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Diario di una Schiappa: Un racconto a vignette

Essere un ragazzo è un mestiere complicato. Nessuno lo sa meglio di Greg, che ha iniziato la scuola media e si ritrova in mezzo a compagni ben più alti di lui, ragazze improvvisamente grandi, e amici con cui è così difficile andare d’accordo.
Diario di una schiappa è la spassosa cronaca delle avventure quotidiane di un imprevedibile e simpaticissimo “antieroe”.
Come dice Greg all’inizio: «Non aspettatevi niente del genere “Caro Diario” di qua e “Caro Diario” di là». **
### Sinossi
Essere un ragazzo è un mestiere complicato. Nessuno lo sa meglio di Greg, che ha iniziato la scuola media e si ritrova in mezzo a compagni ben più alti di lui, ragazze improvvisamente grandi, e amici con cui è così difficile andare d’accordo.
Diario di una schiappa è la spassosa cronaca delle avventure quotidiane di un imprevedibile e simpaticissimo “antieroe”.
Come dice Greg all’inizio: «Non aspettatevi niente del genere “Caro Diario” di qua e “Caro Diario” di là».

Diario di un incubo. Taccuini 1919-1935

«Torre distante visibile da finestra che dà su pendici della collina. Pipistrelli si affollano attorno ad essa la notte. L’osservatore ne è affascinato. Una notte svegliandosi si ritrova in una sconosciuta buia scala a chiocciola…»
Come sono nate le spaventose visioni che H.P. Lovecraft, il cupo e misterioso “solitario di Providence”, profondeva nei suoi inquietanti racconti? La risposta si è potuta trovare nel suo prezioso taccuino di lavoro, una vera e propria officina di idee, sogni, riassunti di trame, riflessioni, nomi di personaggi, di luoghi che accompagnò Lovecraft dal 1918-1919 fino alla metà degli anni trenta, poco prima della sua morte. Una preziosa miniera di materiale inedito, che viene qui pubblicata in una ineccepibile edizione curata da Claudio De Nardi e che rivela la genesi originale del mito di Cthulhu.
I racconti che Lovecraft ha ideato e non ha mai scritto. I suoi autori fantastici preferiti e il mondo del “cosmic horror” racchiusi in una testimonianza letteraria di prima mano.

Diario Della Divina Misericordia

Poco prima dello scoppio della seconda guerra mondiale, una giovane suora polacca, semplice, ignorante, riceve una chiamata speciale da Gesù che le dice: **’Oggi mando te a tutta l’umanità con la Mia Misericordia. Non voglio punire l’umanità sofferente, ma desidero guarirla e stringerla al Mio Cuore misericordioso”.(Diario)** Gesù le dice anche di annotare il Suo messaggio di misericordia in un diario: **”Sei la segretaria della Mia Misericordia: ti ho scelta per questo incarico in questa vita e in quella futura”(Diario).** Queste parole di Gesù si trovano nel Diario di Santa Maria Faustina Kowalska, che racconta la grande esperienza di Sr. Faustina della Divina Misericordia nella sua anima e la sua missione di condividere questa misericordia con il mondo intero. Sebbene fosse morta nel più totale anonimato, il 30 aprile 2000 fu canonizzata da Papa Giovanni Paolo II come *’il grande apostolo della Divina Misericordia per il nostro tempo’;*a beneficio di *”* *un messaggio consolante che si rivolge soprattutto a chi, afflitto da una prova particolarmente dura o schiacciato dal peso dei peccati commessi, ha smarrito ogni fiducia nella vita ed è tentato di cedere alla disperazione. A lui si presenta il volto dolce di Cristo, su di lui arrivano quei raggi che partono dal suo cuore e illuminano, riscaldano, indicano il cammino e infondono speranza. Quante anime ha già consolato l’invocazione “Gesù, confido in Te”, che la Provvidenza ha suggerito attraverso Suor Faustina*! Questo semplice atto di abbandono a Gesù squarcia le nubi più dense e fa passare un raggio di luce nella vita di ciascuno. Più di 800.000 copie del diario sono state vendute in tutto il mondo. Nel diario, la fiducia, la semplicità e l’intimità infantile di questa mistica donna con Gesù, sarà di conforto per molte anime. **’Solo l’amore dà valore alle nostre azioni e tanto più il nostro amore diventa puro, tanto meno il fuoco delle sofferenze avrà da distruggere in noi e la sofferenza per noi cesserà di essere sofferenza’,** (Diario). **La presente edizione, in edizione critica è a cura di Alessandro e Ilario Messina.**

Diario Del Seduttore

Introduzione di Angelo G. Sabatini
Edizione integrale
Il Diario del seduttore, parte importante della più vasta opera Aut-aut, contiene la filosofia dell’estetico cui Kierkegaard dedicò il primo momento della sua riflessione. Nel rapporto intenso e tormentato del giovane Kierkegaard con la ricerca del piacere interviene ben presto il demone della coscienza e dell’interrogazione a trasferire la comprensione della seduzione sul piano intellettuale e ad aprire la strada verso l’esistenza religiosa. Il riscatto della sensualità è il primo gradino di un itinerario verso Dio. Una concezione antica, che trova però in Kierkegaard un’analisi fenomenologica e psicologica di sapore moderno.
«Ogni fanciulla è una maestra nata, e anche se non si potesse apprender altro da lei, si apprenderebbe pur sempre una cosa: il modo di ingannarla. Né altri che una fanciulla può insegnarcelo. A qualunque età io arriverò, non dimenticherò mai che solo allora un uomo può dire di non aver più ragione di vivere, quando è diventato tanto vecchio da non poter più nulla imparare da una giovinetta.»
Sören Aabye Kierkegaard
(Copenaghen 1813-1855) trascorse un’esistenza assai povera di eventi particolari: educato rigidamente dal padre, non si spostò quasi mai dalla sua città e visse di rendita dedicandosi interamente alla letteratura e alla riflessione filosofica. Fidanzatosi con Regina Olsen, ruppe dopo pochi mesi il legame, tormentato da un oscuro quanto angoscioso sentimento religioso. Tra le sue opere: Aut-aut (1843), pubblicato sotto pseudonimo, Il concetto dell’angoscia (1844) e i Diari, pubblicati postumi.

Diario 1941-1943

Un "cuore pensante" testimonia la propria fine in un campo di concentramento. Accanto al Diario di Anna Frank, uno dei documenti indispensabili sulla persecuzione degli ebrei. "Se Etty insiste a ripeterci che tutto è bello, è perché un'ebraica volontà di vivere fino in fondo vuole questo in lei. Un rivestimento ideale, poetico, ricopre in lei la solida, l'irriducibile, l'intima forza ebraica" (Sergio Quinzio).

Di contrabbando. Venti storie vere, completamente inventate

In parata, attraversano la città: con la loro musica, i loro colori, squarciano il quotidiano. «Ruttano, scoreggiano, cacano, sbraitano, ringhiano, ululano, barriscono, gridano, schiamazzano, zufolano, chiocciano, sbaruffano, fanno cucù, sbuffano! In coda, nel vortice arancione dei lampeggiatori, un drappello di africani in uniforme verde, con fasce fluorescenti sulle cuciture, lavora di pompa e di scopa per cancellare il passaggio della giungla addomesticata». Un passo più in là, ed entra in scena l’uomo in grigio… L’oro narrativo è sparso dappertutto, in questi racconti di uno degli eredi più consapevoli e taglienti del noir francese. Basta ritrovarne la vena: su un’isola di contrabbandieri, naturalmente; ma anche in un tubetto di aspirina; tra le mura di una sperduta caserma algerina; o in un cantiere della metropolitana; o in una stazione orbitale; o nel cuore cupo di una periferia degradata. Il metodo è semplice: gettare passerelle di invenzione tra due blocchi di realtà, allo stesso modo in cui si scavalca un torrente appoggiandosi sui sassi che sporgono.

Destini di frontiera: Da Vladivostok a Khartoum, un viaggio in nove storie

Un accattone bambino, nella giungla cambogiana, che parla dodici lingue. Una giovane manager d’assalto del Vietnam. Un uomo dal passaporto falso nelle miniere di giada della Birmania. Federico Fubini racconta le vite invisibili travolte dalle grandi correnti globali.
Un viaggio passo passo dall’Estremo Oriente a un Occidente altrettanto estremo, passando dal Golfo del Bengala e quindi dal Persico. Man mano che si avanza, le immagini da cartolina non tengono più: il mondo cambia così in fretta che ogni donna e ogni uomo ormai porta su di sé più di un’epoca e più di una cultura. È il segreto che trasforma il pianeta, popoli mai entrati in contatto si incontrano. L’era della grande ibridazione umana è iniziata. La si legge negli occhi delle persone per migliaia di chilometri: dalla taiga russa a un passo dalla Corea del Nord alle celle d’acciaio che imprigionano certi strani ‘cinesi’ nelle carceri di Guantánamo. Tra cronaca e racconto, in queste pagine troveremo quel calderone di culture, interessi, vita, identità, che distingue l’oggi. **
### Sinossi
Un accattone bambino, nella giungla cambogiana, che parla dodici lingue. Una giovane manager d’assalto del Vietnam. Un uomo dal passaporto falso nelle miniere di giada della Birmania. Federico Fubini racconta le vite invisibili travolte dalle grandi correnti globali.
Un viaggio passo passo dall’Estremo Oriente a un Occidente altrettanto estremo, passando dal Golfo del Bengala e quindi dal Persico. Man mano che si avanza, le immagini da cartolina non tengono più: il mondo cambia così in fretta che ogni donna e ogni uomo ormai porta su di sé più di un’epoca e più di una cultura. È il segreto che trasforma il pianeta, popoli mai entrati in contatto si incontrano. L’era della grande ibridazione umana è iniziata. La si legge negli occhi delle persone per migliaia di chilometri: dalla taiga russa a un passo dalla Corea del Nord alle celle d’acciaio che imprigionano certi strani ‘cinesi’ nelle carceri di Guantánamo. Tra cronaca e racconto, in queste pagine troveremo quel calderone di culture, interessi, vita, identità, che distingue l’oggi.

Dentro la notte

Da due anni la bella Melisande Davidovich è ospite nel castello dei Wolfram, dove ha trovato conforto e protezione in seguito alla brutale uccisione della madre e della nonna. Ma dopo la partenza dei padroni di casa, l’atmosfera si è fatta fredda e inospitale. In più, i lupi infestano i sogni di Melisande da quando il misterioso conte Kazimir Vasilov è comparso al castello. Adombrato dai gravi pericoli che sembra portare con sé, il conte è un uomo affascinante e non esita a farla sua. Ma quando la giovane rischia la vita, Kazimir dovrà trovare il modo per salvarla senza risvegliare il malefico potere di cui parla un’antica leggenda…

Demon Child

A child accursed calls Jenny to a house of terror–and an appointment with death. Gothic-romance novel written to meet a publisher’s guidelines and “stave off starvation and buy a little time to write what I really cared about.”

Delitto Neruda

**Il poeta premio Nobel ucciso dal golpe di Pinochet**
**– Cerchi pure, capitano! Qui c’è una sola cosa**
**pericolosa per voi.**
**– Cosa?**
**– La poesia!**
***Pablo Neruda a un ufficiale durante la perquisizione ** *
*** a Isla Negra, tre giorni dopo il colpo di stato del 1973***

**“Chi uccide un poeta uccide la libertà. **
** Roberto Ippolito firma un’inchiesta stringente e **
** appassionante sulla misteriosa morte di Pablo Neruda.” **
** *Giancarlo De Cataldo ** *
****
**“Ippolito raccoglie i fatti e li processa,**
**li ricompone, li inchioda.**
**Sembra di essere davanti a una fedele applicazione**
**del principio pasoliniano del sapere fondato sulla ricerca**
**intellettuale. Solo che qui ci sono anche le prove.”**
*** Diego De Silva ** *
****
Cile, 11 settembre 1973, l’instaurazione della dittatura militare di Pinochet, la fine di un sogno. Le case di Pablo Neruda devastate, i suoi libri incendiati nei falò per le strade. Ovunque terrore e morte. Anche la poesia è considerata sovversiva. A dodici giorni dal golpe che depone l’amico Allende, il premio Nobel per la letteratura 1971, il poeta dell’amore e dell’impegno civile, amato nel mondo intero, muore nella Clínica Santa María
di Santiago. La stessa in cui, anni dopo, morirà avvelenato anche l’ex presidente Frei Montalva, oppositore del regime. Il decesso di Neruda avviene alla vigilia della sua partenza per il Messico, ufficialmente per un cancro alla prostata. Ma la cartella clinica è scomparsa, manca l’autopsia, il certificato di morte è sicuramente falso.
Ippolito ha raccolto le prove sostenibili, gli indizi e il movente della fine non naturale di Neruda, sulla scorta dell’inchiesta giudiziaria volta ad accertare l’ipotesi di omicidio, e per questo contrastata in ogni modo da nostalgici e negazionisti. Per la sua drammatica ricostruzione, l’autore si è avvalso di una vasta documentazione proveniente dalle fonti più disparate: archivi, perizie scientifiche, testimonianze, giornali cartacei e online, radio, televisioni, blog, libri, in Cile, Spagna, Brasile, Messico, Perù, Stati Uniti, Germania, Regno Unito e Italia.
Il libro è scritto con il rigore dell’inchiesta e lo stile di un thriller mozzafiato. Protagonista, una figura simbolo della lotta per la libertà, non solo in Cile, vittima al pari di García Lorca, suo grande amico e illustre poeta, ucciso dal regime franchista.
**
### Sinossi
**Il poeta premio Nobel ucciso dal golpe di Pinochet**
**– Cerchi pure, capitano! Qui c’è una sola cosa**
**pericolosa per voi.**
**– Cosa?**
**– La poesia!**
***Pablo Neruda a un ufficiale durante la perquisizione ** *
*** a Isla Negra, tre giorni dopo il colpo di stato del 1973***

**“Chi uccide un poeta uccide la libertà. **
** Roberto Ippolito firma un’inchiesta stringente e **
** appassionante sulla misteriosa morte di Pablo Neruda.” **
** *Giancarlo De Cataldo ** *
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**“Ippolito raccoglie i fatti e li processa,**
**li ricompone, li inchioda.**
**Sembra di essere davanti a una fedele applicazione**
**del principio pasoliniano del sapere fondato sulla ricerca**
**intellettuale. Solo che qui ci sono anche le prove.”**
*** Diego De Silva ** *
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Cile, 11 settembre 1973, l’instaurazione della dittatura militare di Pinochet, la fine di un sogno. Le case di Pablo Neruda devastate, i suoi libri incendiati nei falò per le strade. Ovunque terrore e morte. Anche la poesia è considerata sovversiva. A dodici giorni dal golpe che depone l’amico Allende, il premio Nobel per la letteratura 1971, il poeta dell’amore e dell’impegno civile, amato nel mondo intero, muore nella Clínica Santa María
di Santiago. La stessa in cui, anni dopo, morirà avvelenato anche l’ex presidente Frei Montalva, oppositore del regime. Il decesso di Neruda avviene alla vigilia della sua partenza per il Messico, ufficialmente per un cancro alla prostata. Ma la cartella clinica è scomparsa, manca l’autopsia, il certificato di morte è sicuramente falso.
Ippolito ha raccolto le prove sostenibili, gli indizi e il movente della fine non naturale di Neruda, sulla scorta dell’inchiesta giudiziaria volta ad accertare l’ipotesi di omicidio, e per questo contrastata in ogni modo da nostalgici e negazionisti. Per la sua drammatica ricostruzione, l’autore si è avvalso di una vasta documentazione proveniente dalle fonti più disparate: archivi, perizie scientifiche, testimonianze, giornali cartacei e online, radio, televisioni, blog, libri, in Cile, Spagna, Brasile, Messico, Perù, Stati Uniti, Germania, Regno Unito e Italia.
Il libro è scritto con il rigore dell’inchiesta e lo stile di un thriller mozzafiato. Protagonista, una figura simbolo della lotta per la libertà, non solo in Cile, vittima al pari di García Lorca, suo grande amico e illustre poeta, ucciso dal regime franchista.
### Dalla seconda/terza di copertina
Roberto Ippolito, scrittore e giornalista, conoscitore del mondo letterario, organizza eventi che portano la cultura fra la gente nei luoghi più vari: centri commerciali, mondiali di nuoto, navi, aeroporti, scuole, pullman (per il giro a tappe “conPasolini”), musei, siti Unesco. Ha curato a lungo l’economia per il quotidiano “La Stampa”, con attenzione ai grandi fatti globali. È stato editor del Festival dell’economia di Trento. Ha dato vita al “Tour del brutto dell’Appia Antica”. È stato direttore della comunicazione di Confindustria e direttore delle relazioni esterne dell’Università Luiss di Roma, dove ha insegnato alla Scuola superiore di giornalismo. Autore di libri d’inchiesta di successo, ha pubblicato Evasori (Bompiani 2008), Il Bel Paese maltrattato (Bompiani 2010) e, con Chiarelettere, Ignoranti (2013), Abusivi (2014) ed Eurosprechi (2016).

Decamerock

Una metaforica peste sembra aver colpito il rock, che non è più il linguaggio della ribellione in musica né quello stile di vita che si nutriva di estremi: solitudine e aggregazione, diavolo e acqua santa, profonda malinconia e gioia sfrenata, folle eccitazione e mistica lentezza. Per riportarci alle atmosfere, ai volti e alle vicende che hanno reso il rock il genere più popolare al mondo, Massimo Cotto ci guida attraverso una grande avventura narrativa sulle tracce di vite maledette e affascinanti, mostrandone il dietro le quinte. Dal suo inesauribile repertorio l’autore estrae centouno storie di fortune e sconfitte, tragedie e amori, rivolte e omicidi, rovinose cadute e incredibili resurrezioni, passioni sregolate e altri eccessi, per comporre un romanzo che ne contiene infiniti altri. Da Nico a Amy Winehouse, da Jeff Buckley a Kurt Cobain, passando per Dylan Thomas e William Burroughs, tra incontri maledetti, groupies, hotel e viaggi on the road, manager senza scrupoli e soldi facili, a storie mai raccontate si affiancano letture inedite di episodi più celebri, nell’affascinante interpretazione di un narratore dallo stile inconfondibile, frutto di incontri e conversazioni, perché «il rock racconta e si racconta non solo nelle canzoni, nelle trame e nei personaggi, ma anche attraverso le parole delle rockstar quando sono lontane dal palco». **
### Sinossi
Una metaforica peste sembra aver colpito il rock, che non è più il linguaggio della ribellione in musica né quello stile di vita che si nutriva di estremi: solitudine e aggregazione, diavolo e acqua santa, profonda malinconia e gioia sfrenata, folle eccitazione e mistica lentezza. Per riportarci alle atmosfere, ai volti e alle vicende che hanno reso il rock il genere più popolare al mondo, Massimo Cotto ci guida attraverso una grande avventura narrativa sulle tracce di vite maledette e affascinanti, mostrandone il dietro le quinte. Dal suo inesauribile repertorio l’autore estrae centouno storie di fortune e sconfitte, tragedie e amori, rivolte e omicidi, rovinose cadute e incredibili resurrezioni, passioni sregolate e altri eccessi, per comporre un romanzo che ne contiene infiniti altri. Da Nico a Amy Winehouse, da Jeff Buckley a Kurt Cobain, passando per Dylan Thomas e William Burroughs, tra incontri maledetti, groupies, hotel e viaggi on the road, manager senza scrupoli e soldi facili, a storie mai raccontate si affiancano letture inedite di episodi più celebri, nell’affascinante interpretazione di un narratore dallo stile inconfondibile, frutto di incontri e conversazioni, perché «il rock racconta e si racconta non solo nelle canzoni, nelle trame e nei personaggi, ma anche attraverso le parole delle rockstar quando sono lontane dal palco».

Debito di Sangue

Henry Fitzroy, vampiro, scrittore, nonché figlio illegittimo di Enrico VIII, è sopravvissuto per secoli obbedendo al codice dei vampiri: non ha mai ucciso inutilmente, ha badato a non attirare l’attenzione su di sé e non ha mai invaso il territorio di un altro vampiro. Adesso però Henry sta per fare l’inimmaginabile: infrangere quel codice. Perché se non lo farà, ignari innocenti perderanno la vita, vittime di spettri vendicativi che stanno invadendo il suo rifugio privato esigendo che Henry li aiuti a vendicarsi dei loro assassini. Con le sue sole forze, Henry non è in grado di scoprire la causa di quegli assassinii, ma non può neppure ignorare i suoi ospiti indesiderati. Gli rimane una sola alternativa: chiamare Vicki Nelson, investigatore privato, e chiedere il suo aiuto. E sperare che sia lui che Vicki riescano a sopravvivere a quell’esperienza…