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Bergelon

Due medici di scarsa coscienza professionale, una donna che muore di parto, il vedovo che giura di vendicarsi ad ogni costo, una povera “ragazza di piacere” la cui forza è la tenerezza: l’insieme dà vita, attraverso una serie di lettere minatorie, all’interminabile incubo in fondo al quale dovrebbe o potrebbe esserci la morte. L’incubo dura per tutto il romanzo; ma da una pagina all’altra – attraverso una tecnica progressiva – esso finisce per risvegliare la coscienza (non solo professionale) di Bergelon, medico e bevitore, a certi doveri, a una diversa visione delle cose e quindi dell’esistenza. La storia in sé, per mezzo di un racconto secco, oggettivo, risuscita la ormai classica atmosfera della provincia francese tra le due guerre, quale la conosciamo attraverso i maggiori romanzieri del nostro tempo. Tuttavia Simenon, da quel maestro di suspense che e, ne rinnova non soltanto gli schemi, ma anche i colori e i sapori. Colori e sapori non puramente realistici o naturalistici, e nemmeno “gialli”, nemmeno da letteratura di secondo piano o di rincalzo; soprattutto perché al di sopra o al di sotto dei fatti, così come vengono scarnificati dal romanziere – protagonisti effettivi sono appunto le coscienze dei vari personaggi.
E sono coscienze a loro modo “difficili”, solitarie, contorte ma con misura, che Simenon riesce a denudare pur senza servirsi (o senza svelare il gioco?) di alcun apparato propriamente culturale. Quasi per forza spontanea.

Avventurieri Dell’eterno

“Dall’eternità ci separa appena un respiro, un istante che si spalanca sulla vita eterna o su un eterno tormento.” Molti hanno riferito di aver varcato la soglia con “esperienze di pre-morte”. Inoltre a testimoniare che l’amore è più forte della morte ci sono tante altre storie, nella Chiesa: anzitutto i martiri, i santi e poi quelle “persone che non soccombono sotto prove terrificanti, che non sprofondano sotto croci disumane, ma hanno la luce negli occhi. Brillano di un amore pietoso e carico di una misteriosa letizia.
Hanno una forza inspiegabile”. Sono tracce di quell’eternità che, per altre vie, anche poeti, scrittori e artisti hanno cercato. Antonio Socci accompagna il lettore fra poesie e pagine memorabili, dove grandi autori s’interrogano sul senso della vita e danno voce a quell’inestirpabile e inappagato desiderio di felicità vera che caratterizza ogni essere umano sulla terra. Pagina dopo pagina, Avventurieri dell’eterno s’inoltra fra le storie di coloro che hanno vissuto la vita come un meraviglioso viaggio verso l’infinito e verso la Felicità che non delude. Come testimonia la straordinaria vicenda di Katja, che ha abbandonato la sua carriera di attrice e i successi del cinema per votarsi al suo “dolce Gesù”, abbracciando la vita eremitica nel deserto degli anacoreti con il nome di sorella Benedicta. Perché la verità, scrive Socci, è che siamo “stati creati per l’eternità, per incontrare qui, in questa vita, l’Eternità fatta carne, l’Uomo-Dio” e, con Lui, approdare alla Felicità eterna. **
### Sinossi
“Dall’eternità ci separa appena un respiro, un istante che si spalanca sulla vita eterna o su un eterno tormento.” Molti hanno riferito di aver varcato la soglia con “esperienze di pre-morte”. Inoltre a testimoniare che l’amore è più forte della morte ci sono tante altre storie, nella Chiesa: anzitutto i martiri, i santi e poi quelle “persone che non soccombono sotto prove terrificanti, che non sprofondano sotto croci disumane, ma hanno la luce negli occhi. Brillano di un amore pietoso e carico di una misteriosa letizia.
Hanno una forza inspiegabile”. Sono tracce di quell’eternità che, per altre vie, anche poeti, scrittori e artisti hanno cercato. Antonio Socci accompagna il lettore fra poesie e pagine memorabili, dove grandi autori s’interrogano sul senso della vita e danno voce a quell’inestirpabile e inappagato desiderio di felicità vera che caratterizza ogni essere umano sulla terra. Pagina dopo pagina, Avventurieri dell’eterno s’inoltra fra le storie di coloro che hanno vissuto la vita come un meraviglioso viaggio verso l’infinito e verso la Felicità che non delude. Come testimonia la straordinaria vicenda di Katja, che ha abbandonato la sua carriera di attrice e i successi del cinema per votarsi al suo “dolce Gesù”, abbracciando la vita eremitica nel deserto degli anacoreti con il nome di sorella Benedicta. Perché la verità, scrive Socci, è che siamo “stati creati per l’eternità, per incontrare qui, in questa vita, l’Eternità fatta carne, l’Uomo-Dio” e, con Lui, approdare alla Felicità eterna.

Atlantide: Viaggio alla ricerca della bellezza

Da Genova a Itaca, un viaggio intimo alla ricerca della città perfetta e una riflessione sul senso del costruire. “Ci vuole un’intera vita, anche lunga se ti riesce, per imparare, capire, raccogliere tutto assieme. Magari per fare un edificio in cui mettere i desideri della gente, l’invenzione del costruttore e la poesia degli spazi. E, per poterlo fare, bisogna aver conosciuto tanta gente, aver camminato per molti luoghi in silenzio. Bisogna aver viaggiato, sofferto, letto tante pagine, aver avuto molti amici e forse aver rubato loro qualche idea.”
Comincia un giorno di fine estate al porto di Genova (latitudine 44°25’35” Nord, longitudine 8°54’54” Est), a pochi passi dallo studio di Punta Nave, il lungo viaggio per mare di Renzo Piano e suo figlio Carlo. A guidarli è un desiderio ancestrale, come molti esploratori prima di loro: salpare e prendere il largo alla ricerca di Atlantide. Atlantide è la città perfetta, perché ospita una società perfetta. Questa è la sua bellezza, preziosa e inafferrabile.
Renzo Piano, con gli occhi di chi sa misurare la terra ma anche le infinite geometrie del mare, ritorna nei luoghi in cui ha costruito le sue opere, tasselli nella ricerca infinita e necessaria della perfezione. Naviga con suo figlio nel mezzo del Pacifico, sulle rive del Tamigi e della Senna, raggiunge Atene, il Golden Gate Park di San Francisco e la Baia di Osaka. Cercando la bellezza, trova l’imperfezione che ogni progetto porta con sé. Allora non resta che continuare il viaggio.
“Edificare genera un orgoglio comune, tiene assieme la gente.”
[http://feltrinellieditore.it//opera/o…](http://feltrinellieditore.it//opera/opera/atlantide/)

Archetipi

*«L’aria ci avvolge, ma è sfuggente, così tutti sono retti dall’esperienza metafisica ma pochi la sanno far propria»* \–Elémire Zolla
«L’esperienza metafìsica è il filo conduttore dell’intero patrimonio culturale dell’umanità, dall’India dei Veda all’Europa contemporanea; è l’unica chiave capace di aprirci all’enigma dell’essere e alla visione dell’Archetipo. Rintracciare l’Archetipo significa per Zolla impadronirsi dei ritmi che sottendono l’esperienza umana, la politica, la poesia o, in termini metafisici, svelare il rapporto tra soggetto e oggetto, tra conoscente e conosciuto» –Guido Costa, L’INDICE

Apprendista di felicità. Una vita in giardino

Dal 2006 al 2016, Pia Pera ha tenuto una rubrica per Gardenia, la più importante rivista italiana sui giardini. Era ospitata nell’ultima pagina e portava il titolo di «Apprendista di felicità»: raccontava incontri, riflessioni, esperienze ed emozioni in giardino. Questa rubrica – seguitissima dai lettori che cominciavano a sfogliare il giornale dal fondo – discendeva dal suo primo libro sul giardino, “L’orto di un perdigiorno”, che aveva dato appunto avvio all’apprendistato di questa ortolana improvvisata: Pia Pera aveva lasciato l’inquietudine della metropoli per rifugiarsi nel podere di famiglia e costruire dal nulla il Suo giardino, coltivare sé stessa, riempire la dispensa di ortaggi e serenità. Dalla fioritura delle rose a Wislawa Szymborska, da una potatura ardita a Masanobu Fukuoka, dall’esaltazione dei temporali agostani a Madame de Lafayette, dalle succose more di gelso a Puskin, dai bagni notturni nello stagno a Cechov: la penna di Pia Pera si muove tra botanica e letteratura, la trama e l’ordito della tela alla quale ha lavorato con sapienza in questi dieci anni nel tentativo – sempre riuscito – di connettere fiori foglie frutti al sentire, all’amare, al soffrire. Perché, come diceva, in giardino si incarna «il nostro antico cercare, tra le piante, la vita». Questa raccolta – curata da Emanuela Rosa-Clot, direttrice di Gardenia – è il suo frutto tardivo. Un dono per i suoi lettori, per i cercatori di felicità.

Angolo di riposo

Quante vite si nascondono in una sola? È la domanda che assilla Lyman Ward, malato e in esilio volontario nella casa di famiglia a Grass Valley, California. Alle spalle ha una brillante carriera universitaria e una vita appagante. Ora che ha perso tutto, un istinto primordiale lo spinge a cercare una risposta – un principio di ordine – tra le carte lasciate in quella casa da sua nonna, Susan Burling Ward, artista e scrittrice. Emerge così il mosaico di una vita consumata tra i paesaggi sconfinati del West della corsa all’oro, al fianco di uno sfortunato ingegnere minerario cui la legavano un matrimonio difficile e un sentimento contraddittorio e profondo. Susan è di volta in volta moglie docile, indomita pioniera, ospite perfetta, madre ansiosa, artista apprezzata, compagna ribelle, amante delusa, stoica custode di una famiglia. Intorno a lei ruota un universo di equilibri e affetti che un solo passo falso potrebbe infrangere per sempre. Tra le catastrofi e i miracoli che costellano la vita di Susan, Lyman ritrova il filo della propria, e la risposta che stava cercando. Un grande romanzo americano che ribalta il logoro mito del vecchio West e ne rivela l’essenza profonda: l’ultima vera cornice epica a disposizione del mondo contemporaneo.

Amore Travolgente (I Romanzi Extra Passion)

Ísa Rain è un’insegnante appassionata di poesia che sogna di trovare il grande amore e la stabilità. Sua madre è un’imprenditrice di successo che ha cambiato diversi mariti; il padre è altrettanto concentrato sulla propria carriera e colleziona mogli molto più giovani di lui. Sailor Bishop invece è un giardiniere di ventitré anni, con una famiglia molto affiatata che gli ha trasmesso i valori della vita. Quando Ísa e Sailor si incontrano l’attrazione è immediata, e anche se Ísa in un primo momento cerca di fuggire, lui si dimostra molto più maturo e responsabile. L’insistenza di Sailor e la passione sfrenata tra loro li spinge a iniziare una vera e propria relazione. Ma quando si trovano a lavorare fianco a fianco…

Amore E Fantasia

Francesca Serritella Day ha tutto, o così crede: gioventù, bellezza, denaro, la sicurezza che ogni suo desiderio sarà soddisfatto e una madre che, per quanto nevrotica e irresponsabile, l’ha introdotta fin dalla nascita nel mondo lussuoso e patinato dell’alta società europea. Nulla di ciò che ha vissuto l’ha preparata al mondo reale, eppure è proprio lì che viene scaraventata quando, a ventun anni, si ritrova di colpo orfana e sommersa di debiti. Per guadagnarsi da vivere tenta la carriera cinematografica negli States, ma la realtà si rivela più dura del previsto… Sarà l’incontro fortuito con Dallie Beaudine – bellissimo golfista texano che si guadagna da vivere vincendo tornei – a cambiare radicalmente la sua esistenza… Affascinante, insensibile e narcisista, in realtà Dallie è anche un uomo profondamente ferito dalla vita e con un segreto che scava lentamente come goccia su una pietra. Francesca se ne innamora perdutamente; le cose però non vanno come dovrebbero andare e anche questa sfida le sembra essere al di sopra delle proprie forze. Ma nella terra delle opportunità, dove tutti possono trovare la propria strada, forse il destino offrirà loro una seconda e imperdibile chance…

Amore Colpevole

Anna ama la natura, legge, dipinge e sogna un amore puro e ideale. Ha solo diciotto anni quando il trentacinquenne principe Prozorskij la chiede in sposa. Convinta di aver trovato in lui il vero amore, dovrà invece scontrarsi con un marito capace di concepire il sentimento solo come possesso carnale. Sarà un amico del principe, Bechmetev, un artista, a farle conoscere quella consonanza di anime in cui crede. E anche se Anna deciderà di restare al fianco del marito e dei figli e di combattere per salvare il suo matrimonio, sarà lui, Prozorskij, consumato dal dubbio e dalla gelosia, a trasformare irrimediabilmente quell’amore puro, a cui Anna è disposta a sacrificare tutto, in un «amore colpevole». Il destino di Sof’ja Tolstaja, l’amatissima moglie di Lev Tolstoj, fu quello di vivere all’ombra di un uomo di genio, rinunciando alla sua passione per la scrittura. Ma ora questo romanzo, che vide la luce solo diciassette anni dopo la morte dell’autrice, restituisce al lettore la sua voce, che colpì Tolstoj per la sua «forza di verità e semplicità». Amore colpevole, la risposta di Sof’ja alla Sonata a Kreutzer, è la storia parzialmente autobiografica di Sof’ja e Lev, un romanzo eccellente sulla gelosia, la sfiducia e il disprezzo che logorano ogni matrimonio. Entrambi sentivano che era possibile essere felici e amare, ma solo nel modo in cui si ama il cielo limpido e si gioisce della sua presenza e della magnifica natura in fiore, come si gioisce della felicità di stare insieme. “La durezza di questo duello, che va oltre la storia di una coppia per diventare la storia di tutti gli uomini e le donne del loro tempo (e un po’ anche del nostro) è la filigrana che sostanzia ogni pagina del romanzo e motiva la riscoperta della voce dell’autrice. Lucida e, nella sua flebile imperfezione, perfino necessaria.” Melania Mazzucco

Ammare. Vieni con me a Lampedusa

Mattia ha quattordici anni, Caterina tredici. Entrambi hanno mille domande e poche risposte: sul mondo, sul futuro, su di sé. Le loro strade si incrociano. Prima, quasi per caso, nella vita reale. Poi di proposito, tra le righe di un blog – vieniconmealampedusa.it – che è Mattia stesso a curare, sotto falsa identità. Lì, infatti, è Franz, un ragazzo che vuole sensibilizzare il mondo sul destino dei migranti. L’idea è nata da una ricerca per la scuola: lui che si nasconde dietro una massa di ricci disordinati, lui che ha una lista di sogni ben custodita nel cassetto, lui che non si è mai messo davvero in gioco sente di dover fare qualcosa. Per tutti coloro che attraversano il Mediterraneo cercando una speranza, e anche per sé stesso. Così Mattia trova il coraggio di urlare, di lasciare il segno. E invita un politico a trascorrere una settimana con lui in un centro per migranti. Forse questo non accadrà, forse nessuno risponderà mai al suo appello, ma poco importa. Perché quello che Mattia troverà, grazie al suo blog, è molto di più. È la forza di alzare lo sguardo, la certezza di non essere solo. E un’amica speciale, come Caterina. Età di lettura: da 10 anni.

Alla Ricerca Della Morale Perduta

Alcuni credono che la morale sia sorta con la paura del tuono, quando gli esseri umani intimoriti s’inventarono leggi e comandamenti ai quali obbedire per tenerlo buono. Altri fanno coincidere la sua nascita con quella della società, con la necessità di darsi dei limiti individuali per favorire la felicità collettiva. Le persone colte poi la morale hanno iniziato a trovarla noiosa, preferendole lo stile. Perché perdere tempo a occuparsi del giusto e dell’ingiusto se possiamo pensare al bello, si dicevano. Leggendo le pagine di questo dialogo a distanza tra Scalfari e Voltaire, comprendiamo però quanto senza morale sia impossibile, per quel misero animale che è l’uomo, abitare il mondo rendendo giustizia alla sofferenza degli altri.