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Noi Contro Loro

Ebreo americano, figlio di rifugiati europei scampati alla Seconda guerra
mondiale, Jason Stanley parte da uno spunto autobiografico per porsi una
domanda cruciale: perché la logica del «Noi contro Loro», alla base di tutti
gli autoritarismi, è diventata non soltanto il segno distintivo della politica
dei fascismi europei degli anni Trenta, ma anche un concetto così seducente
nelle democrazie liberali in ogni parte del mondo? Pensare agli Stati Uniti di
Donald Trump è immediato, ma non è l’unico caso. Stanley, conscio del rischio
delle generalizzazioni, ma convinto che il tempo in cui viviamo le renda
necessarie, sceglie l’etichetta «fascismo» per identificare le diverse forme
di ultranazionalismo, incarnate in un leader autoritario, diffuse in varie
parti del pianeta, e ne identifica i tratti distintivi, ricorrenti, dalla
strumentalizzazione di un passato mitico all’uso spregiudicato della
propaganda, dalla criminalizzazione delle minoranze al culto del patriarcato e
della virilità. Se la prospettiva del suo lavoro è storica, analitica,
l’intenzione è militante: un alert sull’America di Donald Trump (e non solo),
tanto più appassionato quanto più radicato nella biografia di un intellettuale
che ha sperimentato sulla propria pelle le insidie, i pericoli e gli esiti
tragici che ogni forma di fascismo porta con sé. Riconoscerne i segnali, le
strategie, le trappole mentali, dice Stanley, è un primo fondamentale passo
per arginarne gli effetti più disastrosi.

Niente Teste Di Cazzo

Gli All Blacks neozelandesi sono la squadra più forte al mondo, negli ultimi
100 anni hanno vinto più del 75% dei loro match internazionali. Qual è il
segreto del loro successo? E cosa possiamo noi – come individui, squadre o
aziende – imparare da loro?
Secondo James Kerr tutti i team vincenti condividono gli stessi principi, tra
cui: un’attenzione maniacale all’eccellenza; un impegno collettivo verso una
“causa comune”; un alto grado di autonomia, fiducia e iniziativa individuale;
una comunicazione chiara e convincente; un’enfasi sulla responsabilità
individuale; integrità e umiltà; il tutto sostenuto dalla convinzione che
bisogna lavorare sodo l’uno per l’altro, in armonia, senza dissidi, reprimendo
l’ego individuale a favore di una causa più grande. In altre parole, come dice
il famoso mantra degli All Blacks, _niente teste di cazzo_.
Ispirato da una squadra leggendaria, Kerr ha scritto questo libro divenuto
negli ultimi anni un punto di riferimento internazionale nel mondo del
coaching. E ci insegna a vincere, nel lavoro e nella vita.

Niente baci alla francese

7 dicembre. La Prima della Scala di Milano viene interrotta da un blackout. Nel buio che avvolge la città muore il sindaco. Poche ore dopo anche il primo cittadino di Parigi viene trovato senza vita. Due cadaveri eccellenti, un’indagine rompicapo per il vicequestore Loris Sebastiani e per Enrico Radeschi, giornalista free lance e hacker. Computer criptati, squatter, politica e interessi economici si intrecciano in una trama dove i colpi di scena si susseguono senza sosta. Corre Radeschi tra Milano e Parigi sulle tracce degli assassini. Corre Radeschi per salvare la sua vita e scoprire la verità. Paolo Roversi è nato nel 1975. Scrittore, giornalista ed esperto di Information Technology, vive a Milano. Si è laureato in Storia contemporanea all’Università Sophia Antipolis di Nizza. È autore di due romanzi gialli: Blue Tango (Stampa Alternativa, 2006) e La mano sinistra del diavolo (Mursia, 2006), vincitore del Premio Camaiore di Letteratura Gialla 2007 e finalista del premio Franco Fedeli 2007. Fondatore e direttore della rassegna dedicata al giallo e al noir NebbiaGialla Suzzara Noir Festival, dirige il portale MilanoNera, il lato oscuro della scrittura (www.milanonera.com), dedicato interamente alla letteratura gialla.

Neuroestetica. L’arte del cervello

II giochi prospettici di Magritte solleticano i nostri neuroni; l’emozione che Giulietta e Romeo non mancano mai di trasmetterci passa effettivamente attraverso la nostra pancia. O almeno, questo è quanto sostengono i neuroscienziati di tutto il mondo che, da anni, sono alla ricerca del luogo in cui si nasconde l’essenza intima dell’uomo e della sua libertà creatrice. Che si trovi proprio nel cervello è una delle ipotesi, ma in attesa di conferme il nostro intero corpo è divenuto campo d’indagine. A ben vedere si tratta di una ricerca di antica data: l’estetica discute da sempre il legame dell’anima con il corpo. Tuttavia oggi la scienza ci fornisce l’opportunità di osservare empiricamente cosa accade nelle aree cerebrali quando guardiamo un quadro o un attore in scena. Le tecniche di brainimaging permettono infatti di documentare le nostre reazioni di fronte a immagini astratte o figurative e a gesti espressivi, ma siamo ancora solo agli inizi di questo eclettico percorso di ricerca e dibattito. La “neuroestetica” promette di avere molto da dire a ognuno di noi, in un futuro non troppo lontano. **

Nero chiarezza

“Dall’amore traiamo energia. Ne assorbiamo l’essenza attraverso tutto il nostro essere e sprigioniamo linfa vitale restituendo alla fonte ciò che ci è arrivato, concludendo un ciclo perfetto che ci permette di ‘avere’ ma anche di ‘dare’ e che ci consente il giusto equilibrio e nutrimento dell’anima e del corpo. Da sempre legato a questo ‘passaggio terreno’, fatto di tempo e di spazio, non ho mai smesso di sentirmi irresistibilmente attratto da una dimensione che va ‘oltre’, oltre la pura materialità e fisicità di questa esistenza, verso quella residenza dell’anima in cui ogni Essere è angelico, pura luce, puro spirito. Messo sin da piccolo a dura prova dalla vita, mi accorsi di non riconoscermi più dinnanzi a uno specchio andato in frantumi sotto pugni violenti di rabbia e dolore attraverso il quale mi guardai e riconobbi solo le mie mani ferite. Solitudine interiore… quella ‘tristezza leopardiana’ che non è patologica ma che, come lui amava dire, ‘ci consente di cogliere il senso della nostra vita, o delle nostre azioni, e delle azioni altrui’.” (L’autore)

Nel nome della croce. La distruzione cristiana del mondo classico

“Nel nome della croce” parla dell’affermazione del cristianesimo nel IV
secolo, ma dal punto di vista dei pagani e della cultura greco-romana. Da
quella prospettiva, non c’è niente di eroico da celebrare e non mancano i
documenti per testimoniarlo. Dalla ricostruzione degli eventi narrata da
Catherine Nixey risulta evidente come il mondo classico fosse molto più
tollerante di quanto comunemente si pensi e come i primi cristiani, o almeno
molti fra loro, fossero molto più intolleranti e – più spesso di quanto ci si
aspetterebbe – violenti.
L’autrice ci guida nel corso dei secoli cruciali della tarda Antichità,
portandoci ad Alessandria, Roma, Costantinopoli e Atene, mostrandoci torme
minacciose di fanatici incitati da personaggi che non di rado in seguito
saranno chiamati santi. La distruzione di Palmira, il linciaggio della
filosofa neoplatonica Ipazia, la chiusura definitiva della millenaria
Accademia ateniese e una quantità di altri episodi mostrano un volto nuovo e
inaspettato di quei tempi difficili. Quando infine il cristianesimo divenne
religione di Stato nell’impero, le leggi finirono l’opera di rimozione della
cultura classica, imponendo a tutti la conversione al nuovo credo e
condannando all’oblio gran parte della raffinata e antichissima cultura greco-
romana. Si aprirono così, di fatto, le porte al millennio oscuro del Medioevo.
Sono innumerevoli le opere che abbiamo perduto per sempre a causa del
fanatismo profondo che animò quel periodo: magnifiche statue fatte a pezzi,
roghi pubblici di libri, templi devastati, bassorilievi divelti, palazzi rasi
al suolo. Dal punto di vista cristiano fu il periodo del «trionfo», ma per chi
desiderava restare fedele agli antichi culti pagani e allo stile di vita
tradizionale fu invece una sconfitta definitiva, al punto che lo scontro
frontale tra la cristianità e il mondo classico che risuona in queste pagine
non può non richiamare, fatalmente, le cronache dell’odierno Medio Oriente. La
storica e giornalista Catherine Nixey ci regala un libro che scuote le
coscienze e rovescia le prospettive mentre racconta un trionfo di crudeltà,
violenze, dogmatismo e fanatismo là dove non pensavamo esistesse.

Nel giardino dell’orco

Adèle cammina per le strade di Parigi la sera, dopo il lavoro al giornale, talvolta anche durante la pausa pranzo, in cerca di incontri. Ha trentacinque anni, un marito medico dedito al lavoro e un bambino di pochi anni; una vita cui in fondo manca poco per potersi dire felice. Eppure non può smettere di ribellarsi alla sensazione di vuoto che la assilla ogni giorno e che scaccia attraverso il corpo: è la fame per lo sconosciuto, da afferrare anche solo per un attimo. E non importa chi sia o dove, basta un incontro, un breve scambio di sguardi per trovare una veloce soddisfazione, o un’affinità che può trasformarsi in una vaga relazione. Dopo, Adèle sa tornare a casa, preparare la cena al bambino e infilarsi nel letto accanto a Richard, come sempre. Una febbre che non fa che salire e che trascina Adèle verso l’incapacità di gestire le due vite in cui si dibatte senza posa. Potrebbe essere facile giudicare Adèle, eppure seguiamo il suo cammino tortuoso con empatia, non riusciamo semplicemente ad accomodarci in platea, perché veniamo destati da un’impellenza, la sua, che capiamo, che da qualche parte forse abbiamo persino riposto. Nel giardino dell’orco non è la storia di una ninfomane, ma quella di una donna di oggi stretta nei lacci di una quotidianità come fossero spilli sul cuore. Definita la Madame Bovary a luci rosse, Adèle è un personaggio quasi tragico e la sua autrice, Leïla Slimani, un nuovo talento della narrativa francese contemporanea. **

Nel fumo di Londra. Albert Campion indaga

Una nebbia impenetrabile avvolge le strade di una Londra faticosamente impegnata nella ricostruzione post bellica. Una situazione di caos perfetta per pianificare un violento omicidio. Albert Campion, detective gentiluomo, è sulle tracce di un uomo misterioso che, nelle fotografie in cui è ritratto, sembra assomigliare incredibilmente al marito, morto, di una delle vedove di guerra più in vista della società londinese. Una donna che peraltro si è appena riavuta faticosamente dal lutto, cominciando una nuova relazione. Ma la discesa di Campion nei recessi del crimine rivela scenari molto più sinistri di un semplice ricatto.

La musica del male

1482\. Quando Leonardo da Vinci arriva alla corte di Ludovico il Moro, in veste di ambasciatore a Milano per conto del Magnifico Lorenzo, porta con sé in dono una lira d’argento a forma di teschio di cavallo, che ha progettato e costruito personalmente. Artista già noto a Firenze, Leonardo è anche un grande musico, ed è venuto alla corte sforzesca con due seguaci: il giovane allievo Atalante Migliorotti e Tommaso Masino, esperto nel leggere i moti degli astri e affascinato della magia, che si fa chiamare Zoroastro.
Ben presto, però, lo strumento pensato da Leonardo rivela delle proprietà che sfuggono all’intelligenza del suo inventore: già alla prima esibizione pubblica, infatti, il maestro intuisce che la lira è dotata di volontà propria, e che le melodie che ne scaturiscono sono uniche e potenti, capaci di mettere in profonda connessione l’anima di chi la suona e di chi la ascolta. Qualità, queste, che Leonardo non riesce a spiegarsi razionalmente, ma che pure mette a frutto per realizzare il ritratto di Cecilia Gallerani, amante del Moro.
Mentre diventa il protagonista della scena artistica di Milano, il genio toscano ospita in casa altri apprendisti, tra cui Salaì, un bimbo vivace e furbo proprio come il Saladino del Pulci. E quando all’improvviso la lira scompare nel nulla, sarà lui il primo indiziato, mentre Leonardo dovrà fare i conti con forze oscure e irrazionali che si rifiutano di sottostare alle amate leggi della scienza… **
### Sinossi
1482\. Quando Leonardo da Vinci arriva alla corte di Ludovico il Moro, in veste di ambasciatore a Milano per conto del Magnifico Lorenzo, porta con sé in dono una lira d’argento a forma di teschio di cavallo, che ha progettato e costruito personalmente. Artista già noto a Firenze, Leonardo è anche un grande musico, ed è venuto alla corte sforzesca con due seguaci: il giovane allievo Atalante Migliorotti e Tommaso Masino, esperto nel leggere i moti degli astri e affascinato della magia, che si fa chiamare Zoroastro.
Ben presto, però, lo strumento pensato da Leonardo rivela delle proprietà che sfuggono all’intelligenza del suo inventore: già alla prima esibizione pubblica, infatti, il maestro intuisce che la lira è dotata di volontà propria, e che le melodie che ne scaturiscono sono uniche e potenti, capaci di mettere in profonda connessione l’anima di chi la suona e di chi la ascolta. Qualità, queste, che Leonardo non riesce a spiegarsi razionalmente, ma che pure mette a frutto per realizzare il ritratto di Cecilia Gallerani, amante del Moro.
Mentre diventa il protagonista della scena artistica di Milano, il genio toscano ospita in casa altri apprendisti, tra cui Salaì, un bimbo vivace e furbo proprio come il Saladino del Pulci. E quando all’improvviso la lira scompare nel nulla, sarà lui il primo indiziato, mentre Leonardo dovrà fare i conti con forze oscure e irrazionali che si rifiutano di sottostare alle amate leggi della scienza…

Il movente della vittima

Autunno 1984. È appena scesa la sera nella suite 224 del Grand Hotel Aziz di Palermo. Come ogni giorno l’avvocato Prestia, che lì risiede da oltre vent’anni senza mai uscire, dopo la cena si è regalato la sua consueta partita a carte con Minico, il suo cameriere personale. Una bella partita, combattuta fino all’ultimo. Improvvisamente risuona uno sparo. Tutti accorrono nella camera d’albergo. Le carte sparpagliate ovunque, l’avvocato riverso sulla sua poltrona di velluto, morto. A ucciderlo è stato proprio Minico, che ancora stringe in mano la pistola. Eppure, incredibilmente, il cameriere non fugge. Si fa arrestare e rimane in silenzio. E in silenzio rimane anche di fronte alla polizia, ripetendo senza sosta solo le sue generalità. La notizia arriva presto alla redazione del giornale dove lavora Leo Salinas, detto Occhi di sonno. Leo salta in sella alla sua Vespa e accorre subito, ma le informazioni sono poche. Ma il giovane giornalista non si arrende, gli occhi del killer sono quelli di un giovane ragazzo come lui. Un ragazzo che ama la vita, l’amore, le donne (forse troppo), il mare e la libertà, non la morte e il sangue. C’è qualcosa sotto e solo Leo è in grado di capire cosa.

Mosche, cavallette, scarafaggi e premio Nobel

Il piccolo Luigi è nato in Calabria, terzo figlio di una famiglia di poverissimi pescatori. La pancia spesso vuota, ma il cuore pieno di amore per i fratelli e i genitori, Gigino ha sempre saputo di essere il terzo dito della mano, quello più lungo, che deve sostenere tutti gli altri. Per questo a soli sedici anni lascia l’Italia per lavorare. Non è un’esistenza facile quella dell’emigrato, ma un giorno Gigino incontra una donna che riconosce in lui grandi potenzialità, una donna che cambierà la sua vita per sempre e che farà di lui il suo assistente di laboratorio. Quella piccola signora dalla volontà indomita e dal piglio di principessa è Rita Levi Montalcini, una grandissima scienziata che nel 1986, dopo una luminosa carriera universitaria e di ricerca tra gli Stati Uniti e l’Italia, ha vinto il Nobel per la Medicina. La sua è stata una vita straordinaria, e Gigino la racconta dal punto di vista privilegiato di chi l’ha potuta seguire dà vicino, lavorando al fianco della studiosa e accompagnandola attraverso le incredibili scoperte che hanno rivoluzionato il mondo della ricerca scientifica. Ispirandosi a una storia vera, Luigi Garlando dà vita a un romanzo sull’impegno e la forza di volontà che, con la sua delicatezza e poesia, riesce a toccare il cuore di ciascuno di noi. Età di lettura: da 10 anni.

Morte e elezione del papa: L’età moderna

Il Medioevo trasmette all’Età moderna le norme, i riti e i simboli che scandivano gli eventi spesso drammatici della morte del papa e dell’elezione del successore. Questo volume propone una lettura degli interregni papali dal XV al XIX secolo, evidenziando, oltre ai molti elementi di continuità con la fase storica precedente, gli apporti specifici dell’Età moderna.
La compresenza fino al 1870 nella figura fisica del papa del principe territoriale dello Stato Ecclesiastico e del Vicario di Cristo e anche le trasformazioni della residenzialità del papa (dal Vaticano al Quirinale) spiegano molte delle innovazioni rituali che qui individuiamo.
Il lettore scoprirà anche quanto forte fosse in Età moderna la dimensione politica della elezione papale e come i rapporti di forza internazionali condizionassero le fazioni cardinalizie. Anche se ciascun conclave aveva una sua storia, nel volume si rintracciano dinamiche ricorrenti e una tensione permanente tra l’aspirazione all’autonomia ecclesiastica e l’irruzione dei conflitti esterni nello spazio chiuso dei conclavi.

Il mistero della casa sul lago

«Un thriller al cardiopalmo.» Publishers Weekly Dall’autrice bestseller del New York Times Gina Royal ha una vita assolutamente normale: è una timida e riservata casalinga del Midwest con un matrimonio felice e due bambini. Ma quando un incidente in macchina rivela la doppia vita di suo marito, tutto cambia. Mel, l’adorabile Mel, è un serial killer. Ha torturato e ucciso varie donne nel garage di casa. Sconvolta, Gina è costretta a crearsi una nuova identità dopo l’altra: anche se è stata scagionata dalle accuse di complicità, l’opinione pubblica la considera ancora un’assassina. Ed è così che si trasferisce nella località remota di Stillhouse Lake, con il nuovo nome di Gwen Proctor. Nonostante sia ancora bersaglio degli attacchi spietati degli stalker su internet, spera di aver trovato finalmente un posto in cui i suoi figli possano crescere sereni. Ma si sbaglia di grosso. Un corpo rinvenuto nel lago e alcune inquietanti lettere riportano a galla l’incubo da cui tentava di mettersi in salvo. Gwen dovrà cercare di proteggere coloro che ama da un pericolo strisciante e nascosto. E anche questa volta dovrà difendersi da sola. Una vita tranquilla. Una scoperta sconvolgente. È impossibile cambiare vita se il pericolo è in agguato. «Un thriller al cardiopalmo. L’autrice ha costruito una storia potente sull’amore materno e sul coraggio che serve per farsi una nuova vita.» Publishers Weekly «Un thriller da brivido.» Criminal Element «Un libro che toglie il fiato dall’inizio alla fine.» Fresh Fiction Rachel Caineè un’autrice di bestseller (oltre cinquanta libri, tra cui la serie The Morganville Vampires). Ha fatto la contabile, la musicista professionista e l’assicuratrice, mantenendo sempre segreta la sua doppia vita di scrittrice. Vive in Texas con il marito.

Mille ragioni per odiarti

«I romanzi di Penelope Douglas hanno una trama da batticuore.» La Lettura – Corriere della Sera Dall’autrice dei bestseller Mai per amore e Odiami come io ti amo Banks non è una ragazza come le altre. È seria, controllata e preferisce di gran lunga starsene da sola, vestita da maschiaccio, piuttosto che parlare con la gente. Vive tra le ombre della città che si allungano intorno al Pope, un hotel abbandonato e oscuro, circondato dal mistero. Un mistero che qualcuno proveniente dal suo passato vuole conoscere, anche a costo di minacciarla. Anche a costo di spingerla al limite. Kai è uscito di prigione e deve fare i conti con tutti i suoi demoni, con tutti i suoi fantasmi. E così si ritrova faccia a faccia con Banks. In tutti gli anni trascorsi in prigione, Kai deve ammettere di non avere mai smesso di pensare a lei. Il nuovo incontro tra i due non scatena delle scintille, ma un vero e proprio incendio. Entrambi hanno dei segreti. E nessuno di loro è disposto a condividerli tanto facilmente. Sono passati sei anni dal loro ultimo incontro. È davvero cambiato tutto? «I romanzi di Penelope Douglas hanno una trama da batticuore.» La Lettura – Corriere della Sera «La storia di Kai e Banks è rischiarata dalla luce e dalla bellezza. È una storia dolce, luminosa e tormentata, in cui tifare per un lieto fine ti spinge ad arrivare all’ultima pagina sempre più affamata di colpi di scena e con la consapevolezza che anche questa volta Penelope Douglas ci ha regalato una storia che scava nel cuore e stringe lo stomaco.» CrazyForRomance «La perfetta sintesi di paura e passione.» «Il miglior libro di Penelope Douglas che abbia letto finora.» Penelope Douglasvive e insegna a Las Vegas. Nata a Dubuque, Iowa, ha conseguito una laurea in Amministrazione pubblica, poi un Master in Scienza dell’educazione alla Loyola University. La Newton Compton ha già pubblicato la Fall Away series (Mai per amore, Da quando ci sei tu, La mia meravigliosa rivincita, Non riesco a dimenticarti e Odiami come io ti amo), Insieme siamo perfetti, Wrong Love e Birthday Girl. Mille ragioni per odiarti fa parte della serie Devils’s Night, come Il mio sbaglio più grande.

Migrazioni E Intolleranza

“Eliminare il razzismo non vuol dire mostrare e convincersi che gli Altri non
sono diversi da noi, ma comprendere e accettare la loro diversità.” Dopo “Il
fascismo eterno”, una nuova illuminante riflessione civile, contro ogni
pregiudizio e intolleranza.