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Alla fine di questo libro la mia vita si autodistruggera’

Diciottenne, vergine e ignaro del mondo. Ma soprattutto, gay: almeno dai tempi della sua insana passione per l'album di figurine di Lady Oscar. Insy – che sta per insicuro, non per insipido – arriva a Roma dal profondo Abruzzo con in testa molte idee, non tutte salubri. E forse anche grazie agli anni di judo (lui era il sacco da allenamento) ha il fisico per inseguirle, nonostante la strada sia lunga: dalla sua piccola città a una tana di calabresi sul Grande Raccordo Anulare di Roma, per conquistare infine una stanza tutta per sé in una specie di comune, popolata da attivisti politici molto impegnati e da travestiti ancora più impegnati. Proprio quando comincia a scoprire il rutilante mondo delle parate, delle discoteche e delle saune, però, il destino gli fa lo sgambetto e Insy si ritrova addosso una divisa da poliziotto. Sexy? Per niente. Ma per fortuna non la sta indossando la sera in cui incontra il Vero Amore, quello che finalmente trasformerà la sequenza di avventure eroicomiche della sua vita in un blockbuster di Hollywood. Almeno per un po'!

Alla conquista del monte improbabile. Incredibili avventure dell’evoluzione

Il libro dibatte le differenti tesi che vogliono spiegare i processi evolutivi. Invocare semplicemente il caso per spiegare l’emergere di una particolare forma vitale significa scalare il Monte Improbabile dal lato più ripido, dalla “parete Nord”. Le variazioni cumulative, lente, costituite dall’accumularsi di procedimenti successivi di “selezioni” naturali, corrispondono invece ai sentieri più dolci sull’altro lato della montagna. La selezione naturale spinge l’evoluzione lungo le pendici del Monte Improbabile, ma questa pressione non produce effetti se non si verificano mutazioni genetiche. Ci sono a questo proposito due scuole di pensiero. La tesi dell’autore è che le variazioni genetiche si produrranno comunque.

Alien 02 – Aliens Scontro Finale

Dopo 57 anni di ibernazione la prode Ripley, unica sopravvissuta dell’astronave Nostromo, è inviata con una squadra di marines su Acheron, pianeta d’origine dei parassiti alieni, per distruggere la mostruosa Regina Madre.

Alice Nel Paese Delle Meraviglie

La storia è alquanto semplice, e segue sostanzialmente i romanzi di Carrol: infatti, si trovano sia episodi di “Alice nel paese delle meraviglie” si di “Attraverso lo specchio e quel che Alice vi trovò”.

Al Giambellino Non Si Uccide

**TRA GABER E I BANDITI GALANTUOMINI DEL PASSATO, IL DETECTIVE ROGER ZAPPA METTE A NUDO LA FACCIA PIÙ VERA DI MILANO.**
Il detective privato Roger Zappa non ha molto da festeggiare. In un agosto in cui Milano regala il peggio di sé, tra l’asfalto che si scioglie e i negozi ermeticamente chiusi, Roger si trova a fare i conti con l’ennesimo compleanno trascorso con la sola compagnia di sua madre, la *sciura* Elsa, che dopo il carcere è tra i pochi a non averlo abbandonato, e quello che lui definisce il suo pubblico, una manciata di ascoltatori che due volte alla settimana seguono la sua trasmissione, Kriminalia, un’ora e mezzo di storie sulla Milano di un tempo e di oggi. Ci sono giorni in cui, come in questo maledetto Ferragosto, scovare una notizia è pressoché impossibile, e Roger è costretto a svelare uno dei casi di cui si occupa la sua agenzia investigativa. Se non fosse che l’unica indagine ancora in corso è la scomparsa del cane Edo, proprietà di una petulante quanto lucida novantatreenne.
Per questo, quando in redazione giunge un messaggio minaccioso che annuncia l’uccisione di una prostituta quella stessa notte, Zappa decide di costruirci sopra il primo vero mistero del mese. La mattina dopo, però, una donna viene ritrovata morta e su di lui si concentrano indagini di polizia, giornalisti richiamati dalle ferie e un manipolo di ascoltatori allarmati. E l’unico modo per scagionarsi, per Roger, sarà scoprire la verità.

Aforismi per Marie-Louise

Nella Premessa a “La provincia dell’uomo” Canetti rivela che dedicarsi ai quaderni di appunti lo salvò dalla opprimente concentrazione su un’unica opera, “Massa e potere”, e da «un irrigidimento fatale». Una «valvola di sfogo», dunque, che col tempo conquistò tuttavia sempre più spazio, sino a diventare uno dei pilastri della sua opera, giacché l’acutezza e l’intensità di pensiero che vi sono dispiegate annoverano Canetti fra i più grandi autori di aforismi. Si può allora capire quale meraviglia e quale sensazione abbia suscitato la scoperta di un manoscritto autografo dove sono radunati centoventinove ‘aforismi’ risalenti al settembre ottobre 1942: testi non solo in gran parte sconosciuti ma che, come ha notato Jeremy Adler, «contengono già le linee fondamentali della prosa breve di Canetti». Redatto in inchiostro blu scuro, con titoli e dedica in pastello giallo, e rilegato da un cordoncino dorato, il manoscritto fu offerto come dono di compleanno alla pittrice Marie-Louise von Motesiczky, con la quale Canetti aveva avviato in Inghilterra una relazione destinata a durare oltre mezzo secolo. E fu offerto il 24 ottobre 1942, mentre i tedeschi ingaggiavano contro i russi la terribile battaglia di Stalingrado e in Inghilterra – dove Canetti e la Motesiczky erano esuli – giungevano incessanti le notizie delle violenze perpetrate nei paesi occupati. Non stupisce quindi che più esplicitamente, rispetto ad altri testi coevi e già noti, gli “Aforismi per Marie-Louise” ruotino intorno all’orrore della guerra: «Combattono fra le dita dei piedi, nell’ombelico, dentro le narici, combattono nel didietro, sotto le ascelle, dentro le orecchie e in bocca, non c’è luogo nascosto, non c’è palmo, non c’è poro, nelle cui profondità non combattano l’uno contro l’altro all’ultimo sangue».

Affondate la bismarck

Questo libro narra uno dei più drammatici racconti di mare di tutti i tempi: la fine della più moderna e potente nave di battaglia di Hitler. Quando uscì dal porto di Kiel il 18 maggio 1941, la “Bismarck” non aveva avversaria che le potesse tener testa in un combattimento singolo. C.S. Forester ha raccontato gli avvenimenti come sono realmente accaduti. Per documentarsi ha consultato gli archivi dell’Ammiragliato, ha intervistato dozzine di persone che presero parte al combattimento nel quale la “Bismarck” fu affondata e ha ricostruito minuto per minuto l’ultima giornata della maestosa nave. Il risultato delle ricerche è un racconto drammatico che mette in luce, fra l’altro, la follia che aveva colto gli alti comandi tedeschi dopo l’affondamento della “Hood”. Quando Churchill tuonava: «Affondate la Bismarck», aveva già mezza partita vinta: invece di rientrare alla base, la nave da battaglia di Hitler veniva portata allo sbaraglio in Atlantico. È una terribile documentazione dell’assurdità che spesso guida le decisioni in guerra degli alti comandi.
Cecil Scott Forester (1899-1966) è stato uno scrittore inglese che si guadagnò la fama scrivendo racconti di avventura di ambientazione militare sul mare. La sua opera più famosa è la saga del capitano Hornblower (da cui un film ed un fortunato ***** *) ma fu un prolifico autore di romanzi e racconti, oltre che di libri per l’infanzia. Molti i film tratti dai suoi lavori: il più famoso è “La Regina d’Africa” di John Houston, con Humphrey Bogart e Katherine Hepburn.
Da questo romanzo-saggio, nel 1960 Edmund H. North trae la sceneggiatura del “Affondate la Bismarck!”, diretto da Lewis Gilbert.

Adriano: L’Eta D’Oro Dell’impero Romano

Nei ventuno anni in cui resse lo Stato, Adriano operò certo come fondatore di un “impero umanistico” – e cioè tollerante, interessato alla cultura e alla retta amministrazione della giustizia – ma anche mostrò di essere uno stratega privo di scrupoli, un politico tanto sospettoso da leggere la corrispondenza privata degli amici e così disinvolto da simulare dolore per gli omicidi ordinati da lui stesso.

Acqua Storta

Don Antonio è un boss della camorra napoletana. Ai figli ha insegnato i valori della Bibbia, perché la Bibbia “ci dice quello che dobbiamo fare, ci dice quali sono le cose giuste”. E portare rispetto è una di queste. Suo figlio Giovanni i discorsi troppo complicati non li capisce, non è come il padre o come sua moglie Mariasole: la “famiglia” è l’unica realtà che conosce, e non si fa troppe domande. Un periodo al carcere minorile, un matrimonio combinato per mettere pace fra la sua gente e quella di Don Pietro Simonetti, gli affari di famiglia. Poi un giorno Giovanni incontra Salvatore. E in Salvatore si perde: attrazione inattesa, scombussolamento di viscere, fino a non poterne più fare a meno. Ma il loro amarsi è “una bestemmia sull’altare di Santa Chiara”. Con il suo amore Giovanni manca di rispetto a sua moglie e soprattutto alla famiglia. E nel mondo di Don Antonio questo è il peccato più grande. Un peccato che si paga molto caro. E quindi precauzioni, sotterfugi e testimoni eliminati, che non bastano però ad arginare il fiume in piena. A Giovanni sembra che tutti conoscano il loro segreto. Bisogna mettere la cosa a tacere. A ogni costo. Prima che sia troppo tardi. Una storia che inizia a poche ore dall’epilogo, per ricostruire in una carrellata a ritroso gli eventi dei pochi giorni precedenti. Una prosa fluida e inesorabile come il percorso di un proiettile.

A Sip of Rio

Liam Young ha un problema: mesi prima ha prenotato una romantica vacanza a Rio de Janeiro, ma quando ha rotto con il suo ragazzo, tutti i suoi piani sono andati in fumo. Non solo la vacanza dei suoi sogni gli sta sfuggendo dalle mani, ma è stufo marcio di farsi spezzare il cuore.
Blaine Reed ha una soluzione che può salvare i progetti di Liam. Dopo il suo recente divorzio, Blaine ha bisogno di una pausa, e un paio di settimane prive di stress a Rio con un uomo sexy come Liam gli sembrano il paradiso.
Liam e Blaine vanno subito molto d’accordo e diventano buoni amici prima ancora di lasciare Londra. Nonostante si sforzino di ignorare l’attrazione che cresce tra di loro, questa esplode quando si ritrovano a dover dividere una stanza in una delle città più romantiche al mondo.
Stare insieme a Rio è facile ed è esattamente quello di cui Liam ha bisogno: niente sentimenti, niente drammi, e nessuno si farà male.
Almeno, finché qualcuno non si farà male sul serio.
Quando la bolla di felicità della vacanza scoppia, Liam e Blaine devono trovare il modo di stare insieme anche lontano dalla seducente magia di Rio.
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### Sinossi
Liam Young ha un problema: mesi prima ha prenotato una romantica vacanza a Rio de Janeiro, ma quando ha rotto con il suo ragazzo, tutti i suoi piani sono andati in fumo. Non solo la vacanza dei suoi sogni gli sta sfuggendo dalle mani, ma è stufo marcio di farsi spezzare il cuore.
Blaine Reed ha una soluzione che può salvare i progetti di Liam. Dopo il suo recente divorzio, Blaine ha bisogno di una pausa, e un paio di settimane prive di stress a Rio con un uomo sexy come Liam gli sembrano il paradiso.
Liam e Blaine vanno subito molto d’accordo e diventano buoni amici prima ancora di lasciare Londra. Nonostante si sforzino di ignorare l’attrazione che cresce tra di loro, questa esplode quando si ritrovano a dover dividere una stanza in una delle città più romantiche al mondo.
Stare insieme a Rio è facile ed è esattamente quello di cui Liam ha bisogno: niente sentimenti, niente drammi, e nessuno si farà male.
Almeno, finché qualcuno non si farà male sul serio.
Quando la bolla di felicità della vacanza scoppia, Liam e Blaine devono trovare il modo di stare insieme anche lontano dalla seducente magia di Rio.

A fuoco lento

È noto che in Argentina si rifugiarono, dopo la guerra, molti criminali nazisti. Meno noto invece è che il governo argentino favorì e protesse questa particolare ‘immigrazione’, in linea con le simpatie filonaziste e antisemite di Perón e di molti esponenti del suo governo, vicenda descritta in famosi libri quali “Operazione Odessa” e in film quali “Il maratoneta” di John Schlesinger con Dustin Hoffmann e Laurence Olivier o “Dossier Odessa” di Ronald Neame con John Voight e Maximilian Schell. E proprio “Operazione Odessa” rivela che la politica antisemita del governo argentino si spinse sino a emulare le leggi razziali tedesche e italiane emanando nel 1938 -a firma del ministro degli Affari Esteri José Maria Cantilo- la così detta Direttiva Undici per impedire l’ingresso nel paese di circa 200.000 ebrei fuggiaschi dall’Europa, condannandoli così a morte.
Durante la guerra giravano voci sull’esistenza di un campo di concentramento nelle remote foreste argentine. Secondo l’autore di “Operazione Odessa” diversi ministri argentini avevano richiesto una ‘soluzione’ al problema degli ebrei in Argentina. Non è mai stato confermato che un campo simile sia esistito, e tutti i governi argentini hanno negato l’esistenza formale della Direttiva Undici. Ma è indubbio che proprio in Argentina si rifugiarono migliaia di criminali di guerra nazisti, tra i quali alcuni dei più famosi, inclusi Adolf Heichmann e Joseph Mengele.
È in questo torbido ambiente –ma con numerosi flash back nella Berlino del 1932, la città dell’estrema decadenza morale e della irresistibile ascesa del nazismo, che Kerr conosce così bene- che si svolge “A fuoco lento”, romanzo nel quale Bernie Gunther – il famoso detective antinazista della ‘Trilogia Berlinese’ – si trova a essere cacciatore e preda in un complotto ordito da Juan Perón e dalla moglie Evita per impossessarsi del denaro sequestrato agli ebrei europei sottraendolo al controllo di alcuni criminali nazisti tra i quali Otto Skorzeny, il liberatore di Mussolini dalla prigionia del Gran Sasso, Adolf Heichmann e il dottor Mengele, anch’essi personaggi del romanzo.
Al di là del suo carattere di intrigante fiction, questo romanzo di Philip Kerr ha dunque il valore di una vera e propria denuncia storica del governo argentino dell’epoca.