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Il mio cuore sconosciuto

Charlotte è bellissima, ha quasi diciotto anni e un radioso futuro di attrice davanti a sé, quando scopre di essere sieropositiva. Per contrarre il virus le è bastato, come a tante altre persone, un rapporto non protetto. Al fine di evitare che il virus si sviluppi nell'Aids, deve sottoporsi a cure molto aggressive, che le danneggiano gravemente il cuore. Il primo infarto la colpisce a soli trentaquattro anni, il secondo a breve distanza. È viva per miracolo ma il suo cuore è compromesso, e solo il trapianto potrebbe salvarla. In una notte fredda e piovosa del 2003 un incidente stradale in cui una giovane donna perde la vita le offre la possibilità di farcela. Dopo l'intervento e una lunga riabilitazione, Charlotte rinasce. Ma la sua incontenibile e contagiosa gioia di vivere è turbata da strane sensazioni di déjà-vu, inspiegabili cambiamenti nei gusti e incubi ricorrenti. C'è davvero un'altra vita in me? si chiede continuamente Charlotte. E proprio quando sembra aver ritrovato tutto, persino la piena felicità di un nuovo amore, la vita ha per lei in serbo un altro, sconvolgente colpo di scena. Questa è la storia di Charlotte Valandrey. Sembra un romanzo e invece è tutta incredibilmente vera.

Il messia di Stoccolma

Lars Andemening è critico letterario nella redazione di un giornale a Stoccolma. Ha perso la famiglia nella Polonia occupata dai nazisti, è stato adottato da una coppia svedese e ha smarrito le sue origini. Si è dato un nome e si è convinto di essere il figlio di Bruno Schulz, il grande scrittore ucciso dai nazisti. A Stoccolma conduce una vita da escluso: pubblica le sue recensioni il lunedì (il giorno in cui non le legge nessuno perché parla sempre di autori troppo difficili), non partecipa ai pettegolezzi di redazione perché nel pomeriggio si ritira a casa, ha due divorzi alle spalle. Unica eccezione al suo isolamento è la frequentazione della signora Heidi Eklund, una profuga tedesca, proprietaria di una polverosa libreria. **

Il manoscritto

Léane Morgan è considerata la regina del thriller, ma firma i suoi libri con uno pseudonimo per preservare la propria vita privata, che ha subito un profondo sconvolgimento: sua figlia Sarah è stata rapita quattro anni prima e la polizia ha archiviato il caso come omicidio a opera di un noto serial killer, pur non essendo mai stato ritrovato il corpo della ragazza. Dopo la tragedia, del suo matrimonio con Jullian non è rimasto che un luogo, la solitaria villa sul mare nel Nord della Francia che Léane ha ormai abbandonato da tempo; ma quando il marito viene brutalmente aggredito subendo una perdita di memoria, lei si vede costretta a tornare in quella casa, carica di ricordi dolorosi e, adesso, di inquietanti interrogativi: cosa aveva scoperto Jullian, perso dietro alla ricerca ossessiva della verità sulla scomparsa della figlia? Intanto, nei dintorni di Grenoble, viene ritrovato un cadavere senza volto nel bagagliaio di una macchina rubata: potrebbe forse trattarsi di un’altra vittima del presunto assassino di Sarah. Le intuizioni del poliziotto Vic, dotato di una memoria prodigiosa, permetteranno di incastrare alcuni tasselli del puzzle, ma altri spaventosi elementi arriveranno a confondere ogni ipotesi su una verità che diventa sempre più distante, frammentaria e, inevitabilmente, terribile.
Franck Thilliez, maestro del giallo francese, proprio come la protagonista del *Manoscritto* , costruisce un intreccio calibrato al millimetro, giocando con i temi perturbanti del doppio e della memoria, incastrando in ogni svelamento un nuovo mistero; il risultato è un thriller implacabile, che non lascerà scampo a nessuno, lettore compreso.
**«Il maestro incontestato del thriller francese».
Ian Manook**
**«Il fenomeno Thilliez è sorprendente».
«Le Figaro»**

Il lupo degli abissi

Lo scenario: la Terra della Desolazione, dove ogni traccia della nostra civiltà si è persa nei millenni, cancellata dall’olocausto atomico. Gli attori: uomini che hanno dimenticato le antiche tecnologie e vivono di caccia e di pesca, tranne i misteriosi Fratelli, dotati di strani poteri e depositari di inquietanti segreti, mentre dalle nebbie delle leggende affiora sempre più concreta la minaccia di un popolo misterioso, rintanato nelle viscere della terra, e che medita di tornare alla luce del sole, a reclamare antichi diritti. La storia: viene rapita Beatra, la felice sposa di colui che deve ritrovarla negli oscuri recessi sotterranei e riportarla alla sua casa. La sua è una missione d’amore, ma guidato da poteri che rendono la sua mente un’arma temibile, egli scopre di agire per assicurare la sopravvivenza stessa della sua gente, su cui incombe un pericolo mortale. E al suo fianco, veloce e silenzioso, cammina un essere dal pelo candido, un alleato prezioso e leale, che è capace di vedere nel buio: una lupa bianca, di nome Virgilia…

Il lungo inverno

Clay è un uomo felice, ma un giorno tornando a casa scopre che la moglie è scomparsa, la sua vita diventa un incubo. Sospettato dalla polizia di essere l’assassino della moglie, fatto a pezzi dai media, dopo due anni ha a malapena iniziato a ricostruirsi una vita.. Ma l’incubo sembra rinnovarsi. Ancora una volta rientrando dal lavoro, trova sua moglie tranquillamente addormentata nel loro letto…. Che cosa significa il misterioso geroglifico tatuato sulla sua pelle?

Il libro delle meraviglie

Insuperabile nella magia di una prosa cristallina e musicale e nella creazione di mondi sgargianti e fantastici di iridescenti visioni esotiche, inventore di una nuova mitologia e di un sorprendente folklore che affonda le radici nei miti e nelle tradizioni di tutto il mondo” (Lovecraft), lord Dunsany merita un posto di rilievo tra i narratori fantastici del Novecento e, per certi versi, è possibile considerarlo uno dei padri della moderna Heroic Fantasy, soprattutto nella forma del racconto breve. La bellezza più che il terrore è la nota dominante dei quattordici racconti inclusi ne Il libro delle meraviglie. Dunsany ama alludere con malizia ed eleganza a cose mostruose: così, in quest’agile volumetto di fantasie inizi secoli, leggiamo di Hlohlo, il gigantesco idolo-ragno che non sempre resta al suo posto; di ciò che la Sfinge temeva nella foresta; di Slith il ladro che scavalca con un salto il bordo del Mondo dopo aver visto una certa luce e sapendo chi l’aveva accesa; degli antropofagi Gibbelin, che dimorano in una funesta torre custodendo un tesoro; degli Gnoles che vivono nella foresta e che è meglio evitare; della Città di Mai e degli Occhi che guardano dai Grandi Abissi; e di altre, simili cose nell’ombra.
Le storie di Dunsany sono sempre narrate in una lingua ricca e poetica, ma molto spesso il dato fantastico non si sorregge su una trama ben definita, e il racconto, gonfiatosi come una bolla iridescente, esplude d’un tratto, con esiti già surrealisti.
Sebbene non abbia mai raggiunto una vasta popolarità (ma la sua produzione teatrale, incoraggiata da Yeats, ha interessato l’ultimo Pirandello e Borges), Dunsany ha avuto grande influenza sulla maggior parte degli autori fantastici di questo secolo, per parecchi dei quali è possibile individuare un “periodo Dunsany”: fra quanti, chi più, chi meno, gli devono qualcosa basti ricordare Lovecraft, Robert Bloch, Clark Ashton Smith, Sprague de Camp, Robert Howard, Tolkien.

Il guerriero del lago d’argento

Il viaggio di Thasren Mein, l’assassino, dalle gelide terre del Nord al porto di Alecia è durato diversi giorni. È partito all’alba dal Mondo Oscuro, la landa desolata in cui il suo popolo è stato esiliato secoli prima, ha attraversato a cavallo la steppa nell’inverno senza fine, costeggiato le Montagne Nere e infine è giunto al mare. Di fronte a lui, dall’altra parte dello specchio d’acqua, l’isola di Acacia, un groviglio imponente di rocce lambito dalle onde. È questa la sua destinazione. È qui che vive re Leodan Akaran, discendente della nobile stirpe che cinquecento anni prima ha sconfitto il suo popolo e che tuttora controlla le terre del Mondo Conosciuto grazie a oscuri traffici.Ora Thasren è stato incaricato di uccidere l’odiato nemico e di ristabilire l’antico potere del suo popolo. È la missione più importante della sua vita, per la quale è disposto a mettere a rischio la sua stessa esistenza. Così, dopo essersi camuffato per entrare a corte e potersi presentare al cospetto del re, riesce ad accoltellare al cuore il sovrano e a sfuggire alla cattura togliendosi la vita.Senza la guida di Leodan, che negli ultimi anni ha tentato di rimediare agli errori della sua stirpe impartendo ai figli ideali di giustizia e di uguaglianza, il regno è allo sbaraglio e Hanish Mein porta a termine il piano ordito insieme al fratello minore: Acacia è nelle sue mani. Si dimostrerà un tiranno ben peggiore del suo predecessore e al popolo di Acacia resterà un’unica opportunità, quella di riunire i quattro eredi della dinastia degli Akaran che erano stati separati alla morte del padre e condotti ai confini del regno.Sarà una lotta senza fine tra lealtà e tradimento, perdono e vendetta, peccato e redenzione.

Il Guaritore

In una Helsinki flagellata dalla pioggia battente e dalle continue inondazioni, una giornalista sparisce nel nulla. Stava indagando su una serie di omicidi rivendicati da un misterioso personaggio che si fa chiamare il Guaritore. Sulle tracce di Johanna, si metterà Tapani, il marito. Un uomo che fa il poeta, ma che si trasforma in segugio per ritrovare l’unica cosa che conta, in un mondo sconvolto dal cambiamento climatico.
«Nell’odore di casa c’è tutto: il caffè del mattino, il profumo spruzzato in fretta e furia, il sapone all’olio di pino usato per lavare i tappeti la scorsa estate, le lunghe feste natalizie, la poltrona acquistata insieme e ogni singola notte trascorsa con chi si ama. Sono tutti presenti nello stesso odore e si compongono nella mente, per quanto spesso si siano spalancate le finestre. Un odore talmente familiare che fui sul punto di annunciare che ero a casa. Ma a chi avrei potuto dire anche solo una parola?»

Il Gioiello Del Deserto

Innocente e sensuale. Un cocktail irresistibile per lo sceicco. Lo sceicco Zakari Al’Farisi si è rifugiato nel silenzio della sua tenda nel deserto: le responsabilità del ruolo che ricopre e la ricerca della metà scomparsa del diamante Stefani l’hanno infatti stremato. Se quella pace è perfetta per il riposo fisico e mentale di cui ha bisogno durante il giorno, lo sceicco non è però abituato a quelle lunghe notti solitarie, così decide di far chiamare la sua governante personale. Lei saprà come tenergli compagnia… La sorpresa così è massima quando, dall’elicottero, non scende la donna che si aspettava, ma la giovane e bella Effie Nicolaides. Che, oltre a dimostrarsi una perfetta sostituta, nasconde un incredibile e inatteso segreto.

Il gioco serio

Arvid e Lydia si amano: la giovinezza, la dolcezza delle sere estive nell’arcipelago, la musica sospesa nell’aria, l’incanto dei primi baci, tutti i sogni ancora possibili. La felicità è lì, a portata di mano. Ma è già davvero il momento di afferrarla? È già quella la vita? È con un’esitazione, una rinuncia, una perdita, che inizia Il gioco serio, la storia di un amore perennemente inseguito, cercato, rimpianto, vissuto solo nel breve spazio di una passione, nell’interstizio di un tempo sospeso tra il troppo presto e il troppo tardi. “L’unico vero romanzo d’amore della letteratura svedese”, verrà definito in seguito, quando sarà annoverato tra i classici del nostro secolo, dopo la controversa accoglienza dei contemporanei a quell’ammissione di un fallimento esistenziale in cui non potevano che rispecchiarsi. Söderberg appartiene in pieno alla categoria degli scrittori dell’esilio, di quell’irrimediabile lontananza tra l’io e la vita che è la cifra della letteratura moderna. Con una lucidità senza concessioni, un’eleganza capace di rivestire di ironica leggerezza la di-sperazione, guarda Arvid scivolare a poco a poco dalle grandi aspirazioni ai compromessi, agli inganni, a quei piccoli tradimenti di se stesso che lo rendono sempre più estraneo a un’esistenza che non riconosce più come sua, e Lydia disperdere in inappaganti esperienze il suo appassionato bisogno di un amore assoluto che la giustifichi. Dal caso Dreyfus alla morte di Strindberg, dalla guerra tra Russia e Giappone al Titanic, la cronaca fedele degli anni a cavallo del secolo registra gli avvenimenti della storia che scorre loro accanto, come il passare dei giorni e delle stagioni in una Stoccolma tanto più meticolosamente concreta e reale, con le sue vie, i suoi teatri, i suoi caffè, tanto più emblematica, con i suoi lunghi crepuscoli e i suoi cieli vuoti, quanto più sfuggente e incontrollabile si fa il loro destino.

Il giardino d’inverno

L’avventura cavalleresca si snoda dalla Bretagna alla Sicilia di Federico II, sino a Gerusalemme dal Medioevo alla fine del Secondo Millennio. Tra miti orientali e occidentali, garaggiando con cavalieri islamici e cristiani, con Normanni e Templari, Erec attraversa i Giardini del Potere per giungere al Giardino della vita. **