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Il Templare. I segreti della città santa

Nell’anno del Signore 1097, papa Urbano II si alza dallo scranno che fu di san Pietro e, in un impeto di ira furibonda, si scaglia contro gli infedeli chiamando a raccolta i signori d’Europa affinché i loro eserciti si adornino della croce di Cristo e spazzino via il sacrilegio di una Città Santa sulla quale sventola la bandiera dell’Islam. Il proclama del pontefice incontra un consenso senza precedenti e, in breve tempo, un fiume di uomini in armi è pronto a muovere verso est, disposto a tutto pur di strappare ai seguaci di Maometto la terra in cui il figlio di Dio si è fatto uomo, e restituire a Gerusalemme la dignità che spetta al luogo che fu culla della cristianità. Hugo de Payens e Goffredo di Saint Omer, futuri fondatori dell’Ordine dei Cavalieri Templari, non sfuggono al fervore religioso che ha pervaso tutti i regni d’Occidente e si uniscono alle truppe guidate dal conte Raimondo di Tolosa. Davanti ai loro occhi si profilano i paesaggi di un viaggio eccezionale. Un’odissea di fede e di sangue che attraversa la storia segreta delle Crociate in un romanzo dove il mistero, l’avventura e l’intrigo cedono il passo allo stupore che avvolge il segreto più prezioso mai posseduto dall’umanità. «Semplicemente magico.»
The New York Times «Un libro scritto sul filo del rasoio, emozionante e ricco di atmosfera. Una grande lettura.»
Historical Novels Review «Un’opera eccezionale. Lo stile di Doherty è inimitabile, funziona sempre.»
Nottingham Evening Post Paul Doherty
è nato a Middlesbrough nel 1946. Insegnante di storia, dirige la prestigiosa Trinity School. Come scrittore ha firmato una lunga lista di bestseller tradotti in tutto il mondo tra cui Il ladro di anime, Gli assassini del Graal, Gli artigli del diavolo e, pubblicati dalla Newton Compton, Alessandro Magno e la vittoria impossibile e Alessandro Magno e le porte degli inferi

Il suo attimo rubato

Rubi una volta e rubi per sempre… e lui se n’è appena andato via con il suo cuore.
In the Line of Duty, Libro quarto
L’ex specialista di sicurezza dell’esercito Luke Phillips non vorrebbe fare altro che abbandonare il suo ultimo incarico, soprattutto quando si rende conto che la proprietaria del supermercato di lusso per cui lavora è la figlia dell’uomo responsabile di averlo spedito in un carcere minorile.
Tuttavia, ha promesso ai ragazzi della comunità delle attrezzature nuove e aggiornate, perciò non ha altra scelta se non starsene sulle sue e non farsi coinvolgere da Emery Vincent. Non importa quanto sia dolce e sexy.
Basta una sola occhiata a Luke per sciogliere il cuore di Emery; insieme ad altre parti del corpo. Ma sa di non dover dar libero sfogo a quegli impulsi con un ragazzaccio che la guarda come se fosse cresciuto a razioni dell’esercito e lei fosse il piatto speciale del menù.
Quando però Luke la salva e medica il ginocchio ferito, tra loro scoccano le scintille. Un futuro insieme sembra impossibile, ma sesso selvaggio e bollente è garantito; almeno fino al termine dell’incarico. Salvo che Luke non si lasci alle spalle il passato e rischi tutto per amore.
Avvertenze: questo libro contiene un ex galeotto super sexy proveniente dalla parte sbagliata della città e una signorina di classe che ottiene molto, ma molto di più di quanto pattuito quando lo ingaggia per un lavoro.

Il Segreto Dell’ultimo Figlio

Tra gli uliveti e le vigne del Sud Italia, due madri danno alla luce nello stesso momento due bambini: Vitantonio e Giovanna.
Lontano da lì, nelle trincee della Prima guerra mondiale, i loro padri muoiono.
Tutti gli uomini della famiglia Palmisano sono caduti, tutti e ventuno. Tutti tranne Vitantonio.
Per proteggere il bambino dalla maledizione che sembra preseguitare la famiglia sua madre farebbe qualsiasi cosa. Decide di mentire: Vitantonio sarà suo figlio solo per lei e per il dottore che lo ha fatto nascere.
Vitantonio e Giovanna crescono insieme, legati dal segreto, e la guerra sembra un incubo lontano. Ma le nubi di un altro conflitto già si addensano all’orizzonte. Una nuova guerra minaccia di separare e distruggere quello che il sacrificio di una madre aveva unito e protetto…
*Il segreto dell’ultimo figlio* è l’appassionante saga di due famiglie in cui la grande Storia universale della prima metà del Novecento si intreccia con le piccole storie quotidiane dei personaggi. Sullo sfondo di un Sud Italia contadino e di una Bari martoriata dalle bombe del dicembre del 1943, due generazioni mettono in gioco amore, coraggio e lealtà in una battaglia senza riserve contro il destino.

Il Profumo Delle Fresie

La vita di Febe è ormai lontana dalle fantasie che coltivava a vent’anni, poco prima di sposare l’uomo con cui ora non riesce nemmeno più a condividere il letto. Ne ha subite troppe per riuscire a sopportarne gli abbracci sotto le lenzuola, le carezze che nei giorni più scuri si trasformano in schiaffi che le solcano il viso di lacrime. Ed è nelle notti che passa lontano da lui, in silenzio per non farlo svegliare, che sfoga la sua frustrazione sui tasti del computer finché gli occhi non le si inumidiscono. Scrive il romanzo della sua vita e delle sue sconfitte: “Il profumo delle fresie”, col sogno di pubblicarlo quando avrà raggiunto un lieto fine.
Solo i due figli, il timore di non riuscire a prendersene cura, le impediscono di scappare dal marito e la vita di rimpianti che si disperde come il fumo di una sigaretta, di quelle che fuma ogni mattina affacciata al balcone dell’appartamento. Ma è proprio nel ristorante su cui affaccia che lavora il protagonista dei suoi prossimi capitoli: il ragazzo che la spia dal retro del locale mentre scruta il cielo inondandolo di fumo, affascinato dalla sua malinconica bellezza.

Il ponte a tre archi

Albania, 1377. Un poveretto, Gjelosh l’idiota, è in preda a una crisi epilettica sulle rive dell’Uyana, un fiume considerato portatore di sventura. Un tale che si dichiara veggente, confuso tra la folla testimone di quel fatto inconsueto, interpreta le convulsioni come un segno divino e chiede che in quello stesso punto venga costruito un ponte di pietra. Per sfatare l’alone di mistero cresciuto nel frattempo intorno alla vicenda, il monaco Gjon s’incarica di raccontare la vera storia del ponte, ma deve affrettarsi, poiché i tempi sono torbidi e l’avvenire incerto. Egli narra che la costruzione fu lunga, laboriosa e difficile, punteggiata di strani avvenimenti, perché cantastorie ambulanti diffondevano bizzarre ballate, emissari d’una potenza straniera lusingavano con promesse di denaro un principe venale e credulone, una perfida mano distruggeva di notte quanto era stato costruito di giorno e, infine, per portare a termine il ponte fu necessario murare vivo un uomo in uno dei suoi pilastri…
Cantore del destino della sua patria, Ismail Kadaré esamina in questo romanzo le relazioni tra realtà e leggenda, per dimostrare quanto vi è di falso nell’evidenza e di vero nella dissimulazione; in questo caso, per descrivere lo sfruttamento delle superstizioni popolari, da parte di chi detiene il potere, a proprio vantaggio: qui, addirittura, per giustificare un omicidio. Ma in questo maestro dell’allegoria e della metafora tutto si colloca in una realtà più vasta, e i disgraziati eventi legati, con i loro presagi funesti, alla costruzione del ponte simboleggiano una terribile minaccia che si profila all’orizzonte: l’invasione della sventurata Albania da parte dei turchi. A poco a poco, le ombre dei loro minareti si allungano sulla «terra delle aquile». È l’inizio di una tirannia che durerà per secoli.

Il passaggio

Ci siamo. Ecco cosa capisce Carlo non appena riceve la telefonata di suo padre. Un pensiero immediato, che non lascia dubbi. Ci siamo. E infatti basta quella telefonata per spezzare in un attimo, in un breve scambio di battute, la regolarità della sua vita londinese, il lavoro allo studio di architettura, le sere e i fine settimana allegri con la moglie Francesca e i gemellini. “Sapevo che prima o poi il momento sarebbe arrivato, il tempo in cui avrei dovuto fare i conti con l’essere un uomo, con l’essere un padre, con la distaccata consapevolezza di trattare chi mi aveva messo al mondo per ciò che era. Il tempo in cui si dà un nome alle cose, in cui collocare nel posto giusto le intemperanze, gli imbarazzi, le frustrazioni, le distanze, la rabbia, il biasimo, il disprezzo. Il tempo di dare un’identità al mio addio, alla mia incapacità di ripercorrere la distanza che ci separava e che lo aveva spinto fino ai confini del mondo.” Il padre – un padre debordante e iroso, intemperante e pieno di genio, da cui Carlo ormai da anni si tiene a distanza di sicurezza – lo chiama da Upernavik, Groenlandia, per chiedergli di aiutarlo a portare una barca, il Katrina, da lì fino in Canada. Perché il passaggio del titolo è il celeberrimo passaggio a Nord-ovest, ed è su quelle acque pericolose e fra quei ghiacci, fra quelle solitudini e gli sporadici incontri con gli inuit delle coste, che ha luogo il confronto fra un padre e un figlio. Perché il passaggio, è chiaro, non parla solo di rotte geografiche, è soprattutto il superamento di un confine, un avvicinamento ai propri mostri, un attraversamento conradiano. E Pietro Grossi, con l’esperienza di chi in mare ci è cresciuto e conosce gli strumenti della navigazione così come sa bene quelli della narrazione, giocando con i grandi classici della letteratura come i cuccioli di balena con lo scafo del Katrina, ci porta dentro quegli abissi che i grandi romanzi di acqua e oceani hanno il potere di spalancarci davanti.

Il padre

La storia racconta di due amici di scuola prima e di vita poi, che a causa di un padre padrone, vedono svanire il sogno ambito per vent’anni: lavorare insieme. L’autore vince i dubbi iniziali sul raccontare o meno l’accaduto, appreso nei minimi particolari da uno dei due protagonisti, solo per dare il proprio contributo a che questa assurda storia non abbia a ripetersi.

Il Nostro Giorno

Ogni giorno un corpo diverso. Ogni giorno una vita diversa. Ogni giorno una scelta difficile. Da sempre, la vita di A è stata svegliarsi ogni giorno in un corpo diverso, costretto a vivere per quel giorno la vita di quella persona, cercando di farlo al meglio ma anche cercando in qualche modo di vivere la propria, di vita. Convinto di essere l’unico al mondo, ha sempre sentito di essere profondamente e irrimediabilmente solo. Ma si sbagliava. Ci sono altri come lui. Con Rhiannon, A ha conosciuto l’amore e l’amore ha portato una ancora più dolorosa e profonda consapevolezza della solitudine: la loro storia è finita per l’impossibilità di essere vissuta e nel momento in cui A lo ha capito, ha deciso di allontanarsi per sempre da lei. Ma ora non riesce a smettere di pensarla, al punto da essere così distratto da cominciare a lasciare traccia del suo passaggio nelle vite che prende in prestito. Anche Rhiannon lo sta cercando, perché ha creduto di poter amare un altro, ma non è così, e perché non vuole rassegnarsi a una vita in cui A non esista. Nel seguito di Ogni giorno, David Levithan porta i suoi lettori ancora una volta nelle vite di A, Rhiannon, Nathan e di colui che credevano di conoscere come il Reverendo Poole, cercando di comprendere e raccontare che cosa sia davvero l’anima e che cosa, più di tutto, ci renda umani.

Il nido

Tom Keely, ex avvocato ambientalista molto noto, ha perso tutto. La sua reputazione è distrutta, la sua carriera è a pezzi, il suo matrimonio è fallito, e lui si è rintanato in un appartamento in cima a un cupo grattacielo di Fremantle, da dove osserva il mondo di cui si è disamorato, stordendosi con alcol, antidolorifici e psicofarmaci di ogni sorta. Si è tagliato fuori, e fuori ha intenzione di restare, nonostante la madre e la sorella cerchino in ogni modo di riportarlo a una vita attiva. Finché un giorno s’imbatte nei vicini di casa: una donna che appartiene al suo passato e un bambino introverso. L’incontro lo sconvolge in maniera incomprensibile e, quasi controvoglia, permette che i due entrino nella sua vita. Ma anche loro nascondono una storia difficile, e Keely presto si immerge in un mondo che minaccia di distruggere tutto ciò che ha imparato ad amare, in cui il senso di fallimento è accentuato dal confronto continuo con la figura del padre, Nev, un gigante buono impossibile da eguagliare. In questo romanzo coraggioso e inquietante, Tim Winton si chiede se, in un mondo com- promesso in maniera irreversibile, possiamo ancora sperare di fare la cosa giusta. Scritto con una prosa trascinante che rivela punte di umorismo nero e spietato, Il nido è il toccante racconto dell’incontro salvifico tra due solitudini che trovano l’una nell’altra un barlume di speranza. Una storia di miseria e fallimenti, dipendenze e marginalità, sullo sfondo di un’Australia ricca di contrasti, in cui la bellezza struggente dei paesaggi fa a pugni con la periferia urbana, straniante e ostile, dell’estremo lembo del mondo.

Il mostro di Vigevano

Il mostro di Vigevano, uscito per la prima volta nel 1999 per la casa editrice peQuod, è il libro d’esordio di un romanziere tra i più apprezzati oggi in Italia (tra i suoi altri titoli, tutti pubblicati da Feltrinelli, ricordiamo almeno Atomico dandy, del 2005, e Romanzo per signora, del 2012). Qui, nel Mostro, si narrano le peripezie erotiche di Marco Calibani, giovane assistente universitario che nell’assenza di sentimento e nel dinamismo del corpo trova i binari su cui far correre la sua vita. Un American Psycho ambientato in Lomellina, composto di una prosa rapida e acuta, che rispecchia in pieno lo spirito letterario dei tempi che furono, anni in cui si guardava con interesse e ammirazione agli scrittori dell’antologia Gioventù cannibale.In questa nuova edizione è possibile leggere le vicende editoriali del romanzo, raccontate dall’autore in una premessa scritta appositamente.

Il Mondo Nel Tuo Sguardo

Eleanor crede nei sentimenti puri e sinceri, vuole amare incondizionatamente ed essere ricambiata allo stesso modo.
Char, giovane docente che la vita ha già messo a dura prova, ha chiuso il suo cuore a tutte le emozioni positive, scegliendo, così di intrattenere solo relazioni effimere.
Il destino riuscirà a far riemergere i sentimenti repressi di Char e ad accontentare i desideri di Eleanor?

Il Manoscritto Di Zatarra: La Spada Nera

Il Manoscritto di Zatarra, l’artefatto leggendario è ora libero dai suoi sigilli. Lo stregone della Tela d’Ombra lo brama, ma il destino l’ha affidato alle mani di Kimo, un giovane contadino con sogni e desideri del tutto diversi. Con l’aiuto di Kithro Nod, guerriero dal passato oscuro, possessore di una spada maledetta, comincerà un pericoloso viaggio attraverso le Terre Note per sfuggire alle forze dello spietato stregone e tenere lontano da lui il terribile artefatto.Contemporaneamente un gruppo si muove dalla capitale delle Terre del Carmam per salvare le Terre Note da una guerra che rischia di coinvolgere tutti quanti.
LA SPADA NERA è il primo libro della trilogia IL MANOSCRITTO DI ZATARRA

Il manifesto del libero lettore

“I libri sono strumenti di piacere, come la droga, l’alcol, il sesso, non il fine ultimo della vita.” Questo l’assunto da cui muove *Il manifesto del libero lettore*. Un grido di gioia, un’invocazione al capriccio, alla voluttà, ma anche all’indolenza e all’insubordinazione: perché leggere è un vizio, mica una virtù; diritto, intima necessità, non certo un obbligo istituzionale. Ecco chi è il *libero lettore* : un individuo un po’ strambo, allo stesso tempo credulone e diffidente, squisito e volgare, sentimentale e cinico, devoto e apostata; un rompiscatole che diffida della gente ma ha un debole per i personaggi, che alle fauste bellezze della natura preferisce le gioie segrete della fantasia, convinto com’è che non c’è verità senza eleganza, né arte senza rigore. È così che Alessandro Piperno ripercorre la storia di un precoce amore mai venuto meno, quello per i romanzi, lungo le rotte tracciate da otto giganti della narrativa universale: Austen, Dickens, Stendhal, Flaubert, Tolstoj, Proust, Svevo, Nabokov. Affrontandoli “con amore, certo, ma senza alcun ossequio, con il piglio del guastafeste ansioso di svelare i segreti del prestigiatore”. Del resto, il genio letterario è un mago spregiudicato e immaginifico. Jane Austen ha creato dal nulla un genere tutto suo, tra fiaba e romanzo, che non smette di incantarci; l’arte di Tolstoj di introdurre i personaggi non ha precedenti né epigoni all’altezza; l’ossessione di Proust per i tempi verbali illustra come nient’altro la dedizione a un passato irrecuperabile. *Il manifesto del libero lettore* è un libro atteso e formidabile, un’eccitante trasvolata verso il magico paese della letteratura, sotto la guida di uno dei più grandi scrittori italiani. Un’opera che esprime l’entusiasmo di chi, non dimenticando le ragioni per cui, appena adolescente, contrasse il vizio di leggere, ritiene che i grandi romanzi, per essere assaporati, pretendano il piglio, l’ironia e il disincanto della maturità.

Il mago e la figlia del boia

Baviera, 1666. A vent’anni circa dalla fine della guerra dei Trent’anni, il flusso di pellegrini verso il celebre monastero bavarese di Andechs, rinomato per le sue antichissime reliquie miracolose, nonché per la sua birra capace di donare l’oblio, è il più intenso a memoria d’uomo. In un’epoca di carestie, calamità naturali, lupi affamati e bande di briganti, la gente cerca con particolare slancio la protezione della chiesa e, sulla strada per Andechs, ci sono anche Simon, medico di Schongau, e sua moglie Magdalena, la figlia del boia Jakob Kuisl. Manca ancora una settimana alla solennità delle Tre Ostie, considerata una delle feste religiose più importanti della Baviera, ma l’abate Maurus Rambeck ha già inviato messaggeri nei paesi del circondario per invitare i pellegrini a presentarsi in anticipo al Sacro Monte. Quattro mesi prima un fulmine ha colpito il campanile della chiesa del monastero, la copertura del tetto è stata distrutta dalle fiamme e gran parte della navata meridionale è crollata. Eppure Magdalena sembra di scorgere, proprio lassù, una minuscola luce che segnala la presenza di qualcuno. Desiderosa di indagare, la figlia del boia non esita a raggiungere la vetta del campanile, quando una figura vestita di nero sfreccia verso di lei, aggredendola e facendola quasi precipitare nel vuoto. Nel frattempo, Simon si trova ad avere a che fare con la morte improvvisa dell’assistente di frate Johannes, il farmacista del villaggio, un uomo con la faccia del diavolo e la tonaca di un monaco. Quando viene ritrovato il cadavere di un altro novizio e il frate orologiaio, Virgilius, noto tra i confratelli per i suoi esperimenti al limite della moralità, scompare misteriosamente, i sospetti cadono proprio sul frate farmacista, che è subito imprigionato e consegnato al tribunale regionale. Magdalena riesce a parlare con l’accusato e scopre così che si tratta di un carissimo amico di gioventù del padre. L’intervento del boia di Schongau si rende perciò necessario. Cosa collega le morti misteriose, la scomparsa del frate «stregone» e la sinistra luce che ogni notte illumina il campanile del monastero di Andechs? E chi si cela sotto la tonaca nera dell’uomo che vigila da lassù? Toccherà al boia Kuisl e a sua figlia Magdalena indagare alla ricerca della verità. Impreziosito da una trama ricca di sorprendenti colpi di scena, Il mago e la figlia del boia è il quarto avvincente capitolo di una delle serie più amate e lette nel mondo, un’altra esaltante avventura dell’impavido boia di Schongau Jakob Kuisl. «Un romanzo storico di magnifica inventiva e con un protagonista sorprendente: un boia fornito di anima che lotta contro i pregiudizi e i tornaconti politici». Scott Turow «Oliver Pötzsch, nel cui albero genealogico sono presenti diversi boia, mestiere che si tramandava di padre in figlio, ci offre un avvincente romanzo storico ricco di dettagli sul tessuto sociale e sulla struttura del potere politico nella Baviera del XVII secolo». Publishers Weekly «La ricostruzione storica è accurata, l’intreccio giallo avvincente e l’atmosfera è quella da brivido di una fiaba dei Grimm». Lara Crinò, il Venerdì di Repubblica

Il mago dei templari

Intrighi, sospetti e cospirazioni
Chi ha tradito l’Ordine dei templari?
La pericolosa ambizione di un uomo minaccia il Sacro Ordine dall’interno
Anno del Signore 1152. L’Inghilterra è sconvolta dalla sanguinosa guerra per il trono tra re Stefano II di Blois e Enrico II detto “Fitzempress”. Nel contempo a Gerusalemme i Cavalieri Templari continuano a difendere la città dalla minaccia degli infedeli.
Il leggendario Ordine, fondato cinquant’anni prima da Ugo di Payens, è ora tentato da ricchezze e opulenza e insidiato da striscianti guerre di potere. In questo clima di sospetti e cospirazioni Edmondo di Payens, francese, nipote di Eleonora, una delle fondatrici del Sacro Ordine, e l’inglese Filippo Mayele si ritrovano a dover risolvere un difficile mistero: il brutale assassinio di Raimondo, conte di Tripoli. Chi poteva volere la sua morte? Il Gran Maestro dei Templari manda Edmondo e Filippo in avanscoperta dall’Uomo della Montagna, il capo della setta degli Assassini, che crede responsabile dell’omicidio. Ma il segreto si nasconde proprio all’interno dell’Ordine dei Templari, dove qualcuno è deciso a usare ogni mezzo pur di raggiungere i propri scopi… Dalla torrida Gerusalemme alle città d’Inghilterra, Edmondo e altri cavalieri si troveranno ad affrontare pericoli e battaglie sanguinose per scoprire l’identità di colui che minaccia di sgretolare l’Ordine dall’interno, mettendo a rischio le sorti della monarchia inglese.
Mistero, sangue e poteri occulti minacciano l’Ordine dei Templari
Un thriller storico degno della migliore tradizione inglese
Temibile assassino
Potente occultista
Chi è l’uomo che sparì dalla storia?
«Grazie al talento di Doherty ciò che è accaduto nel passato rivive davanti agli occhi del lettore.»
Library Journal
Paul Doherty
È nato a Middlesbrough nel 1946. Insegnante di Storia, dirige la prestigiosa Trinity School. Ha firmato una lunga lista di bestseller tradotti in tutto il mondo, tra cui Il Templare. I segreti della città santa; Alessandro Magno e la vittoria impossibile; Alessandro Magno e le porte degli inferi, tutti pubblicati dalla Newton Compton.

Il lottatore di sumo che non diventava grosso

Selvaggio, arrabbiato, Jun vaga con i suoi quindici anni per le strade di Tokyo, lontano da una famiglia della quale si rifiuta di parlare. Il suo incontro con un maestro di sumo che vede in lui un “grosso”, nonostante il suo fisico emaciato, lo coinvolge nella pratica della più misteriosa delle arti marziali. Con lui Jun scopre il mondo sconosciuto della forza, dell’intelligenza e dell’accettazione di sé. Ma come raggiungere lo zen quando non si è altro che dolore e violenza? Come diventare lottatore di sumo se non si riesce a diventare grossi? Nell’affollata metropoli giapponese l’anziano Shomintsu guiderà il ragazzo lungo un percorso iniziatico che mescolando infanzia e spiritualità accompagna anche il lettore alla sorgente del buddhismo.