Visualizzazione di 71797-71808 di 90860 risultati

Scontro finale

Harry Harrison, l’autore di questa saga giudicata unanimemente come la sua opera più ambiziosa, è partito da un’ipotesi affascinante: come sarebbe ora la Terra se 65 milioni di anni fa un gigantesco meteorite avesse colpito il nostro pianeta, provocando un catacilsma tale da cancellare la maggior parte delle specie viventi e segnando soprattutto la fine dell’èra dei dinosauri? La risposta è nell’ambientazione di questo ciclo: un mondo parallelo dove l’evoluzione dei grandi sauri non si è interrotta, raggiungendo anzi il culmine con gli Yilanè, la razza più progredita e intelligente della Terra…
Nei due precedenti romanzi, L’èra degli Yilanè e Il nemico degli Yilanè, i lettori avevano fatto conoscenza con Kerrick, un giovane uomo catturato e allevato dagli Yilanè, ma destinato a diventare il loro più fiero e temuto nemico. Ora, in questo terzo e conclusivo volume, la vicenda raggiunge il suo apice, in un crescendo di tensione e drammaticità. Ancora una volta, la perfida e bellicosa Vaintè si ribella ad ogni autorità, sferrando un’ultima disperata offensiva per eliminare l’odiato Kerrick. Intanto, nelle terre del sud cresce il potere delle Fglie della Vita, guidate da Enge, che già era stata maestra di Kerrick, e risulta sempre più evidente come le brillanti conoscenze scientifiche e tecnologiche degli Yilanè compensino la meno sofisticata ma più rapida adattabilità dei Tanu, le sparute e primitive tribù di umani: si apre forse così una via per mediare l’irriducibile ostilità fra le
due razze. Ma una cosa è certa: nessuno potrà evitare che l’odio spietato tra Kerick e Vaintè si scateni in tutta la sua violenza…
Una grande saga dove, attraverso la feroce rivalità di due grandi protagonisti, si fronteggiano due popoli e due culture: i potenti Yilanè, padroni del pianeta, e le coraggiose tribù di umani che ormai insidiano il loro dominio assoluto.

Scarface

Traduzione di Nicole Franzè
Edizione integrale
Tony Guarino proviene da una modesta famiglia di emigranti italiani, in cui la madre sbarca il lunario gestendo un piccolo negozio di alimentari e il fratello è un poliziotto. Tony, però, è diverso. Ambizioso, intelligente, spregiudicato. Sogna di diventare un pezzo grosso: «Non ho intenzione di farmi pizzicare per un paio di dollari» è la sua frase di rito. A soli diciotto anni l’omicidio del boss Al Spingola, per amore di una donna, segna il suo ingresso nella malavita. Costretto a partire per la guerra per sfuggire alla polizia, affina le tecniche di combattimento e guerriglia, ma ne ritorna irriconoscibile a causa di una lunga cicatrice che gli attraversa la faccia e da cui prenderà il suo soprannome: Scarface, lo Sfregiato. Sarà, tuttavia, proprio questa cicatrice a determinare da un lato la sua fortuna, costituendo la chiave della sua scalata ai vertici del crimine organizzato, dall’altro la sua rovina. Da questo capolavoro ambientato nei ruggenti anni Venti delle gangs e dei goodfellas, ispirato alla figura di Al Capone, sono state tratte le sceneggiature per due film entrati nella storia: lo Scarface di Howard Hawks del 1932, prodotto da Howard Hughes, e quello con Al Pacino, diretto da Brian De Palma, del 1983.
«Certo, prima o poi avrebbe potuto anche perdere, magari era questione di giorni – la fortuna non può stare sempre dalla stessa parte. Ma comunque fossero andate le cose, lui le avrebbe affrontate. La porta dell’ascensore si aprì con un rumore metallico e Tony avanzò nel corridoio, la mano destra infilata nella tasca laterale della giacca, le magre dita strette intorno all’impugnatura della pesante automatica.»
Armitage Trail
Il vero nome di Armitage Trail era Maurice Coons. Nacque nel 1903; figlio di un impresario teatrale, lasciò la scuola a 16 anni per dedicarsi completamente alla scrittura. Già a 17-18 anni si manteneva vendendo racconti a riviste, che firmava con vari pseudonimi. Nel 1920 si trasferì con la famiglia a Chicago, dove visse praticamente gomito a gomito con i più famosi gangster dell’epoca, avendo così modo di conoscerne a fondo mentalità e stile di vita. Andò poi a New York e quindi a Hollywood, dove divenne sceneggiatore. Morì nel 1931 a 28 anni, stroncato da un attacco cardiaco, un anno dopo aver pubblicato Scarface, che lo rese ricchissimo e famoso, soprattutto quando ne cedette i diritti per la realizzazione del celebre film del 1932.

Scandalo a San Francisco

Per Jason Reagert l’ambizione è un fuoco che lo consuma e lo spinge a correre sulla strada del successo. È questo il motivo per cui ora si trova alla Maddox Communications di San Francisco: per un pubblicitario di grido è il massimo a cui si può aspirare. Con in mano una prestigiosa campagna per un’azienda molto in vista, Jason può dirsi arrivato, se non fosse per un fastidioso tarlo che lo tormenta e che risponde al nome di Lauren Presley, la splendida rossa con cui ha passato una notte di fuoco mesi prima. Dimenticarla è impossibile, soprattutto quando scopre un segreto che la riguarda e che potrebbe cambiare tutta la sua vita.

Scandali e desideri

Graciela è vedova ormai da dieci anni. Sebbene il suo matrimonio sia stato infelice, per il bene della figlia e dei figliastri si è sempre comportata in modo irreprensibile. In una serata di tristezza, però, accetta l’invito di un’amica in uno scandaloso club londinese. Senza immaginare certo di incontrarvi il figliastro Marcus! Per evitare di essere riconosciuta da lui, la donna chiede aiuto a Colin, amico fraterno del giovane. Ma il bacio che Colin sarà costretto a rubarle per nasconderla darà il via a una relazione pericolosa, che sfiderà ogni pregiudizio con la forza del cuore…

Satana

Il bene e il male abitano insieme nel cuore di ogni uomo. Una donna ingenuapuò essere un'abile ladra, un pittore è posseduto da forze soprannaturali e unuomo in preda a un folle istinto assassino ricalca l'immagine di uninquietante angelo sterminatore. Forse per questo, mentre compie i suoimassacri, tiene sotto il braccio una copia di un libro scelto non a caso:"Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde". Il volume è il romanzod'esordio del colombiano Mendoza.

SAS: Safari a La Paz – L’eroina di Vientiane

SAS: SAFARI A LA PAZ
La Paz, Bolivia. Terra di conquista per trafficanti di droga, squadre della morte, nazisti sfuggiti a Norimberga. La CIA decide di cominciare ad eliminare il marciume, almeno quello in superficie. Incarico perfetto per Malko Linge: arrestare un pazzo ex ufficiale delle SS. Ma perfino per il re delle spie, tra sesso e cocaina, è impossibile non farsi travolgere dalla vertigine naturale del soroche.
SAS: L’EROINA DI VIENTIANE
Dimenticando per una volta i restauri del proprio castello, Malko Linge accetta di lavorare gratis. La richiesta dell’amico David Wise è troppo importante: scoprire chi ha ucciso suo figlio Derek, partito per il Laos sulle tracce di un misterioso traffico d’oppio. A Vientiane, oltre a montagne di eroina, SAS troverà anche un mare di sangue…

Salvezza a Duna

La Terra: su tutto il pianeta sono rimaste soltanto dodici Miglia Verdi, cioè dodici parchi d’un miglio quadrato l’uno – tutto il resto è metallo e plastica. È l’inferno del sovraffollamento. Gli uomini la­vorano in superficie e vivono nel sottosuolo, trasformato in una specie di mostruoso casermone popolare. Dense masse d’individui salgono e scendono su immensi ascensori, scivolano su «ballatoi» mobili, svoltano nel loro «corridoio»… La gran maggioranza accet­ta passivamente questo stato di cose, molti vi sfuggono col suicidio. Alcuni, come Ken Reeve, il protagonista, entrano nel Dipartimento Colonizzazione – e la famiglia di Ken ha la fortuna di essere scelta, con dieci altre, per il primo esperimento di rieducazione dell’uomo alla vita in un ambiente naturale – esperimento da effettuarsi sul pianeta «pastorale» di Duna. Duna: atmosfera, gravità e clima sono identici a quelli terrestri. Il sole è arancione. Durante il lungo inver­no i coloni si adattano alle nuove condizioni di vita. Per loro, Duna è il paradiso. Ma in primavera, durante una perlustrazione al di là di un fiume, scoprono un villaggio di nativi. Disastro! Perché il Principio di Non-Coabitazione (la norma base della società terrestre, formulata due secoli prima, dopo il suicidio in massa degli abitanti di Siwannah) vieta di stabilirsi in un pianeta abitato da una specie dotata di intelligenza. Il destino di Ken e dei suoi sembra segnato: poiché lo sbarco su Duna non può e non deve mutarsi in una guerra di conquista, il ritorno all’inferno terrestre sembra inevitabile. A meno che non esista una terza via, a meno che non si possa gettare un ponte tra i terrestri e i misteriosi abitanti di Duna…

Rossa come la passione

Gaia Hearts è una bella ragazza di venticinque anni, dal carattere solare e allegro. Si è appena laureata in marketing e progettazione e non avrebbe mai immaginato che il primo giorno di lavoro, in una delle aziende cosmetiche più importanti d’Europa avrebbe ricevuto una “ proposta particolare “ dal suo capo, Stephan Barney, l’uomo che può tutto, l’ uomo, dai mille misteri.
Riuscirà Gaia, a rinunciare a tanti anni di studi e alla sua integrità morale per accettare la proposta? Oppure, gli risponderà con un due di picche? Sarà davvero, una proposta casta quella di Stephan? Oppure, brama qualcosa di molto più forte? Perché lei, dopotutto è il colore dei suoi desideri.

Rosmunda

Rosmunda è una tragedia di Vittorio Alfieri. Alfieri stesso scrisse nella sua Vita che questa tragedia venne ideata nel 1779; nello stesso anno ci fu una prima stesura, mentre la verseggiatura risale al 1780.
Si tratta di una tragedia basata su antecedenti storici reali, ma le vicende che vengono narrate sono frutto dell’invenzione dell’autore. Alfieri si disse in seguito perplesso sulla scelta di ricorrere a un soggetto del tutto inventato: «Credo oltre ciò, che sia anche mal fatto di volere interamente inventare il soggetto d’una tragedia; perché il fatto non essendo noto a nessuno, non può acquistarsi quella venerazione preventiva, ch’io credo quasi necessaria, massimamente nel cuore dello spettatore affinch’egli si presti alla illusion teatrale».
Alfieri descrisse così i personaggi della tragedia: Rosmunda «è un carattere di una singolare ferocia, ma pure non in verisimile, visti i tempi: e forse non del tutto indegna di pietà se si pon mente alle crudeltà infinite a lei usate da altri»; Almachilde è «un carattere veramente tragico, in quanto egli è colpevole ed innocente quasi ad un tempo; ingiusto ed ingrato per passione, ma giusto e magnanimo per natura; ed in tutto, e sotto vari aspetti, fortissimamente appassionato sempre, e molto innalzato dall’amor suo»; Romilda «mi pare che faccia un contrasto molto vivo e tenero con la ferocia di Rosmunda: ed ella mi par calda quanto basti»; Ildovaldo «è un perfetto amatore e un sublime guerriero. Le tinte del suo carattere hanno però un non so che di ondeggiante fra i costumi barbari dei suoi tempi, e il giusto illuminato pensare dei posteriori». L’autore sembrava piuttosto soddisfatto del risultato ottenuto: «Mi risulta dal tutto, che questa tragedia è la prima di quattro soli personaggi, in cui all’autore sia riuscito di creare quattro attori diversi tutti, tutti egualmente operanti, agitati tutti da passioni fortissime, che tutte s’incalzano e si urtano e s’inceppan fra loro».[1]
L’idea della scena finale, in cui i due amanti di Romilda vedono la giovane soccombere sotto i colpi di Rosmunda, è presa in parte dal romanzo Mémoires d’un homme de qualité, di Prévost.
TRAMA: Rosmunda era figlia di Cunimondo, re dei Gepidi, e sposò Alboino, re dei Longobardi, dopo che questi ebbe sconfitto suo padre, che cadde in battaglia nel 567. Seguendo il barbaro costume dell’epoca, Alboino fece trasformare il teschio di Cunimondo in una tazza. Anni dopo, durante un solenne banchetto, Alboino bevve a questa tazza, poi volle che facesse lo stesso la moglie, per bere con il proprio padre. Per vendicarsi di questa brutalità Rosmunda, aiutata da Almachilde, scudiero del re, uccise Alboino e si impadronì del trono, sposando lo stesso Almachilde. Alboino lasciò una figlia, Romilda, avuta da un precedente matrimonio. Questi avvenimenti costituiscono l’antefatto della tragedia.
Nella tragedia, si vedono Almachilde e un suo fedele, Ildovaldo, innamorarsi entrambi di Romilda, che poi viene uccisa dalla gelosa Rosmunda

Rosa Corallo

Belgio, inizi anni sessanta. Rosa Corallo è anche il nome del suo rossetto preferito. Lei ha 27 anni, un bambino, Tommasino, e un marito violento che si chiama Salvo. Si sono trasferiti lì perché, come per tanti uomini del Sud, la miniera è un modo certo per sfuggire alla povertà. Sono arrivati lì da un piccolo paese siciliano. Laggiù Salvo era il più bel ragazzo del paese, ma anche il più ombroso, passionale, imprevedibile. Negli anni Salvo non è cambiato, sempre più possessivo e dispotico, collerico e profondamente maschilista. E di fronte ai maltrattamenti, la famiglia siciliana sceglie l’omertà, quella stessa famiglia dove si consumano e si intrecciano tradimenti e violenze, senza pietà nemmeno per il piccolo figlio, strappato alla madre. Rosa in preda alla disperazione non può resistere al dolore più grande.
Rosa Corallo è una tragica storia d’amore a tinte noir che si dispiega tra una Sicilia antica, condita dai ricordi di una infanzia solare e mediterranea, e un freddo paesaggio nordico, fatto di neve, bruma, freddo, baveri alzati e stufe bollenti. Una piccola storia che ci restituisce un capitolo della Storia italiana del dopoguerra. **
### Sinossi
Belgio, inizi anni sessanta. Rosa Corallo è anche il nome del suo rossetto preferito. Lei ha 27 anni, un bambino, Tommasino, e un marito violento che si chiama Salvo. Si sono trasferiti lì perché, come per tanti uomini del Sud, la miniera è un modo certo per sfuggire alla povertà. Sono arrivati lì da un piccolo paese siciliano. Laggiù Salvo era il più bel ragazzo del paese, ma anche il più ombroso, passionale, imprevedibile. Negli anni Salvo non è cambiato, sempre più possessivo e dispotico, collerico e profondamente maschilista. E di fronte ai maltrattamenti, la famiglia siciliana sceglie l’omertà, quella stessa famiglia dove si consumano e si intrecciano tradimenti e violenze, senza pietà nemmeno per il piccolo figlio, strappato alla madre. Rosa in preda alla disperazione non può resistere al dolore più grande.
Rosa Corallo è una tragica storia d’amore a tinte noir che si dispiega tra una Sicilia antica, condita dai ricordi di una infanzia solare e mediterranea, e un freddo paesaggio nordico, fatto di neve, bruma, freddo, baveri alzati e stufe bollenti. Una piccola storia che ci restituisce un capitolo della Storia italiana del dopoguerra.