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Gramsci. Le Culture E Il Mondo (I Libri Di Viella)

La diffusione degli scritti di Antonio Gramsci ha raggiunto, negli ultimi tre decenni, una vasta dimensione internazionale. Il pensiero di Gramsci circola ampiamente in Europa, nelle Americhe, nel mondo islamico, in India e in Estremo Oriente. In questo volume viene tracciato un bilancio di alcuni recenti indirizzi di ricerca che si sono richiamati all’eredità gramsciana: gli studi culturali britannnici, gli studi post-coloniali statunitensi e i Subaltern Studies indiani.

Goodbye, Columbus e cinque racconti

Pubblicato per la prima volta nel 1959, “Goodbye, Columbus” è la storia di Neil Klugman e della bella e determinata Brenda Patimkin. Lui vive in un quartiere povero di Newark, lei nel lussuoso sobborgo di Short Hills, e si incontrano durante una vacanza estiva, tuffandosi in una relazione che ha a che fare tanto con l’amore quanto con la differenza sociale e il sospetto. Questo romanzo breve è accompagnato da cinque racconti, il cui tono va dall’iconoclasta al sorprendentemente tenero.

Gli Uomini Mi Spiegano Le Cose

« *La voce della Solnit non ha paura, nel suo arco ha frecce potenti.* »
**The Independent**
« *Un libro acuto e audace… tipicamente Solnit.* »
**Publishers Weekly**
« *In questi saggi accessibili a tutti l’autrice affronta i grandi temi del gender e del potere. Una lettura fondamentale per chi vuole approfondire la discussione sul femminismo e la società contemporanea.* »
**San Francisco Chronicle**
Ci sono molti modi per sentirsi superiori, più forti, più bravi, più sapienti e potenti. La sopraffazione non passa solo per la violenza fisica, l’umiliazione, la dipendenza economica, ma anche da meccanismi più semplici, da comportamenti più sottili e socialmente accettati da tutti. La violenza sulle donne comincia anche da una conversazione dove le donne vengono messe a tacere. Cosa non funziona in queste conversazioni? Gli uomini pensano erroneamente di sapere cose che le donne non sanno e, senza farsi domande, iniziano a spiegarle.
In questa selezione dei suoi scritti femministi più noti, Rebecca Solnit spiega perché ciò accade e ne sottolinea il lato grottesco. Con la sua prosa elegante e incisiva mette a nudo alcuni degli aspetti più imbarazzanti, crudi e folli della società maschilista, invitando a riflettere tutti coloro che ne hanno il coraggio.

Gli Spodestati

Quando alla fine del 1939 i nazisti lo insediano a capo del ghetto di Lodz, Mordechai Chaim Rumkowski si convince che, per salvarsi, gli ebrei debbano rendersi indispensabili ai tedeschi nella loro guerra, e decide di trasformare il ghetto in un’immensa fabbrica. Ambiguo, dispotico, piegato dalla sua logica di produrre a ogni costo e spinto da un’ambizione titanica, «re Chaim» sacrifica alla sua causa chi non vuole o non è in grado di eseguire i suoi ordini. E così, forse consapevolmente, forse no, diventa ingranaggio fondamentale nella macchina di sterminio nazista. Mostro e opportunista crudele, oppure pragmatico stratega costretto ad amputare le braccia per salvare il corpo? “Gli spodestati” è un romanzo sull’ambiguità umana provocata dall’oppressione. Traditore per alcuni, eroe per altri, Rumkowski è un personaggio controverso che suscita inquietanti interrogativi su dignità e abiezione. Intorno alla sua folle ed enigmatica figura, ispirandosi alla “Cronaca del ghetto di Lodz”, Steve Sem-Sandberg tesse le vite degli abitanti del ghetto, figure storiche e personaggi fittizi, esplorando i dilemmi morali e le insidie con cui la gente dovette fare i conti in una disperata lotta per la sopravvivenza. Un affresco monumentale che, con rara leggerezza di tocco, riesce a colmare la distanza tra passato e presente accompagnando l’emozione a una reale comprensione.

Gli Spiriti Non Dimenticano. Il Mistero Di Cavallo Pazzo E La Tragedia Dei Sioux

Nel ricostruire la vita del capo Cavallo Pazzo, il figlio del tuono e della grandine, che nel 1876 sconfisse il 7º Cavalleggeri di Custer nei pressi del Little Bighorn, Vittorio Zucconi ha scoperto molto più di un messia guerriero con una penna di falco rosso tra i capelli: ha incontrato la vita quotidiana, le donne, i bambini, gli amori, i riti e la disperazione di quello che fu un magnifico popolo di liberi cacciatori, i Lakota Sioux delle Grandi Praterie americane, distrutti dall’invasione dei bianchi. Ne è uscito “Gli spiriti non dimenticano”, un racconto struggente e meraviglioso, che nessun “viso pallido” potrà leggere senza un brivido di tenerezza e di vergogna. E senza cadere alla fine, come l’autore stesso, sotto l’incantesimo di Cavallo Pazzo, lasciandosi trasportare in un’avventura di straordinaria, emozionante intensità.

Gli Occhi Della Sfinge

«Welcome to Egypt!».
Un giovane allampanato con i baffi neri mi sbarrò la strada. Mi tese la mano e io, per quanto un po‘ sbalordito, gliela strinsi. “Deve essere senz’altro l’ultima formula di benvenuto per turisti! ”, pensai.
E quello attaccò con le solite domande trabocchetto: da dove venivo, che cosa ero venuto a visitare in Egitto, dove avevo intenzione d’andare.
Sebbene seccato, mi sbarazzai di quel giovane importuno con fare amichevole. La mia tranquillità non durò a lungo. Non appena uscii dall’aeroporto del Cairo, un altro tipo mi bloccò mentre portavo la mia valigia e disse: «Welcome to Egypt!».
Ed ecco un’altra stretta di mano, che lo volessi o meno. Nei giorni successivi questo rituale Fastidioso si ripete all’infinito.
Il «Welcome to Egypt!» risuonava davanti al Museo del Cairo; «Welcome to Egypt!», sorrideva il venditore di papiro; «Welcome to Egypt!», ripeteva ossequioso all’angolo della strada il giovane lustrascarpe; e poi il tassista e il concierge dell’albergo e il venditore di souvenir… E ognuno di loro voleva sapere, ogni volta, da quale paese venivo.
Allora, ormai stufo della solita risposta alla solita domanda, alla quarantaduesima stretta di mano, davanti alla piramide a gradoni di Saqqara, dissi con volto serio: «Vengo da Marte!».
Ma quest’ultimo egiziano, per nulla impressionato dalla mia risposta, m’afferrò subito tutt’e due le mani e ripeté a gran voce: «Welcome to Egypt!».
A tal punto sono arrivati gli egiziani: persino i turisti marziani non stupiscono più nessuno.
Nel corso dei miei sessantaquattro anni di Vita ho visitato molte volte questa terra che si estende lungo ii Nilo. Vi sono stati molti cambiamenti: l’aspetto delle strade, i mezzi di trasporto, l’aria inquinata dalle emissioni gassose, i nuovi alberghi.
È rimasta comunque intatta la nebbia del mistero che aleggia su questa terra e cioè quel fascino segreto che l’Egitto irradia da secoli e che tanto timore e reverenza incute.
Era il 1954. Ero un ragazzino di diciannove anni. Allora per la prima volta scendevo per i camminamenti sotterranei che si aprono sotto la sabbia del deserto, li a Saqqara. Un amico di studi egiziano e due custodi procedevano con me lungo i passaggi.
Ognuno di noi quattro portava una candela accesa, perché allora, più di trentacinque anni fa, la luce elettrica non arrivava ancora fino a quelle volte ammuffite; e difatti quei tunnel non erano accessibili ai turisti. Mi ricordo, quasi Fosse ieri, come uno dei custodi illuminasse con la luce della sua candela un sarcofago alto come un uomo e imponente. Le fiammelle guizzavano tremanti sopra il blocco di granito.
«Che cosa c’è lì dentro?» chiesi io, fermandomi pieno di. esitazione.
«Tori sacri, giovanotto, tori mummificati!»
Ancora qualche passo più in là, ed ecco di nuovo una larga nicchia nel tunnel, di nuovo un sarcofago di toro. Di fronte, in quella stessa tomba intrisa di muffa, c’erano giganteschi sarcofagi e se ne vedevano fin dove arrivava la luce delle candele.
Uno spesso strato di polvere, quasi velluto, inghiottiva i nostri passi. Nuovi corridoi s’aprivano, nuove nicchie, nuovi sarcofagi!
Mi sentivo a disagio. La polvere sottile irritava la gola. Nessuna corrente d’aria attenuava il senso di stantio e di stagnante che si respirava lì dentro.
Tutti i sarcofagi dei tori erano aperti. I pesanti coperchi di granito erano al loro posto, ma un poco spostati al di sopra dei sarcofagi stessi. Volevo vedere una mummia di toro e chiesi ai due custodi e al mio amico di studi di darmi una mano. Mi misi in piedi su di loro, facendo un po’ di equilibrismo.
Mi distesi con il ventre sopra il bordo superiore di un sarcofago e feci luce all’interno con la candela. L’interno era lucidissimo e completamente vuoto! Passai in rassegna anche altri quattro sarcofagi, ma il risultato fu sempre lo stesso.
> ![Immagine senza nome](clbr://internal.sandbox/book/OEBPS/images/Immagine1.jpg)
Dov’erano le mummie dei tori? Si erano portati via quei pesanti corpi di animali? Le mummie divine si trovavano forse nei musei? Un vago sospetto si fece largo nella mia mente: forse i sarcofagi non avevano mai contenuto mummie di toro?
Ora, trentacinque anni più tardi, ero di nuovo la, in quei corridoi sotterranei. La luce elettrica era stata installata e gruppi di turisti venivano guidati lungo due corsie che correvano l’una di fianco all’altra. «Ahh…» e «Ohh…» esclamavano le persone in gruppo. I loro volti esprimevano tutti stupore e ammirazione. Tutti ascoltavano in silenzio le spiegazioni della guida, che raccontava come in ognuno dei sarcofagi di granito si trovasse un tempo una mummia del divino toro Hapi. Non potevo contraddire la guida, sebbene ne sapessi molto di più al riguardo: in quei colossali sarcofagi di granito non era mai stata trovata una sola mummia di toro!

Gli Illegali

In una piovosa serata napoletana, due uomini si ritrovano a bordo di una macchina. Non si sono mai visti prima, quello sarà il loro unico incontro. Uno è il mandante, l’altro è il killer. Ripetono il piano concordato, sniffano due strisce di cocaina e si separano. Poco dopo, al secondo piano di un elegante palazzo, la mano del sicario uccide Raffaele Esposito, un vecchio prefetto in pensione. Tutti lo consideravano un professionista mite e rispettabile, ma in realtà negli anni Esposito era entrato a stretto contatto con il potere romano e i suoi segreti. Poco prima di venire assassinato, sembrava fosse sul punto di dare alle stampe un memoriale esplosivo. Pagine che avrebbero coinvolto molte influenti personalità della storia più recente del Paese, e non solo. Per capire cosa ci sia davvero sotto quel delitto, il capo della Polizia invia a Napoli Renzo Bruni e la sua squadra, già protagonisti dei precedenti thriller di Silvis che raccontano la mafia foggiana, Formicae e La Lupa. All’inizio le indagini si concentrano sull’inquietante passato dell’anziano prefetto, ma ben presto l’attenzione degli investigatori si sposta su un equivoco avvocato il cui studio sta andando in fallimento. Da quel momento, Bruni e la sua squadra scoperchiano un mondo di torbidi interessi che legano gli ambienti mafiosi a magistrati corrotti e avvocati che hanno svenduto la toga. Nel corso dell’inchiesta emergerà tutto il marcio che circondava la vita di Esposito, gli occulti intrecci tra Camorra, poteri locali e vertici dello Stato, in un susseguirsi di festini a base di cocaina e sesso violento. E il sacrificio dell’ex prefetto risulterà al centro di un folle quanto imprevedibile disegno criminale partorito da menti spregiudicate.

Girl R-Evolution

Molte ragazze sono convinte che per essere belle bisogna essere magre, o che solo vestendosi in modo provocante si può avere successo… Sicure sia proprio così? Tutti noi siamo unici e speciali. Ma in un mondo che cerca di convincere con ogni mezzo che conta solo essere belli fuori, spesso è difficile capirlo. Questo libro regala alle lettrici – a quelle più piccole ma anche a quelle più grandi – un nuovo coloratissimo paio di occhiali, per guardarsi allo specchio con maggior indulgenza e sicurezza. Diventa ciò che sei: il messaggio di Girl R-evolution sta in queste quattro semplici parole. Perché ogni ragazza ha il diritto di crescere libera dai condizionamenti e di poter mostrare al mondo la vera – meravigliosa – se stessa.

Genesi: Il grande racconto delle origini

Forse avevano davvero ragione i Greci, che in principio era il caos. Molte osservazioni della fisica moderna sembrerebbero confermarlo. Ma cos’è successo nei primi istanti di vita dell’universo? Davvero la scienza del XXI secolo fa ritornare d’attualità il racconto di Esiodo, che racchiude l’origine del tutto in un verso splendido e fulminante: “All’inizio e per primo venne a essere il caos”? E oggi l’universo è il sistema organizzato e affidabile che ci appare o è dominato ancora dal disordine?
Per rispondere, ogni giorno schiere di uomini e donne esplorano gli angoli più reconditi della materia, usano i grandi telescopi o i potenti acceleratori di particelle per ricostruire in dettaglio i sottili meccanismi attraverso i quali la meraviglia che ci circonda ha acquistato caratteristiche che ci sono così familiari, per cercare di capire quella strana singolarità che ha dato origine all’universo e raccogliere indizi sulla sua fine.
Dunque possiamo dirci che gli acceleratori di particelle oggi, come il racconto dei Greci ieri, stanno cercando di rispondere alla più antica tra tutte le domande? E allora si vede come costruire una cosmogonia non sia più affare per specialisti e il mito e la scienza abbiano in fondo la stessa funzione: permettere all’essere umano di trovare il proprio posto nell’universo, “consentire a tutti di fare proprio il grande racconto delle origini che la scienza moderna ci consegna, per capire le nostre radici più profonde e trovarvi spunti con i quali affrontare il futuro”. **

Fuga di morte

Sulla piazza principale di Beiping, capitale dello Stato di Dayang, un giorno compare un enorme escremento a forma di pagoda: un atto dissacrante, che fa esplodere le gravi tensioni sociali latenti da tempo, innescando un movimento di protesta guidato da poeti e intellettuali. Yuan Mengliu, giovane e rispettato poeta, vive però una crisi profonda. Da un lato si dimostra incapace di sopportare la violenza della rivolta e della sua repressione da parte del governo, dall’altro non riesce ad abbracciare gli ideali rivoluzionari della sua compagna Qi Zi, la quale si afferma invece come leader della protesta. Quando la ragazza scomparirà in circostanze misteriose, Yuan Mengliu, ormai abbandonata la poesia e diventato un chirurgo, si metterà alla sua ricerca. Dopo anni di viaggi, si ritroverà in un luogo sperduto chiamato Valle dei Cigni: un mondo utopico apparentemente perfetto che si rivelerà invece sottoposto a imposizioni ferree dall’alto, dove ogni aspetto della vita è regolamentato ai fini del benessere dello Stato, con tragiche conseguenze.
Rifiutato in Cina per il suo contenuto controverso e pubblicato per la prima volta in inglese, Fuga di morte rappresenta il coraggioso tentativo da parte della sua autrice di confrontarsi con l’eredità della protesta di Tienanmen e della sua aspra repressione. Sheng Keyi costruisce due immagini contrapposte di deriva totalitaria e, misurandosi con il tabù che aleggia sugli eventi del 1989, si afferma come una delle voci più interessanti della narrativa cinese contemporanea.
**«Sheng Keyi è una scrittrice coraggiosa e talentuosa. Il suo stile audace e stravagante è pieno di vitalità».
Mo Yan**
**«Sheng Keyi è un astro nascente della letteratura».
«The New York Times»**

Fuga da Auschwitz

**Un autore da 3 milioni di copie
Numero 1 in America**
**Ispirato a una storia vera
Una storia di coraggio straordinario**
La Germania che Jacob Weisz ha conosciuto e tanto amato non esiste più. Una nube nera l’ha avvolta, e ora il regime nazista e Adolf Hitler tengono in scacco l’intera nazione. Nel giro di pochi anni tutti i non ariani – e in particolare gli ebrei come Jacob – sono diventati i reietti del Paese. Weisz ha deciso di lottare con tutte le sue forze contro la dittatura ma, dopo un attentato fallito e una notte di inaudite violenze, si ritrova sul treno che deporta i prigionieri ad Auschwitz. A mano a mano che la terribile macchina dello sterminio viene messa a punto, Jacob realizza che può contare solo sulla propria intelligenza e saggezza per sopravvivere, e magari sulla clemenza di un Dio in cui però sente di non credere più. L’ultima carta che gli rimane da giocare è tentare la fuga, supportato nella sua missione impossibile da un prete francese, Luc, anch’egli deportato ad Auschwitz per aver già aiutato altri ebrei. Ma fuggire da quella fortezza sembra un’impresa disperata e senza possibilità di riuscita…
Ispirato a una storia vera, un successo mondiale da un autore da tre milioni di copie.
**Ispirato alla vera storia della più grande fuga da un campo di concentramento
Ha lottato per la democrazia, ma i nazisti gli hanno tolto ogni speranza e libertà. Adesso è giunto il momento di fuggire.
Due uomini, una sola possibilità, nessun margine d’errore.**
«Questo è il libro più toccante degli ultimi anni.»
**Publishers Weekly
Ai primi posti della classifica del New York Times**
**Joel C. Rosenberg**
Esperto di strategie comunicative, ha lavorato con i personaggi più influenti e provocatori del mondo, tra cui Steve Forbes e Benjamin Netanyahu. Ha collaborato in passato con il «World Magazine», e ora scrive per il «National Review». Con i suoi libri ha venduto circa 3 milioni di copie.

Freddo Come Il Ghiaccio

Geneviève Spencer, avvocatessa di Manhattan, aveva un disperato bisogno distaccare la spina. Solo un ultimo semplice lavoro – una breve sosta sullo stravagante yacht del miliardario Harry Van Dorn per fargli firmare delle scartoffie – e avrebbe raggiunto la giungla del Costa Rica per le meritate vacanze. Ma sotto la scorza del filantropo, Van Dorn nasconde un animo disturbato e violento, e Geneviève rischia di diventare la sua nuova vittima. Lo sa bene Peter Jensen, che veste i panni dell’assistente personale di Van Dorn, ma in realtà è un agente segreto con l’incarico di assicurarsi che il regno del terrore di Harry muoia con lui. Geneviève non aveva messo in conto di diventare un ostaggio su uno yacht dirottato, né tanto meno di sentirsi attratta da Peter. Ora lui dovrà decidere se rischiare di far saltare la missione pur di salvare la ragazza, o lasciare che lei diventi un danno collaterale…