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Heim. Il naufrago senza passato

In una notte d’autunno, gli abitanti di un’isola di pescatori si svegliano nella confusione. Un misterioso vascello si è arenato a pochi metri dalla battigia e gli isolani accorrono per portare il proprio aiuto ai naufraghi, ma la nave ben presto si rivela essere spettrale e deserta. Eleanor, giovane e malinconica moglie dello spietato prefetto Filippo, è l’unica a non esserne intimorita. Nell’oscurità, poco lontano dal veliero, trova in condizioni disperate quello che presumibilmente è l’unico superstite del naufragio e decide di accompagnarlo in segreto alla Casa del Fanciullo. Lì suor Novella e i coniugi Biagio ed Estella si prenderanno cura di lui e gli offriranno un nuovo inizio. Ma chi è quest’uomo senza nome e senza memoria? Cosa significano i continui flashback che gli dilaniano la mente? Un incredibile mistero durato più di duecento anni sta finalmente per essere svelato, ad un prezzo terribilmente alto.

Half of What I Know/Metà Di Quello Che So

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In tre racconti l’autrice, con tocco magistrale, mostra come perfino i piccoli episodi
della nostra vita, comunque li si giudichi, lascino un segno indelebile. Che siano
proprio i piccoli episodi della nostra esistenza a segnarci così profondamente da
orientare le nostre relazioni e le nostre emozioni future? Un percorso introspettivo
può portarci a rintracciare quegli avvenimenti che, giudicati minori, sono stati
riposti nell’ambito dell’oblio? Tra le righe di questi racconti, dallo stile accorato e
ironico, riflessivo e malinconico, non è azzardato ritrovare la “pedagogia degli
stracci” del filosofo Walter Benjamin: sono gli episodi velocemente accantonati
dalla memoria perché non presentabili secondo i canoni della razionalità quelli che
maggiormente reclamano la nostra consapevolezza in quanto possibili veicoli per la
nostra autenticità.
In these three stories, with her masterly touch, the author suggests that even
small episodes in our lives, however we define them, leave their indelible traces.
Can it be that the little moments in our lives can leave such deep marks as to
influence our future relationships and emotions? Can an introspective path help
us retrieve those minor events which were otherwise confined to the realm of
cognitive oblivion? We do not think we are pushing the comparison too far when
we say that between the lines of these stories, characterized by a style that is both
moving and ironic, both thoughtful and melancholy, we can find instances of
Walter Benjamin’s “pedagogy of the rags”: The episodes that are quickly set
aside by conscious memory because they cannot be filtered through rational
rules, are actually those which more insistently clamor for our attention as the
necessary guideposts to discovering our true selves.

H.P. Lovecraft. Contro il mondo, contro la vita

Howard Phillips Lovecratt, il più grande autore di letteratura fantastica del Novecento, è l’oggetto e insieme il soggetto di questo testo scritto da Michel Houellebecq “come se si trattasse del mio primo romanzo”. Fondendo in un sapiente collage elementi biografici e analisi del testo, apparati critici e aneddotica, saggio e racconto, l’autore più trasgressivo del panorama letterario francese ha saputo offrire un tributo viscerale e appassionato all’autore che più ama, e soprattutto alla creatura più amata, quella “letteratura del sogno” di cui H.P. Lovecraft fu esponente a tutt’oggi insuperato.

Guns n’Roses. The truth-La verità

“Guns n’Roses. The truth” giunto ormai alla 5a edizione esce con una nuova edizione completamente rinnovata e aggiornata al 2015. Dagli esordi nelle bettole di Los Angeles al successo planetario, passando per scandali, arresti, matrimoni, licenziamenti e defezioni, il libro ripercorre la scintillante parabola dell’ultimo gruppo vissuto nel segno del rock fino ai giorni nostri, quando sembra ormai imminente l’uscita di un nuovo disco dopo quattordici anni di voci e attese. Con un’ampia sezione dedicata a tutti i membri e gli ex membri della band.

Guida insolita ai misteri, ai segreti, alle leggende e alle curiosità della Sicilia

**Sicilia, una regione tutta da scoprire** Lo sapevate che in Sicilia ci sono trentasette laghi e perfino un fiume navigabile con le chiuse? Che la più bella donna del mondo classico e la più bella del primo Ottocento europeo erano entrambe siciliane? Che la prima capitale d’Italia, nel 1860, è stata una città siciliana? Che gli spaghetti sono stati prodotti in Sicilia prima che altrove e che Marco Polo non li ha affatto portati dalla Cina? Che sull’isola si trovano la prima chiesa cristiana d’Europa, il castello più grande d’Italia, un altro castello interamente scavato nella roccia e un cimitero per i cani? Tantissime le curiosità svelate in queste pagine da Santi Correnti, che con la sua precisa e rigorosa documentazione offre al lettore un quadro dell’isola tra i più completi e interessanti scritti fino a oggi. **In questo volume: La processione armata
Il castagno dei cento cavalli
Il giardino incantato
Il porto di Ulisse
La Madonna sotto la lava
Il più bel promontorio del mondo
…e molto altro!** **Santi Correnti** (Riposto 1924 – Catania 2009), storico, fu il primo a istituire la cattedra di Storia della Sicilia nell’insegnamento universitario italiano, tenendola dal 1970 al 1996 nell’Università di Catania. Fu Medaglia d’Oro della Pubblica Istruzione dal 1977. Con la Newton Compton ha pubblicato anche *Proverbi e modi di dire siciliani di ieri e di oggi*.

Guida insolita ai misteri, ai segreti, alle leggende e alle curiosità della Puglia

**Puglia, una regione tutta da scoprire** Che cosa c’è in una guida insolita della Puglia? Al di là delle tradizioni, dei miti, delle storie che si raccontano da sempre a proposito di questo rettangolo di terra, il volume svela una serie di aspetti forse mai conosciuti del “tacco” dello stivale. Una Puglia diversa, avvincente, incantevole, ma anche la terra che ha dato i natali ad Aldo Moro e a Giuseppe di Vittorio, nonché a personaggi come Mennea o come il mitico Rodolfo Valentino. Così, seguendo l’autrice nei suoi itinerari pugliesi, andremo a scoprire una regione insolita, raccontata con cura: un viaggio dei più straordinari e affascinanti in una terra che magari abbiamo sempre pensato di conoscere ma che si mostra, qui, policroma e caleidoscopica come mai avremmo osato immaginare. **In questo volume: La leggenda di san Nicola a Bari
La leggenda del Pozzo di San Paolo a Galatina
Le streghe della notte di San Giovanni
Mille e una Notte della Taranta:
Eventi, feste e sagre
I monumenti, i personaggi, i piatti tipici
…e molto altro!** **Antonella Lattanzi** (Bari, 1979) vive e lavora a Roma. Tra le sue pubblicazioni, i romanzi *Devozione* e *Prima che tu mi tradisca*. Per la Newton Compton ha scritto anche *Leggende e racconti popolari della Puglia*.

Guida all’architettura di Milano 1954-2015: 60 anni di architettura a Milano dalla Torre Velasca all’EXPO in 178 schede illustrate

Dopo il successo della prima edizione, la Guida alla Architettura di Milano, ritorna in una nuova edizione che include alcuni edifici costruiti in occasione di EXPO ed esempi recenti di architetture milanesi. La guida seleziona edifici e complessi architettonici (dagli anni Cinquanta ad oggi) presenti sia nel comune di Milano che nel suo hinterland, per permettere di affrontare nella loro complessità una serie di questioni centrali (abitazione, scuola, sistema bibliotecario, centri direzionali e polifunzionali, recupero delle aree industriali dismesse, ecosostenibilità, opere infrastrutturali, impianti sportivi e fieristici) con cui, nel corso degli ultimi sessant’anni, si sono confrontati architetti appartenenti a diverse generazioni e culture progettuali: Ernesto N. Rogers, Gio Ponti, Aldo Rossi, Marco Zanuso, Gae Aulenti, Vittorio Gregotti, Guido Canella, Kenzo Tange, Oscar Niemeyer, Renzo Piano, César Pelli, Massimiliano Fuksas, Mario Cucinella, Cino Zucchi, Stefano Boeri, Antonio Citterio, Mauro Galantino, 5+1AA, PARK Associati, OBR e Piuarch, ecc. Per ogni edificio è fornita una scheda di presentazione con una o più fotografie, una piantina di dettaglio e una succinta scheda critica che dà conto della storia dell’edificio. Completano il volume una serie di cartine per zone di Milano che rimandano alle singole schede, in modo da poter organizzare itinerari e visite nelle diverse aree della città.

Guarire con i simboli

Ci sono molti modi in cui puoi utilizzare il potere dei simboli nella vita quotidiana e nel lavoro terapeutico. I simboli sono il linguaggio del tuo subconscio e della tua anima, ed esercitano un potente effetto sia sul piano spirituale sia a livello di guarigione olistica. Anche se la mente non riesce a coglierli o a interpretarli, essi trasmettono comunque un chiaro messaggio al tuo subcoscio, innescando processi che portano alla salute e all’armonia.
Il noto precursore viennese della “Teoria dei simboli di guarigione” Erich Körbler, padre della “Nuova Omeopatia”, sostiene che gli esseri viventi possono essere influenzati positivamente se vengono esposti a forme e simboli particolari. Petra Neumayer e Roswitha Stark ti offrono 64 simboli chiave di guarigione, che comprendono 18 segni di Erich Körbler, 18 importanti simboli della geometria sacra e 28 simboli di guarigione di comprovata efficacia provenienti dalle tradizioni di tutto il mondo.
Il significato dei potenti simboli qui illustrati in maniera semplice ed efficace, con testi ricchi di ispirazione che facilitano la comprensione intuitiva, ti permette di utilizzare in modo ottimale i simboli e sfruttarne l’energia di guarigione per la salute e il benessere di tutta la famiglia.
Dalle autrici di Geometria della guarigione

Gli ultimi giorni della monarchia

Giugno 1946: la Monarchia muore nell’ombra, tra l’amarezza di un esilio senza appello e le proteste per una sconfitta contestata; ma la Repubblica nasce oscura e in silenzio, con le piazze vietate e senza le nuove bandiere ai balconi. Che cosa è accaduto nell’Italia del referendum? Se il mese di maggio ha visto la vittoria della democrazia, con la campagna elettorale capace di raggiungere le località più remote della penisola e le donne ammesse per la prima volta al suffragio, i due giorni del voto sono stati più problematici, con le code ordinate davanti alle cabine ma anche qualche disfunzione ai seggi (elenchi incompleti, schede non consegnate). Il conteggio dei voti e l’annuncio dei risultati assumono poi i toni di una vera emergenza, infelici nelle modalità e drammatici nelle conseguenze. I primi risultati giunti al ministero degli Interni sono quelli delle regioni meridionali, che premiano in modo netto la Monarchia, tanto che il 4 giugno Alcide De Gasperi scrive a Umberto II preannunciandogli il risultato favorevole. Ventiquattr’ore dopo arrivano però i risultati del Centronord, che ribaltano la situazione, e la sera il ministro Romita annuncia la vittoria della Repubblica. In alcune città del Sud, in particolare a Napoli, si urla alla truffa e al broglio: nonostante lo sforzo di Umberto II per evitare tensioni, molti monarchici scendono in piazza, tra assembramenti spontanei, cortei e slogan contro il governo. In un’Italia appena uscita dalla guerra, dove si trovano armi ovunque, la rabbia si traduce presto in azione: si spara, cadono i primi morti, gli ospedali si riempiono di feriti, mentre la stampa nazionale si sforza di minimizzare e tacere il dramma. Gianni Oliva ripercorre le vicende che accompagnano la fine della Monarchia seguendo diverse trame: Umberto II alle prese con le pressioni contraddittorie dei suoi consiglieri politici; gli uomini di governo e le autorità militari alleate, incapaci di trovare una soluzione rapida; i ricorsi e i controricorsi alla Corte di cassazione, che fanno nascere la Repubblica in tribunale. Sullo sfondo, lo spettro della guerra civile e il rischio di una deriva incontrollabile. A risolvere la situazione sarà proprio il re, un uomo malinconico e irresoluto che nel momento più drammatico dimostra però l’energia necessaria per compiere la scelta. Stretto tra chi vuole porlo alla guida delle proteste e chi gli consiglia di partire, Umberto II antepone gli interessi dell’Italia a quelli della Monarchia: il 13 giugno lascia il paese e vola in esilio, togliendo ragion d’essere ai moti di piazza.

Gli emigrati

Quattro personaggi intrecciano negli Emigrati la loro vita con quella dell’autore: Henry Selwyn, brillante chirurgo e uomo di mondo, ritiratosi in tarda età nella torre di una casa della campagna inglese dove Sebald affitta in gioventù un appartamento; Paul Bereyter, promeneur walseriano e maestro elementare del futuro scrittore in una scuola di paese; il prozio Ambros Adelwarth, cameriere negli hotel di lusso di mezzo mondo e maggiordomo presso l’alta società; il pittore Max Ferber, compagno di lunghe conversazioni serali a Manchester. Quattro personaggi legati alle vicende del popolo ebraico, spaesati ed errabondi, di cui Sebald ripercorre il cammino andando in cerca di amici e testimoni, diari, documenti, ritagli di giornali, fotografie, cartoline, e intessendo come sempre parola e immagine fotografica in un’investigazione che è anche indagine sul proprio sradicamento. Se in Austerlitz Sebald si ritrarrà sullo sfondo, qui è egli stesso a prendere in mano il filo del ricordo, dispiegando una struggente sinfonia dei senza casa: dall’inizio in sordina del primo movimento, lacerato da uno sparo finale, al corpo ascetico del maestro Bereyter disteso sopra i binari, con l’abetaia innevata sullo sfondo, alla storia di Ambros Adelwarth, dove il tripudio di luci, profumi, colori declina nelle atmosfere cupe di una clinica psichiatrica, fino al lento ripiegarsi di una vita fra le brume di Manchester, nelle penombre dei pub al porto o dell’atelier dove Ferber disegna e cancella senza tregua la propria opera.

Gli anelli di Saturno

“Pellegrinaggio in Inghilterra” recita il sottotitolo. E di un viaggio solitario si tratta, d’estate e per lo più a piedi, nel Suffolk, dove Sebald visse sino all’ultimo: in uno spazio delimitato da mare, colline e qualche città costiera, attraverso grandi proprietà terriere in decadenza, ai margini dei campi di volo dai quali si alzavano i caccia per bombardare la Germania. Viandante saturnino, Sebald ci racconta – lungo dieci stazioni di un itinerario che è anche una fuga – gli incontri con interlocutori bizzarri, amici, oggetti, in cui si rispecchia quella «storia naturale della distruzione» che scandisce il cammino umano e il susseguirsi degli eventi naturali. E ci racconta di altri vagabondaggi ed emigrazioni, di cui la sua vicenda personale è estrema eco: quelli di Michael Hamburger, poeta e traduttore di Hölderlin, profugo dalla Germania; di Joseph Conrad, che nel Congo conosce la malinconia dell’emigrato e gli orrori del paese di tenebra; di Chateaubriand, esule in Inghilterra; di Edward FitzGerald, eccentrico interprete della lirica persiana, una di quelle figure ascetiche, capaci di vivere con poco e nulla, a noi familiari dagli “Emigrati” ad “Austerlitz”. Si inframmezzano squarci della storia antica e d’oggi (le efferatezze del Celeste Impero, le violenze della Seconda guerra mondiale) a far da contrappunto a terremoti, diluvi, catastrofi della natura o alle sofferenze inflitte da un’economia rapace. Pellegrinaggio e insieme labirinto, nella migliore tradizione sebaldiana: ma a guidare scrittore e lettore vi è un filo. Un filo di seta: la storia della sericoltura che, muovendo da Thomas Browne, percorre carsica gli Anelli di Saturno. Nelle sue tappe Sebald declina, attraverso una narrazione dotta e visionaria, l’endiadi di lusso e sofferenza – con la vaga speranza che vi sia sopravvivenza nella metamorfosi e nel bello.

Giocare da uomo

La notte del 22 maggio 2010, quando l’Inter di Mourinho sale sul tetto d’Europa e conquista la sua terza Champions League, a sollevare per primo quel trofeo così a lungo inseguito non può che essere il capitano di tante battaglie, Javier Zanetti.
Arrivato da giovane sconosciuto alla corte del presidente Moratti, nel lontano 1995, Zanetti ha legato in modo indissolubile la propria carriera alla maglia nerazzurra, ultima «bandiera» in un calcio dove i grandi campioni sono spesso fuoriclasse senza radici. Tutti, compagni e allenatori, tifosi e avversari, insieme alle qualità tecniche ammirano la tenacia e la costanza che mette in partita: oggi come vent’anni fa, per lui l’entusiasmo è sempre lo stesso, corsa e cuore, salire palla al piede a centrocampo e puntare l’uomo, macinare chilometri su chilometri sulla fascia.
Del resto il suo soprannome è «El Tractor», il trattore.
Un campione in campo e fuori dal campo, Zanetti ha creato la Fondazione Pupi per aiutare bambini e ragazzi disagiati di quei barrios di Buenos Aires dove è cresciuto e dove, per aiutare la famiglia, lavorava come muratore insieme al padre o consegnava il latte alzandosi alle tre del mattino.
Nella notte del trionfo al Santiago Bernabeu di Madrid, qualcuno fatica a riconoscere in quel volto pazzo di gioia, con la coppa appena conquistata a mo’ di cappello, l’autorevole capitano capace in campo di parlare con l’esempio più che con le urla, il campione tranquillo che tutti considerano erede di un altro grande capitano della storia interista, Giacinto Facchetti.
Forse perché non sanno che Javier Zanetti, ciuffo da bravo ragazzo, serio, determinato, «fortunato e felice» come si definisce ripensando alla sua eccezionale avventura sportiva, nasconde un po’ di quel Dna di follia della sua unica grande squadra, la Pazza Inter con cui ha sofferto, perduto e vinto. E il cui orgoglio per i tanti trofei conquistati – fra tutti, lo storico Triplete – nessuno potrà mai cancellare.
Ripercorrendo con Gianni Riotta la propria carriera, Zanetti mette da parte il personaggio pubblico e si racconta «a tutto campo», rivivendo la Partita Infinita di un ragazzino che a Buenos Aires giocava su campetti fangosi e che a quarant’anni ha vinto tutto. Ma non ha mai dimenticato che, se è arrivato ad alzare in alto quella coppa, lo deve ai valori in cui crede, la fatica, il lavoro, la famiglia. Perché per correre dietro a ragazzi che hanno la metà dei tuoi anni non basta avere fiato, ci vuole il carattere di un vero uomo.

Genesi

Su un’isola dominata da un enorme vulcano, l’Oligarchia sta costruendo una prigione da cui nessun uomo potrà mai sperare di uscire vivo: l’Inferno. I lavori, però, procedono a rilento. Infatti nel cantiere ci sono spesso incidenti mortali e il progetto è quasi impossibile da realizzare senza un misterioso libro di cui l’Oligarchia non è mai riuscita a impossessarsi. Il volume è al sicuro nella bottega del saggio Nielub, che in seguito a una retata è costretto ad affidarlo al figlio Micael e al suo amico Federico. Sfogliando quelle pagine, Federico inizia a scoprire il particolare talento che possiede e l’ambiguo potere che il libro è in grado di esercitare su chi lo legge: in breve tempo, da umile manovale diventa architetto dell’Inferno e viene sedotto dal fascino sinistro dell’antico volume. Ma quando si accorge di aver perso il controllo sia dell’Inferno sia della sua vita, potrebbe già essere troppo tardi: dovrà tentare il tutto per tutto per salvare se stesso e le persone che ama dal mostro che ha creato. A guidarlo, un simbolo e un enigma dal significato oscuro: Visita interiora terrae rectificando invenies occultum lapidem. “Visita l’interno della Terra e, rettificando, troverai la pietra nascosta”. Dopo la trilogia dei Canti delle Terre Divise, Francesco Gungui torna con Genesi: il primo, imperdibile episodio della saga che ha conquistato migliaia di lettori. Perché è arrivato il momento di capire come tutto è cominciato.

Francesco e i burattini

Tutti i momenti importanti della vita di Francesco d’Assisi furono spettacolo, parole cantate o gridate, gesti da magnifico attore-regista. E un testo teatrale – pieno di invenzioni ed emozioni – sembra davvero l’unica forma in grado di spiegare Francesco senza fargli torto.Sul palcoscenico Igor Sibaldi ricostruisce, qui, le tensioni che produsse il nuovo modo francescano di intendere il Cristianesimo, le grandi aperture che avrebbe potuto avere, l’amicizia con il sultano, l’amore-conflitto con Chiara. E fa emergere i demoni che, da sempre, alimentano negli uomini la paura del cambiamento e della grandezza.Un frate disperso narra la vita e il pensiero di Francesco d’Assisi in uno spettacolo di burattini. Vuole far sapere come andò davvero, e come venne dimenticato l’insegnamento dello straordinario santo-filosofo-poeta. Ragioni di Stato, ragioni di famiglia, ragioni religiose e, soprattutto, paure si scontrano con un uomo che esortava tutti a essere semplicemente se stessi.Francesco viene travolto e sconfitto, ma davvero, tutti i suoi avversari appaiono, in confronto a lui, come burattini mossi da altre forze, e non dalla propria libera volontà. **
### Sinossi
Tutti i momenti importanti della vita di Francesco d’Assisi furono spettacolo, parole cantate o gridate, gesti da magnifico attore-regista. E un testo teatrale – pieno di invenzioni ed emozioni – sembra davvero l’unica forma in grado di spiegare Francesco senza fargli torto.Sul palcoscenico Igor Sibaldi ricostruisce, qui, le tensioni che produsse il nuovo modo francescano di intendere il Cristianesimo, le grandi aperture che avrebbe potuto avere, l’amicizia con il sultano, l’amore-conflitto con Chiara. E fa emergere i demoni che, da sempre, alimentano negli uomini la paura del cambiamento e della grandezza.Un frate disperso narra la vita e il pensiero di Francesco d’Assisi in uno spettacolo di burattini. Vuole far sapere come andò davvero, e come venne dimenticato l’insegnamento dello straordinario santo-filosofo-poeta. Ragioni di Stato, ragioni di famiglia, ragioni religiose e, soprattutto, paure si scontrano con un uomo che esortava tutti a essere semplicemente se stessi.Francesco viene travolto e sconfitto, ma davvero, tutti i suoi avversari appaiono, in confronto a lui, come burattini mossi da altre forze, e non dalla propria libera volontà.

Food Styling: Trucchi e segreti per creare piatti straordinari ogni giorno

Un’esperta food stylist ci insegna come cambiare il nostro approccio alla cucina: tutti ci preoccupiamo di portare in tavola pietanze buone e saporite, ma raramente curiamo il lato estetico dei nostri piatti. Roberta Deiana svela i segreti raccolti nel corso dei suoi dieci anni di esperienza sul campo proponendo creazioni dalle forme e dai colori stupefacenti, con diversi gradi di difficoltà: anche i principianti potranno cimentarsi con le ricette di questo libro e ottenere risultati sorprendenti. Le ricette sono accompagnate da step fotografici che illustrano i passaggi più complessi e da suggerimenti per trasformare i piatti quotidiani in piccoli capolavori con poche, semplici mosse.