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La casa della saggezza: L’epoca d’oro della scienza araba

Nel IX secolo il califfo abbaside di Baghdad, Abū Ja’far Abdullah al-Ma’mūn, creò uno dei centri di studio più imponenti che la storia umana abbia mai conosciuto, noto col nome di Bayt al-Hikma, La casa della saggezza. Jim Al-Khalili, con la sua usuale prosa avvincente, ci svela i nomi dei protagonisti di questa avventura meravigliosa: Abū Rayhān al-Bīrūni, Ibn al-Shātir, al-Khwārizmi, Ibn al-Haytham, al-Rāzi ed altri ancora. Dietro a questi nomi, per noi quasi sconosciuti, si nascondono le vite e le opere di scienziati che hanno di fatto posto le basi del mondo moderno.
L’autore ricostruisce con straordinaria perizia la storia di un’epoca nella quale menti geniali spinsero le frontiere della conoscenza così in là da plasmare le civiltà che seguirono, fino ai giorni nostri. Il suo libro è anche un tentativo di reintrodurre in Occidente un pezzo fondamentale di una cultura a lungo ignorata e in buona parte ancora da esplorare. Il pensiero scientifico e culturale occidentale è in debito, ben più di quanto comunemente si pensi, con ciò che realizzarono mille anni fa gli scienziati e i pensatori del mondo islamico, in un periodo che fu elusivamente descritto come una lunga Età Oscura, una penosa parentesi posta tra la grande civiltà classica greco-latina e il Rinascimento europeo. Si omette così, troppo spesso, di dire che per 700 anni la lingua internazionale della scienza fu l’arabo.

La Bugia di un Vicino (Un Thriller Psicologico di Chloe Fine—Libro 2)

“Un capolavoro del thriller e del mistero. Blake Pierce ha creato con maestria personaggi dalla psiche talmente ben descritta da farci sentire dentro la loro mente, a provare le loro stesse paure e fare il tifo per loro. Questo libro è ricco di colpi di scena e vi terrà svegli fino all’ultima pagina.” –Books and Movie Reviews, Roberto Mattos (su Il Killer della Rosa)   LA BUGIA DI UN VICINO (Un Mistero di Chloe Fine) è il secondo libro di una nuova serie thriller di Blake Pierce, autore del best-seller Il Killer Della Rosa (Libro #1, download gratuito), che ha ottenuto più di 1000 recensioni da cinque stelle.   Chloe Fine, 27 anni, agente nella Squadra Ricerca Prove dell’FBI, ancora sconvolta per le rivelazioni sul proprio passato, si ritrova catapultata nel suo primo caso: l’omicidio di una tata in un paesino di provincia all’apparenza idilliaco.   Immersa in un mondo fatto di segreti, coppie infedeli, artifici e finzione, Chloe si rende ben presto conto che chiunque potrebbe essere il colpevole. Nel frattempo, con suo padre ancora in carcere, è anche impegnata a combattere i propri demoni e svelare altri segreti, che minacciano di distruggerla prima ancora che la sua carriera sia decollata.   Thriller psicologico dall’intensa carica emotiva, con l’ambientazione intima di una piccola cittadina e una suspense mozzafiato, LA PORTA ACCANTO è il libro #1 in una nuova, avvincente serie che vi terrà incollati alle sue pagine fino a tarda notte.   Il libro #3 nella serie di CHLOE FINE sarà presto disponibile.

La Bambina Che Non Amava Il Suo Nome

Gerania vive a Istanbul, ha undici anni ed è una bambina intelligente e curiosa, che fa sempre tante domande ai suoi genitori e agli insegnanti. Ha proprio una bella parlantina, e i grandi fanno fatica a starle dietro! Le piacciono gli animali, la pallavolo, la limonata… ma non il suo nome! Quello non lo sopporta. Quando i compagni la prendono in giro, lei si rifugia nei libri. E il libro che le piace di più è l’atlante, che ha ricevuto in regalo dal suo papà. Un giorno, è proprio nella biblioteca della scuola che a Gerania accade qualcosa di straordinario. Tra gli scaffali, vede una strana sfera luminosa: si tratta di un globo magico, che la guiderà verso un viaggo indimenticabile. Siete pronti per un’avventura incantata a Lefastor, il Paese delle Leggende, delle Favole e delle Storie? Lefastor è un mondo speciale, che vive di fantasia e rischia di scomparire. Ma forse, Gerania e i suoi nuovi amici, unendo le forze, riusciranno a salvarlo…

La ballata di Mila

Due gang di criminali che si contendono il territorio veneto: quella dei Pugnali Parlanti, affiliata alle triadi cinesi, e una cosca locale che fa capo al sanguinario Rossano Pagnan. In mezzo a tutto questo una donna spietata e pronta a sparigliare le carte. Abbandonata dalla madre, violentata da una banda di criminali che le ha massacrato il padre, Mila Zago è una killer a sangue freddo, un’assassina definitiva. Cresciuta dal nonno sull’altopiano dei Sette Comuni secondo i codici di un’educazione marziale, è tornata dal passato per attuare una vendetta esemplare. Per far questo, nella più classica delle tradizioni, metterà cinesi contro veneti in un doppio gioco che ricorda un classico del cinema come *Per un pugno di dollari*. Forte di un ritmo sincopato e rapidissimo, di scene d’azione mozzafiato, di continui cambi di prospettiva e di un intreccio a orologeria, *La ballata di Mila* rinnova il pulp-noir italiano attraverso una storia sabot/age che riesce a indagare con attenzione il fenomeno della mafia cinese a Nordest e lancia nel mondo editoriale un nuovo personaggio femminile, formidabile e dirompente, che spezza le consuete geometrie narrative: Mila Zago aka Red Dread.

La «Repubblica dei matti». Franco Basaglia e la psichiatria radicale in Italia, 1961-1978

Nel 1961 Franco Basaglia assume la direzione del manicomio di Gorizia; nel 1978 la legge 180 decreta la chiusura definitiva dei manicomi in Italia. La battaglia per la riforma radicale dell’assistenza psichiatrica fu innescata dal rifiuto di pochi medici e amministratori locali di avallare gli orrori di una realtà spesso paragonata ai lager nazisti. Dal lavoro concreto per l’umanizzazione di un istituto meramente repressivo nasce una riflessione culturale e politica di vasta portata sui meccanismi dell’esclusione sociale e sull’idea stessa della malattia mentale. Nel clima febbrile degli “anni delle riforme” e del Sessantotto, libri come “Che cos’è la psichiatria?” e “L’istituzione negata” consegnano al Movimento, la realtà della lotta anti-istituzionale sul campo, mentre documentari televisivi come “I giardini di Abele” di Sergio Zavoli contribuiscono alla diffusione di una nuova sensibilità nell’opinione pubblica. Conclusa l’esperienza pionieristica di Gorizia, gli psichiatri radicali incontreranno a Trieste, Parma, Perugia, Reggio Emilia, Arezzo e in tante altre città italiane una nuova generazione di amministratori capaci di rischiare per le proprie convinzioni. John Foot ricostruisce questa complessa vicenda con appassionato rigore storico, documentando non solo i successi e i fallimenti ma anche le feroci controversie (esterne e interne) che inevitabilmente l’accompagnarono. E che ancora non si sono spente.

L’utopia della realtà

Come ha scritto Franca Ongaro nella nota introduttiva, si tratta di una scelta «fatta seguendo i passaggi dell’evoluzione teorico-pratica di quella che è stata l’impresa di una vita». Un’impresa che da un lato ha contribuito in modo sostanziale al profondo rinnovamento della cultura sulla follia e la malattia mentale, e dall’altro ha ispirato la promulgazione della celebre e discussa legge 180 del 1978, che ha radicalmente modificato l’assetto dei servizi di salute mentale in Italia. E proprio oggi che si parla di rivedere quella legge è di particolare interesse capire la posizione di Basaglia, maturata sperimentando un originale percorso di superamento del manicomio e di costruzione di risposte nuove alla sofferenza mentale. La sua è stata una lotta contro un’istituzione manicomiale drammaticamente inadeguata e contro un sapere psichiatrico che l’ha giustificata, ed è stata insieme una proposta di trasformazione della pratica dei «tecnici delle scienze umane», perché non si ripetano i «crimini di pace» che hanno segnato le società democratiche del Novecento.

L’uomo sbagliato. Il caso Barillà

Questo libro è il fedele resoconto, in forma narrativa, di una terribile storia vera. È la sera del 13 febbraio 1992. Un giovane imprenditore lombardo, Daniele Barillà, sale sulla sua auto, una Tipo amaranto, e si avvia all’appuntamento con la fidanzata, a Nova Milanese. Negli stessi minuti i carabinieri del Ros di Genova stanno inseguendo un carico di cocaina, nascosto su una Uno azzurra scortata da una Tipo amaranto. Alle porte di Nova Milanese la Tipo dei trafficanti si allontana; qualche minuto dopo i militari fermano la Uno e bloccano a pochi metri di distanza la Tipo di Barillà. Inizia così, negli stessi giorni in cui si scatena la tempesta di Mani Pulite, uno dei più gravi errori giudiziari della storia d’Italia.

L’Uomo Dei Sogni

È un’epoca buia quella dalla quale Jacques Coeur fin da ragazzo sogna di fuggire: la Francia in cui vive è una nazione devastata dalla Guerra dei Cento Anni, con la sua coda di massacri, violenze, carestie e malattie. Una società immobile dove l’ideale della cavalleria è stato rimpiazzato dai soprusi dei più forti, dove nessuno può uscire dal ruolo assegnatogli per nascita, dove l’incontro con il diverso è sempre guerra e mai ricchezza. Ma Jacques Coeur è un sognatore, un visionario, e ha tutta l’intenzione di realizzare grandi progetti. Per primo “inventa” il capitalismo moderno favorendo la crescita della nuova classe dei mercanti e dei borghesi che, assieme alle merci, faranno circolare il piacere, la pace e la libertà. In breve, attraverso la sua intelligenza e alla conoscenza dell’Oriente, da figlio di artigiano salirà ai più alti vertici del potere diventando banchiere del Re di Francia. Il mondo può essere migliore – pensa, e lotterà per fare del denaro e del commercio non più motivo di guerra ma uno straordinario strumento di benessere e di libertà. Ma i suoi nemici complottano per la sua disgrazia, e quando s’innamorerà della favorita del re, la sua vita sarà in pericolo e dovrà fuggire prima in Italia poi su un’isola greca. Come il nostro, quel Medioevo moribondo è un mondo che sta sparendo e che, attraverso un doloroso travaglio, darà vita a una società più prospera e felice: il Rinascimento. Una storia meravigliosa che pagina dopo pagina ci parla con grande intelligenza dell’attualità e dei problemi del nostro tempo.

L’uomo che scherzava col fuoco

Il segreto più grande di Stieg Larsson è rimasto chiuso per un decennio in venti scatole abbandonate in un deposito. Nel 2004, la morte improvvisa del geniale autore svedese ha interrotto anche quella che doveva essere l’inchiesta della sua vita. Perché prima di essere un grande narratore, Larsson è stato un giornalista, un investigatore che aveva scelto i movimenti di estrema destra come cuore delle proprie ricerche e che – dalla sera dell’omicidio del primo ministro svedese Olof Palme, il 28 febbraio 1986 – iniziò a intuire un micidiale teorema di connessioni. “Uno dei delitti più sconvolgenti di cui io abbia mai avuto l’ingrato compito di occuparmi” arrivò a dichiarare. Oggi il giornalista Jan Stocklassa, grazie al permesso esclusivo di aprire i venti scatoloni sigillati, riporta in vita l’ultima indagine di Larsson, un puzzle di affascinante complessità, il vero ultimo giallo dell’autore. L’omicidio di Olof Palme fu un evento di portata internazionale; l’uomo che sfidò a viso aperto l’apartheid del Sudafrica fu ucciso mentre rientrava a casa con la moglie dal cinema. Stoccolma, la capitale della civilissima Svezia, si tinse di rosso e il nero della matrice politica del delitto impregnò le sue strade. Un intrigo che rimane alle fondamenta della trilogia Millennium.

L’ultimo sospiro del Moro

Il Moro è l’unico erede maschio della ricchissima dinastia dei Gama-Zogoiby. Una casata che in India ha, da sempre, il monopolio del commercio delle spezie. E, da sempre, è segnata dal carattere forte delle sue donne. Il Moro lo sa fin troppo bene, lo ha sperimentato da quando Aurora, sua madre, l’ha costretto all’esilio. Aurora che, nei suoi imperscrutabili furori, svela attraverso magici dipinti i segreti della sua famiglia e del suo tempo, di un mondo che sta per sparire. Il racconto del Moro è quasi un testamento. È l’ultimo inno a una famiglia che non sa amare i suoi figli senza distruggerli, e a un paese che non sa amare il suo popolo senza soffocarlo.

L’ultimo patriota (Segretissimo)

Parigi. Un uomo forza la portiera di una Peugeot azzurra, avvia il motore e resta in attesa. Poco dopo una Mercedes si accosta e ne scende un altro uomo. Sono entrambi arabi. La manovra non sfugge all’occhio professionale di Scot Harvath. Seduto in un caffè con la fidanzata Tracy, sospetta un attentato imminente. Il suo istinto di ex SEAL e agente dell’antiterrorismo è sintonizzato su quel genere di segnali. E quando il secondo uomo verifica con una foto la probabile vittima designata e fa una chiamata al cellulare, Harvath sente di aver visto giusto. Un’autobomba esploderà entro pochi secondi e lui deve fare qualcosa. Ancora non sa che il bersaglio è un docente di storia, incaricato di recuperare un testo perduto che potrebbe sconvolgere gli equilibri geopolitici del mondo intero…

L’Ultimo Indizio

Date, fatti, parole, e soprattutto nomi. Ogni cosa raccontata in questo libro è realmente accaduta. L’attuale capo della Polizia Antonio Manganelli, Gilberto Caldarozzi e gli altri colleghi di Piernicola Silvis, dirigente della Polizia di Stato, sono i protagonisti autentici di questo “diario dalla trincea” nell’anno cruciale della guerra tra lo Stato e la Mafia, il 1992. I cadaveri di Falcone, Borsellino e dei loro agenti di scorta pesavano come macigni sulla coscienza collettiva del paese quando l’autore di questo racconto di trovò catapultato nell’indagine che portò alla cattura del numero due di Cosa Nostra, Giuseppe “Piddu” Madonia, intercettato durante una sua breve trasferta in Veneto. È una lotta contro il tempo quella di Manganelli, Caldarozzi e Silvis, per dare inizio al contrattacco in una stagione di terrore imposta alla Sicilia e all’Italia dal clan dei corleonesi. Così, mentre l’indagine prosegue col suo carico di tensione e pericoli, la vita privata di chi racconta va a rotoli. C’è da pedinare e appostarsi, intercettare e restare svegli, sudare freddo e aver paura, fino all’arresto del boss: una vittoria che riscatta in parte tante sconfitte precedenti, un obiettivo sospirato, costato sacrificio e sangue, che segnò l’inizio di una nuova speranza per il paese.