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Intrecciati

Cricket è abituata a non fare affidamento su nessuno a parte se stessa. Svolgendo due lavori per permettersi di frequentare la scuola di infermieristica, non ha tempo per nulla a parte studiare e pagare le bollette. Quando tre cowboy sexy le regalano una notte indimenticabile, crede si tratti solamente di quello. Una notte.
Per Sutton, Archer e Lee, Cricket è la ragazza che si sono fatti scappare. Diamine, è Quella Giusta. Punto. Quando il destino la riporta tra le loro braccia, non si fermeranno di fronte a nulla pur di tenerla con sé.
Questo è il terzo libro della serie dello Steele Ranch. Se ti piacciono i cowboy sexy, tu (e Cricket) ve ne beccate tre in questo volume. Sono sexy, sanno esattamente cosa vogliono e niente li ostacolerà. Una lettura indipendente, si tratta di una storia tra una donna e tre uomini – gira tutto attorno all’eroina.

Il Tuo Bacio Tra Mille

Un’isola in inverno, una star affermata in piena crisi e una giornalista ostile danno vita ad un’imperdibile storia d’amoreGi� a quindici anni Federica ha scoperto che quella di Pablo Echevarr�a � solo una maschera, che indossa per un pubblico adorante, dietro la quale si nasconde un cinico mestierante, ma quando a ventisei anni la svolta professionale nella rivista Famosi arriva proprio grazie a lui, si vede costretta a mettere da parte i ricordi delusi di una fan adolescente, per stanarlo dalla lussuosa villa ad Ischia, dove Pablo, in profonda crisi, si � rifugiato dal mondo.L’uomo che incontrer� sar� completamente diverso da quello immaginato.Pablo ha la sensazione di conoscere Federica Bocci, la fastidiosa giornalista che il suo manager ha contattato per la stesura di un romanzo sulla sua vita, e lo strano astio di lei, a lui che � abituato all’adorazione delle donne, rafforza il sospetto che si siano gi� incontrati prima, anche se lei si ostina a negarlo, tenendolo a distanza. Prima o poi riuscir� a scoprire il suo segreto. Tutti ne hanno uno. Lui lo sa bene, perch� il suo � pi� grande di quello degli altri.

Il Testamento Di Anita Garibaldi

Il testamento di Anita Garibaldi è un monologo che il poeta Valentino Zeichen ha voluto dedicare alla compagna di vita dell’eroe dei due mondi, eroina a sua volta, immolatasi per la nostra patria. Nata in Brasile, e già impegnata nella difesa del suo paese, appena diciottenne e innamoratissima, aveva deciso di seguire Garibaldi in battaglia, diventando poi sua moglie e dandogli quattro figli. Un legame forte e indistruttibile che solo la morte poté spezzare. Nelle pagine di questo intenso e potente libretto, Zeichen ricostruisce gli ultimi momenti della vita di Ana Maria de Jesus Ribeiro da Silva, detta Anita. Nel 1849, nelle valli di Comacchio, durante la marcia forzata in seguito alla caduta della Repubblica Romana, morì incinta di cinque mesi a soli ventotto anni, undici dei quali passati accanto a Garibaldi che, in fuga verso la salvezza, fu costretto ad abbandonarne il corpo vicino a Ravenna.

Il Taoismo

Questo volume raccoglie una serie di lezioni tenute da Alan Watts fra il 1968 e il 1973, a cui parteciparono folle entusiaste e dal background culturale estremamente variegato: alcuni erano suoi allievi, altri erano incuriositi dalla filosofia del wu wei, il «non agire», altri inseguivano i venti della controcultura americana. In ogni caso tutti uscivano dai suoi seminari affascinati dal Tao e con la sensazione di poter riappacificare il pensiero occidentale con quello orientale. Il grande Tao scorre ovunque, verso sinistra e verso destra. Ama e nutre tutte le cose, ma non si comporta da padrone nei loro confronti. Il Tao è il processo, è il fluire, comprende l’essere e il non essere, e non si può descrivere. Il Tao è ogni cosa in trasformazione costante ed è inafferrabile. Se si è capito questo le grandi domande − chi sono? qual è il mio destino? perché sono qui? − cessano. Ciò che rimane è la spontaneità: seguire il «corso d’acqua» senza ostacolarlo, seguire la strada della minor resistenza. Lao-tzu disse: «Il Tao non fa nulla, ma nulla è lasciato non fatto».

Il Tao della filosofia

Chi sono? Cos’è l’universo? Che posto occupo in esso? Questi sono gli interrogativi a cui Alan Watts cerca di rispondere, prendendo le mosse dal taoismo e da altre tradizioni filosofico-religiose dell’Asia (come il buddhismo e il vedānta) e mettendo in dialogo Oriente e Occidente. Negli otto testi che compongono questo volume – e in cui vengono affrontati, di volta in volta, argomenti differenti, quali l’io e la coscienza, il cosmo, Dio, il pensiero, il linguaggio, ecc. – si delinea la profonda differenza che esiste tra il modo di sentire occidentale, incentrato sul dominio sulla natura e sulla separazione tra uomo e ambiente, e quello orientale, maturato all’interno di culture che non intendono esercitare un controllo assoluto sul mondo e per le quali la separazione dell’individuo da ciò che lo circonda è solo un’illusione. Nel modo brillante, coinvolgente e spesso ironico che gli è proprio, Watts ci esorta a ripensare la nostra vita e, soprattutto, il nostro rapporto con l’universo, invitandoci a non sentirci stranieri in esso, ma parte integrante e armonica del Tutto.

Il Signor Figlio

“C’è un libro bellissimo in cui si immagina che il poeta non sia morto nell’epidemia di colera a Napoli, ma si sia trasferito a Londra sotto falso nome. Naturalmente le cose non sono andate così, ma con un pizzico di coraggio in più forse ne sarebbe venuto un film non solo buono, lodevole e coraggioso, ma strepitoso”Margherita Oggero a proposito del film di Mario Martone su Leopardi, Il giovane favoloso.“Jack” Leopardi, nella sua eschilea lotta con Monaldo, di cui si tace l’esito scontato, è soltanto uno dei centri di questo poligono di tiro letterario, che strozza per suspence e traveste la tragedia con una patina steam, inventandosi un Ottocento filologico che sorpassa di gran lunga la verisimiglianza… Ho scritto che si tratta di un romanzo e ho volutamente sbagliato: questo è un coacervo studiatissimo di scatole cinesi in cui la centrale, la più piccola, contiene tutte le altre, compresa l’esterna. E, elemento non trascurabile, quella di Zaccuri è la lingua più bella della letteratura degli ultimi anni…Giuseppe GennaRomanzo fantastorico, dotto come un saggio, incalzante come un feuilleton.Giuseppe ScaraffiaA mescolarsi sono realtà e finzione, verità storica e invenzione in un procedimento per cui solo attraverso il falso ci si avvicina a un frammento comunque significativo di verità.Renato MinoreFantasticheria di uno scrittore colto su letteratura e vita, sul tempo come eterno presente, sull’angoscia tra nascita e morte.Giovanni PacchianoAl di là delle contingenze storiche, il romanzo di Zaccuri è un libro sul disperato bisogno dei figli di sentirsi dire queste semplici, complicatissime, parole: TI HO CAPITO, HAI RAGIONE TU.Leonardo Colombati“Anche in formato elettronico i libri seguono il loro destino. Finora quello del Signor figlio non è stato disprezzabile: pubblicato nel 2007, finalista al Campiello di quell’anno, raccolse critiche generose e qualche comprensibile riserva. Fu considerato, in ogni caso, un contributo originale alla comprensione dell’opera e della figura di Giacomo Leopardi. Si ripresenta oggi in e-book (con minime variazioni rispetto all’originario testo a stampa) mentre al cinema riscuote grande interesse Il giovane favoloso di Mario Martone, che della vicenda biografica di Leopardi offre una ricostruzione decisamente più affidabile di quella proposta dal mio romanzo. Nel film, tuttavia, la morte del “povero Jack” non viene mostrata. Mi piace pensare che questa circostanza renda in qualche modo plausibile l’eventualità di un sequel.”Alessandro Zaccuri

Il Significato Della Felicità

A suo agio sia nel pensiero cristiano ed ebraico, sia nelle dottrine induiste, buddhiste, taoiste e zen, Alan Watts esplora in questo libro il significato della felicità intesa nel senso aristotelico o tomistico del vero fine o destino dell’uomo. Che la si intenda come unione con Dio, armonia con il Tao, liberazione o ‘nirvana’, non è frutto dell’azione o di un atto di volontà, quanto di un’esperienza interiore dello spirito.

Il Senso Del Limite (Nero Rizzoli)

**NERO RIZZOLI È LA BUSSOLA DEL NOIR FIRMATA RIZZOLI.**
Spesso le ragioni della politica esigono prezzi altissimi. Quando Dino Lorenzi, il sindaco di Pordenone, viene trovato morto nel suo ufficio in un’umida alba di novembre, sembrano non esserci dubbi: si tratta di suicidio. Ma dove sono finiti il computer e i cellulari del sindaco?
In Comune si respira un’aria pesante e sono troppi i dettagli che non tornano, tanti i particolari che non convincono un segugio come il commissario Vidal Tonelli. Inflessibile e brusco, diviso tra il ricordo della moglie morta e la passione per due donne diverse come il giorno e la notte, Tonelli è uno di quei poliziotti che amano la propria terra e soffrono nel vederla soffocata dal cinismo. Perché dove muoiono i sogni, nasce il delitto. Scivolando tra le pieghe dei social network, i banchi del mercato e i tavoli delle vecchie osterie per tastare il polso della gente, il commissario intraprende un viaggio in una città lacerata, divisa tra passato e modernità, che fatica a risollevarsi dalla crisi industriale e subisce il trauma di una morte eccellente, capace di terremotare gli equilibri di potere.
**Gianni Zanolin interroga i fantasmi di chi decide di giocare al gioco della politica** , l’arte del possibile trasformata in difesa dei più forti, per la quale non sono previste riconoscenza o amicizia e tutto il resto è solo colpevole ingenuità.

Il rumore delle cose che cadono

Non appena fa la conoscenza di Ricardo Laverde, il giovane Antonio Yammara intuisce che nel passato dell’uomo si nasconde un segreto, forse anche più d’uno. La curiosità si trasforma in vera ossessione il giorno in cui Ricardo viene assassinato sotto gli occhi di Antonio, che a sua volta rimane gravemente ferito. Spinto dallo spasmodico bisogno di andare al fondo di quella brutale esecuzione che ha segnato per sempre anche la sua esistenza, Antonio comincerà a scavare nella vita di Ricardo, portando alla luce un passato legato a filo doppio con il destino di un Paese intero: la Colombia d’inizio anni Settanta, alle prese con l’ascesa del narcotraffico.
Premiato nel 2011 con l’Alfaguara, *Il rumore delle cose che cadono* prende le mosse dalla breve vicenda di un’amicizia impossibile per restituire, sul fragile filo della memoria dei suoi protagonisti, la commovente storia di un amore e il drammatico affresco di una nazione segnata dalla violenza.

Il rivoluzionario

All’alba della Liberazione, dopo lo scempio della seconda guerra mondiale e quando ancora scorreva il sangue della lotta antifascista, un’intera generazione di uomini e donne ha creduto di poter cambiare il mondo. Ha creduto invano di poter essere protagonista di una rivoluzione poi ricondotta dentro gli argini fragili della dialettica politica tra i partiti. Ma a qualcuno quegli argini andavano stretti. A uno come Oscar Montuschi, per esempio, che dopo aver combattuto da partigiano a vent’anni, sente il diritto di avere un futuro da protagonista, magari con Italina, la bella figlia del Cavazza, un comunista che ha speso la vita per la causa. Lei, donna concreta, singolare impasto emiliano di etica cristiana e dottrina socialista, è il perno di una famiglia povera ma ansiosa di riscatto sociale che, in una Bologna distrutta, ripone nel più grande partito comunista dell’Occidente la speranza in un avvenire dignitoso. Ma a Oscar proprio la gerarchia di quel partito, la sottomissione alla realpolitik e i compromessi travestiti da perdono ben presto iniziano a stare stretti. A lui pare che l’incarnazione dei suoi ideali sia nello spirito cooperativo, in un’organizzazione del lavoro in cui tutti sono contemporaneamente padroni e lavoratori senza più contrapposizione. Un sogno egalitario che Oscar coltiva per la vita intera e che tenta di realizzare nella Bologna della ricostruzione prima, nella Mosca poststaliniana poi e infine nell’Africa rivoluzionaria all’indomani del crollo degli imperi coloniali. Ma il sogno è una chimera che ogni volta si sottrae lasciando una scia amara, una linea d’ombra che il protagonista attraversa solitario sacrificando briciole di cuore e di anima. Dalla guerra partigiana al socialismo reale, fino al terrorismo e alle bombe nelle piazze, il gelo della disillusione trafigge Oscar. Per lui la rivoluzione non è un pranzo di gala, ma un pasto amaro. Un grande romanzo italiano, il coraggioso e provocatorio affresco della prima repubblica raccontato attraverso le vicende di un uomo comune. Un libro unico, nel quale la Storia è raccontata dal basso, in tutta la sua travolgente ineluttabilità. Una storia di uomini e donne che non rivede solo il passato, ma legge con lucidità anche il nostro presente.

Il Re

Dopo aver rifiutato per secoli di succedere al padre, Wrath è pronto a salire sul trono del Re. La sua Beth è sempre accanto a lui, ma il peso della corona lo logora, allontanandolo giorno dopo giorno dalla sua passione, dal suo amore. E mentre l’intera comunità dei vampiri è minacciata dalla guerra contro i nemici di sempre, i temibili lesser, e dal potere sempre più forte della Banda di Bastardi, Wrath, “il Re Cieco”, è costretto a fare scelte che mettono a rischio l’incolumità della sua stirpe. Eppure lui è l’unico a poter guidare verso la salvezza i confratelli. Ma a quale prezzo? L’ultimo, travolgente capitolo della saga dei vampiri della Confraternita del Pugnale Nero, che tra destino e desiderio si ritrova al confronto finale con la propria tormentata eredità del passato.

Il Primo Ministro

*Il Primo Ministro* appartiene al secondo dei cicli di Trollope, i *Palliser novels*. Il primo, il Ciclo del Barset, si svolgeva nelle dimore e nelle canoniche di campagna, questo invece è il ciclo londinese, e nessuno come Trollope, maestro dell’usuale (come diceva Henry James) sa parlare della Londra delle classi dirigenti dei suoi tempi. Soprattutto dei due fuochi che accendono le passioni cittadine: questo è il romanzo della politica e dell’amore.