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Non ti scordar di me

Dopo il successo di *#Ops* , Elisa Maino torna in libreria con una storia di scelte importanti e passioni profonde.
L’estate è finita, per Evelyn è tempo di cominciare una nuova avventura: l’accademia di danza. Certo, è dura salutare nonna Lea e tutti gli amici conosciuti tra le montagne, e ancor più dura è staccarsi da Chris e dai suoi baci. Ma quando balla Evy dimentica tutto: tra *grand jeté* e *pirouettes* i pensieri tristi scompaiono e rimane solo lei, flessuosa e raggiante come una vera regina del palcoscenico. La danza, però, non è solo libertà. In accademia ci sono orari e regole da rispettare, e il maestro Paolo pretende sempre il massimo. Come se non bastasse, a Evy è toccata la peggiore compagna di stanza di sempre: Rose Villa, la bulla della scuola, che per vederla fallire ricorrerebbe a qualsiasi trucco. Per fortuna ci sono ragazzi simpatici come Cameron, che la incoraggia a credere nel suo talento e le ricorda il vero motivo per cui si trova lì: diventare una ballerina professionista. Evy ce la mette tutta ma, mentre la sua carriera è pronta a decollare, nei suoi pensieri Chris e gli amici di un tempo sono sempre più distanti… Per non perderli, dovrà guardarsi dentro e chiedersi: a cosa siamo disposti a rinunciare per inseguire il nostro sogno più grande?

Non c’è più tempo

Siamo un pezzo di natura, lo dice la scienza ecologica, e se la natura si degrada anche noi facciamo la stessa fine. Partiamo da dove posiamo i nostri piedi. Ogni secondo in Italia spariscono sotto cemento e asfalto 2 metri quadrati di suolo. Eppure il suolo è la nostra assicurazione sul futuro, per produrre cibo, per filtrare l’acqua, proteggerci dalle alluvioni, immagazzinare CO2. La sua perdita irreversibile è un grave danno per noi e per figli e nipoti. Tanto piú in epoca di riscaldamento globale che, inducendo fenomeni meteorologici estremi – alluvioni, siccità, ritiro dei ghiacciai e aumento dei livelli marini – minaccia il benessere dei nostri figli e nipoti. Eppure ci sono molti modi per risparmiare energia evitando di aggravare l’inquinamento atmosferico o per non sprecare inutilmente le risorse naturali che scarseggiano mettendo a rischio il futuro. Mercalli lo dice e lo scrive da oltre vent’anni, e propone qui un compendio di riflessioni, prendendo lezioni di metodo e di vita da Primo Levi.

Nel Mare C’è La Sete

Maria e Nicola sono una coppia rodata, lui pilota di aerei, cuoco e genero perfetto (per quanto esprima la sua ansia in dolori notturni che gli stringono il corpo), lei un po’ meno perfetta, una di quelle donne che in borsa non trovano mai nulla e che, soprattutto, molti anni prima ha ucciso Estate, sua sorella. La famiglia di origine si è strutturata intorno a questo lutto, il padre ha smesso di andare in ufficio, la madre si è sforzata di avere rapporti con lei, la figlia rimasta. Dopo aver passato anni a vivacchiare senza uno scopo, dopo il classico periodo a Londra, Maria ha messo su un eccentrico negozio: i clienti vanno da lei perché pensi e compri per loro regali importanti per persone che lo sono altrettanto. Il suo lavoro consiste nel confezionare l’amore e l’affetto con un bel fiocco, per chi non ha il tempo di farlo. La vita di Maria però, sempre in bilico, un giorno si incrina definitivamente: in ventiquattro ore, il tempo di quattro pasti, ha un negozio che non vuole, un compagno che non riesce a lasciare, e una scoperta che la porterà a riconsiderare tutto ciò che la circonda. In un romanzo che lega un tono leggero a una sconcertante franchezza, Erica Mou demolisce la retorica zuccherosa delle relazioni d’amore e racconta come dietro ogni coppia perfetta possa nascondersi un doppio fondo inaspettato.

Natura incompleta. Come la mente è emersa dalla materia

Uno degli enigmi che arrovellano l’uomo fin dall’emergere della nostra specie riguarda la nascita della vita, e per estensione della mente, dalla materia inanimata. La lista delle risposte è lunga e si perde nella notte dei tempi, tra argomentazioni religiose, filosofiche e scientifiche. Una delle ultime immani fatiche in questo campo è “Natura incompleta”, libro inedito in Italia, che troverete in edicola con «Le Scienze» di settembre.
L’autore, Terrence W. Deacon, è professore di antropologia biologica e neuroscienze all’Università della California a Berkeley, e propone una visione radicalmente nuova, con un approccio che parte dalla teoria dei sistemi dinamici, passando per la teoria del caos per poi arrivare alla teoria dell’informazione e ai processi neurali.

Nate libere

Ornella, il drago indomito che sputa fiamme, la stramba e lunatica Nicoletta detta Patty, Virna così bella e così austera, Catherine la cerbiatta che si è fatta forte, Amanda la belva, così libera e sfrontata, Eva l’inafferrabile miraggio in carne, ossa e cipria, Nada l’eremita, Ombretta e il Signor G, la morte non li separa, Isabella la splendida folle che ha sprecato il suo talento, Mara il corpo erotico della dea madre, l’intrattabile Loredana, tenera e pazza, la trattabilissima Orietta, la sua barca che va, l’irrefrenabile Marina, quanti uomini ai suoi piedi, la misteriosa Francesca, l’irrequieta Rosalinda, la sua amica Monica, un’apparizione ovunque sia, la mente sublime di Rosa, quando si fa corpo illimitato al Crazy Horse, l’altra Ornella, eternamente innamorata, la trasognata Margherita, al suo opposto Iva, tumulto e carne, quel genio finalmente compreso di Sandra, la travolgente Ljuba, Matilde, quando il mondo è un immane campo di battaglia, l’ispirata Dacia, mai evasa del tutto dal lager giapponese, l’intrepida e dissacrante Lina, quel magnifico clown stralunato di Piera, Marisa l’aristocratica… In questo libro scintillante e profondo, Giancarlo Dotto raccoglie le confessioni senza filtri di ventisette protagoniste del cinema, della musica, della cultura, dello spettacolo degli ultimi decenni, e attraverso i loro ritratti, le loro voci, le loro battute folgoranti costruisce una Città delle Donne popolata di creature coraggiose, appassionate, uniche, estreme. Per confessare alla fine, con Dostoevskij: “La donna: solo il diavolo sa cos’è. Io non ci ho capito niente”.

Nascosti nell’ombra

Unica testimone di un omicidio a sangue freddo compiuto dal fratellastro, Sarah Daniels è costretta a nascondersi. L’uomo ha agito per proteggerla e lei, sopraffatta dal senso di colpa, decide di far sparire le proprie tracce.
Quando la CIA inizia a indagare sul caso chiede l’intervento del KGI, la squadra speciale composta dai fratelli Kelly.
Il compito di tenere d’occhio Sarah, nel tentativo di risalire all’assassino, viene affidato a Garrett.
Il fratellastro della donna è un nemico giurato del KGI, e Garrett ha un conto in sospeso con lui. Ma non appena viene a conoscenza del passato oscuro di Sarah per lui tutto passa in secondo piano, e proteggerla diventa la sua missione più importante.

Naif.Super

“La mia vita è strana ultimamente; è arrivata a un punto in cui ho perso interesse per tutto.” Prima o poi capita a chiunque di svegliarsi una mattina e trovare che la vita non ha senso, una grande o piccola selva oscura è un passaggio obbligato di ogni esistenza. Al protagonista di Naif.Super succede il giorno del suo venticinquesimo compleanno: sconfitto a croquet dal fratello, di colpo si rende conto che “niente più quadra”. E così abbandona l’università, il lavoro saltuario al iornale, la stanza in affitto, vende i suoi scarsi beni, tranne la bicicletta e si rifugia nell’appartamento del fratello in viaggio di lavoro, dove passa le giornate sdraiato sul divano a pensare, per cercare di capire se è possibile, ripartendo da quel grado zero a cui è arrivato, recuperare la voglia e il senso del vivere. La classica storia di un ragazzo in crisi d’identità diventa, attraverso l’umorismo di Loe, la sua autoironia, la sua leggerezza di tocco un po’ alla Salinger, la sua sovversiva ingenuità, non solo l’espressione del malessere della generazione di internet e della globalizzazione, spersa tra l’infinito numero di possibilità e conoscenze di cui non sa che farsene, ma anche una sostanziale rimessa in questione del mondo esistente. Forse, come il protagonista, si dovrebbe davvero provare a ricominciare da capo. Lanciando un pallone contro il muro, martellando chiodi di plastica in un banco da falegname, chiacchierando con il piccolo Børre, scambiando fax con l’amico Kim scrivendo elenchi di tutto – di quello che ha e che non ha, di quello di cui sa troppo, di quello che lo entusiasmava da piccolo, di quello che gli piace – come formule incantatorie per ritrovare un contatto con se stesso, interrogando la gente per le strade di New York, salendo sull’Empire State Building per verificare cos’è davvero il tempo, cerca di ritrovare una “prospettiva”, di guardare alle questioni fondamentali dell’esistenza con la serietà e lo humor dei bambini. Un libro che medita sul tempo e sullo spazio, sull’amore e l’amicizia, la responsabilità e la felicità, le piccole cose essenziali della vita e, con lo zen e il lancio del frisbee, ci aiuta a “credere alla purificazione dell’anima attraverso il gioco e il divertimento”.

Musica di merda. Parliamo d’amore e di Cèlin Dion, ovvero: perchè pensiamo di avere gusti migliori degli altri

“Questo libro è un esperimento nel campo del gusto, un tentativo di uscire deliberatamente dalla propria estetica personale. Riguarda le affinità e i rancori sociali, e ciò che l’arte e la sua fruizione possono fare per mediarli o esasperarli. In un’epoca in cui il significato dell’arte è diventato molto confuso, questo esercizio potrebbe aprire alcune finestre. La questione principale, però, è se i gusti di chiunque, a cominciare dai miei, poggino su solide fondamenta. Una condizione necessaria all’esperimento, credo, è che l’antipatia in questione colpisca in qualche modo a livello personale. Un bersaglio casuale non basta. In generale mi tengo a rispettosa distanza da qualunque epica ballata pop, ma il fatto che Céline Dion sia canadese la rende per me più irritante di Michael Bolton: i colpi sparati contro di lei si trasformano in danni collaterali per il mio intero paese, come dice anche la canzone ‘Blame Canada’ del film ‘South Park’. ‘Quando il Canada sarà morto per sempre / Non ci sarà più Céline Dion’. Mi sento coinvolto. ‘Aspettate un momento’ vorrei protestare: ‘noi la odiavamo già prima di voi!’ Il mio materiale da esperimento sarà ‘Let’s Talk About Love’, l’album che include ‘My Heart Will Go On’. Quale esempio migliore per uno studio sulle passioni e le antipatie culturali?”

Mistero a Covent Garden

Inghilterra, 1844
La scrittura non è l’unico talento di cui sia dotata Lindsey Graham, apprezzata giornalista del periodico femminile Cuore a Cuore, e quando suo fratello, noto libertino e giocatore d’azzardo, viene accusato di una serie di omicidi, la giovane decide di mettere in campo le sue abilità di investigatrice e di indagare sui loschi personaggi che animano la vita notturna di Covent Garden. L’ambiente tuttavia è poco rispettabile e molto pericoloso, e lei si ritrova costretta ad accettare la protezione di un collega, Thor di Draugr. L’aiuto dell’affascinante vichingo si rivela ben presto decisivo, e una volta superata la diffidenza che il suo carattere brusco e schivo suscita in lei, Lindsey si abbandona alla passione che da sempre vibra tra loro. Unico ostacolo alla loro felicità è il pericoloso assassino che si aggira indisturbato per le strade di Londra.

Misinformation: Guida alla società dell’informazione e della credulità

Il World Economic Forum ha inserito la disinformazione digitale nella lista dei “rischi globali”: capace di avere risvolti politici, geopolitici e, perfino, terroristici. I social network sono il terreno di coltura e di diffusione perfetta del virus della disinformazione, con conseguenze che vanno ben al di là del recinto del mondo digitale. Perché? Questo libro offre una panoramica sui meccanismi sociali e cognitivi di un fenomeno che ormai è sotto gli occhi di tutti, anche di quelli meno attenti.

Minima Politica

*In tempi di politica minima occorre ripartire dalle basi per ricostruire una conoscenza minima della politica* La Repubblica italiana, sorta dalle macerie della guerra e inserita da subito nel tessuto politico della tradizione democratica europea, vive momenti di grande confusione. Guerre di visualizzazioni e like su Facebook, baruffe senza costrutto nei talk show, scenette tragicomiche nelle austere aule di Senato e Camera. A questo ircocervo tra reality show e vaudeville siamo talmente assuefatti che ci sembra l’unico orizzonte possibile. La ragione sta nell’ignoranza diffusa e persino compiaciuta che pare essersi impossessata del discorso corrente. Tra l’ansia da sondaggio e il termometro ossessivo dei social network, viviamo un assetto da campagna elettorale permanente dove i politici possono dire tutto e il contrario di tutto, fiduciosi nella labile memoria storica del loro elettorato e nell’inerzia intellettuale dell’opinione pubblica che dovrebbe sorvegliare e in caso criticare. Però, chi ancora crede nella democrazia sa che è imperativo reagire all’attuale temperie di approssimazione, fumisteria e populismo. Che è necessario impegnarsi per pulire il linguaggio, per fare uso corretto dei concetti fondamentali, per comunicare insegnando e imparando, giorno dopo giorno. Con il cuore e la testa ai *Minima moralia* di Theodor Adorno, Gianfranco Pasquino impartisce sei nitide, ironiche, affilate lezioni sui nodi cruciali della politica contemporanea: i meccanismi elettorali, gli speculari spettri di governabilità e rappresentanza, il ruolo e i compiti delle istituzioni nella complessa architettura della democrazia, lo spauracchio degli eurocrati e il mito del sovranismo. Ripercorrendo la nostra complicata storia nazionale, ma attingendo dove serve anche agli esempi europei e internazionali, *Minima politica* racchiude e sprigiona il minimo di conoscenze che i cittadini devono acquisire per capire gli accadimenti politici e partecipare ogni giorno alla vita di questo confuso e malgovernato Paese.