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Tutti I Racconti Vol 4 (1964-84)

Con questo quarto volume si conclude la pubblicazione di tutta la narrativa breve di Philip K. Dick. I racconti coprono l’arco cronologico che va dal 1964 al 1984: è il periodo della piena maturità artistica, gli anni in cui Dick arriva a esprimere il suo complesso mondo interiore nella maniera più compiuta. Agli slittamenti progressivi e inarrestabili della realtà si aggiungono ora i vistosi contorcimenti del tempo, caratteristiche a cui l’autore ha sempre mirato e che ossessivamente ha perseguito. Così in “Il suo appuntamento” è fissato per ieri lo scorrere lineare del tempo s’inverte, procedendo dal passato al presente, e in “Temponauti” c’è chi si trova nella bizzarra condizione di partecipare come ospite d’onore al proprio funerale. Ventitré racconti che ripropongono l’universo dickiano: evoluzione dell’automazione e simulacri artificiali; sostituzione della memoria biologica con una memoria artificiale prefabbricata; impossibilità di distinguere l’essere umano dal replicante androide.

Tutti I Racconti Vol 3 (1955-63)

Con i ventisette racconti di questo terzo volume si entra nella fase più affascinante della narrativa di Philip K. Dick, quella collocabile alla fine degli anni Cinquanta, durante la quale l’autore cominciò a delineare con precisione la tematica della realtà vista come un gigantesco inganno in cui per l’uomo diviene sempre più difficile distinguere le persone ‘vere’ dai simulacri e dalle contraffazioni prodotte in serie. Una magistrale raffigurazione di una società del futuro ogni giorno più schizofrenica e divisa, in cui l’umanità sente imperiosamente il bisogno di prendere le distanze da sé stessa, dedicandosi ad assimilare rappresentazioni fittizie invece di esperienze genuine. È in questi scritti che Philip K. Dick si rivela più che mai come anticipatore delle tematiche della fantascienza, nelle sue visioni folgoranti e ancora incredibilmente attuali.

Tutti I Racconti 1954 (vol 2)

I racconti di Dick raccolti in questo volume furono pubblicati per la prima volta nel 1954, in un periodo in cui lo scrittore californiano stava affinando la sua ispirazione narrativa, in attesa di cimentarsi con i primi romanzi. L’autore esplora molteplici generi narrativi – il fantastico, la fantascienza, il gotico – come fosse un astronauta irrequieto della letteratura popolare, che si muove da un pianeta all’altro. Accanto all’esplorazione del fantastico, grazie alla quale l’autore amplia i confini del genere della fantascienza con un ricco ventaglio di scenari futuristici, si afferma l’esigenza di rimanere ancorato alla realtà contemporanea, raffigurata in molti racconti attraverso vicende quotidiane che vengono sconvolte da eventi sconcertanti e inimmaginabili, che irrompono nella vita di ogni giorno.

Tutti i racconti 1947-1953

Trentatré racconti, pubblicati tra il 1947 e il 1953, di un Philip K. Dick che muove i primi passi nella letteratura fantascientifica: storie che possono essere raggruppate in tre categorie principali, quella basata sul grimmick, la trovata che risolve un complesso quadro di indizi volti a porre l’enigma di una civiltà aliena, quella dei racconti di fantasia, in cui l’immaginazione dickiana può uscire dagli schemi ed esprimersi al meglio, e quella fondata sul tema della guerra, una delle sue ossessioni, che risente ancora delle visioni apocalittiche con cui l’umanità ha visto schiudersi il secondo conflitto mondiale. I principali temi cari all’autore sono quasi tutti già presenti in questa antologia: il rapporto con Dio, la diversa percezione del reale e le sue differenti sfaccettature, il conflitto tra vita biologica e artificiale, l’angoscia dell’impossibilità di comunicare con gli altri e l’attenta osservazione della società e del mondo intero.

Tutti Bulli

“Bullismo”, di fatto, è un semplice nome, eppure è il primo di mille passi che daranno forma, scheletro, membra a una storia, a una trama non ancora scritta di cui saremo coautori, prima con i bambini e poi con i ragazzi. Andare oltre il nome è necessario, per addentrarci nei fantasmi che si intravedono dietro i comportamenti violenti, sopportabili solo come eccezioni, perché se divenissero la norma non ci sarebbe né presente né futuro, per nessuno, a cominciare da quella gioventù che troppo spesso ci illudiamo di educare, ma che stiamo solo compiacendo o trascurando. Domenico Barrilà, con la profondità di sguardo che gli è consueta, dimostra quanto sia necessario far crescere il “sentimento sociale”, farlo divenire materia centrale di ogni percorso educativo, soffocando – questa sì che è una violenza buona – gli eccessi di quella “volontà di potenza” che induce troppi a credere che solo schiacciando l’altro potranno sentirsi elevati e che sminuendo il prossimo potranno accrescere la propria autostima. Barrilà sollecita una “sterzata culturale” che contrasti tali illusioni, pericolose perché, quando avremo annientato la personalità del nostro simile, saremo solo più disperati, non avendo generato nessun progresso reale, ma solo diminuito il grado di umanità.

Tutte Le Poesie

Perché così silenzioso? Interroga il tuo cuore: quando ci allontanavamo dalla Grecia non gioivi anche tu? Perché ingannarsi? – questo non sarebbe degno di un greco. Accettiamo la verità una volta per tutte: siamo Greci anche noi – cos’altro siamo? – ma con amori ed emozioni d’Asia. La fama di Konstandinos Kavafis (1863-1933), uno dei maggiori poeti del Novecento, è stata fino ad oggi affidata quasi esclusivamente a 154 poesie, tra le quali troviamo ad esempio i versi di Itaca o quelli di Aspettando i barbari. Sono le poesie che Kavafis aveva destinato alla pubblicazione, sottraendole al continuo lavoro di riscrittura che caratterizzava il suo processo creativo. Tuttavia, queste poesie “riconosciute” rappresentano solo una parte della ben più vasta opera poetica di Kavafis, che oggi viene presentata per la prima volta nella sua completezza, e in una veste speciale nella collana Poesia della Donzelli. Finalmente, grazie al lavoro di Paola Maria Minucci, il lettore italiano avrà modo di inoltrarsi tra i versi nascosti e segreti del poeta, scoprendo un intero universo di poesie fino ad oggi mai pubblicate in italiano. Alle 154 poesie riconosciute si aggiungono 74 poesie nascoste, per la maggior parte inedite, che Kavafis riteneva di dover conservare “segretamente”, “testi da non pubblicare ma da conservare”, come lui stesso annotava, e 27 poesie tra le prove poetiche più antiche, che aveva poi rifiutato negli anni successivi. È lo stesso Kavafis a riconoscere a questi testi una grande importanza, quando arriva ad affermare che è solo da ciò che ha rifiutato che sarà possibile conoscerlo davvero. Del resto, è proprio a queste poesie sepolte che il poeta affida la parte più vera e profonda di sé, come scrive già in una poesia del 1892: “Molte le poesie scritte/ nel mio cuore; e quei canti/ sepolti sono a me molto cari”. La pubblicazione in italiano di tutte le poesie di Kavafis ci restituisce dunque l’immagine completa della sua opera, importante per capire la storia e l’evoluzione della sua poesia e per rintracciare in essa l’origine di modi e tematiche delle poesie maggiori. I testi più antichi e meno conosciuti dai suoi lettori costituiscono infatti la riserva di ispirazione cui lui tornerà negli anni maturi. La lettura di tutta la sua opera poetica, vero work in progress, ci permette di entrare nel suo laboratorio poetico, mettendo in luce il lavoro ossessivo su ogni testo, rielaborato per anni, se non per decenni, ma soprattutto dando un quadro ricchissimo della sua poesia e delle tematiche che l’attraversano. Queste poesie sono dunque un tramite, un mezzo per capire meglio ciò che si cela dietro le sue parole, per andare oltre i vari mascheramenti, storici, mitologici e persino autobiografici. Sotto questa luce la sua poesia diventa una grande metafora, e la sua opera completa una chiave per leggerla.

Tutte Le Mafie Del Mondo

Un vero e proprio atlante delle mafie mondiali, suddiviso per continenti e per aree geopolitiche: dalla Yakuza giapponese alla nuova mafia russa, dalle Triadi cinesi al commercio di esseri umani in Africa, dai trafficanti di droga colombiani agli intrecci con il terrorismo. Un libro, ricco di dati e storie, che delinea una mappa della criminalità organizzata in tutte le zone del pianeta. Attraverso episodi tragici, retroscena sconosciuti, complotti micidiali, personaggi leggendari e traffici illeciti, si scoprono le strategie antiche e recenti delle mafie, oggi modernizzate in chiave globale. **

Tutta la vita

«Spaltero mi sta aspettando in Argentina, tra poco mi arriva un suo richiamo, e stavolta non me lo lascio scappare pure se all’idea di tanto cambiamento mi pare di morire. Stavolta so che a non cambiare ne va di tutta la mia vita. O trovo il coraggio, o se ne va in malora.» Alcina è una donna coraggiosa e fiera che ha paura di una sola cosa: i sentimenti. Tanto che per non esserne sopraffatta si è dovuta costruire una corazza di orgogliosa solitudine. Nel ’48 ha trentatré anni e una guerra partigiana alle spalle, e sembra che il suo destino sia ormai quello di vivere per sempre con lo sguardo rivolto al passato, in un continuo parlare coi propri morti e con un cane selvatico. Ma un giorno Alcina riceve una lettera che sull’onda travolgente del ricordo di un unico, lunghissimo bacio le dà la forza di lasciare il suo casolare in Umbria e di partire per l’Argentina. Ad aspettarla c’è Spaltero, un uomo più giovane di lei ma con un carattere forte e sicuro e sempre proiettato verso il futuro. Ma è sufficiente la fragile promessa contenuta nel ricordo di un bacio a spingere a cambiare vita? Basterà la forza dell’amore per resistere al violento irrompere della Storia? In un’epoca di sentimenti sfilacciati, esili e precari, Romana Petri ha scelto di raccontare in questo trascinante romanzo la storia di un amore eterno e indissolubile, al quale il passare del tempo solo aggiunge senza mai sottrarre. **
### Sinossi
«Spaltero mi sta aspettando in Argentina, tra poco mi arriva un suo richiamo, e stavolta non me lo lascio scappare pure se all’idea di tanto cambiamento mi pare di morire. Stavolta so che a non cambiare ne va di tutta la mia vita. O trovo il coraggio, o se ne va in malora.» Alcina è una donna coraggiosa e fiera che ha paura di una sola cosa: i sentimenti. Tanto che per non esserne sopraffatta si è dovuta costruire una corazza di orgogliosa solitudine. Nel ’48 ha trentatré anni e una guerra partigiana alle spalle, e sembra che il suo destino sia ormai quello di vivere per sempre con lo sguardo rivolto al passato, in un continuo parlare coi propri morti e con un cane selvatico. Ma un giorno Alcina riceve una lettera che sull’onda travolgente del ricordo di un unico, lunghissimo bacio le dà la forza di lasciare il suo casolare in Umbria e di partire per l’Argentina. Ad aspettarla c’è Spaltero, un uomo più giovane di lei ma con un carattere forte e sicuro e sempre proiettato verso il futuro. Ma è sufficiente la fragile promessa contenuta nel ricordo di un bacio a spingere a cambiare vita? Basterà la forza dell’amore per resistere al violento irrompere della Storia? In un’epoca di sentimenti sfilacciati, esili e precari, Romana Petri ha scelto di raccontare in questo trascinante romanzo la storia di un amore eterno e indissolubile, al quale il passare del tempo solo aggiunge senza mai sottrarre.

Tuff E La Sua Banda

Winston Foshay, detto Tuff, è un energumeno di Harlem che ha abbandonato la scuola, si è sposato giovanissimo con la fidanzata incinta e lavora come picchiatore nel giro dello spaccio. Dopo essere sopravvissuto a un regolamento di conti tra bande rivali decide di dare una svolta alla sua vita e di aderire al Programma Fratello Maggiore, un programma di assistenza psicologica e sociale per ragazzi in condizioni svantaggiate. Il suo mentore è Spencer Throckmorton, un nero convertito all’ebraismo e diventato rabbino. Dopo lunghe discussioni con Spencer, la moglie Yolanda, il padre Clifford, ex militante delle Pantere Nere, e gli amici (tra cui spicca Fariq, disabile, musulmano e antisemita), Winston decide di presentarsi alle elezioni comunali, finanziato da Inez Nomura, una nippoamericana a sua volta ex militante delle Pantere che sta cercando il nuovo Malcolm X. La sua popolarità nel quartiere, di cui conosce ogni persona, la fama di “spaventoso figlio di puttana” e un paio di giorni trascorsi in galera ad arringare i compagni di ghetto dopo essersi fatto arrestare con un pretesto gli fanno guadagnare sempre più consensi… Un romanzo graffiante, adrenalinico e pieno di ritmo come le strade di Harlem che racconta, in cui ritroviamo il genio, l’umorismo feroce e la creatività verbale di Paul Beatty, vincitore del Man Booker Prize 2016 con l’indimenticabile Lo schiavista: la voce più originale e brillante dell’America di oggi.
**«Uno stravagante, esilarante grido d’allarme dal cuore di New York. *Tuff e la sua banda* è un libro divertente e l’eloquio pungente e sacrilego del signor Beatty ha il potere di trafiggere».
«The New York Times»**
**«Beatty continua a trovare la poesia nei quartieri popolari, la dignità nella strada».
«The Guardian»** **
### Sinossi
Winston Foshay, detto Tuff, è un energumeno di Harlem che ha abbandonato la scuola, si è sposato giovanissimo con la fidanzata incinta e lavora come picchiatore nel giro dello spaccio. Dopo essere sopravvissuto a un regolamento di conti tra bande rivali decide di dare una svolta alla sua vita e di aderire al Programma Fratello Maggiore, un programma di assistenza psicologica e sociale per ragazzi in condizioni svantaggiate. Il suo mentore è Spencer Throckmorton, un nero convertito all’ebraismo e diventato rabbino. Dopo lunghe discussioni con Spencer, la moglie Yolanda, il padre Clifford, ex militante delle Pantere Nere, e gli amici (tra cui spicca Fariq, disabile, musulmano e antisemita), Winston decide di presentarsi alle elezioni comunali, finanziato da Inez Nomura, una nippoamericana a sua volta ex militante delle Pantere che sta cercando il nuovo Malcolm X. La sua popolarità nel quartiere, di cui conosce ogni persona, la fama di “spaventoso figlio di puttana” e un paio di giorni trascorsi in galera ad arringare i compagni di ghetto dopo essersi fatto arrestare con un pretesto gli fanno guadagnare sempre più consensi… Un romanzo graffiante, adrenalinico e pieno di ritmo come le strade di Harlem che racconta, in cui ritroviamo il genio, l’umorismo feroce e la creatività verbale di Paul Beatty, vincitore del Man Booker Prize 2016 con l’indimenticabile Lo schiavista: la voce più originale e brillante dell’America di oggi.
**«Uno stravagante, esilarante grido d’allarme dal cuore di New York. *Tuff e la sua banda* è un libro divertente e l’eloquio pungente e sacrilego del signor Beatty ha il potere di trafiggere».
«The New York Times»**
**«Beatty continua a trovare la poesia nei quartieri popolari, la dignità nella strada».
«The Guardian»**

Tu Sei L’erba E La Terra

Le poesie di Antonia Pozzi (1902-1938) sono lo specchio fedele di un’esistenza tormentata e precocemente, tragicamente conclusa. Cantano con delicatezza non comune l’amore impossibile per Antonio Maria Cervi, suo professore di greco e latino, il dolorosissimo allontanamento impostole dal padre, e infine il vuoto, il senso divorante di solitudine confortato soltanto dalla natura e da quel «grembo di monti» che era per Antonia il più caro rifugio. Questo volume raccoglie alcune delle sue poesie più intense, apprezzate da Eugenio Montale e ammirate da T.S. Eliot per la loro «musicalità», «purezza» e «onestà di spirito».

Triplo zero. Star Wars. Republic Commando: 2

In seguito allo scoppio delle sanguinose Guerre dei Cloni avvenuto con la battaglia di Geonosis, per le due fazioni è iniziato uno stallo che può essere superato solo da guerrieri d’élite come quelli della squadra Omega, cloni commando dotati di terrificanti capacità in combattimento e di un arsenale letale. Per la squadra Omega, schierata dietro le linee nemiche, le missioni speciali sono sempre le stesse: sabotaggi, spionaggi, imboscate e assassinii. Ma quando la squadra Omega è richiamata d’urgenza su Coruscant, i commando scopriranno di non essere stati gli unici a infiltrarsi nel cuore del nemico. Un’ondata di attacchi separatisti è stata ricondotta a una rete di cellule terroristiche nella capitale della Repubblica, guidata da una talpa nel suo quartier generale. Per identificare e distruggere questa spia separatista e la sua rete terroristica in una città piena di civili, saranno necessarie capacità e abilità speciali. Neppure i generali Jedi, la squadra Delta e un famoso soldato ARC possono eguagliare i Commando della Repubblica. E anche se il loro successo non segnerà la vittoria nelle Guerre dei Cloni, il loro fallimento risulterà certamente nella sconfitta. **

Trilogia di Gea Vol.3 – Demon

“E’ comunemente risaputo che la V Guerra Mondiale cominciò nella matrice di un circuito molecolare difettoso da venti centesimi. Era installato in un computer a prova d’incendio sei chilometri sotto Cheyenne Mountain, Wyoming.” Così comincia il terzo libro della Trilogia di Gea, di cui i nostri lettori hanno già potuto apprezzare Titano e Nel segno di Titano: come tutti ricorderanno Gea è un vero e proprio mondo vivente, e in una storia che per ampiezza di respiro si può paragonare solo all’Incontro con Rama di Athur C. Clarke, Varley narra le peripezie degli uomini che vi entrano in contatto e delle nuove prospettive che questo straordinario rendez-vous apre alla nostra razza. Si conclude con questo romanzo la grande Trilogia di Gea, una delle più ampie saghe della nuova fantascienza. Vi ritroviamo Cirocco e gli altri uomini che hanno preso parte alle imprese già narrate in Titano, Nel segno di Titano e Demon I: una galleria di personaggi che non sfigura davanti al mondo vivente di Gea, l’enigma cosmico che è l’altro grande protagonista della vicenda.