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Ermeneutica, Estetica, Ontologia

Il volume vuole essere una occasione di riflessione sulle principali aree di ricerca di Maurizio Ferraris, legate a temi classici dell’ermeneutica, dell’estetica e dell’ontologia. Si tratta di argomenti centrali nel dibattito filosofico contemporaneo, sui quali il filosofo torinese ha offerto una messe di contributi innovativi. Il libro è rivolto non solo agli studiosi di filosofia, ma a chiunque intenda confrontarsi criticamente con il pensiero del nostro tempo.
Scritti di: T. Andina, M. Andronico, A. Arbo, C. Barbero, G. Borradori, R. Casati, P. D’Angelo, M. De Caro, P. Engel, P. Kobau, M. Gabriel, P. Legrenzi, D. Marconi, M. Mori, K. Mulligan, L. Perissinotto, S. Poggi, M. Santambrogio, B. Smith e A. Voltolini.

El Chapo. L’Ultimo Dei Narcos

**«Vale davvero la pena di leggere l’incredibile biografia di El Chapo.»
Roberto Saviano
I segreti del più pericoloso narcotrafficante del mondo **
Tra le colline di Sinaloa, in Messico, si nasconde uno tra i dieci uomini più ricercati del mondo: Joaquín “El Chapo” Guzmán. Con la sua ricchezza enorme, il suo esercito di assassini professionisti e una rete di informatori infiltrati nel governo, catturare Guzmán è sempre stato considerato impossibile. Fino a ora. La guerra durissima tra i cartelli e la stretta delle autorità messicane, infatti, ha reso El Chapo vulnerabile come non lo era mai stato prima. Malcolm Beith, che da anni pubblica inchieste sulle guerre tra i signori della droga, segue da vicino l’inseguimento con un accesso esclusivo a informazioni riservate e interviste sia ai soldati che ai trafficanti della regione, compresi i membri del cartello di Guzmán. *El Chapo. L’ultimo dei narcos* compone un quadro della vita e dell’ascesa di uno degli uomini più pericolosi della nostra epoca, alternando resoconti ricchi d’azione ad approfondimenti sull’impero della droga. Si tratta di una lettura essenziale per capire uno degli aspetti più drammatici della contemporaneità. Un vero e proprio thriller… ma il crimine è reale. 
**La storia del degno erede di Pablo Escobar**
«Vale davvero la pena di leggere l’incredibile biografia di El Chapo, risultato di tre anni di inchiesta sulla guerra della droga… Il narco che è riuscito a rendere il Messico il centro da cui si irradia il mercato mondiale della coca.»
**Roberto Saviano, La Repubblica**
«È il nuovo Pablo Escobar, si ricomincia.» 
**Ralph Reyes, agente speciale della DEA**
«Un viaggio pericoloso nel cuore di tenebra del traffico di droga.»
**Los Angeles Times**
«Beith ha rischiato la vita per raccontare dall’interno la storia di El Chapo. Neanche un thriller potrebbe mettere insieme una tale quantità di intrighi, corruzione, minacce, imperi di sangue, bivi tra la vita e la morte, con le capacità imprenditoriali di una figura avvolta nel mito.»
**George W. Grayson**
**Malcolm Beith**
vive a Città del Messico ed è il corrispondente di «Newsweek» per la guerra dei cartelli della droga. Tra il 2007 e il 2009 è stato editor di The News, il notiziario messicano nazionale di lingua inglese. Prima di trasferirsi in Messico ha seguito per il «Newsweek International» i conflitti in Iraq, Haiti e Colombia. *El Chapo. L’ultimo dei narcos* racconta la sua esperienza sul campo, al fianco delle forze dell’ordine.

È subito l’alba (Angeli caduti Vol. 2) (Italian Edition)

Due mani bellissime capaci di guarire e far soffrire. Liam e la sua oscurità sapranno accogliere l’alba insieme a Samantha? William Payne è un neurochirurgo di fama mondiale a cui la vita sembrerebbe aver regalato tutto: denaro, rispetto, l’ammirazione degli uomini e i favori delle donne. Ma dietro questa facciata si celano una rabbia feroce e autodistruttiva e una fragilità che ha radici nel passato. Samantha Deveraux ha venticinque anni e si nasconde sotto le sue felpe extralarge, i jeans sformati e gli anfibi con i quali affronta il mondo a testa bassa. Solo davanti a un monitor di computer, tra numeri e codici, riesce a esprimersi veramente e ad allontanare il ricordo dei tradimenti che ha subito. L’incontro di Liam e Sammy a distanza di anni costringerà entrambi a mostrarsi all’altro senza maschere né difese. Chissà se la volpe dagli occhi verdi riuscirà a liberare dalla sua gabbia l’angelo guerriero…

Dublinesque

Samuel Riba si considera l’ultimo editore letterario e da quando è andato in pensione si sente alquanto abbattuto. In una Barcellona flagellata da temporali violentissimi, condannato a un presente di abulia, consuma le sue giornate tra labirintiche e divaganti ricerche in internet, a rileggere i libri amati e in surreali conversazioni con i due anziani genitori. Un giorno fa un sogno premonitore e apocalittico che gli indica chiaramente che la rivelazione passa per Dublino. Convince allora alcuni amici ad andare con lui al Bloomsday e a percorrere insieme il cuore stesso dell’Ulisse di James Joyce. Riba nasconde ai suoi compagni due questioni che lo ossessionano: sapere se esiste lo scrittore geniale che non ha saputo scoprire in vita e celebrare uno stravagante funerale dell’era della stampa, già agonizzante per l’imminenza di un mondo sedotto dalla follia dell’era digitale. Dublino sembra avere la chiave per la risoluzione di tutte le sue inquietudini. Nebbia e mistero. Fantasmi e uno humour sorprendente. Enrique Vila-Matas ritorna con un romanzo che fa la parodia dell’apocalittico e allo stesso tempo riflette sulla fine di un’epoca della letteratura.

Dopo Babele: aspetti del linguaggio e della traduzione

Dopo Babele è ormai diventato un classico. Il saggio di George Steiner ha aperto la strada a un nuovo campo di discussione: ha costituito infatti il primo tentativo particolareggiato di situare la traduzione al cuore della comunicazione umana, e di esaminare come le costrizioni alle quali è sottoposta la traducibilità tra le lingue diverse richieda un’indagine filosofica sulla consapevolezza e sul significato del significare. Steiner constata che la traduzione è formalmente e praticamente implicita in ogni atto della comunicazione: “capire” significa sempre “decifrare”, anche quando la comunicazione avviene all’interno della stessa lingua.

Dizionario mafioso-italiano, italiano-mafioso

Cosa pensa un mafioso? Quali espressioni usa quando prega, quando ama, quando uccide? È a queste domande che Vincenzo Ceruso tenta di rispondere, lasciando la parola ai soldati e ai generali di Cosa Nostra, per condurci in una realtà in cui il peso di ciò che si dice raramente è inferiore a quello delle azioni commesse. Scopriamo allora cos’è la “messa a posto” per gli imprenditori, cosa si intende per “chiesa”, chi sono gli “scappati”, quanti “papelli” hanno scambiato con i rappresentanti dello Stato, quali regole sanciscono chi può essere “combinato” nel sodalizio e chi va “posato”, quali dinamiche intercorrono tra famiglia di sangue e “famiglia” come ordinamento giuridico… Perché la mafia non è solo silenzio e omertà, ma un mondo in cui si muore per una parola non detta o per un’altra pronunciata nel modo e nel momento sbagliato. E poi ci sono le espressioni che usiamo noi per riferirci alla mafia, per destreggiarci nel complesso universo dell’associazione criminale: “terzo livello” e “borghesia mafiosa”, “entità esterna” e “mafia imprenditrice”, “pista interna” e “professionisti dell’antimafia”. Analizzando in modo sistematico e rigoroso il linguaggio della mafia e attorno alla mafia, il Dizionario mafioso-italiano italiano-mafioso guida il lettore nel sottomondo dell’organizzazione criminale più pericolosa del nostro Paese e aiuta a orientarsi in un dibattito che, per sua natura, non può essere appannaggio esclusivo degli addetti ai lavori.

Disertore di coscienza

Benvenuti a New Bradford, cittadina tranquilla e pacifica. Almeno fino a quando un eccentrico quanto brutale trio di gangster – Furia, Goldie e Hinch – si impadronisce delle paghe di una cartiera, suggellando il colpo con un omicidio a sangue freddo. La polizia, però, reagisce con inattesa prontezza e la banda capisce di essere costretta a far sparire il malloppo. E quale miglior custode di Wes Malone, un poliziotto del luogo? Tenendo la sua figlioletta in ostaggio, naturalmente. Tutto a posto quindi, giusto? Sbagliato. Perché Wes Malone è un uomo che di tranquillo e pacifico non ha nulla, proprio nulla.

Dio e il suo destino

*«Per me quel Dio degli uomini di chiesa è morto e sepolto. Ma sono forse ateo per questo?»*
**Vincent van Gogh**
*«La Chiesa ha portato troppi frutti cattivi perché non ci sia stato un errore all’inizio.»*
**Simone Weil**
*«Non puoi rendere Dio cattolico, Dio è al di là dei limiti e delle definizioni che noi stabiliamo.»*
**Carlo Maria Martini**
*«Credo in Dio, ma non più nel Dio della dottrina ufficiale della Chiesa cattolica. Non credo più nel Dio del Credo, il Padre “onnipotente”, colui che in questo libro denomino Deus.»*
**Vito Mancuso**
L’idea di Dio sembra essere scomparsa dall’orizzonte di noi occidentali, sempre più ossessionati da miti effimeri e ormai disposti a vendere al miglior offerente persino la nostra libertà. La sua assenza ci ha lasciati orfani di una guida in grado di orientare l’esistenza verso il bene e la giustizia, e per questo diventa necessario riflettere oggi sulla questione del divino. Ma quale Dio? Come possiamo ancora immaginarlo? E quale destino gli è riservato?
**Nelle pagine ambiziose di questo libro, Vito Mancuso conduce il lettore in un viaggio tra le problematiche raffigurazioni della divinità** che nei secoli hanno accompagnato la nostra storia. E con coraggio ci sfida a liberarci dall’immagine tradizionale del Padre onnipotente assiso nell’alto dei cieli che ci viene ancora offerta da una Chiesa cattolica che sembra aver modificato il suo linguaggio ma non la sua rigida dottrina. Si riscopre così il valore di una divinità completamente partecipe nel processo umano, capace di comprendere i principi dell’impersonale e del femminile.
**Come ha scritto Agostino: «Sebbene non possa esistere alcunché senza Dio, nulla coincide con lui»**.
Soltanto in questa consapevolezza risiede la possibilità di salvare dall’estinzione la spiritualità e la fede, e di far risorgere quella speranza e quella fiducia nella vita senza le quali non può esserci futuro per nessuna civiltà.

Dignità del lavoro

La dignità del lavoro testimonia la coerenza e l’attualità della riflessione di Federico Caffè, un pensiero critico che ha in larga parte anticipato gli sviluppi della crisi che stiamo attraversando e presagito i ritardi della sinistra e del sindacato. Il libro raccoglie, con un saggio introduttivo di Antonio Lettieri, tutti gli articoli di Caffè usciti dal 1977 al 1986 su una rivista della Cgil, «Lettere della Sinistra». Paolo Pombeni introduce invece l’importante collaborazione con «Cronache sociali», la rivista di Giuseppe Dossetti e Giorgio La Pira, alla fine degli anni Quaranta. In appendice vengono presentati altri scritti, interventi, documenti inediti, un’intervista radiofonica con Ezio Tarantelli, un articolo di La Pira e il ricordo dei rapporti tra Caffè e Meuccio Ruini, Ministro della ricostruzione nel Governo Parri e padre costituente. Un saggio di Claudio Gnesutta, riprendendo il filo del discorso di Lettieri, pone infine l’accento sull’attualità di Caffè alla luce della crisi italiana e internazionale. Con questo volume si completa il progetto, iniziato nel precedente Contro gli incappucciati della finanza (Castelvecchi 2013), per il recupero di quelle che, accanto agli articoli per «il Manifesto», sono le collaborazioni più intense e continuative dell’economista con la stampa periodica. Facendo emergere la sua figura di consigliere del cittadino, anziché di «principe» – come una volta si volle definire –, questo libro conferma la continuità della «non politica dell’occupazione» che Federico Caffè denunciò, con ammirevole chiarezza, nel corso della sua attività di docente, studioso, pubblicista.

Diavolo di una particella: Perché il bosone di Higgs cambierà la nostra vita

“Stefano si stava godendo un aperitivo sulla terrazza mentre il sole tramontava in un glorioso tripudio di colori. Il mondo pareva quieto e tranquillizzante. Non sospettava minimamente di essere costantemente colpito da radiazioni o che il suo corpo fosse attraversato da miliardi di neutrini ogni secondo e che i suoi piedi poggiassero sul vuoto cosmico invece di quel che appariva un solido pavimento di granito…”. La scienza ci ha fatto scoprire che il mondo fisico è molto diverso da come ci appare: la storia della scoperta del bosone di Higgs è un esempio istruttivo di quanto possa essere affascinante il comportamento della natura e di quanto sia stato bravo l’uomo a sollevare i veli della quale spesso si circonda. Tutti osserviamo ammirati la gloria dell’universo, ma pochi sanno illustrare quello che vedono con una spiegazione del perché le cose si comportano in un certo modo. Questo libro tenta di farlo, accompagnandoci per mano in un mondo per certi versi pieno di incredibili sorprese, di realtà sorprendenti e di segreti ancora inesplorati.

Diaspora

«Il Novecento che racconto comincia dal 1880 circa e finisce con gli anni Settanta del Novecento. Si apre con l’emigrazione in America e si chiude con la perdita d’importanza dell’Europa e l’affermarsi sempre maggiore del mondo ebraico americano e di Israele. Due significativi momenti di cambiamento che riguardano gli ebrei tutti.» Un libro importante per metodo e contenuti, un appassionante excursus che parte dall’ultimo ventennio del XIX secolo e accompagna l’esperienza ebraica fino ai tempi più recenti. Anna Foa dimostra lucidamente quanto la Shoah, che pure tutto travolge, sia qualcosa di ‘alieno’ all’esperienza ebraica, a quella sua ricchezza e complessità di cui il ‘900 è testimone non meno che dell’orrore. Elena Loewenthal, “Tuttolibri” Uno stile avvincente. Anna Foa racconta la storia della nuova identità ebraica che si forma nel confronto con la modernità, un’identità ricca di sfaccettature e di aspetti imprevedibili che ancora attende di essere compresa e compiuta. Lucetta Scaraffia, “Corriere della Sera”