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Diario in Bolivia

Il Che considerava la sua morte come naturale e probabile nel corso del processo rivoluzionario, e non mancò mai di sottolineare, specialmente nei suoi ultimi scritti, che questa eventualità non avrebbe impedito la marcia inevitabile della rivoluzione in America Latina. Nel diario del Che possiamo constatare quanto reali fossero le sue possibilità di successo e quanto straordinario fosse il potere catalizzatore della guerriglia, da lui puntualizzati nei suoi appunti. Per non lottare ci saranno sempre moltissimi pretesti, in ogni epoca e in ogni circostanza, ma mai, senza la lotta, si potrà avere la libertà. Il Che non è sopravvissuto alle sue idee, ma ha saputo fecondarle con il proprio sangue.

DIARIO DI UNA SCHIAPPA

16o, ril. editoriale cartonata verde, bs., pp. 217. Traduzione di Rossella Bernascone. Divertente agenda per ragazzi, che farà riflettere. **

Diari

Quando si comincia a leggere questi *Diari* , si ha l’impressione di seguire le febbrili annotazioni di una bella ragazza americana che scopre l’Europa, con i calzini bianchi e un boyfriend al seguito. Tutto vibra, tutto sprizza energia, c’è un senso di attesa che si impone su tutto. Ma presto ci accorgiamo che le cose non stanno esattamente così. O meglio: non soltanto così. Troppo preciso è il segno delle parole, troppo snebbiato lo sguardo, troppo inquietante lo sfondo psichico che si intravede. Così ci immergiamo in una lettura sempre più appassionante e talvolta angosciosa: il giornale di bordo di una sensibilità acutissima, lacerata e drammatica, quella di una scrittrice che, per i suoi versi e per il suo tragico destino, è presto diventata, nei nostri anni, un magnete e un emblema per molti lettori – ovvero anche, come si dice con inconsapevole esattezza, un «culto». Questo volume raccoglie parte dei diari che la Plath scrisse tra il 1950 e il 1962, e che furono pubblicati per la prima volta nel 1982.

Delirio di una notte di mezza estate

La convivenza tra un uomo e una donna – si sa – può essere un vero incubo. Ma che cosa accadrebbe se i due si ritrovassero a condividere addirittura lo stesso corpo? È quello che succede a Rosa, giovane maestra dal cuore infranto, quando decide di farsi ipnotizzare da un sedicente mago per dimenticare i suoi problemi sentimentali: si ritrova catapultata nella Londra del XVI secolo e imprigionata nel corpo di un uomo. E non di un uomo qualunque, bensì di William Shakespeare!
Per colpa di un bizzarro sortilegio, Rosa non potrà tornare indietro finché non avrà assolto un piccolo, semplice compito: scoprire cos’è il vero amore. Impresa tutt’altro che facile, soprattutto perché la poveretta dovrà farlo vestendo i panni dell’illustre scrittore, in un’epoca che conosce soltanto attraverso vaghe reminescenze scolastiche, per di più circondata da damigelle ansiose di conquistare il cuore – e non solo – del bel bardo.
Eppure, mentre Rosa si barcamena alla meno peggio tra duelli, incontri galanti e intrighi di corte, cercando nel frattempo di tenere a bada l’esuberante spirito di Shakespeare – per nulla felice che una donna abbia il controllo della sua vita! – fra loro nascerà la storia d’amore più tenera e originale di tutti i tempi.

Darkest Minds 3: L’ultimo bagliore

Ruby non può permettersi di guardare indietro. Il quartier generale della Lega dei Bambini è stato raso al suolo. E ora lei e i giovani sopravvissuti all’attacco del governo a Los Angeles stanno viaggiando verso nord per riunirsi. Insieme a loro, c’è anche un pericoloso prigioniero, con le stesse incredibili abilità di Ruby. Per questo, solo lei può tenerlo sotto controllo: un solo errore e potrebbe scatenarsi il caos. È una sfida difficile da vincere ma, seppur distrutta da una perdita insopportabile, Ruby sa di non poter mollare adesso. Non quando è così vicina dal far cadere il governo e dal liberare le migliaia di ragazzi che ancora soffrono nei campi di riabilitazione governativi sparsi in tutto il Paese, e in particolare a Thurmond. La missione di Ruby è chiara, anche se non tutti la condividono e le tensioni non si faranno attendere. La resa dei conti è vicina, e allora anche i segreti più oscuri verranno a galla, e i sentimenti più forti saranno messi alla prova. *L’ultimo bagliore* è il terzo romanzo della serie di successo *Darkest Minds* , scritta dalla giovane Alexandra Bracken, già autrice bestseller n.1 del *New York Times*. Una storia al cardiopalma, in corso di pubblicazione in oltre 20 Paesi, che ha appassionato migliaia di lettori e non, grazie anche all’omonimo film realizzato dai produttori di *Stranger Things* e *Arrival*. **ALEXANDRA BRACKEN** è autrice bestseller n.1 del *New York Times* delle serie *Darkest Minds* e *Passenger*. Nata e cresciuta in Arizona, si è trasferita in Virginia, dove si è laureata in Letteratura Inglese e in Storia. Dopo aver lavorato a New York in un’importante casa editrice, ora scrive a tempo pieno in un piccolo e grazioso appartamento perennemente traboccante di libri. www.alexandrabracken.com @alexbracken OfficialAlexandraBracken @alexbracken **

Dal tragico all’osceno: Raccontare la morte nel XXI secolo

Nel paesaggio mediatico contemporaneo il tragico è stato sostituito dall’osceno. Il trionfo dell’oscenità di massa sull’arte tragica rende impossibile una rappresentazione partecipe e catartica della sofferenza umana. Questo profondo rivolgimento culturale precipitò negli ultimi decenni del Novecento. Mai come a partire da quel momento le occasioni di assistere allo spettacolo della sofferenza altrui sarebbero state tanto quotidiane e immediate. Ben presto l’uomo che abitava il mediascape di fine millennio si trasformò in un animale anfibio, capace di vivere simultaneamente in due ambienti opposti: all’asciutto del proprio mondo pacifico e protetto ma anche immerso nella palude insanguinata da vittime di apocalissi lontane. La nostra pelle squamata si sarebbe presto dimostrata perfettamente impermeabile a entrambi gli ambienti. Qualsiasi tragedia altrui ci sarebbe scivolata addosso. Analizzando e comparando romanzi, film, fotografie e televisione, questi saggi di Scurati scavano sotto il fasullo senso umanitario di una società gaudente, ludica, stupidamente euforica, arrogantemente dimentica dell’angoscia del morire, una cultura che nella panacea della visibilità elettronica s’illude di poter mettere a morte la morte.

Così Parlò Nero Wolfe

Nero Wolfe, lo sapete anche voi, è un tipo accidioso, che prima di muoversi ci pensa due volte, e poi resta fermo. Da quando Io conosco, non l’ho mai visto mettere il naso fuori di casa, se non per affari suoi privati. Sono sempre io, Archie Goodwiin, a sgambare per la città e paesi limitrofi, per portargli le notizie su un vassoio d’argento. Ma questa volta, il mondo si è capovolto Il grande Nero si e mosso. Non solo: ha preso l’aereo, è salito su vari veicoli a quattro ruote, tra i quali uno trainato da un cavallo, e mi ha fatto da guida tra i sentieri tortuosi del Montenegro. E non basta. Ora è lui a fare rapporto al sottoscritto, perché in questo paese della malora si parla una lingua, che solo un poliglotta come Wolfe può capire. E tutto questo perché Nero Wolfe ha deciso di mettere le mani su un assassino pagato da una pericolosa organizzazione politica internazionale che ha dei tentacoli tanto lunghi da arrivare fino negli Stati Uniti. Staremo a vedere che succederà. Spero solo di riuscire a tornare nella nostra vecchia casa di arenaria. Mi rendo conto che le mie sembrano le ultime parole di un condannato a morte. Ma è proprio così che mi sento: a due passi dalla tomba. Se muoio, mandatemi dei fiori.

Cosa Nostra spiegata ai ragazzi

È il 1989. La seconda guerra di mafia ha insanguinato la Sicilia e imposto sull’isola la dittatura armata dei corleonesi di Riina, ma non è ancora giunto il momento dell’attacco al cuore dello Stato. Nonostante questo, il giudice Borsellino – di fronte agli studenti di un liceo di Bassano del Grappa – racconta una storia che, a 30 anni di distanza, sorprende ancora per la sua triste attualità. Con parole semplici, chiare e dirette, il magistrato delinea un quadro inquietante fatto di omicidi, estorsioni e rapimenti. E lo fa di fronte a ragazzi del Nord Italia, una realtà apparentemente lontana da certi scenari. Ma i tentacoli della piovra sono lunghi e Borsellino lo sa bene. E con questo discorso cerca di mettere in guardia la giovane platea, affinché impari a riconoscere la mafia in tutte le sue manifestazioni, dalle più eclatanti a quelle più nascoste e, per questo, insidiose. Un documento importante, che suona ancora oggi come monito troppe volte rimasto inascoltato. Prefazione di Salvatore Borsellino.

Contro L’Ideologia Del Merito

Cosa significa esattamente merito? Questa parola seducente mantiene ciò che promette? Oppure è una parola ambigua? Grattando la superficie, il merito mostra la sua vera natura: quella di una ideologia che sta trasformando la scuola, l’università, il sistema sanitario, la pubblica amministrazione, il mondo del lavoro nel nome della concorrenza e del mercato. Il concetto di cittadinanza è messo a rischio, e con esso il principio dell’uguaglianza sociale. Dietro al merito si nascondono questioni cruciali per comprendere il nostro tempo.

Conosci Il Tuo Nemico

**Da uno dei volti più amati della divulgazione scientifica in tv, un vademecum agile e completo sul coronavirus, per capire cos’è, da dove viene, quali sono i comportamenti corretti per difendersi e cosa occorre sapere per non averne (troppa) paura.**
Il 23 gennaio 2020 abbiamo scoperto che nella città cinese di Wuhan, che in pochi avevano sentito nominare, era scoppiata una strana epidemia. Le autorità, per prevenire la diffusione del contagio al resto della Cina, avevano messo in isolamento ottanta milioni di persone nella provincia di Hubei. Il primo commento unanime fu: “Roba da matti. Qui da noi sarebbe impensabile”. Un mese e mezzo dopo, il 9 marzo, in Italia l’epidemia aveva raggiunto dimensioni tali da indurre il Presidente Conte a emanare misure restrittive sull’intero territorio nazionale. Di colpo il lockdown non era più una “stranezza” del lontano Oriente ma una realtà con cui fare i conti.
Il Covid-19 è un virus sconosciuto, a noi e al nostro corpo. I laboratori scientifici di tutto il mondo sono al lavoro per studiarlo, così che giorno dopo giorno ci giunge notizia di nuove evidenze sperimentali. In una situazione tanto fluida le informazioni si dimostrano mutevoli e tra la gente serpeggia l’incertezza, fertile terreno per bugie, bufale e bizzarre credenze messe in giro, talvolta in buona fede, altre meno, da ciarlatani improvvisati.
Il fisico e divulgatore Valerio Rossi Albertini prova a fare chiarezza in questo breve “manuale di istruzioni” che si propone di aiutare i lettori a informarsi su ciò che si sa e ciò che ancora non si sa sul nostro nuovo nemico. Un nemico tanto più spaventoso quanto ignoto ma che, affidandoci alla scienza, abbiamo i mezzi e le capacità di smascherare, contenere e, infine, distruggere.
Clouds Longanesi è la serie di instant ebook che offre **ai lettori strumenti agili per affrontare i nuovi bisogni emersi nell’emergenza che stiamo vivendo**. Una proposta di letture autorevoli e di qualità per comprendere i nostri tempi, trovare nuovi spunti di riflessione, ottenere un aiuto concreto per la vita quotidiana. Le uscite della serie:
* ***Conosci il tuo nemico: cos’è, da dove viene e cosa ci insegna il coronavirus*** (V. Rossi Albertini)
* ***Parole contro la paura*** (V. Gheno)
* ***Bambini a casa e felici: le attività Montessori*** (A. Perino)

Confessioni di un artista di merda

Con una galleria di personaggi magnificamente dipinti, Dick ci porta nella California della fine degli anni Cinquanta, dove si muovono quattro grandi protagonisti: Fay Hume, una donna bella, aggressiva e materialista; il marito Charles, un self-made man che possiede una casa di lusso e una proprietà di dieci acri, totalmente incapace di rapportarsi con la moglie; Nathan Anteil, un giovane e smarrito intellettuale; infine il fratello di Fay, Jack Isidore, l’artista del titolo, il personaggio più affascinante del romanzo. Jack è un collezionista di vecchie riviste di fantascienza, crede negli ufo, in Atlantide, nella Terra Cava, nelle percezioni extrasensoriali e nell’imminente fine del mondo. Isidore è davvero, come in seguito lo descrisse Dick, ‘uno degli stupidi amati da Dio’, ‘eroe’ di un toccante romanzo in bianco e nero che anticipa una sensibilità che oggi ritroviamo in film come L’uomo che non c’era dei fratelli Coen, in cui un’epoca, il delicato tramonto degli anni Cinquanta, viene riscoperta attraverso lo smarrimento sbigottito dell’individuo di fronte alla Storia e alla vita.