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L’Ispettore Generale

Dostoevskij affermerà, riferendosi alla propria generazione di intellettuali e narratori: “Siamo tutti usciti da Il cappotto di Gogol’”. In effetti, col senno di poi, è difficile negare a Gogol’ il ruolo di ispiratore principale di gran parte della letteratura russa (e non solo) a lui successiva. Il suo senso del grottesco, mai fine a se stesso e sempre indirizzato a una rappresentazione deformata e per questo iperrealistica della verità, è diventato un faro letterario la cui luce si è espansa ben oltre i confini della madrepatria. La produzione teatrale, spesso messa in ombra dalla fama delle Anime morte e del Cappotto, è una parte fondamentale del lascito di Gogol’. In questo volume una grande traduttrice e studiosa come Serena Prina ci permette di avvicinarci al meglio a questi capolavori dell’arte drammatica e della letteratura russa.

L’irlandese

Sono molte le ombre nell’esistenza di Don Juan Corraya, governatore di Portobello: un inconfessabile segreto da cui dipende la sua stessa vita, un rimorso che non ha mai smesso di torturarlo, e un debito che non potrà mai ripagare. Soprannominato “Spagnolo Rosso” per il colore dei suoi capelli, è uno degli uomini più potenti e chiacchierati delle colonie spagnole, famoso per le sue ardite imprese in mare e per l’odio sviscerato nei confronti dei pirati. Quando si presenta a casa della giovane Alma De Castillo per reclamarla in moglie, la fanciulla cade nella disperazione. Come può sposare questo sconosciuto, freddo e spietato, quando il suo cuore batte solo per il capitano Quintano, l’uomo a cui è promessa? Il suo futuro sposo è partito per la giungla, e lei sta attendendo con ansia il suo ritorno. Che ne sarà di lei e della creatura che porta in grembo, frutto di un’unica notte d’amore rubata?
Azione, adrenalina e sensualità: approda in libreria il quarto volume della Saga del Mar dei Caraibi. **
### Sinossi
Sono molte le ombre nell’esistenza di Don Juan Corraya, governatore di Portobello: un inconfessabile segreto da cui dipende la sua stessa vita, un rimorso che non ha mai smesso di torturarlo, e un debito che non potrà mai ripagare. Soprannominato “Spagnolo Rosso” per il colore dei suoi capelli, è uno degli uomini più potenti e chiacchierati delle colonie spagnole, famoso per le sue ardite imprese in mare e per l’odio sviscerato nei confronti dei pirati. Quando si presenta a casa della giovane Alma De Castillo per reclamarla in moglie, la fanciulla cade nella disperazione. Come può sposare questo sconosciuto, freddo e spietato, quando il suo cuore batte solo per il capitano Quintano, l’uomo a cui è promessa? Il suo futuro sposo è partito per la giungla, e lei sta attendendo con ansia il suo ritorno. Che ne sarà di lei e della creatura che porta in grembo, frutto di un’unica notte d’amore rubata?
Azione, adrenalina e sensualità: approda in libreria il quarto volume della Saga del Mar dei Caraibi.

L’inquisizione a Venezia

Basandosi su verbali dei processi portati davanti al tribunale dell’Inquisizione nella Venezia del Cinque e Seicento, Riccardo Calimani ci offre un ampio panorama storico e penetranti osservazioni teoriche sul fenomeno inquisitoriale, che per secoli coinvolse buona parte dei paesi europei, compresa la Serenissima Repubblica, che pure si distinse nei momenti più bui della storia per lo spirito libertario e laico che la pervadeva. Dalla sua narrazione emerge un quadro sofferto e vivido, insieme drammatico e grottesco, dei rapporti con l’Inquisizione – e più in generale, con la comunità veneziana – dei vari personaggi eterodossi, alchimisti, maghi, astrologi ma soprattutto eretici, ebrei e marrani, da sempre categorie scomode e “sospette”, periodicamente vittime delle ondate di intolleranza che hanno attraversato la nostra storia.

L’inganno delle religioni

Le religioni promettono pace e piena realizzazione dell’umanità; molte persino una vita ultraterrena. Eppure, una lunga scia di sangue ne segna la storia. Il loro grande inganno è stato mettere l’uomo in conflitto con la sua stessa natura, separando materia e spirito, e la pretesa di controllare la sessualità ha favorito la manipolazione di pensieri e comportamenti. Esistono però, lontane da dogmi e prescrizioni, linee di ricerca spirituale che propongono visioni rispettose del valore degli esseri viventi e dell’ambiente. Le tradizioni aborigene ci descrivono come esseri complessi e affascinanti, multidimensionali e connessi all’intero universo. L’antica filosofia indiana e la fisica contemporanea, pur così lontane nel tempo, convengono nell’affermare che osservando la realtà la possiamo modificare. Con “L’inganno delle religioni” Francesco Cavalli-Sforza ci invita a liberarci dalle fedi e ad esplorare la pienezza della natura umana. **

L’Infermiera Di Hitler

**Un’autrice bestseller di USA Today**
Germania, 1944. Prelevata dal campo di concentramento in cui era prigioniera, Anke Hoff non ha idea del destino che la attende. Quando le viene ordinato di assistere, come ostetrica, qualcuno molto vicino a Hitler è costretta ad accettare: in caso contrario tutta la sua famiglia verrebbe uccisa. Nonostante l’odio per il regime che ha perseguitato lei e i suoi cari, Anke dovrà fare del suo meglio per prendersi cura della misteriosa donna e del bambino che porta in grembo, la cui vita è legata a doppio filo alla sua. Ma nel rifugio di Berghof, la residenza segreta del Führer tra le Alpi bavaresi, niente è come sembra. Molte delle persone lì presenti, infatti, sono sottoposte allo stesso ricatto di Anke. E affezionarsi a uno di loro potrebbe complicare ancora di più le cose, mettendola davanti a una scelta impossibile da compiere. L’amore può sopravvivere agli orrori di una guerra?
**Quando Anke Hoff è condotta sotto ricatto nella residenza segreta di Adolf Hitler non immagina quale destino la attende…**
«Un esordio potente che emoziona.»
**Kate Quinn, autrice bestseller del «New York Times»**
«Incredibilmente toccante, straziante ma necessario. Non riuscivo a smettere di leggerlo.»
**Katie Fforde**
«Una storia affascinante che mi ha fatto dimenticare la finzione letteraria!»
**Kitty Neale**
**Mandy Robotham**
Ha due passioni: la scrittura e i bambini. Per questo è diventata un’ostetrica e ha completato un master in scrittura creativa alla Oxford Brookes University. Con questo romanzo ha ottenuto un grande successo di pubblico e di critica. **
### Sinossi
**Un’autrice bestseller di USA Today**
Germania, 1944. Prelevata dal campo di concentramento in cui era prigioniera, Anke Hoff non ha idea del destino che la attende. Quando le viene ordinato di assistere, come ostetrica, qualcuno molto vicino a Hitler è costretta ad accettare: in caso contrario tutta la sua famiglia verrebbe uccisa. Nonostante l’odio per il regime che ha perseguitato lei e i suoi cari, Anke dovrà fare del suo meglio per prendersi cura della misteriosa donna e del bambino che porta in grembo, la cui vita è legata a doppio filo alla sua. Ma nel rifugio di Berghof, la residenza segreta del Führer tra le Alpi bavaresi, niente è come sembra. Molte delle persone lì presenti, infatti, sono sottoposte allo stesso ricatto di Anke. E affezionarsi a uno di loro potrebbe complicare ancora di più le cose, mettendola davanti a una scelta impossibile da compiere. L’amore può sopravvivere agli orrori di una guerra?
**Quando Anke Hoff è condotta sotto ricatto nella residenza segreta di Adolf Hitler non immagina quale destino la attende…**
«Un esordio potente che emoziona.»
**Kate Quinn, autrice bestseller del «New York Times»**
«Incredibilmente toccante, straziante ma necessario. Non riuscivo a smettere di leggerlo.»
**Katie Fforde**
«Una storia affascinante che mi ha fatto dimenticare la finzione letteraria!»
**Kitty Neale**
**Mandy Robotham**
Ha due passioni: la scrittura e i bambini. Per questo è diventata un’ostetrica e ha completato un master in scrittura creativa alla Oxford Brookes University. Con questo romanzo ha ottenuto un grande successo di pubblico e di critica.

L’Indifferenza Dell’assassino

Maurizio Cucchi si imbatte nel protagonista di questo libro mentre un giorno passeggia in via Nerino, nel cuore antico di Milano. Davanti alle sue scarpe vede una specie di sbocco: un budello talmente angusto da essere chiamato, in altri tempi, Stretta. Incuriosito dalla bellezza sinistra del vicolo, viene a sapere che lì aveva il suo «laboratorio» – uno stanzino da fiaba dell’orrore – il famigerato Antonio Boggia, molto noto nell’Italia appena unita per i suoi efferati delitti. Uno strano destino, a cui inizialmente l’autore cerca di sfuggire, lo spinge sulle tracce dello scellerato: un serial killer, il primo della storia italiana, che otteneva la fiducia delle sue vittime e poi le uccideva per incamerare i loro beni. Ma quel destino, man mano ci si addentra nelle pagine del romanzo, appare tutt’altro che strano. Ridando vita alla vicenda del Boggia, Maurizio Cucchi compie una nuova «traversata» dentro una mente criminale, oltre che nella Milano tante volte descritta nei suoi versi e nelle sue prose. E il suo viaggio narrativo diventa l’occasione per riflettere sulla «disumanità dell’umano» e insieme su un secolo, l’Ottocento, che del nostro mondo è il confine e l’origine. **
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Maurizio Cucchi si imbatte nel protagonista di questo libro mentre un giorno passeggia in via Nerino, nel cuore antico di Milano. Davanti alle sue scarpe vede una specie di sbocco: un budello talmente angusto da essere chiamato, in altri tempi, Stretta. Incuriosito dalla bellezza sinistra del vicolo, viene a sapere che lì aveva il suo «laboratorio» – uno stanzino da fiaba dell’orrore – il famigerato Antonio Boggia, molto noto nell’Italia appena unita per i suoi efferati delitti. Uno strano destino, a cui inizialmente l’autore cerca di sfuggire, lo spinge sulle tracce dello scellerato: un serial killer, il primo della storia italiana, che otteneva la fiducia delle sue vittime e poi le uccideva per incamerare i loro beni. Ma quel destino, man mano ci si addentra nelle pagine del romanzo, appare tutt’altro che strano. Ridando vita alla vicenda del Boggia, Maurizio Cucchi compie una nuova «traversata» dentro una mente criminale, oltre che nella Milano tante volte descritta nei suoi versi e nelle sue prose. E il suo viaggio narrativo diventa l’occasione per riflettere sulla «disumanità dell’umano» e insieme su un secolo, l’Ottocento, che del nostro mondo è il confine e l’origine.

L’incontro e il caso. Narrazioni moderne e destino dell’uomo occidentale

L’incontro tra Ulisse e Nausicaa, quello tra Leopold Bloom e Gerty MacDowell, l’incontro di Lucia con l’Innominato e quello tra Emilio e Angiolina, in Svevo: nelle narrazioni di ogni genere e tempo l’incontro non è solo tema molto vitale dell’intreccio ma anche artificio della trama, contenuto e forma. Se i personaggi di Balzac e Manzoni vivono gli incontri come momenti decisivi dell’esistenza, desiderati, programmati o indotti, nel modernismo europeo e in buona parte della successiva letteratura del Novecento, con il prevalere di un senso di caos e incontrollabile casualità, la fecondità narrativa dell’incontro si ‘svuota’. Non più effetto di azioni consapevoli, si stempera nella gamma intangibile degli incontri mancati, sostituiti o impossibili, faccia a faccia perturbante con una imprendibile alterità, o prodotto di inconfessabili pulsioni. Dietro l’incontro interpersonale si percepisce, in filigrana, la condizione dello scrittore e il suo rapporto incerto e problematico con la realtà. Da Manzoni a Joyce, da Flaubert a Proust, da Maupassant a Svevo, Pirandello e Kafka, Romano Luperini guida il lettore in una suggestiva e densa indagine alle radici della rappresentazione letteraria del motore capriccioso che governa l’esistenza. **

L’impronta dell’assassino

Conseguenze nefaste possono derivare da un gesto impulsivo come lanciare un paio di scarpe dalla finestra per zittire dei gatti rumorosi: Tom Quinn se ne accorgerà quando le impronte di quelle scarpe saranno rilevate sulla scena di un delitto. Invece il signor Stapp, ossessionato dal proposito di uccidere la moglie con un’ingegnosa trappola esplosiva, vedrà il piano omicida ritorcerglisi contro. E che dire di Brains Donleavy, il cui alibi perfetto non lo proteggerà dai beffardi capricci della sorte? Quinn il contabile, Stapp l’orologiaio, Donleavy il gangster e altri ancora scopriranno, nei loro appuntamenti in nero con un destino atrocemente beffardo, che in questa nostra piccola vita senza speranza niente va mai come dovrebbe. Ogni cosa si rivolta contro di noi, fino all’ineluttabile conclusione.

L’Impero Del Cotone

Il cotone è stato il primo prodotto attraverso il quale è stata avviata la costituzione di un’economia globalizzata e il mondo ha assunto, pur tra metamorfosi e trasformazioni ancora in corso, la forma che ancora oggi possiede. Ben prima dell’avvento della produzione con le macchine nel 1780, imprenditori europei e potenti uomini politici ridisegnarono l’industria manifatturiera mondiale, la cui espansione imperialista poggiava sullo sfruttamento inumano degli schiavi nelle piantagioni e degli operai nelle fabbriche. In apparenza, il volume si propone come una storia, dalle origini ai giorni nostri, del prodotto piú importante del XVIII e del XIX secolo: la sua produzione, trasformazione, circolazione. In realtà, attraverso il prisma del cotone, è del capitalismo industriale che Sven Beckert vuole tracciare la storia globale, nelle sue dimensioni e componenti fondamentali, non solo economiche e tecnologiche, ma anche sociali, giuridiche, politiche. E il cotone può legittimamente assurgere al ruolo di prisma, poiché è proprio a partire da esso che il capitalismo industriale è nato. Beckert definisce «capitalismo di guerra» l’insieme dei processi di insediamento imperialista, conquista coloniale, espropriazione della terra, sfruttamento intensivo di forza lavoro schiavistica, che consentiranno al Regno Unito di controllare, già nei primi decenni del XIX secolo, il mercato mondiale del cotone. In seguito, dopo la Guerra di secessione del 1861-65, sarà il turno degli Stati Uniti. Fino all’apparizione di nuovi grandi protagonisti su scala globale, come la Cina, la cui egemonia sembra provenire dall’applicazione dei medesimi meccanismi, ma questa volta all’interno del paese e nel resto del Sudest asiatico.

L’Imitazione Di Cristo

Dopo la Bibbia è il secondo libro più letto e infatti, nessuna parola umana è tanto vicina alla Parola di Dio quanto “L’imitazione di Cristo”: un libro affascinante, austero e gioioso insieme, fiore e frutto dell’intensa spiritualità dei monaci del Medioevo che, dopo aver assimilato nella contemplazione gli insegnamenti del Vangelo, scendevano tra la gente a condividerne la vita e ad insaporirla di sapienza cristiana. L’Imitazione d Cristo ha il grande merito di essere una traccia di ascesi cristiana profonda, spontanea, attentissima al quotidiano dell’uomo, ma soprattutto semplice e per quanto veramente traccia “comune” per ogni cristiano, ma non solo, che vi può trovare consolazione, pace, serenità in ogni sua situazione.

L’evangelo come mi è stato rivelato

“L’evangelo come mi è stato rivelato” è un’opera in 10 volumi che narra la nascita e l’infanzia della Vergine Maria e del figlio suo Gesù, i tre anni della vita pubblica di Gesù (che ne costituiscono la parte più ampia), la sua passione, morte, resurrezione e ascensione, i primordi della Chiesa e l’assunzione di Maria. L’opera descrive paesaggi, ambienti, persone, eventi, con la vivezza di una rappresentazione; presenta caratteri e situazioni, espone gioie e drammi con il sentimento di chi vi partecipa realmente; informa su caratteristiche ambientali, usanze, riti, culture. Questo primo volume tratta della nascita e vita di Maria e di Gesù e del primo anno della vita pubblica di Gesù.
Tipo di rilegatura: Brossura fresata **