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La Repubblica Transitoria

A differenza delle grandi democrazie consolidate, l’Italia, in tutta la sua storia repubblicana, è stata segnata da una fondamentale anomalia istituzionale. Accanto alla fisiologica lotta politica tra i partiti, è stato sempre evidente che le regole del gioco, la cornice in cui si svolgeva la partita, non fossero stabilizzate una volta per tutte, ma che gli assetti politico-istituzionali fossero connotati da una intrinseca provvisorietà. L’idea dell’incompiutezza della Repubblica italiana si manifesta sin dall’Assemblea costituente. Da allora, in ogni fase di sviluppo politico del Paese, non è mai mancato il riferimento a un “compimento” non ancora raggiunto. Prima per le divisioni ideologiche dovute alla guerra fredda, poi per il crollo della prima repubblica e alla necessità di definire le regole della seconda, oggi a causa dell’aprirsi di un nuovo scenario post-elettorale, la vita politica italiana è sempre stata interpretata all’insegna della eccezionalità, dell’anomalia, spesso anche dell’emergenza. Abbiamo assistito in questo modo, alla nascita di una costituzione parallela, germogliata nelle maglie lasciate aperte da quella formale, che ha offerto sviluppi del tutto imprevisti e persino all’origine ritenuti di dubbia legittimità. Il volume descrive questo processo, mettendo in evidenza i caratteri di questa “repubblica transitoria”, l’influenza che essa ha avuto sui comportamenti delle forze politiche e sulle scelte fondamentali. Insomma nella repubblica transitoria c’è sempre stato un buon motivo per eludere la normalità, per rinviare il compimento istituzionale, per non “chiudere” la transizione. Oggi, in un contesto interno e internazionale tumultuoso e incerto, il bivio che l’Italia ha davanti si presenta in termini particolarmente drammatici. Può continuare a ritenersi una Repubblica transitoria, segnata da anomalie ed episodici slanci velleitari, razionalizzando l’esistente della costituzione parallela che si è imposta, oppure assumersi la responsabilità di essere una Repubblica adulta e definire un assetto politico-istituzionale coerente con i modelli più consolidati delle democrazie avanzate in grado di affrontare, con strumenti finalmente adeguati, le immani sfide che ci attendono.

A differenza delle grandi democrazie consolidate, l’Italia, in tutta la sua storia repubblicana, è stata segnata da una fondamentale anomalia istituzionale. Accanto alla fisiologica lotta politica tra i partiti, è stato sempre evidente che le regole del gioco, la cornice in cui si svolgeva la partita, non fossero stabilizzate una volta per tutte, ma che gli assetti politico-istituzionali fossero connotati da una intrinseca provvisorietà. L’idea dell’incompiutezza della Repubblica italiana si manifesta sin dall’Assemblea costituente. Da allora, in ogni fase di sviluppo politico del Paese, non è mai mancato il riferimento a un “compimento” non ancora raggiunto. Prima per le divisioni ideologiche dovute alla guerra fredda, poi per il crollo della prima repubblica e alla necessità di definire le regole della seconda, oggi a causa dell’aprirsi di un nuovo scenario post-elettorale, la vita politica italiana è sempre stata interpretata all’insegna della eccezionalità, dell’anomalia, spesso anche dell’emergenza. Abbiamo assistito in questo modo, alla nascita di una costituzione parallela, germogliata nelle maglie lasciate aperte da quella formale, che ha offerto sviluppi del tutto imprevisti e persino all’origine ritenuti di dubbia legittimità. Il volume descrive questo processo, mettendo in evidenza i caratteri di questa “repubblica transitoria”, l’influenza che essa ha avuto sui comportamenti delle forze politiche e sulle scelte fondamentali. Insomma nella repubblica transitoria c’è sempre stato un buon motivo per eludere la normalità, per rinviare il compimento istituzionale, per non “chiudere” la transizione. Oggi, in un contesto interno e internazionale tumultuoso e incerto, il bivio che l’Italia ha davanti si presenta in termini particolarmente drammatici. Può continuare a ritenersi una Repubblica transitoria, segnata da anomalie ed episodici slanci velleitari, razionalizzando l’esistente della costituzione parallela che si è imposta, oppure assumersi la responsabilità di essere una Repubblica adulta e definire un assetto politico-istituzionale coerente con i modelli più consolidati delle democrazie avanzate in grado di affrontare, con strumenti finalmente adeguati, le immani sfide che ci attendono.

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La Reliquia Di Costantinopoli

1565, Venezia. Il sole non lambisce ancora il camposanto di San Zaccaria, quando il vecchio Giovanni si cala nella tomba del chierico Gregorio Eparco, il suo antico tutore, appena riesumata dai pissegamorti in cambio di tre ducati. Non vuole trafugare la bara di legno marcio o le ossa ricoperte di lanugine e muffa. Sta cercando un libercolo. Un diario «avvolto in una pezza di tela cerata, sigillata da un nastro nero», che lui stesso, cinquant’anni prima, ha nascosto sotto la nuca del maestro, dopo aver giurato di non sfogliarlo né di farne parola con nessuno.
Il giuramento, però, ora può essere infranto, poiché le annotazioni contenute in quell’involucro sono l’unico indizio in grado di condurre ad alcune preziosissime reliquie cristiane andate perdute.
Il diario si apre nel 1452, quando Gregorio – «la barba folta e nera» e un «fisico più da rematore che da mercante» – giunge ad Adrianopoli insieme con il suo socio d’affari, l’ebreo-veneziano Malachia Bassan.
La città, strappata a Venezia dagli Ottomani un secolo prima, offre uno spettacolo raccapricciante agli occhi dei due giovani mercanti. Ventotto marinai di una galea da mercado della Serenissima, accusata di aver disubbidito agli ordini provenienti dalla fortezza di Boghaz-kesen, fatta costruire da Maometto II per controllare il traffico sul Bosforo, sono stati torturati, uccisi e lasciati alla mercé dei cani nelle pubbliche vie.
L’intento del giovane Sultano, un ragazzo di diciannove anni magro e pallido, è chiaro: offrire una dimostrazione di forza prima di cingere d’assedio la città che, per i cristiani, è la madre e la guida di tutto il mondo, l’ancella stessa del Padre: Costantinopoli, l’arca di santità che custodisce il maggior numero di reliquie cristiane.
Mentre uno sparuto esercito di genovesi, greci e veneziani tenta di respingere l’assalto dei turchi, Gregorio ha un’idea: recuperare tutti «i frammenti di Paradiso» appartenuti ai santi e disseminati nelle chiese, nei sotterranei e dentro il Grande Palazzo imperiale di Costantinopoli, per salvare in tal modo la Cristianità. Un’idea allettante anche per Malachia Bassan, nella cui mente si affaccia il pensiero che, male che vada, quelle reliquie così preziose possono pur sempre essere vendute.
Così tra imboscate, fughe ed enigmi, i due giovani mercanti si accingono all’impresa…
Con una documentazione sterminata capace di riprodurre fedelmente l’architettura di Costantinopoli cinta d’assedio dagli Ottomani e le strategie militari, le lingue, i culti e i costumi dell’epoca, Paolo Malaguti scrive un romanzo d’avventura dall’inarrestabile tensione narrativa. E ci consegna due protagonisti memorabili, figli del XV secolo: il saggio e ossequioso chierico Gregorio e l’imprevedibile ebreo Malachia.

1565, Venezia. Il sole non lambisce ancora il camposanto di San Zaccaria, quando il vecchio Giovanni si cala nella tomba del chierico Gregorio Eparco, il suo antico tutore, appena riesumata dai pissegamorti in cambio di tre ducati. Non vuole trafugare la bara di legno marcio o le ossa ricoperte di lanugine e muffa. Sta cercando un libercolo. Un diario «avvolto in una pezza di tela cerata, sigillata da un nastro nero», che lui stesso, cinquant’anni prima, ha nascosto sotto la nuca del maestro, dopo aver giurato di non sfogliarlo né di farne parola con nessuno.
Il giuramento, però, ora può essere infranto, poiché le annotazioni contenute in quell’involucro sono l’unico indizio in grado di condurre ad alcune preziosissime reliquie cristiane andate perdute.
Il diario si apre nel 1452, quando Gregorio – «la barba folta e nera» e un «fisico più da rematore che da mercante» – giunge ad Adrianopoli insieme con il suo socio d’affari, l’ebreo-veneziano Malachia Bassan.
La città, strappata a Venezia dagli Ottomani un secolo prima, offre uno spettacolo raccapricciante agli occhi dei due giovani mercanti. Ventotto marinai di una galea da mercado della Serenissima, accusata di aver disubbidito agli ordini provenienti dalla fortezza di Boghaz-kesen, fatta costruire da Maometto II per controllare il traffico sul Bosforo, sono stati torturati, uccisi e lasciati alla mercé dei cani nelle pubbliche vie.
L’intento del giovane Sultano, un ragazzo di diciannove anni magro e pallido, è chiaro: offrire una dimostrazione di forza prima di cingere d’assedio la città che, per i cristiani, è la madre e la guida di tutto il mondo, l’ancella stessa del Padre: Costantinopoli, l’arca di santità che custodisce il maggior numero di reliquie cristiane.
Mentre uno sparuto esercito di genovesi, greci e veneziani tenta di respingere l’assalto dei turchi, Gregorio ha un’idea: recuperare tutti «i frammenti di Paradiso» appartenuti ai santi e disseminati nelle chiese, nei sotterranei e dentro il Grande Palazzo imperiale di Costantinopoli, per salvare in tal modo la Cristianità. Un’idea allettante anche per Malachia Bassan, nella cui mente si affaccia il pensiero che, male che vada, quelle reliquie così preziose possono pur sempre essere vendute.
Così tra imboscate, fughe ed enigmi, i due giovani mercanti si accingono all’impresa…
Con una documentazione sterminata capace di riprodurre fedelmente l’architettura di Costantinopoli cinta d’assedio dagli Ottomani e le strategie militari, le lingue, i culti e i costumi dell’epoca, Paolo Malaguti scrive un romanzo d’avventura dall’inarrestabile tensione narrativa. E ci consegna due protagonisti memorabili, figli del XV secolo: il saggio e ossequioso chierico Gregorio e l’imprevedibile ebreo Malachia.

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La Regina Di Denari

*Venezia, 1818*
Tra le calli veneziane soffia aria di vendetta: il Conte Luca del Pietro è intenzionato a recuperare al tavolo da gioco il maltolto al padre. Per farlo, però, ha bisogno dell’aiuto di una giocatrice infallibile: Becky Wickes, in fuga da Londra per essere stata scoperta a barare. Durante il carnevale, travestita da regina di denari, Becky sarà la pedina fondamentale per mettere in atto la rivincita di Luca. Il freddo accordo fra il conte e la giocatrice si tramuta ben presto in una passione fatta di calde attenzioni reciproche, ma le convenzioni sociali non permettono ai due di vivere i loro sentimenti alla luce del sole. Finché un piccolo stratagemma trasforma la comune Becky Wickes nell’inattaccabile Contessa del Pietro.

*Venezia, 1818*
Tra le calli veneziane soffia aria di vendetta: il Conte Luca del Pietro è intenzionato a recuperare al tavolo da gioco il maltolto al padre. Per farlo, però, ha bisogno dell’aiuto di una giocatrice infallibile: Becky Wickes, in fuga da Londra per essere stata scoperta a barare. Durante il carnevale, travestita da regina di denari, Becky sarà la pedina fondamentale per mettere in atto la rivincita di Luca. Il freddo accordo fra il conte e la giocatrice si tramuta ben presto in una passione fatta di calde attenzioni reciproche, ma le convenzioni sociali non permettono ai due di vivere i loro sentimenti alla luce del sole. Finché un piccolo stratagemma trasforma la comune Becky Wickes nell’inattaccabile Contessa del Pietro.

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La regina del catrame. Le indagini del commissario Bertè

Il suo nome è Gigi Berté. Commissario Berté. C’è una macchia nel suo passato, un buco nero che gli è costato il trasferimento da Milano a Lungariva, uno di quei paesini liguri che sono troppo pieni d’estate e troppo vuoti d’inverno. In attesa di trovare casa vive nella pensione della Marzia, una donna bella ma decisamente sovrappeso, l’esatto contrario del suo immaginario erotico. Il commissario ha un segreto che non ha mai rivelato a nessuno: scrive racconti gialli e surreali. Ma poi il morto ammazzato arriva per davvero. In un angolo della spiaggia di Lungariva, in mezzo ai bagnanti. Per il commissario Berté è arrivata l’ora di mettersi al lavoro e chissà se per risolvere il caso gli servirà di più la sua esperienza di poliziotto o il suo intuito di scrittore…

Il suo nome è Gigi Berté. Commissario Berté. C’è una macchia nel suo passato, un buco nero che gli è costato il trasferimento da Milano a Lungariva, uno di quei paesini liguri che sono troppo pieni d’estate e troppo vuoti d’inverno. In attesa di trovare casa vive nella pensione della Marzia, una donna bella ma decisamente sovrappeso, l’esatto contrario del suo immaginario erotico. Il commissario ha un segreto che non ha mai rivelato a nessuno: scrive racconti gialli e surreali. Ma poi il morto ammazzato arriva per davvero. In un angolo della spiaggia di Lungariva, in mezzo ai bagnanti. Per il commissario Berté è arrivata l’ora di mettersi al lavoro e chissà se per risolvere il caso gli servirà di più la sua esperienza di poliziotto o il suo intuito di scrittore…

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La ragazza che cadde dal cielo

Londra, anni Quaranta. Il mondo è in guerra e può capitare che una bella ragazza diciannovenne si ritrovi a colloquio, in un appartamento squallido e quasi vuoto di un ex albergo di Northum¬berland Avenue, con un fantomatico signor Potter appartenente all’altrettanto fantomatico Inter Services Research Bu¬reau. La ragazza, tailleur grigio e camicetta bianca, si chiama Marian Sutro, di padre inglese e madre francese. Fino a qualche tempo fa viveva sulle dolci sponde del lago di Ginevra, città dove il padre era un diplomatico della Società delle Nazioni, l’organizzazione sovranazionale travolta dalla guerra. Il signor Potter è un uomo dall’aspetto comune, con giacca di tweed e panciotto, come si conviene a un membro dell’intelligence britannica. Il suo compito è reclutare agenti da spedire nel sud della Francia occupata dalle truppe tedesche, agenti naturalmente capaci di parlare francese senza inflessione straniera. Giovane donna che non è mai stata in un albergo e neppure in un bar da sola, Marian crede di essere arruolata per la sua perfetta padronanza del francese e per la missione illustrata dalla voce querula e i modi garbati di Potter: fare da corriere, nella vasta area che va da Limoges a Tolosa, per conto di un certo César, che avrebbe il compito di istruire i partigiani sull’uso delle armi e le tecniche di sa¬botaggio. In realtà la sua vera missione, ignota allo stesso Potter, è un’altra e riguarda un fisico del Collège de France: Clément Pelletier. Laureato all’École Normale Supérieu¬re, dove già sembrava un allievo predi¬letto dal Cielo, destinato a diventare un secondo Louis de Broglie, Clément Pelletier non ha mai lasciato la Francia dopo l’occupazione nazista, come invece hanno fatto molti suoi illustri colleghi. Amico fraterno di Ned Sutro, fratello di Marian, fisico che, prima dello scoppio del conflitto, era anche lui al Collège del France, Clément non è stato invaghito soltanto del suo paese, al punto da non poterlo abbandonare nemmeno quando Hitler ha fatto la sua comparsa all’Arc de Triomphe, ma anche di Marian. Venticinquenne, ha spedito alla sedicenne sorella di Ned numerose, infuocate lettere d’amore che hanno fatto sobbalzare il cuore a più di una suora nel collegio svizzero dove provvedevano all’educazione della ragazza. L’intelligence britannica ha deciso di utilizzare i servigi di Marian al solo scopo di mettere le mani sul progetto a cui Clément Pelletier sta lavorando al Collège de France: la costruzione di un ordigno capace di capovolgere le sorti della guerra.

Londra, anni Quaranta. Il mondo è in guerra e può capitare che una bella ragazza diciannovenne si ritrovi a colloquio, in un appartamento squallido e quasi vuoto di un ex albergo di Northum¬berland Avenue, con un fantomatico signor Potter appartenente all’altrettanto fantomatico Inter Services Research Bu¬reau. La ragazza, tailleur grigio e camicetta bianca, si chiama Marian Sutro, di padre inglese e madre francese. Fino a qualche tempo fa viveva sulle dolci sponde del lago di Ginevra, città dove il padre era un diplomatico della Società delle Nazioni, l’organizzazione sovranazionale travolta dalla guerra. Il signor Potter è un uomo dall’aspetto comune, con giacca di tweed e panciotto, come si conviene a un membro dell’intelligence britannica. Il suo compito è reclutare agenti da spedire nel sud della Francia occupata dalle truppe tedesche, agenti naturalmente capaci di parlare francese senza inflessione straniera. Giovane donna che non è mai stata in un albergo e neppure in un bar da sola, Marian crede di essere arruolata per la sua perfetta padronanza del francese e per la missione illustrata dalla voce querula e i modi garbati di Potter: fare da corriere, nella vasta area che va da Limoges a Tolosa, per conto di un certo César, che avrebbe il compito di istruire i partigiani sull’uso delle armi e le tecniche di sa¬botaggio. In realtà la sua vera missione, ignota allo stesso Potter, è un’altra e riguarda un fisico del Collège de France: Clément Pelletier. Laureato all’École Normale Supérieu¬re, dove già sembrava un allievo predi¬letto dal Cielo, destinato a diventare un secondo Louis de Broglie, Clément Pelletier non ha mai lasciato la Francia dopo l’occupazione nazista, come invece hanno fatto molti suoi illustri colleghi. Amico fraterno di Ned Sutro, fratello di Marian, fisico che, prima dello scoppio del conflitto, era anche lui al Collège del France, Clément non è stato invaghito soltanto del suo paese, al punto da non poterlo abbandonare nemmeno quando Hitler ha fatto la sua comparsa all’Arc de Triomphe, ma anche di Marian. Venticinquenne, ha spedito alla sedicenne sorella di Ned numerose, infuocate lettere d’amore che hanno fatto sobbalzare il cuore a più di una suora nel collegio svizzero dove provvedevano all’educazione della ragazza. L’intelligence britannica ha deciso di utilizzare i servigi di Marian al solo scopo di mettere le mani sul progetto a cui Clément Pelletier sta lavorando al Collège de France: la costruzione di un ordigno capace di capovolgere le sorti della guerra.

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La promessa di un bacio

Helena, sedicenne, si trova nel giardino della scuola a Parigi quando un uomo, dopo aver superato il muro di cinta, le cade letteralmente ai piedi. Tra i due un solo fuggevole ma indimenticabile bacio. Sono trascorsi sette anni, ed Helena è diventata una donna dallo charme insuperabile e dalla bellezza luminosa. E non si aspetta certo, ora, di ritrovare quell'uomo, mai scordato, a un esclusivo ballo di Londra…

Il prequel della saga dei Bar-Cynster, i fratelli e i cugini più affascinanti dell’Inghilterra dei primi dell’800.
….del resto, il fascino di Devil doveva per forza essere ereditario…o no?

Helena, sedicenne, si trova nel giardino della scuola a Parigi quando un uomo, dopo aver superato il muro di cinta, le cade letteralmente ai piedi. Tra i due un solo fuggevole ma indimenticabile bacio. Sono trascorsi sette anni, ed Helena è diventata una donna dallo charme insuperabile e dalla bellezza luminosa. E non si aspetta certo, ora, di ritrovare quell'uomo, mai scordato, a un esclusivo ballo di Londra…

Il prequel della saga dei Bar-Cynster, i fratelli e i cugini più affascinanti dell’Inghilterra dei primi dell’800.
….del resto, il fascino di Devil doveva per forza essere ereditario…o no?

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La principessa e il presidente

Esce anche in Italia il libro che ha stuzzicato la fantasia di milioni di persone e suscitato una marea di gossip. Racconta di una passione segreta e proibita tra un presidente francese e una principessa anglosassone che si svolge a metà degli anni ’80. Tutto ha inizio durante una cena del G7 a Buckingam Palace.
Lui è vedovo, lei è affascinante principessa di Cardiff, bella ma triste. A metà serata, la principessa si sfoga con il presidente, al quale rivela le ragioni della sua malinconia: “Una decina di giorni prima del matrimonio, il mio futuro marito venne da me, mi disse di avere un’amante e che aveva deciso di continuare a vederla anche dopo le nozze”. Nasce da qui una storia d’amore fatta di sentimenti e ragion di Stato che Giscard d’Estaing racconta con maestria, riuscendo ad affascinare il lettore. Leggendo le pagine del libro la mente non può non andare a Lady Diana e a quel flirt con lo stesso Giscard d’Estaing favoleggiato da molti giornalisti.
Fantasia o realtà? Storia o finzione?
Il libro non lo dice ma riesce, in maniera straordinaria, a spalancare le porte a molti dubbi…

**

Sinossi

Esce anche in Italia il libro che ha stuzzicato la fantasia di milioni di persone e suscitato una marea di gossip. Racconta di una passione segreta e proibita tra un presidente francese e una principessa anglosassone che si svolge a metà degli anni ’80. Tutto ha inizio durante una cena del G7 a Buckingam Palace.
Lui è vedovo, lei è affascinante principessa di Cardiff, bella ma triste. A metà serata, la principessa si sfoga con il presidente, al quale rivela le ragioni della sua malinconia: “Una decina di giorni prima del matrimonio, il mio futuro marito venne da me, mi disse di avere un’amante e che aveva deciso di continuare a vederla anche dopo le nozze”. Nasce da qui una storia d’amore fatta di sentimenti e ragion di Stato che Giscard d’Estaing racconta con maestria, riuscendo ad affascinare il lettore. Leggendo le pagine del libro la mente non può non andare a Lady Diana e a quel flirt con lo stesso Giscard d’Estaing favoleggiato da molti giornalisti.
Fantasia o realtà? Storia o finzione?
Il libro non lo dice ma riesce, in maniera straordinaria, a spalancare le porte a molti dubbi…

Esce anche in Italia il libro che ha stuzzicato la fantasia di milioni di persone e suscitato una marea di gossip. Racconta di una passione segreta e proibita tra un presidente francese e una principessa anglosassone che si svolge a metà degli anni ’80. Tutto ha inizio durante una cena del G7 a Buckingam Palace.
Lui è vedovo, lei è affascinante principessa di Cardiff, bella ma triste. A metà serata, la principessa si sfoga con il presidente, al quale rivela le ragioni della sua malinconia: “Una decina di giorni prima del matrimonio, il mio futuro marito venne da me, mi disse di avere un’amante e che aveva deciso di continuare a vederla anche dopo le nozze”. Nasce da qui una storia d’amore fatta di sentimenti e ragion di Stato che Giscard d’Estaing racconta con maestria, riuscendo ad affascinare il lettore. Leggendo le pagine del libro la mente non può non andare a Lady Diana e a quel flirt con lo stesso Giscard d’Estaing favoleggiato da molti giornalisti.
Fantasia o realtà? Storia o finzione?
Il libro non lo dice ma riesce, in maniera straordinaria, a spalancare le porte a molti dubbi…

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Sinossi

Esce anche in Italia il libro che ha stuzzicato la fantasia di milioni di persone e suscitato una marea di gossip. Racconta di una passione segreta e proibita tra un presidente francese e una principessa anglosassone che si svolge a metà degli anni ’80. Tutto ha inizio durante una cena del G7 a Buckingam Palace.
Lui è vedovo, lei è affascinante principessa di Cardiff, bella ma triste. A metà serata, la principessa si sfoga con il presidente, al quale rivela le ragioni della sua malinconia: “Una decina di giorni prima del matrimonio, il mio futuro marito venne da me, mi disse di avere un’amante e che aveva deciso di continuare a vederla anche dopo le nozze”. Nasce da qui una storia d’amore fatta di sentimenti e ragion di Stato che Giscard d’Estaing racconta con maestria, riuscendo ad affascinare il lettore. Leggendo le pagine del libro la mente non può non andare a Lady Diana e a quel flirt con lo stesso Giscard d’Estaing favoleggiato da molti giornalisti.
Fantasia o realtà? Storia o finzione?
Il libro non lo dice ma riesce, in maniera straordinaria, a spalancare le porte a molti dubbi…

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La persecuzione del bambino. Le radici della violenza

Attraverso una rassegna di testi pedagogici degli ultimi due secoli, la Miller illustra i raffinati metodi di persuasione occulta messi in opera nella nostra civiltà per piegare l’impetuosità e la caparbietà del bambino e indurlo a identificarsi con il progetto educativo dei genitori.
Il bambino, costretto a reprimere la propria aggressività, non saprà da adulto reagire alle ingiustizie sociali e potrà accettare senza opporsi le imposizioni di sistemi totalitari: esempio estremo è il nazismo, con la caratteristica divaricazione tra la protervia dei capi e l’acquiescenza del popolo tedesco.
Tratto comune a coloro che hanno subito un’educazione repressiva è la necessità di riempire con esperienze abnormi il vuoto lasciato dalla rimozione emotiva e dalla perdita dell’identità.
La Miller rievoca qui le vicende di tre personaggi a diverso titolo esemplari: Adolf Hitler; il criminale degli anni sessanta Jürgen Bartsch, assassino e seviziatore di bambini; Christiane F., autrice del libro Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino, in cui ha raccontato la propria esperienza dell’emarginazione e della droga.
In definitiva, l’educazione costituisce sempre, per la Miller ,un mascheramento di reali rapporti di potere e di bisogni propri dei genitori; l’unica possibilità, per il bambino, di crescere senza traumi e di sviluppare le proprie potenzialità creative, rimane legata a un comportamento empatico e «rispettoso» dei genitori nei suoi confronti.

Attraverso una rassegna di testi pedagogici degli ultimi due secoli, la Miller illustra i raffinati metodi di persuasione occulta messi in opera nella nostra civiltà per piegare l’impetuosità e la caparbietà del bambino e indurlo a identificarsi con il progetto educativo dei genitori.
Il bambino, costretto a reprimere la propria aggressività, non saprà da adulto reagire alle ingiustizie sociali e potrà accettare senza opporsi le imposizioni di sistemi totalitari: esempio estremo è il nazismo, con la caratteristica divaricazione tra la protervia dei capi e l’acquiescenza del popolo tedesco.
Tratto comune a coloro che hanno subito un’educazione repressiva è la necessità di riempire con esperienze abnormi il vuoto lasciato dalla rimozione emotiva e dalla perdita dell’identità.
La Miller rievoca qui le vicende di tre personaggi a diverso titolo esemplari: Adolf Hitler; il criminale degli anni sessanta Jürgen Bartsch, assassino e seviziatore di bambini; Christiane F., autrice del libro Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino, in cui ha raccontato la propria esperienza dell’emarginazione e della droga.
In definitiva, l’educazione costituisce sempre, per la Miller ,un mascheramento di reali rapporti di potere e di bisogni propri dei genitori; l’unica possibilità, per il bambino, di crescere senza traumi e di sviluppare le proprie potenzialità creative, rimane legata a un comportamento empatico e «rispettoso» dei genitori nei suoi confronti.

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La pazzia di Re Giorgio

È raro il caso di uno scrittore di teatro estremamente sofisticato e complesso che raggiunge in pochi anni una vasta popolarità e vede addirittura una sua commedia, piena di sottili riferimenti storici, diventare un grosso film prodotto da una major di Hollywood. Ma è accaduto ad Alan Bennett con “La pazzia di Re Giorgio”. Prendendo spunto dalla apparente follia di Giorgio III (temporaneamente risolta da un acuto medico di provincia e nel nostro secolo reinterpretata come un caso di porfirìa, malattia rara che nulla ha a che fare con lo squilibrio psichico), Bennett ha dato voce agli intrighi comici e sinistri che in quegli anni si svilupparono rigogliosamente attorno al re. Non vi è traccia, in queste pagine, della penosa cartapesta che di solito contrassegna il teatro di ricostruzione storica. Da Pitt a Fox, da Giorgio III al suo malevolo primogenito, il Principe di Galles, tutti parlano e agiscono con una vivezza che lascia stupefatti e ci fa subito riconoscere l’impronta di uno scrittore vero e quanto mai inusuale. Mentre la vicenda finisce per disegnare un perfetto apologo sul delirio non solo dei potenti, ma innanzitutto di coloro che gli vivono accanto.

È raro il caso di uno scrittore di teatro estremamente sofisticato e complesso che raggiunge in pochi anni una vasta popolarità e vede addirittura una sua commedia, piena di sottili riferimenti storici, diventare un grosso film prodotto da una major di Hollywood. Ma è accaduto ad Alan Bennett con “La pazzia di Re Giorgio”. Prendendo spunto dalla apparente follia di Giorgio III (temporaneamente risolta da un acuto medico di provincia e nel nostro secolo reinterpretata come un caso di porfirìa, malattia rara che nulla ha a che fare con lo squilibrio psichico), Bennett ha dato voce agli intrighi comici e sinistri che in quegli anni si svilupparono rigogliosamente attorno al re. Non vi è traccia, in queste pagine, della penosa cartapesta che di solito contrassegna il teatro di ricostruzione storica. Da Pitt a Fox, da Giorgio III al suo malevolo primogenito, il Principe di Galles, tutti parlano e agiscono con una vivezza che lascia stupefatti e ci fa subito riconoscere l’impronta di uno scrittore vero e quanto mai inusuale. Mentre la vicenda finisce per disegnare un perfetto apologo sul delirio non solo dei potenti, ma innanzitutto di coloro che gli vivono accanto.

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La Passione Di Darius

Somerset, 1837
Sono anni che Darius Rourke prova un’ardente passione per Marianne George, bella quanto misteriosa, e, non appena si presenta l’opportunità di farla diventare sua moglie, l’uomo non se la lascia sfuggire. La giovane, anche se stregata dai suoi modi imperiosi, custodisce un segreto che crede possa impedirle di esser degna dell’amore di Darius.
Una tenebrosa sensualità, fatta di sguardi, carezze e baci, darà vita a un’intensa e focosa storia tra i due amanti, i quali si ritroveranno a scoprire i peccati e i segreti l’uno dell’altra. Intraprendendo un viaggio insieme, Darius e Marianne scopriranno che essere al comando è importante quanto saper cedere.
Un uomo che sa cosa vuole… Una donna che ha bisogno di lui per capire di essere all’altezza…
Questo libro è un romanzo erotico e non è destinato a lettori di età inferiore ai 18 anni.

Somerset, 1837
Sono anni che Darius Rourke prova un’ardente passione per Marianne George, bella quanto misteriosa, e, non appena si presenta l’opportunità di farla diventare sua moglie, l’uomo non se la lascia sfuggire. La giovane, anche se stregata dai suoi modi imperiosi, custodisce un segreto che crede possa impedirle di esser degna dell’amore di Darius.
Una tenebrosa sensualità, fatta di sguardi, carezze e baci, darà vita a un’intensa e focosa storia tra i due amanti, i quali si ritroveranno a scoprire i peccati e i segreti l’uno dell’altra. Intraprendendo un viaggio insieme, Darius e Marianne scopriranno che essere al comando è importante quanto saper cedere.
Un uomo che sa cosa vuole… Una donna che ha bisogno di lui per capire di essere all’altezza…
Questo libro è un romanzo erotico e non è destinato a lettori di età inferiore ai 18 anni.

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La notte della Morava

**PREMIO NOBEL PER LA LETTERATURA 2019**
Porodin, Serbia centrale. Manca poco allo scoccare della mezzanotte. Il fiume Morava scintilla per il riflesso della luna che sembra sul punto di volersi tuffare in acqua. Sette figure si avvicinano alla sponda, dove è ormeggiato il battello Notte della Morava. A invitarli nell’albergo galleggiante, eletto a dimora temporanea, è uno scrittore che ha deciso di ritirarsi dalla scena letteraria. I sette amici non sanno perché sono stati chiamati all’improvviso a raggiungerlo. C’è chi è stato svegliato da una telefonata, chi è stato mandato a chiamare da un messaggero, chi ha sentito una pietruzza lanciata contro il vetro della finestra infrangere il silenzio della notte. Grande è la loro sorpresa quando vedono l’uomo, notoriamente misogino, che li accoglie con una donna al suo fianco. Chi è questa donna? Un’amante? O forse una prostituta? O più semplicemente una persona che lavora per lui? I sette uomini gli siedono intorno, le domande si affollano, ma lo scrittore non vuole rispondere subito, ha un’intera notte davanti a sé. Una lunga notte per raccontare il viaggio che dall’isola di Krk l’ha portato in Spagna, a Numanzia e in Galizia, e poi in Germania e in Austria. Un viaggio per ritrovare le proprie radici, ma anche una fuga da una donna che l’ha inseguito ovunque per ucciderlo. E che forse adesso è la stessa che siede insieme a loro, in attesa dell’alba. Peter Handke costruisce con la consueta maestria un viaggio vero e fantastico allo stesso tempo. Un viaggio catartico da cui sorge un romanzo notturno, illuminato da una luce magica, che è stato definito il romanzo più ambizioso e forse più personale del grande scrittore.

**PREMIO NOBEL PER LA LETTERATURA 2019**
Porodin, Serbia centrale. Manca poco allo scoccare della mezzanotte. Il fiume Morava scintilla per il riflesso della luna che sembra sul punto di volersi tuffare in acqua. Sette figure si avvicinano alla sponda, dove è ormeggiato il battello Notte della Morava. A invitarli nell’albergo galleggiante, eletto a dimora temporanea, è uno scrittore che ha deciso di ritirarsi dalla scena letteraria. I sette amici non sanno perché sono stati chiamati all’improvviso a raggiungerlo. C’è chi è stato svegliato da una telefonata, chi è stato mandato a chiamare da un messaggero, chi ha sentito una pietruzza lanciata contro il vetro della finestra infrangere il silenzio della notte. Grande è la loro sorpresa quando vedono l’uomo, notoriamente misogino, che li accoglie con una donna al suo fianco. Chi è questa donna? Un’amante? O forse una prostituta? O più semplicemente una persona che lavora per lui? I sette uomini gli siedono intorno, le domande si affollano, ma lo scrittore non vuole rispondere subito, ha un’intera notte davanti a sé. Una lunga notte per raccontare il viaggio che dall’isola di Krk l’ha portato in Spagna, a Numanzia e in Galizia, e poi in Germania e in Austria. Un viaggio per ritrovare le proprie radici, ma anche una fuga da una donna che l’ha inseguito ovunque per ucciderlo. E che forse adesso è la stessa che siede insieme a loro, in attesa dell’alba. Peter Handke costruisce con la consueta maestria un viaggio vero e fantastico allo stesso tempo. Un viaggio catartico da cui sorge un romanzo notturno, illuminato da una luce magica, che è stato definito il romanzo più ambizioso e forse più personale del grande scrittore.

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La notte dei fulmini (eLit)

La vita di Clayton Chase è cambiata in un lampo. Letteralmente. L’attimo prima sta fotografando un temporale e viene colpito da un fulmine, perdendo conoscenza, l’attimo successivo si risveglia in casa propria, il cadavere della moglie lì accanto a lui, sangue dappertutto. Inutile dire che è il sospettato numero uno. Inutile dire che le indagini lo portano in tribunale a difendersi contro un’accusa di omicidio. Grazie all’abilità del suo avvocato viene assolto, ma adesso è determinato a scoprire la verità sull’uccisione della moglie. E forse la bella dottoressa Piper Jordan, da cui è in psicoterapia, potrà aiutarlo a scoprire la verità. Almeno su se stesso. Perché Chase di quella fatidica notte non ricorda nulla.

La vita di Clayton Chase è cambiata in un lampo. Letteralmente. L’attimo prima sta fotografando un temporale e viene colpito da un fulmine, perdendo conoscenza, l’attimo successivo si risveglia in casa propria, il cadavere della moglie lì accanto a lui, sangue dappertutto. Inutile dire che è il sospettato numero uno. Inutile dire che le indagini lo portano in tribunale a difendersi contro un’accusa di omicidio. Grazie all’abilità del suo avvocato viene assolto, ma adesso è determinato a scoprire la verità sull’uccisione della moglie. E forse la bella dottoressa Piper Jordan, da cui è in psicoterapia, potrà aiutarlo a scoprire la verità. Almeno su se stesso. Perché Chase di quella fatidica notte non ricorda nulla.

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La morte come spettacolo: Indagine sull’horror reality

Da qualche anno a questa parte veniamo costantemente bombardati da immagini di violenza estrema, soprattutto attraverso Internet che ne permette una diffusione rapidissima e planetaria: percosse, abusi, torture, esecuzioni filmati in diretta da dilettanti privi di qualunque coscienza critica e direttamente immessi nella Rete. Qual è il confine tra diritto all’informazione e morbosità? Dopo la TV reality, siamo entrati nell’era dell’horror reality? Perché queste immagini sono così diffuse e incontrano tanto interesse in tutto l?Occidente? Quale visione dell’uomo esprimono? Cosa ci raccontano sui loro autori, su noi stessi, sull’evoluzione sociale? Michela Marzano risponde a tali interrogativi, indagando l’effetto di queste immagini di inaudita crudità che emergono da un sottofondo di odio verso se stessi e verso gli altri. Il loro drammatico effetto, ci dice, è che finiscono per neutralizzare ogni sentimento di umanità e portare una barbarie di nuovo tipo: l’indifferenza. **
### Sinossi
Da qualche anno a questa parte veniamo costantemente bombardati da immagini di violenza estrema, soprattutto attraverso Internet che ne permette una diffusione rapidissima e planetaria: percosse, abusi, torture, esecuzioni filmati in diretta da dilettanti privi di qualunque coscienza critica e direttamente immessi nella Rete. Qual è il confine tra diritto all’informazione e morbosità? Dopo la TV reality, siamo entrati nell’era dell’horror reality? Perché queste immagini sono così diffuse e incontrano tanto interesse in tutto l?Occidente? Quale visione dell’uomo esprimono? Cosa ci raccontano sui loro autori, su noi stessi, sull’evoluzione sociale? Michela Marzano risponde a tali interrogativi, indagando l’effetto di queste immagini di inaudita crudità che emergono da un sottofondo di odio verso se stessi e verso gli altri. Il loro drammatico effetto, ci dice, è che finiscono per neutralizzare ogni sentimento di umanità e portare una barbarie di nuovo tipo: l’indifferenza.

Da qualche anno a questa parte veniamo costantemente bombardati da immagini di violenza estrema, soprattutto attraverso Internet che ne permette una diffusione rapidissima e planetaria: percosse, abusi, torture, esecuzioni filmati in diretta da dilettanti privi di qualunque coscienza critica e direttamente immessi nella Rete. Qual è il confine tra diritto all’informazione e morbosità? Dopo la TV reality, siamo entrati nell’era dell’horror reality? Perché queste immagini sono così diffuse e incontrano tanto interesse in tutto l?Occidente? Quale visione dell’uomo esprimono? Cosa ci raccontano sui loro autori, su noi stessi, sull’evoluzione sociale? Michela Marzano risponde a tali interrogativi, indagando l’effetto di queste immagini di inaudita crudità che emergono da un sottofondo di odio verso se stessi e verso gli altri. Il loro drammatico effetto, ci dice, è che finiscono per neutralizzare ogni sentimento di umanità e portare una barbarie di nuovo tipo: l’indifferenza. **
### Sinossi
Da qualche anno a questa parte veniamo costantemente bombardati da immagini di violenza estrema, soprattutto attraverso Internet che ne permette una diffusione rapidissima e planetaria: percosse, abusi, torture, esecuzioni filmati in diretta da dilettanti privi di qualunque coscienza critica e direttamente immessi nella Rete. Qual è il confine tra diritto all’informazione e morbosità? Dopo la TV reality, siamo entrati nell’era dell’horror reality? Perché queste immagini sono così diffuse e incontrano tanto interesse in tutto l?Occidente? Quale visione dell’uomo esprimono? Cosa ci raccontano sui loro autori, su noi stessi, sull’evoluzione sociale? Michela Marzano risponde a tali interrogativi, indagando l’effetto di queste immagini di inaudita crudità che emergono da un sottofondo di odio verso se stessi e verso gli altri. Il loro drammatico effetto, ci dice, è che finiscono per neutralizzare ogni sentimento di umanità e portare una barbarie di nuovo tipo: l’indifferenza.

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La moglie perfetta

L’apprendista in profilazione criminale (e neo sposa) Jessie Hunt, 29 anni, scopre torbidi segreti che stanno annidati nella sua nuova cittadina di provincia. Quando viene ritrovato un cadavere, Jessie si trova incastrata trai suoi nuovi amici, i segreti di suo marito, il carico di lavoro del suo serial killer… e i segreti del suo stesso oscuro passato.
In LA MOGLIE PERFETTA (Un emozionante thriller psicologico di Jessie Hunt—Libro Uno), l’apprendista in profilazione criminale Jessie Hunt è sicura di essersi finalmente lasciata alle spalle la parte oscura della propria infanzia. Lei e suo marito Kyle si sono appena trasferiti da un angusto appartamento di periferia a Los Angeles a una villa a Westport Beach. La promozione di Kyle li ha riempiti di soldi. E Jessie è a pochi passi dall’ottenere la sua laurea specialistica in psicologia forense, l’ultimo step per diventare una criminal profiler.
Ma subito dopo il loro arrivo, Jessie inizia a notare una serie di strani sviluppi. I vicini – e la loro ragazza alla pari – sembrano avere tutti dei segreti da nascondere. Il misterioso yacht club di cui Kyle vuole disperatamente fare parte è pieno di uomini infedeli, e ha delle sue regole problematiche. E il noto serial killer rinchiuso all’ospedale psichiatrico dove Jessie sta completando i suoi studi sembra sapere più della sua vita di quanto sia normale. O sicuro.
Mentre il suo mondo inizia a dispiegarsi, Jessie comincia a mettere in discussione tutto ciò che la circonda, inclusa la sua stessa salute mentale. Ha davvero messo allo scoperto un’inquietante cospirazione in una soleggiata e agiata cittadina di mare della California meridionale? L’assassino seriale che sta studiando conosce davvero in qualche modo l’origine dei suoi incubi privati?
O il suo torturato passato è finalmente tornato a fare i conti con lei?
Un thriller psicologico emozionante e frenetico con personaggi indimenticabili e pieno di suspense da batticuore, LA MOGLIE PERFETTA è il libro #1 di un’affascinante nuova serie che vi farà leggere fino a notte fonda. **
### Sinossi
L’apprendista in profilazione criminale (e neo sposa) Jessie Hunt, 29 anni, scopre torbidi segreti che stanno annidati nella sua nuova cittadina di provincia. Quando viene ritrovato un cadavere, Jessie si trova incastrata trai suoi nuovi amici, i segreti di suo marito, il carico di lavoro del suo serial killer… e i segreti del suo stesso oscuro passato.
In LA MOGLIE PERFETTA (Un emozionante thriller psicologico di Jessie Hunt—Libro Uno), l’apprendista in profilazione criminale Jessie Hunt è sicura di essersi finalmente lasciata alle spalle la parte oscura della propria infanzia. Lei e suo marito Kyle si sono appena trasferiti da un angusto appartamento di periferia a Los Angeles a una villa a Westport Beach. La promozione di Kyle li ha riempiti di soldi. E Jessie è a pochi passi dall’ottenere la sua laurea specialistica in psicologia forense, l’ultimo step per diventare una criminal profiler.
Ma subito dopo il loro arrivo, Jessie inizia a notare una serie di strani sviluppi. I vicini – e la loro ragazza alla pari – sembrano avere tutti dei segreti da nascondere. Il misterioso yacht club di cui Kyle vuole disperatamente fare parte è pieno di uomini infedeli, e ha delle sue regole problematiche. E il noto serial killer rinchiuso all’ospedale psichiatrico dove Jessie sta completando i suoi studi sembra sapere più della sua vita di quanto sia normale. O sicuro.
Mentre il suo mondo inizia a dispiegarsi, Jessie comincia a mettere in discussione tutto ciò che la circonda, inclusa la sua stessa salute mentale. Ha davvero messo allo scoperto un’inquietante cospirazione in una soleggiata e agiata cittadina di mare della California meridionale? L’assassino seriale che sta studiando conosce davvero in qualche modo l’origine dei suoi incubi privati?
O il suo torturato passato è finalmente tornato a fare i conti con lei?
Un thriller psicologico emozionante e frenetico con personaggi indimenticabili e pieno di suspense da batticuore, LA MOGLIE PERFETTA è il libro #1 di un’affascinante nuova serie che vi farà leggere fino a notte fonda.

L’apprendista in profilazione criminale (e neo sposa) Jessie Hunt, 29 anni, scopre torbidi segreti che stanno annidati nella sua nuova cittadina di provincia. Quando viene ritrovato un cadavere, Jessie si trova incastrata trai suoi nuovi amici, i segreti di suo marito, il carico di lavoro del suo serial killer… e i segreti del suo stesso oscuro passato.
In LA MOGLIE PERFETTA (Un emozionante thriller psicologico di Jessie Hunt—Libro Uno), l’apprendista in profilazione criminale Jessie Hunt è sicura di essersi finalmente lasciata alle spalle la parte oscura della propria infanzia. Lei e suo marito Kyle si sono appena trasferiti da un angusto appartamento di periferia a Los Angeles a una villa a Westport Beach. La promozione di Kyle li ha riempiti di soldi. E Jessie è a pochi passi dall’ottenere la sua laurea specialistica in psicologia forense, l’ultimo step per diventare una criminal profiler.
Ma subito dopo il loro arrivo, Jessie inizia a notare una serie di strani sviluppi. I vicini – e la loro ragazza alla pari – sembrano avere tutti dei segreti da nascondere. Il misterioso yacht club di cui Kyle vuole disperatamente fare parte è pieno di uomini infedeli, e ha delle sue regole problematiche. E il noto serial killer rinchiuso all’ospedale psichiatrico dove Jessie sta completando i suoi studi sembra sapere più della sua vita di quanto sia normale. O sicuro.
Mentre il suo mondo inizia a dispiegarsi, Jessie comincia a mettere in discussione tutto ciò che la circonda, inclusa la sua stessa salute mentale. Ha davvero messo allo scoperto un’inquietante cospirazione in una soleggiata e agiata cittadina di mare della California meridionale? L’assassino seriale che sta studiando conosce davvero in qualche modo l’origine dei suoi incubi privati?
O il suo torturato passato è finalmente tornato a fare i conti con lei?
Un thriller psicologico emozionante e frenetico con personaggi indimenticabili e pieno di suspense da batticuore, LA MOGLIE PERFETTA è il libro #1 di un’affascinante nuova serie che vi farà leggere fino a notte fonda. **
### Sinossi
L’apprendista in profilazione criminale (e neo sposa) Jessie Hunt, 29 anni, scopre torbidi segreti che stanno annidati nella sua nuova cittadina di provincia. Quando viene ritrovato un cadavere, Jessie si trova incastrata trai suoi nuovi amici, i segreti di suo marito, il carico di lavoro del suo serial killer… e i segreti del suo stesso oscuro passato.
In LA MOGLIE PERFETTA (Un emozionante thriller psicologico di Jessie Hunt—Libro Uno), l’apprendista in profilazione criminale Jessie Hunt è sicura di essersi finalmente lasciata alle spalle la parte oscura della propria infanzia. Lei e suo marito Kyle si sono appena trasferiti da un angusto appartamento di periferia a Los Angeles a una villa a Westport Beach. La promozione di Kyle li ha riempiti di soldi. E Jessie è a pochi passi dall’ottenere la sua laurea specialistica in psicologia forense, l’ultimo step per diventare una criminal profiler.
Ma subito dopo il loro arrivo, Jessie inizia a notare una serie di strani sviluppi. I vicini – e la loro ragazza alla pari – sembrano avere tutti dei segreti da nascondere. Il misterioso yacht club di cui Kyle vuole disperatamente fare parte è pieno di uomini infedeli, e ha delle sue regole problematiche. E il noto serial killer rinchiuso all’ospedale psichiatrico dove Jessie sta completando i suoi studi sembra sapere più della sua vita di quanto sia normale. O sicuro.
Mentre il suo mondo inizia a dispiegarsi, Jessie comincia a mettere in discussione tutto ciò che la circonda, inclusa la sua stessa salute mentale. Ha davvero messo allo scoperto un’inquietante cospirazione in una soleggiata e agiata cittadina di mare della California meridionale? L’assassino seriale che sta studiando conosce davvero in qualche modo l’origine dei suoi incubi privati?
O il suo torturato passato è finalmente tornato a fare i conti con lei?
Un thriller psicologico emozionante e frenetico con personaggi indimenticabili e pieno di suspense da batticuore, LA MOGLIE PERFETTA è il libro #1 di un’affascinante nuova serie che vi farà leggere fino a notte fonda.

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