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Fare umanità: I drammi dell’antropo-poiesi

La specie umana non è l’unica specie culturale. È però la specie più culturale: l’uomo non solo produce cultura, ma è esso stesso un prodotto culturale. Questi sono i presupposti bio-antropologici della teoria dell’antropo-poiesi, cioè della fabbricazione sociale degli esseri umani. Dopo avere distinto un’antropo-poiesi che ci modella in ogni istante, con i gesti minuti della vita quotidiana, e una antropo-poiesi programmata e consapevole, Remotti si sofferma sulla grande varietà degli interventi estetici sul corpo, una ricerca quasi ossessiva della bellezza, persino in contrasto con la funzionalità fisiologica e anatomica dell’organismo umano. Anche in questo modo, l’autore intende sottolineare le implicazioni drammatiche dell’antropo-poiesi: se infatti gli esseri umani sono da un lato condannati a fare umanità, dall’altro i loro modelli sono nulla più che invenzioni culturali, dunque instabili, revocabili, discutibili. Non riconoscere questa precarietà, ovvero presumere di possedere le chiavi risolutive e permanenti dell’antropo-poiesi, ha generato il furor antropo-poietico e con esso le maggiori tragedie. **
### Sinossi
La specie umana non è l’unica specie culturale. È però la specie più culturale: l’uomo non solo produce cultura, ma è esso stesso un prodotto culturale. Questi sono i presupposti bio-antropologici della teoria dell’antropo-poiesi, cioè della fabbricazione sociale degli esseri umani. Dopo avere distinto un’antropo-poiesi che ci modella in ogni istante, con i gesti minuti della vita quotidiana, e una antropo-poiesi programmata e consapevole, Remotti si sofferma sulla grande varietà degli interventi estetici sul corpo, una ricerca quasi ossessiva della bellezza, persino in contrasto con la funzionalità fisiologica e anatomica dell’organismo umano. Anche in questo modo, l’autore intende sottolineare le implicazioni drammatiche dell’antropo-poiesi: se infatti gli esseri umani sono da un lato condannati a fare umanità, dall’altro i loro modelli sono nulla più che invenzioni culturali, dunque instabili, revocabili, discutibili. Non riconoscere questa precarietà, ovvero presumere di possedere le chiavi risolutive e permanenti dell’antropo-poiesi, ha generato il furor antropo-poietico e con esso le maggiori tragedie.

Fantasmi

Sullo sfondo di un amore difficile c'è il mondo difficile di oggi. Morena non riesce ad amare perché nessuno vuole essere amato. E lei non si rassegna all'ipocrisia. L'uomo che ha amato da sempre si è dissolto nella folla per inseguire i suoi fantasmi di musicista. E lei da tempo se ne va in giro, naviga sul mare di questi anni, di città in città, di quartiere in quartiere, per cercare un approdo. Attorno a lei ruotano altri personaggi. Ma solo Morena riuscirà a trovare una terra ferma ove fermarsi, accogliendo con indulgenza il caso, la violenza degli uomini e i doni del loro destino.

Etica. Esposizione e commento di Piero Martinetti

Spinoza elabora un’etica laica, in cui l’uomo è visto come un essere naturale che deve essere incluso nell’ambito della produttività infinita della natura. Secondo Spinoza l’uomo è parte della natura universale, e non si può parlare della sua libertà senza conoscere in che cosa questa consista e come sia possibile all’interno della totalità della natura: la conoscenza della natura delle cose è pertanto prioritaria e fondamentale. Come per i classici, anche per Spinoza il momento propriamente etico, ossia la descrizione delle azioni che consentono all’uomo di pervenire alla sua massima perfezione, giunge al termine di un percorso che fonda le conoscenze indispensabili allo scopo. **

Eredità Di Sangue

A cinquant’anni Claudio Ravello, chiamato dai suoi nemici il Longobardo, è uno degli uomini più potenti e temuti di Costantinopoli. Amico personale dell’Imperatore e generale di grande talento, è anche un uomo solo, sfiduciato e profondamente insoddisfatto della propria vita, trascorsa in gran parte tra sangue e violenza. Un eccidio di contadini inermi compiuto dai suoi soldati rappresenta l’ultimo, insopportabile oltraggio alla sua coscienza, mentre il successivo incontro con un prigioniero di guerra sembra offrirgli un’inaspettata occasione di riscatto. Per coglierla sarà costretto a tornare con la memoria a trent’anni prima, all’epoca della sua giovinezza nel regno longobardo quando, insieme a un pugno di valorosi, lottava per la propria sopravvivenza e per la salvezza della sua famiglia. Quest’avventura a ritroso nel tempo gli farà incontrare i fantasmi di un passato che credeva sepolto per sempre e gli rivelerà un tragico segreto, ma gli permetterà anche di ritrovare la propria identità e imboccare la strada della redenzione. Ambientato tra i Balcani e la pianura del Po, Eredità di Sangue è un viaggio attraverso la responsabilità individuale e la libertà di coscienza, oltre che un affresco straordinariamente accurato di un’epoca violenta e remota in cui civiltà e barbarie si confrontano in un conflitto senza fine.

Eragon (Versione Italiana)

Quando **Eragon** trova una pietra blu nella foresta è convinto che gli sia toccata una grande fortuna: potrà venderla e sfamare la sua famiglia per tutto l’inverno. Ma la pietra in realtà è un uovo che, schiudendosi, rivela un contenuto straordinario: un cucciolo di drago.
È così che Eragon scopre di essere destinato a raccogliere un’eredità antichissima.
Forte di una spada magica e dei consigli di un vecchio cantastorie, dovrà cavarsela in un universo magico pieno d’insidie e dimostrare di essere il degno erede dei Cavalieri dei Draghi.
Fanno parte del **Ciclo dell’Eredità** :
*ERAGON*
*ELDEST*
*BRISINGR*
*INHERITANCE*
*LA FORCHETTA, LA STREGA E IL DRAGO*
**DAL 22 GENNAIO 2019 “LA FORCHETTA, LA STREGA e IL DRAGO”: nei nuovi racconti di Alagaesia** torna Eragon, che ha lasciato Alagaësia in cerca del luogo perfetto per addestrare una nuova generazione di Cavalieri dei Draghi.

Equazione tempo

Edmund Cooper, il giovane autore di “Uomini e androidi” pubblicato recentemente nella nostra collezione, ha scritto questa nuova storia del futuro col suo solito stile brillante e scorrevole che ben si addice a una lettura d’evasione. La fantasia audace ma controllata di Cooper, fa di questo autore una specie di poeta della scienza e dei suoi problemi, un narratore fra i più validi nella nuova generazione di scrittori di fantascienza. I suoi dieci uomini che a bordo dell’astronave Solarian lasciano il loro mondo costretto a vivere sotto una cupola per tuffarsi nello spazio silenzioso e terribile che si chiama l’universo, sono il meglio della vecchia Terra, e la speranza ultima che il seme della razza umana non vada distrutto. Lo scopo di questi dieci esseri umani, cinque uomini e cinque donne, è di trovare un pianeta vergine sul quale trapiantare la loro discendenza. E dopo un viaggio che dura intere generazioni, attraverso il desolante vuoto dello spazio o l’ostilità irriducibile dei mondi incontrati, il seme della razza umana arriva infine alla terra promessa…
Copertina di: Karel Thole