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Lavoratori di tutto il mondo, ridete: la rivoluzione umoristica del comunismo

Rivoluzione, comunismo, utopia, tragedia, ma anche risate e satira. Dopo l’umorismo ebraico, Moni Ovadia racconta la grande epopea comunista attingendo al tesoro della diceria popolare, della canzonatura, dell’aneddoto, della storiella autodelatoria. La gigantesca macchina della retorica di regime mostra qui il suo volto irrimediabilmente patetico di fronte alla scheletrica guizzante intelligenza del motto di spirito.

Lavorare Con Microsoft EXCEL 2016

«La guida completa all’ultima edizione di Microsoft Excel, il foglio elettronico più usato nelle aziende e negli studi professionali» Il libro si rivolge agli utenti alle prime armi con Microsoft Excel. Si parte dai primi rudimenti per prendere familiarità con un foglio di lavoro fino ad arrivare, al termine, a farne un uso autonomo ed efficace. Non sono richieste particolari conoscenze, se non una minima capacità di muoversi in Windows. Con un accurato e graduale percorso didattico il libro accompagna il lettore alla scoperta di Excel, dalle funzionalità di base a quelle più complesse. Il lettore si troverà ad affrontare argomenti di livello intermedio/avanzato, che possono rendere il suo lavoro più rapido e produttivo. Studenti, impiegati, insegnanti, chi usa il computer per lavoro o per hobby potrà trovare un percorso semplice e veloce, ricco di esempi pratici, per familiarizzare con Excel. Nel libro troverai: – Interfaccia del programma e operazioni di base con fogli e cartelle – Inserimento e formattazione dei dati; gestione completa di celle, righe, colonne, riquadri – Uso pratico di formule, grafici e funzioni, comprese le nuove funzioni di Excel 2016 – Ordinamento dei dati e filtri – Funzionalità avanzate: tabelle pivot, scenari, modelli – PowerPivot, funzioni DAX e PowerQuery

Labirinti

Dopo le avventure narrate ne “Il volo del Pellicano”, il grafico Giulio Cortesi, investigatore dilettante, continua il suo cammino di avvicinamento agli ultimi Rosa+Croce viventi, risolvendo intricati enigmi grazie alla conoscenza dei simboli e a un gruppo di strani e divertenti amici.
Anche questa volta si imbatterà in un complicato caso di omicidio, tentando di scagionare dall’accusa un misterioso professore di storia dell’arte, che ha deciso di rispondere alle domande che gli vengono poste attraverso versi ermetici, disegni o riferimenti al simbolo del labirinto.
Per venire a capo dell’indagine e trovare una strada che lo porti fuori dal labirinto, tra le immancabili ricette, le opere d’arte e i manoscritti di alchimia, Giulio Cortesi individuerà una via d’uscita molto particolare.

La volatilità dell’amore

Cosa succede nella vita di persone adulte quando l’equilibrio che hanno costruito è messo a repentaglio dalla forza di un’attrazione amorosa più profonda di qualsiasi desiderio momentaneo o bisogno di gratificazione passeggero? Christian Eschenbach, unico abitante di un’isola minuscola del Mare del Nord, nelle lunghe sere che seguono il suo lavoro di birdwatching, vorrebbe coltivare quelle domande come un esercizio di distaccata meditazione. Ma quando Anna telefona a sei anni dalla sua fuga a New York e dice che verrà a trovarlo, lui deve confrontarsi con il passato che lo ha fatto sbarcare lì quasi come un naufrago. Era il titolare di un’azienda informatica a Berlino, il compagno di una fantasiosa designer di gioielli, un uomo che credeva di aver già fatto i propri errori e rinunciato alle vocazioni impossibili della giovinezza. Era un uomo sereno e appagato sino a quando non aveva conosciuto Anna, la moglie di un amico, la donna per cui aveva perso tutto e che ora vorrebbe tornare da lui per un’ultima volta. Uwe Timm, in questo luminoso omaggio alle Affinità elettive, tesse la storia di due coppie stabili – Eschenbach e Selma; Ewald e Anna – che si rompono e ricompongono in maniera imprevedibile. Ma soprattutto si tuffa, con tanta delicatezza di scrittura quanta finezza di osservazione, nel conflitto tra ciò che pensiamo giusto e ciò che s’impone al nostro desiderio, conflitto che può scatenarsi anche in un’epoca satura come la nostra; per seguire ognuno dei protagonisti in quelle ragioni del cuore che la ragione non conosce.

La voce del delfino

Tremilacinquecento anni fa il giovane Hylas, nato fuori dai confini di uno sperduto villaggio greco e per questo considerato un forestiero, viene aggredito dai terrificanti guerrieri neri. Feroci e assetati di sangue, i cosiddetti Corvi uccidono il cane del ragazzo. Ma cosa vogliono da lui? Non c’è tempo per le domande. Hylas fugge, perdendo di vista la sorellina Issi senza aver modo di sapere se sia viva o morta. Telamon, suo amico fidato e promesso sposo della coraggiosa e ribelle Pirra, gli propone di cercare Issi via mare per evitare il nemico. Incomincia così un viaggio avventuroso, insidiato da tempeste, squali, isole misteriose e amici che potrebbero tradire… Tranne Spirit, il delfino che gli salva la vita e lo conduce all’isola dove Hylas scoprirà il segreto dei Corvi e il proprio.

La Vita Con Mio Padre

Aleksandra Tolstaja, dodicesima figlia dello scrittore, nacque non voluta, in un momento di grande tensione coniugale. Alla mancanza di affetto che segnò la sua infanzia e la sua giovinezza rispose con una ferma, quasi ostinata, fedeltà alla persona e ai valori paterni. In questo libro – scritto dopo il trasferimento negli Stati Uniti, dove si dedicò al sostegno dei rifugiati politici – Aleksandra rievoca la sua tormentata storia familiare e soprattutto l’intenso rapporto con il padre, del quale diverrà segretaria e copista. Una fedeltà senza riserve ha reso Aleksandra la più intima testimone della contraddittoria grandezza di Tolstoj, fino ad accompagnarlo nella sua ultima fuga, interrotta dalla morte dello scrittore nella stazione ferroviaria di Astapovo. Il racconto procede con spietata esattezza per frammenti di vita quotidiana, dialoghi vividi e a tratti dolorosi, riflessioni illuminanti sullo sfondo di una nazione che sta per essere sconvolta da cambiamenti epocali. Lo sguardo di Aleksandra offre così al lettore un angolo irripetibile per osservare e comprendere la figura di Lev Tolstoj: genio, filantropo, educatore, padre sensibile ma possessivo.

La via di casa

**C’è una sola cosa, oltre la morte, cui nessun uomo può sfuggire. Il suo passato.**
A Three Pines, piccola cittadina del Québec, immersa nell’idilliaco sud dai paesaggi punteggiati di pini maestosi, è difficile che accada qualcosa. È qui che Armand Gamache sta vivendo gli anni della pensione, dopo una carriera come ispettore capo della Omicidi. Ma c’è qualcuno che viene a disturbare la sua quiete, fatta di letture colte e tranquille serate estive. Clara Morrow, la vicina di casa, famosa pittrice. Suo marito Peter, un artista anche lui, sembra scomparso: Clara ha un brutto presentimento e un grande bisogno di ritrovarlo. Per l’ex ispettore, lasciare Three Pines è uno sforzo sovrumano, ma alla fine accetta di aiutarla. Comincia così un viaggio alla ricerca di un uomo che diventa sempre più misterioso man mano che il tempo passa. Un viaggio che porterà Gamache fino all’area più desolata della regione, quella del grande fiume San Lorenzo, un posto talmente “dannato” che i primi marinai che vi capitarono lo definirono «la Terra che Dio donò a Caino». E lì, lontano da casa e sempre più vicino al cuore nero dell’uomo che sta cercando, Gamache scoprirà qualcosa che non avrebbe creduto possibile. Con la consueta bravura, dopo *L’inganno della luce* (Piemme, 2013), Louise Penny ci regala una nuova avventura del suo amatissimo ispettore, che è stata a lungo ai primi posti delle classifiche canadesi e americane. Una storia che ci trasporta in un luogo così calmo e immobile che fidarsi delle sue apparenze sarebbe davvero un errore imperdonabile.

La verità sul caso Ashlyn Bryant

**«Ti strega… Da leggere assolutamente.» Mary Kubica**
La giornalista Mercer Hennessey ha messo tra parentesi una carriera promettente per fare la mamma a tempo pieno. Nulla avrebbe potuto prepararla alla tragedia imminente: un incidente d’auto le ha portato via il marito e la figlia, distruggendo la sua vita. Il dolore l’ha condannata alla solitudine e l’ha intrappolata nei ricordi che le fanno rivivere costantemente la disgrazia. Ma l’editore di Mercer, Katherine Craft, vuole che torni al lavoro e cerca con insistenza di convincerla a impegnarsi in un nuovo caso. Mercer ha risposto sempre no, ma la storia di Ashlyn Bryant è diversa da tutte le altre. La donna è accusata di avere ucciso la sua bambina. E così Mercer accetta di seguire il processo, con l’impegno di pubblicare un libro a due settimane dal verdetto: una storia in grado di diventare un bestseller. L’opinione pubblica è già schierata a favore di un giudizio di colpevolezza, e a Mercer non resta che iniziare la sua personale ricerca della verità. Ma può davvero fidarsi del proprio istinto?
**Di ogni storia esistono tre versioni: la tua, la mia e quella vera**
«Ipnotico! Hank Phillippi Ryan ha superato sé stessa in questo thriller indimenticabile.»
**Lisa Gardner, autrice del bestseller *Sangue cattivo***
«La tensione aumenta in un crescendo man mano che l’autrice dà vita a una storia potentissima e inquietante. Da leggere.»
**Mary Kubica autrice del bestseller *Una brava ragazza***
«Scioccante.»
**Booklist**
«Questo libro riesce a ipnotizzare il lettore con una storia di improbabili alleanze e un letale gioco del gatto e del topo.»
**The Guardian**
**Hank Phillippi Ryan**
è una giornalista investigativa che ha ricevuto numerosi riconoscimenti sia come giornalista che come autrice di romanzi. Il «Library Journal» ha selezionato i suoi libri per tre anni consecutivi come i migliori dell’anno.

La Veranda

La storia di questo romanzo è essa stessa romanzesca. Scritto presumibilmente fra il 1928 e il 1930, quando Satta era un giovane avvocato intorno ai venticinque anni, il manoscritto fu presentato a un premio letterario. Uno dei giudici, Marino Moretti, se ne entusiasmò, tanto da pensare di aver scoperto una controparte italiana della *Montagna incantata* di Thomas Mann. Ma la giuria del premio non accolse la sua proposta, innanzitutto per la scarsa ‘sanità’ del romanzo, che lo rendeva improponibile – scriverà Moretti – «al troppo delicato, al troppo sensibile, al troppo spaurito pubblico italiano». Così *La veranda* non fu pubblicato. Passarono molti anni, Moretti smarrì la sua copia del manoscritto, Satta divenne un celebre giurista, infine scrisse *Il giorno del giudizio* , romanzo che sarebbe apparso dopo la sua morte, accolto come un grande libro e tradotto in varie lingue. Poi, all’inizio del 1981, il manoscritto della *Veranda* riappare in modo del tutto accidentale: era custodito nella cartella dei documenti di una causa. La «veranda» a cui accenna il titolo è quella di un sanatorio, nell’Italia settentrionale, dove è ospite il protagonista, un giovane avvocato. Intorno a lui non vi sono borghesi colpiti dal male canonico, ancora in quegli anni, per gli esseri sensibili, ma un campionario di relitti, provenienti dalle più varie zone d’Italia. Si ritrovano ogni giorno nella veranda del tubercolosario, uniti da una comunanza nella noia e nella paura. Non si chiamano neppure per nome, ma con quello delle rispettive città, come commilitoni della morte. È un mondo a parte, con i suoi riti, il suo gergo, le sue vittime, i suoi intrighi. Ed è anche il mondo in genere, ridotto alla miseria e ai sogni. Già dominato dalla tenebrosa visione che, a distanza di vari decenni, si dispiegherà nel *Giorno del giudizio* , Satta ci avvolge totalmente in quel mondo, con precoce sicurezza di narratore, disegna alcune figure memorabili, come quella di Melanzana, un pover’uomo che non riesce a morire ed è diventato il genio tutelare del luogo, e soprattutto ricrea con desolata asciuttezza una condizione sospesa, di «offensiva confidenza con la morte». Anche la storia d’amore che si intesse fra il protagonista e una malata del reparto femminile è oppressa da un senso di precarietà e terrore. Se pensiamo ai romanzi italiani di quegli anni, questo primo libro di Satta si distacca subito per la sua crudezza nell’avvicinare la realtà dolorante e insieme per il cupo lirismo che sottende l’evocazione.

La Vera Storia Del Naso Di Pinocchio

La terza indagine di Evert Bäckström L’omicidio di un equivoco avvocato di Stoccolma, un’anziana signora accusata di maltrattamento di animali e un gentiluomo con un catalogo di Sotheby sottobraccio aggredito nei pressi della corte. Il tutto collegato da un traffico di icone russe e oggetti d’arte, tra cui spicca uno splendido carillon con le sembianze di Pinocchio realizzato da Fabergé per lo zar Aleksej. Un oggetto prezioso che, dopo molti anni e varie peripezie, finisce in Svezia, prima a casa dell’avvocato assassinato e poi nelle tasche di Evert Bäckström. Il commissario più sgradevole, maschilista, corrotto e prevenuto di tutta la polizia di Stoccolma, riuscirà malgrado tutto a risolvere un caso decisamente complicato.

La vera essenza della vita

Harvard, 1912-1913. Di fronte a una folta platea di studenti universitari, rappresentanti ideali dell’Occidente, Rabindranath Tagore tiene otto conferenze basate sugli insegnamenti della sua scuola di Santiniketan. Il grande poeta indiano si fa interprete della propria civiltà e cultura isolando alcuni temi fondamentali ed eterni (l’amore, il lavoro, la bellezza) ed esplorando l’importanza che essi hanno avuto per i due mondi, quello in cui è nato e quello a cui si presenta. La sua voce è quella di una civiltà antica e affascinante, che si è posta le stesse eterne domande dell’Occidente e ha dato risposte complesse e suggestive: nessuno poteva illustrarle con più suadente autorità di Tagore.

La terza inquilina

Megan e la sua migliore amica Chloe hanno traslocato nella loro casa dei sogni, ma sono costrette a prendere una terza inquilina per riuscire a pagare l’affitto. Quando incontrano Samantha, gentile, affascinante, premurosa, si convincono che sia la persona perfetta per condividere l’appartamento e che tra loro potrebbe nascere una vera amicizia. Ma c’è qualcosa in lei che stona, e Megan è la prima ad accorgersene: all’apparenza disponibile e cordiale, Sammi inizia a manifestare inaspettati scatti d’ira e qualche segreto di troppo, chiuso gelosamente in una scatola di ritagli di giornali e vecchie fotografie. Chloe però è troppo presa dai suoi problemi di lavoro per rendersi conto che qualcosa non va: assorbita dall’allestimento di un importante spettacolo teatrale, ricomincia a essere tormentata dagli stessi problemi di ansia da cui Megan l’aveva salvata anni prima. E Megan, da parte sua, viene travolta da una passionale storia d’amore che non le lascia tempo ed energie per occuparsi dell’amica in difficoltà. È in questo spiraglio che lentamente si apre tra le due, fatto di incomprensioni e di attenzioni mancate, che Sammi inizia a insinuarsi, con un’abilità melliflua e inquietante. In fondo, né Chloe né Megan la conoscono davvero, ma ormai le hanno aperto la porta di casa, e l’hanno lasciata entrare. Non sanno cosa sta nascondendo. Non sanno cosa vuole davvero. Ma una cosa è certa: Sammi è lì per restare.