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E se grida lascialo andare

«Da qualche parte, nei recessi della mia mente, una sottilissima voce insistente continuava a bisbigliarmi: Bob, nessun negro ce l’ha mai fatta». La carriera di Bob, nero americano, è una carriera al contrario, verso il basso. Giovane universitario che svolge un lavoro di responsabilità in una fabbrica di guerra, fidanzato con una bella ragazza dell’upper class nera, tuttavia un gorgo lo trascina al degrado, fino alla perdita di tutto e il ripristino dell’unica legge che possa regolare la vita di un giovane nero americano: la violenza emarginante. E se grida, lascialo andare racconta la vita esemplare di un nero in America inghiottito da un gorgo, non da un abisso in caduta libera, che nasce dal gioco combinato di due opposte forze: la legge reale dell’odio razziale, la legge scritta dell’eguaglianza di tutti gli americani. Se Bob non fosse testardamente illuso sull’uguaglianza tra bianchi e neri, l’odio non lo risucchierebbe, resterebbe a circondare di limiti invalicabili la sua esistenza, come per gli altri pochi neri di successo, perché è quell’odio la legge vera dell’America.
Chester Himes è in Italia conosciuto per i suoi polizieschi, mentre è assente la sua letteratura maggiore. Cronologicamente e logicamente questo suo libro, scritto nel 1945 è tra due ideologie, il comunismo di Richard Wright che narrava di una disperazione nera nel cui cuore albergava però la speranza di una liberazione di classe, l’ottimismo gradualista kennediano il cui prodotto perspicuo più che un libro è forse un film, Indovina chi viene a cena. E di entrambe le ideologie, E se grida, lascialo andare rappresenta il negativo, e questo carattere ne sigla la superiore attualità rispetto a loro. La storia del giovane Bob che parte bene e da innocente finisce male, significa qualcosa che, più lontana nel tempo, è più vicina nella esperienza dell’oggi: l’odio razziale è, per i neri, una legge originaria della vita americana, è una costituzione vera, una dichiarazione di dipendenza più forte della Dichiarazione di Indipendenza.

Dizzionario Futile: Del Nuovo Millennio

IMPERDIBBBILE !!
ECCEZZIUNALE
MA O VERAMENTE
Dopo il mitico Vaccabolario, il Bierce, et consimilia
torna in tutto il suo splendore IL DIzzIONARIO f-UTILE DEL NUOVO MILLENNIO
tutte le definizioni piu’ fuori di testa mai apparse sul Web
114 pagine di pua follia!
Ho fatto una fatica da pazzi a rimettere insieme …
Si consiglia la lettura in compagnia perchè tanta imbecillità
tutta d’un colpo potrebbe causare effetti collaterali… **
### Sinossi
IMPERDIBBBILE !!
ECCEZZIUNALE
MA O VERAMENTE
Dopo il mitico Vaccabolario, il Bierce, et consimilia
torna in tutto il suo splendore IL DIzzIONARIO f-UTILE DEL NUOVO MILLENNIO
tutte le definizioni piu’ fuori di testa mai apparse sul Web
114 pagine di pua follia!
Ho fatto una fatica da pazzi a rimettere insieme …
Si consiglia la lettura in compagnia perchè tanta imbecillità
tutta d’un colpo potrebbe causare effetti collaterali…

Distruttori Di Felicità

**Ale ha tutto quello che potrebbe desiderare dalla vita: il lavoro dei suoi sogni e un marito straordinario. Una mattina come tante altre saluta Ruben, suo marito, per recarsi al lavoro, con la convinzione che quella felicità non finirà mai. A volte però il destino riserva sorprese inaspettate: quella stessa notte, mentre sta camminando per ritornare a casa, nel buio un incontro cambierà la sua vita per sempre.**
Sono un ragazzo transgender e mi porto, cucito addosso, il dramma di non appartenere al mio corpo. L’omofobia e la transfobia sono state e continuano a essere una macchia nera che oscura ogni cosa nella mia vita, impedendomi di essere libero e di sentirmi me stesso. Per questo ho deciso di scrivere questo breve racconto, per sensibilizzare le persone e distruggere completamente l’omofobia, per far in modo che nessun altro ragazzo (o ragazza) si senta mai più come mi sono sentito io.
Oltre a questo piccolo racconto, ho scritto un vero e proprio romanzo con il quale perseguo lo stesso scopo:  *Diphylleia. Solo l’amore può distruggere l’omofobia* , Caravaggio Editore.
Se questo racconto ti è piaciuto e credi nella mia battaglia, ti invito a leggere anche il mio libro, insieme possiamo farcela: cerca ***Diphylleia. Solo l’amore può distruggere l’omofobia* * *****sugli store online e in libreria. Per non perderti nessuna delle mie storie, puoi seguirmi su Instagram:* *@elia.lien** **
### Sinossi
**Ale ha tutto quello che potrebbe desiderare dalla vita: il lavoro dei suoi sogni e un marito straordinario. Una mattina come tante altre saluta Ruben, suo marito, per recarsi al lavoro, con la convinzione che quella felicità non finirà mai. A volte però il destino riserva sorprese inaspettate: quella stessa notte, mentre sta camminando per ritornare a casa, nel buio un incontro cambierà la sua vita per sempre.**
Sono un ragazzo transgender e mi porto, cucito addosso, il dramma di non appartenere al mio corpo. L’omofobia e la transfobia sono state e continuano a essere una macchia nera che oscura ogni cosa nella mia vita, impedendomi di essere libero e di sentirmi me stesso. Per questo ho deciso di scrivere questo breve racconto, per sensibilizzare le persone e distruggere completamente l’omofobia, per far in modo che nessun altro ragazzo (o ragazza) si senta mai più come mi sono sentito io.
Oltre a questo piccolo racconto, ho scritto un vero e proprio romanzo con il quale perseguo lo stesso scopo:  *Diphylleia. Solo l’amore può distruggere l’omofobia* , Caravaggio Editore.
Se questo racconto ti è piaciuto e credi nella mia battaglia, ti invito a leggere anche il mio libro, insieme possiamo farcela: cerca ***Diphylleia. Solo l’amore può distruggere l’omofobia* * *****sugli store online e in libreria. Per non perderti nessuna delle mie storie, puoi seguirmi su Instagram:* *@elia.lien**

Disparità

«Un’intelligenza che toglie il fiato»The Guardian – Terry EagletonVerità, bellezza, bene: i vari aspetti della differenza e del negativo spiegati come lotta filosofica e politica.Che cos’è la disparità che dà il titolo a questo volume? Pressoché tutto: è la differenza presente già negli elementi primi della materia, nella proto-realtà della fisica quantistica; ma anche nel vuoto incolmabile tra l’essere e l’alterità radicale di dio, tra il desiderio e la sua fantasmatica realizzazione in un Altro. Riprendendo uno dei concetti meno frequentati dell’immenso corpus hegeliano, ed erigendolo a principio ontologico universale, Slavoj Žižek ne libera tutto il potenziale analitico, continuando brillantemente nella sua opera pluridecennale di reinterpretazione di Hegel e Lacan; e nel suo stile inimitabile (un impasto di cultura alta e pop, Schönberg e le canzonette, Heidegger e i noir americani), confeziona uno strumento per dare ulteriore forza alla vocazione militante del suo materialismo: la filosofia come una forma della lotta di classe, per la vera Idea – quella comunista – che è «ciò che essenzialmente divide».

Discesa Sulla Luna

Se avete letto Heinlein e Arthur C. Clarke, se sognate di essere un operaio specializzato che si guadagna lo stipendio lavorando sulla Luna, se una categoria come quella dei Moondogs vi affascina al punto che ne prendereste volentieri la tessera annuale, allora non c’è dubbio che siete le persone adatte. Adatte a seguire Allen Steele e i suoi uomini del futuro in questa perigliosa Discesa lunare, a sopravvivere tra le ombre nere e argento della superficie butterata del nostro satellite, a superare con coraggio le mille insidie del 2024. Un romanzo realistico come un libro di viaggio, fatto apposta per risvegliare in tutti il sogno, mai sopito, di conquistare lo spazio e vivere, finalmente, nell’opalina Luna.

Dipartimento Scienze Spaziali

Dick Mac Caish è uno spaziale, uno di quegli uomini cioè destinati a vivere soli perché dovunque vadano, su ogni pianeta, incontrano diffidenza, suscitano antipatia, urtano contro una sorda prevenzione. Gli spaziali non sono uomini come gli altri. Il Servizio ha preso loro tutto; sentimenti, passioni, cervello. Li ha ridotti a Regolamenti ambulanti che agiscono e pensano esclusivamente in funzione del Servizio. La gente non li capisce, non ne viene capita, e li teme. E lo spaziale Dick Mac Caish non sfugge alla regola. Ma non gli importa di essere odiato finché un incidente, che avrebbe potuto ucciderlo, non lo inchioda su di una poltrona a rotelle e lo mette, lui, l’autosufficiente Dick Mac Caish, lo spaziale per eccellenza, alla mercé degli altri, di uomini e donne che non fanno parte del Servizio. Così impara giorno per giorno qualcosa, ribellandosi, prima, rinchiudendosi più ancora in se stesso, applicando più che mai il Regolamento, fin quando non trova negli altri un punto di contatto: l’odio comune contro la sezione scientifica del Servizio, l’inumano Dipartimento Scienze Spaziali che nel malinteso nome della Scienza non rispetta niente e nessuno.

Dieci giorni che sconvolsero il mondo

“I dieci giorni che sconvolsero il mondo”, pubblicato nel 1919, narra, in chiave di reportage, gli avvenimenti della Rivoluzione d’ottobre. Al centro del libro, il popolo russo: soldati, operai, contadini, tutti alla disperata ricerca di un mondo migliore. Un affresco della situazione in Russia prima e durante la Rivoluzione, attraverso discorsi, dialoghi e comportamenti di coloro che ne furono i protagonisti. Il testo non è una semplice descrizione dei fatti, ma un susseguirsi di scene vissute, da cui emergono sentimenti, emozioni, rabbia e frustrazioni provate e sofferte dalle masse. Nelle pagine di John Reed, la rivolta prende vita, permettendo a un lettore ignaro di rivivere un periodo fondamentale della nostra storia. “Qualunque sia il giudizio rivolto al bolscevismo, è indubbio che la Rivoluzione russa debba essere considerata uno dei grandi avvenimenti della storia dell’umanità e che la conquista del potere da parte dei bolscevichi sia un evento d’importanza mondiale. Gli storici si sforzano di ricostruire, nei minimi particolari la storia della Comune di Parigi e allo stesso modo desiderano sapere quanto realmente accaduto a Pietrogrado nel novembre 1917: quale fosse lo stato d’animo del popolo, la fisionomia dei leader, le loro parole e i comportamenti adottati. Nello scrivere questo libro, pensavo a tutto ciò “. **

Diario di un seduttore

Nel Diario di un seduttore, pubblicato per la prima volta nel 1843 all’interno dell’opera Aut Aut, il filosofo danese Soren A. Kierkegaard espone sotto forma di romanzo epistolare alcuni aspetti del suo pensiero filosofico, mettendo in scena l’astuto ed elegante gioco estetico del seduttore, che conquista la sua preda incantandola con le armi dello spirito. Johannes, il seduttore, è una figura demoniaca, che arriva a possedere la donna, Cordelia, rapita dalla musica ammaliante della sua arte, per poi abbandonarla in una logorante disperazione. Perché il vero seduttore esaurisce il proprio piacere nell’attimo della conquista e postula ogni volta un nuovo oggetto di desiderio. **