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La tempesta di cristallo

**Nubi minacciose si addensano sul cielo di Mytica, funesto presagio di un’imminente catastrofe. Le sorti del mondo sono nelle mani di tre giovani che hanno scelto strade diverse, ma sono uniti dal medesimo destino…**
Paelsia, Auranos, Limeros: dei tre regni un tempo floridi non rimane che un’arida landa di schiavi, governata col pugno di ferro dalla perfida Amara, che ha sottratto con l’inganno il trono a Gaius. Tuttavia il Re del Sangue non si è arreso, anzi ha già un piano per spodestare l’impostore. Ma ha bisogno di alleati. Così chiede aiuto a Cleo e Magnus per radunare attorno a sé l’esercito ribelle. Se Magnus è propenso a dare al padre una seconda occasione, Cleo è divorata dai dubbi. Possibile che il suo più acerrimo nemico sia l’unica speranza per la salvezza del suo popolo? Una sola cosa è certa: se Gaius vuole essere della partita, dovrà giocare secondo le sue regole…
Nel frattempo, la principessa Lucia ha raggiunto il Santuario, il palazzo di cristallo in cui dimorano i Guardiani, custodi del tempo e della magia. Quello che pensava fosse un rifugio si rivela però un luogo decadente e in rovina. Anche per loro, come per i mortali, il tempo sta per scadere: nuvole nere si addensano all’orizzonte, si prepara la tempesta di cui parla la profezia, la tempesta che porterà morte e distruzione in tutto il continente. Lucia è l’unica che possa fermarla. Eppure ben presto si renderà conto che ogni dono ha un prezzo, e quello per mantenere i suoi poteri potrebbe essere troppo alto…

La stagione della falce

Londra, 2059. Paige Mahoney, diciannove anni, è una sognatrice errante, una chiaroveggente e, nel suo mondo, Scion, commette tradimento semplicemente respirando. È per questo che lavora in segreto in una piccola cosca criminale alle dipendenze di un uomo di nome Jaxon Hall. Il suo compito: monitorare l’attività eterica della sua sezione per controllare gli altri veggenti. Ma in un giorno di pioggia la sua vita cambia per sempre. In seguito a un’improvvisa ispezione su un treno, Paige scopre di avere dei poteri molto superiori a quelli di una comune veggente. Aggredita, drogata e rapita, viene trasportata nella perduta Oxford, una città tenuta segreta per duecento anni, controllata dalla potente e spietata razza dei Refaim. Paige viene assegnata a un Decano, un Ref di una bellezza indecifrabile e terribile, e dai piani misteriosi. Lui è il suo padrone. Il suo allenatore. Il suo nemico naturale. Ma è anche l’unico che può insegnare a Paige come sopravvivere in questa prigione, dove altrimenti sarebbe destinata a morire… Una storia ammaliante e ingegnosa, un racconto di coraggio, eroismo e amore fuori dagli schemi: un’avventura verso la libertà e l’indipendenza. Il primo libro di una serie fantasy di una giovane brillante scrittrice che per la qualità della sua scrittura e la grandiosità della sua immaginazione è già stata paragonata a J.K. Rowling.

La Squillo E Il Delitto Di Lambrate

Milano, 1951. Margherita, una bella ragazza poco più che ventenne, è una ‘squillo’ di alto bordo in una casa d’appuntamenti milanese. Un giorno viene a sapere che un’amica d’infanzia è accusata dell’omicidio del suo fidanzato, il capo di una banda della ligera – così era detta la malavita milanese – di Lambrate. Incredula, Margherita è certa della sua innocenza e si improvvisa detective per scoprire il vero colpevole e togliere così dalla galera l’amica del cuore. Rubando il tempo all’esercizio della professione, che svolge con fantasia e notevole successo, la ragazza si imbarca in una personale e solitaria indagine clandestina, senza poter usufruire dei mezzi e dell’autorevolezza delle forze dell’ordine. Contando dunque solo sulla sua intelligenza e un naturale intuito investigativo, passo dopo passo, fra mille difficoltà, Margherita imbocca la strada giusta e scopre alla fine il vero assassino, che consegna su un piatto d’argento alla polizia.
In questo romanzo il lettore incontra personaggi davvero memorabili: accanto alla bella Margherita c’è l’astuta contessa che gestisce la casa d’appuntamenti di via Monte Rosa dove la nostra protagonista esercita la professione e i suoi altolocati clienti; ma anche Leonardo, il capo della banda della ligera di Porta Venezia, e poi una bellissima, giovane donna, sosia dell’attrice Silvana Mangano, pericolosamente attratta da chi lambisce la ‘cattiva strada’…
Un romanzo elegante e molto ben congegnato che conferma la maestria di Dario Crapanzano, uno dei più amati giallisti di oggi.

La spia improbabile

Gennaio 1944: mentre gli Alleati preparano lo sbarco in Normandia, i servizi segreti britannici sono impegnati in un complesso piano di depistaggio per confondere lo Stato maggiore di Hitler e convincerlo che lo sbarco avverrà nel porto di Calais. Ma, a poche settimane dal D – Day, affiora l’esistenza di una spia nazista vicina a scoprire l’inganno: una giovane donna disposta a tutto pur di trasmettere i piani degli Alleati. Come neutralizzarla? Come trasformarla in utile pedina? Sulle sue tracce si lancia Alfred Vicary, capo del controspionaggio. Se fallisce, sarà una catastrofe che stravolgerà l’esito della guerra. Ma Vicary deve anche guardarsi le spalle… Thriller incalzante, intenso, ricco di suspence e di splendidi personaggi.

La Spada E Il Fiore

**Un tenero fiore può piegare l’acciaio di una spada** Impavido, sfrontato, difensore degli oppressi e amante della libertà, Richard Torquil è il cavaliere più ammirato di Re Enrico II d’Inghilterra. Margaret, dama della Regina Eleonora, è considerata la lady perfetta. Le sue virtù sono innumerevoli: bellezza, grazia, riservatezza, intelligenza. In realtà la sua impeccabile condotta è una corazza che la protegge dal mondo e nasconde le sue fragilità. In cuor suo non ha mai dimenticato il giovane cavaliere errante che osò rubarle un bacio in riva al mare per poi scomparire dalla sua vita. Lei lo riconosce subito nel tenebroso, imprevedibile guerriero giunto a corte, che si diverte a provocarla e ignorarla, attrarla e respingerla in un gioco spietato. Ma forse capace di far cadere le reciproche maschere…

La sindrome di Atlantide. Tutte le ipotesi e le teorie

Tutte le ipotesi e le teorie che si sono accumulate fin dai tempi di Platone, e che tracciano un quadro chiaro e completo di ciò che Atlantide ormai rappresenta. Il nome e l’idea stessa di una terra chiamata Atlantide compaiono per la prima volta nei *Dialoghi* di Platone. Gli autori successivi che hanno parlato di questo ipotetico continente sommerso hanno sempre, nella sostanza, ripreso e commentato ciò che il filosofo greco aveva scritto prima di loro. Sin dai tempi antichi molti cercarono di individuare dove si trovasse Atlantide e, dopo la scoperta dell’America, fiorirono le teorie di chi volle associare l’Atlantide di Platone con il nuovo continente, individuando in essa la fonte scomparsa delle civiltà americane. In un’epoca più vicina a noi, nel XIX secolo, lo scrittore francese Jules Verne descrive Atlantide come una sorta di città classica, molto simile all’Atene di Platone, non troppo lontana dalle Colonne d’Ercole, denominazione usata nel mondo greco-romano per lo Stretto di Gibilterra. Benché Platone attribuisse a un terremoto la scomparsa di Atlantide, molti pensarono invece a un vulcano come causa naturale della sua scomparsa. Nel tempo sono state poi formulate le più fantasiose teorie, nelle quali le meteore possono prendere il posto dei vulcani, o le isole caraibiche trovare la loro originaria ubicazione vicino all’Africa. Questo libro esamina tutte le ipotesi che si sono accumulate fin dai tempi di Platone. Si occupa cioè della “Sindrome di Atlantide”, di quello strano fenomeno per il quale tutti sono affascinati dalla leggenda del continente perduto. 

La Scuola Salvata Dai Bambini

Chiunque abbia esperienza diretta della scuola italiana sa con quale velocità stia cambiando. E con il cambiamento, arrivano puntuali dubbi e paure irrazionali. Ogni anno, a settembre, ritroviamo le polemiche sulle scuole frequentate da molti bambini stranieri. Si parla di programmi rallentati e spazi condivisi, si creano dibattiti su qualunque scelta, dal menu della mensa al tema della recita natalizia, fino a parlare di “classi ponte”. Per farla finita con luoghi comuni e timori incontrollati, Benedetta Tobagi è andata a vedere cosa succede nelle scuole primarie: un viaggio che comincia ad Amatrice e percorre tutto il perimetro dello stivale, da Roma a Torino, da Brescia a Palermo, e restituisce un’esperienza umana straordinaria, rivelando tutta la ricchezza emotiva e culturale che le classi multietniche stanno portando al sistema scolastico italiano. Crescere e studiare in una classe mista permette di conoscere una porzione di mondo più grande: così uno dei momenti più attesi è la condivisione di storie legate al proprio Paese d’origine, e si impara a fare tesoro della diversità. Benedetta Tobagi racconta le piccole e grandi gesta di allievi e maestri che sanno come “accompagnarli senza imbrigliarli, senza condizionarli, senza togliere dalle loro ali di farfalla la polvere sottile che consente di prendere il volo”.

La scoperta della currywurst

In una piazza di Amburgo, sempre battuta dal vento, Lena Brücker aveva il suo chiosco e preparava una impareggiabile currywurst. E si raccontava che fosse stata proprio lei ad inventarla, quella ricetta così originale. Ma un bel giorno il chiosco di Frau Brücker è sparito, e anche quel sapore che è ormai diventato il sapore di casa, il sapore dell’infanzia. Lo scrittore si mette allora in cerca dell’anziana signora. Cieca e abbandonata, Lena vive in una casa di riposo fuori città. Lui le chiede di raccontargli la storia di quella strana scoperta. Ma si troverà ad ascoltare una storia di passione e amore, di guerra e diserzione, di mare e di vento.

La Scoperta Della Baronessa

Inghilterra, 1845 – A Kate, Baronessa di Allenay, poco importa che non le sia rimasta alcuna prospettiva di matrimonio. Con un castello da mandare avanti, una tenuta da gestire e una sorella di cui prendersi cura, non ha certo tempo per rimuginarci troppo né bisogno di complicazioni. O almeno così crede sino a quando, dopo averne causato la rovinosa caduta da cavallo, non offre ospitalità a un affascinante forestiero. Privato della memoria dall’incidente, l’uomo non sembra aver però dimenticato l’arte e il piacere della seduzione e, ben presto, Kate scopre che forse per una volta vale la pena correre qualche rischio… persino quello di innamorarsi. Ma cosa ne sarà di questi teneri sentimenti quando dai ricordi perduti che riaffiorano piano piano emergerà uno sconosciuto dal passato torbido e doloroso?

La scomparsa di me

Quante volte si può scomparire? O quante volte si può tornare a esistere prima di essere veramente scomparsi al mondo fisico? Il protagonista di questo romanzo ci parla da un dopo morte (una morte accidentale) che ha ancora legami con la vita. Ci parla in verità non direttamente, ma attraverso progressive e veloci “immersioni” in “ospiti” legati a lui in vario modo (emotivo, professionale, di sangue) grazie alle quali egli può raccontarci della propria esistenza, dei legami duraturi, di quelli fallaci, del destino che gli è stato negato, ma anche dei destini di coloro che lo ricevono in sé. Ogni immersione nell’altro avviene come una morbida invasione spirituale che non intacca l’esistenza del vivo ma, al contrario, dilata e rende più trasparente e visibile la vita appena troncata del protagonista. Ne consegue un meccanismo tutto incentrato sull’attesa dell’ospite che è il vero motore del racconto. Il personaggio che dice io è stato gallerista d’arte, consulente di aziende, consigliere finanziario, un geniale e multiforme uomo della modernità. Sappiamo che ha avuto due mogli, una compagna, tre figli, e sappiamo quanto decisivo sia stato (e continua a essere, quando entra in lei) il rapporto con Anna. Vero e proprio viaggio nell’interiorità, e autentica ricerca di una nuova definizione dell’interiorità, La scomparsa di me è un modernissimo teatro degli spiriti, un esercizio di polifonia esistenziale, un “gioco” che richiama l’infinita varietà dell’essere che il futuro delle tecnologie promette. È anche una paradossale dichiarazione d’amore per la vita, enunciata e resa evidente attraverso la moltiplicazione aritmetica dell’esistenza psichica, fino alla definitiva scomparsa di sé.

La saga di Earthsea

Ambientata in un mondo di arcipelaghi e di vasti oceani, I’affascinante Saga di Earthsea narra la storia di Ged, giovane pastore delI’isola di Gont che ha in sé misteriosi poteri e in futuro è destinato a diventare un grande arcimago, attraverso memorabili imprese.
Il racconto delle sue gesta è diviso in tre parti: Il mago di Earthsea narra le prime avventure di Ged, quando, ancora fanciullo, inizia a imparare l’uso delle arti magiche come apprendista al seguito dei grandi maghi dell’Arcipelago. Ged, che assumerà poi il nome di Sparviero, è destinato a divenire un grande domatore di draghi e un riverito arcimago, ma molti sono gli errori che commetterà spinto dal desiderio di imparare troppo in fretta; e infatti, I’uso poco saggio dei suoi poteri magici aprirà uno spiraglio nel mondo dei morti e farà comparire l’Ombra della sua stessa morte che cercherà di afferrarlo nella sua morsa e di annientarlo.
E in seguito, ne Le lombe di Atuan, egli dovrà intraprendere la ricerca della metà mancante del mitico anello di Erreth-Akbe, che fa parte del favoloso tesoro custodito nell’inaccessibile labirinto di Atuan, perché finché l’anello rimarrà diviso, Earthsea non potrà ritrovare la pace e l’unità. E infine, ne La spiaggia più lontana, Arren, il giovane principe della più antica casata di Earthsea, verrà ad awertire l’Arcimago Ged, ormai famoso presso tutte le genti, di un terribile flagello, owero la scomparsa della magia dalle terre del Nord. Per scoprire da dove venga questa minaccia, Ged e Arren partono per un viaggio che sarà una vera e propria odissea attraverso la miriade di isole e di popoli di Earthsea, fino a giungere all’ultima spiaggia a Selidor, I’isola all’estremità del mondo, dove risiedono i draghi ed ancora più oltre, in un luogo desolato da cui nessuno ha mai fatto ritorno.
L’allegoria che si cela dietro le gesta di Ged, ovvero il drammatico e irrinunciabile rapporto tra le forze della luce e quelle delle tenebre, permettono di,paragonare questo ciclo narrativo ai più grandi capolavori della letteratura fantastica, primo fra tutti Il Signore degli Anelli di J.R.R. Tolkien, perché, come afferma Ursula Le Guin: “I1 mondo e l’ombra, la luce e le tenebre sono un tutt’uno, i due poli dell’Equilibrio. La vita nasce dalla morte e la morte dalla vitanella loro opposizione esse rinascono in coniinuazione…”

La saga del lupo: volumi 1-3

Questo volume comprende: La magia del lupo, Il ritorno del lupo, Sulle tracce del lupo.

**.: La magia del lupo :.**

La magia del Lupo è il primo libro della saga. Narra di un giovane ragazzo, Torak, il quale perde suo padre a causa di un Orso demone. L’anima dell’orso è stata anticamente catturata dal nemico giurato del padre del ragazzo e dentro di essa risiede un demone che è intenzionato a distruggere ogni cosa della Foresta che Torak ama tanto. Il ragazzo si trova da solo al mondo e sopravvivere sarà una vera lotta. Prima di morire il padre gli fa fare un giuramento: Torak dovrà trovare la Montagna dello Spirito del Mondo. Torak incontrerà Lupo, un cucciolo che ha perso anche lui la famiglia e che si affeziona al ragazzo, di cui diventano amico. Un giorno andando a caccia Torak uccide un capriolo, che però si trova nel territorio degli uomini della tribù del Corvo, che catturano Torak. Tra di loro c’è Renn, che diventerà la migliore amica di Torak, dopo Lupo. Una profezia dei Corvi racconta che Colui che Ascolta sconfiggerà l’Orso demone: Torak è Colui che Ascolta (ha la capacità di parlare con i lupi) e per portare a termine il suo compito deve trovare i tre pezzi più potenti del Nanuak. Torak fugge per cercare la Montagna e Renn lo accompagna per accertarsi che compia il suo dovere. Durante il viaggio incontrano il Viandante, un vecchio della Tribù della Lontra che, impazzito, vive da solo in una valle, che suggerisce ai ragazzi dove potrebbe trovarsi il secondo pezzo del Nanuak. Alla fine Torak riesce a sconfiggere l’Orso, nonostante che il fratello di Renn, Hord, muoia tentando di rubare a Torak la gloria dell’impresa. Lupo, che aveva portato il Nanuak alla Montagna, rimane lì con un branco locale.

**.: Il ritorno del lupo :.**

Torak deve salvare la Foresta da una malattia. Questo lo porta sull’Isola della Foca, dove dovrà affrontare la rabbia del furioso Cacciatore solitario e la malvagità di piccoli esseri che si aggirano furtivi sull’isola, i tokoroth, i quali avevano portato la malattia nella Foresta. I tokoroth sono bambini demone, creati dai Divoratori di Anime, un gruppo di stregoni malvagi dispersi da un incendio: uno di essi è Tenris, lo Stregone della Foca (e fratello del padre di Torak). Torak si reca sulla costa per cercare la cura, e lì viene rapito da alcuni ragazzi della Tribù della Foca, che lo portano con loro alle Isole. Nel tentativo di provare ai suoi compagni che il tokoroth è sull’isola, Torak cade in una tranello del demone, una rete per le foche; mentre è sott’acqua, il ragazzo vede il mondo con gli occhi un pesce e ne prova le stesse sensazioni; viene salvato da Lupo e Renn, che però rimangono nascosti ai membri della Tribù della Foca Tenris inganna Torak promettendogli una cura in realtà inesistente. Il ragazzo, con Bale, Detlan e Asrif, si reca ai Picchi delle Aquile per cercare la radice di selik, il miracoloso rimedio. Per un incidente di percorso, Torak deve saltare in acqua dai Picchi, e prova le sensazioni di una foca. Lo stregone della Foca gli spiega che succede perché Torak è uno spirito errante, una creatura che nasce ogni mille inverni, le cui anime del nome e della tribù possono uscire dal proprio corpo e entrare in quello di altre creature. Tenris vuole impadronirsi del potere del ragazzo, ma con l’aiuto di Lupo, Renn e Bale, Torak riesce a farlo cadere in Mare, dove viene divorato dal Cacciatore a cui aveva ucciso il cucciolo. Di nuovo tra i Corvi, Fin-Kedinn, il capotribù dei Corvi, racconta a Torak e Renn dell’incendio che aveva disperso i Divoratori anni prima: era stato appiccato dal padre di Torak, che si era unito al gruppo quando ancora si facevano chiamare Guaritori e non erano malvagi; quando lo divennero, Pa’ aveva cercato di andarsene, ma i Divoratori non lo avevano accettato e avevano cercato di ucciderlo, riuscendoci con l’Orso demone.

**.: Sulle tracce del lupo :.**

Lupo viene rapito e Torak e Renn ne seguono le tracce fino all’Estremo Nord. Lungo il cammino incontrano nuovamente il Viandante, a cui una donna malvagia aveva rubato il fuoco. Torak decide di far errare il suo spirito in un corvo per trovare la pista dei rapitori, ma questo fa infuriare il vento. I ragazzi vengono salvati da una bufera di neve da un uomo della Tribù della Volpe Bianca, Inuktiluk. Le Volpi Bianche vogliono rimandare Torak e Renn nella Foresta, perché avevano visto che Torak stava per colpire un lupo, violando la legge delle tribù, che imponeva di non uccidere i cacciatori. I due ragazzi, aiutati da Inuktiluk e Akoomik, una donna delle Volpi Bianche, si dirigono verso l’Occhio della Vipera, dove si trovano i Divoratori di Anime. Torak prende il posto del figlio di Akoomik ed entra indisturbato nell’Occhio, per trovare Lupo. Scopre però che i Divoratori vogliono compiere un rito per sottomettere al loro volere i demoni dell’Altromondo, per unificare sotto un’unica legge le tribù e dominarle. Per raggiungere il loro scopo devono sacrificare i nove cacciatori: il gufo, la lontra, la lince, l’orso, l’aquila, la volpe, il lupo, il ghiottone e l’uomo. Torak fa errare il proprio spirito nel corpo dell’orso dei ghiacci e trova la prigione di Lupo, il quale è ferito e malato: per guarirlo dovrà tagliargli la punta della coda. Dopo una breve lotta contro i Divoratori di Anime, Torak, Renn e Lupo fuggono dalla caverna e i ragazzi proseguono via mare. Vengono però separati da una spaccatura nel ghiaccio: Renn si ritrova su un pezzo di ghiaccio galleggiante e Torak viene accecato dal bagliore della neve; viene poi trovato da Lupo, ma anche dai Divoratori; Seshru, la stregona della Vipera lo marchia con il simbolo dei Divoratori di Anime, un forcone a tre punte per intrappolare le anime, facendo in modo di poterlo richiamare a suo piacimento. Poi il gruppo si mette sulle tracce di Renn. Durante la lotta la ragazza aveva rubato l’Opale di fuoco, la pietra con la quale gli stregoni volevano controllare i demoni: il suo potere può essere neutralizzato seppellendo l’opale nella terra o nella pietra, con una vita in sacrificio. Nef, la stregona del Pipistrello si sacrifica però al posto suo, per estinguere il debito con il padre di Torak, che le aveva salvato la vita. Gli altri stregoni vengono dispersi dall’orso dei ghiacci, richiamato da Torak. Tornati nella Foresta, Fin-Kedinn racconta a Torak e Renn che il padre di Torak aveva appiccato l’incendio che aveva disperso i Divoratori ma durante esso aveva anche distrutto in tre pezzi l’opale di fuoco: quello che era stato seppellito con Nef non era quindi l’unico e la caccia ai Divoratori di Anime è ancora aperta.