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Le cento migliori ricette di bruschette

Sulla scena degli antipasti le bruschette occupano un posto da protagoniste. La parte principale spetta al pane e all’olio, ma anche pesce, carne, verdure, formaggi e salumi possono essere considerati comprimari. Nulla di meglio di questo libro per aiutarvi nella scelta delle combinazioni!
Alessandra Tarissi De Jacobis e Francesca Gualdi, laureate in giurisprudenza, hanno coltivato fin da giovanissime un’autentica passione per la cucina. Collaborano entrambe alla Guida dei ristoranti del Gambero Rosso, che le porta in giro per l’Italia a provare le più varie esperienze gastronomiche.

Le Cento Migliori Ricette Di Antipasti

Gli antipasti sono pietanze concepite per stuzzicare l’appetito e predisporre il palato ai sapori dei piatti che seguiranno. In questo volume troverete cento ricette per preparare composizioni pittoresche, oltre che appetitose, capaci di stimolare l’appetito senza far giungere alla sazietà. Emilia Vallilaureata in filosofia e insegnante, esperta gastronoma, vanta la collaborazione a diversi periodici specializzati e la pubblicazione di decine di libri di educazione alimentare e di ricettari di cucina, nei quali alla scelta degli ingredienti si abbina una nota di raffinata fantasia legata alla genuinità della tradizione italiana. Con la Newton Compton ha pubblicato, tra l’altro, 500 ricette di pasta fresca, 1000 ricette di carne rossa, 500 ricette con le verdure, 1000 ricette con la frutta, La cucina del Veneto, La cucina del Friuli e 501 ricette di biscotti e dolcetti.

Le cento migliori ricette con lo yogurt

Lo yogurt nacque probabilmente in Turchia: il nome proviene infatti dal turco “yogurt”, che vuol dire “latte denso”. Era comunque già in uso nel periodo biblico: se ne fa menzione nel Vecchio Testamento. Lo yogurt ha molti benefici effetti sull’apparato gastro-enterico, ed è tanto ricco di sali minerali quanto povero di grassi. Le ricette di questo libro dimostrano che lo si può aggiungere a molte pietanze: salse, torte, dessert. Può inoltre rinforzare gli antipasti, e anche accompagnare le ricette più classiche.

Le Cento Migliori Ricette Con La Frutta Esotica

Banana, ananas, kiwi, mango, papaia, carambola sono solo alcuni dei frutti, provenienti da terre lontane, che oggi stanno entrando nell’uso della nostra cucina. Utllizzati adeguatamente – come le cento ricette di questo libro suggeriscono – i frutti esotici arricchiscono di sapori nuovi, freschi e invitanti numerosi piatti, dall’antipasto al dolce, conferendo a ogni tipo di menù una nota di raffinatezza e originalità.
Olga Tarentini Troiani
americana di origine cecoslovacca, si è occupata per molti anni di pranzi diplomatici. Grande appassionata di cucina, con la Newton Compton ha pubblicato, tra l’altro, 365 modi per preparare dolci e torte con ricette facili e golose, scritto insieme al marito Luigi. **
### Sinossi
Banana, ananas, kiwi, mango, papaia, carambola sono solo alcuni dei frutti, provenienti da terre lontane, che oggi stanno entrando nell’uso della nostra cucina. Utllizzati adeguatamente – come le cento ricette di questo libro suggeriscono – i frutti esotici arricchiscono di sapori nuovi, freschi e invitanti numerosi piatti, dall’antipasto al dolce, conferendo a ogni tipo di menù una nota di raffinatezza e originalità.
Olga Tarentini Troiani
americana di origine cecoslovacca, si è occupata per molti anni di pranzi diplomatici. Grande appassionata di cucina, con la Newton Compton ha pubblicato, tra l’altro, 365 modi per preparare dolci e torte con ricette facili e golose, scritto insieme al marito Luigi.

Le cento migliori ricette alla Nutella

Grazie alle ricette qui presentate, la deliziosa crema da spalmare sul pane si trasforma in un ingrediente adatto tanto a vivacizzare le ricette più tradizionali che a creare abbinamenti insoliti. Qui troverete preparazioni che possono soddisfare tutti i gusti a tutte le ore del giorno: una colazione divertente, una festicciola di golosi, il classico tè delle cinque, un dessert alla fine di una cena…

Le Bambinacce

“C’era una bambina / che aveva scoperto / di avere una cosa / tra le gambe, / sotto le mutande”: inizia così il primo di questi cinquanta giocosi e stralunati componimenti in versi, ciascuno dei quali intitolato a una “bambinaccia” che fa o è qualcosa di ogni volta diverso, ma che soprattutto pensa e immagina il sesso (ad esempio, per l’appunto, La bambina che aveva scoperto una cosa, oppure La bambina che odiava i tabù, La bambina che era sempre bagnata e così via). In scena, tra le screziature, vediamo emergere i ritratti di una femminilità forte, vitale e complessa, sicura di sé, irriverente alle norme sociali e disinibita. Una rappresentazione inedita, almeno in Italia, dove i discorsi – anche letterari – sull’empowerment delle donne si scontrano con una fortissima resistenza sociale. Attraverso la leggerezza del dettato e la sua qualità letteraria – che rende la lettura facilmente accessibile ed estremamente piacevole –, Raimo e Rossari mettono a segno un’intelligente, felice, provocazione culturale. E scrivono a quattro mani un’opera che mescola il piacere, il desiderio, la malinconia, la curiosità. E così racconta l’amore, ma anche l’incertezza, l’autolesionismo, l’omosessualità, il travestitismo, la promiscuità, perfino i filmini messi in rete a rovinare le ragazze, e anche il metafisico. Tutto fatato e stravolto, ma pure godibile e comico. A fare da contrappunto, una dozzina di immagini in bianco e nero continuano il raffinato, impertinente, gioco letterario.

Lazzaro

Lazzaro fa parte dell’ultima produzione letteraria di Luigi Pirandello che si rifà al mito come ne La nuova colonia e ne I giganti della montagna. La composizione dell’opera risale al 1928 e fu rappresentata in Italia la prima volta a Torino nel dicembre del 1929 con la Compagnia di Marta Abba.
Per la prima ed ultima volta Pirandello affronta l’argomento religioso esplicitamente e lo fa in un mito, inserito in un tema più ampio, che si ritrova in tanti drammi precedenti: lo scontro di due culture, una materna, istintiva e vitalistica e l’altra paterna che in questo dramma assume il significato di trascendenza, di religione dogmatica e autoritaria.
I contrasti tra Diego e Sara, marito e moglie, soprattutto per quanto riguarda l’educazione dei figli Lucio e Lia, portano inevitabilmente alla loro separazione.
Sara se ne va in una casa di campagna dove si innamora del fattore Arcadipane e inizia con lui una vita tutta spontanea e naturale senza remore sociali o religiose. Diego, portatore di una fede negativa, dogmatica e severa s’incarica della educazione dei figli mandando Lucio in seminario e Lia ad un convento di suore dove si ammala perdendo l’uso di una gamba.
Il dramma si origina nel momento in cui Lucio si rifiuta di diventare prete, opponendosi al padre che per la violenta reazione che segue alla decisione del figlio, accidentalmente muore.
Una miracolosa iniezione del dottore Gionni però lo riporta in vita.
Novello Lazzaro, Diego ha scoperto che nell’aldilà c’è il nulla: tutte le rinunce che egli ha fatto per conquistarsi il Paradiso non servono a niente: nell’altro mondo non ci sarà compenso né punizione.
Se prima del suo ritorno in vita aveva dunque sopportato il tradimento della moglie, ora potrà finalmente sfogare la sua rabbia e vendicarsi ferendo Arcadipane.
Sarà Lucio a fare da tramite tra la fede persa del padre e la vita tutta naturale della madre.
Il Dio immanente di Pirandello, che eternamente vive nell’«eterno presente della vita» farà in modo che Lucio si dedichi alla vita religiosa, salvando il padre e guarendo miracolosamente la sorella.

Ladies Football Club

È una bella giornata d’aprile del 1917. Le operaie della Doyle & Walker Munizioni di Sheffield stanno mangiando i loro sandwich nel cortile della fabbrica. I mariti, i fratelli, i padri sono al fronte, e loro assemblano le granate, i proiettili e le bombe per armare l’esercito. Ma quel giorno, trovando un pallone abbandonato in cortile, Rosalyn, Violet, Olivia e le altre cominciano a giocare. Piano piano ci prendono gusto, si distribuiscono i ruoli, affinano la tecnica, finché il padrone le nota e propone loro di disputare una vera partita. Sarà la prima di una lunga serie: in assenza dei campionati maschili, il calcio femminile in quegli anni avrà la sua prima stagione d’oro e conquisterà l’affetto e il seguito del pubblico. Meno gradito risulterà alle istituzioni maschili del calcio che, a guerra finita, faranno di tutto per rimettere le donne al loro posto. Massini, ispirandosi alla storia vera delle prime squadre di calcio femminili, inventa le vite di undici donne fenomenali, ognuna con la sua idiosincrasia, il suo sogno, la sua paura. Alternando leggerezza, ironia e commozione, travolge il lettore nella dirompente epopea del gruppo di pioniere che ha osato sfidare gli uomini sul terreno maschile per eccellenza: il campo da calcio. **
### Sinossi
È una bella giornata d’aprile del 1917. Le operaie della Doyle & Walker Munizioni di Sheffield stanno mangiando i loro sandwich nel cortile della fabbrica. I mariti, i fratelli, i padri sono al fronte, e loro assemblano le granate, i proiettili e le bombe per armare l’esercito. Ma quel giorno, trovando un pallone abbandonato in cortile, Rosalyn, Violet, Olivia e le altre cominciano a giocare. Piano piano ci prendono gusto, si distribuiscono i ruoli, affinano la tecnica, finché il padrone le nota e propone loro di disputare una vera partita. Sarà la prima di una lunga serie: in assenza dei campionati maschili, il calcio femminile in quegli anni avrà la sua prima stagione d’oro e conquisterà l’affetto e il seguito del pubblico. Meno gradito risulterà alle istituzioni maschili del calcio che, a guerra finita, faranno di tutto per rimettere le donne al loro posto. Massini, ispirandosi alla storia vera delle prime squadre di calcio femminili, inventa le vite di undici donne fenomenali, ognuna con la sua idiosincrasia, il suo sogno, la sua paura. Alternando leggerezza, ironia e commozione, travolge il lettore nella dirompente epopea del gruppo di pioniere che ha osato sfidare gli uomini sul terreno maschile per eccellenza: il campo da calcio.

La vita è un sogno

Giona e Moreno, amici d’infanzia, si ritrovano dopo lunghi anni: una notte trascorsa sul ponte di un vecchio peschereccio ormeggiato in mezzo al mare, li indurrà ad una sofferta, ma risoluta, dichiarazione d’amore.
Anche se la vita e le avversità li porteranno su strade diverse, il destino ha sempre in serbo delle sorprese nei momenti più impensati.
E poi ancora, una relazione intensa e tormentata ricostruita attraverso una scatola di ricordi, un giovane hikikomori che si riavvicina alla vita con l’aiuto di un avvenente prostituto, il bullismo e l’omofobia all’interno di una sperduta scuola di campagna, la tragica storia di “Gigino Wifi”, la difficoltà di uscire allo scoperto…
Attraverso storie, stili e visioni differenti, dieci autori incrociano i loro cammini, raffigurando il mondo Lgbt sotto molteplici angolazioni. L’amore, la passione, il dolore, ma sopratutto la speranza.
Perché in fondo… la vita è un sogno.
*** Il ricavato dell’opera andrà interamente a sostegno delle attività del circolo culturale HARVEY MILK Milano e, in particolare, del progetto “Sportello (Ti) Ascolto”, un centro di ascolto totalmente gratuito gestito da volontari che si rivolge a chiunque avverta il desiderio di esplorare e comprendere alcuni aspetti legati alle proprie esperienze, alle proprie relazioni e al proprio mondo interiore.

La Vita Di Giulio Pane

– È curioso, – dirà il lettore: è curioso e strano, che un libro di Memorie, o, come oggi si dice, un’Autobiografia in tutta regola, sia stata rinvenuta proprio in Bolivia e venga a pubblicarsi in Italia, con un titolo così appariscente da attirar subito la curiosità; e piú strano, poi, che l’autore di un libro così grosso, un galantuomo sperduto in una foresta boliviana, dopo tante vicissitudini e traversie, abbia finalmente avuta inaspettata fortuna – lui il fortunato! – d’imbattere in un altro galantuomo che si sia presa a cuore la pubblicazione del volume, sciogliendo un voto alla virtù d’un conterraneo, alla memoria d’uno scrittore, al rispetto che si deve sempre a un uomo di buona fede, al quale s’è data la parola e se n’è accettato l’impegno. » Ma tant’è; la verità è questa e la giustizia è giustizia, anzi luce, tardiva se vogliamo, ma sempre luce, e la luce è vita e verità; e chi mantiene una promessa, compie al proprio dovere, che è, e dev’essere, sacrosanto. Ecco perchè – mio caro lettore, – queste povere pagine (dico povere perchè scritte da un pover uomo e in povera lingua), vengono alla luce del mondo proprio nella terra di GIULIO PANE , il quale, oltre a essere un pover uomo, fu anche po – veramente un uomo povero: titolo più che sufficiente ad attirarsi la tua simpatia e la discrezione del resto del pubblico.

La vicevita

Incontri con pendolari all’alba, compagni di cuccetta, giocatori di carte, conoscenti, sconosciuti, controllori o abusivi senza biglietto, sferraglianti regionali che attraversano la Ciociaria o velocissimi convogli giapponesi: questi micro-racconti invitano a meditare sugli errori di destinazione, sui ritardi o su quei momenti di vuoto che si spalancano durante certe misteriose soste in campagna. Valerio Magrelli ricostruisce insomma una ramificata serie di avventure, senza dimenticare da un lato i ricordi dei trenini giocattolo, dall’altro i risvolti piú tragici del mondo ferroviario (uno fra tutti: la strage di Bologna). Cosí facendo, giunge a consegnarci una specie di «viceautobiografia », o forse una piccola enciclopedia del viaggio, in grado di svelare gli aspetti tragicomici dell’esistenza umana e della convivenza civile. **
### Sinossi
Incontri con pendolari all’alba, compagni di cuccetta, giocatori di carte, conoscenti, sconosciuti, controllori o abusivi senza biglietto, sferraglianti regionali che attraversano la Ciociaria o velocissimi convogli giapponesi: questi micro-racconti invitano a meditare sugli errori di destinazione, sui ritardi o su quei momenti di vuoto che si spalancano durante certe misteriose soste in campagna. Valerio Magrelli ricostruisce insomma una ramificata serie di avventure, senza dimenticare da un lato i ricordi dei trenini giocattolo, dall’altro i risvolti piú tragici del mondo ferroviario (uno fra tutti: la strage di Bologna). Cosí facendo, giunge a consegnarci una specie di «viceautobiografia », o forse una piccola enciclopedia del viaggio, in grado di svelare gli aspetti tragicomici dell’esistenza umana e della convivenza civile.

La via di Damasco – Prima parte

In Siria è guerra civile. Il paese è una polveriera che minaccia di far esplodere l’intero Medio Oriente. Ufficialmente gli Stati Uniti appoggiano la causa degli insorti, ma in realtà vorrebbero salvare il regime e gli equilibri della regione favorendo un semplice cambio al vertice. Per rovesciare il presidente Bashar al-Assad bisogna reclutare qualcuno disposto a tradire, e l’unico agente in grado di cavarsela nell’inferno siriano è Malko Linge. Ma a Damasco la partita si fa intricatissima. Malko dovrà guardarsi dal fascino femminile, perché le donne più belle che incontrerà sulla sua strada saranno anche le più pericolose: come Farah, che dispensa il piacere dei sensi e non disdegna la tortura. Dovrà giocare d’astuzia, mentire e ingannare. Missione delicata per il Principe delle Spie, in un nido di vipere dove non si sa più chi tradisce chi. **
### Sinossi
In Siria è guerra civile. Il paese è una polveriera che minaccia di far esplodere l’intero Medio Oriente. Ufficialmente gli Stati Uniti appoggiano la causa degli insorti, ma in realtà vorrebbero salvare il regime e gli equilibri della regione favorendo un semplice cambio al vertice. Per rovesciare il presidente Bashar al-Assad bisogna reclutare qualcuno disposto a tradire, e l’unico agente in grado di cavarsela nell’inferno siriano è Malko Linge. Ma a Damasco la partita si fa intricatissima. Malko dovrà guardarsi dal fascino femminile, perché le donne più belle che incontrerà sulla sua strada saranno anche le più pericolose: come Farah, che dispensa il piacere dei sensi e non disdegna la tortura. Dovrà giocare d’astuzia, mentire e ingannare. Missione delicata per il Principe delle Spie, in un nido di vipere dove non si sa più chi tradisce chi.

La via Della Leggerezza

“I dietologi e i nutrizionisti sono costretti a riconoscere il loro fallimento: la maggioranza delle persone sovrappeso non riesce a ritrovare un peso accettabile. Mettersi a dieta e ridurre le calorie giornaliere non è efficace: è necessario prendere consapevolezza e lavorare anche sul piano emotivo. Per rimuovere i meccanismi inconsapevoli di tipo difensivo o compensativo che causano l’accumulo di grasso nel corpo e liberarci dalla pesantezza è necessario creare un nuovo equilibrio, che parte da un lavoro sulla propria personalità, dal rapporto con se stessi, con il proprio corpo e con il mondo esterno.” Questo libro cambia il nostro punto di vista sul benessere psicofisico, perché ci mostra che c’è un legame indissolubile tra i chili in eccesso e i nostri pesi interiori, tra approccio all’alimentazione e approccio alla vita, tra cibo per il corpo e cibo per lo spirito. Anche da un punto di vista scientifico.
“Per alleggerire il nostro corpo dobbiamo mangiare cibi, non trasformazioni industriali dei cibi, cibo vero, non cibo in scatola, mangiare con moderazione e prevalentemente vegetali. Per alleggerire la nostra anima dobbiamo privilegiare la vita semplice, naturale, consapevoli della bellezza di ogni atto quotidiano, piuttosto che la vita organizzata da agenzie di divertimento, acquisti, viaggi, spettacoli, televisione.” Con una ricca bibliografia scientifica, abitudini e rituali per il “giorno perfetto”, esercizi e ricette “di leggerezza” e una traccia audio di meditazione guidata, questo libro ci aiuta a liberarci finalmente dai pesi che ci schiacciano a terra e mettere le ali alla nostra gioia di vivere.

La verità del Freddo: La storia. I delitti. I retroscena. L’ultima testimonianza del capo della banda della Magliana

**Raffaella Fanelli intervista Maurizio Abbatino**
* * *
« **La banda della Magliana esiste ancora?** »
« **Sopravvive attraverso persone** **che della banda non hanno** **fatto parte, ma che con noi** **sono entrate in contatto.** **Per molti la banda della Magliana** **è stata un’ottima garanzia.** »
*Mauriz
* * ***** *Con la postfazione di Otello Lupacchini e un inserto di foto inedite**
** “Hanno già ordinato la mia morte…” Maurizio Abbatino parla e racconta quello che ha visto e vissuto in prima persona. Anni di delitti, di vendette, di potere incontrastato su Roma e non solo. Misteri italiani, dal delitto Pecorelli all’omicidio di **Aldo Moro** , fino alla scomparsa di **Emanuela Orlandi**.
Protagonista di una stagione di sangue che ha segnato la storia più nera del nostro paese; fondatore e capo, con Franco Giuseppucci, della banda della Magliana, Abbatino è l’ultimo sopravvissuto di un’organizzazione che per anni si è mossa a braccetto con servizi segreti, mafia e massoneria.
In queste pagine racconta la genesi della banda, le prime azioni, la conquista della città, gli arresti, le protezioni in carcere e fuori, l’inchiesta avviatasi oltre vent’anni fa a partire dalle sue confessioni. Può considerarsi il prologo di Mafia capitale: “Ritornano dei cognomi, si rivede un metodo… Abbastanza per pensare che le traiettorie del vecchio gruppo criminale non si siano esaurite” ha affermato l’attuale capo della Procura di Roma, Giuseppe Pignatone. 
Nel libro scorre la storia d’Italia vista con gli occhi di un criminale sanguinario che ha fatto arrestare altri criminali sanguinari. Molti di loro sono tornati liberi. Lui no. Aspetta, dice, la sua esecuzione. “Sono tornato dove tutto è cominciato. Perché è qui che deve finire.”
**Maurizio Abbatino** , capo e fondatore della **banda della Magliana** , attualmente sta scontando una pena a trent’anni di reclusione e si trova ai domiciliari per motivi di salute. Nel settembre del 2015 è stato estromesso dal programma di protezione e gli sono state cancellate una serie di garanzie e tutele ottenute dopo la decisione di collaborare con la giustizia. La collaborazione di Abbatino ha attraversato tutti gli anni Novanta e il decennio successivo per interrompersi nel 2010. La sua testimonianza ha consentito di avviare il processo che ha portato dietro le sbarre il nucleo storico della banda. Le sue rivelazioni hanno avuto un peso in processi importanti, da quello per l’omicidio del giornalista Mino Pecorelli a quello per la morte di Roberto Calvi. La storia di Abbatino è stata immortalata in un romanzo bestseller di Giancarlo De Cataldo ( *Romanzo criminale* , Einaudi 2002), al cinema e in una serie televisiva di successo. ** *
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**Raffaella Fanelli intervista Maurizio Abbatino**
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« **La banda della Magliana esiste ancora?** »
« **Sopravvive attraverso persone** **che della banda non hanno** **fatto parte, ma che con noi** **sono entrate in contatto.** **Per molti la banda della Magliana** **è stata un’ottima garanzia.** »
*Mauriz
* * ***** *Con la postfazione di Otello Lupacchini e un inserto di foto inedite**
** “Hanno già ordinato la mia morte…” Maurizio Abbatino parla e racconta quello che ha visto e vissuto in prima persona. Anni di delitti, di vendette, di potere incontrastato su Roma e non solo. Misteri italiani, dal delitto Pecorelli all’omicidio di **Aldo Moro** , fino alla scomparsa di **Emanuela Orlandi**.
Protagonista di una stagione di sangue che ha segnato la storia più nera del nostro paese; fondatore e capo, con Franco Giuseppucci, della banda della Magliana, Abbatino è l’ultimo sopravvissuto di un’organizzazione che per anni si è mossa a braccetto con servizi segreti, mafia e massoneria.
In queste pagine racconta la genesi della banda, le prime azioni, la conquista della città, gli arresti, le protezioni in carcere e fuori, l’inchiesta avviatasi oltre vent’anni fa a partire dalle sue confessioni. Può considerarsi il prologo di Mafia capitale: “Ritornano dei cognomi, si rivede un metodo… Abbastanza per pensare che le traiettorie del vecchio gruppo criminale non si siano esaurite” ha affermato l’attuale capo della Procura di Roma, Giuseppe Pignatone. 
Nel libro scorre la storia d’Italia vista con gli occhi di un criminale sanguinario che ha fatto arrestare altri criminali sanguinari. Molti di loro sono tornati liberi. Lui no. Aspetta, dice, la sua esecuzione. “Sono tornato dove tutto è cominciato. Perché è qui che deve finire.”
**Maurizio Abbatino** , capo e fondatore della **banda della Magliana** , attualmente sta scontando una pena a trent’anni di reclusione e si trova ai domiciliari per motivi di salute. Nel settembre del 2015 è stato estromesso dal programma di protezione e gli sono state cancellate una serie di garanzie e tutele ottenute dopo la decisione di collaborare con la giustizia. La collaborazione di Abbatino ha attraversato tutti gli anni Novanta e il decennio successivo per interrompersi nel 2010. La sua testimonianza ha consentito di avviare il processo che ha portato dietro le sbarre il nucleo storico della banda. Le sue rivelazioni hanno avuto un peso in processi importanti, da quello per l’omicidio del giornalista Mino Pecorelli a quello per la morte di Roberto Calvi. La storia di Abbatino è stata immortalata in un romanzo bestseller di Giancarlo De Cataldo ( *Romanzo criminale* , Einaudi 2002), al cinema e in una serie televisiva di successo.*

La Trappola Di Internet

Internet avrebbe dovuto allargare e segmentare il mercato, rendendo impossibili i monopolî dei media. Invece oggi, colossi come Google e Facebook controllano il tempo che passiamo online e ricevono giganteschi profitti dalla cosiddetta economia dell’attenzione. *La trappola di internet* mostra come tutto ciò sia potuto accadere. Questo saggio provocatorio e attualissimo racconta l’ascesa vertiginosa dei giganti digitali, e spiega cosa possono ancora tentare di fare i «giocatori» piú piccoli per sopravvivere in un’ardua partita inesorabilmente truccata a loro danno. Internet non ha ridotto i costi per raggiungere il pubblico, ha semplicemente mutato chi paga e come. Sfatando un mito duro a morire, Hindman dimostra che internet non è piú quella tecnologia post-industriale che ci è stata raccontata: ormai è diventato matematicamente impossibile per degli universitari al lavoro in un garage battere Google, e la neutralità della rete non può da sola funzionare come garanzia di un’internet aperta e democratica.