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La Spagna Delle Tre Culture

Per oltre otto secoli, dal 710 al 1492, tre culture – cristiana, islamica, ebraica – convissero in Spagna tra tensioni e scambi fecondi, incomprensioni e reciproci arricchimenti. La storia narrata in questo libro non è solo quella di incontri o scontri tra religioni, bensì, soprattutto, quella di come si definirono le diverse identità della penisola iberica e di come tali identità guardarono a ciò che percepivano come diverso e insieme, inevitabilmente, prossimo.
La storia della diversità è molto più complessa di quanto non lascino intendere i luoghi comuni: l’idea di reconquista, di scontro continuo e sanguinoso tra cristianità e islam, come pure l’immagine mitizzata di al-Andalus come miracoloso spazio del dialogo e dell’incontro tra le tre religioni non sono altro che una semplificazione, fatta ideologicamente e a posteriori, tra una molteplicità di punti dei vista possibili. La ricostruzione dei complessi, fluidi e contraddittori rapporti tra i fedeli delle tre grandi religioni è possibile solo all’interno di un racconto che interroghi con scrupolo e onestà opere letterarie, poesie, testi giuridici, storici e geografici.
Anche dopo il 1492, quando fu conquistato l’ultimo baluardo islamico in Spagna e gli ebrei vennero cacciati, queste differenti identità – pur se ufficialmente scomparse – rimarranno nella memoria collettiva e istituzionale, in quelle parole ad esse legate che continueranno a far sentire la loro presenza, invisibile e ingombrante. Fino a un oggi in cui l’invenzione delle differenze è diventata, per la prima volta, una vera necessità culturale e politica.

La Saga Del Dominio – 3. L’Isola Del Santuario

Myra è stata la guerriera prediletta di Acrab, condottiero e inventore. Lui l’ha cresciuta, è stato il suo mentore, il suo protettore… e l’assassino di suo padre.
Acrab vuole conquistare il Dominio delle Lacrime, abbattendone i regni grazie al suo esercito di reietti e alle sue invenzioni, capaci di distruggere intere città. È disposto a tutto pur di riuscire a imporre la sua giustizia, anche a usare gli elementali come combustibile per le sue macchine mortali. E Myra è l’arma finale per la sua conquista. Deve trovarla per catturarla e piegarla ai suoi scopi. Ma qualcosa lo frena, l’amore che prova per lei, e che rischia di portarlo alla rovina.
Myra vuole ridare l’equilibrio al mondo, liberando gli elementali dalla schiavitù dei maghi Camminanti, riportando pace e armonia. Per lei Acrab è il nemico da fermare e uccidere, ma ogni volta che si è trovata di fronte a lui non è stata capace di resistere alle sue parole.
Alle sue carezze…
Adesso, la loro guerra sta arrivando alle battute finali. Mentre Acrab con la sua fortezza volante sta abbattendo gli eserciti nemici e si avvicina alla vittoria finale, Myra ha scoperto il luogo dove i suoi poteri si riveleranno nella loro pienezza. L’isola di Kathernesos, uno dei luoghi dove le energie dei Primi sono ancora presenti, dove la magia della Luce è ancora attiva. Ma dovrà arrivarci prima che i soldati di Acrab la fermino, e prima che la nuova vita che sta crescendo dentro di lei le prosciughi tutte le forze…

La Rivincita Del Magnate

Dopo sei anni, Damien Sauer è tornato a Minneapolis da uomo di successo. E per rendere il proprio trionfo completo, deve fare un’ultima cosa: vendicarsi di Tess York, la donna a cui aveva donato il suo cuore, che lei ha calpestato senza pietà. Quando scopre che Tess è socia della No Ring Required, per costringerla a passare del tempo con lui la assume come moglie in affitto e le ordina di restaurare un vecchio cottage, per loro denso di ricordi, per poi demolirlo davanti ai suoi occhi. Lei non può fare altro che accettare, ma se Damien crede che andrà di nuovo a letto con lui… ebbene, scoprirà che non è una donna disposta a farsi comprare da nessuno.

La ragazza dagli occhi di carta

Un uomo vaga sul ciglio di una strada in montagna, i suoi abiti sono sporchi di sangue, nel suo zaino viene trovata una mano mozzata con un anello e la foto di un volto di ragazza con due ellissi di carta sugli occhi. Teresa Battaglia, commissario di polizia a Udine, si butta anima e corpo sul caso. Ma sono troppe le cose che non quadrano: un uomo in stato confusionale da cui non riescono a sapere nulla e lo spettro della pazzia in un caso di omicidio. E se, invece, la ragazza non fosse ancora morta e ci fosse tempo per salvarla? Ma il tempo, a Teresa, divorata dal diabete e da una malattia che le rosicchia giorno dopo giorno frammenti sempre più ampi di memoria, è l’unica cosa che manca.
Un thriller psicologico di grande atmosfera, dai risvolti psicologici inquietanti.
Con “La ragazza dagli occhi di carta” Ilaria Tuti, astro nascente della narrativa di genere italiana, è arrivata finalista al Premio Grado Giallo 2015.

La ragazza cancellata

«Senza le famiglie, non ci sarebbero storie.» Ed è proprio dal passato della famiglia di Bart van Es che emerge una storia mai raccontata prima: la vicenda di **Lien** , una **bambina ebrea** che i nonni dell’autore accolsero in casa loro durante l’occupazione nazista, crescendola come se fosse una figlia, ma con la quale misteriosamente interruppero ogni contatto molto tempo dopo la fine della guerra. Che cosa ne era stato di Lien, e quale era stato il motivo di quello strappo? Che cosa impediva di pronunciare perfino il nome di Lien, bambina cancellata dalla memoria? Inizia così la ricerca dell’autore, un **viaggio nei ricordi personali e del suo paese d’origine** , l’Olanda, che lo porterà a esplorare il periodo più buio del secolo scorso e le contraddizioni nascoste in seno alla sua stessa famiglia. Scoprirà che Lien è viva e abita ad Amsterdam, e dal loro incontro nascerà un’amicizia speciale e profonda. Nel raccontare la sua storia Van Es non tace sulle sofferenze che Lien ha patito durante la clandestinità, affidata a adulti non sempre limpidi nei loro propositi, né sul lungo percorso che, come molti altri sopravvissuti alla **Shoah** , ha dovuto affrontare anni dopo la fine della guerra per trovare un senso a tutto il dolore vissuto.

La piccola biblioteca con le ali

Bobby non crede che le cose che succedono nei libri possano capitare anche nella vita. Sarà che i pochi romanzi presenti in casa sua sono stati nascosti dal padre in soffitta; o che è passato un bel po’ di tempo da quando sua madre gli raccontava le favole – anche se Bobby ha solo dodici anni. Da quando sua madre è sparita, lui non fa che archiviarne le tracce rimaste. Catalogare e contare, è questo che gli riesce meglio, mentre passa il tempo a nascondersi dai bulli della scuola e dalla specie di famiglia che gli resta: un padre che beve troppo e la sua nuova fidanzata dal look ossigenato. Fino al giorno in cui incontra Rosa – una ragazzina sola, «diversa» e collezionista come lui – e sua madre, Val, che fa le pulizie in una biblioteca ambulante. È grazie a loro che, in un’estate indimenticabile, Bobby scopre la magia dei romanzi: le tante finestre che possono aprirgli sul mondo, le mille avventure che possono fargli vivere. E alla fine dell’estate, quando Bobby si ritrova nei guai col padre e Val rischia di perdere il lavoro, la biblioteca diventa la loro unica salvezza. A bordo di quello scrigno di storie, fuggiranno in cerca di una vita migliore. Uniti come una famiglia vera. Protagonisti di un’avventura che saranno loro a vivere, giorno per giorno, come in un romanzo di cui non potranno conoscere il finale fino all’ultima pagina.

La Notte, Di Là Dai Vetri

« *Attualmente il miglior autore di gialli di qualità.* »
**il Venerdì di Repubblica – Corrado Augias**
« *Tuzzi si dimostra un maestro.* »
**Corriere della Sera – Ranieri Polese**
« *Il commissario Melis può contare su una schiera di lettori affezionati. Forse perché somiglia in qualcosa a Maigret.* »
**la Repubblica – Leopoldo Fabiani**
« *Tuzzi è bravissimo… Lo vediamo in cima a una nostra ideale classifica dei giallisti italiani.* »
**Il Sole 24 Ore – Giovanni Pacchiano**
La notte, quando il buio e il silenzio sembrano favorire il delitto, segna tre diversi casi, che impegnano il commissario Norberto Melis nel corso degli anni Ottanta.
È l’11 luglio 1982 quando, mentre l’Italia festeggia la vittoria ai Mondiali di calcio, il capo ultrà di una delle due squadre milanesi viene ucciso con due colpi di pistola per strada. Regolamento di conti, ma fra chi? Tifosi, ormai sempre meno sportivi e sempre più delinquenti? Estremisti di destra, così vicini a quel mondo? O c’entra la malavita organizzata? Le indagini segnano il passo. Forse allora bisogna scavare nella vita privata del morto.
Una sera dell’estate del 1984, a Milano, due bambine scompaiono da casa. Vengono ritrovate in piena notte, volevano giocare, si erano perse. Due giorni dopo i genitori si presentano in questura: Patrizia e Valeria hanno lo stesso incubo ricorrente. Dietro una finestra illuminata, quella notte hanno visto un uomo tagliare la testa a un altro uomo. Fantasie? Nelle strade sempre più deserte di una Milano afosa, Melis decide di vederci chiaro.
Ed è un vero cold case quello che aspetta Melis nella villa sul mare ligure dove i suoi amici Letizia e Franco lo hanno invitato insieme alla compagna Fiorenza per la Pasqua 1986. Esistono case infestate da spettri? Per Letizia e Franco, sì: nella loro villa, negli anni Trenta, morirono due uomini, fra loro rivali in amore. Incidente, come dissero le inchieste, o omicidio, come farebbero pensare le implacate presenze notturne? Una pista molto fredda, che Melis segue con un assistente d’eccezione: Edgar Allan Poe.
E, così come il giorno segue alla notte, e la luce dissolve i misteri, in ciascuna inchiesta Melis riuscirà a ricomporre il tessuto lacerato dal delitto.

La notte prima

Due sorelle. Un oscuro passato. Una notte che sembra non finire mai.« Un thriller costruito come un’abbagliante casa degli specchi: intelligente, brillante, sorprendente. Lunga vita a Wendy Walker! »AJ Finn«La notte prima è un romanzo intenso e perfettamente congegnato… e Wendy Walker ci attira tra le sue pagine dimostrando ancora una volta di essere tra le più talentuose scrittrici al mondo. »Aimee Molloy«La notte prima mi ha tenuto incollato dalla prima all’ultima pagina, spiazzandomi con un finale mozzafiato. Colpo di scena dopo colpo di scena, la storia ti trascina in quei luoghi oscuri dove pochi thriller osano avventurarsi. Incredibilmente affascinante! »Riley SagerLaura e Rosie hanno avuto un’infanzia difficile. E le cose sono peggiorate quando Mitch, il fidanzato di Laura, è stato ucciso in circostanze misteriose. Da allora, Laura ha messo in pausa la sua vita. Alla soglia dei trent’anni, non ha ancora un lavoro fisso e abita con la sorella e col cognato. Adesso però è tempo di ricominciare. Sentendosi pronta ad amare di nuovo, Laura fissa un appuntamento con un uomo conosciuto su Internet. Rosie è felice che la sorella stia finalmente superando il trauma, eppure, nel vederla uscire dalla porta, non può fare a meno di essere un po’ preoccupata. E l’inquietudine si trasforma in panico quando, la mattina dopo, si rende conto che Laura non è tornata a casa. Come se ciò non bastasse, nel cercare indizi in camera della sorella, Rosie incappa in una serie di biglietti nascosti nella tasca di una giacca, minacce che fanno riferimento alla morte di Mitch. Possibile che qualcuno incolpasse Laura dell’accaduto? E che abbia aspettato il momento giusto per vendicarsi? Ben presto, Rosie capirà che l’unico modo per ritrovare Laura è fare luce sui segreti che ancora si celano tra le ombre di quella fatidica notte…

La Nostra Lingua Italiana

La storia della lingua italiana è così bella e avventurosa che vale il lungo viaggio necessario a conoscerla: un percorso che attraversa quasi undici secoli e incomincia con l’esplorazione di antichissime chiese che conservano, in iscrizioni visibili sui loro muri scrostati, le prime tracce dell’uso del volgare. Nelle varie tappe dell’itinerario gli autori ci guidano fra i versi della Divina Commedia, per spiegare perché Dante è il padre della nostra lingua; assistono alla nascita della grammatica, grazie al lavoro di Leon Battista Alberti; si appostano alle spalle degli Accademici della Crusca mentre a Firenze, all’inizio del Seicento, redigono il primo vocabolario; ascoltano le lezioni di Galileo Galilei, che scrive le sue opere in un volgare che non ha bisogno di traduzioni per essere inteso anche oggi; seguono Alessandro Manzoni che, nelle diverse stesure dei Promessi sposi, getta le basi dell’italiano moderno. Intrecciando la storia e l’analisi linguistica con aneddoti e curiosità, i due studiosi ci accompagnano fino ai tempi più recenti, in cui assistiamo alla battaglia tentata dal regime fascista per imporre l’uso del «voi» ed eliminare quello delle parole straniere e all’impegno dei padri costituenti per consegnare al Paese una Costituzione scritta in modo cristallino e comprensibile a tutti. Con uno sguardo al presente e al futuro dell’italiano si chiude un excursus appassionante e ricchissimo di informazioni, che svela la grande bellezza della nostra lingua, non inferiore a quella della nostra arte e delle nostre città, e invita a rispettarla e a usarla più consapevolmente.

La morte di mio fratello Abele

“Pubblicato in Germania nel 1976, definito dal Premio Nobel Elie Wiesel uno dei grandi romanzi del Ventesimo secolo, ‘La morte di mio fratello Abele’ rappresenta, in modo caleidoscopico e in una forma che programmaticamente si sottrae a qualsiasi ordine, cinquant’anni di storia europea, dal 1918 al 1968. Un quarantenne cosmopolita dalle origini dubbie e confuse cerca disperatamente, da anni, di scrivere il romanzo della propria generazione, l’opera che dia conto di tutte le sensazioni, gli eventi, le vibrazioni, le illusioni, la ferocia degli anni che hanno visto due guerre mondiali culminare nella definitiva ‘americanizzazione’ dell’Europa. In un gran numero di scatoloni, che da anni trascina con sé, egli ha depositato – proprio come l’autore reale Gregor von Rezzori – una impressionante quantità di appunti, abbozzi, capitoli più o meno conclusi, resoconti di incontri. Una intera, magmatica realtà cartacea parallela alla realtà ufficiale della Storia, e che di quella costituisce ora l’integrazione, ora il ritratto, ora la smentita… Tra presente e passato, tra Parigi del 1968 e Vienna del 1938, passando per Amburgo, Norimberga, la Bessarabia, la Costa Azzurra, il romanzo narra, e insieme mette in scena, l’impossibilità ‘moderna’ di narrare. Ma lo fa, appunto, narrando.” (Andrea Landolfi). Con una nota di Claudio Magris.

La morte di mio fratello Abele

Salutato al suo apparire come uno dei grandi romanzi del secolo, La morte di mio fratello Abele mette in scena, con una selva di perso­naggi memorabili, la storia e lo spirito euro­pei in uno spazio temporale che procede dal­la fine della prima guerra mondiale sino agli anni ’60, con un continuo andirivieni crono­logico tra i grandi drammi dell’Europa, cui l’io narrante – uno sceneggiatore cinemato­grafico che attende all’opera letteraria della propria vita – è testimone nel passato della memoria e nel presente di una miriade di ap­punti, di testi, di documenti, che con tor­mentato lavorio cerca di ridurre ad uniti, trasformandoli nel grande romanzo che deve scrivere. Di questo libro, per la prima volta tradotto in italiano, Italo Alighiero Chiusino scrive: «In quest’uniti, ove tutto è presente continuo, sono legittime e necessarie, senza frattura di stile, le più svariate commistioni di scritture e di ritmi: dal resoconto freddo, venato d’un umorismo spesso crudele, alla rievocazione nostalgica, che però non inclina mai a toni sentimentali, dalla “gregueria” rabelesiena o neoespressionista, tutta tagli acri e pennellate dense, alla miniatura elaboratissima, dove ogni sillaba ha una sua millimetri­ca, inesorabile precisione e pregnanza che ri­corda la miglior lirica. Il tono generale è quello di un’aristocratica tristezza, che però ha troppo pudore per manifestarsi tale, e perciò – con un’operazione che vorrei addi­rittura definire etica – si butta nel giullare­sco, nello scanzonato, nel carnale, nel maca­bro, nello squisitamente volgare».

La moglie dell’attore

« *La mia scrittrice preferita.* »
**Nick Hornby**

« *Un’autrice che rappresenta il meglio della letteratura americana di oggi, una squisita cronista della vita di tutti i giorni. I suoi personaggi fanno a un tempo rabbia e tenerezza, sono tradizionali eppure eccentrici.* »
**The Observer**

« *Anne Tyler dimostra una creatività instancabile: sembra non esserci fine alla quantità di storie che riesce a inventare.* »
**London Review of Books**

« *La Tyler si è fatta cronista attenta e affettuosa di un’America piccola piccola, e bisogna darle atto di una straordinaria bravura.* »
**La Stampa**

Morgan Gower, quarant’anni passati, gestore di uno squallido negozio di ferramenta, non si annoia mai: vive in una casa grande e disordinata, sopporta una moglie petulante, una madre svampita, una sorella apatica, sette figlie, un cane e un gatto. Così, per sopravvivere al quotidiano, ha sviluppato una ricetta tutta personale: quando l’atmosfera si fa pesante, lui si traveste e inventa personaggi romantici. Ma un giorno, in questo delicato equilibrio famigliare, si inserisce una coppia di burattinai: Emily e Leon Meredith. Morgan diventerà loro amico, li introdurrà in casa , quasi senza accorgersene, si innamorerà e diventerà l’amante di Emily. Un romanzo nel quale la storia di un adulterio innocente diventa, filtrata dalla commistione di ironia e sentimentalità tipica di Anne Tyler, la storia di un apprendistato alla vita e all’amore.

« *Non esiste forse oggi uno scrittore americano migliore di Anne Tyler. Quando un autore è di questo livello, è impossibile trovare dei termini di paragone.* »
**Los Angeles Times**

« *Non è solo brava, è straordinariamente brava!* »
**John Updike**

« *Il piacere dei romanzi della Tyler: un miscuglio di pathos e ironia, di personaggi nevrotici o sbiaditi, di tragedie e di quotidianità.* »
**l’Espresso**

« *Semplici tragedie quotidiane. Stupidità del vivere, forse, ma scritta con una prosa che ci emoziona e ci incanta. Ogni volta.* »
**D di Repubblica**

« *Una voce innovativa nella scena letteraria americana.* »
**Corriere della Sera**