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Justine Ovvero Le Disgrazie Della Virtù

**Cura e introduzione di Claudio Rendina
Saggio introduttivo di Gianni Nicoletti
Traduzione di Maurizio Grasso
Edizione integrale**
Justine e Juliette, figlie adolescenti di un ricco banchiere parigino, educate in collegio, si trovano improvvisamente sole, in seguito alla rovina finanziaria della famiglia e alla morte dei genitori. Justine, fedele ai princìpi morali dell’educazione ricevuta, dovrà affrontare un terribile viaggio nell’inferno della Francia dell’ *ancien régime* , tra giudici corrotti e frati libertini, aristocratici viziosi e borghesi delinquenti. Vittima di violenze e umiliazioni inaudite, la sventurata è destinata a una fine agghiacciante, mentre la sorella, che incontrerà poco prima di morire, si è conquistata, attraverso l’entusiastica accettazione del vizio, un’esistenza libera, ricca e serena.
**D.-A. François De Sade**
Donatien-Alphonse-François de Sade, noto come «il divin marchese», nacque nel 1740 a Parigi. La sua condotta immorale e una serie di condanne penali ne hanno fatto un personaggio leggendario. Trascorse più di trent’anni della sua vita in carcere o in manicomio. Accusato di empietà, oscenità e perversione in seguito alla pubblicazione del romanzo Juliette, venne dapprima imprigionato e poi rinchiuso nell’ospedale dei pazzi di Charenton, dove morì nel 1814. Di Sade la Newton Compton ha pubblicato Justine ovvero Le sventure della virtù, Le 120 giornate di Sodoma e il volume unico I romanzi maledetti (Le sventure della virtù; Justine ovvero le disgrazie della virtù; La nuova Justine ovvero le sciagure della virtù; Juliette ovvero le prosperità del vizio; Le 120 giornate di Sodoma).

Justine O Gli Infortuni Della Virtù (Evergreen)

Romanzo eroico che narra le disavventure di Justine, una giovane nobile di morale cattolica, la quale si troverà implicata in un’escalation di situazioni perverse, fino al salvataggio ad opera della sorella Juliette. Libro in lingua originale francese con traduzione in italiano.

Jurgen

Jurgen è giovane e innamorato di una delle donne più desiderabili del reame di Poictesme: per sposarla è disposto a qualunque sacrificio, e il giorno che la ragazza scompare Jurgen decide di cercarla anche in capo al mondo. Accompagnato da un centauro, mitica creatura che gli farà da guida, il nostro eroe dovrà spingersi in contrade lontane, in paesi ostili e scendere addirittura all’inferno. Lungo la strada non mancano né le avventure né i colpi di scena: a poco a poco il romanzo si movimenta fino a diventare una delle più insolite, bizzarre e pericolose ricerche della narrativa d’immaginazione. Il capolavoro ritrovato di uno tra i fondatori della fantasy moderna.

Jack Vance – L’Odissea Di Glystra

Una marcia di quarantamila miglia, una volta e mezzo il giro della Terra: ecco che cosa si trova davanti Claude Glystra, inviato dalla Terra a indagare sul Pianeta Gigante e subito ridotto alla condizione di pellegrino da un misterioso attentato. Glystra e i suoi foschi compagni (tra i quali si nasconde certamente una spia nemica) non hanno nemmeno una mappa dello sterminato territorio che devono attraversare. Sanno soltanto che il Pianeta Gigante raccoglie da secoli i fuorilegge, gli avventurieri, gli anarchici, i dissidenti e i ribelli di ogni specie e di ogni razza, e che il viaggio sarà pieno di meraviglie e di stranezze, ma anche di insidi, trappole e pericoli mortali.

Io come te

Trovare un uomo addormentato nel parco, cospargerlo di benzina e dargli fuoco sembra un modo eccitante di concludere la serata a un gruppo di giovani teppisti; ma c’è un altro ragazzo, Luca, che non fa parte del branco e ha assistito con orrore alla scena, senza osare intervenire. Il senso di colpa non gli dà tregua: va a trovare l’uomo in ospedale e scopre che è un cingalese di nome Rajiva, e vende rose agli angoli delle strade; ora che è immobilizzato a letto, in gravi condizioni, la sua famiglia è condannata a patire la fame. Luca prende una decisione coraggiosa: andrà lui a vendere le rose al posto di Rajiva, travestito da immigrato. È l’inizio di una spiazzante avventura che lo costringe ad abbandonare le sue abitudini di ragazzo di buona famiglia per vedere il mondo dall’altra parte, quella degli ultimi, degli esclusi, sperimentando sulla propria pelle umiliazioni, intolleranza e razzismo. A poco a poco, mentre la sua amicizia con Rajiva si approfondisce, Luca impara a sentire quel vincolo di solidarietà e appartenenza reciproca che lega tra loro tutti gli esseri e al quale diamo il nome di «compassione». **
### Sinossi
Trovare un uomo addormentato nel parco, cospargerlo di benzina e dargli fuoco sembra un modo eccitante di concludere la serata a un gruppo di giovani teppisti; ma c’è un altro ragazzo, Luca, che non fa parte del branco e ha assistito con orrore alla scena, senza osare intervenire. Il senso di colpa non gli dà tregua: va a trovare l’uomo in ospedale e scopre che è un cingalese di nome Rajiva, e vende rose agli angoli delle strade; ora che è immobilizzato a letto, in gravi condizioni, la sua famiglia è condannata a patire la fame. Luca prende una decisione coraggiosa: andrà lui a vendere le rose al posto di Rajiva, travestito da immigrato. È l’inizio di una spiazzante avventura che lo costringe ad abbandonare le sue abitudini di ragazzo di buona famiglia per vedere il mondo dall’altra parte, quella degli ultimi, degli esclusi, sperimentando sulla propria pelle umiliazioni, intolleranza e razzismo. A poco a poco, mentre la sua amicizia con Rajiva si approfondisce, Luca impara a sentire quel vincolo di solidarietà e appartenenza reciproca che lega tra loro tutti gli esseri e al quale diamo il nome di «compassione».

Inventario Di Un Cuore in Allarme

Per un ipocondriaco che vuole smettere di tormentare chi gli sta accanto con le proprie ossessioni, trovare una valvola di sfogo è una questione vitale. Ma come si impara ad affrontare la paura da soli? Forse raccontandosi. È quello che fa Lorenzo Marone, senza timore di mostrarsi vulnerabile, con una voce che all’ansia preferisce lo stupore e il divertimento. Scorrendo l’inventario delle sue fobie ognuno può incontrare un pezzo di sé e partecipare all’affannosa, autoironica ricerca di una via di fuga in discipline e pratiche disparate: dalla medicina alla fisica all’astronomia, dalla psicologia alla religione, dai tarocchi all’astrologia. Alla fine, se esorcizzare del tutto l’angoscia resta un miraggio, possiamo comunque reagire alla fragilità ammettendola. E magari accogliere, con un po’ di leggerezza, le imperfezioni che ci rendono unici.
«Quel che vale per l’umanità, non vale per l’ipocondriaco. La prima chiara e lampante norma che costui deve seguire, un principio sul quale, bene o male, le varie forme di psicoterapia concordano, è questa: se vuoi mettere a tacere l’ossessione, non devi appoggiarti ad altri, non devi sviscerare le tue paure, non devi, diciamola tutta, rompere i coglioni di continuo a chi ti è accanto». **
### Sinossi
Per un ipocondriaco che vuole smettere di tormentare chi gli sta accanto con le proprie ossessioni, trovare una valvola di sfogo è una questione vitale. Ma come si impara ad affrontare la paura da soli? Forse raccontandosi. È quello che fa Lorenzo Marone, senza timore di mostrarsi vulnerabile, con una voce che all’ansia preferisce lo stupore e il divertimento. Scorrendo l’inventario delle sue fobie ognuno può incontrare un pezzo di sé e partecipare all’affannosa, autoironica ricerca di una via di fuga in discipline e pratiche disparate: dalla medicina alla fisica all’astronomia, dalla psicologia alla religione, dai tarocchi all’astrologia. Alla fine, se esorcizzare del tutto l’angoscia resta un miraggio, possiamo comunque reagire alla fragilità ammettendola. E magari accogliere, con un po’ di leggerezza, le imperfezioni che ci rendono unici.
«Quel che vale per l’umanità, non vale per l’ipocondriaco. La prima chiara e lampante norma che costui deve seguire, un principio sul quale, bene o male, le varie forme di psicoterapia concordano, è questa: se vuoi mettere a tacere l’ossessione, non devi appoggiarti ad altri, non devi sviscerare le tue paure, non devi, diciamola tutta, rompere i coglioni di continuo a chi ti è accanto».

Invece della catastrofe. Perché costruire un’alternativa è ormai indispensabile

Nella vita quotidiana di ognuno di noi la crisi ha assunto i tratti di un personaggio da tragedia antica: il fato, il convitato di pietra, una presenza immanente e ostile, eppure inafferrabile. Conseguenza inevitabile quando gli effetti di una congiuntura globale sono ormai alle porte delle nostre case, colpiscono le nostre vite, corrodono la speranza di un futuro per i nostri figli e sgretolano ciò che davamo per scontato: stile di vita, lavoro, salute, istruzione. C’è la sensazione diffusa che tutto ciò sia solo la punta di un iceberg, che queste perdite siano in realtà le estreme propaggini di un enorme buco nero in espansione. Ma mancano le prove, perché nessuno dice veramente come stanno le cose. C’è un silenzio colpevole perché interessato da parte dei pochi che sanno. “Invece della catastrofe” vuole svelare le tremende verità che ci vengono nascoste e lanciare un drammatico appello alle coscienze. La crisi economica è solo un aspetto del problema. Crisi climatica, ambientale, energetica, demografica, crisi dei rifiuti, crisi dell’acqua sono tutte strettamente connesse. L’illusione degli ultimi tre secoli che in un sistema finito di risorse fosse possibile una crescita infinita si è definitivamente infranta. L’umanità sta andando a marce forzate verso la catastrofe, una catastrofe immane rispetto alla quale le due guerre mondiali che abbiamo vissuto saranno rappresentazioni secondarie e minori. Un cambiamento di rotta è ancora possibile, ma i tempi per questa trasformazione sono ormai stretti… **

Insegnami La Tempesta

C’è una donna ferma sulla soglia di un convento. Deve entrare, ma ha paura. Oltre quella soglia, lo sa, avverrà la resa dei conti. Perché è lí che si trova sua figlia, un’adolescente scappata di casa dopo l’ennesima lite con lei. Ed è lí che vive la persona che molti anni prima l’ha abbandonata senza una parola, per seguire la propria vocazione.
Dopo il successo de *L’animale femmina* , Emanuela Canepa torna a scandagliare i conflitti sotterranei che si annidano in ogni rapporto. Stavolta, lo fa attraverso tre figure femminili indimenticabili. Una madre, alla quale la figlia rimprovera un’esistenza di rinunce. Una figlia, che la madre ha sempre sentito inaccessibile. E una suora, che ha lasciato tutto, anche la sua piú grande amica, per abbracciare senza riserve il proprio destino. Tre donne profondamente legate tra loro, eppure in costante fuga l’una dall’altra. Perché ogni legame d’amore può diventare un cappio, e ogni distacco trasformarsi in battaglia. **
### Sinossi
C’è una donna ferma sulla soglia di un convento. Deve entrare, ma ha paura. Oltre quella soglia, lo sa, avverrà la resa dei conti. Perché è lí che si trova sua figlia, un’adolescente scappata di casa dopo l’ennesima lite con lei. Ed è lí che vive la persona che molti anni prima l’ha abbandonata senza una parola, per seguire la propria vocazione.
Dopo il successo de *L’animale femmina* , Emanuela Canepa torna a scandagliare i conflitti sotterranei che si annidano in ogni rapporto. Stavolta, lo fa attraverso tre figure femminili indimenticabili. Una madre, alla quale la figlia rimprovera un’esistenza di rinunce. Una figlia, che la madre ha sempre sentito inaccessibile. E una suora, che ha lasciato tutto, anche la sua piú grande amica, per abbracciare senza riserve il proprio destino. Tre donne profondamente legate tra loro, eppure in costante fuga l’una dall’altra. Perché ogni legame d’amore può diventare un cappio, e ogni distacco trasformarsi in battaglia.

Inferno

La terra è di fronte a una catastrofe totale. Una serie di particelle cosmiche sta per abbattersi sul nostro pianeta. Il tema non è nuovo. Quello che, però, in questo testo lo nobilita è, in primo luogo, la credibilità di come l’evento potrebbe verificarsi e non a caso. Uno degli autori è Fred Hoyle, uno dei più grandi scienziati dell’astrofisica moderna. E anche uno dei più originali autori di fantascienza: chi ricorda il suo splendido romanzo La nuvola nera e ama il fantastico nell’assoluto rigore della scienza troverà la storia di questa catastrofe e il modo lucido e rigoroso della trattazione una lettura affascinante.

Incontri Con Musicisti Straordinari

Enrico Rava è uno dei jazzisti italiani più noti a livello internazionale, anche grazie alla sua lunga attività oltreoceano, prima a New York e poi a Buenos Aires, dove ha collaborato assiduamente con musicisti del calibro di Gato Barbieri e Steve Lacy. Il suo The Forest and the Zoo, registrato nel 1966, è considerato uno dei dieci dischi essenziali del Free jazz. Di questa vorticosa attività, fatta di continui incontri con musicisti straordinari, di storie sempre surreali e talvolta amare, di piccole stranezze e grandi talenti, Rava restituisce uno spaccato vivido, con il sorriso e lo sguardo ironico di chi, alla fine, di cose ne ha viste accadere veramente tante. La ricostruzione della vita notturna di New York nella gloriosa e irripetibile seconda metà degli anni sessanta è piena di pathos, così come il ricordo dell’ascesa di Astor Piazzolla e del Nuovo tango nella Buenos Aires degli anni settanta. E accanto a questi, i primi balbettii della scena jazz italiana, Gato Barbieri minacciato con una pistola alla tempia dal proprietario dell’appartamento nel Village da cui non se ne voleva andare, o un Don Cherry fischiato a Bologna solo perché salito sul palco senza scarpe. O Carla Bley, bellissima, mentre dirige la Jazz Composer’s Orchestra. Dall’Hard bop al Free jazz, da Chet Baker a Miles Davis e Cecil Taylor, gli incontri di Rava con la magia del jazz risplendono di nuova luce al suono di un ritmo sempre incalzante. **
### Sinossi
Enrico Rava è uno dei jazzisti italiani più noti a livello internazionale, anche grazie alla sua lunga attività oltreoceano, prima a New York e poi a Buenos Aires, dove ha collaborato assiduamente con musicisti del calibro di Gato Barbieri e Steve Lacy. Il suo The Forest and the Zoo, registrato nel 1966, è considerato uno dei dieci dischi essenziali del Free jazz. Di questa vorticosa attività, fatta di continui incontri con musicisti straordinari, di storie sempre surreali e talvolta amare, di piccole stranezze e grandi talenti, Rava restituisce uno spaccato vivido, con il sorriso e lo sguardo ironico di chi, alla fine, di cose ne ha viste accadere veramente tante. La ricostruzione della vita notturna di New York nella gloriosa e irripetibile seconda metà degli anni sessanta è piena di pathos, così come il ricordo dell’ascesa di Astor Piazzolla e del Nuovo tango nella Buenos Aires degli anni settanta. E accanto a questi, i primi balbettii della scena jazz italiana, Gato Barbieri minacciato con una pistola alla tempia dal proprietario dell’appartamento nel Village da cui non se ne voleva andare, o un Don Cherry fischiato a Bologna solo perché salito sul palco senza scarpe. O Carla Bley, bellissima, mentre dirige la Jazz Composer’s Orchestra. Dall’Hard bop al Free jazz, da Chet Baker a Miles Davis e Cecil Taylor, gli incontri di Rava con la magia del jazz risplendono di nuova luce al suono di un ritmo sempre incalzante.

In Hora Mortis Nostrae

Dopo Omicidio in vaticano e La memoria dei vivi, ritornano le indagini del cardinale Giovanni Battista Ferrero.
Roma, Natale 1864, un anziano monsignore francese, studioso di archeologia, viene trovato morto con le mani mozzate nei pressi del Circo Massimo.
Carnevale 1865, monsignor Calandrelli, docente di astronomia, viene ritrovato evirato nell’alcova dove si intratteneva con la sua amante.
Primavera 1865, don Anacleto Murri, parroco di santa Maria dell’Orto viene ritrovato cadavere nella sagrestia della chiesa.
Primavera 1865, padre Giuseppe Ruco, insegnante al collegio Nazareno viene rinvenuto in un pozzo asciutto alla periferia di Roma con una macina da mulino al collo.
La catena di omicidi prosegue, ma il cardinal Ferrero, nonostante i suoi sforzi, non riesce a scoprire la mano che si nasconde dietro a questi omicidi finché nella notte della festa dei Santi Pietro e Paolo non diverrà egli stesso preda di un feroce assassino. **
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Dopo Omicidio in vaticano e La memoria dei vivi, ritornano le indagini del cardinale Giovanni Battista Ferrero.
Roma, Natale 1864, un anziano monsignore francese, studioso di archeologia, viene trovato morto con le mani mozzate nei pressi del Circo Massimo.
Carnevale 1865, monsignor Calandrelli, docente di astronomia, viene ritrovato evirato nell’alcova dove si intratteneva con la sua amante.
Primavera 1865, don Anacleto Murri, parroco di santa Maria dell’Orto viene ritrovato cadavere nella sagrestia della chiesa.
Primavera 1865, padre Giuseppe Ruco, insegnante al collegio Nazareno viene rinvenuto in un pozzo asciutto alla periferia di Roma con una macina da mulino al collo.
La catena di omicidi prosegue, ma il cardinal Ferrero, nonostante i suoi sforzi, non riesce a scoprire la mano che si nasconde dietro a questi omicidi finché nella notte della festa dei Santi Pietro e Paolo non diverrà egli stesso preda di un feroce assassino.

In fuga a quattro zampe

La strada è lunga, e loro non hanno certo una bussola a guidarli. Eppure quando partono, sanno che “casa” si trova a ovest, ed è a casa, dai loro veri padroni, che vogliono tornare. Sono due cani e un gatto: a guidarli nel loro incredibile viaggio attraverso il Canada non è nient’altro che l’istinto e un misto di coraggio e spericolatezza del quale nessun umano sarebbe capace. Le foreste sono popolate da feroci animali selvatici, l’autunno canadese è gelido, la fame sfiancante: da solo, ciascuno dei tre viaggiatori andrebbe incontro a morte certa, ma insieme – con la saggezza del terrier, la felina agilità del siamese, la resistenza del giovane labrador – costituiscono una carovana inarrestabile, tenuta insieme da una inscalfibile, straordinaria amicizia.
*Solo una cosa era chiara e sicura: a ogni costo sarebbe arrivato a casa, a casa del suo vero, adorato padrone. Casa era a ovest, gli diceva il suo istinto; ma non poteva abbandonare gli altri due, quindi – in un modo o nell’altro – doveva portarli con sé, fino in fondo.*