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Cuore guerriero

L’impero del D’Hara sta per cadere sotto i colpi del male, tutto sembra ormai perduto. Per una sorte avversa e inesorabile, il vecchio imperatore Sulachan e il suo alleato Hannis Arc sembrano destinati alla vittoria finale e ad annientare una volta per tutte il mondo della vita. Richard Rahl si è sacrificato per salvare la sua amata Kahlan Amnell dal mondo sotterraneo, e ora giace sulla sua pira funebre, sospeso tra il regno della vita e quello della morte. Kahlan sa che è giunto il momento di affrontare la sfida più ardua e sacrificare quanto ha di più caro: è riuscita a tornare indietro dalla morte grazie a Richard e non ha nessuna intenzione di abbandonarlo nell’oscurità. Contando sull’appoggio di Nicci, delle tre Mord-Sith e dei membri della Prima Fila, dovrà spingersi nel cuore delle Terre Oscure alla ricerca di qualcuno o qualcosa che riporti Richard tra i vivi. La profezia è stata chiara: senza di lui non c’è alcuna speranza di salvezza.
Con il capitolo conclusivo della serie dedicata a Richard e Kahlan ha inizio l’ultima battaglia, lo scontro epico che porrà termine alla millenaria guerra che ha visto forgiare la Spada della Verità.

Cronache di una strega per caso |: I segreti del Vichingo

I segreti del Vichingo, terzo volume della saga di “Cronache di una Strega per caso”, è una seducente avventura nei nordici paesaggi svedesi. 700 pagine di puro divertimento, amore, litigi, pace, sesso, streghe e… vichinghi svedesi In questo erotic romance dai toni ironici e divertenti ma anche sensuali, Mirta e Marco si confrontano, talvolta scontrandosi, mettendo a nudo sentimenti ed emozioni troppo a lungo nascosti. Questa volta è il Vichingo a svelare, e allo stesso a scoprire, eventi che fanno parte di un oscuro passato che aveva tentato di dimenticare. Marco spiega il suo punto di vista, alternandosi alla Strega nella narrazione. Vit Blomma, la tenuta della nonna di Marco cela dei segreti e Mirta, con la sua streghesca empatia, li percepisce immediatamente. Non è facile per la nostra strega ritrovarsi in una terra straniera, la aspettano nuove sfide, soprattutto con se stessa. La sua migliore amica, Simona, ha un problema con Gigi, il padre di Anna, e le sue vicende amorose si inanellano in modo inestricabile con il futuro della nostra strega. Mirta insegue il lieto fine nel quale non ha mai creduto, tallonata dalla paura di rivelare a Marco di essere sterile, con coraggio e tanta ironia, coadiuvata dalla sua vocina interiore, Vì. La nostra antieroina Mirta conosce nuovi amici e nemici, e soprattutto imparerà a capire meglio il dono tenebroso che l’ha seguita quando è tornata dal Buio. Come sempre, quando si tratta di lei, non bisogna mai dare nulla per scontato. Una storia ricca di colpi di scena, passione, mistero e sesso che vi lascerà con il fiato sospeso fino all’ultima pagina. ADATTO A UN PUBBLICO ADULTO

Il crepuscolo della Terra

Questo è un romanzo composito, decisamente atipico nella produzione della Cherryh. E’ la storia di uomini che hanno raggiunto le stelle e calcato il suolo di lontani pianeti, ma che hanno serbato nel cuore il ricordo della Terra, la culla dell’umanità. Però alcuni non hanno abbandonato il pianeta natale per le stelle, e hanno preferito i vecchi cieli e i venti del loro mondo che nella sua storia ha visto un’infinità di trionfi e di miserie, Con gli uomini, a sfidare il crepuscolo della Terra, sono rimaste alcune città, assai diverse da quelle di un tempo, ma ancora dotate ognuna di una propria individualità e dell’antico orgoglio. Questa è la loro storia…

Così ha inizio il male

Siamo nella Madrid degli anni Ottanta, una città in cui il ricordo della dittatura franchista è ancora dolorosamente vivo. Il giovane Juan De Vere, fresco di laurea, viene assunto da Eduardo Muriel per fargli da assistente. Muriel è un regista che vive in una grande casa nei quartieri alti della capitale insieme alla moglie, l’esuberante Beatriz Noguera, e i figli. I due avrebbero tutto per essere felici, eppure «il giovane de Vere» è colpito dalla freddezza e dallo sdegnoso contegno con cui il marito tratta la moglie. Perché si comporta cosí? Addirittura, una notte che passa nella casa dei Muriel, Juan assiste a una scena per lui del tutto inspiegabile: Beatriz che, vestita unicamente con un’impalpabile sottoveste, viene respinta e ricacciata nella sua stanza dal marito. Juan vorrebbe indagare i motivi di quel comportamento e del disamore che tiene in piedi il matrimonio, ma Muriel ha altri piani in mente per lui: lo incarica infatti di verificare se le voci che ha sentito su un suo amico, il dottor Van Vechten, sono fondate. Una donna gli ha fatto intendere che il dottore, durante gli anni della dittatura, si era comportato in modo indecente con una o piú donne, e che pertanto l’amicizia che Muriel gli tributava era mal riposta. Per il giovane Juan inizia cosí una discesa nelle tenebre degli anni della dittatura, e nelle ambiguità del matrimonio, che ha l’ineluttabile fatalità delle sabbie mobili. *Cosí ha inizio il male* è la storia intima di un matrimonio. Osservato con lo sguardo inconfondibile, ossessivo e inquisitore di Javier Marías che, tre anni dopo *Gli innamoramenti,* torna al romanzo con un’opera premiata come Libro dell’anno da «El País».
* * *
«Marías ha scritto una magnifica storia sul rancore, sulle conseguenze delle dicerie, e sul passato che non passa ma anzi affonda i suoi denti là dove piú fa male. Nel cuore».
**«ABC»**

La corruzione spuzza. Tutti gli effetti sulla nostra vita quotidiana della malattia che rischia di uccidere l’Italia

La radice di questo libro è nella storia professionale dei due autori, Raffaele Cantone e Francesco Caringella, che, impegnati da oltre vent’anni come magistrati penali nell’azione di contrasto alla malattia del secolo, proseguono oggi la loro battaglia dalle postazioni strategiche di presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione (Anac) e di presidente di Sezione del Consiglio di Stato, istituzioni chiamate a vigilare sulla legittimità e la correttezza degli atti e dei comportamenti delle pubbliche amministrazioni. Punto di partenza della loro riflessione è l’analisi della corruzione del Terzo millennio che, come mostrano le inchieste su «Mafia Capitale» e sul Mose, è diversa dal passato, in quanto si è eretta a sistema pervasivo, tentacolare, spietato. Non più solo passaggi di denaro, ma giri vorticosi e smaterializzati di favori, piaceri, collusioni. Non più il classico accordo privato fra corruttore e corrotto, ma la creazione di un’organizzazione criminale attraverso cui politici, burocrati, imprenditori e mafiosi perseguono gli stessi obiettivi. Alla più accentuata pericolosità del fenomeno corruttivo non corrisponde, però, un’adeguata coscienza collettiva della necessità, etica e pratica, di reagire. Un appalto pilotato, una licenza edilizia comprata, una sentenza truccata sembrano vicende che toccano i soldi pubblici, non le nostre finanze personali. E invece quel denaro rubato è anche nostro, perché la cosa pubblica è una ricchezza comune, e la sua gestione immorale danneggia tutti, privandoci di risorse, opportunità e prospettive. È, quindi, un dovere civile rimboccarsi le maniche e lottare, con armi nuove ed efficaci. Le regole e il codice penale non bastano. Serve la prevenzione, legislativa, amministrativa e culturale. Ma serve, soprattutto, la ribellione indignata di ognuno di noi di fronte a quella «spuzza» di cui ha parlato papa Francesco nel suo indimenticabile discorso del 21 marzo 2015.

La coppa d’oro

Pubblicato nel 1904, “La coppa d’oro” è l’ultimo romanzo scritto da James. La coppa del titolo è un oggetto-simbolo centrale nella storia: desiderata, acquistata, distrutta di volta in volta da ciascuna delle tre donne che amano il protagonista, la coppa è metafora del sesso femminile, e si trasforma alla fine del libro, una volta rotta in tre pezzi, nell’immagine per frammenti delle tre donne. Romanzo di arabeschi e intrecci amorosi, “La coppa d’oro” racconta le vicende di quattro personaggi principali, due uomini e due donne, che si amano e si lasciano in un continuo alternarsi delle possibili coppie.

La Congregazione dei Fantasmi

Quando Jake riceve per errore un pacco con all’interno un dito mozzato, capisce subito di essersi cacciato in un bel guaio: i terribili Ossolupi, crea-ture misteriose e crudeli, si sono messi sulle sue tracce, guidati da un Mietitore intenzionato a spedire la sua anima nel Vuoto Eterno! Per fortuna Jake non e` solo. Lo spettro del becchino Stiffkey, la giovane fantasmina Cora e la volpe fantasma Zorro lo accompagneranno in una pericolosissima missione: raggiungere la Congregazione dei Fantasmi e restituire la Dannata Cosa prima che sia troppo tardi… per Jake, e per il mondo intero! **
### Recensione
I’ve just finished *Embassy of The Dead* and it’s amazing. Like an early Neil Gaiman. I can’t wait to recommend it to all our young readers. It’s fantastic ( *Fayth, Librarian* )
Anarchic black humour . . . beautifully balancing gore and gentleness, creepiness and cackle-out-loud gags, it’s a splendid start to a ghoulish new series ( *Guardian* )
Praise for MABEL JONES: Delightfully nasty, bonkers piratical fun. I laughed out loud! ( *Robin Stevens, author of Murder Most Unladylike* )
A uniquely wild and witty ride. If Lewis Carroll were writing for Monty Python, I imagine it might look something like this ( *Christopher Healy, author of the Hero’s Guide series* )
Huge fun with perfect pictures from Chris Mould. ( *EVENT* )
### Descrizione del libro
**The first book in a spookily funny new series, where the living meet the dead and survival is a race against time.** **Perfect for fans of *Skulduggery Pleasant* and *Who Let the Gods Out.** *

Le confessioni

Non è un’autobiografia, non è un trattato filosofico, non è da interpretare come pura teologia: eppure, dopo la Bibbia, “Le confessioni” di Agostino sono il libro più amato e odiato dal V secolo ai giorni nostri. Secondo le ultime ipotesi degli studiosi “Le confessioni” possono essere considerate una sceneggiatura nella quale si potrà leggere il percorso di un Bildungsroman, intercalato da digressioni sul tempo, sulla memoria, sulla relatività delle leggi umane, sul ruolo della retorica.

Il condominio degli amori segreti

**A volte l’amore è un affare di condominio**
I condomini sono riuniti al completo quando, nel loro palazzo alla Garbatella, arriva l’affascinante Daniele Bracci, un musicista che si fermerà lì per qualche mese. Daniele è frastornato dall’accoglienza più che calorosa. Matteo Spina, il saggio, lo recluta subito per lavorare nell’orto condominiale. Paolo e Rudy, che vivono nell’attico, pensano già a un pranzo di benvenuto. Giovanna, invece, vede in lui un fidanzato perfetto per la figlia Anita… Ma la mattina dopo, quando Matteo Spina blocca Anita per presentarle il nuovo arrivato, la ragazza ha uno shock: perché lei, quel Daniele Bracci, lo conosce bene, e dai tempi del liceo. E ha fatto di tutto per dimenticarlo. E ora? Dovrà fingere di non averlo mai visto prima? Certo, Anita non è l’unica, nel condominio, ad avere qualcosa da nascondere. Giovanna, ogni lunedì, esce vestita di tutto punto. E con una scusa sempre buona per chi le chiede dove va. E Matteo Spina? Nemmeno lui la racconta giusta. Lo sa bene Pina, la pettegola del palazzo, che dietro alle persiane spia quello che accade, e annota poi tutto sul suo diario segreto…
**Un condominio colorato, divertente e imprevedibile
Tra gli scorci di una Roma immersa nei profumi della primavera, gli amori, i malintesi e gli inaspettati intrighi di un gruppo di bizzarri personaggi
Tutti i protagonisti:**
Anita:
fa la guida turistica e vive con la madre nel lotto V della Garbatella.
Giovanna:
la madre di Anita, fa la sarta ed è la figlia della ex portinaia del lotto.
Matteo Spina:
il “tuttologo” del lotto, addetto alla cura dell’orto condominiale.
Pina:
la pettegola. Spia quello che accade e scrive tutto sul suo diario.
Paolo e Rudy:
la coppia che vive nel magnifico attico.
Daniele:
fa il musicista ed è il nuovo inquilino del lotto.
Mizuki:
si è trasferito a Roma dal Giappone e ha conosciuto Anita.
**Livia Ottomani**
È un collettivo di autori che si sono incontrati cinque anni fa a un corso di scrittura e poi, non potendo più fare a meno della reciproca compagnia, hanno deciso di scrivere un romanzo che li legasse per sempre. **
### Sinossi
**A volte l’amore è un affare di condominio**
I condomini sono riuniti al completo quando, nel loro palazzo alla Garbatella, arriva l’affascinante Daniele Bracci, un musicista che si fermerà lì per qualche mese. Daniele è frastornato dall’accoglienza più che calorosa. Matteo Spina, il saggio, lo recluta subito per lavorare nell’orto condominiale. Paolo e Rudy, che vivono nell’attico, pensano già a un pranzo di benvenuto. Giovanna, invece, vede in lui un fidanzato perfetto per la figlia Anita… Ma la mattina dopo, quando Matteo Spina blocca Anita per presentarle il nuovo arrivato, la ragazza ha uno shock: perché lei, quel Daniele Bracci, lo conosce bene, e dai tempi del liceo. E ha fatto di tutto per dimenticarlo. E ora? Dovrà fingere di non averlo mai visto prima? Certo, Anita non è l’unica, nel condominio, ad avere qualcosa da nascondere. Giovanna, ogni lunedì, esce vestita di tutto punto. E con una scusa sempre buona per chi le chiede dove va. E Matteo Spina? Nemmeno lui la racconta giusta. Lo sa bene Pina, la pettegola del palazzo, che dietro alle persiane spia quello che accade, e annota poi tutto sul suo diario segreto…
**Un condominio colorato, divertente e imprevedibile
Tra gli scorci di una Roma immersa nei profumi della primavera, gli amori, i malintesi e gli inaspettati intrighi di un gruppo di bizzarri personaggi
Tutti i protagonisti:**
Anita:
fa la guida turistica e vive con la madre nel lotto V della Garbatella.
Giovanna:
la madre di Anita, fa la sarta ed è la figlia della ex portinaia del lotto.
Matteo Spina:
il “tuttologo” del lotto, addetto alla cura dell’orto condominiale.
Pina:
la pettegola. Spia quello che accade e scrive tutto sul suo diario.
Paolo e Rudy:
la coppia che vive nel magnifico attico.
Daniele:
fa il musicista ed è il nuovo inquilino del lotto.
Mizuki:
si è trasferito a Roma dal Giappone e ha conosciuto Anita.
**Livia Ottomani**
È un collettivo di autori che si sono incontrati cinque anni fa a un corso di scrittura e poi, non potendo più fare a meno della reciproca compagnia, hanno deciso di scrivere un romanzo che li legasse per sempre.

Con passi giapponesi

In queste pagine, troppo a lungo rimaste inedite per distrazione editoriale dell’autrice, è scritta la storia morale parallela, a rovescio, che ha accompagnato per decenni l’opera di uno dei maggiori poeti contemporanei. Non propriamente narrativa né saggistica, o le due cose insieme, la genialità analitica e visionaria, percettiva e sintattica che qui sorprende il lettore non ha precedenti nella letteratura italiana del Novecento, se non forse nella prosa di Roberto Longhi, Elsa Morante, Goffredo Parise. Si tratta comunque piú di parziali affinità che di derivazione: perché in ogni suo capitolo, ognuno a modo suo e con stile diverso, in frammenti autobiografici, parabole aneddotiche, ritratti e microfilosofie dell’amore, dell’invidia o dell’estasi sensoriale, *Con passi giapponesi* ubbidisce a un solo comandamento: «Devo capire». Se la poesia, come ha detto qualcuno, è la sola scienza possibile di quanto nella vita non si dà altra scienza, queste prose di poeta rivelano capacità figurative, speculative e satiriche che nei libri di versi erano comparse solo occasionalmente e soprattutto in poemetti memorabili come *La Guardiana* , *Aria pubblica* , *La patria* , *La maestà barbarica*. Fin dal primo testo che dà il titolo al volume, chi legge si trova a contemplare un mondo comico-tragico, labirintico fino alla vertigine, in cui entrano in scena passioni senza esito e disperati, coattivi manierismi sociali in cui la vita si dissangua fingendo se stessa.
**Alfonso Berardinelli** **
### Sinossi
In queste pagine, troppo a lungo rimaste inedite per distrazione editoriale dell’autrice, è scritta la storia morale parallela, a rovescio, che ha accompagnato per decenni l’opera di uno dei maggiori poeti contemporanei. Non propriamente narrativa né saggistica, o le due cose insieme, la genialità analitica e visionaria, percettiva e sintattica che qui sorprende il lettore non ha precedenti nella letteratura italiana del Novecento, se non forse nella prosa di Roberto Longhi, Elsa Morante, Goffredo Parise. Si tratta comunque piú di parziali affinità che di derivazione: perché in ogni suo capitolo, ognuno a modo suo e con stile diverso, in frammenti autobiografici, parabole aneddotiche, ritratti e microfilosofie dell’amore, dell’invidia o dell’estasi sensoriale, *Con passi giapponesi* ubbidisce a un solo comandamento: «Devo capire». Se la poesia, come ha detto qualcuno, è la sola scienza possibile di quanto nella vita non si dà altra scienza, queste prose di poeta rivelano capacità figurative, speculative e satiriche che nei libri di versi erano comparse solo occasionalmente e soprattutto in poemetti memorabili come *La Guardiana* , *Aria pubblica* , *La patria* , *La maestà barbarica*. Fin dal primo testo che dà il titolo al volume, chi legge si trova a contemplare un mondo comico-tragico, labirintico fino alla vertigine, in cui entrano in scena passioni senza esito e disperati, coattivi manierismi sociali in cui la vita si dissangua fingendo se stessa.
**Alfonso Berardinelli**

La colonna e il fondamento della verità. Saggio di teodicea ortodossa in dodici lettere

“La colonna e il fondamento della verità” è tra i più suggestivi capolavori della spiritualità ortodossa e un raro esempio di creativo confronto tra ragione e fede. “Saggio di teodicea ortodossa in dodici lettere”, Florenskij delinea in quest’opera un percorso di ricerca della verità che intreccia le più rigorose argomentazioni teoretiche con pagine di grande spiritualità e speculazione teologica. Svelato l’abisso e l’inferno scettico della ragione trascendentale moderna, provata l’impossibilità logica di poter catturare e contenere una verità che sia espressione della pienezza della vita nella sua antinomicità, Florenskij dimostra come non siano l’intuizione e la discorsività a dare la conoscenza della verità, ma che “essa nasce nell’anima per una rivelazione libera della stessa verità triipostatica, per una visita in grazia fatta all’anima dallo Spirito Santo”. Pubblicata a Mosca nel 1914, frutto della conversione e degli studi teologici di Pavel Florenskij, “La colonna” è stata fino a pochi anni fa l’unica sua grande opera conosciuta, e se ha ispirato un’importantissima figura della teologia ortodossa come Sergej N. Bulgakov, non ha mancato di suscitare timori e incomprensioni, soprattutto per le intense pagine dedicate alla sofiologia. Introduzione di Roberto Revello.

Codice Gesù. I manoscritti segreti di Qumran smascherano le manipolazioni e le falsificazioni dei Vangeli

I Vangeli descrivono Gesù come Messia assolutamente apolitico, disinteressato alle questioni della Palestina del suo tempo e impegnato a precisare che “il suo Regno non è di questo mondo”. Ma allora perché i Romani lo avrebbero crocifisso, comminando una condanna riservata unicamente agli agitatori politici? E perché mai il Sinedrio avrebbe dovuto esigere una simile pena, se quella prevista per la blasfemia era la lapidazione? Per il professor Eisenman, uno dei più rilevanti esperti degli antichi manoscritti del Mar Morto, il quadro offerto dal Nuovo Testamento è a dir poco sospetto. Anzi, è un quadro palesemente falsificato, il risultato di un’opera di mistificazione messa in atto in primo luogo da Paolo di Tarso, ellenizzante, antisemita e pesantemente compromesso con il potere di Roma. La scoperta dei Rotoli di Qumran, e di testi come il Vangelo di Giuda e le Apocalissi di Nagh Hammadi, permette ora di smascherare la manipolazione, e di comprendere così la vera natura della Chiesa delle origini, una comunità in cui Giacomo, il fratello di Gesù, ebbe indubitabilmente un ruolo di primo piano.

Le civiltà del disagio. Dispacci da Lahore, New York e Londra

“Se la globalizzazione ha da prometterci qualcosa, qualcosa che possa spingerci ad accogliere a braccia aperte il caos che ne deriva, allora quel che ha da prometterci è questo: saremo più liberi di inventare noi stessi”. Con tale dichiarazione di intenti si apre questa raccolta di articoli e brevi saggi di uno dei più provocatori e stimolanti narratori del nostro tempo. Ma nel mondo globalizzato abbiamo davvero la libertà di inventare noi stessi? Tutto sembra indicare il contrario, perché ogni pretesto è buono per imprigionarci in quelle “illusioni dilaganti, pericolose e potenti” che portano il nome di civiltà. Hamid lo chiama il giogo del depistaggio: “Ci viene detto di dimenticare le fonti del nostro disagio perché c’è in gioco qualcosa di più importante: il destino della nostra civiltà”. E così finisce per sembrarci inevitabile che provare inutilmente a respingere l’immigrazione e a sigillare le frontiere sia più importante che porre rimedio al disordine economico e alle crescenti disparità sociali. Muovendosi fra i ricordi personali e la riflessione politica, fra la letteratura e la cronaca, Hamid guarda al mondo che ci circonda con gli occhi di uno scrittore cresciuto fra il Pakistan e gli Stati Uniti, vissuto a Londra e tornato di recente ad abitare a Lahore. E leggendolo noi scopriamo che forse è possibile liberarsi dal giogo del depistaggio, e “mettersi insieme per inventare un mondo post-civiltà, e quindi infinitamente più civile”.

Cinema e storia 2014: Italia 1977: crocevia di un cambiamento

Il 1977 è uno snodo nella storia recente d’Italia. È un anno di transizione, in cui si sviluppa una mobilitazione di massa segnata da un ethos collettivo, mentre però affiorano segnali di stanchezza, che preparano il riflusso e un nuovo ethos individualistico. Eppure, questa fase così ricca e contraddittoria, è stata spesso raccontata in modo unilaterale, insistendo sull’estremismo e la violenza. Sta perciò crescendo l’esigenza di sottrarre questo anno-chiave da tali rappresentazioni, per studiarlo in tutta la sua complessità. Il volume monografico di «Cinema e Storia» si propone come contributo in questo senso. E lo fa studiando l’interazione fra strutture materiali, immaginario e rappresentazioni; tra le dinamiche politico-sociali e la produzione artistico-culturale. Emergono così le differenze tra i film che raccontavano la loro attualità, insistendo sull’anima più radicale dei movimenti, e i film che anni dopo ne hanno recuperato l’altra anima, più creativa. Prende forma il clima individualistico, che fonti diverse – relazioni prefettizie, giornali, film – confermano già forte nel paese. Ma si stagliano esperimenti creativi, grazie ai quali comincia a soffiare in Italia il vento della temperie definita «Postmodernità». Un quadro insomma complesso, di una stagione decisiva.Scritti diErmanno Taviani, Christian Uva, Mauro Giori, Mirco Melanco, Marco Cosci, Domenico Guzzo, Paola Valentini, Franco Grattarola, Domenico Monetti, Luca Pallanch, Alessandra Chiarini, Vito Zagarrio, Paolo Mattera, Roberto Cavallini, Chiara Gelato, Bruno Di Marino, Massimo Galimberti, Luca Zamparini, Stefano Ciavatta, Riccardo Tozzi, Luca Peretti, Damiano Garofalo, Raffaele Rivieccio, Roberto Leggio, Jacub ZielinskiLa rivistaUna rivista che si colloca su un terreno di confine, forse una “terra di nessuno” in buona parte da esplorare. Ogni numero presenta contributi interdisciplinari uniti da un filo comune: lo studio dell’immaginario, del suo terreno culturale e degli effetti che esso produce nella realtà.