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Occhi nello spazio

Ogni tanto torna di moda l’enigma dei dinosauri, esseri giganteschi dei quali fino a due secoli fa non si conosceva nemmeno l’esistenza (e dove la parte enigmatica riguarda la loro estinzione, avvenuta nel Cretaceo). Ma se non fossero scomparsi e si fossero semplicemente trasferiti su un altro pianeta? Non grazie alla loro limitata intelligenza, certo, ma aiutati e trasportati da una razza più sensibile ed evoluta… Ridotta la massa corporea e potenziata la mente, i tirannosauri avrebbero finito per sviluppare la paziente e sofisticata civiltà descritta in questo stupefacente romanzo. Nel quale un brillante scienziato – quello che potremmo considerare l’equivalente sauro di Galileo – deve convincere i suoi concittadini delle verità contenute negli ultimi sviluppi dell’astronomia. Anche perché ignorarle metterebbe in serio pericolo il mondo dei Quintaglio, rettili pensanti ma non senza pregiudizi. **
### Sinossi
Ogni tanto torna di moda l’enigma dei dinosauri, esseri giganteschi dei quali fino a due secoli fa non si conosceva nemmeno l’esistenza (e dove la parte enigmatica riguarda la loro estinzione, avvenuta nel Cretaceo). Ma se non fossero scomparsi e si fossero semplicemente trasferiti su un altro pianeta? Non grazie alla loro limitata intelligenza, certo, ma aiutati e trasportati da una razza più sensibile ed evoluta… Ridotta la massa corporea e potenziata la mente, i tirannosauri avrebbero finito per sviluppare la paziente e sofisticata civiltà descritta in questo stupefacente romanzo. Nel quale un brillante scienziato – quello che potremmo considerare l’equivalente sauro di Galileo – deve convincere i suoi concittadini delle verità contenute negli ultimi sviluppi dell’astronomia. Anche perché ignorarle metterebbe in serio pericolo il mondo dei Quintaglio, rettili pensanti ma non senza pregiudizi.

Novelle: volume terzo

Il terzo volume comprende (oltre alla prefazione) due raccolte importanti e fra le più note: Chiaroscuro (1912) e Il fanciullo nascosto (1915). Accanto al costante impegno a migliorarsi, un fattore ben preciso contribuisce a sollecitare la maturazione della scrittrice: numerosi racconti furono pubblicati nella terza pagina del “Corriere della Sera”, del quale la Deledda era diventata collaboratrice fin dal 1909; una crescita sottolineata ora da una maggiore attenzione da parte della critica ma anche di un pubblico “italiano” e non più solo “sardo”.

Novelle: volume quarto

Le tre raccolte di questo volume segnano ulteriori tappe della parabola letteraria della scrittrice: Il ritorno del figlio, La bambina rubata (1919), Il flauto nel bosco (1923), Il sigillo d’amore (1926). Come precisa la curatrice nella prefazione al volume, nelle prime due la Sardegna compare o come sfondo di racconti-leggenda o come luogo di un’adolescenza mitizzata. Nella raccolta Il sigillo d’amore le novelle sarde sono tre; l’Isola è ormai lontana, ma non dimenticata, e la narrazione è impostata sul riemergere di esperienze del passato.

Non saremo noi

Nota: prima parte di “The Golden Man” la seconda è in “[Piccola città](https://www.goodreads.com/book/show/15831567.Piccola_citt_ “Piccola città”)”
Philip K. Dick è tra i più celebrati narratori di fantascienza U.S. sia per i suoi romanzi sia, e forse anche più, per le sue short-stories. Questa prestigiosa antologia di suoi racconti rari o introvabili (tutti inediti in Italia tranne due, pubblicati molti anni fa) è stata curata da Mark Hurst in collaborazione con lo stesso Dick, che vi ha premesso una mordente introduzione e aggiunto speciali note. Ecco l’indice completo dell’opera che pubblichiamo in due volumi, dei quali il secondo uscirà tra due settimane.
Indice:
La Macchina (The Unreconstructed M, 1957 [1956])
Partita di ritorno (Return Match, 1966)
Il Re degli Elfi (The King of the Elves, 1953)
Yancy (The Mold of Yancy, 1955)
Legatura in pelle (Not By Its Cover, 1968)
I seguaci di Mercer (The Little Black Box, 1964)
Non saremo noi (The Golden Man, 1954)
Copertina di Karel Thole

Non Perdiamoci Di Vista

« *Federica Bosco, scrittrice da un milione di copie vendute, penna leggera e ironica che scava con sensibilità nei sentimenti dei personaggi.* »
**IO Donna – Maria Grazia Ligato**
« *Federica Bosco, scanzonata anche quando malinconica, capace di ritrarre l’anima delle donne in momenti di passaggio, di difficoltà e di gioia, che sia destinata a durare poco o tutta la vita.* »
**TTL-La Stampa – Alessia Gazzola**
« *”Non perdiamoci di vista” è una storia di ricordi e della nostalgia dei meravigliosi e tormentati anni dell’adolescenza.* »
**F – Benedetta Sangirardi**
« *Questo romanzo è la fotografia di una generazione, privo di stucchevole nostalgia.* »
**Alessia Gazzola**
**Come quegli anni che non scorderemo mai** *«Mi ero ripromessa che sarebbe stato l’ultimo Capodanno che avrei trascorso così, ma poi ne erano passati altri sei e adesso mi sentivo davvero come la povera illusa che continua a esprimere desideri quando vede una stella cadente o sente i rintocchi della mezzanotte.»* È l’ennesimo 31 dicembre, e Benedetta lo trascorre con gli amici della storica compagnia di via Gonzaga, gli stessi amici che, negli anni Ottanta, passavano i pomeriggi seduti sui motorini a fumare e a scambiarsi pettegolezzi, e che ora sono dei quarantenni alle prese con divorzi, figli ingestibili, botulino e sindrome di
Peter Pan.
Ma quello che, a distanza di trent’anni, accomuna ancora quei «ragazzi» è l’aspettativa di un sabato sera diverso dal solito in cui, forse, succederà qualcosa di speciale: un bacio, un incontro, una svolta. Un senso di attesa che non li ha mai abbandonati e che adesso si traduce in un messaggio sul telefonino che tarda ad arrivare. Un messaggio che potrebbe riannodare il filo di un amore che non si è mai spezzato nonostante il tempo e la distanza, che forse era quello giusto e che torna a far battere il cuore nell’era dei social, quando spunte blu, playlist e selfie hanno preso il posto di lettere struggenti, musicassette e foto sbiadite dalle lacrime.
Una nostalgia del passato difficile da lasciare andare perché significherebbe rassegnarsi a un mondo complicato, competitivo e senza punti di riferimento, che niente ha a che vedere con quello scandito dai tramonti e dal suono della chitarra intorno a un falò. Fino al giorno in cui qualcosa cambia davvero. Il sabato diverso dagli altri arriva. L’inatteso accade. La vita sorprende. E allora bisogna trovare il coraggio di abbandonare la scialuppa e avventurarsi a nuoto nel mare della maturità, quella vera.
Federica Bosco è una certezza per i lettori. Ogni suo romanzo diventa un bestseller grazie al passaparola inarrestabile. Un’autrice da oltre un milione di copie vendute, fonte inesauribile di nuove storie e nuovi, indimenticabili personaggi. *Non perdiamoci di vista* parla a tutti noi. Parla a tutte le generazioni. Perché il valore dell’amicizia non ha età. Perché tutti, almeno una volta nella vita, siamo stati fermi ad aspettare che succedesse qualcosa, per paura o per inerzia. Ma la vera magia è rischiare, qualunque cosa accada.   **
### Sinossi
« *Federica Bosco, scrittrice da un milione di copie vendute, penna leggera e ironica che scava con sensibilità nei sentimenti dei personaggi.* »
**IO Donna – Maria Grazia Ligato**
« *Federica Bosco, scanzonata anche quando malinconica, capace di ritrarre l’anima delle donne in momenti di passaggio, di difficoltà e di gioia, che sia destinata a durare poco o tutta la vita.* »
**TTL-La Stampa – Alessia Gazzola**
« *”Non perdiamoci di vista” è una storia di ricordi e della nostalgia dei meravigliosi e tormentati anni dell’adolescenza.* »
**F – Benedetta Sangirardi**
« *Questo romanzo è la fotografia di una generazione, privo di stucchevole nostalgia.* »
**Alessia Gazzola**
**Come quegli anni che non scorderemo mai** *«Mi ero ripromessa che sarebbe stato l’ultimo Capodanno che avrei trascorso così, ma poi ne erano passati altri sei e adesso mi sentivo davvero come la povera illusa che continua a esprimere desideri quando vede una stella cadente o sente i rintocchi della mezzanotte.»* È l’ennesimo 31 dicembre, e Benedetta lo trascorre con gli amici della storica compagnia di via Gonzaga, gli stessi amici che, negli anni Ottanta, passavano i pomeriggi seduti sui motorini a fumare e a scambiarsi pettegolezzi, e che ora sono dei quarantenni alle prese con divorzi, figli ingestibili, botulino e sindrome di
Peter Pan.
Ma quello che, a distanza di trent’anni, accomuna ancora quei «ragazzi» è l’aspettativa di un sabato sera diverso dal solito in cui, forse, succederà qualcosa di speciale: un bacio, un incontro, una svolta. Un senso di attesa che non li ha mai abbandonati e che adesso si traduce in un messaggio sul telefonino che tarda ad arrivare. Un messaggio che potrebbe riannodare il filo di un amore che non si è mai spezzato nonostante il tempo e la distanza, che forse era quello giusto e che torna a far battere il cuore nell’era dei social, quando spunte blu, playlist e selfie hanno preso il posto di lettere struggenti, musicassette e foto sbiadite dalle lacrime.
Una nostalgia del passato difficile da lasciare andare perché significherebbe rassegnarsi a un mondo complicato, competitivo e senza punti di riferimento, che niente ha a che vedere con quello scandito dai tramonti e dal suono della chitarra intorno a un falò. Fino al giorno in cui qualcosa cambia davvero. Il sabato diverso dagli altri arriva. L’inatteso accade. La vita sorprende. E allora bisogna trovare il coraggio di abbandonare la scialuppa e avventurarsi a nuoto nel mare della maturità, quella vera.
Federica Bosco è una certezza per i lettori. Ogni suo romanzo diventa un bestseller grazie al passaparola inarrestabile. Un’autrice da oltre un milione di copie vendute, fonte inesauribile di nuove storie e nuovi, indimenticabili personaggi. *Non perdiamoci di vista* parla a tutti noi. Parla a tutte le generazioni. Perché il valore dell’amicizia non ha età. Perché tutti, almeno una volta nella vita, siamo stati fermi ad aspettare che succedesse qualcosa, per paura o per inerzia. Ma la vera magia è rischiare, qualunque cosa accada.  
### Dalla seconda/terza di copertina
Federica Bosco, scrittrice e sceneggiatrice, ha al suo attivo una ricca produzione di romanzi e vari manuali di self-help. È stata finalista al premio Bancarella 2012 e il suo romanzo Pazze di me è diventato un film diretto da Fausto Brizzi.

Nome in codice: Sparta

È l’ultimo grido in fatto di creature bioniche. E il prodotto della più sofisticata ingegneria genetica, ed è autorizzata a risolvere solo casi d’importanza planetaria. Sparta, la bellissima e inquietante protagonista di questo romanzo, è la sola creatura nel sistema solare che possa risolvere l’enigma di Venus Prime, ed è a lei che viene affidata questa indagine ad alto rischio. Il lettore vedrà da sì con quali sforzi e quanto coraggio Sparta porterà a termine un compito che sembrava impossibile. Noi ci limitiamo ad informarlo che il romanzo trae spunto da un celebre racconto di Arthur C. Clarke, Aria per uno, e che Clarke stesso ha invitato Paul Preuss ad ampliarlo e aggiornarlo per farne ” un abile miscuglio di thriller e fantascienza, quasi al livello delle celebri storie di Asimov sulla coppia Lije Baley-R. Daneel Olivaw ” (Chicago Sun-Times).
Copertina di Vicente Segrelles

Noi marziani

Negli anni Novanta, i grandiosi progetti di colonizzazione interplanetaria sono stati dimenticati e Marte è ancora pressoché disabitato. Il lungo periodo di disinteresse ha favorito lo sviluppo di ogni sorta di traffici, dal contrabbando alla speculazione sulle aree che costeggiano la preistorica rete di canali, e la vita sul pianeta rosso è dura, come sempre è stata sulla Terra. L’avido Arnie Kott, il Membro Supremo del potente Sindacato degli Idraulici, è uno spietato affarista, determinato a sfruttare a proprio vantaggio ogni risorsa che il pianeta può ancora offrire. E chi potrebbe fermare il suo disegno? Forse le antichissime tradizioni dei Bleekmen, gli aborigeni marziani superstiti, o una realtà molto più sottile e sconvolgente: l’abisso spalancato negli occhi di Manfred, il ragazzo autistico che scivola avanti e indietro nel tempo, nei regni dell’entropia e della morte.
Scritto nel 1962 e pubblicato nel 1964, Noi marziani racconta il cinico sfruttamento di una colonia, di una terra, di una cultura, trasformando in incubo il sogno americano della conquista degli spazi. **
### Sinossi
Negli anni Novanta, i grandiosi progetti di colonizzazione interplanetaria sono stati dimenticati e Marte è ancora pressoché disabitato. Il lungo periodo di disinteresse ha favorito lo sviluppo di ogni sorta di traffici, dal contrabbando alla speculazione sulle aree che costeggiano la preistorica rete di canali, e la vita sul pianeta rosso è dura, come sempre è stata sulla Terra. L’avido Arnie Kott, il Membro Supremo del potente Sindacato degli Idraulici, è uno spietato affarista, determinato a sfruttare a proprio vantaggio ogni risorsa che il pianeta può ancora offrire. E chi potrebbe fermare il suo disegno? Forse le antichissime tradizioni dei Bleekmen, gli aborigeni marziani superstiti, o una realtà molto più sottile e sconvolgente: l’abisso spalancato negli occhi di Manfred, il ragazzo autistico che scivola avanti e indietro nel tempo, nei regni dell’entropia e della morte.
Scritto nel 1962 e pubblicato nel 1964, Noi marziani racconta il cinico sfruttamento di una colonia, di una terra, di una cultura, trasformando in incubo il sogno americano della conquista degli spazi.