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L’immagine-movimento

A piú di trent’anni dalla sua uscita, e insieme al secondo volume *L’immagine- tempo* , *L’immagine-movimento* costituisce uno dei libri piú importanti in assoluto della saggistica cinematografica. Al tempo stesso saggio di filosofia, estetica e storia del cinema, il libro di Gilles Deleuze, ispirato alle teorie di C. S. Peirce come al pensiero di H. Bergson, si propone di stabilire una tassonomia dell’immenso universo delle immagini in movimento di cui è costituito un secolo di produzione cinematografica. Le immagini vengono dissezionate nelle loro componenti costitutive e classificate secondo alcune tipologie fondamentali, dall’intreccio delle quali derivano età e dominanze estetiche della storia del cinema. Da tale prospettiva, il filosofo francese dissolve le tradizionali classificazioni, proponendo al lettore inedite esplorazioni di una geografia delle immagini al tempo stesso teorica e percettiva, cosí come illuminanti rivisitazioni critiche di tutte le massime espressioni artistiche del cinema, dall’età del muto a Griffith, dalle comiche ai grandi generi cinematografici americani, da Ejzenstejn a Vertov, da Renoir a Ford e Hawks, dai maestri giapponesi a Hitchcock e Godard, da Scorsese ad Altman. Una cartografia che si ribella dunque a ogni convenzionalità storiografica ed estetica, elevando protagonisti, linguaggio e tecniche dell’arte cinematografica ad altrettante forme di pensiero. Prima edizione italiana, Ubulibri 1985.

L’essere e il nulla

L 'essere e il nulla è il testo filosofico sartriano di più ampio respiro: in contrasto con una lunga tradizione speculativa, vi si conduce una ricerca dell'assoluto che rifiuta criticamente conclusioni positivo-edificanti, mentre fa luce su molteplici aspetti del consistere delle cose e dell'esistere degli uomini. A differenza dell'essere in sé. L'esistente non è mai quello che è: progettivo, instabile, la sua struttura è di perenne mancanza. L'indagine sartriana rivela le tensioni profonde dell'essere umano che, mentre vive una condizione di incompiutezza, nutre in permanenza l'aspirazione a superarla.

L’esilio di Drizzt

Astuzia e coraggio hanno già aiutato Drizzt ad abbandonare il mondo delle tenebre; ora che non è più una creatura delle viscere della terra, Drizzt non ha rimpianti per aver rinnegato le proprie origini nè ha nostalgia dell’eterna notte del Buio Profondo. Desidererebbe stringere amicizia con gli abitanti della superficie, far capire loro che ha scelto di vivere alla luce del sole, ma, ahimè, come non fu facile impresa sottrarsi all’ira funesta dei suoi simili, così ora è arduo farsi accettare da quella gente che gli elfi scuri teme, peggio, aborrisce, e che alla vista di uno di loro prova un moto di repulsione, fugge per paura di rimanere vittima di qualche orrendo incantesimo. È ancora guerra per l’elfo scuro?

L’equazione della felicità

La ricerca della felicità è antica come il mondo. Filosofi, religiosi e liberi pensatori ci si applicano da sempre. Ora è la volta di un ingegnere ai vertici di Google, Mo Gawdat, che a un certo punto della sua vita si è reso conto, nonostante il successo, di non essere appagato, e ha deciso di applicare al problema il suo talento logico e di problem solving insieme ai principi della matematica. Il risultato, dopo anni di ricerca, è una “equazione della felicità” basata sulla comprensione di come il cervello assorbe ed elabora gioia e tristezza e un percorso passo passo, praticabile e concreto, per mantenere la gioia nella nostra vita superando i momenti difficili. Ma è proprio vero? Pochi anni fa l’equazione è stata messa alla prova nel modo più difficile: il figlio di Mo, Ali, è morto improvvisamente e lui e la sua famiglia sono riusciti ad affrontare la disperazione e a ritrovare la voglia di vivere proprio grazie al metodo sviluppato da Mo. Da quel momento l’autore ha deciso di portare la sua “formula” a più persone possibile e questo libro è oggi la sua missione. Il messaggio è chiaro: non importa quali e quanti ostacoli troviamo sulla nostra strada, tutti possiamo raggiungere la gioia del presente e un atteggiamento ottimistico verso il futuro. Perché la felicità è il nostro stato naturale, basta solo risvegliare il bambino dentro di noi. **
### Sinossi
La ricerca della felicità è antica come il mondo. Filosofi, religiosi e liberi pensatori ci si applicano da sempre. Ora è la volta di un ingegnere ai vertici di Google, Mo Gawdat, che a un certo punto della sua vita si è reso conto, nonostante il successo, di non essere appagato, e ha deciso di applicare al problema il suo talento logico e di problem solving insieme ai principi della matematica. Il risultato, dopo anni di ricerca, è una “equazione della felicità” basata sulla comprensione di come il cervello assorbe ed elabora gioia e tristezza e un percorso passo passo, praticabile e concreto, per mantenere la gioia nella nostra vita superando i momenti difficili. Ma è proprio vero? Pochi anni fa l’equazione è stata messa alla prova nel modo più difficile: il figlio di Mo, Ali, è morto improvvisamente e lui e la sua famiglia sono riusciti ad affrontare la disperazione e a ritrovare la voglia di vivere proprio grazie al metodo sviluppato da Mo. Da quel momento l’autore ha deciso di portare la sua “formula” a più persone possibile e questo libro è oggi la sua missione. Il messaggio è chiaro: non importa quali e quanti ostacoli troviamo sulla nostra strada, tutti possiamo raggiungere la gioia del presente e un atteggiamento ottimistico verso il futuro. Perché la felicità è il nostro stato naturale, basta solo risvegliare il bambino dentro di noi.

L’Epidemia Sovranista

Nell’ultimo decennio si è assistito alla nascita di numerosi movimenti populisti confluiti tutti nella definizione di «sovranismo» e viene da chiedersi perché così tante società nazionali siano convinte di avere perduto la propria sovranità e vogliano riconquistarla.
Le motivazioni e lo stile di tale rivendicazione cambiano da un Paese all’altro. I due maggiori partiti sovranisti italiani, per esempio, hanno priorità diverse e tratti diversi da quelli dei Paesi scandinavi. Il sovranismo americano, soprattutto dopo l’elezione di Donald Trump, non è quello ungherese di Viktor Orbán o quello francese di Marine Le Pen. Ma tutti rappresentano società che hanno accumulato insoddisfazione e malumore contro le formule politiche e i principi economici che sono stati per molti anni le colonne portanti della loro esistenza. Tutti hanno un nemico a cui attribuire la propria infelicità, vera o presunta.
Sergio Romano indaga a fondo le origini, i rischi e le conseguenze delle nuove ondate di sovranismo. Attraverso numerosi esempi, spiega in che modo l’epidemia sia stata favorita da altri fenomeni. E offre nuovi e interessanti spunti su quelli che potrebbero essere i rimedi per curare un male che pare in inarrestabile crescita. Un punto di vista inatteso che mette in discussione l’Europa così come è stata pensata fino a oggi.

L’Enigma del Führer

Londra. È notte ed Ethan Cooper, giornalista del Guardian, è alla guida. All’improvviso, sbucato dal nulla, un uomo si lancia sotto la sua macchina. L’asfalto, zuppo di pioggia, rende inutile la frenata: l’impatto è inevitabile, gli effetti devastanti. Resosi conto della gravità dell’incidente, Ethan chiama i soccorsi e raggiunge l’uomo in fin di vita. Questi, con le ultime forze, gli consegna due oggetti e pronuncia alcune frasi incomprensibili.
Sentendosi responsabile per quanto accaduto, Ethan comincia allora un’indagine che lo porta prima a una cassetta di sicurezza a Francoforte, poi in una cittadina al confine con la Polonia dove conosce Kirsten, brillante fisico, e nipote di un chimico al servizio del Terzo Reich, sequestrato e giustiziato per motivi mai del tutto chiariti.
Trascinati in un vortice di enigmi da risolvere, codici cifrati e inquietanti messaggi dal passato, Ethan e Kirsten dovranno far luce sul più sconvolgente progetto mai sviluppato dalla Germania nazista. In palio non solo la loro vita, ma anche il futuro dell’intera umanità.
Un thriller fantascientifico da cardiopalma, una lettura entusiasmante, uno scenario inedito. **
### Sinossi
Londra. È notte ed Ethan Cooper, giornalista del Guardian, è alla guida. All’improvviso, sbucato dal nulla, un uomo si lancia sotto la sua macchina. L’asfalto, zuppo di pioggia, rende inutile la frenata: l’impatto è inevitabile, gli effetti devastanti. Resosi conto della gravità dell’incidente, Ethan chiama i soccorsi e raggiunge l’uomo in fin di vita. Questi, con le ultime forze, gli consegna due oggetti e pronuncia alcune frasi incomprensibili.
Sentendosi responsabile per quanto accaduto, Ethan comincia allora un’indagine che lo porta prima a una cassetta di sicurezza a Francoforte, poi in una cittadina al confine con la Polonia dove conosce Kirsten, brillante fisico, e nipote di un chimico al servizio del Terzo Reich, sequestrato e giustiziato per motivi mai del tutto chiariti.
Trascinati in un vortice di enigmi da risolvere, codici cifrati e inquietanti messaggi dal passato, Ethan e Kirsten dovranno far luce sul più sconvolgente progetto mai sviluppato dalla Germania nazista. In palio non solo la loro vita, ma anche il futuro dell’intera umanità.
Un thriller fantascientifico da cardiopalma, una lettura entusiasmante, uno scenario inedito.

L’educazione di un fascista

Tutti, su un libro di storia, riconoscerebbero la fotografia di un balilla. Ma davvero i giovani fascisti, le loro divise e i loro simboli appartengono soltanto al passato?
Esiste una trasmissione sempre più manifesta di valori, un passaggio tra le generazioni che conserva il culto dell’autoritarismo, della violenza e della morte, l’ossessione razzista e xenofoba, la disciplina militaresca e la pulsione identitaria che già una volta hanno formato un’intera generazione di ragazzi. Paolo Berizzi, che da anni indaga sulla rinascita delle organizzazioni di estrema destra nel nostro paese, si mette sulle tracce di un fenomeno tanto diffuso quanto sottovalutato: il ritorno dell’educazione fascista.
Da nord a sud l’Italia è percorsa da una tendenza ormai visibile e capillare, capace di modellare i costumi e la mentalità attraverso potenti suggestioni. C’è una rete di palestre in cui gli sport da combattimento si usano per allevare picchiatori, militanti, “uomini nuovi”. Sono tornate le colonie estive per insegnare l’ordine e l’obbedienza ai bambini. Inquietanti formazioni neofasciste indottrinano i giovani soldati politici per presidiare le curve degli stadi e le scuole, le associazioni e le piazze.
Nell’epoca sovranista l’estrema destra è sempre più minacciosa. Sulla nuova educazione fascista che dilaga in Italia non si può più tacere. **
### Sinossi
Tutti, su un libro di storia, riconoscerebbero la fotografia di un balilla. Ma davvero i giovani fascisti, le loro divise e i loro simboli appartengono soltanto al passato?
Esiste una trasmissione sempre più manifesta di valori, un passaggio tra le generazioni che conserva il culto dell’autoritarismo, della violenza e della morte, l’ossessione razzista e xenofoba, la disciplina militaresca e la pulsione identitaria che già una volta hanno formato un’intera generazione di ragazzi. Paolo Berizzi, che da anni indaga sulla rinascita delle organizzazioni di estrema destra nel nostro paese, si mette sulle tracce di un fenomeno tanto diffuso quanto sottovalutato: il ritorno dell’educazione fascista.
Da nord a sud l’Italia è percorsa da una tendenza ormai visibile e capillare, capace di modellare i costumi e la mentalità attraverso potenti suggestioni. C’è una rete di palestre in cui gli sport da combattimento si usano per allevare picchiatori, militanti, “uomini nuovi”. Sono tornate le colonie estive per insegnare l’ordine e l’obbedienza ai bambini. Inquietanti formazioni neofasciste indottrinano i giovani soldati politici per presidiare le curve degli stadi e le scuole, le associazioni e le piazze.
Nell’epoca sovranista l’estrema destra è sempre più minacciosa. Sulla nuova educazione fascista che dilaga in Italia non si può più tacere.

L’Arte Del Bonsai (Enciclopedia Pratica)

Una guida completa, con contenuti assolutamente innovativi, per scegliere, comprendere e coltivare il bonsai nel rispetto della tecnica classica giapponese e dei moderni principi della scuola italiana. L’origine e l’evoluzione, la filosofia e le regole estetiche che stanno alla base di questa meravigliosa forma d’arte. Ma anche un’indispensabile guida pratica alla progettazione, alle tecniche di impostazione e di mantenimento e alla cura quotidiana del bonsai. Schede illustrate, con cui scoprire e imparare a interpretare alcuni dei migliori esemplari di scuola italiana, guidati dall’esperienza dell’autore, esperto bonsaista, istruttore IBS, giudice e critico estetico nelle esposizioni. Testi chiari, didatticamente innovativi, supportati da oltre 230 fotografie e disegni. Quasi sconosciuto fino a 50 anni fa, il bonsai è diventato famoso in Italia grazie all’opera dei primi maestri italiani (tra cui Gianfranco Giorgi, Carlo Oddone, Giovanni Genotti ecc.). Con passione e tanto lavoro, dopo aver studiato a lungo i modelli giapponesi, questi maestri sono riusciti a divulgare la cultura del bonsai anche nel nostro Paese, permettendo così la nascita di una scuola mediterranea: le specie nostrane sono educate in una forma più naturale rispetto agli stili classici dei modelli orientali, pur conservando talune peculiarità, quali i principi base e le regole estetiche che si ispirano alle forme della natura. I tempi di lavorazione lunghi e la necessità di cure costanti rendono il “vero” bonsai una pianta che necessita di un certo impegno, una discreta conoscenza oltre a un’innata sensibilità estetica. Questo insegna il volume di Antonio Ricchiari, uno dei maggiori esponenti della scuola mediterranea. La sua guida esperta vi porterà nell’affascinante mondo del bonsai e gradualmente vi permetterà di realizzarne e mantenerne uno, a condizione che vi dedichiate alla vostra pianta con costanza, passione e sensibilità.

L’apprendista

Fuori piove, fa freddo. Dentro la chiesa, in un piccolo paese del Nord-Est, fa ancora più freddo. È quasi buio, la luce del mattino non riesce a imporsi. Un uomo, Tilio, sta portando via i moccoli dai candelieri, raschia la cera colata, mette candele nuove. Sistema tutto seguendo l’ordine che gli hanno insegnato, perché si deve mettere ogni cosa al suo posto nella giusta successione. Parla con se stesso, intanto, in attesa che sulla scena compaia Fredi, il sacrestano. Tra una messa e l’altra i due sorseggiano caffè corretto alla vodka. Così inizia il teatro di una coppia di personaggi indimenticabile, che intesse nei pensieri, nei dialoghi e nei racconti un intreccio vertiginoso di vicende personali, desideri, rimpianti e paure che convocano la vita di tutto un paese, in una lingua che fa parlare la realtà vissuta. Con questo nuovo romanzo, Gian Mario Villalta, uno degli scrittori più interessanti e significativi della nostra letteratura, scrive una pagina memorabile del suo percorso d’autore.

L’amore umano

La pelle dei bianchi e quella dei neri, l’alternarsi di giorno e notte, di vita e morte, di albe ricche di promesse e di stragi senza fine in un romanzo profondamente umano.
***
«La Russia potrà anche appartenere al passato di Makine, ma lo scrittore continua a trovare il modo di ricordarla e, attraverso la memoria, a scrivere romanzi di straordinaria profondità e bellezza».
**«The New York Times»**
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L’esistenza del piccolo Elias Almeida è tutta racchiusa nell’«incavo caldo e morbido del gomito della madre»: nel tepore in cui nasconde il volto e trova rifugio, scorre una vita diversa, lontana dalle tragedie che sconvolgono l’Angola nei primi anni Sessanta. Ma è un rifugio malsicuro e l’altra realtà non tarda a raggiungerlo: la madre, costretta a prostituirsi per mantenerlo, viene uccisa dai militari portoghesi, lui si aggrega alla resistenza anticoloniale, ritrova il padre combattente, incontra un Che Guevara deluso dai mancati progressi della rivoluzione in Africa; a Cuba impara a usare le armi, a Mosca conclude il suo apprendistato politico e militare, subisce diverse umiliazioni, scopre che l’uomo nuovo promesso da Lenin fatica ad emergere; ma soprattutto incontra Anna: nel gelo puro e cristallino di un villaggio siberiano, dove trascorrono insieme qualche giorno, Elias intravede «la luce dell’altra vita».
Ma sarà solo un istante: la Storia, la Storia degli ultimi decenni del Ventesimo secolo con i suoi ideali, le sue speranze, le sue atroci illusioni lo chiama; e lui risponde, convinto com’è che la liberazione del suo paese porterà con sé anche l’emancipazione sociale e umana dei suoi connazionali, che la Rivoluzione debba implicare un rinnovamento profondo dell’uomo: a che serve, altrimenti, combattere? E quanto più – dall’Angola a Mogadiscio – la situazione si incancrenisce, tanto più Elias diventa una semplice rotella di un gigantesco e crudele ingranaggio, quanto più diventa difficile tenere fede agli ideali, tanto più intenso diventa il bisogno di ritrovare il calore dell’infanzia, i silenzi e l’umanità pura di quel villaggio siberiano.

L’Amante Di Goebbels

L’amante di Goebbels è il racconto della malattia d’amore di Lida Baarova, una giovane attrice cecoslovacca che nel 1936 s’innamora di Joseph Goebbels, il ministro della Propaganda del Nazionalsocialismo e ne diventa l’amante. L’uomo sarà presto padrone e ossessione per lei («Joseph, tu mi abiti dentro ormai»), bisogno fisico di essere posseduta, occasione di una catarsi. Nella Germania dell’ascesa del Reich e nei salotti
del potere, Lida Baarova si muove a tentoni, inadeguata, rifiutata da un ambiente elitario e benpensante. E come una falena dalle lunghe ali delicate, attirata da una luce abbagliante, precipiterà nell’abisso. Dopo Sei così mia quando dormi, Anna Kanakis, con la sua penna delicata e sferzante al tempo stesso, torna a raccontare l’amore assoluto, vissuto nel segreto e nella sofferenza, in un romanzo toccante, che si muove in un vorticoso contraltare di emozioni, tra l’ardore galoppante della passione e il dolore di una solitudine senza possibile soluzione. **
### Sinossi
L’amante di Goebbels è il racconto della malattia d’amore di Lida Baarova, una giovane attrice cecoslovacca che nel 1936 s’innamora di Joseph Goebbels, il ministro della Propaganda del Nazionalsocialismo e ne diventa l’amante. L’uomo sarà presto padrone e ossessione per lei («Joseph, tu mi abiti dentro ormai»), bisogno fisico di essere posseduta, occasione di una catarsi. Nella Germania dell’ascesa del Reich e nei salotti
del potere, Lida Baarova si muove a tentoni, inadeguata, rifiutata da un ambiente elitario e benpensante. E come una falena dalle lunghe ali delicate, attirata da una luce abbagliante, precipiterà nell’abisso. Dopo Sei così mia quando dormi, Anna Kanakis, con la sua penna delicata e sferzante al tempo stesso, torna a raccontare l’amore assoluto, vissuto nel segreto e nella sofferenza, in un romanzo toccante, che si muove in un vorticoso contraltare di emozioni, tra l’ardore galoppante della passione e il dolore di una solitudine senza possibile soluzione.