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Revolver

Angelica, ventotto anni di una vita devastata. Un corpo pieno di angoscia capace di scaricarsi solo in una sessualità promiscua e smemorata, fulminante come un colpo di revolver, conserva però una volontà verso la salvezza, verso una vita migliore.
Ce n’è solo un’altra simile a lei, Veronica, che, allo stesso modo di Angelica, è pronta a darsi al primo che passa e, ancor più di Angelica, è completamente scoperta, senza pelle, nel suo bisogno di dolcezza.
Le due ragazze vogliono cambiare e ci provano. Angelica mettendosi con Gianmaria, un piccoloborghese sussiegoso e mediocre. Veronica sposandosi con un delinquente che la imprigiona chiudendola di notte.
Un romanzo che ha qualcosa dell’atrocità delle fiabe. Una discesa all’inferno descritta con la prosa ritmata, ipnotica e trasgressiva di Isabella Santacroce.

Regina Nera. La Giustizia Di Mila

Un bosco sperduto del Trentino Alto Adige. Una bianca distesa di neve. Una donna torturata e uccisa a cui hanno cavato gli occhi. Mila Zago, cacciatrice di taglie per la BHEG, l’agenzia segreta per la sicurezza europea, viene incaricata di catturare l’autore del massacro. Ma procedendo nell’indagine, Mila scopre che la storia della donna uccisa s’intreccia con quella di Laura Giozzet, la prima candidata premier italiana: una donna che rappresenta una novità talmente sconvolgente per il sistema politico del Paese che qualcuno ha deciso di chiuderle la bocca a colpi di pistola, riducendola in fin di vita. In questo nuovo capitolo della sua Ballata, Mila si scontrerà con sette sataniche, politici corrotti e contro le più spietate e allucinanti sopraffazioni degli uomini. Con Regina nera, Matteo Strukul mescola il pulp al noir più cupo, quello di James Ellroy e Stieg Larsson, ripercorrendo le tracce di Ernst Theodor Amadeus Hoffman in compagnia di Joe R. Lansdale e Victor Gischler. Un sequel spettacolare.

Rebecca Town a Roma

Passione e mistero è il terzo romanzo della serie che ha come protagonista Rebecca Town, detta Becky. Una splendida newyorkese, modaiola, acuta, passionale, dal passato tormentato e scrittrice di guide turistiche. Ogni romanzo è ambientato in una città diversa, descritta come si confà a una guida: le tappe da non perdere, i locali più trendy ma anche quelli più defilati e che però meritano “una menzione”, i luoghi dello shopping, le strade, i cibi… Ogni luogo diventa così l’incantevole cornice ai misteri che Becky, detective per caso, si trova a risolvere. Una città, un delitto. E poi c’è la personale vicenda della nostra esuberante guida. Cupido aveva fatto scoccare la sua freccia nella romantica Parigi, e Becky e Ben erano entrati prepotentemente nella vita uno dell’altra. Si erano però lasciati male. A Londra una telefonata di Ben aveva schiarito il cielo sopra una Becky arrabbiata dopo l’inaspettata verità sulla morte dei suoi genitori. Nello scenario della caput mundi, al colmo della felicità per un sogno d’amore che sembra essere divenuto finalmente realtà, mentre è intenta ad ammirare la Cappella Sistina, un uomo si accascia privo di vita sotto gli occhi di Becky. All’apparenza una morte naturale. Le indagini sono presto ostacolate dall’alto, ma non sarà questo a rendere la nostra protagonista sempre più inquieta. Dubbi e paure pian piano l’assalgono, finché il suo fiuto da detective la mette di fronte a una scelta difficile, quella tra l’uomo che ama e l’amore per la verità. Quale dei due sceglierà Becky? Segui Becky su Facebook: https://www.facebook.com/pages/Becky-Town/268917576636358

Rebecca Town a Praga

Rebecca Town, detta Becky, è una splendida newyorkese, modaiola, acuta, passionale, dal passato tormentato e scrittrice di guide turistiche. Ogni romanzo è ambientato in una città diversa, descritta come si confà a una guida: le tappe da non perdere, i locali più trendy ma anche quelli più defilati e che però meritano “una menzione”, i luoghi dello shopping, le strade, i cibi… Ogni luogo diventa così l’incantevole cornice ai misteri che Becky, detective per caso, si trova a risolvere. Una città, un delitto. E poi c’è la personale vicenda della nostra esuberante guida. Dopo la sconvolgente scoperta sulla nuova attività di Ben, Becky viaggia alla volta di Praga. Anche qui, nel meraviglioso sfondo gotico della città boema, tra birra e balletti, la nostra protagonista si troverà invischiata in un terribile omicidio. Proprio mentre si sta godendo un’opera al prestigioso Teatro Nazionale, sulla scena finale si sente uno sparo. La vittima è la moglie di un importante filantropo praghese. Il caso si rivela fin da subito contorto. L’ispettore che si occupa dell’indagine vede in Becky un intralcio, ma lei non è una che si fa mettere i bastoni tra le ruote e troverà un amico in Pavel, un arzillo pensionato che l’aiuterà a districarsi tra le viscere della Città Vecchia. Basterà a distrarre Becky dalla sua tormentata storia d’amore? E il colpevole questa volta pagherà per le sue colpe?

Rebecca Town a Parigi

Il primo intricato caso di Becky segna l’esordio sulla scena del delitto di una splendida newyorkese, modaiola, acuta, passionale, dal passato tormentato e scrittrice di guide turistiche. Questo è infatti il primo di una serie di romanzi ambientato ogni volta in una città diversa, una città descritta come si confà a una guida: le tappe da non perdere, i locali più trendy ma anche quelli più defilati e che però meritano “una menzione”, i luoghi dello shopping, le strade, i cibi… Ogni luogo diventa così l’incantevole cornice ai misteri che Becky, detective per caso, si trova a risolvere. Una città, un delitto. Ma c’è anche la personale vicenda della nostra esuberante guida, che nel corso di ogni romanzo troverà l’amore, scoprirà la verità sulla misteriosa morte dei genitori e… chissà? A Parigi incontra il sexy Benjamin Green e l’ambigua Margareth Wallace, infilandosi in una spirale di cospirazioni che coinvolgono l’ambasciata americana. E mentre a New York la sua amica Jessie e la zia Cecil la crederanno al sicuro nella romantica città, Becky, con l’aiuto di un ispettore francese che tanto ricorda il celebre Poirot, risolverà il caso, grazie soprattutto alla sua intraprendenza. Segui la Pagina Facebook di Becky Town: https://www.facebook.com/pages/Becky-Town/268917576636358

Rebecca Town a Londra

Doppia indagine è il secondo romanzo della serie che ha come protagonista Rebecca Town, detta Becky. Una splendida newyorkese, modaiola, acuta, passionale, dal passato tormentato e scrittrice di guide turistiche. Ogni romanzo è ambientato in una città diversa, una città descritta come si confà a una guida: le tappe da non perdere, i locali più trendy ma anche quelli più defilati e che però meritano “una menzione”, i luoghi dello shopping, le strade, i cibi… Ogni luogo diventa così l’incantevole cornice ai misteri che Becky, detective per caso, si trova a risolvere. Una città, un delitto. Ma c’è anche la personale vicenda della nostra esuberante protagonista. Dopo il successo della guida viaggio su Parigi, la Writers & C. le affida una nuova meta turistica: Londra, una delle città più cool e trendy d’Europa. Londra è però la città natale di Becky, da cui è stata allontanata quando aveva quindici anni, in seguito alla morte dei genitori, e dove incontra il resto della sua famiglia. Qui riscopre i luoghi tanto amati da bambina, i fish and chips… Ma Becky non sarebbe Becky senza la sua curiosità innata che la trasforma in detective. Non si tratta solo di scoprire come sono morti i suoi genitori (è stato davvero un incidente?), un omicidio viene consumato proprio nel ristorante del futuro marito della cugina Emma. In suo aiuto verrà Luke Logan, intrigante figlio dell’ispettore. Riuscirà il giovane Luke a farle dimenticare il sexy Ben, che ha tinto di rosa il suo soggiorno parigino? Segui la Pagina Facebook di Becky Town: https://www.facebook.com/pages/Becky-Town/268917576636358

Rapaci: Il disastroso ritorno dello Stato nell’economia italiana

Un fantasma si aggira per l’Europa: quello del nuovo statalismo. Spinto dal vento della crisi che soffia dagli Stati Uniti, ha investito la Gran Bretagna, la Francia, l’Olanda, la Germania. E l’Italia? Nel nostro Paese quel fantasma è sempre stato di casa. Trasformandosi, negli ultimi anni, in una manomorta pubblica che ammorba l’economia. A cominciare dalle migliaia di imprese locali, controllate dai Comuni, dalle Regioni e dalle sempre più inutili Province. Società per fare autodromi di Formula uno, per amministrare le eredità lasciate ai ciechi, perfino per comprare agenzie di pompe funebri dai privati. Imprese locali dai bilanci traballanti che sponsorizzano profumatamente squadre di basket. Aziende comunali per gestire casinò e gioco d’azzardo. Per non parlare dello Stato centrale. Dove in vent’anni si sono sperperati più di 5 miliardi dei nostri euro nell’Alitalia. Dove si resuscitano società morte e sepolte soltanto per piazzare amici e famiglie. E ne nascono di nuove a ritmo continuo: per distribuire soldi pubblici allo spettacolo, per fare la carta d’identità elettronica, per realizzare centri benessere, perfino per affidare consulenze senza gare. Il tutto con la presenza, incombente e oppressiva, della politica nelle imprese pubbliche: migliaia di posti da occupare nei consigli di amministrazione, manager scelti in base alle parentele partitiche e stipendi d’oro indipendenti dai risultati e dal merito. Dimenticatevi le liberalizzazioni e le privatizzazioni che avrebbero dovuto spazzar via la politica dal mercato e offrire servizi migliori e più economici ai cittadini. Sulla ricca carcassa del nostro Paese volteggiano avidi i Rapaci delle vecchie e nuove famiglie del potere.

Racconti italiani 1966

Raccolta di racconti del Reader’s Digest italiano per l’anno 1968, con opere di Riccardo Bacchelli, Antonio Barolini, Alberto Bevilacqua, Alessandro Bonsanti, Piero Chiara, Giovanni Antonio Cibotto, Maria Corti, Massimo Grillandi, Primo Levi, Luigi Santucci, Leonardo Sciascia, Paolo Volponi

Quo vadis Europa?

Quale Europa stiamo consegnando alle nuove generazioni nate nell’ultimo decennio del XX secolo? Un’ Europa disunita, un’ Europa ancora meno centrale per i destini del mondo di quella degli anni Sessanta, un’ Europa timorosa del cambiamento, pronta a incolpare altri. Sarà anche un’ Europa più povera, dove le possibilità per i giovani di trovare lavoro saranno assai inferiori a quelle esistite nell’epoca aurea degli anni Sessanta e Settanta. Ma forse, se abbastanza persone domandano “Quo vadis Europa?”, una strada si troverà.

Quelli che non si vergognano di Gesù Cristo

Questo libro nasce dalla convinzione che la questione fondamentale del nostro tempo, per quanto riguarda il senso della vita umana, non sia se esista Dio, ma se Gesù Cristo sia chi dice di essere: il Figlio eterno del Padre che si è fatto uomo per salvarci. Giustamente l’apologetica cristiana, di fronte alle moderne e multiformi proliferazioni dell’ateismo, si è lungamente attestata lungo la trincea della dimostrazione dell’esistenza di Dio. Tuttavia non è questo lo specifico cristiano. L’esistenza di Dio, sia pure diversamente concepita, è un patrimonio solido dell’umanità, in quanto fa parte delle conquiste più elevate della sua cultura. Anche oggi, se dovessimo fare una statistica globale, non ci sarebbe dubbio che la grande maggioranza degli uomini crede per lo meno nell’esistenza di un Essere supremo.
Non c’è da meravigliarsi. Infatti Dio, pur essendo nascosto, ha lasciato le tracce della sua presenza nella bellezza e nell’ordine mirabili dell’universo. Non solo, ma ha impresso il suo sigillo nell’anima e nel cuore dell’uomo. Eliminare l’idea di Dio e cancellarne l’esperienza che l’uomo ne fa nella preghiera è impossibile.
Le ideologie atee sono condannate a cadere l’una dopo l’altra. Né i lager né i gulag e neppure i molteplici idoli della seduzione contemporanea sono in grado di cancellare la fame sempre risorgente di Assoluto che è radicata nell’intimo di ogni uomo.
Tuttavia sarebbe grave se un cristiano si illudesse di essere tale solo per il fatto di credere in Dio. Forse che non dicono di credere in lui anche i musulmani, gli influisti e persino i massoni? Non è d’altra parte una novità che Gesù Cristo sia stato condannato a morte perché accusato di bestemmia. Lui stesso ha affermato che i suoi seguaci sarebbero stati perseguitati e persino uccisi da gente che avrebbe creduto di rendere gloria a Dio. Indubbiamente un cristiano deve credere in Dio e metterlo al centro della sua vita. Ma nella prospettiva della sua fede Dio è il Padre di Gesù Cristo. La fede cristiana introduce nella vita intima di Dio, che è Santissima Trinità. Uno dei Tre, il Verbo, si è fatto carne nel grembo della Vergine Maria e si è fatto uomo. E lui che ci ha rivelato Dio. Non è possibile avere accesso a Dio, nella conoscenza e nell’amore, senza passare attraverso Gesù Cristo.
Lui solo è il Rivelatore del Padre e il Mediatore di salvezza. Nessuno può arrivare al Padre se non per mezzo del Figlio.
Sembra che oggi non pochi cristiani abbiamo smarrito il cuore stesso del cristianesimo che è Gesù Cristo, il Figlio di Dio, l’unico Salvatore del mondo, il Signore della storia e il Giudice dell’intera umanità. Si discute su Dio, ma non si fa riferimento a Gesù Cristo. Si disserta volentieri sulle tre religioni monoteistiche, quasi che ebraismo, cristianesimo e islam siano variazioni della medesima credenza. La conseguenza è che vacilla la fede nella divinità di Gesù Cristo, del quale il Credo afferma essere « Dio da Dio, Luce da Luce, Dio vero da Dio vero, generato, non creato, della stessa sostanza del Padre ». Eppure senza una fede piena ed esplicita nella divinità di Gesù Cristo non vi è cristianesimo. L’apostolo Giovanni non esita a bollare col nome di
«anticristo» chi, all’interno della comunità cristiana, nega la divinità di Gesù Cristo e la sua uguaglianza col Padre (cfr. 1 Giovanni 2, 22-23).
Giustamente l’apostolo Paolo ha colto l’aspetto « scandaloso » del cristianesimo nel fatto che il suo fondatore sia stato condannato alla morte di croce. Se pensiamo che cosa significasse il patibolo romano per la mentalità di quel tempo non vi è dubbio che davvero di scandalo si trattasse. Oggi invece la croce non scandalizza. Al contrario richiama sentimenti di pietà. La croce ha talmente permeato la cultura occidentale che oggi persino gli atei sono disposti a difenderla come segno di umanità e di civiltà. Non si dica però che quell’uomo appeso al patibolo era il Figlio di Dio. Si è disposti ad accettare che era un innocente, un utopista, un puro che il potere politico e religioso temeva e che perciò lo ha eliminato. Affermare però che quell’uomo è Dio, il Vivente, il Signore e il Giudice, questo fa inarcare le sopracciglia e scuotere la testa. Oggi più che mai lo « scandalo cristiano » consiste nel credere che Gesù è Dio. Troverai molti uomini inclini a credere nell’esistenza di Dio, ma assai meno disposti ad accettare la fede in Gesù Figlio di Dio. Questa fede è il cuore del cristianesimo e la testimonianza che il cristiano deve presentare agli occhi del mondo.
Il risveglio religioso del nostro tempo non è necessariamente un risveglio cristiano. Le religioni e le filosofie che contestano il cristianesimo non mancano affatto. Anzi, sono più agguerrite che mai. Si rimprovera al cristianesimo l’arroganza di pretendere che il suo fondatore sia Dio e l’unico Salvatore, mentre tutti gli altri leader religiosi sarebbero solo uomini. Forte è la pressione per collocare Gesù Cristo nella galleria dei notabili dell’umanità. La pretesa che quell’uomo sia Dio sarebbe una follia. Nella negazione di Gesù Cristo come Figlio di Dio e Salvatore del mondo trovano convergenza tutte le religioni e le filosofie del nostro tempo. D’altra parte nel pantheon romano erano inclusi tutti gli dèi, eccetto Gesù Cristo. Oggi si vorrebbe sistemare il Nazareno nel pantheon globale. Ogni religione sarebbe l’espressione locale, ugualmente vera e 2
valida, dell’unico Dio altissimo. Ipotesi che rischia di affascinare anche dei cristiani. Già oggi non sono pochi quelli che si vergognano del Figlio di Dio fatto uomo e della sua testimonianza. Domani, quando le scelte dovranno essere esplicite, potrebbero essere molti di più.
Noi cristiani crediamo che Gesù è il Signore della storia. La stessa avventura umana terminerà con la sua venuta sulle nubi del cielo con potenza e gloria. Tuttavia il Risorto è già con noi fino alla fine del mondo.
Egli è il Buon Pastore che ha cura delle pecorelle che ha creato ed è il Salvatore che vuole portarle al sicuro senza che nessuna di esse si perda. La storia umana, proprio nel momento in cui si affermano l’apostasia e la negazione, potrebbe prendere svolte inimmaginabili e riservare sorprese sconvolgenti. Per la prima volta nel suo lungo cammino l’umanità è a rischio di autodistruzione a causa di una scienza che tradisce Dio. Il futuro è a rischio e non si può escludere che accada l’irreparabile. In quel momento toccherà ai cristiani rimasti fedeli indicare all’umanità colui che deve invocare se vuole essere salvata. Allora gli uomini dovranno scegliere se credere o non credere al mistero di un uomo crocifisso che è il loro Dio e il loro unico Salvatore.

Quartiere Negro

Lo stranissimo mondo che gravita intorno al canale di Panama, un mondo preso tra le più diverse influenze, schiacciato e stirato da due continenti… Americani, negri, europei, meticci… le più strane professioni e le più diverse psicologie. Due sposini francesi piombano in questo caos, vi rimangono impaniati per un crudele gioco del destino.
Lui, colto, debole, sensibilissimo; lei, belloccia, piccola borghese, energica e pratica sotto i suoi modi da signorina di buona famiglia… Come se la caveranno? Il lento disgregarsi di lui nell’atmosfera del quartiere negro, l’egoistico e calcolatore adattarsi di lei, che rimane dovunque la provinciale francese inattaccabile dagli acidi più potenti, sono descritti da Simenon in pagine degne di un Conrad. Indimenticabile, nella sua buffa pateticità, il personaggio della negretta Veronica.

Quante volte ti ho odiato

**«Una delle migliori scrittrici americane.»
USA Today
*Over the top Series* **
Un viaggio con le amiche nel paradiso sciistico di Aspen: è proprio quello di cui Shay ha bisogno per dimenticare la rottura con il suo ex. E il fatto che, oltre alle piste da sci meravigliose e all’affetto delle amiche, ci siano bei ragazzi praticamente ovunque, di sicuro non guasta. Ma il sogno viene interrotto quando uno spericolato sciatore la mette al tappeto, travolgendola. La guerra è iniziata.
Kolton non ha esattamente idea di cosa in Shay lo faccia infuriare. Non solo fa fatica a rimanere lucido in sua presenza, ma la ragazza sembra avere la particolare capacità di fargli perdere la calma. Quando la rabbia si trasforma in una chimica esplosiva, i due verranno travolti dall’intensità di un’avventura che lascia a entrambi dubbi e insicurezze. Ma c’è qualcosa che va oltre l’odio e la passione, e Kolton e Shay, tra le scaramucce e i litigi, potrebbero scoprire di provare qualcosa di importante… Se solo riuscissero a smettere di detestarsi.
**Le regole dell’amore non seguono mai uno schema preciso**
«Una delle migliori autrici di romanzi New Adult.»
**USA Today**
«Questo libro è diventato uno dei miei preferiti di sempre e si è guadagnato un posto d’onore sulla mia libreria.»
**The Sisterhood of the Traveling Book Boyfriends**
**Kelly Siskind**
Si è trasferita nella regione Nord dell’Ontario, abbandonando la grande città, per aprire un negozietto di formaggi con suo marito. Quando non è impegnata ad aiutare in negozio o a camminare, passa il tempo scrivendo. È un’inguaribile romantica e divora qualunque libro con una storia d’amore. *Quante volte ti ho odiato* è il suo primo libro pubblicato in Italia.