storia d’amore amata da migliaia di lettori nel mondo**
Elisa Stone è una ragazza decisa, con la testa ben piantata sulle spalle e un’idea chiara del futuro che vuole per sé: una carriera da avvocato e un compagno gentile che la ami. Ma non ha fatto i conti con Erik Truston. Multimilionario di ventinove anni, l’uomo entra nella sua vita come un uragano e la sconvolge. Erik non potrebbe essere più diverso dall’uomo che Elisa immaginava accanto a sé. Arrogante, presuntuoso, calcolatore e spesso glaciale, crede di avere il mondo ai propri piedi. Un mix di difetti che Elisa vorrebbe tenere a debita distanza, eppure le basta guardare i suoi occhi azzurri per perdere completamente il controllo.
**Volume unico che include Attrazione, Passione e contenuti extra mai letti prima.**

Baci da 100 dollari

Queste storie d’inizio carriera sono diverse dai romanzi successivi di Kurt Vonnegut, dove il tono è più esasperato, dove le sfumature sono molte e le lezioni più complesse. Sebbene, mentre scriveva questi racconti, Vonnegut avesse già visto i bombardamenti di Dresda, avesse trascinato gli scarponi fra i corpi carbonizzati di migliaia di civili, avesse vissuto in un campo di prigionia tedesco, i racconti di “Baci da 100 dollari” hanno la chiarezza di sguardo di un giovane che comincia a capire come funziona il mondo. Puoi quasi immaginare un tipo dagli occhi gentili in cardigan e mocassini che scrive in un bar che fa frullati, mentre riempie il Jukebox di monetine e batte felice a macchina. Ma ovviamente non andava così. Era un uomo con figli che cercava di mantenere la famiglia mentre edificava le lettrici del “Ladies’ Home Journal”. Più avanti avrebbe scritto, ripetutamente, della fine del mondo. […] Ma per ora abbiamo il giovane volenteroso fabbricante di trappole per topi, e noi siamo la sua preda consenziente. Prefazione di Dave Eggers. **

Atti Spietati

**Kerrigan è donna, irlandese, giovane, agente investigativo. Lavorare nella polizia londinese è una lotta… che vince.**
Londra è sconvolta da una **catena di omicidi** , le cui vittime sono uomini che si sono macchiati di un crimine orrendo, la pedofilia. L’opinione pubblica sembra considerare l’assassino una sorta di eroe e anche la polizia non considera il caso una priorità. Maeve Kerrigan pensa invece che nessuno abbia diritto di farsi giustizia con le proprie mani. Giovane e inesperta, crede che un omicidio rimanga tale a prescindere dai peccati commessi dalle vittime. E a mano a mano che l’indagine progredisce, si scopre che una ragazza, figlia di un trafficante di droga, è scomparsa, probabilmente rapita, ed è compito di Maeve e della sua squadra capire se c’è un filo rosso che collega gli omicidi alla scomparsa della ragazza. Mentre la violenza aumenta, Maeve deve anche fare i conti con Josh Derwent, il suo nuovo superiore, che la tratta come una perfetta idiota, e con Rob Langdon, il collega con cui ha iniziato una storia, contravvenendo alle regole interne che non permettono relazioni sentimentali tra poliziotti.
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### Sinossi
**Kerrigan è donna, irlandese, giovane, agente investigativo. Lavorare nella polizia londinese è una lotta… che vince.**
Londra è sconvolta da una **catena di omicidi** , le cui vittime sono uomini che si sono macchiati di un crimine orrendo, la pedofilia. L’opinione pubblica sembra considerare l’assassino una sorta di eroe e anche la polizia non considera il caso una priorità. Maeve Kerrigan pensa invece che nessuno abbia diritto di farsi giustizia con le proprie mani. Giovane e inesperta, crede che un omicidio rimanga tale a prescindere dai peccati commessi dalle vittime. E a mano a mano che l’indagine progredisce, si scopre che una ragazza, figlia di un trafficante di droga, è scomparsa, probabilmente rapita, ed è compito di Maeve e della sua squadra capire se c’è un filo rosso che collega gli omicidi alla scomparsa della ragazza. Mentre la violenza aumenta, Maeve deve anche fare i conti con Josh Derwent, il suo nuovo superiore, che la tratta come una perfetta idiota, e con Rob Langdon, il collega con cui ha iniziato una storia, contravvenendo alle regole interne che non permettono relazioni sentimentali tra poliziotti.

Assassin’s Creed – Odyssey (versione italiana)

**Viaggiate nel mondo di Assassin’s Creed – Odyssey con il romanzo ufficiale del videogame in uscita a ottobre 2018.**
Grecia, V secolo a. C. Kassandra è una mercenaria di sangue spartano, condannata a morte dalla propria famiglia. Lontana da tutti e in esilio, Kassandra è pronta ad affrontare un epico viaggio e a diventare un’eroina leggendaria. Ma soprattutto, a scoprire la verità sulle sue misteriose radici.

Architettura e potere: Come i ricchi e i potenti hanno dato forma al mondo

«In ogni cultura, per poter realizzare le proprie creazioni, gli architetti hanno dovuto stabilire un rapporto con i ricchi e i potenti. Nessun altro ha infatti le risorse per costruire. E il destino geneticamente predeterminato degli architetti è fare qualsiasi cosa pur di costruire, così come quello dei salmoni migratori è di compiere l’ultimo viaggio per deporre le uova prima di morire. Gli architetti non hanno altra alternativa che scendere a compromessi con il regime al potere, qualunque esso sia. Ma quando il calcolo politico si mescola alla psicopatologia, l’architettura non è più solo un problema di politica pratica, essa diventa un’illusione, e perfino una malattia che consuma le sue vittime. Esiste un parallelo psicologico fra il marcare un territorio per mezzo di un edificio e l’esercizio del potere politico. Entrambe le cose dipendono da un atto di volontà. Vedere affermata la propria visione del mondo in un modello architettonico esercita di per sé un certo fascino e ancora più attraente è la possibilità di imporre fisicamente il proprio volere a quella stessa città rimodellandola così come Haussmann fece a Parigi. L’architettura alimenta l’ego nei soggetti predisposti. Essi ne diventano sempre più dipendenti al punto che l’architettura si trasforma in un fine in sé che attrae i fanatici e li induce a costruire sempre di più su di una scala sempre più vasta. Edificare diventa il mezzo con cui l’egotismo degli individui si esprime nella sua forma più pura, il ‘complesso edilizio’»:
Deyan Sudjic svela e indaga la relazione fra architettura e potere nel XX secolo. Dagli edifici commissionati da Imelda Marcos nelle Filippine alla moschea ‘Madre di tutte le battaglie’ voluta da Saddam Hussein, dall’architetto cinese Zhang Kaiji alle prese con le ville di Mao ai gusti architettonici di Mitterrand, fino al Millennium Dome dell’epoca di Blair.