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La Mountain Bike: Guida completa all’uso e alla manutenzione, telaio – componenti – sospensioni – messa a punto

La mountain bike sta divenendo una bicicletta sempre più tecnologica, che permette di affrontare qualsiasi tipo di terreno; ma per farlo nel modo migliore vanno scelti materiali, componenti e geometrie diverse e spesso molto elaborate. Tra una bici rigida senza ammortizzatori, pensata per percorsi di terra battuta e una full suspended da discesa la differenza è enorme. E tra questi due estremi le sfumature sono infinite. Cambiano le escursioni degli ammortizzatori e delle forcelle, le misure delle gomme e anche il peso finale della bici. La componentistica si adatta a seconda dell’impiego e del livello della bici. I freni V-Brake lasciano il posto ai sistemi idraulici e a disco e lo stile di guida si avvicina a quello del motocross. In questo manuale l’analisi tecnica del mezzo viene approfondita fin nel dettaglio. Con un linguaggio semplice sono spiegati tutti i concetti che rendono ogni mountain bike unica grazie alle regolazioni che vi si possono effettuare. Sono così fornite al lettore le basi necessarie per scegliere la bici ideale secondo le proprie esigenze e sfruttarla al meglio. Non mancano le guide visuali per la manutenzione ordinaria e straordinaria, come pure i consigli essenziali per godere la natura con un mezzo che sa rispettarla pur offrendo divertimento ed emozioni forti.

La morte mormora

Il dottor Corrado Falletto, primo cittadino di Serravalle Mormora, si suicida, gettandosi dalla torre principale del castello del paese, dopo aver ricevuto una lettera anonima recante la perentoria frase: nulla cambia. Quando il cadavere viene rinvenuto, si scopre che è privo della testa. La sua morte traumatizza la realtà chiusa e conservatrice del comune piemontese ma scatena anche una lotta segreta e intestina tra i vari protagonisti della politica locale. Intanto, ad Asti, l’agente speciale Stefano Drago, membro del misterioso Dipartimento indagini paranormali, riceve l’incarico di indagare sulla scomparsa, dagli archivi dell’arcivescovato locale, di un libro del comando, un testo magico, temuto e messo all’indice dalle autorità clericali. L’indagine si rivela complicata e ben presto, finisce con l’intrecciarsi all’inchiesta sulla morte del sindaco decapitato. A Serravalle, si susseguono eventi inspiegabili sullo sfondo di una velenosa campagna elettorale. Fantasmi, follia, brama di potere e antiche rivalità getteranno ombre inquietanti sul paese annidato tra vigne e colline, in un crescendo dagli esiti inquietanti.

La morte di Virgilio

Le ultime ore di vita impegnano Virgilio, ormai anziano e di ritorno in Italia, in filosofiche meditazioni. Attraverso strade rumorose e affollate il poeta va dalla nave al palazzo dell’imperatore Augusto a Brindisi, e qui decide che l’Eneide va distrutta. Ma Ottaviano lo convince a salvare l’opera e Virgilio va incontro alla morte. Prefazione di Ladislao Mittner. **

La morte di Danton: Dramma

Sotto l’apparenza del dramma storico *Morte di Danton* nasconde i nervi scoperti della condizione umana, cosí come sarà rivelata e rappresentata un secolo dopo, nel Novecento, con quella stessa incandescenza, la stessa disillusione, lo stesso urlo soffocato. Per Büchner, come per Leopardi, la Storia non è che una macchina celibe, anche se le ragioni per scatenare la rivoluzione sono sempre tutte vive e presenti. Quello che commuove, in *Morte di Danton* , è la fragilità: sembra un paradosso, trattandosi di vicende che raccontano i protagonisti di un tempo in cui si è sprigionata una forza di cui ancora oggi sentiamo la spinta. Eppure nessuno di quegli uomini ha potuto sottrarsi, oltre che alla ghigliottina, alla verifica della propria impossibilità di invertire la rotta assegnata (da Dio? dalla Natura? dal Nulla?) agli esseri umani, nonché di porre rimedio all’ingiustizia che da sempre regna sovrana.
**Mario Martone** **
### Sinossi
Sotto l’apparenza del dramma storico *Morte di Danton* nasconde i nervi scoperti della condizione umana, cosí come sarà rivelata e rappresentata un secolo dopo, nel Novecento, con quella stessa incandescenza, la stessa disillusione, lo stesso urlo soffocato. Per Büchner, come per Leopardi, la Storia non è che una macchina celibe, anche se le ragioni per scatenare la rivoluzione sono sempre tutte vive e presenti. Quello che commuove, in *Morte di Danton* , è la fragilità: sembra un paradosso, trattandosi di vicende che raccontano i protagonisti di un tempo in cui si è sprigionata una forza di cui ancora oggi sentiamo la spinta. Eppure nessuno di quegli uomini ha potuto sottrarsi, oltre che alla ghigliottina, alla verifica della propria impossibilità di invertire la rotta assegnata (da Dio? dalla Natura? dal Nulla?) agli esseri umani, nonché di porre rimedio all’ingiustizia che da sempre regna sovrana.
**Mario Martone**

La moda

Il volume è un piccolo ma intenso saggio di Georg Simmel del 1910 e rappresenta un importante contributo per gli studi sui fenomeni della moda. La moda, come fenomeno sociale omnicomprensivo, anche se a volte solo accennato, ha sempre interessato i più attenti pensatori ed osservatori della realtà che li circondava. Simmel ha una propria diversità nell’affrontare questo tema che lo rende unico e un punto di riferimento imprescindibile per chi voglia comprendere un fenomeno spesso mistificato, relegato nella fatuità, superficialità, leggerezza. Un testo che non appare, nonostante il secolo intercorso, datato, ma rimane affascinante nella sua analisi e lettura. **
### Sinossi
Il volume è un piccolo ma intenso saggio di Georg Simmel del 1910 e rappresenta un importante contributo per gli studi sui fenomeni della moda. La moda, come fenomeno sociale omnicomprensivo, anche se a volte solo accennato, ha sempre interessato i più attenti pensatori ed osservatori della realtà che li circondava. Simmel ha una propria diversità nell’affrontare questo tema che lo rende unico e un punto di riferimento imprescindibile per chi voglia comprendere un fenomeno spesso mistificato, relegato nella fatuità, superficialità, leggerezza. Un testo che non appare, nonostante il secolo intercorso, datato, ma rimane affascinante nella sua analisi e lettura.
### Dalla seconda/terza di copertina
Georg Simmel (1858-1918), filosofo e sociologo tedesco, è uno dei padri fondatori della sociologia. Esponente della cultura tedesca, è uno dei più noti interpreti della modernità. Tra i suoi volumi ricordiamo: Il problema della sociologia; La filosofia del denaro; Forme e giochi di società.

La miliziana

Da una parte, la luminosa figura di Micaela Etchebéhère, detta Mika, ebrea argentina di origini russe e passioni rivoluzionarie. Dall’altra, una scrittrice come Elsa Osorio che ne insegue per anni, con timore e ammirazione, l’avventurosa traiettoria esistenziale e politica, trasformandola in romanzo. Questo libro è un dialogo a distanza, l’omaggio a una donna straordinaria, dimenticata dalla Storia ufficiale, l’unica donna che durante la Guerra civile spagnola ha comandato una milizia antifranchista.
Intrecciando al romanzo le testimonianze di chi l’ha conosciuta personalmente, le sue lettere e i suoi scritti, Elsa Osorio ripercorre la storia di Mika a partire dagli anni dell’università, a Buenos Aires, e dall’incontro con Hipólito Etchebéhère, che diventerà il suo compagno di vita e di lotta. I due, inseguendo la sfida di sostenere le battaglie della classe operaia, passeranno da Parigi a una Berlino congelata dall’avvento del nazismo e infine, nel 1936, alla Spagna della Guerra civile. Per nulla pratica di strategie militari, capace a malapena di sparare, Mika si trova suo malgrado a imbracciare il fucile, vincendo le diffidenze degli uomini e conquistandosi l’appellativo di «capitana», insieme alla stima e all’appoggio incondizionato dei suoi, che guida in una fuga rocambolesca fuori dalla cattedrale assediata di Sigüenza fino al ricongiungimento con il resto della truppa.
Alle pagine avvincenti che raccontano le settimane di resistenza in trincea, alle porte di Madrid, segue il racconto del ritorno in Argentina, e poi degli anni trascorsi a Parigi, con la partecipazione al Maggio francese: una vita che ha incarnato la parabola di un intero secolo, consegnata finalmente alla letteratura.

La MIA Battaglia: (Mein Kampf)

Prefazione dell’Autore Cap. I. CONCEZIONE DEL MONDO E PARTITO Cap. II. LO STATO Cap. III. MEMBRI DELLO STATO E CITTADINI Cap. IV. PERSONALITA’ E CONCETTO DI STAT Cap. V. CONCEZIONE DEL MONDO E ORGANIZZAZIONE Cap. VI. LA LOTTA DEL PRIMO TEMPO. IMPORTANZA DEL DISCORSO Cap. VII. LA LOTTA CONTRO IL FRONTE ROSSO Cap. VIII. IL FORTE E’ PIU’ POTENTE QUANDO E’ SOLO Cap. IX. IDEE FONDAMENTALI SUL SENSO E SULL’ ORGANIZZAZIONE DEL RIPARTOD’ASSALTO Cap. X. IL FEDERALISMO COME MASCHERA Cap. XI. PROPAGANDA E ORGANIZZAZIONE Cap. XII. IL PROBLEMA DEI SINDACATI Cap. XIII. POLITICA TEDESCA D’ALLEANZA DOPO LA GUERRA Cap. XIV. ORIENTAMENTO AD EST E POLITICA ORIENTALE Cap. XV. LA LEGITTIMA DIFESA E’ UN DIRITTO Epilogo”

La mente, l’anima, il corpo. Modelli greci

I greci hanno contribuito in modo sostanziale a formulare un linguaggio della mente e a svilupparne i concetti. Le nozioni greche di mente e identità umana – che da Omero e Platone giungono fino a Epitteto e Plotino – toccano questioni di interesse ricorrente e universale, riguardano il modo in cui descriviamo le nostre esperienze, reali o potenziali, e il modo in cui ci confrontiamo, o dovremmo confrontarci, con il mondo e con noi stessi. Cosa ci accade quando moriamo? Gli esseri umani sono mortali o hanno la possibilità di conseguire l’immortalità? Come sono legate la mente, l’anima e il corpo? Siamo responsabili per la nostra felicità? Perché si è giunti a pensare che la vita migliore è una vita governata dalla ragione, con i desideri e le emozioni subordinate al suo comando? Che cosa ha significato pensare all’intelletto umano nei termini di una facoltà divina? Anthony Long si chiede quando e come queste questioni siano emerse nella Grecia antica, e dimostra quanto i modelli di mente ereditati dai pensatori greci siano ancora efficaci nel cogliere e illuminare la nostra comprensione di noi stessi e delle nostre aspirazioni. **

La lingua sarda: storia, spirito e forma

Data alle stampe nel 1950 dall’illustre glottologo neolatinista Max Leopold Wagner, *La lingua sarda* rappresenta un’autentica pietra miliare nel campo della linguistica sarda. Corredata da un robusto apparato di analisi storica, morfologica, sintattica, grammaticale, e arricchita da approfondite ricerche sul lessico, l’opera si presentava finora in un’edizione che ne sminuiva l’importanza per i numerosissimi refusi, qui emendati dal curatore.

La Lettrice Della Stanza 128

*Un amore impossibile. Un manoscritto perduto tra Montréal e Parigi. L’ostinata indagine di una lettrice.*
Tutte le sere, cascasse il mondo, Anne-Lise Briard scivola tra le lenzuola e si lascia cullare dalle pagine di un buon libro. È un momento tutto per lei, un rituale al quale non potrebbe mai rinunciare. Perciò, quando nel comodino di un delizioso hotel della costa bretone trova un vecchio plico battuto a macchina, ne approfitta per rimpiazzare il romanzo che, distratta com’è, ha dimenticato di portare con sé da Parigi. Divorare in poche ore l’anonimo dattiloscritto – una struggente storia d’amore – e lasciarsi sedurre dal piccolo mistero che rappresenta per Anne-Lise sono tutt’uno. Ed ecco che, di colpo, un weekend fin troppo tranquillo si trasforma in un’avventura. Sì, perché a pagina 156 di quel racconto così trascinante è annotato un indirizzo – probabilmente quello dell’autore – al quale Anne-Lise decide di rispedire il malloppo, “con tante grazie per la bella lettura che mi ha regalato, sebbene senza volerlo”. Ricostruire le peripezie e i passaggi di mano che hanno portato il libro fino a lei non sarà facile, ma Anne-Lise si getta nell’impresa anima e corpo. Per scoprire il segreto di una storia capace di toccare il cuore e le vite di quanti la leggono. E trovare il coraggio di scrivere per sé un finale inaspettato. **
### Sinossi
*Un amore impossibile. Un manoscritto perduto tra Montréal e Parigi. L’ostinata indagine di una lettrice.*
Tutte le sere, cascasse il mondo, Anne-Lise Briard scivola tra le lenzuola e si lascia cullare dalle pagine di un buon libro. È un momento tutto per lei, un rituale al quale non potrebbe mai rinunciare. Perciò, quando nel comodino di un delizioso hotel della costa bretone trova un vecchio plico battuto a macchina, ne approfitta per rimpiazzare il romanzo che, distratta com’è, ha dimenticato di portare con sé da Parigi. Divorare in poche ore l’anonimo dattiloscritto – una struggente storia d’amore – e lasciarsi sedurre dal piccolo mistero che rappresenta per Anne-Lise sono tutt’uno. Ed ecco che, di colpo, un weekend fin troppo tranquillo si trasforma in un’avventura. Sì, perché a pagina 156 di quel racconto così trascinante è annotato un indirizzo – probabilmente quello dell’autore – al quale Anne-Lise decide di rispedire il malloppo, “con tante grazie per la bella lettura che mi ha regalato, sebbene senza volerlo”. Ricostruire le peripezie e i passaggi di mano che hanno portato il libro fino a lei non sarà facile, ma Anne-Lise si getta nell’impresa anima e corpo. Per scoprire il segreto di una storia capace di toccare il cuore e le vite di quanti la leggono. E trovare il coraggio di scrivere per sé un finale inaspettato.

La lettera perduta di Auschwitz

**Una storia d’amore tenuta nascosta per oltre cinquant’anni**
Berlino, 1989. Mentre il muro crolla, Miriam Winter si prende cura di suo padre Henryk ormai in punto di morte. Ma rimane sconvolta quando scopre, sotto il cinturino dell’orologio di Henryk, il tatuaggio di Auschwitz, tenuto segreto per molti anni. Come è possibile che le abbia nascosto una parte così terribile della sua vita? E chi è Frieda, il nome che suo padre invoca quando è incosciente? Alla ricerca di indizi sul passato dell’anziano genitore, Miriam trova tra gli oggetti della madre un’uniforme da detenuta del campo femminile di Ravensbrück. Tra le cuciture ci sono decine di lettere destinate a Henryk, scritte da una donna di nome Frieda. Le lettere rivelano l’inquietante verità sulle “ragazze coniglio”, giovani donne vittime di sperimentazioni disumane durante i loro giorni al campo. Attraverso quei racconti di sacrificio e resistenza Miriam scopre, lettera dopo lettera, una storia d’amore che Henryk ha custodito nel cuore per quasi cinquant’anni.
«Il potente debutto di Ellory […] rivela la scomoda verità su queste donne e sulla loro forza, il sacrificio e la resistenza. Vi commuoverà.»
**Heat Magazine**
«Un romanzo straordinario e toccante che mi ha catturato ed emozionato fino alla fine.»
**Mary Chamberlain, autrice di *La sarta di Dachau** *
«Un lato dell’Olocausto di cui si parla raramente. Un’opera di debutto potente che rivela la disturbante verità sulle protagoniste, mettendo in luce la loro forza, il loro sacrificio, la loro capacità di resistenza. Preparate i fazzoletti!»
«Una storia di sofferenze e forza di fronte a terribili avversità.»
«Una grande storia di speranza in tempi bui, di solidarietà e forza contro ogni barriera, di amore che tutto sconfigge e conquista.»
**Anna Ellory**
vive a Bath e ha appena conseguito un master in Scrittura Creativa alla Bath Spa University. **
### Sinossi
**Una storia d’amore tenuta nascosta per oltre cinquant’anni**
Berlino, 1989. Mentre il muro crolla, Miriam Winter si prende cura di suo padre Henryk ormai in punto di morte. Ma rimane sconvolta quando scopre, sotto il cinturino dell’orologio di Henryk, il tatuaggio di Auschwitz, tenuto segreto per molti anni. Come è possibile che le abbia nascosto una parte così terribile della sua vita? E chi è Frieda, il nome che suo padre invoca quando è incosciente? Alla ricerca di indizi sul passato dell’anziano genitore, Miriam trova tra gli oggetti della madre un’uniforme da detenuta del campo femminile di Ravensbrück. Tra le cuciture ci sono decine di lettere destinate a Henryk, scritte da una donna di nome Frieda. Le lettere rivelano l’inquietante verità sulle “ragazze coniglio”, giovani donne vittime di sperimentazioni disumane durante i loro giorni al campo. Attraverso quei racconti di sacrificio e resistenza Miriam scopre, lettera dopo lettera, una storia d’amore che Henryk ha custodito nel cuore per quasi cinquant’anni.
«Il potente debutto di Ellory […] rivela la scomoda verità su queste donne e sulla loro forza, il sacrificio e la resistenza. Vi commuoverà.»
**Heat Magazine**
«Un romanzo straordinario e toccante che mi ha catturato ed emozionato fino alla fine.»
**Mary Chamberlain, autrice di *La sarta di Dachau** *
«Un lato dell’Olocausto di cui si parla raramente. Un’opera di debutto potente che rivela la disturbante verità sulle protagoniste, mettendo in luce la loro forza, il loro sacrificio, la loro capacità di resistenza. Preparate i fazzoletti!»
«Una storia di sofferenze e forza di fronte a terribili avversità.»
«Una grande storia di speranza in tempi bui, di solidarietà e forza contro ogni barriera, di amore che tutto sconfigge e conquista.»
**Anna Ellory**
vive a Bath e ha appena conseguito un master in Scrittura Creativa alla Bath Spa University.

La leggenda del santo bevitore

Pur essendo vagabondo e alcolizzato, Andreas Kartak, protagonista di questo racconto, è un uomo onorevole e non può che rimanere sconcertato di fronte alla somma di duecento franchi donatagli da un inaspettato benefattore. Unica condizione impostagli: Andreas dovrà restituire il denaro la domenica seguente facendo un’offerta alla chiesa di Sainte Marie des Batignolles. Con l’alternarsi di eventi “miracolosi” e miserabili sconfitte, la trama assume risvolti picareschi. Il racconto, in parte autobiografico, si può considerare una critica nei confronti dell’era consumistica. Riuscirà Andreas a mantenere la parola data, restituendo così i duecento franchi che gli hanno scombussolato l’esistenza? **