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sanremo 2020 Tutti i testi delle canzoni

# TUTTE LE CANZONI CON TESTO

Me ne frego – Achille Lauro
Il sole ad est -Alberto Urso
Rosso di rabbia – Anastasio
Fai rumore – Diodato
Musica e il resto scompare – Elettra Lamborghini
Andromeda – Elodie
Baciami adesso – Enrico Nigiotti
Viceversa – Francesco Gabbani
Come mia madre – Giordana Angi
Finalmente io – Irene Grandi
No grazie – Junior Cally
Dov’è – Le Vibrazioni
Tiki Bom Bom – Levante
Il confronto – Marco Masini
Nell’estasi o nel fango – Michele Zarrillo
Voglio parlarti adesso – Paolo Jannacci
Gigante – Piero Pelù
Ringo Starr – Pinguini Tattici Nucleari
Eden – Rancore
Carioca – Raphael Gualazzi
Lo sappiamo entrambi – Riki
Niente (resilienza ’74) – Rita Pavone
Ho amato tutto – Tosca

# Nuove proposte

Tsunami – Eugenio in Via Di Gioia
Due Noi – Fadi
Per Sentirmi Vivo – Fasma
Gigante D’Acciaio – Gabriella Martinelli
Va bene così – Leo Gassmann
Billy Blu – Marco Sentieri
Nel bene e nel male – Matteo Faustini
8 marzo – Tecla Insolia

Salvatore

**DALL’AUTRICE USA TODAY BEST SELLER NATASHA KNIGHT**
**Lucia**
Tutto ha avuto inizio con un contratto firmato prima da lui e poi da me, sotto lo sguardo delle nostre famiglie. Con mio padre che, seduto in silenzio, sconfitto, dava sua figlia ai mostri della famiglia Benedetti.
Ho obbedito. Ho recitato la mia parte. Ho firmato e ho regalato la mia vita. Sono diventata un trofeo in carne e ossa, un simbolo costante del loro potere su di noi.
Tutto questo è successo cinque anni fa.
Poi è arrivato il momento in cui mi ha reclamato. È arrivato il momento per Salvatore Benedetti di possedermi.
Ho giurato vendetta. Ho imparato cos’è l’odio, eppure niente avrebbe potuto prepararmi per l’uomo che avrebbe controllato la mia vita.
Mi ero aspettata un mostro, uno che avrei voluto distruggere. Ma nulla è mai bianco o nero. Nessuno è mai santo o diavolo. Nonostante i suoi lati oscuri, ho visto la sua luce. Per ogni sua azione negativa, ne ho vista una positiva. Anche se lui aveva fatto di tutto per farsi odiare da me, una passione più calda dell’inferno ha iniziato a bruciare dentro di me.
Ero sua, e lui era mio.
Il mio mostro. Solo mio.
**Salvatore**
Possedevo la principessa della famiglia mafiosa DeMarco. Apparteneva a me. Avevamo vinto, e loro perso. E quale modo migliore potevamo trovare per dare loro una lezione, se non quello di togliere loro ciò che avevano di più prezioso? Di più caro?
Io sarei diventato il re. Ero il primo in linea di successione per governare la famiglia Benedetti. Lucia DeMarco era il bottino di guerra. Il mio bottino di guerra e potevo farci quello che volevo.
Il mio dovere era spezzarla. Trasformare la sua vita in un inferno. La mia anima era oscura ed ero legato all’inferno. Non avevo via d’uscita, non c’era per nessuno di noi due. Perché la famiglia Benedetti non perde mai, e ovunque siamo passati, abbiamo solo lasciato una scia di distruzione. Era sempre stato così. E così credevo sarebbe sempre stato.
Fino a Lucia.
**
### Sinossi
**DALL’AUTRICE USA TODAY BEST SELLER NATASHA KNIGHT**
**Lucia**
Tutto ha avuto inizio con un contratto firmato prima da lui e poi da me, sotto lo sguardo delle nostre famiglie. Con mio padre che, seduto in silenzio, sconfitto, dava sua figlia ai mostri della famiglia Benedetti.
Ho obbedito. Ho recitato la mia parte. Ho firmato e ho regalato la mia vita. Sono diventata un trofeo in carne e ossa, un simbolo costante del loro potere su di noi.
Tutto questo è successo cinque anni fa.
Poi è arrivato il momento in cui mi ha reclamato. È arrivato il momento per Salvatore Benedetti di possedermi.
Ho giurato vendetta. Ho imparato cos’è l’odio, eppure niente avrebbe potuto prepararmi per l’uomo che avrebbe controllato la mia vita.
Mi ero aspettata un mostro, uno che avrei voluto distruggere. Ma nulla è mai bianco o nero. Nessuno è mai santo o diavolo. Nonostante i suoi lati oscuri, ho visto la sua luce. Per ogni sua azione negativa, ne ho vista una positiva. Anche se lui aveva fatto di tutto per farsi odiare da me, una passione più calda dell’inferno ha iniziato a bruciare dentro di me.
Ero sua, e lui era mio.
Il mio mostro. Solo mio.
**Salvatore**
Possedevo la principessa della famiglia mafiosa DeMarco. Apparteneva a me. Avevamo vinto, e loro perso. E quale modo migliore potevamo trovare per dare loro una lezione, se non quello di togliere loro ciò che avevano di più prezioso? Di più caro?
Io sarei diventato il re. Ero il primo in linea di successione per governare la famiglia Benedetti. Lucia DeMarco era il bottino di guerra. Il mio bottino di guerra e potevo farci quello che volevo.
Il mio dovere era spezzarla. Trasformare la sua vita in un inferno. La mia anima era oscura ed ero legato all’inferno. Non avevo via d’uscita, non c’era per nessuno di noi due. Perché la famiglia Benedetti non perde mai, e ovunque siamo passati, abbiamo solo lasciato una scia di distruzione. Era sempre stato così. E così credevo sarebbe sempre stato.
Fino a Lucia.

Salina. I Tre Esili

***Salina* , come già *La morte di re Tsongor* , fa parte del filone delle storie arcaiche in cui Laurent Gaudé racconta un mondo antico, dell’uomo, senza tempo.**
«È un testo semplicemente superbo, il risultato perfetto che unisce i due talenti di Laurent Gaudé: quello del romanziere e quello del drammaturgo».
*Livre Hebdo*
Un cavaliere scende dalle montagne, attraversa il deserto. Nessuno sa chi sia né da dove venga. Ha con sé un fagotto urlante, un neonato in fasce i cui strilli gli perforano il cranio da giorni. Senza dire una parola il cavaliere entra nel villaggio dei Djimba, smonta, posa a terra il rumoroso fardello e se ne va tra gli sguardi attoniti degli abitanti. Nessuno sa se considerare una fortuna o una disgrazia quell’esserino mandato dagli dei. Nel dubbio il re decide di lasciare che il sole lo uccida o che le iene lo divorino. Ma il sole tramonta, le iene non lo mangiano e il fagotto in fasce continua a spaccare i timpani di tutti. Allora una donna si alza e, senza chiedere niente al re, lo prende in braccio e se lo attacca al seno. Torna il silenzio. La donna si accorge che il neonato è una neonata. «Ti chiamerò Salina» dice, «in ricordo del sale delle tue lacrime». Così comincia la storia di Salina, la donna dai tre esili, la cui ricerca di una felicità che le è dovuta provocherà una successione infinita di sciagure. Un viaggio in cui i sentimenti e le azioni dei personaggi si sviluppano in tutta la loro essenzialità in un paesaggio fatto di pietre e climi estremi, un mondo in cui la cruda realtà della materia convive con il senso magico dell’esistenza.

Saggio sulla stanchezza

*«Un tempo conoscevo soltanto stanchezze da temere.»*
*«Un tempo, quando?»*
Quella di cui parla Handke in questo breve scritto, a metà tra il saggio e la riflessione autobiografica, è la stanchezza del vivere che ci coglie quando il reticolo cieco delle relazioni sociali non consente più di elevare lo sguardo oltre gli angusti confini del presente. Questa stanchezza non ha i toni alti dell’epilogo drammatico di un conflitto o di una forte tensione esistenziale: è la stanchezza più sottile, e per questo più inquientante, che s’accompagna alla banalità della vita. Contagiando il lettore con la descrizione delle proprie stanchezze, Handke lo porta a riconoscersi in questa fondamentale esperienza del mondo, ma anche a comprendere che è essenziale in un processo creativo basato sulla contemplazione. Questo saggio-confessione di uno dei più disincantati «ingegneri dell’anima» del nostro tempo ci fa riflettere di un mondo bombardato dall’irrealtà: un mondo dominato e dannato dalla fretta incalzante e brutale del «mucchio dei non-stanchi», che hanno orrore della stanchezza perché «suggerisce meno quanto va fatto che quanto può essere tralasciato».

Saggio sul juke-box

Nel contesto suggestivo e affascinante di un viaggio nella Spagna meno conosciuta, Handke mette mano a un breve e intenso saggio da tempo progettato: chiarire il significato che il juke-box, un oggetto oggi ormai introvabile, ha avuto nelle diverse fasi della sua esistenza. Con una andatura narrativa caratterizzata sul piano della scrittura, si delinea così un nuovo, convincente capitolo del “discorso sul metodo” iniziato con il *Saggio sulla stanchezza*. Tra i paesaggi intravisti viaggiando su una corriera e le note dei Rolling Stones, le differenze tra l’architettura dei Wurlitzer e quella dei Seeburg (i due grandi produttori di juke-box) e il fascino dei decrepiti bar all’aperto, la ricerca intorno al juke-box evoca associazioni letterarie e risonanze autobiografiche, che si sedimentano in un testo che assume il significato di una coinvolgente riflessione sul tempo e sulla storia.

Run river

Il sole ambrato della California accende il cielo di un’estate torrida e interminabile; il luppolo verde matura avvinghiato ai filari, il fiume scorre a valle, disseta la terra e rinfresca i corpi mentre, sotto la superficie, erode e divora gli argini con la forza inesorabile di una piaga biblica. Sulle sponde, nei ranch e nelle piscine illuminate delle ville, si trascina una festa sospesa nel tempo, tra balli e bourbon, abiti di seta e champagne, tra morti e addii.È qui che Lily ed Everett vivono la dissoluzione di un amore lungo una vita. Perché si può amare e mille volte tradire, amare e consumarsi, non conoscersi mai, non avere neppure per un attimo l’illusione di una scelta, e perdere tutti per strada, mentre il fiume corre.Run River, romanzo d’esordio di Joan Didion, è la saga di una famiglia accecata dal tramonto del sogno americano, il racconto dell’inarrestabile declino dei discendenti di cercatori d’oro e pionieri, privi ormai di una frontiera da inseguire. Ad aprire le sue pagine è il fragore di uno sparo che squarcia una notte d’agosto del 1959. La traiettoria del proiettile è un viaggio lungo ventun anni, che inizia con due ragazzi che scoprono il sesso in riva a un fiume e si conclude in un deserto emotivo in cui ognuno porta con sé un’inguaribile solitudine: ogni incontro è una collisione dalla quale si esce feriti.Run River, pubblicato per la prima volta in Italia dal Saggiatore, è animato da uno sguardo intimo e fotografico, capace di cogliere nella verità del più piccolo gesto la tragica singolarità di ogni individuo, e di connetterla allo scorrere del tempo con la potenza narrativa del grande romanzo americano.

Roger Federer. La biografa definitiva

In questo libro l’autore descrive il «metodo Federer», le persone, gli allenatori e i mentori che hanno accompagnato la sua carriera eccezionale e rivela perché la sua influenza nel mondo del tennis continuerà anche quando deciderà di non giocare più.
«Ho versato lacrime sia dopo avere vinto sia dopo avere perso. La gente capisce che cosa significa per me il tennis, ci crede quando dico di amarlo. Dopo avere pianto sono contento di aver mostrato le mie emozioni». – Roger Federer
Roger Federer, «il gentleman del tennis», non è soltanto uno dei campioni più grandi di tutti i tempi, ma è anche un uomo molto riservato e finora non ha mai voluto scrivere la sua autobiografia. Il numero delle sue vittorie, i record che ha stabilito, le tappe entusiasmanti della sua stratosferica carriera lo hanno consacrato, come afferma John McEnroe, «la favola più fantastica del tennis degli ultimi quarant’anni». René Stauffer è uno dei pochi giornalisti che conosce direttamente il «pianeta Federer» perché ha seguito il giocatore fin da quando aveva appena quindici anni. In questa biografia «ufficiale» basata sui moltissimi incontri che nel corso degli anni hanno avuto e a cui Federer ha attivamente partecipato, c’è il ritratto di un atleta straordinario ma anche di un uomo che ha conquistato l’affetto e la stima di tutti. Roger, infatti, non solo è amatissimo da milioni di fan, ma è anche un esempio e un punto di riferimento per gli altri tennisti, grazie al suo carattere leale e pacato e all’intenso impegno sociale.

Rigodon

A “Rigodon” Celine lavorò lentamente, con fatica, indugiando per settimane tra continue cancellature e pentimenti. Il mattino del primo luglio 1961 comunicò alla moglie e all’editore Gallimard che il libro era finito. Alle diciotto dello stesso giorno un’emorragia cerebrale lo uccise. Le prime venti pagine sono ambientate nella casa di Meudon, alla periferia di Parigi, dove Celine deve affrontare giornalisti e scocciatori di ogni tipo, ossessionato dall’invasione dell’Europa da parte dei cinesi e dalla scomparsa della razza bianca. Poi il libro diventa la rievocazione di un viaggio di tre personaggi: Celine, sua moglie e il gatto Bébert, attraverso quel cumulo di macerie in fiamme che era la Germania del 1944-45. È il viaggio disperato attraverso il crollo del nazismo, verso l’agognata Danimarca. È soprattutto una formidabile macchina stilistica scatenata da una personalità fortemente paranoica.

Revenge – Gli occhi del killer

“«Oggi c’è il sole?» chiese speranzosa, con l’intento che leggesse fra le righe la metafora.
La guardò stranito di fronte a quella domanda, ma annuì leggermente subito dopo, prendendo il
bicchiere vuoto che Rachel le porgeva.
«Quali sono le tue intenzioni oggi? Picchiarmi fino a farmi svenire ancora?» Guardò il suo viso, aveva
lasciato un’ombra di barba ed era ancora più attraente rispetto a prima. «Tenermi qui segregata fino a
chissà quale giorno? O uccidermi?»”
Rapimenti, torture e omicidi commessi in silenzio, ai quali nessun cittadino riesce a dare una spiegazione. Nathan, il protagonista della vicenda, è un killer che agisce a discapito di donne, dopo aver subito violenze morali da parte della giovane madre. La sua vendetta terminerà quando incontrerà una ragazza testarda che farà il possibile per mettersi in salvo, dando del filo da torcere al giovane assassino. Purtroppo la ragazza scoprirà che i veri nemici sono i collaboratori del killer, persone che comprendono anche i pezzi grossi della città, coloro che hanno sempre coperto le tracce dei delitti commessi, quindi dovrà fuggire da qualcosa di ancor più pericoloso e incontrollabile. **
### Sinossi
“«Oggi c’è il sole?» chiese speranzosa, con l’intento che leggesse fra le righe la metafora.
La guardò stranito di fronte a quella domanda, ma annuì leggermente subito dopo, prendendo il
bicchiere vuoto che Rachel le porgeva.
«Quali sono le tue intenzioni oggi? Picchiarmi fino a farmi svenire ancora?» Guardò il suo viso, aveva
lasciato un’ombra di barba ed era ancora più attraente rispetto a prima. «Tenermi qui segregata fino a
chissà quale giorno? O uccidermi?»”
Rapimenti, torture e omicidi commessi in silenzio, ai quali nessun cittadino riesce a dare una spiegazione. Nathan, il protagonista della vicenda, è un killer che agisce a discapito di donne, dopo aver subito violenze morali da parte della giovane madre. La sua vendetta terminerà quando incontrerà una ragazza testarda che farà il possibile per mettersi in salvo, dando del filo da torcere al giovane assassino. Purtroppo la ragazza scoprirà che i veri nemici sono i collaboratori del killer, persone che comprendono anche i pezzi grossi della città, coloro che hanno sempre coperto le tracce dei delitti commessi, quindi dovrà fuggire da qualcosa di ancor più pericoloso e incontrollabile.

Replay: una vita senza fine

Che cosa accadrebbe se fosse possibile rivivere la propria vita all’infinito? Jeff Winston, quarantatré anni, intrappolato in un matrimonio insoddisfacente e in un lavoro noioso, muore nel 1988 per risvegliarsi nel suo passato, diciottenne, nella sua stanza della Emory University. Tutto è come l’ha vissuto… ma con una sola, cruciale differenza, lui sa già cosa gli riserva il futuro: conosce i risultati degli eventi sportivi, l’andamento della borsa e gli eventi storici che segneranno l’umanità in quegli anni. Jeff può scegliere di cambiare tutto della propria esistenza: amore, figli, lavoro, guadagni, quello che vuole. Ma in nessun modo riesce a comprendere per quale motivo sia proprio lui destinato a rivivere di continuo la sua vita… Quante volte dovrà continuare ad avere – e poi, inesorabilmente, a perdere – tutto ciò che ama?

Rendez-vous con il destino

Quei minuti in cui le sue labbra erano incollate alle mie, in cui le sue dita accarezzavano i miei capelli, tutto quel momento avrei voluto congelarlo e vivere il resto della mia vita lì, su quel tetto, in quell’istante.
Forse la mia vita poteva ricominciare daccapo, da quella vetta poteva iniziare una nuova primavera.
Per fuggire da un terribile scandalo familiare, Janet ha lasciato il Kentucky e si è trasferita a Parigi. I suoi giorni scorrono monotoni nel tentativo di ricostruirsi una vita normale. Il destino sembra però volersi accanire contro di lei. Proprio quando per Janet tutto sembra andare nel peggiore dei modi, le si presenta una possibile seconda chance. Un cambio forzato di casa farà incrociare la sua strada con quella di un uomo misterioso e affascinante, dagli intensi occhi grigi. Faccia a faccia con il lupo, Janet si troverà combattuta tra diffidenza e attrazione, come una preda davanti al predatore.
Tieniti alla larga da lui. O ti sbranerà e di te resteranno solo brandelli. Janet era stata avvertita dalla sua enigmatica coinquilina.
Argen è il rampollo di una famiglia di alti diplomatici francesi. Proprietario di un’ambigua agenzia fotografica, possiede anche il club più trasgressivo di Parigi. Le donne di tutta la città sognano di essere invitate nella sua Tana del Lupo. Ma nella sua vita di trasgressioni di ogni tipo, vige una regola ferrea che si è imposto di non trasgredire mai: mai più di una volta con la stessa donna. L’amore è un rischio che non è disposto a correre.
Come può Janet resistere quando quell’uomo tenebroso e sexy da morire le fissa un appuntamento sulla vetta più alta della città? Janet esita, poi decide di andare incontro al suo destino. Sarà la scelta giusta? O soltanto l’anticamera dell’ennesima cocente delusione?
Il lupo mi aveva davvero sbranato, mi aveva spolpato fino a non lasciare più nulla di me.
ESTRATTO:
Con una sola occhiata gli comunicai di alzare le braccia perché potessi togliergli del tutto la maglietta e avere a mia disposizione il suo petto nudo. E così feci, lasciando planare le mie dita dal basso verso l’alto, facendo frusciare il tessuto sulla sua pelle.
Una volta caduto per terra quell’unico ostacolo che si frapponeva tra la mia bocca e il suo torace nudo, potei vederlo in tutta la sua gloria. In quella sinfonia di muscoli spiccava un tatuaggio disegnato sul pettorale sinistro: il volto fiero e selvaggio di un lupo, che le sfumature di grigio e nero dell’inchiostro rendevano quasi vivo.
“È bellissimo,” non potei fare a meno di commentare vedendolo. “Rappresenta te?”
“Sì. Mia madre mi chiamava piccolo lupo, quando ero bambino, per via del colore dei miei occhi che ricorda il pelo del lupo. Simboleggia anche la mia natura solitaria,” osservò.
“Solitaria e selvaggia,” aggiunsi io, stuzzicandolo, mentre con le dita sfioravo il contorno del disegno.
Il suo sguardo era carico di un’eccitazione pronta a dilagare da un momento all’altro.
“Non si scherza con i lupi… si può finire sbranati,” mi provocò.
“Sbranami, allora, cosa aspetti ancora,” lo sfidai io.
***Attenzione***
Il romanzo contiene scene di sesso esplicite. Se ne consiglia la lettura a un pubblico adulto e consapevole.
ROMANZO AUTOCONCLUSIVO
***_*** ** *_*** ** *_*** ** *_*** ** *_*** ** *_*** ** *_*** ** *_*** ** *_***
La storia di Janet e Argen vi è piaciuta? Volete scoprire la storia di uno dei personaggi secondari di questo romanzo? Fatecelo sapere nei commenti.
Amanda Hill ha in serbo nuove avventure sorprendenti ed eccitanti per voi.
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### Sinossi
Quei minuti in cui le sue labbra erano incollate alle mie, in cui le sue dita accarezzavano i miei capelli, tutto quel momento avrei voluto congelarlo e vivere il resto della mia vita lì, su quel tetto, in quell’istante.
Forse la mia vita poteva ricominciare daccapo, da quella vetta poteva iniziare una nuova primavera.
Per fuggire da un terribile scandalo familiare, Janet ha lasciato il Kentucky e si è trasferita a Parigi. I suoi giorni scorrono monotoni nel tentativo di ricostruirsi una vita normale. Il destino sembra però volersi accanire contro di lei. Proprio quando per Janet tutto sembra andare nel peggiore dei modi, le si presenta una possibile seconda chance. Un cambio forzato di casa farà incrociare la sua strada con quella di un uomo misterioso e affascinante, dagli intensi occhi grigi. Faccia a faccia con il lupo, Janet si troverà combattuta tra diffidenza e attrazione, come una preda davanti al predatore.
Tieniti alla larga da lui. O ti sbranerà e di te resteranno solo brandelli. Janet era stata avvertita dalla sua enigmatica coinquilina.
Argen è il rampollo di una famiglia di alti diplomatici francesi. Proprietario di un’ambigua agenzia fotografica, possiede anche il club più trasgressivo di Parigi. Le donne di tutta la città sognano di essere invitate nella sua Tana del Lupo. Ma nella sua vita di trasgressioni di ogni tipo, vige una regola ferrea che si è imposto di non trasgredire mai: mai più di una volta con la stessa donna. L’amore è un rischio che non è disposto a correre.
Come può Janet resistere quando quell’uomo tenebroso e sexy da morire le fissa un appuntamento sulla vetta più alta della città? Janet esita, poi decide di andare incontro al suo destino. Sarà la scelta giusta? O soltanto l’anticamera dell’ennesima cocente delusione?
Il lupo mi aveva davvero sbranato, mi aveva spolpato fino a non lasciare più nulla di me.
ESTRATTO:
Con una sola occhiata gli comunicai di alzare le braccia perché potessi togliergli del tutto la maglietta e avere a mia disposizione il suo petto nudo. E così feci, lasciando planare le mie dita dal basso verso l’alto, facendo frusciare il tessuto sulla sua pelle.
Una volta caduto per terra quell’unico ostacolo che si frapponeva tra la mia bocca e il suo torace nudo, potei vederlo in tutta la sua gloria. In quella sinfonia di muscoli spiccava un tatuaggio disegnato sul pettorale sinistro: il volto fiero e selvaggio di un lupo, che le sfumature di grigio e nero dell’inchiostro rendevano quasi vivo.
“È bellissimo,” non potei fare a meno di commentare vedendolo. “Rappresenta te?”
“Sì. Mia madre mi chiamava piccolo lupo, quando ero bambino, per via del colore dei miei occhi che ricorda il pelo del lupo. Simboleggia anche la mia natura solitaria,” osservò.
“Solitaria e selvaggia,” aggiunsi io, stuzzicandolo, mentre con le dita sfioravo il contorno del disegno.
Il suo sguardo era carico di un’eccitazione pronta a dilagare da un momento all’altro.
“Non si scherza con i lupi… si può finire sbranati,” mi provocò.
“Sbranami, allora, cosa aspetti ancora,” lo sfidai io.
***Attenzione***
Il romanzo contiene scene di sesso esplicite. Se ne consiglia la lettura a un pubblico adulto e consapevole.
ROMANZO AUTOCONCLUSIVO
***_*** ** *_*** ** *_*** ** *_*** ** *_*** ** *_*** ** *_*** ** *_*** ** *_***
La storia di Janet e Argen vi è piaciuta? Volete scoprire la storia di uno dei personaggi secondari di questo romanzo? Fatecelo sapere nei commenti.
Amanda Hill ha in serbo nuove avventure sorprendenti ed eccitanti per voi.