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La trasparenza del camaleonte

*Nasconderti tra la folla non può impedirti di scoprire chi sei.*
Carminia non riesce a guardare nessuno negli occhi. Vorrebbe che non le rivolgessero mai la parola, nemmeno per augurarle buongiorno. Il minimo ritardo la infastidisce, un quadro storto la infastidisce. Ha un menu fisso per ciascun giorno della settimana, un ordine preciso per vestirsi ogni mattina, un modo corretto con cui la carta igienica deve scorrere sul portarotolo, e diciotto copie del suo libro preferito in soggiorno, su uno scaffale. Rifugge qualsiasi rumore o semplice contatto umano. La verità è che le persone sono d’intralcio alla sua esistenza. Carminia ha la trasparenza del camaleonte, la stessa capacità di adattarsi alle situazioni in cui si trova e, in quelle, sparire. Eppure soffre per tutto ciò che non le riesce, la disturba, non le viene naturale: ha la sindrome di Asperger, ma ancora non lo sa. È solo quando finalmente le viene diagnosticata, e la madre sembra riemergere da un’infanzia ormai lontanissima, che il suo mondo di ordine e routine comincia a vacillare. Insieme a Rebecca, una bambina impertinente e linguacciuta, Carminia si troverà allora a dover fare i conti con se stessa, con il suo modo di abitare il mondo e con ciò che significa, alla fin fine, normalità. **
### Sinossi
*Nasconderti tra la folla non può impedirti di scoprire chi sei.*
Carminia non riesce a guardare nessuno negli occhi. Vorrebbe che non le rivolgessero mai la parola, nemmeno per augurarle buongiorno. Il minimo ritardo la infastidisce, un quadro storto la infastidisce. Ha un menu fisso per ciascun giorno della settimana, un ordine preciso per vestirsi ogni mattina, un modo corretto con cui la carta igienica deve scorrere sul portarotolo, e diciotto copie del suo libro preferito in soggiorno, su uno scaffale. Rifugge qualsiasi rumore o semplice contatto umano. La verità è che le persone sono d’intralcio alla sua esistenza. Carminia ha la trasparenza del camaleonte, la stessa capacità di adattarsi alle situazioni in cui si trova e, in quelle, sparire. Eppure soffre per tutto ciò che non le riesce, la disturba, non le viene naturale: ha la sindrome di Asperger, ma ancora non lo sa. È solo quando finalmente le viene diagnosticata, e la madre sembra riemergere da un’infanzia ormai lontanissima, che il suo mondo di ordine e routine comincia a vacillare. Insieme a Rebecca, una bambina impertinente e linguacciuta, Carminia si troverà allora a dover fare i conti con se stessa, con il suo modo di abitare il mondo e con ciò che significa, alla fin fine, normalità.

La tragedia greca: forma, gioco scenico, tecniche drammatiche

A differenza di altri generi letterari (ad esempio l’epos) la tragedia fu in toto una creazione originale dei Greci. Essa maturò e raggiunse la sua perfezione con la produzione di Eschilo, Sofocle, Euripide, i cui drammi modelli insuperati per tutte le successive generazioni di tragici – sono ancora oggi letti, studiati e rappresentati. Nel volume viene ricostruita la fisionomia del gioco scenico in tutti i suoi particolari: dalle strutture materiali del teatro e dai condizionamenti che l’acting area imponeva agli interpreti, alle maschere e ai costumi degli attori, all’articolazione e alle funzioni del coro, all’uso di speciali macchine teatrali, alle convenzioni che regolavano la recitazione, alla dialettica fra spazio visibile e spazi invisibili, alle scansioni temporali dell’azione rappresentata. Ampio rilievo viene dedicato inoltre all’illustrazione delle parti costitutive della tragedia. In tal modo l’autore guida il lettore in un percorso che lo introduce nel laboratorio dei grandi tragici e lo aiuta a comprendere le ragioni che hanno ispirato ai singoli autori l’adozione di determinati moduli formali, consentendo di apprezzarne l’arte anche in una prospettiva di solito trascurata nelle trattazioni non specialistiche sulla tragedia greca. La nuova edizione si presenta arricchita di una bibliografia non solo aggiornata ma anche più ampia rispetto all’edizione precedente. **

La torre in fiamme. Excalibur: 3

Al ritorno da una importante missione nell’Isola di Mon, il druido Merlino apprende che la sua torre è in fiamme e che i Tesori della Britannia sono stati rubati dai nemici del regno. Un oscuro presagio, che porterà disgrazie. Infatti mentre Artù cerca di rincondurre alla ragione Tristano, fuggito in Britannia con Isotta, Lancillotto comincia a tramare contro di lui per impossessarsi del regno. E anche Mordred, il giovanissimo re designato, tende tranelli ad Artù e al fido Derfel. Fermare il morbo della divisione e dell’odio, impedire i disegni ambiziosi e fraudolenti di Lancillotto: una difficile missione attende Artù. Mentre le forze magiche da sempre al suo fianco sembrano abbandonarlo. **

La testa ben fatta: Riforma dell’insegnamento e riforma del pensiero

Morin invita insegnanti e studenti a riflettere sull’attuale stato dei saperi e sulle sfide che caratterizzano la nostra epoca: la posta in gioco sono i nuovi problemi posti alla convivenza umana da una interdipendenza planetaria irreversibile fra le economie, le politiche, le religioni, le malattie di tutte le società umane. Per rendere queste sfide affrontabili, una riforma dell’insegnamento è indispensabile. Ma per realizzarla è necessaria una riforma dell’organizzazione dei saperi. E’ in questa prospettiva che Morin pone alla base della riforma della scuola che egli auspica quel tipo di pensiero la cui elaborazione lo ha reso famoso in tutto il mondo: il pensiero complesso. **

La terra sull’abisso

Di ritorno da una solitaria escursione fra le alture della California, Isherwood Williams si ritrova testimone di un evento incredibile: un misterioso virus ha decimato la popolazione nordamericana, e Williams è ora praticamente solo in una realtà d’incubo, forse l’ultimo sopravvissuto ad una catastrofe senza precedenti. La fine è giunta in modo rapido e crudele, e il virus letale si è propagato con una rapidità che pochi avevano anticipato, riuscendo ad annientare un’intera civiltà e lasciando dietro di sé simboli ormai insignificanti e strutture prive di vita: un paesaggio di desolazione popolato solo da animali selvaggi e dai pochissimi superstiti, scampati chissà come all’ecatombe. Il ciclo della storia sembra compiuto ed ora bisogna ricominciare da zero. Ed è questo il compito che attende Williams, dopo che attorno a lui si è formata la Tribù, una sparuta comunità di nomadi cacciatori in armonia con il nuovo ambiente, i quali vagano nei territori dell’Ovest quasi come reincarnazioni degli originari e primitivi abitanti di quelle terre. Ish, come Williams viene chiamato dalla Tribù, ha ricevuto in eredità un continente e su di esso dovrà edificare il futuro e andare di nuovo in cerca della Terra Promessa. Un’epica impresa costruita attraverso grandi eventi, lotte disperate e piccole conquiste quotidiane, si rivela come la vicenda più intensa e toccante mai raccontata dalla fantascienza del dopo-catastrofe. Per la forza evocativa, il realismo dei personaggi e la profondità del ritratto d’ambiente, questo romanzo di George R. Stewart è divenuto un classico leggendario, una delle opere più vibranti che la fantascienza abbia regalato alla grande letteratura.

La terra dell’impossibile

FRED BARBER
… mai un piccolo ed innocuo bicchiere di latte aveva procurato tanti guai…
FRED BARBER
… un uomo posato, all’antica, logico e coerente. Per un peccato di gola… precipita in un mondo fantastico, dove le leggi naturali sono sovvertite.
FRED BARBER
diventa immediatamente un protagonista, scorda, per forza di cose, la sua natura umana e… si immerge in una avventura allucinante.
FRED BARBER
ma chi è? Che cosa ci sta a fare in Fairyland? Che cosa vuole da lui il mitico re Oberon? E Titania, la regina, perché lo disprezza?

La tendenza fondamentale del nostro tempo

In questo libro – analisi straordinariamente lucida del movimento, segreto e palese, che governa il nostro tempo – Emanuele Severino mette il suo pensiero alla prova dei fatti che ci circondano. Fatti enormi, secondo la convinzione di tutti, mutamenti epocali. Ma in quale direzione? Che cosa significa, per esempio, la decadenza dell’Europa? Non va forse insieme, questo fenomeno, al diventare planetario del dominio della tecnica, che è il frutto specifico del pensiero europeo? E qual è il rapporto della tecnica con la scienza? Che cosa significa la preoccupazione, oggi sempre più insistente, di porre limiti alla ricerca? E si può parlare di un’etica della scienza? Sono questi solo alcuni dei temi che vengono affrontati da Severino. Temi gravissimi, ma troppo spesso abbandonati agli opinionisti dei quotidiani, i quali offrono, appunto, opinioni. Qui invece questi temi trovano il loro luogo strategico all’interno di una costruzione speculativa rigorosa. Non tutti saranno inclini a seguire Severino fino alle sue estreme conseguenze, che sono audacissime. Ma per tutti sarà prezioso seguire passo per passo le sue analisi, perché toccano ogni volta il nervo delle questioni. E le questioni trattate in questo libro sono quelle che ci vengono incontro inevitabilmente tutti i giorni.

La svastica sul sole

Stati Uniti d’America, 1962. La schiavitù è di nuovo legale, i pochi ebrei sopravvissuti si nascondono dietro falsi nomi, la California è asservita al Giappone. Vent’anni prima l’asse ha vinto la seconda guerra mondiale, e si è spartito l’America. Sul resto del mondo incombe una realtà da incubo: il credo della superiorità razziale ariana ha soffocato ogni volontà o possibilità di riscatto. L’Africa è ridotta a deserto, vittima di una soluzione radicale di sterminio, mentre l’Italia ha ottenuto solo le briciole dell’immenso potere dell’Europa. In questo scenario due libri segnano il destino collettivo, influenzando scelte e comportamenti: un testo antico, il millenario “I Ching”, e un romanzo moderno, un misterioso libro “underground” che minaccia di sovvertire l’ordine mondiale basato sul predominio assoluto dei vincitori. Si tratta di “La cavalletta non si alzerà più”, un best-seller vietato in tutti i paesi del Reich, che racconta una realtà in cui l’Asse non ha vinto la guerra ma è stato sconfitto dagli alleati…

La Strategia Della Paura

La strage di piazza Fontana apre il periodo più buio e sanguinoso della storia italiana recente, quello segnato dalla strategia della tensione. A cinquant’anni dall’eccidio, Angelo Ventrone prova a collocare quel disegno eversivo in una cornice storica più ampia, che non comprende solo l’Italia. I primi progetti volti a rovesciare l’assetto politico esistente con la pretesa di «salvare il Paese» dalla sovversione emergono infatti già all’inizio del Novecento.
Ogni volta che all’orizzonte si profilano trasformazioni sociali importanti, del resto, si propagano la sfiducia nelle procedure del sistema parlamentare, l’insofferenza verso i compromessi imposti dal pluralismo e il timore che il Paese si snaturi, perda la propria identità. È proprio allora che affiora la tentazione di fare un passo indietro e sconfessare i valori della democrazia, accusata di non essere in grado di gestire quelle trasformazioni. Una circostanza di grande attualità, che Ventrone affronta delineando il quadro delle riflessioni e delle prospettive che guidano l’azione degli eversori, così come le loro modalità operative.
Dalla Grande Guerra al Ventennio fascista, dal secondo dopoguerra al Sessantotto e alla sotterranea opposizione a ogni svolta politica che veda la sinistra assumere responsabilità di governo, fino ai progettati e mai realizzati golpe anticomunisti, l’autore ci accompagna lungo una strada nella quale attentati, stragi, insabbiamenti, depistaggi e omissioni si rivelano lo strumento primario di un disegno indirizzato a tenere in perenne stato di allarme la popolazione e far sentire la sinistra, identificata con il nemico interno, sempre sotto scacco.
La dettagliata ricostruzione della traiettoria eversiva e l’individuazione della composita schiera dei soggetti impegnati in queste trame – non solo i nostalgici del fascismo e gli anticomunisti più irriducibili, ma anche ampi settori dei servizi segreti, politici di primo piano, esponenti delle istituzioni, alti gradi dell’esercito e delle forze dell’ordine – portano a galla la domanda che tutti gli eversori si sono dovuti porre e che Indro Montanelli ha efficacemente sintetizzato: «Difendere la democrazia fino ad accettare, per essa, la morte dell’Italia; o difendere l’Italia fino ad accettare, o anche affrettare, la morte della democrazia?». I registi della strategia che ha puntato a destabilizzare l’ordine pubblico per stabilizzare l’ordine politico, convinti di essere gli unici rappresentanti della «vera» Italia, hanno evidentemente scelto la seconda strada.

La strana morte del signor Merello

È una sonnacchiosa domenica estiva nelle campagne del Basso Piemonte, quando la sacrosanta quiete pomeridiana di casa Morbelli è interrotta da una visita inaspettata. Si tratta dei nuovi vicini, ansiosi di presentarsi come si deve: si sono appena trasferiti da Genova al casolare lì sotto, appartenuto a un loro parente, il signor Merello, morto qualche tempo prima in circostanze un po’ strane. Alla curiosa Nadia Morbelli basta questo particolare per drizzare subito le antenne: il signor Merello morto per avvelenamento da funghi? Ma se quell’anno sulle colline della zona di funghi non se n’è visto manco mezzo! Impossibile resistere all’istinto di ficcanasare, soprattutto quando salta fuori che Merello teneva in casa ben tre quadri di Depero nonostante facesse la fame. Se si aggiunge che in origine i Depero erano quattro e che adesso uno è esposto in una nota galleria di Zurigo, i conti proprio non tornano. Testarda come un mulo e col suo solito piglio impertinente, Nadia è decisa a vederci chiaro. Tra una degustazione di vini pregiati e una cena a base di succulenti piatti liguri che farebbero capitolare anche un asceta, finirà dritta sul luogo di un altro delitto. E in un mare di guai, per la disperazione dell’affascinante vicequestore Prini, sempre più intimo amico.
Un’altra morte misteriosa, un altro caso appassionante per la redattrice genovese più irriverente che ci sia. **
### Sinossi
È una sonnacchiosa domenica estiva nelle campagne del Basso Piemonte, quando la sacrosanta quiete pomeridiana di casa Morbelli è interrotta da una visita inaspettata. Si tratta dei nuovi vicini, ansiosi di presentarsi come si deve: si sono appena trasferiti da Genova al casolare lì sotto, appartenuto a un loro parente, il signor Merello, morto qualche tempo prima in circostanze un po’ strane. Alla curiosa Nadia Morbelli basta questo particolare per drizzare subito le antenne: il signor Merello morto per avvelenamento da funghi? Ma se quell’anno sulle colline della zona di funghi non se n’è visto manco mezzo! Impossibile resistere all’istinto di ficcanasare, soprattutto quando salta fuori che Merello teneva in casa ben tre quadri di Depero nonostante facesse la fame. Se si aggiunge che in origine i Depero erano quattro e che adesso uno è esposto in una nota galleria di Zurigo, i conti proprio non tornano. Testarda come un mulo e col suo solito piglio impertinente, Nadia è decisa a vederci chiaro. Tra una degustazione di vini pregiati e una cena a base di succulenti piatti liguri che farebbero capitolare anche un asceta, finirà dritta sul luogo di un altro delitto. E in un mare di guai, per la disperazione dell’affascinante vicequestore Prini, sempre più intimo amico.
Un’altra morte misteriosa, un altro caso appassionante per la redattrice genovese più irriverente che ci sia.

La strada per Memphis

John Turner è il classico eroe solitario che un destino infido ha reso ancora più tale. Soldato nei reparti speciali in Vietnam, poi detective a Memphis, dove ha freddato il compagno di pattuglia in una sfortunata circostanza, si è fatto undici anni di galera prima di rifugiarsi in una capanna sul lago, in un bosco nei pressi di Cripple Creek, una cittadina nel Tennessee.
La sua fuga dal mondo l’avrebbe probabilmente già trasformato in uno di quegli uomini segnati dall’amarezza della vita da cui è bene tenersi alla larga, se a Cripple Creek non si fosse imbattuto in Val Bjorn, un’affascinante giovane donna che sta ristrutturando una vecchia casa non lontana dalla sua e nutre un’irrefrenabile passione per la musica country («Martello, cacciavite, banjo» è il suo motto).
La frequentazione di Val spinge l’ex detective di Memphis non solo ad abbandonare il suo proposito di un’esistenza assolutamente appartata, ma anche ad aprire un piccolo spiraglio sulla sua nuova vita in provincia accettando di fare il vice di Don Lee, nominato sceriffo in pectore dal consiglio comunale di Cripple Creek in sostituzione di Lonnie Bates, in congedo per malattia .
Un lavoro di ordinaria amministrazione – qualche balordo da spedire in gattabuia, qualche ubriaco da tenere a bada – utile, tuttavia, quando occorre non farsi schiacciare dal peso del passato.
Il destino, però, si sa, è crudele e reclama prima o poi i suoi diritti.
Un giorno Don Lee ferma un tizio elegantemente vestito che, ubriaco, filava a tutta birra su una Mustang rossa. Rinchiuso in una cella, il tizio non sente ragioni, sbraita, protesta, stringe i pugni. E, quando Don Lee e Turner scoprono, nel bagagliaio della sua auto, una sacca di nylon contenente ben 220.000 dollari e spiccioli, scappa.
Gettando ogni cautela, Turner si lancia al suo inseguimento sulla strada per Memphis.
A Memphis, però, si sguinzagliano anche tutti i fantasmi che pensava di essersi lasciato alle spalle. In una escalation di violenza inarrestabile, il detective si ritrova dolorosamente a dover fare i conti col suo passato e a mettere in pericolo tutto ciò che gli sta a cuore, innanzi tutto l’esistenza stessa di Val Bjorn.
Noir che racchiude in sé «i motivi sotterranei della vita americana in una materia narrativa di singolare immediatezza e risonanza» (Tiziano Gianotti), *La strada per Memphis* è una splendida conferma del talento di James Sallis, uno degli scrittori piú rappresentativi della letteratura americana contemporanea.