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Il mistero delle 13 chiavi

Raccontano i nativi americani di 13 teschi di cristallo, di dimensioni naturali, con la mandibola articolata, capaci di parlare e cantare, che conterrebbero importanti rivelazioni sull’origine, il fine e il destino dell’umanità, e la risposta ad alcuni dei più grandi misteri della vita e dell’universo. Secondo l’antica tradizione, verrà un giorno in cui i 13 teschi di cristallo saranno ritrovati e riuniti affinché la loro sapienza sia portata a conoscenza di tutti.
Quando Chris Morton e Ceri Louise Thomas ascoltano questa leggenda nella profonda foresta dell’America Centrale la prendono per un’affascinante storia di folclore locale; ma poi vengono informati che nel 1926 Anna Mitchell-Hedges, figlia di un archeologo inglese sulle tracce di una città sepolta, ne scoprì uno.
Tanto basta per far scattare in loro la voglia di saperne di più. Appurato che la Mitchell-Hedges è ancora viva, riescono a scovarla e a farsi mostrare il teschio. Ne restano quasi ipnotizzati, e a quel punto il desiderio di accertare la verità e di completare il puzzle con i pezzi mancanti è irresistibile. Con il rigore di un’indagine poliziesca, vanno a caccia di indizi e incontrano scienziati, archeologi, antropologi ma anche medium, cacciatori di UFO, sciamani, in una ricerca che li porta dal British Museum al Trocadéro di Parigi -dove sono conservati altri due teschi di cristallo – dai laboratori della Hewlett-Packard – dove venne esaminato per anni il teschio della Mitchell-Hedges -alle distese innevate del Canada, dai deserti degli Stati Uniti alle foreste tropicali del Messico, Guatemala e Belize. Come due moderni e impavidi Indiana Jones, ascoltano tutte le leggende che circondano i teschi di cristallo, vagliano le diverse teorie sulla loro provenienza, studiano le antiche civiltà che ne ripor-
tano  l’esistenza,  dai  maya  agli egizi, dagli aztechi agli indiani d’America. Dotati di proprietà magiche e curative e capaci di dare la felicità a chi li avvicina, o portatori di poteri malefici? Sorta di sofisticatissimi computer che sfruttavano già all’epoca le proprietà del cristallo per contenere e trasmettere informazioni? Provenienti da Atlantide o portati dai nostri progenitori extraterrestri? E   ancora:   quali   sconcertanti  verità nascondono? È vero, come si crede, che preannunceranno la fine del mondo nel 2012? Come possono essere stati ricavati da un unico blocco di cristallo di quarzo in un’epoca in cui non esistevano macchinari? Sono forse stati levigati con la sabbia? Ma accurati calcoli dicono che ci sarebbero voluti 150 anni per farne uno. E poi ci sono infiniti falsi, fabbricati di recente, in Germania, in Messico, in Brasile… Interessante come un saggio, appassionante come un romanzo di avventura, illuminante come un testo spirituale, Il mistero delle 13 chiavi sconvolgerà le menti  più   razionali,  farà  dubitare  le coscienze più salde, minerà le fondamenta della storia come ci è stata raccontata,   ma   certamente  coinvolgerà chiunque, come in una gigantesca caccia al tesoro.

Il Mistero Dei Kyber

L’astronave Heavensbridge orbita intorno al pianeta Onogoro, aspro e freddo mondo di una stella doppia. Dentro l’astronave, una spedizione internazionale è pronta a sbarcare, ansiosa di studiare la straordinaria razza Kyber, un popolo composto di esseri per metà organici e per metà macchine. I Kyber vivono in una rete apparentemente infinita di rovine, e hanno l’abitudine di “spegnersi” (quindi, di morire) periodicamente. Mentre la linguista della spedizione il suo collega antropologo cercano di risolvere il mistero di una cultura inconcepibile, i fisici scoprono che la stella dei Kyber sta per diventare una nova ed esplodere. Ma la notizia – misteriosamente – non turba affatto il popolo-cyborg.

Il Millennio Dimenticato

I lettori già conoscono Teldy Naim dal suo romanzo “I giorni dell’atomo” presentato in questa collezione. Nel presente racconto l’autore pone un bizzarro problema. L’umanità è nel 3293 d.C. Gli uomini sono pochi sulla faccia della Terra, ma civili, e conoscono della propria storia tutto ciò che si sa ai nostri giorni; tuttavia c’è una frattura di un millennio nella storia dell’umanità: dal 1970 al 2070 non v’è la minima traccia nel mondo e nella memoria delle razze che lo popolano. Sanno, tuttavia, che qualcosa ha dovuto cambiare la faccia del mondo: il sole tramonta a nord, l’Equatore passa all’altezza del Labrador, e il Tropico del Cancro al livello di quella che un tempo si chiamava Islanda… Gli scienziati s’affannano nelle ricerche del “Millennio dimenticato”, ma invano. Finché un giorno, da un satellite artificiale che va alla deriva nello spazio fin dal 1959, cade sulla Terra una ragazza di diciotto anni. Secondo i suoi calcoli dovrebbe essere il maggio del 1980… e invece si trova nel 3293! Come spiegare questo mistero? Ed ecco che il romanzo conduce per mano i simpatici personaggi che lo popolano verso il più remoto passato. Il lettore vede sfilare nella storia la regina di Saba, Beethoven, Shakespeare, e infine gli uomini del “Millennio dimenticato”, in un bizzarro viaggio che appassiona, insegna e diverte.

Il Medio Evo

La larghezza di orizzonti del “Medio Evo” volpiano, che si estende a tutti i paesi e popoli che hanno formato l’Europa moderna e, insieme, a quelli che con essi ebbero rapporti storici, è dovuta non solo alla straordinaria apertura dello spirito dell’autore ma pure alla sua preoccupazione di scrivere un’opera informativa che servisse anche a un pubblico più vasto e meno preparato, agli studenti universitari, ai professori di liceo e ai loro alunni, alle persone colte.

Il mattino

Il quinto volume dell’Edizione nazionale delle opere di Giuseppe Parini presenta i due poemetti che diedero al loro autore la fama e l’importanza meritata nella storia delle nostre lettere. L’assetto ormai stabile della valutazione storiografica dei testi, pubblicati direttamente dall’autore, sta alla base di questa nuova edizione critica (con ampio commento e ricca introduzione), che ha consentito, d’altra parte, la messa a punto di alcune questioni filologiche sollevate dalle ricerche più recenti. Dedicare a questi poemetti un volume specifico vuol dire anche promuoverne una conoscenza oggettiva e autonoma, nella dialettica evoluzione che lega un testo all’altro, una valutazione che si appelli ai caratteri della loro scrittura, così come furono recepiti dal pubblico del loro tempo, senza riguardo per ciò che sarebbe seguito. **

Il maestro di Saturno

Dopo cinque anni d’assenza, l’incrociatore spaziale di Dick Blake ritorna sulla Terra da una disgraziata crociera su Plutone. Dick porta a Monopoli, la grandiosa capitale mondiale, un campione di miranio, straordinario metallo avuto in dono dai plutoniani della razza sotterranea… Ma le cose prendono una brutta piega. Appena sbarcato, Dick viene a sapere che May, la sua fidanzata, credendolo morto si è promessa sposa a Mark Branscornbe, amico dell’astronauta e importante uomo politico di Monopoli. May acconsente a ritornare con Dick, ma Branscombe deruba del miranio il suo vecchio amico e fa in modo che Dick e May naufraghino su Saturno. Qui vive il grande Maestro Nofrac con la sua gente, una gente antica che già visse sulla Terra. Il Maestro prende i due giovani sotto la sua onnipotente protezione; e la causa della giustizia trionferà alla fine dopo le più avvincenti avventure cosmiche e scientifiche, care ai lettori di Urania.
Copertina di Curt Caesar