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Incontro con Rama

11 settembre, data fatidica: in quel giorno (ma nel 2077) un grosso meteorite si abbatte sulla Pianura padana, devastandola. Per evitare che disastri del genere possano ripetersi, viene approvato d’urgenza il progetto Guardia Spaziale, con il compito di catalogare e studiare l’orbita degli asteroidi nel sistema solare. Poi, nel 2130, i radar della Guardia Spaziale individuano un oggetto che sulle prime viene scambiato per un grosso asteroide, ma che è in realtà un oggetto volante sconosciuto. Il comandante Norton riceve l’ordine di esaminare da vicino, con la sua astronave Endeavour, il silenzioso colosso, e se possibile sbarcarvi. È la storia di questa memorabile visita che Arthur C. Clarke ci racconta col suo inimitabile piglio avventuroso e scientifico, ironico e drammatico, magistralmente realistico e carico di affascinanti aperture sull’Universo.
Copertina di Franco Brambilla

Implosione Stellare

Orgoglioso dei suoi progressi scientifici e della perfezione tecnica raggiunta, l’uomo di un lontanissimo futuro si sente pronto ad affrontare la più ambiziosa impresa di tutti i tempi: l’esplorazione e la conquista dei mondi che compongono la nebulosa di Andromeda. Così una gigantesca astronave, tecnicamente perfetta, decolla un giorno dall’attrezzatissimo astroporto di New York, trasportando i cinquecento uomini che formano il suo equipaggio, selezionato con cura fra i migliori scienziati e i tecnici più qualificati di tutta la Terra. Tutto e stato previsto, calcolato, controllato. Tutto tranne la possibilità che il Comandante dell’astro-nave, messo di fronte a un’impresa superiore alle sue reali capacita, si riveli un pazzo, megalomane. Tutto tranne il fatto che i cinquecento uomini capitino in una zona dell’universo dove ogni legge fisica è sovvertita, dove i loro perfettissimi strumenti si rivelano inutili, dove ogni scienza terrestre viene annullata dall’inconcepibile ignoto. E i cinquecento uomini, i cinquecento migliori cervelli della progreditissima Terra, si trovano nelle condizioni di un bambino costretto a risolvere un’equazione di Einstein. Per molti di loro non ci sarà ritorno. Altri riusciranno, con un insperato aiuto, a rimettere piede sulla Terra. Ma non sarà la Terra che essi conoscono.

Imago mortis

Milano, 2013. Augusto Ghites è un medium con un incredibile potere: entra in contatto con gli spiriti dei defunti solo sniffando o fumando le loro ceneri, come se si trattasse di una droga qualsiasi. Questa terribile dote, a metà fra la maledizione e la tossicodipendenza, fa di lui un uomo solitario, malinconico, ostaggio del proprio vizio segreto, e circondato solo da gente morta. Quando un’anziana ex prostituta gli chiede di aiutarla a scoprire l’assassino che nel 1953 uccise diverse sue colleghe, inizia per Ghites la discesa in un girone infernale di cimiteri, ex case chiuse, battone ottuagenarie, circhi malfamati, periferie invase da scorie chimiche e balordi di ogni risma, sullo sfondo di una Milano pre-Expo schizofrenica, spietata, preda degli istinti più bassi e del motto segreto che regola la vita dei suoi cittadini: homo sine pecunia est imago mortis, l’uomo senza denaro è l’immagine della morte.
“La potenza narrativa messa in campo dall’autore è devastante” – Nella mente di Redrum.
“Ricorda i trip di un Burroughs in pieno delirio creativo” – Taccuini da Altri Mondi.
“Come mi fa spaventare e inquietare Marolla, non ci riesce nessuno” – Il Viagra della Mente.
“Questa novel è un acquisto obbligatorio” – Plutonia Experiment.
“Ho letto una cosa strafiga, un tipo che sniffa la cenere dei morti si muove in una Milano più nera e cupa della polvere che inala. Uno spettacolo.” – Letteratura Horror. **
### Sinossi
Milano, 2013. Augusto Ghites è un medium con un incredibile potere: entra in contatto con gli spiriti dei defunti solo sniffando o fumando le loro ceneri, come se si trattasse di una droga qualsiasi. Questa terribile dote, a metà fra la maledizione e la tossicodipendenza, fa di lui un uomo solitario, malinconico, ostaggio del proprio vizio segreto, e circondato solo da gente morta. Quando un’anziana ex prostituta gli chiede di aiutarla a scoprire l’assassino che nel 1953 uccise diverse sue colleghe, inizia per Ghites la discesa in un girone infernale di cimiteri, ex case chiuse, battone ottuagenarie, circhi malfamati, periferie invase da scorie chimiche e balordi di ogni risma, sullo sfondo di una Milano pre-Expo schizofrenica, spietata, preda degli istinti più bassi e del motto segreto che regola la vita dei suoi cittadini: homo sine pecunia est imago mortis, l’uomo senza denaro è l’immagine della morte.
“La potenza narrativa messa in campo dall’autore è devastante” – Nella mente di Redrum.
“Ricorda i trip di un Burroughs in pieno delirio creativo” – Taccuini da Altri Mondi.
“Come mi fa spaventare e inquietare Marolla, non ci riesce nessuno” – Il Viagra della Mente.
“Questa novel è un acquisto obbligatorio” – Plutonia Experiment.
“Ho letto una cosa strafiga, un tipo che sniffa la cenere dei morti si muove in una Milano più nera e cupa della polvere che inala. Uno spettacolo.” – Letteratura Horror.

Il volto nell’ombra

Il losco Laker è arrivato a Londra dal Sudafrica per prendersi la sua rivincita. Dare una lezione a quello sfruttatore del vecchio Malpas è l’unico pensiero che, insieme ai fumi dell’alcol, gli circola nella mente. Grave imprudenza, perché l’uomo dal volto inquietante che siede al buio di fronte a lui non è tipo da lasciarsi cogliere di sorpresa, e non basta una pistola in pugno per spuntarla contro la pura malvagità. L’incauto Laker, che a breve galleggerà cadavere sulle acque del Tamigi, avrà davanti l’eternità per pentirsene. Il capitano di polizia Richard Shannon, invece, disporrà di meno tempo per risolvere il caso. Compito reso ancora più arduo da una vicenda che si intreccia con il furto della collana di una regina e la scomparsa di una ragazza, fra passaggi segreti e traffici di diamanti. E, su tutto, le sinistre apparizioni di una maschera mostruosa. **
### Sinossi
Il losco Laker è arrivato a Londra dal Sudafrica per prendersi la sua rivincita. Dare una lezione a quello sfruttatore del vecchio Malpas è l’unico pensiero che, insieme ai fumi dell’alcol, gli circola nella mente. Grave imprudenza, perché l’uomo dal volto inquietante che siede al buio di fronte a lui non è tipo da lasciarsi cogliere di sorpresa, e non basta una pistola in pugno per spuntarla contro la pura malvagità. L’incauto Laker, che a breve galleggerà cadavere sulle acque del Tamigi, avrà davanti l’eternità per pentirsene. Il capitano di polizia Richard Shannon, invece, disporrà di meno tempo per risolvere il caso. Compito reso ancora più arduo da una vicenda che si intreccia con il furto della collana di una regina e la scomparsa di una ragazza, fra passaggi segreti e traffici di diamanti. E, su tutto, le sinistre apparizioni di una maschera mostruosa.

Il vodu in Africa. Metamorfosi di un culto

Il vodu è un culto religioso praticato da secoli in Africa occidentale e giunto nelle Americhe con gli schiavi (dove ha assunto caratteristiche proprie e il nome di voodoo). In questo volume, frutto di una ricerca sul campo durata diversi anni, si analizzano le forme di vodu ancora esistenti nella regione costiera di Togo e Bénin, sia nelle aree rurali che nelle principali città, dove i culti vodu rivestono un ruolo molto importante nella vita religiosa locale. Si tratta di un complesso sistema di credenze che si fonda su un’intensa pratica rituale: le danze, i movimenti e le decorazioni del corpo, i fenomeni di possessione, i colori, i suoni, gli odori, gli animali sacrificati e gli oggetti dei santuari sono gli attori essenziali delle cerimonie rituali, attraverso le quali gli adepti costruiscono un senso di appartenenza sociale e tracciano un dialogo con il mondo del non visibile. I vodu sono entità che incarnano al contempo il bene e il male, la speranza di prosperità e di successo e una costante minaccia di morte, sovente espressa attraverso il linguaggio della stregoneria. Gli interlocutori e protagonisti del libro sono i praticanti, i sacerdoti e le sacerdotesse vodu, ma anche l’insieme della cultura materiale che per la sua intensa capacità espressiva ha da sempre attratto e respinto i viaggiatori, i missionari, i mercanti e gli studiosi. **

Il varco di Satana

Questo è un romanzo di fantascienza assai diverso dal solito. E nuovi sono i problemi che esso pone ai lettori, ma non per questo meno affascinanti. Che cos’è la “forza vitale” che si è impossessata del corpo martoriato di Nemo? E chi è, veramente, Nemo? Il potere di quella sconosciuta,energia è terrificante, avvince e fa fremere. Il Varco di Satana ha pagine di una potenza evocativa difficilmente superabile, e come l’ambizioso dottor Hyman, come l’avido studente Lipwade, facile preda di colui che credeva di dominare, come la dolce Ester, come il mite vicario, cosi anche i lettori rimarranno affascinati e inorriditi di fronte alla inafferrabìle, sconcertante, mutevole personalità – candida come un neonato e tenebrosa come lo spirito stesso del Male – che, un misterioso destino ha voluto mandare fra gli uomini, monito forse della fragilità umana e simbolo delle enormi, sconosciute forze che avvolgono l’universo.
Copertina di Carlo Jacono