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Tarkin. Star Wars

È l’erede di una famiglia importante, un soldato ligio al dovere, un illustre legislatore, leale sostenitore della Repubblica e alleato fidato dell’Ordine dei Jedi. Addestrato poi dallo spietato Signore dei Sith che sarebbe diventato Imperatore, il governatore Wilhuff Tarkin ha scalato i ranghi dell’Impero, esercitando la sua autorità in modo spietato e inseguendo con zelo il suo destino di architetto del dominio assoluto. Governare con la paura della forza, più ancora che con la forza stessa, è stato il consiglio che Tarkin ha dato al suo Imperatore, e sotto la sua guida è stata ideata un’arma micidiale e senza precedenti che sta per diventare terrificante realtà: Tarkin infatti è convinto che, una volta completata la cosiddetta Morte Nera, le ultime sacche della ribellione potranno essere schiacciate con l’intimidazione e annientate. La prime minacce da affrontare, comunque, restano gli agguati delle forze della resistenza e una nuova cospirazione separatista – pericoli che l’Impero deve sventare con brutale rapidità. Per questo, l’Imperatore ha ancora bisogno dei suoi sostenitori più formidabili: Darth Vader, il misterioso e spietato Sith, e Tarkin, il geniale e gelido stratega in grado di spianare la strada per condurre l’Imperatore al trionfo, e i suoi nemici alla morte.

Supertoys Che Durano Tutta L’estate

David ha dodici anni, pesa trenta chili, è alto un metro e mezzo. E comincia a farsi domande importanti: per chi lavora suo padre? A cosa servono i suoi giocattoli? E, soprattutto, cosa vogliono fare di lui? “Urania” ripresenta il racconto che è servito da spunto per l’ambizioso progetto cinematografico di Stanley Kubrick realizzato da Steven Spielberg nel 2001: A.I. Intelligenza artificiale, titolo con il quale era uscita anche la precedente edizione del presente volume (n. 1415). Insieme a Supertoys Last All Summer Long vengono tradotti i due episodi che Brian W. Aldiss ha voluto apporvi come seguito e che, insieme ad altri sedici racconti, formano un vero e proprio romanzo sull’intelligenza nel futuro, ovvero la sorte di un mondo..

Supernova

Una volta l’Ananke era un’astronave militare sperimentale. Ma un virus informatico scatenato dal terrorista Matthew Gale l’ha trasformata in qualcosa di diverso: un’intelligenza artificiale senziente, con i poteri di un dio e le emozioni instabili di un adolescente. Althea, l’ingegnere capo della nave e l’ultimo umano vivente rimasto a bordo, ha quasi dato la vita per salvare l’Ananke da pericolosi sabotatori, creando con la nave un legame tanto potente quanto quello tra una madre e una figlia. Quando l’Ananke decide di cercare Matthew Gale, che considera suo padre, Althea scopre che quel desiderio è più forte di quanto sia possibile comprendere o controllare. Giunti sulla Terra, Althea e l’Ananke si ritroveranno coinvolte in una violenta rivoluzione guidata dalla sorella di Matthew, Constance, che non si fermerà davanti a nulla pur di abbattere il regime che governa il mondo. Da questo incontro, nascerà un nuovo e infuocato futuro…

Sulle soglie dell’infinito

Conquistati la Luna e Marte, anche tutti gli altri pianeti del Sistema Solare sono stati raggiunti dall’uomo. Adesso, nella piccola ma importante base stabilita su Plutone, si sta lavorando all’astronave destinata all’infinito universo che si stende oltre il sistema. E’ ormai deciso che il primo equipaggio sarà composto di robot, un particolare tipo di robot, perfezionati e condizionati allo scopo. Ma gli uomini non sanno che una enorme potenza ha seguito, dal Mare dello Spazio, il loro lento arrampicarsi verso le stelle, ed ora è ben decisa a non permettere alla razza umana di andare oltre. Jed Ambro, giovane tecnico, X-81, perfetto ammasso di sensibilissimi congegni, Pop Ridgeway, modesto meccanico dalle mani miracolose, Konar, un uomo di cui nessuno riesce a spiegarsi lo stragrande potere. Questi i personaggi chiave della lotta che si svolge attorno a Plutone, piccolo mondo situato Sulle Soglie dell’Infinito.
Copertina di: Carlo Jacono

Sulla Televisione

Per la prima volta insieme, tutti gli scritti che Umberto Eco ha dedicato alla televisione: al suo linguaggio, alle forme di comunicazione che mette in gioco, alle tecnologie che le sostengono, all’immaginario che produce, ai suoi esiti culturali, estetici, etici, educativi e, soprattutto, politici. Una raccolta che, pubblicando anche scritti difficilmente reperibili, copre un arco di tempo che va dal 1956, anno in cui in Italia vengono messe in onda le prime trasmissioni, al 2015, periodo in cui il mezzo televisivo non può più essere considerato come dominante nella produzione e nella trasformazione della cultura social. Dalla ripresa diretta dei primi anni, alla tv-verità e ai reality show degli ultimi anni, da Corrado al Grande fratello, da Mike Bongiorno a Derrick, le riflessioni di Eco denunciano con costante attenzione le strategie televisive nel quadro di una critica inesausta contro i vari populismi mediatici, che è sempre stata la cifra dello sguardo di Eco sui media.

Sulla Letteratura

Questa raccolta di scritti può essere vista come una naturale continuazione delle “Sei passeggiate nei boschi narrativi”. Si tratta infatti di discorsi rivolti in genere a un pubblico abbastanza vasto e vertono tutti sulle funzioni della letteratura, su autori che Eco ha frequentato a lungo, sull’influenza di alcuni testi più o meno letterari sullo sviluppo degli eventi storici, su alcuni problemi tipici del narrare e su alcuni concetti chiave della scrittura “creativa”. In alcuni di questi, e specialmente nell’ultimo (“Come scrivo”), Eco sceglie come esempio e oggetto di riflessione la sua stessa attività di narratore, ma anche i saggi in cui non parla direttamente di sé gettano una luce sul suo fare letterario.

Sule Tracce di Aldo Moro

Documenti inediti, testimonianze raccolte dagli inquirenti che ancora non sono state lette in versione integrale.
Un racconto passo passo del caso Moro, visto con gli occhi di chi non può che “raccontare” quello che ha “visto”: i documenti.
Gravina segue da tempo il caso ed ha raccolto tutte le carte relative ai vari procedimenti, dai primi momenti del rapimento fino agli ultimi eventi della commissione degli ultimi anni. Li legge e li spiega, cercando di farci arrivare da soli a conclusioni che non sono state ancora del tutto raccontate e che non sono ovvie.
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### Sinossi
Documenti inediti, testimonianze raccolte dagli inquirenti che ancora non sono state lette in versione integrale.
Un racconto passo passo del caso Moro, visto con gli occhi di chi non può che “raccontare” quello che ha “visto”: i documenti.
Gravina segue da tempo il caso ed ha raccolto tutte le carte relative ai vari procedimenti, dai primi momenti del rapimento fino agli ultimi eventi della commissione degli ultimi anni. Li legge e li spiega, cercando di farci arrivare da soli a conclusioni che non sono state ancora del tutto raccontate e che non sono ovvie.

Sublime

L’amore è meraviglioso, pericoloso e… sublime. Dalle autrici della serie bestseller di Beautiful Bastard, un nuovo romanzo stand alone.
Lucy non sa come sia arrivata ai margini di quella foresta, vestita solo di un abito di seta e con un paio di sandali ai piedi. Ma quando vede Colin capisce di essere lì per lui. Sono solo due ragazzi, ma sentono fin da subito di amarsi alla follia. Tuttavia Lucy non è una ragazza qualunque, Lucy è un fantasma. Nonostante tutto, le loro esistenze si legano sempre più giorno dopo giorno, fino a diventare indissolubili, anche quando Lucy comincia a ricordare alcuni dettagli della sua vita e della sua morte. Nessuno dei due è disposto a separarsi dall’altro, poco importa se stare insieme sembra impossibile. Mettendo alla prova le sue inclinazioni più forti, fino alle estreme conseguenze, arrivando a un passo dalla morte, dove la sua realtà e quella di Lucy si sovrappongono, Colin trova finalmente il modo di unirsi a colei che ama. Ma tutto ciò ha un prezzo: per Colin saggiare i limiti tra il suo mondo e quello di Lucy diventa un’ossessione, e Lucy inizia a chiedersi cosa vuole essere davvero per lui. La sua salvatrice o la sua perdizione? **
### Sinossi
L’amore è meraviglioso, pericoloso e… sublime. Dalle autrici della serie bestseller di Beautiful Bastard, un nuovo romanzo stand alone.
Lucy non sa come sia arrivata ai margini di quella foresta, vestita solo di un abito di seta e con un paio di sandali ai piedi. Ma quando vede Colin capisce di essere lì per lui. Sono solo due ragazzi, ma sentono fin da subito di amarsi alla follia. Tuttavia Lucy non è una ragazza qualunque, Lucy è un fantasma. Nonostante tutto, le loro esistenze si legano sempre più giorno dopo giorno, fino a diventare indissolubili, anche quando Lucy comincia a ricordare alcuni dettagli della sua vita e della sua morte. Nessuno dei due è disposto a separarsi dall’altro, poco importa se stare insieme sembra impossibile. Mettendo alla prova le sue inclinazioni più forti, fino alle estreme conseguenze, arrivando a un passo dalla morte, dove la sua realtà e quella di Lucy si sovrappongono, Colin trova finalmente il modo di unirsi a colei che ama. Ma tutto ciò ha un prezzo: per Colin saggiare i limiti tra il suo mondo e quello di Lucy diventa un’ossessione, e Lucy inizia a chiedersi cosa vuole essere davvero per lui. La sua salvatrice o la sua perdizione?

Stranieri residenti. Una filosofia della migrazione

Nel paesaggio politico contemporaneo, in cui domina ancora lo Stato-nazione, il migrante è il malvenuto, accusato di essere fuori luogo, di occupare il posto altrui. Eppure non esiste alcun diritto sul territorio che possa giustificare la politica sovranista del respingimento. In un’etica che guarda alla giustizia globale, Donatella Di Cesare con limpidezza concettuale e un passo a tratti narrativo riflette sul significato ultimo del migrare, dando prova anche qui di saper andare subito al cuore della questione. Abitare e migrare non si contrappongono, come vorrebbe il senso comune, ancora preda dei vecchi fantasmi dello jus sanguinis e dello jus soli. In ogni migrante si deve invece riconoscere la figura dello «straniero residente», il vero protagonista del libro. Atene, Roma, Gerusalemme sono i modelli di città esaminati, in un affresco superbo, per interrogarsi sul tema decisivo e attuale della cittadinanza. Nella nuova età dei muri, in un mondo costellato da campi di internamento per stranieri, che l’Europa pretende di tenere alle sue porte, Di Cesare sostiene una politica dell’ospitalità, fondata sulla separazione dal luogo in cui si risiede, e propone un nuovo senso del coabitare. **