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Resta con me

Sono passati quattro anni…
Zoe li ha contati, un giorno dopo l’altro, ha visto le settimane trasformarsi in mesi e quei numeri aumentare mentre la sua speranza spariva lentamente.
Andrew l’ha lasciata da sola, ha interrotto la loro relazione e anche se Zoe sapeva che non sarebbe durata, il colpo da attutire è stato terribile, specie perché lui le ha lasciato qualcosa che glielo ricorda in continuazione e non le permette di andare avanti.
Ma proprio quando pare abbia ritrovato un po’ di serenità, ancora una volta Andrew irrompe prepotentemente nella sua vita, con la sua bellezza, con la sua cattiveria e quei modi di fare che la spiazzano e la indispettiscono, ma cosa ancora più grave, annullano le sue difese.
Tra presente e passato Zoe vivrà e rivivrà la loro storia, ritrovandosi infine davanti a un bivio, a dover scegliere qual è la strada giusta da imboccare per smettere di soffrire per sempre. **
### Sinossi
Sono passati quattro anni…
Zoe li ha contati, un giorno dopo l’altro, ha visto le settimane trasformarsi in mesi e quei numeri aumentare mentre la sua speranza spariva lentamente.
Andrew l’ha lasciata da sola, ha interrotto la loro relazione e anche se Zoe sapeva che non sarebbe durata, il colpo da attutire è stato terribile, specie perché lui le ha lasciato qualcosa che glielo ricorda in continuazione e non le permette di andare avanti.
Ma proprio quando pare abbia ritrovato un po’ di serenità, ancora una volta Andrew irrompe prepotentemente nella sua vita, con la sua bellezza, con la sua cattiveria e quei modi di fare che la spiazzano e la indispettiscono, ma cosa ancora più grave, annullano le sue difese.
Tra presente e passato Zoe vivrà e rivivrà la loro storia, ritrovandosi infine davanti a un bivio, a dover scegliere qual è la strada giusta da imboccare per smettere di soffrire per sempre.
### L’autore
Jenny Anastan è lo pseudonimo usato da Samanta Cardini per scrivere. Vive in un piccolo paesino sulle sponde del Lago Maggiore, e lavora nel campo dell’edilizia. Scrivere e leggere sono la sua più grande passione. E’ sposata e ha un figlio piccolo. Ha esordito come Self-Publishing ad agosto 2014 con “Resta con me” (in Italia), libro che è diventato un best sellers ai primi posti della sua categoria.

Racconti: Primo amore, ultimi riti. Fra le lenzuola

In un solo volume tutta la produzione «breve» di Ian McEwan – ovverosia le short stories comprese nelle raccolte “Primo amore, ultimi riti” (1975) e “Fra le lenzuola” (1978) – per offrire al lettore l’intera gamma della scrittura (e degli incubi) dell’allora giovanissimo scrittore inglese. I primi racconti attraversano ossessioni e atmosfere inquietanti, rapporti familiari morbosi, amori torbidi, bambini tormentati da inaudite crudeltà fisiche e psicologiche. Negli altri, il ritmo incalzante e la forte tensione ci introducono in un universo in bilico tra visioni oniriche e desolante realtà, allucinazioni solitarie e sempre vani tentativi di comunicare: uno scimmione che si lascia dominare da una scrittrice inaridita; un manichino con sembianze femminili che prima appaga e poi distrugge le piú folli speranze feticistiche; la violenza che esplode in una serie di ambigui oggetti lucenti (spade, lucchetti, bisturi)…

Racconti del Pacifico

Questo libro si nutre delle suggestioni di un **viaggio** che **Jack London** compì tra il **1907** e il **1908** attraverso le **isole della Melanesia e della Polinesia**. Lo scrittore sapeva bene di ricalcare gli itinerari di Melville e Stevenson: e c’è almeno un racconto, fra quelli presentati ( **Il seme di McCoy** ), che richiama l’atmosfera affascinante della ***Linea d’ombra*** di **Conrad**. Eppure, London sa imprimere il suo inconfondibile suggello:dalla memorabile figura di Koolau il lebbroso, l’indigeno che lotta sino alla morte per la dignità del piccolo gruppo di reietti cui appartiene, allo sceriffo di Kona, la cui anima impulsiva e generosa non è vinta neppure dalla malattia, sino allo stesso McCoy, il quieto pilota che porterà in salvo una nave con la sola forza della sua suadente autorevolezza, queste pagine sono popolate da incarnazioni diverse dello stesso personaggio: l’eroe che lotta, fragile e solitario, contro il destino. E l’eroismo non risiede solo nella ribellione e nel conflitto: può anche assumere la forma della quieta rassegnazione del bracciante cinese Ah Cho, protagonista di Chinago, che, per un errore di trascrizione del suo nome, patisce una sorte ingiusta, comminatagli dalla stolta crudeltà dello straniero colonizzatore. Il suo silenzio dolente, la sua solitudine racchiudono molto del fascino dell’opera di London: come scrive **Beniamino Placido** nella sua **Introduzione** , «quando leggiamo Jack London vogliamo essere soli. Ci diciamo, leggendo London in solitudine, che ‘ogni uomo è un’isola’ come aveva ripetuto il suo ‘allievo’ Hemingway. Ma un’isola diversa da tutte le altre. Affetta da un diverso, solitario destino.Così come sono diverse, diversissime fra loro queste isole del Pacifico». **
### Sinossi
Questo libro si nutre delle suggestioni di un **viaggio** che **Jack London** compì tra il **1907** e il **1908** attraverso le **isole della Melanesia e della Polinesia**. Lo scrittore sapeva bene di ricalcare gli itinerari di Melville e Stevenson: e c’è almeno un racconto, fra quelli presentati ( **Il seme di McCoy** ), che richiama l’atmosfera affascinante della ***Linea d’ombra*** di **Conrad**. Eppure, London sa imprimere il suo inconfondibile suggello:dalla memorabile figura di Koolau il lebbroso, l’indigeno che lotta sino alla morte per la dignità del piccolo gruppo di reietti cui appartiene, allo sceriffo di Kona, la cui anima impulsiva e generosa non è vinta neppure dalla malattia, sino allo stesso McCoy, il quieto pilota che porterà in salvo una nave con la sola forza della sua suadente autorevolezza, queste pagine sono popolate da incarnazioni diverse dello stesso personaggio: l’eroe che lotta, fragile e solitario, contro il destino. E l’eroismo non risiede solo nella ribellione e nel conflitto: può anche assumere la forma della quieta rassegnazione del bracciante cinese Ah Cho, protagonista di Chinago, che, per un errore di trascrizione del suo nome, patisce una sorte ingiusta, comminatagli dalla stolta crudeltà dello straniero colonizzatore. Il suo silenzio dolente, la sua solitudine racchiudono molto del fascino dell’opera di London: come scrive **Beniamino Placido** nella sua **Introduzione** , «quando leggiamo Jack London vogliamo essere soli. Ci diciamo, leggendo London in solitudine, che ‘ogni uomo è un’isola’ come aveva ripetuto il suo ‘allievo’ Hemingway. Ma un’isola diversa da tutte le altre. Affetta da un diverso, solitario destino.Così come sono diverse, diversissime fra loro queste isole del Pacifico».

Racconti

Il volume raccoglie i racconti di Friedrich Durrenmatt scritti fra il 1942 e il 1985. Esemplare per la sua narrativa è “La panne”, del 1956, dove la vicenda assume i toni cangianti del leggero, del comico, dell’angosciante, del tragico e coinvolge il lettore nello stesso modo in cui cattura il protagonista. Il tema dominante è il conflitto dell’individuo con un mondo mostruoso, come dice Durrenmatt, il quale tuttavia spazia anche in orizzonti più vasti. I primi esili schizzi preannunciano la qualità del suo lavoro futuro che si precisa in una serie di situazioni concrete dallo scacco esistenziale e, qualche caso, come in “Guerra invernale nel Tibet”, si dilata dalla sfera della attualità a una avveniristica condizione umana. A Durrenmatt piace esplorare anche le zone del mito in “Il ritratto di Sisifo”, “La morte della Pizia” o “Il Minotauro”, dove la sorte del ferino figlio di Pasife si moltiplica a dismisura, sullo sfondo di un labirinto che, mentre sembra offrire mille possibilità di salvezza, della sua parete di vetro riproduce all’infinito l’illusorietà di ogni tentativo di fuga. Su un altro versante, in “La caduta”, Durrenmatt costruisce la parabola che dall’alternanza politica porta alle degenerazioni più feroci nella lotta per il potere. Le aporie della civiltà sono messe in risalto, con un divertito anacronismo, in “Notizie sullo stato dell’informazione nell’età della pietra”. Ma sarebbe limitativo circoscrivere il mondo di Durrenmatt a parametri ideologici o a schemi filosofici rigidi; il suo sguardo coglie incubi o dissonanze della vita con un forte senso dello humor e del grottesco, che redime le sue pagine da ogni intenzione moralistica, per abbandonarsi al libero gioco dell’invenzione e della fantasia. Senza mai rinunciare alle sue responsabilità di scrittore: “Il solo modo per superare il conflitto è viverlo. L’arte, la letteratura, sono, come qualunque altra cosa, un confronto col mondo. Una volta afferrato questo, ne potremo intravedere anche il senso.” Indice, Contiene: Natale; Il torturatore; La salsiccia; Il figlio; Il vecchio; Il ritratto di Sisifo; Il direttore del teatro; La trappola; Pilato; La città; Notizie sullo stato dell’informazione nell’età della pietra ; Il cane (un racconto); Il tunnel (un racconto); Dalle annotazioni d’un guardiano; Soggiorno in una piccola città (frammento); La vacanza di mister X (frammento); La caduta; Abu Chanifa e Anan Ben David; Smithy; La morte della Pizia; La guerra invernale del Tibet; Eclisse di Luna; Il ribelle; Minotauro (una ballata); La panne (una storia ancora possibile)

Quel Patto Tra Borbone E Savoia

Che cosa sarebbe accaduto se non ci fosse stata una rivoluzione americana? Se la Gran Bretagna, nell’agosto del 1914, si fosse astenuta dall’intervenire nel conflitto? Se la Germania avesse invaso la Gran Bretagna nel maggio del 1940? Se il Terzo Reich avesse sconfitto l’Unione Sovietica? Se Kennedy non fosse stato assassinato? La storia, ricorda Sergio Romano, in questo saggio “non è lineare, progressiva, razionale. È soltanto umana, vale a dire una combinazione di fattori contraddittori da cui emergono risultati effimeri, diversi dall’obiettivo perseguito, sempre peggiori o migliori delle intenzioni nobili o ignobili dei suoi protagonisti.” Ecco perché non è sconveniente che gli storici si divertano a giocare con il passato per reinventarlo a loro piacimento. Come hanno fatto Chesterton, Belloc e Churchill in passato. E come fa magistralmente Romano nei tre episodi di storia virtuale qui raccolti: una svolta imprevista nella storia dell’unità italiana nel 1861, la grande vittoria della Russia sul Giappone a Tsushima nel 1905 e quella franco-americana contro il generale nord-vietnamita Giap a Dien Bien Phu nel 1954.

Quasi Innocente

**Un grande giallo italiano**
Borore, un piccolo paese del centro Sardegna, è terrorizzato da un killer invisibile, silenzioso e ferale. Entra nelle case, immobilizza le vittime e costringe le mogli a premere il grilletto contro il volto dei propri mariti. Giuseppe Nonnis e Mariano Spada sono morti così, sotto lo sguardo sconvolto delle due donne. Per questo motivo Antonella Demelas ha affrontato il viaggio da Cagliari, la città in cui vive, per raggiungere la regione del Marghine, nell’entroterra. La famiglia Cherchi l’ha scelta come avvocato per difendere Roberto, tra i maggiori sospettati dei due omicidi. La sua unica colpa – secondo i genitori – è quella di essere “strano”. Antonella svestirà la toga per indossare i panni dell’investigatrice, in un’indagine che si rivelerà irta di insidie, perché, in un paese così piccolo, i rancori e le dicerie rischiano in ogni momento di depistare le ricerche. La strada che la condurrà alla verità sarà disseminata di dubbi e incertezze: Roberto Cherchi è davvero innocente come pensa? Di chi può fidarsi a Borore? C’è un modo per arrestare la violenza spietata dell’omicida? 
**Un piccolo paese della Sardegna
Sconvolto da due spietati omicidi
Difendere l’indiziato numero uno non sarà facile per l’avvocato Demelas**
**Hanno scritto dei suoi libri:**
«Un viaggio nel processo e nel sentimento della giustizia.»
**Il Corriere della Sera**
«L’autore orchestra una trama intricata e avvincente, costruendo un thriller che tiene ancorato il lettore fino al gran finale.»
**L’Unione Sarda**
**Paolo Pinna Parpaglia**
È nato nel 1974. Laureato in Giurisprudenza, svolge la professione forense dal 2005. Vive a Cagliari. La Newton Compton ha già pubblicato *Quasi colpevole*. **
### Sinossi
**Un grande giallo italiano**
Borore, un piccolo paese del centro Sardegna, è terrorizzato da un killer invisibile, silenzioso e ferale. Entra nelle case, immobilizza le vittime e costringe le mogli a premere il grilletto contro il volto dei propri mariti. Giuseppe Nonnis e Mariano Spada sono morti così, sotto lo sguardo sconvolto delle due donne. Per questo motivo Antonella Demelas ha affrontato il viaggio da Cagliari, la città in cui vive, per raggiungere la regione del Marghine, nell’entroterra. La famiglia Cherchi l’ha scelta come avvocato per difendere Roberto, tra i maggiori sospettati dei due omicidi. La sua unica colpa – secondo i genitori – è quella di essere “strano”. Antonella svestirà la toga per indossare i panni dell’investigatrice, in un’indagine che si rivelerà irta di insidie, perché, in un paese così piccolo, i rancori e le dicerie rischiano in ogni momento di depistare le ricerche. La strada che la condurrà alla verità sarà disseminata di dubbi e incertezze: Roberto Cherchi è davvero innocente come pensa? Di chi può fidarsi a Borore? C’è un modo per arrestare la violenza spietata dell’omicida? 
**Un piccolo paese della Sardegna
Sconvolto da due spietati omicidi
Difendere l’indiziato numero uno non sarà facile per l’avvocato Demelas**
**Hanno scritto dei suoi libri:**
«Un viaggio nel processo e nel sentimento della giustizia.»
**Il Corriere della Sera**
«L’autore orchestra una trama intricata e avvincente, costruendo un thriller che tiene ancorato il lettore fino al gran finale.»
**L’Unione Sarda**
**Paolo Pinna Parpaglia**
È nato nel 1974. Laureato in Giurisprudenza, svolge la professione forense dal 2005. Vive a Cagliari. La Newton Compton ha già pubblicato *Quasi colpevole*.

Quando tutto sarà finito

Peter Faber è un soldato semplice, un insegnante spedito sul fronte orientale. Katharina Spinell è una ragazza di Berlino, con un lavoro poco attraente e genitori oppressivi. I due si sposano senza essersi mai conosciuti: è un matrimonio di assoluta convenienza, che garantisce a lui una licenza di dieci giorni, a lei una pensione dovesse Peter morire in guerra. Inaspettatamente, i due ragazzi si innamorano a prima vista, e al momento della separazione si scambiano promesse di fedeltà e di un futuro insieme. Il ricordo dei brevi giorni passati con Katharina e il sogno di una vita familiare al ritorno, sono le uniche cose che permettono a Peter di resistere agli orrori del fronte russo, raccontati nei dettagli, quasi sempre per dialoghi con il gruppetto di commilitoni che lo accompagnerà fino a «quando tutto sarà finito». Anche Katharina, a Berlino, si ripete che «quando tutto sarà finito» riuscirà a crearsi una vita con Peter e il bambino che nel frattempo si accorge di aspettare, e soprattutto a sfuggire al controllo ossessivo di un padre convinto seguace della dottrina nazista: è questo il personaggio che meglio di tutti rappresenta la Germania del tempo, quella della «banalità del male», quella della gente comune che ritiene legittimo impadronirsi delle case degli ebrei deportati, stanare i fuggiaschi e continuare a brindare alla vittoria e a godere dei privilegi conquistati all’interno del regime anche quando la realtà annuncia la sconfitta. Sempre più stanco e disilluso Peter, sempre più ansiosa per il proprio destino e quello del figlio Katharina, continuano a scambiarsi lettere e promesse, fino alla fine della guerra e di ogni speranza, attraverso le vicende spaventose che sconvolgono tutti i cittadini della nazione sconfitta. Le difficili, alterne emozioni dei due ragazzi, e dei loro compagni nel drammatico viaggio, sono rivelate con estrema efficacia dalla forma narrativa che sceglie la Magee: brevi, distaccate descrizioni di gioie e orrori, di ambienti per lo più claustrofobici ed essenziali, e lunghi, incalzanti dialoghi, sempre più aperti e sinceri, sempre più rivelatori del dramma interiore di ciascuno man mano che la sconfitta, della nazione e di ogni individuo, si avvicina. Con le poche, pacate eccezioni di chi rimane moralmente integro nonostante tutto.

Prove certe: Un romanzo giallo ricco di emozioni, un thriller affascinante, una vicenda che appassiona.

**Dall’autore del best seller “Acuba – Trappola da un altro mondo” e del thriller “Arte perversa”**
Lyza Colton è una ricca e brillante imprenditrice trentenne.
Quando il padre, Nobel per la medicina, viene arrestato per omicidio, lotta con forza tra difficoltà e pericoli per dimostrarne l’innocenza.
Jack Stein, travolto da un drammatico evento, abbandona tutto e diventa un senzatetto imbottito di alcol e droghe.
Il destino incrocia in maniera imprevedibile le strade di Lyza e Jack.
Commenti dei lettori:
“Un vero capolavoro, sono veramente impressionato”
“Bella storia. Neanche Patterson mi prendeva così”
**L’autore:**
**Enzo Casamento** , di origini siciliane, dopo il liceo classico e la laurea in matematica si è trasferito a Brescia, dove vive tuttora, per insegnare. Ha studiato anche fisica, medicina e psicologia. Torna in Sicilia ogni estate.
Amante dei giochi, ha vinto importanti tornei di scacchi, dama, bridge, hold’em.
Tra gli sport: il tennis, l’immersione con le bombole, la pesca, lo sci sull’acqua e sulla neve, il deltaplano.
Ha vissuto avventure rischiose, per cui inserisce spesso nei suoi romanzi situazioni difficili.
Il suo libro sullo sviluppo della logica e della creatività ha riscosso un enorme successo con decine di edizioni in italiano, spagnolo e francese. Recente la pubblicazione in ebook (spagnolo).
Il suo romanzo **Acuba – Trappola da un altro mondo** ha avuto oltre 10.800 lettori.
Il suo thriller **Arte Perversa** , un successo immediato pubblicato nel marzo 2019, si trova attualmente ai primi posti delle classifiche.
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### Sinossi
**Dall’autore del best seller “Acuba – Trappola da un altro mondo” e del thriller “Arte perversa”**
Lyza Colton è una ricca e brillante imprenditrice trentenne.
Quando il padre, Nobel per la medicina, viene arrestato per omicidio, lotta con forza tra difficoltà e pericoli per dimostrarne l’innocenza.
Jack Stein, travolto da un drammatico evento, abbandona tutto e diventa un senzatetto imbottito di alcol e droghe.
Il destino incrocia in maniera imprevedibile le strade di Lyza e Jack.
Commenti dei lettori:
“Un vero capolavoro, sono veramente impressionato”
“Bella storia. Neanche Patterson mi prendeva così”
**L’autore:**
**Enzo Casamento** , di origini siciliane, dopo il liceo classico e la laurea in matematica si è trasferito a Brescia, dove vive tuttora, per insegnare. Ha studiato anche fisica, medicina e psicologia. Torna in Sicilia ogni estate.
Amante dei giochi, ha vinto importanti tornei di scacchi, dama, bridge, hold’em.
Tra gli sport: il tennis, l’immersione con le bombole, la pesca, lo sci sull’acqua e sulla neve, il deltaplano.
Ha vissuto avventure rischiose, per cui inserisce spesso nei suoi romanzi situazioni difficili.
Il suo libro sullo sviluppo della logica e della creatività ha riscosso un enorme successo con decine di edizioni in italiano, spagnolo e francese. Recente la pubblicazione in ebook (spagnolo).
Il suo romanzo **Acuba – Trappola da un altro mondo** ha avuto oltre 10.800 lettori.
Il suo thriller **Arte Perversa** , un successo immediato pubblicato nel marzo 2019, si trova attualmente ai primi posti delle classifiche.

Principii Di Filosofia Zoologica E Anatomia Comparata

PRINCIPII
DI
FILOSOFIA ZOOLOGICA
E
ANATOMIA COMPARATA
di VOLFANGO GOETHE
Ma ciò che rende malagevolissimo qualsiasi ravvicinamento si è che il Cuvier, il quale non si occupa che di risultamenti tangibili, può ad ogni volta mettere avanti le prove di ciò che asserisce, senza presentare ai suoi uditori quelle nuove considerazioni che in sulle prime paiono sempre strane; perciò la maggior parte del pubblico, o anche tutto quanto il pubblico si è messo dalla sua parte: mentre il suo rivale si trova solo e separato da quelli stessi che partecipano alle sue opinioni, perchè egli non se li sa attirare. Sovente già si è veduto questo antagonismo nella scienza, e il medesimo fenomeno si deve riprodurre sempre, perchè gli elementi opposti che lo costituiscono si sviluppano con una forza eguale e determinano una esplosione ogni qual volta si trovano in contatto.
Il più delle volte la cosa avviene fra uomini che appartengono a popoli differenti, che sono lontani l’uno dall’altro per la loro età e per la loro posizione sociale, i quali, col reagir l’uno sull’altro, menano una rottura di equilibrio. Il caso presente offre questa circostanza rimarchevole che si tratta di due dotti della medesima età, collegati da trentotto anni nella medesima università i quali, coltivando lo stesso campo in due direzioni opposte, scansandosi, sopportandosi vicendevolmente con una attenzione piena dì reciproci riguardi, non hanno potuto sottrarsi a una collisione finale, che ha dovuto colpirli tutti e due penosamente.
Dopo queste considerazioni generali possiamo procedere all’esame del libro di cui il titolo sta in capo a questa memoria. Dal principio di marzo i giornali di Parigi parlano ai loro lettori di questo avvenimento e si schierano dalla parte dell’uno o dell’altro dei due avversari. Queste discussioni occuparono parecchie sedute, fino a che Geoffroy-Saint-Hilaire credette opportuno di mutare il teatro del combattimento e di fare un appello, per mezzo della stampa, a un pubblico meno ristretto.
Noi abbiamo letto e meditato questo libro; fummo trattenuti da più di una difficoltà, e per meritare i ringraziamenti di quelli che staranno ora per leggerlo, ci sforzeremo di guidarli facendo la cronaca delle discussioni che hanno agitato l’accademia, le quali discussioni si possono considerare come il sommario dell’opera.

Polvere Alla Polvere

È notte quando il detective Jonathan Stride arriva nel piccolo cimitero di campagna dove riposa sua madre, a Shawano, Wisconsin, un luogo dove non metteva piede da vent’anni. Nel buio, la sua torcia illumina la neve che cade piano, mentre una campana arrugginita suona nel vento. All’improvviso, i fari di un’auto della polizia fendono l’oscurità; un agente scende dall’auto, si avvicina a una lapide e si toglie la vita con un colpo alla tempia. Stride è un estraneo in quella piccola città e lo sceriffo non gradisce né la sua presenza né la sua curiosità. Eppure il detective non può dimenticare quanto è accaduto proprio davanti ai suoi occhi: vuole risposte, ed è disposto a trovarle da solo. Anche a costo di riaprire le pagine più oscure del passato di Shawano… Contiene le prime pagine del nuovo thriller di Brian Freeman “La ragazza di pietra”. **

Poesia come esperienza: Una formazione nei versi

Perché un’antologia poetica oggi? L’Italia, paese di poeti, oltre che di santi e navigatori, sembra affetta da una singolare schizofrenia: da una parte ha smesso di leggere la poesia, dall’altra tende
a celebrarla come unico certificato di creatività (contiamo due milioni di poeti!).
In questo viaggio alla riscoperta dei principali nomi della poesia italiana, da Dante a Zanzotto,  passando – ne citiamo solo alcuni – per Petrarca, Ariosto, Tasso, e ancora Leopardi, Saba, fino a Pasolini e Amelia Rosselli, e per alcuni imprescindibili autori stranieri – tra cui Keats, Baudelaire, Rimbaud, ma anche Hikmet e Szymborska –, il critico e saggista Filippo La Porta rivendica il valore dei versi nel mondo contemporaneo. Oggi più che mai l’esperienza del linguaggio poetico, quella del corpo materiale del testo che si apre a innumerevoli orizzonti di senso, è un prezioso antidoto contro l’assuefazione a una comunicazione onnipresente e standardizzata: «equivalente emotivo
del pensiero» (Eliot), la poesia risponde al nostro bisogno di un “sapere” degli affetti, di una scienza “esatta” delle relazioni invisibili (e non ovvie) tra le cose. Seguendo questo filo rosso, La Porta – abitualmente “critico di prosa” – ci offre un’antologia poetica unica e singolare, mescolata all’autobiografia e capace di interrogare il presente, rivolta a tutti ma in particolare ai giovani, mostrando come la poesia possa essere  sorprendentemente attuale e ancora capace di dare significato e forma alla nostra esperienza.

Pieno giorno

Dal Premio Pulitzer coautore di “Open” con Agassi e autore di “Il bar delle grandi speranze”, una storia che comincia e finisce in un giorno. Una storia che dura una vita. Si può rivivere una vita in un giorno? Si può. Accade a New York, il giorno di Natale del 1969, a Willie Sutton, uscito da poche ore dal penitenziario di Attica dopo che il governatore Rockefeller gli ha concesso la grazia per motivi di salute. Questa storia è tante storie. Tutte vere. O forse no. È una storia che comincia agli albori del ventesimo secolo, quando Willie evade dal grembo della Madre. È una storia che comincia nel 1919, quando lo sguardo di Willie incontra l’oro negli occhi di Bess, sotto le mille luci di Coney Island. È una storia che comincia nel 1969, l’anno dell’uomo sulla Luna. È una storia di astronauti e di sirene, di guardie e di ladri, di magnati e di giardinieri, di prostitute e di galeotti. È una storia in fuga, da Sing Sing e dalla solitudine, dalla povertà e dalla mancanza d’amore. È una storia di libri, perché i libri ti cambiano la vita. È una storia di soldi, maledetti soldi, come sarebbe più bello il mondo senza di loro. È una storia di banche, maledette banche, ieri e oggi è sempre colpa loro. Perché è nelle banche che ci sono i soldi, ed è per questo che Willie Sutton le rapina. Con una pistola che non ha mai sparato, e un travestimento ogni volta diverso. Perché lui è Willie l’Attore, e recita dal vivo sul palcoscenico del crimine. Un eroe – o un antieroe – sulle strade della Grande Mela, insieme a un Giornalista e un Fotografo. Guidati da Willie sulle tracce del suo passato, i due hanno solo un giorno per ottenere la storia da prima pagina che vuole il giornale. Ma anche Willie vuole una storia. E anche Willie ha solo un giorno, per avere la sua storia. E l’amore che gli spetta, da quel lontano 1919. Vero o no, sarà un giorno molto pieno.

Piccolo manuale di Arduino: nuova edizione aggiornata

Avete sentito dire che con Arduino è possibile creare piccoli robot e progetti interattivi originali, ma non sapete da che parte cominciare? Ecco il libro che fa per voi. Questo manuale accompagna alla scoperta del progetto open source che ha conquistato hobbisti, designer e maker di tutto il mondo. Imparerete come è fatto Arduino, esaminando la scheda. Quindi prenderete confidenza con l’ambiente di programmazione e farete dialogare Arduino con il mondo esterno e con il vostro computer, anche via Internet. Infine arriverete a realizzare due progetti completi e funzionanti che potrete utilizzare subito e modificare in chiave domotica. Tutto questo senza dimenticare i consigli per gli acquisti, ovvero quale modello di Arduino scegliere. Il libro si concentra su Arduino Uno, la scheda più indicata per chi comincia a lavorare con Arduino, ma la trattazione e le indicazioni fornite sono in gran parte applicabili anche ad altri modelli come Leonardo, Yún e Due. **
### Sinossi
Avete sentito dire che con Arduino è possibile creare piccoli robot e progetti interattivi originali, ma non sapete da che parte cominciare? Ecco il libro che fa per voi. Questo manuale accompagna alla scoperta del progetto open source che ha conquistato hobbisti, designer e maker di tutto il mondo. Imparerete come è fatto Arduino, esaminando la scheda. Quindi prenderete confidenza con l’ambiente di programmazione e farete dialogare Arduino con il mondo esterno e con il vostro computer, anche via Internet. Infine arriverete a realizzare due progetti completi e funzionanti che potrete utilizzare subito e modificare in chiave domotica. Tutto questo senza dimenticare i consigli per gli acquisti, ovvero quale modello di Arduino scegliere. Il libro si concentra su Arduino Uno, la scheda più indicata per chi comincia a lavorare con Arduino, ma la trattazione e le indicazioni fornite sono in gran parte applicabili anche ad altri modelli come Leonardo, Yún e Due.

Piccola guerra lampo per radere al suolo la Sicilia

Andrea detto Osso, Martina detta Pupetta, Marco detto Gaga, tre trentenni senza grazia di Dio, funzionano così: non sopportano le minchiate. Le minchiate e i pidocchi. E Lortica, il piccolo paese siciliano dove sono cresciuti e da cui sono andati via per inseguire studi, lavori e amori, a Roma, Berlino e Praga, ne è infestata. Il sindaco racconta minchiate, ma anche il comandante dei carabinieri, persino un ministro della Repubblica. Alla minchiata più grossa, una menzogna sui fratelli Bonanno, che a Lortica volevano aprire un negozio di fiori e per questo sono stati ammazzati dai pidocchi, i tre amici decidono di tornare in paese con un piano: istituire una squadra di sabotatori delle minchiate e mettere tutto a soqquadro assieme all’aiuto di Mario detto Mario, quarantenne scorbutico e idealista. Tra discoteche scalcagnate, musica elettronica rock e tarantelle, pupi, cannoli e templi greci, il mare d’agosto e le campagne riarse, Montalbano e Il Gattopardo, attentati all’ordine pubblico e scazzottate indimenticabili, questa brigata di antieroi riesce a far esplodere molti luoghi comuni sulla Sicilia e sull’Italia. Fino a una rocambolesca sfida finale e una risposta tutta loro alla domanda: come li scacciamo questi pidocchi?

Per Una Filosofia Della Morale

“La filosofia vive oggi, sotto la superficie, uno dei momenti più intensi e drammatici della sua lunga storia quando si rende conto di trovarsi di fronte a una grande svolta: il passaggio dalla tradizione essenzialistica alla nuova consapevolezza assenzialistica. La filosofia dell’essenza cede il posto alla filosofia dell’assenza. È un vero e proprio rovesciamento della teoresi”. Questo volume raccoglie le quattro principali opere teoretiche di Pietro Piovani, quelle che configurano la sua filosofia della morale. Nella pluralità delle visioni del mondo, i princìpi organicamente prospettati e proposti dall’autore non possono essere della filosofia della morale, bensì di una. Né essi potrebbero essere di filosofia morale, bensì di filosofia della morale: la filosofia della morale è sempre, tendenzialmente, fenomenologia dell’esperienza morale, caratterizzante l’umanità. La filosofia della morale può definirsi la scienza di queste implicazioni. Il soggetto che, nell’accettazione di tutte le più spregiudicate novità gnoseologiche e psicologiche, sa di non poter essere assoluto, perché condizionato nella sua datità, modifica questa datità col riconoscerla. In tal modo definisce la propria coesistenzialità, che non è un elemento ricavabile dalla cosiddetta vita di relazione o acquisibile in un dato momento dell’esistere: è ineliminabile dalla struttura medesima dell’esistenza. In tal senso l’espansione morale non è manifestazione di una essenza spirituale ontologicamente costituita; non è un fatto, ma un farsi. Di qui la polemica anti-personalistica della morale piovaniana, che contrappone alla staticità della persona la dinamicità della personalità come instaurazione personalitaria. La massima della morale piovaniana è: agisci in maniera che il tuo comportamento implichi sempre il rispetto verso ogni altro dei tuoi coesistenti”. Contro ogni forma di prevaricazione, il rispetto non è limite ma ragione di dilatazione della individualità in una pluralità di relazioni che, per essere libera, non può essere ridotta a nessuna configurazione di contenuti. Soltanto dentro questo formalismo, che non è vuoto indifferenziato ma capacità, con la sua tensionalità, di modellare formazioni storicamente plurime,si comprende la teoria del valore come valorazione, in cui è valore ciò che ha valore. La storicissima filosofia della morale piovaniana potrebbe definirsi una dialettica tra forme etiche e formazioni storiche, mai risolubili in un medio che risolva fino a dissolvere i suoi termini, che sono immediati in quanto mediabili.

Per un nuovo Occidente. Scritti 1919-1958

Durante l’ultimo World Economic Forum di Davos si è scritto che un fantasma stesse perseguitando i potenti della terra, riuniti nella cittadina svizzera: lo spettro di Karl Polanyi, lo scienziato sociale che, con «La grande trasformazione», raccontò l’impatto della società di mercato e dell’industrializzazione sulla civiltà occidentale, e colse meglio di chiunque altro gli effetti politici, culturali e antropologici della crisi degli anni trenta. Oggi, mentre imperversa una nuova Grande recessione, idee che parevano ormai relegate alle librerie polverose dei dipartimenti universitari sono riemerse in tutta la loro attualità. Prima fra tutte, la questione, fondamentale, del ruolo dell’economia nella società. Al centro dei saggi raccolti in queste pagine, scritti tra il 1919 e il 1958 e inediti a livello mondiale, c’è il tentativo di indicare la strada per tornare a un’economia ancorata alla società e alle sue istituzioni culturali, religiose, politiche, in aperta polemica con l’ideologia del laissez-faire. Storico, giurista, antropologo ed economista, decenni fa Polanyi parlava già dei problemi del nostro presente: le distorsioni della democrazia generate dal liberismo sregolato, le conseguenze del capitalismo sull’ambiente, la tendenza alla mercificazione di ogni cosa, il ruolo del potere pubblico nell’affermazione e nella tenuta del sistema economico. La riflessione dello studioso ebreo ungherese sulle filosofie e i modelli istituzionali anglosassoni, continentali, fascisti e sovietici, e sulle loro intersezioni con il sistema economico, sfocia in una proposta alternativa al mercato autoregolato: non un sistema centralizzato, ma un’economia cooperativa, capace di orientare verso un reale progresso umano la produzione e la tecnologia. Una forma di socialismo che elevi a suo valore fondante la libertà della persona, libertà irriducibile alla sola sfera economica e realizzabile soltanto nei legami sociali tra gli individui. Dopotutto, è questo il più formidabile patrimonio culturale dell’Occidente. E sebbene le scelte politiche e l’economicismo abbiano dilapidato tale patrimonio, è solo riscoprendolo che potremo aprirci a un incontro fecondo con le altre civiltà.